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rassegna stampa del 21 gennaio 2026

agrigentonotizie.it
Aeroporto di Agrigento, vertice decisivo sul progetto al ministero
Una delegazione del Libero consorzio e altri rappresentanti al Mit per discutere dello scalo nella piana di Licata.


Mercoledì una delegazione agrigentina sarà ricevuta al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti per un incontro tecnico-istituzionale dedicato al progetto di realizzazione dell’aeroporto di Agrigento. Parteciperanno, autorizzato dal presidente del Libero consorzio comunale Giuseppe Pendolino, l’ingegnere Michelangelo Di Carlo, dirigente del settore infrastrutture che da anni segue l’iter amministrativo dell’opera, e il deputato agrigentino Calogero Pisano, promotore dell’articolo 8-bis inserito nel decreto legge Sud, approvato e convertito in legge, che prevede la costruzione di uno scalo nell’area centromeridionale della Sicilia.L’incontro con i tecnici del ministero rappresenta un passaggio decisivo per la valutazione del progetto, che riguarda la realizzazione di un aeroporto nella piana di Licata, ritenuto strategico per lo sviluppo economico e turistico del territorio agrigentino."Si tratta di un momento di confronto fondamentale – dice Calogero Pisano – che segue il lavoro puntuale e responsabile svolto dal Libero consorzio comunale di Agrigento. Solo poche settimane fa, infatti, l’ente, su impulso del presidente Giuseppe Pendolino, ha completato l’iter documentale trasmettendo al Mit tutta la documentazione tecnica e amministrativa richiesta per la valutazione finale del progetto"."L’incontro di mercoledì – aggiunge Pisano – conferma la volontà delle istituzioni locali e nazionali di procedere con serietà e determinazione lungo un percorso che può colmare un grave deficit infrastrutturale e aprire nuove prospettive di crescita, occupazione e competitività per l’area agrigentina e per l’intera Sicilia".



gds.it
Riforma degli enti locali rinviata per il maltempo, si voterà martedì all’Ars


La riforma degli enti locali slitta ancora. Doveva essere votata domani. Ma, come già accaduto una volta, a causa del maltempo la seduta all'Ars è stata rinviata. Se ne riparlerà martedì prossimo.
Nel frattempo proprio oggi è arrivato l'ultimo, disperato, appello di tutte le deputate all'Ars per evitare il voto segreto sulla norma che introdurrebbe anche in Sicilia l'obbligo a carico di ogni sindaco di nominare nelle giunte almeno il 40% di donne. Una regola in vigore da anni nel resto d'Italia e che non ha però superato lo Stretto malgrado vari tentativi.Questo articolo verrà votato all'Ars, all'interno della più ampia e non meno contestata riforma degli enti locali, che prevede anche l'introduzione del terzo mandato per i sindaci dei Comuni con meno di 15 mila abitanti e la creazione della figura del consigliere supplente (il primo dei non eletti che prende il posto di chi va a fare l'assessore).Sulla norma che riguarda le donne incombe il rischio del voto segreto e dunque della bocciatura malgrado nelle dichiarazioni ufficiali siano tutti, o quasi, a favore. E per questo motivo è arrivato l'appello delle deputate di ogni partito ai colleghi: «E' una questione di agibilità politica e, per certi versi, anche di civiltà. La norma sulla rappresentanza di genere negli enti locali siciliani, che fissa al 40 per cento la soglia minima per la presenza delle donne e viceversa, va votata a viso aperto. Che la politica abbia bisogno di più donne con impegno diretto è una necessità avvertita dagli elettori, si tratta ora di stimolare anche la partecipazione attiva delle donne con una legge che parte dai Comuni. Nel Parlamento regionale siamo solo 15 su settanta parlamentari, e negli enti locali la percentuale di donne elette e nelle giunte è di appena il 12 per cento. Ci auguriamo che nessuno ricorra domani al voto segreto su questa disposizione che, tra l’altro, si adegua ad una norma già vigente a livello nazionale. Votare contro a Sala d’Ercole sarebbe un’abiura, quasi una ritrattazione davvero grave».


lentepubblica.it
UNIONE PROVINCE ITALIANE
L’UPI in audizione in Senato sulla determinazione dei LEP 

Gandolfi: “Pieno coinvolgimento delle Province nell’attuazione della delega”.“La determinazione dei LEP dovrebbe essere realizzata attraverso una procedura approfondita e organica, da svolgersi in tempi adeguati, preceduta preliminarmente dall’individuazione delle funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane e accompagnata dalla quantificazione delle risorse necessarie così da non compromettere in alcun modo l’erogazione dei servizi essenziali su tutto il territorio”.Lo ha detto il Presidente di UPI, Pasquale Gandolfi, intervenendo in audizione alla Commissione Affari costituzionali del Senato sul disegno di legge delega per la determinazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni.
Comprendiamo le intenzioni del Governo – ha detto Gandolfi – per cui questo disegno di legge è funzionale a riprendere il percorso di attuazione della riforma dell’autonomia regionale, recependo le indicazioni della Corte Costituzionale. Tuttavia, la nostra preoccupazione è che la tempistica stringente prevista per la determinazione dei LEP e la mancanza della quantificazione delle risorse necessarie, rischi di portare a individuare livelli essenziali di prestazione minimi, accentuando così i divari territoriali già oggi esistenti nel Paese”.“Per questo – ha aggiunto Gandolfi – come UPI riteniamo essenziale la previsione di ulteriori garanzie, anche attraverso il pieno coinvolgimento delle autonomie territoriali in tutto il percorso di definizione dei decreti attuativi del disegno di legge delega, prevedendo nell’ambito della Conferenza unificata, la costituzione di una sede di raccordo istituzionale strutturata, che possa accompagnare tutto il percorso di attuazione della delega e di monitoraggio dell’impatto dei LEP determinati su tutte le istituzioni della Repubblica.Resta per le Province essenziale e urgente – ha poi concluso il Presidente di UPI – procedere con urgenza all’attuazione del federalismo fiscale, prevedendo un nuovo sistema di autonomia finanziaria e tributarie per tutti gli enti territoriali, e che sia finalmente ripreso e portato all’approvazione del Consiglio dei ministri e all’esame del Parlamento il disegno di legge di revisione del TUEL”.


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