LA SICILIA
Stop alle buche e ai cedimenti: ecco il piano per mettere in sicurezza le strade della zona Est Barriere, gabbionate e nuovo asfalto: così cambia la rete viaria nell'Agrigentino.
Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento accelera sulla messa in sicurezza della rete viaria provinciale. È stato ufficialmente pubblicato il bando di gara relativo all'accordo quadro annuale per interventi urgenti nella Zona Est del territorio. L’operazione, finanziata con 1.957.000 euro (fondi regionali ex Legge 145/2018), mira a ripristinare la piena funzionalità di collegamenti vitali tra centri abitati e distretti agricoli.
I dettagli dell'intervento
I sopralluoghi dei tecnici del Settore Infrastrutture hanno evidenziato criticità diffuse: cedimenti della sede stradale e danni causati dall'usura e dal maltempo. Il piano dei lavori prevede: posa di gabbionate di contenimento e ripristino del sottofondo stradale; sistemi di deflusso per le acque meteoriche e pulizia di cunette e tombini; installazione di nuove barriere di protezione e rifacimento della segnaletica.
Scadenze e modalità di gara
Trattandosi di una procedura telematica con inversione procedimentale, le offerte dovranno pervenire entro le ore 12:00 del 9 marzo 2026 tramite la piattaforma digitale Maggioli. L’apertura delle buste virtuali avverrà il giorno successivo, 10 marzo, presso la sala gare di via Acrone ad Agrigento.
“Il nostro impegno continua”, ha dichiarato il Presidente Giuseppe Pendolino, sottolineando come l’Ente stia sfruttando i numerosi finanziamenti ottenuti per garantire strade più sicure ai cittadini.
GRANDANGOLO
Case di comunità nell’agrigentino, l’assessore Faraoni: “nuovo modello di assistenza sanitaria per i cittadini”
L'assessore regionale alla salute in tour tra Ribera, Canicattì e Ravanusa per inaugurare le Case di Comunità
Dopo Agrigento sono state inaugurate a Ribera, Canicattì e Ravanusa le case di comunità strutture che rappresentano il primo elemento di contatto tra il cittadino e il sistema sanitario pubblico. Comprendono un punto di accoglienza e di orientamento, ma soprattutto vogliono essere il luogo in cui il cittadino trova risposte adeguate alle sue esigenze sanitarie o sociosanitarie, con particolare attenzione per i soggetti fragili e i pazienti cronici.
“Un traguardo importante per la sanità regionale, perché le case di comunità rappresentano un punto fondamentale del rinnovamento al quale stiamo andando incontro una sanità vicina al cittadino che deve poter trovare più rapido accoglimento nei suoi bisogni di salute, evitando lunghe code, evitando anche di affollare il pronto soccorso ogni qualvolta ne abbia bisogno”, ha dichiarato l’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, a margine di un sopralluogo presso l’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento alla presenza del direttore dell’Asp di Agrigento, Giuseppe Capodieci.
“Il cittadino dovrà cambiare modalità con la quale affrontare le proprie esigenze, quindi presso la casa di comunità potrà trovare se necessario anche il suo medico di medicina generale, potrà trovare il medico di continuità assistenziale, ma potrà trovare anche gli specialisti dei quali poter aver bisogno e ove non sia possibile reperire poter affrontare i suoi bisogno potrà trovare l’aiuto per poter arrivare alle prestazioni necessarie”, ha sottolineato l’assessore regionale Faraoni.
Le case di comunità aperte 24h avranno un duplice obiettivo, da un lato ridurre il ricorso improprio al Pronto Soccorso per problemi di salute non realmente urgenti, con l’obiettivo dichiarato di ridurne il sovraffollamento, e dall’altro lato offriranno ai cittadini un’assistenza di base complementare a quella che già ricevono dai propri medici e pediatri, assicurando così una vera continuità dell’assistenza quando gli ambulatori di questi ultimi non sono aperti, anche in orari diurni.
“Ne abbiamo 19 in tutta la Provincia. Adesso il problema non è solo inaugurarle ma riempirle perché entro il 31 marzo ci devono consegnare tutti i lavori e quindi tutte le case della comunità, ma ora sarà necessario reperire medici, infermieri e soprattutto riuscire a garantire ai cittadini soprattutto, quelli che portano patologie croniche di poter avere un’assistenza capillare in tutto il territorio della provincia senza bisogno di ricorrere alle strutture ospedaliere e questo porterà a un decongestionamento dei pronto soccorso”, ha dichiarato il manager dell’azienda sanitaria di Agrigento, Giuseppe Capodieci.
Dunque meno persone nei pronto soccorso, tempi di attesa che si riducono, il che porta a meno aggressioni nei confronti di medici e infermieri. “Se noi riusciamo a creare ordine nell’accesso ai nostri punti in cui eroghiamo salute, dice l’assessore Faraoni, probabilmente anche il cittadino, anche quello più fragile, perché le aggressioni molto spesso sono connesse a particolari condizioni di fragilità in cui si trova il cittadino e quindi probabilmente anche quelle fragilità verranno contenute e probabilmente avremo anche meno fenomeni che sono degenerativi di situazioni che comunque si verificano”.
All’inaugurazione delle case di comunità erano presenti i sindaci del territorio, il presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, il deputato regionale Carmelo Pace, e l’assessore regionale all’ambiente, Giusy Savarino, che ha partecipato alla cerimonia a Ravanusa, sua terra natia. “Si tratta di una svolta fondamentale e che poi proseguirà con l’inaugurazione di tutte le altre Case della Comunità per le quali- grazie a una battaglia sinergica con l’ex assessore Razza- proprio in provincia di Agrigento abbiamo ottenuto di andare oltre la rigida logica dei numeri e di penalizzanti criteri matematici, tenendo invece conto del reale bisogno di salute delle comunità locali con le proprie peculiarità relative ad aree interne e aree montane. Confidiamo ora nel massimo sforzo dell’attuale governance dell’Asp di reperire le professionalità che possano garantire un servizio idoneo con le necessarie figure specialistiche”, ha detto Savarino.
Adesso l’altra sfida sarà quella legata alle liste d’attesa. Il sistema sanitario della Regione Siciliana compie un passo decisivo verso la trasparenza e il servizio al cittadino. È ufficialmente operativo il portale dedicato alla consultazione in tempo reale delle liste d’attesa per le prestazioni sanitarie. L’iniziativa punta a trasformare radicalmente il rapporto tra istituzioni e utenza, rendendo consultabili dati che fino a ieri risultavano spesso opachi o di difficile accesso. Grazie a questo nuovo strumento digitale, l’obiettivo è fornire massima chiarezza e controllo su un settore vitale per la popolazione.
“Stiamo ragionando in questo momento su molte soluzioni ulteriori rispetto a quelle già prese. Abbiamo già emanato un primo decreto che riguarda le prestazioni urgenti e quelle da rendere in tempi brevi e abbiamo stabilito le modalità attraverso le quali queste non devono essere assolutamente prenotate, ma devono essere accolte con immediatezza delle organizzazioni sanitarie esistenti sul territorio“, continua l’assessore regionale alla salute. “Abbiamo anche introdotto le regole per i fragili, perché i fragili devono avere una corsia preferenziale che possa evitare qualunque ritardo in bisogni diciamo molto più necessari rispetto alle particolari condizioni altri soggetti, e ora stiamo lavorando anche sulle altre tipologie, in modo da rendere i tempi un pochino più prolungati, ma incidendo soprattutto nel quadro delle prestazioni e nei volumi prestazionali che ogni dirigente medico deve nell’ambito del servizio nazionale pubblico e poi parametrare su questi quelli che può rendere il regime libero professionale”, ha continuato l’assessore Faraoni.
LIVESICILIA
“Sicilia che piace 2026”, 4 milioni a imprese, associazioni ed enti locali
Le domande dovranno essere presentate entro le 24 del 2 marzo
PALERMO – La Regione rafforza il sostegno al sistema produttivo e lancia “Sicilia che piace 2026”, il programma che mette a disposizione 4 milioni di euro per promuovere le eccellenze dell’Isola. L’obiettivo dell’iniziativa, promossa dall’assessorato delle Attività produttive, è rafforzare la competitività delle filiere strategiche del territorio valorizzandole attraverso eventi, manifestazioni e attività di comunicazione: dall’agroalimentare all’artigianato, dalla moda alla nautica, dall’oreficeria alle nuove tecnologie.
Le iniziative finanziabili dovranno contribuire ad accrescere la notorietà e la riconoscibilità dei prodotti siciliani, favorendone la presenza sui mercati regionali, nazionali e internazionali.
Tamajo: “Risorse per sostenere chi lavora per valorizzare la nostra terra”
“Con Sicilia che piace – dice l’assessore Edy Tamajo – il governo Schifani mette in campo risorse concrete per sostenere chi, ogni giorno, lavora per valorizzare le eccellenze della nostra terra. Abbiamo voluto coinvolgere enti locali, associazioni e imprese perché crediamo che la promozione del territorio debba nascere da una rete ampia e partecipata. Non si tratta solo di finanziare eventi ma anche di sostenere iniziative capaci di generare valore economico, rafforzare le filiere produttive e creare nuove opportunità per il sistema imprenditoriale siciliano.Investire nella promozione dei nostri prodotti significa investire nel futuro dell’Isola”.
Come sono suddivise le linee di intervento
Le risorse sono suddivise in tre linee di intervento: 1,8 milioni destinati a imprese e soggetti privati con 300 mila euro riservati alle agenzie di comunicazione, 1,6 milioni agli enti locali e 600 mila euro per le associazioni.
Il contributo a fondo perduto varia in base ai beneficiari con un massimo di 20 mila euro per gli enti locali, 15 mila per le associazioni, 30 mila euro per le imprese e 20 mila per le agenzie di comunicazione.
Le domande dovranno essere presentate secondo le modalità previste dall’avviso ed esclusivamente tramite posta elettronica certificata entro le 24 del 2 marzo. Le iniziative proposte dovranno concludersi entro il 30 giugno di quest’anno e saranno selezionate sulla base della qualità progettuale, della capacità di generare ricadute economiche sul territorio e del livello di cofinanziamento garantito dai soggetti proponenti.
AGRIGENTOOGGI
Pubblicato il bando di gara lavori straordinari strade provinciali
Sono previsti nuovi interventi sulla rete viaria di competenza del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. E’ stato infatti pubblicato il bando di gara relativo all’accordo quadro annuale con un solo operatore economico per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali della zona Est. I vari sopralluoghi effettuati dai tecnici del Settore infrastrutture stradali hanno evidenziato danni e cedimenti della sede stradale in diversi punti, che richiedono diversi interventi per il ripristino della situazione originaria e la messa in sicurezza delle arterie stradali che collegano diversi centri abitati e distretti agricoli.Tra i lavori previsti la posa di gabbionate di contenimento, pozzetti di raccolta delle acque superficiali per il deflusso delle acque meteoriche, ripristino del sottofondo stradale, pulitura di cunette, tombini e ponticelli, posa di nuove barriere di protezione e di segnaletica verticale e orizzontale. L’importo a base d’asta è di 1.957.000 euro più Iva, compresi 58.710 euro per oneri di sicurezza (non soggetti a ribasso), interamente finanziati con fondi regionali previsti dalla Legge 145/2018 (art. 1, c.883) destinati a Liberi Consorzi e Città metropolitane della Sicilia per interventi sulla viabilità secondaria.Le offerte dovranno essere presentate entro le ore 12 del prossimo 9 marzo 2026 esclusivamente per mezzo della piattaforma digitale certificata Maggioli in uso al Libero Consorzio, trattandosi di procedura di gara telematica e con inversione procedimentale, Le offerte telematiche saranno aperte alle ore 8:30 del 10 marzo 2026 nella sala gare del Gruppo Contratti del Libero Consorzio Comunale di Agrigento (Via Acrone, 27 – Agrigento).“Il nostro impegno per migliorare la sicurezza delle strade di nostra competenza continua” afferma il Presidente Giuseppe Pendolino “e nuove gare d’appalto sono in programma grazie ai numerosi finanziamenti ottenuti”.
Il bando di gara e gli allegati tecnici sono consultabili al link:https://www.provincia.agrigento.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/16559
LENTEPUBBLICA
Rinnovo CCNL Enti Locali 2022-2024, CGIL denuncia doccia fredda in busta paga: aumenti minimi
Per FP CGIL Lombardia altro che svolta sugli stipendi: la firma definitiva sul rinnovo del contratto delle Funzioni Locali 2022-2024, attesa nelle prossime settimane, rischia di tradursi in incrementi ben più contenuti di quanto molti si aspettassero.
La sottoscrizione del nuovo CCNL è attesa a breve, per la precisione il prossimo 23 febbraio, dopo la certificazione della Corte dei conti sulle pre intese.
Ciò nonostante le cifre lorde annunciate non coincidono con quanto effettivamente finirà sul conto corrente di lavoratrici e lavoratori di Comuni, Province ed enti territoriali.
Il punto centrale è semplice: tra inflazione, anticipi già erogati e tassazione, l’aumento reale si assottiglia fino a diventare, in diversi casi, poco più di qualche decina di euro al mese.
Questo è quanto denunciato dalla FP CGIL Lombardia, che ha messo online “Operazione Verità”, uno strumento pensato per consentire a lavoratrici e lavoratori del comparto di verificare in anticipo quale sarà l’aumento effettivo sullo stipendio dopo la firma definitiva del contratto collettivo nazionale.
Un contratto giudicato insufficiente
Secondo la CGIL, il rinnovo non è in grado di compensare l’erosione del potere d’acquisto subita negli ultimi anni dai dipendenti degli enti locali. A sottolinearlo è il segretario della categoria lombarda, Dino Pusceddu, che definisce l’intesa “un contratto povero”, incapace di rispondere in modo adeguato alla crescita del costo della vita.
Il nodo centrale, spiega il dirigente sindacale, riguarda la mancanza di risorse aggiuntive nella legge di bilancio. Le proposte di modifica avanzate dal sindacato ai parlamentari, finalizzate a rafforzare il fondo destinato al rinnovo, non sono state accolte. Una decisione che ha natura politica e che ha inciso in modo determinante sull’esito finale della trattativa.
Proprio per questo motivo la CGIL non ha firmato l’ipotesi di contratto, scegliendo di avviare una consultazione tra il personale coinvolto.
Inflazione al 16,5%: il divario tra rincari e aumenti
Il triennio coperto dal nuovo contratto è stato segnato da un incremento dei prezzi che ha raggiunto il 16,5%. Un dato che, per il sindacato, avrebbe richiesto uno sforzo economico ben più consistente per evitare una perdita netta di reddito.
Se fossero stati stanziati fondi adeguati, sostiene Pusceddu, gli stipendi avrebbero potuto registrare incrementi attorno al 14,35%, accompagnati da un rafforzamento delle risorse destinate a produttività e indennità. Invece, secondo la valutazione del sindacato, tali misure non si sono concretizzate.
Il risultato, afferma il sindacato, è uno scostamento significativo tra l’aumento nominale previsto dal contratto e l’effettivo recupero del potere d’acquisto.
Un esempio concreto: cosa resta davvero in tasca
Il sindacato del comparto enti locali ha pertanto effettuato simulazioni basate su profili professionali specifici. Prendiamo il caso di un dipendente inquadrato nella categoria D3.
L’incremento lordo indicato è pari a 144 euro mensili. Tuttavia, di questa cifra, 85 euro sono già stati corrisposti nel tempo attraverso la maggiorazione dell’Indennità di Vacanza Contrattuale (Ivc), una voce introdotta per attenuare gli effetti del ritardo nei rinnovi. Altri 25 euro vengono assorbiti dalla tassazione.
Alla fine, l’aumento netto effettivamente percepito si aggira intorno ai 33 euro al mese.
Se l’inflazione fosse stata recuperata integralmente, la crescita retributiva per questo profilo avrebbe dovuto attestarsi attorno ai 317 euro. Il differenziale, quindi, supera i 170 euro mensili. Una distanza che, secondo il sindacato, si ripropone in misura analoga per gli altri livelli di inquadramento. Qui è possibile effettuare simulazioni in base al proprio profilo.
Il peso degli arretrati
La questione non riguarda soltanto gli aumenti futuri, ma anche gli arretrati relativi agli anni già trascorsi. Sempre nel caso preso ad esempio, la perdita accumulata nel periodo
coperto dal contratto viene stimata in circa 14.000 euro, mentre la somma riconosciuta ammonta a poco più di 1.100 euro lordi.
Si tratta di una forbice che, nella lettura del sindacato, rende evidente il divario tra le aspettative legate al rinnovo e il risultato finale.
Un altro aspetto sottolineato riguarda il carattere strutturale delle risorse mancanti: ciò che non viene stanziato oggi, sostiene il sindacato, non potrà essere recuperato in futuro. Il mancato adeguamento consolida infatti una base salariale più bassa, sulla quale si costruiranno anche i prossimi rinnovi contrattuali.
Carriere ferme e nessuna nuova area di qualificazione
Le criticità evidenziate non si limitano alla dimensione economica. Secondo la FP CGIL Lombardia, il contratto non introduce risorse per le progressioni verticali, lasciando bloccate le possibilità di avanzamento professionale.
Inoltre, non sarebbe stata istituita un’area dedicata alle elevate qualificazioni, elemento che avrebbe potuto valorizzare competenze e responsabilità crescenti all’interno degli enti locali. La mancanza di strumenti di sviluppo di carriera viene letta come un ulteriore segnale di debolezza dell’impianto complessivo.
Il sindacato richiama anche una realtà che definisce “vergognosa”: la presenza di lavoratrici e lavoratori impegnati in servizi essenziali con retribuzioni inferiori ai mille euro netti mensili. Una condizione che, a suo avviso, stride con l’importanza delle funzioni svolte per le comunità.
TELEACRAS
Nuovi interventi sulla rete viaria di Agrigento: pubblicato il bando per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali
Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento ha pubblicato il bando di gara per un accordo quadro annuale con un solo operatore economico, finalizzato alla manutenzione straordinaria delle strade provinciali della zona EST. I sopralluoghi dei tecnici hanno evidenziato danni e cedimenti che richiedono interventi per il ripristino e la messa in sicurezza delle strade.
I lavori previsti comprendono la posa di gabbionate, il ripristino del sottofondo stradale, la pulitura di cunette e tombini, e l’installazione di nuove barriere di protezione e segnaletica.
Il bando ha un importo di 1.957.000 euro, finanziato con fondi regionali. Le offerte devono essere presentate entro il 9 marzo 2026 tramite la piattaforma digitale certificata Maggioli.
Il Presidente Giuseppe Pendolino ha sottolineato l’impegno per migliorare la sicurezza viaria, con altre gare in programma grazie ai finanziamenti ottenuti.
Il bando e gli allegati sono consultabili sul sito ufficiale della Provincia di Agrigento.
LENTEPUBBLICA
Mobilità e rigenerazione urbana: dove finiscono i fondi del PNRR?
PNRR e fondi europei: 2,1 miliardi per le città italiane dedicati a mobilità e rigenerazione urbana, ma a che punto siamo davvero? Sono diversi i progetti aperti, ma come si stanno spendendo veramente le risorse? Il dossier Openpolis-Confocommercio fornisce alcune risposte.
È disponibile online la seconda edizione del dossier “Monitoraggio dei progetti pubblici per l’economia del territorio”, realizzato da Confcommercio e Fondazione Openpolis. Un lavoro di analisi che accende i riflettori su 34 grandi interventi urbani finanziati con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e dei fondi europei per la coesione, per un valore complessivo pari a 2,13 miliardi di euro.
L’indagine, pubblicata il 16 febbraio 2026 nella sezione “Potere politico”, rappresenta un aggiornamento rispetto alla prima edizione diffusa lo scorso luglio e si inserisce nel più ampio progetto “Monitor”, una piattaforma digitale data-driven nata dalla collaborazione tra le due organizzazioni per osservare l’attuazione degli investimenti pubblici nei contesti urbani.
Un termometro sull’attuazione delle politiche urbane
Non si tratta di un campione statistico in senso stretto, bensì di una selezione mirata di interventi ritenuti strategici per l’economia locale. I progetti sono stati individuati dalle associazioni territoriali di Confcommercio, realtà storicamente radicata nel tessuto produttivo nazionale, sulla base del loro impatto potenziale su commercio, servizi e qualità della vita.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: sperimentare un modello di partecipazione civica fondato sull’accountability, ovvero sulla responsabilità e sulla trasparenza delle amministrazioni nell’utilizzo delle risorse pubbliche. In altre parole, mettere sotto osservazione tanto le buone pratiche quanto le criticità, evitando che miliardi di euro restino intrappolati tra ritardi burocratici, rimodulazioni e revisioni di cronoprogramma.
Dove si concentrano gli investimenti
I 34 interventi monitorati sono distribuiti in 20 città italiane, dal Nord al Sud della penisola. I comuni più rappresentati risultano Roma e Genova, con quattro progetti ciascuno. Tuttavia, l’analisi non si limita ai grandi centri metropolitani: trovano spazio anche realtà di dimensioni più contenute come Brindisi, Catanzaro, Campobasso e Sassari.
Questa distribuzione geografica consente di cogliere differenze territoriali significative, sia in termini di capacità amministrativa sia per quanto riguarda la velocità di spesa e l’avanzamento fisico delle opere.
Mobilità urbana: il capitolo più oneroso
Dal punto di vista finanziario, emerge con chiarezza un dato: la mobilità urbana assorbe la quota più consistente delle risorse. Dei 2,13 miliardi complessivi, circa 1,7 miliardi di euro – pari al 75% del totale – sono destinati a interventi su trasporto pubblico locale e mobilità dolce.
Seguono, a distanza, le infrastrutture con circa 271,8 milioni di euro e la rigenerazione urbana con 82 milioni. Se si considera invece il numero dei progetti, il quadro cambia: la rigenerazione urbana guida la classifica con 12 interventi, seguita dal trasporto pubblico e mobilità sostenibile (10), commercio (6), cultura e turismo (4) e infrastrutture (3).
La sproporzione tra numero di progetti e ammontare delle risorse è indicativa: poche opere di mobilità concentrano la gran parte dei finanziamenti, mentre altri ambiti risultano più frammentati ma economicamente meno rilevanti.
A che punto sono i cantieri
Uno degli aspetti più significativi del dossier riguarda lo stato di avanzamento. Al 14 ottobre 2025, 31 progetti su 34 risultano entrati nella fase di realizzazione, segnando un miglioramento rispetto al monitoraggio precedente.
Il dato, in apparenza incoraggiante, merita però una lettura più approfondita. L’ingresso nella fase esecutiva non coincide necessariamente con un avanzamento sostanziale della spesa o con il rispetto delle tempistiche originariamente previste. In molti casi, infatti, la fase di attuazione può protrarsi per mesi – se non anni – a causa di varianti progettuali, adeguamenti normativi o difficoltà negli appalti.
Il report analizza nel dettaglio ogni singolo intervento attraverso schede dedicate, con focus su cronoprogrammi, avanzamento finanziario e criticità emerse. Ne emerge un quadro variegato: accanto a esempi di gestione efficace, non mancano situazioni in cui le opere procedono con lentezza o necessitano di rimodulazioni.
PNRR: tra revisioni e incognite
Il contesto in cui si inseriscono questi investimenti è tutt’altro che stabile. Il Piano ha attraversato negli ultimi anni diverse revisioni, con ridefinizioni di priorità, spostamenti di fondi e ricalibrature degli obiettivi. Questo scenario rende ancora più cruciale un monitoraggio puntuale.
La sfida non è soltanto spendere le risorse entro le scadenze imposte dall’Unione europea, ma farlo in modo efficace e coerente con le esigenze dei territori. Il rischio, altrimenti, è quello di inseguire le deadline sacrificando qualità e sostenibilità degli interventi.
Rigenerazione e commercio: l’impatto sulle comunità
Oltre alla mobilità, il dossier dedica attenzione a progetti di riqualificazione urbana e iniziative legate al commercio e al turismo. Interventi che possono incidere direttamente sulla vitalità dei centri cittadini, contrastando fenomeni di desertificazione commerciale e degrado.
La rigenerazione urbana, con 12 progetti, rappresenta l’ambito più diffuso numericamente. Tuttavia, le risorse allocate sono sensibilmente inferiori rispetto ai grandi cantieri infrastrutturali. Ciò pone una questione di priorità: investire prevalentemente in opere strutturali di grande dimensione oppure distribuire maggiormente i fondi su interventi diffusi e capillari?
Trasparenza e partecipazione: la vera posta in gioco
L’iniziativa promossa da Confcommercio e Openpolis punta a rafforzare il controllo civico sull’utilizzo dei fondi pubblici. Rendere accessibili dati e aggiornamenti significa offrire ai cittadini e agli operatori economici strumenti per comprendere cosa sta accadendo nei propri territori.
In un Paese storicamente segnato da ritardi infrastrutturali e opere incompiute, la trasparenza diventa un elemento essenziale per evitare dispersioni di risorse e per consolidare la fiducia nelle istituzioni.
Quanto resta da fare
Il quadro tracciato dal dossier offre una fotografia articolata: molte opere hanno superato la fase preliminare, ma la partita è tutt’altro che chiusa. Le scadenze europee incombono e la capacità di tradurre gli stanziamenti in risultati tangibili sarà la vera cartina di tornasole.
Il monitoraggio, pur limitato a 34 interventi, funziona come un indicatore dello stato di salute dell’attuazione delle politiche urbane. Da un lato emergono segnali di avanzamento; dall’altro, persistono fragilità amministrative e incertezze operative.
La domanda che resta sullo sfondo è semplice: i 2,1 miliardi oggetto di analisi si trasformeranno in città più connesse, inclusive e competitive, oppure rappresenteranno l’ennesima occasione parzialmente mancata?
Il dossier non fornisce risposte definitive, ma offre uno strumento per orientarsi tra numeri, cronoprogrammi e responsabilità istituzionali. In un momento storico in cui la capacità di spesa pubblica è sotto osservazione costante, il controllo civico e la trasparenza non sono più optional, ma condizioni imprescindibili per lo sviluppo.
AGRGENTONOTIZIE.IT
Manutenzione straordinaria delle strade provinciali, pubblicato il bando per la zona est
Pendolino: “Prosegue l’impegno per la sicurezza della rete viaria”
Sono previsti nuovi interventi sulla rete viaria di competenza del Libero consorzio comunale di Agrigento. È stato pubblicato il bando di gara relativo all’accordo quadro annuale con un solo operatore economico per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali della zona est.I sopralluoghi effettuati dai tecnici del settore infrastrutture stradali hanno evidenziato danni e cedimenti in diversi punti, che richiedono interventi per il ripristino e la messa in sicurezza delle strade che collegano centri abitati e distretti agricoli. Tra i lavori previsti: posa di gabbionate di contenimento, realizzazione di pozzetti per il deflusso delle acque meteoriche, ripristino del sottofondo, pulitura di cunette, tombini e ponticelli, installazione di nuove barriere di protezione e segnaletica.L’importo a base d’asta è di 1.957.000 euro più Iva, compresi 58.710 euro per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso, interamente finanziati con fondi regionali previsti dalla legge 145/2018 destinati ai Liberi consorzi e alle città metropolitane della Sicilia per interventi sulla viabilità secondaria.Le offerte dovranno essere presentate entro le ore 12 del 9 marzo 2026 esclusivamente tramite la piattaforma digitale certificata Maggioli in uso al Libero consorzio. L’apertura delle offerte è fissata per le ore 8,30 del 10 marzo nella sala gare del gruppo contratti del Libero consorzio comunale di Agrigento, in via Acrone.“Il nostro impegno per migliorare la sicurezza delle strade di nostra competenza continua – dice il presidente Giuseppe Pendolino – e nuove gare d’appalto sono in programma grazie ai finanziamenti ottenuti”.