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rassegna stampa dal 28 al 30 marzo 2026


AGRIGENTONOTIZIE

Manutenzione immobili, pubblicato il bando del Libero consorzio

L’accordo quadro annuale prevede un importo di due milioni di euro, offerte entro il 4 maggioIl Libero consorzio
È stato pubblicato sul sito istituzionale del Libero consorzio comunale di Agrigento, nella sezione “Gare e appalti”, il bando di gara per l’accordo quadro annuale con un solo operatore economico relativo alla manutenzione straordinaria degli immobili di proprietà dell’ente.
L’importo a base d’asta è di due milioni di euro, oltre Iva, comprensivi di 120 mila euro per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso. L’intervento è interamente finanziato con fondi di bilancio del Libero consorzio.
La procedura di gara sarà svolta in modalità telematica con inversione procedimentale. Le offerte dovranno essere presentate entro le ore 12 del 4 maggio 2026 tramite la piattaforma digitale certificata Maggioli in uso all’Ente. L’apertura delle offerte è fissata per le ore 8.30 del 5 maggio nella sala gare del gruppo contratti del Libero Consorzio, in via Acrone 27 ad Agrigento.
“Grazie all’assestamento di bilancio – ha dichiarato il presidente del Libero Consorzio, Giuseppe Pendolino – abbiamo messo a disposizione complessivamente 10 milioni e 500 mila euro per la manutenzione di strade e immobili di proprietà dell’Ente, che si aggiungono ai fondi ottenuti con varie linee di finanziamento regionali e nazionali”.
Il bando di gara e gli allegati tecnici sono consultabili a questo link.


AGRIGENTONOTIZIE

Promozione imprese

Libero consorzio, entro il 13 aprile le domande per la fiera “Tutto Food” di Milano
Dieci spazi riservati alle aziende agroalimentari e vitivinicole della provincia per la rassegna internazionale in programma a maggio
ll Libero consorzio parteciperà alla fiera “Tutto Food International Food Exhibition”, in programma dall’11 al 14 maggio a Rho-Milano, con uno stand dedicato alle produzioni agroalimentari e vitivinicole del territorio.
Saranno dieci le aziende selezionate per esporre e promuovere i propri prodotti all’interno dell’area riservata. Le domande vanno inviate entro il 13 aprile 2026 all’indirizzo protocollo@pec.provincia.agrigento.it.
Se le richieste supereranno i posti disponibili, la scelta avverrà con sorteggio. L’esito sarà comunicato via pec alle imprese ammesse.



LENTEPUBBLICA

Censimento auto di servizio della PA 2026: scadenze, novità e obblighi

Censimento auto di servizio della PA 2026: scadenze, novità e obblighi
Prende ufficialmente il via la nuova rilevazione nazionale dedicata alle auto di servizio in dotazione alle pubbliche amministrazioni.
Anche per il 2026, l’operazione rappresenta un passaggio strategico per garantire trasparenza, controllo della spesa e maggiore efficienza nella gestione delle risorse pubbliche. Le amministrazioni interessate sono chiamate a trasmettere i dati aggiornati entro una scadenza ben precisa, con alcune novità rilevanti rispetto alle precedenti edizioni.
Un monitoraggio consolidato per il parco auto pubblico
L’iniziativa si inserisce in un percorso di monitoraggio avviato ormai da oltre un decennio, che consente di fotografare in modo puntuale la consistenza e le caratteristiche del parco veicoli in uso agli enti pubblici. Il censimento riguarda nello specifico le auto di servizio utilizzate alla data del 31 dicembre 2025, offrendo così una base informativa aggiornata e uniforme su scala nazionale.
Nel corso degli anni, questo strumento si è progressivamente evoluto, diventando un riferimento essenziale per analizzare non solo il numero dei mezzi disponibili, ma anche le modalità con cui vengono impiegati e le forme giuridiche attraverso cui sono detenuti, come proprietà, noleggio o leasing.
Scadenza fissata al 30 aprile 2026
Le amministrazioni inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione dovranno adempiere all’obbligo di comunicazione entro il 30 aprile 2026. Si tratta di un termine perentorio entro cui aggiornare e trasmettere tutte le informazioni richieste attraverso la piattaforma dedicata.
Il rispetto della scadenza è fondamentale non solo per adempiere agli obblighi normativi, ma anche per contribuire alla costruzione di un quadro informativo completo e attendibile a livello nazionale. Ritardi o omissioni possono compromettere la qualità complessiva dei dati raccolti e, di conseguenza, le analisi che ne derivano.
Sistema online: semplificazione e maggiore affidabilità
Uno degli elementi centrali del censimento è rappresentato dal sistema digitale utilizzato per la raccolta delle informazioni. Introdotto negli ultimi anni dal Dipartimento della funzione pubblica, questo strumento consente alle amministrazioni di operare in modo più rapido e intuitivo rispetto al passato.
L’utilizzo della piattaforma online garantisce diversi vantaggi: riduzione degli errori, maggiore coerenza dei dati inseriti e un livello più elevato di sicurezza nella gestione delle informazioni. Inoltre, la standardizzazione delle modalità di raccolta consente confronti più agevoli tra le diverse amministrazioni e favorisce una lettura più chiara dei risultati complessivi.
Le novità del censimento 2026
L’edizione 2026 introduce un elemento di particolare rilievo: tra le informazioni richieste figura anche la classe ambientale dei veicoli. Si tratta di un aggiornamento significativo, che riflette l’attenzione crescente verso i temi della sostenibilità e della riduzione dell’impatto ambientale.
L’inserimento di questo dato permetterà di valutare in modo più accurato il livello di “green transition” del parco auto pubblico, offrendo indicazioni utili per eventuali politiche di rinnovo dei mezzi in chiave ecologica. In prospettiva, questa informazione potrà contribuire a orientare le scelte delle amministrazioni verso soluzioni più sostenibili, in linea con gli obiettivi nazionali ed europei.
Quali dati devono essere comunicati
Il censimento richiede alle amministrazioni di fornire un insieme articolato di informazioni, che consente di delineare un quadro completo della situazione. Tra gli elementi principali oggetto di rilevazione figurano:
il numero complessivo delle auto di servizio;
le modalità di utilizzo dei veicoli;
il titolo di possesso, ossia la forma attraverso cui l’ente dispone del mezzo;
la classe ambientale, introdotta come novità nell’edizione 2026.
Questi dati, raccolti in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, rappresentano una base fondamentale per monitorare l’andamento della spesa pubblica e individuare eventuali margini di razionalizzazione.
Trasparenza e pubblicazione dei dati
Oltre all’obbligo di trasmissione al sistema centrale, le amministrazioni sono chiamate a garantire la massima trasparenza anche nei confronti dei cittadini. In particolare, i dati relativi al parco auto devono essere pubblicati nella sezione “Amministrazione Trasparente” dei siti istituzionali.
Questo adempimento risponde a una logica di accountability, consentendo a chiunque di accedere alle informazioni e verificare come vengono gestite le risorse pubbliche. La pubblicazione dei dati contribuisce inoltre a rafforzare la fiducia nei confronti delle istituzioni, promuovendo una cultura amministrativa improntata alla responsabilità e alla chiarezza.
Report e dati disponibili online
Come nelle precedenti edizioni, anche per il 2026 i risultati del censimento saranno resi pubblici attraverso report di sintesi disponibili sul sito del Dipartimento della funzione pubblica. Questi documenti rappresentano uno strumento prezioso per analizzare le tendenze in atto e confrontare le performance delle diverse amministrazioni.
La diffusione dei dati in forma aggregata consente non solo agli addetti ai lavori, ma anche a studiosi, operatori e cittadini interessati di accedere a informazioni utili per comprendere l’evoluzione del settore.
Supporto alle amministrazioni: attivo l’help desk
Per facilitare le operazioni di inserimento e aggiornamento dei dati, è stato attivato un servizio di assistenza dedicato. Le amministrazioni possono infatti rivolgersi all’help desk scrivendo all’indirizzo helpdesk.autopa@formez.it.
Il supporto tecnico rappresenta un elemento importante per garantire il corretto svolgimento delle attività, soprattutto in presenza di eventuali dubbi o difficoltà operative. L’obiettivo è assicurare che tutte le amministrazioni possano completare il processo in modo efficace e senza criticità.
Uno strumento chiave per l’efficienza della PA
Il censimento delle auto di servizio si conferma, anche nel 2026, uno strumento essenziale per migliorare la gestione delle risorse pubbliche. Attraverso la raccolta sistematica dei dati, è possibile individuare sprechi, ottimizzare l’utilizzo dei mezzi e promuovere scelte più sostenibili.
In un contesto in cui la pubblica amministrazione è chiamata a coniugare efficienza, trasparenza e innovazione, iniziative di questo tipo assumono un valore strategico sempre più rilevante. Non si tratta infatti di un mero adempimento burocratico, ma di un passaggio fondamentale per costruire una PA più moderna, responsabile e orientata ai risultati.



LIVESICILIA

Enti locali, oltre 289 milioni dalla Regione per i Comuni

Si provvederà all'assegnazione delle risorse da erogare ai Comuni per le prime tre trimestralità
PALERMO – Fondi per oltre 289 milioni di euro ai Comuni siciliani. Con un decreto del presidente della Regione, Renato Schifani, nelle funzioni di assessore ad interim delle Autonomie locali, infatti, è stato stabilito il criterio di ripartizione delle risorse regionali che spettano agli enti locali per il 2026.
Sulla base del decreto, si provvederà all’assegnazione delle risorse da erogare ai Comuni per le prime tre trimestralità. Gli enti locali, eccetto quelli in stato di dissesto, sono tenuti a spendere almeno il due per cento delle somme assegnate per promuovere forme di democrazia partecipata che, attraverso strumenti che coinvolgano la cittadinanza, portino ad azioni pubbliche di interesse comune per la comunità.
“Anche quest’anno, grazie all’approvazione tempestiva della legge di stabilità – dice Schifani – abbiamo adottato senza ritardi il piano di riparto, rispettando i termini previsti per l’erogazione delle prime tre trimestralità dell’importo annuo destinato a ciascun Comune. Per i sindaci è un risultato significativo, perché possono contare su risorse certe e garantire il corretto funzionamento delle amministrazioni. Il nostro obiettivo è assicurare che i Comuni siciliani operino in modo efficiente, offrendo ai cittadini servizi di qualità in tempi certi”.



ITALIAOGGI

Corte dei conti, ruolo centrale nel controllo delle PaLa Corte costituzionale conferma la giurisdizione contabile sulla ricognizione Istat, annullando la norma che attribuiva al giudice amministrativo un ruolo concorrente, per garantire certezza del diritto.

È alla Corte dei Conti che spetta il controllo sull’elenco Istat delle pubbliche amministrazioni.
È quanto stabilito dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 39 depositata ieri, riaffermando così il ruolo centrale della Corte dei conti nel controllo sull’elenco Istat delle Pa.
La decisione arriva dopo sei ordinanze delle Sezioni riunite in speciale composizione, che avevano sollevato dubbi di legittimità sull’art. 23‑quater del dl 137/2020, nella parte in cui sottraeva alla giurisdizione contabile il sindacato sulla correttezza dell’inserimento degli enti nell’elenco Istat, mantenendo alla Corte dei conti solo la cognizione sulle controversie legate alla spending review.
La decisione della Consulta sulla giurisdizione contabile
Secondo la Consulta, la «ricomposizione della unitarietà e dell’efficienza del sistema giurisdizionale» impone che sia la magistratura contabile, e non quella amministrativa, a valutare la legittimità della ricognizione Istat, con il correlato potere di annullare gli inserimenti non dovuti. La norma censurata, attribuendo al giudice amministrativo un ruolo “concorrente” e in alcuni casi “assorbente”, viola l’art. 3 della Costituzione poiché genera un sistema irrazionale, frammentato e incapace di garantire certezza del diritto.
La Corte sottolinea infatti che lo sdoppiamento di giurisdizione rende aleatoria l’applicazione delle regole di spending review e incide sulla tenuta complessiva del quadro finanziario pubblico, considerato che l’elenco Istat è alla base del conto economico consolidato dello Stato secondo il SEC 2010 e dei saldi rilevanti anche in sede europea.
Il ruolo della Corte dei conti per l'equilibrio finanziario
Per la Consulta, la Corte dei conti è «la sede più adatta» a presidiare l’equilibrio economico‑finanziario delle amministrazioni pubbliche, in ragione delle competenze ad essa attribuite dagli art. 81, 119 e 120 della Costituzione e dei vincoli derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Ue. Ruolo che la Corte interpreta quale garanzia neutrale e indipendente della corretta qualificazione degli enti nel perimetro pubblico e, più in generale, della stabilità della finanza pubblica.

https://www.italiaoggi.it/enti-locali-e-pa/corte-dei-conti-ruolo-centrale-nel-controllo-delle-pa-n16...



ITALIAOGGI

Incentivi ai tecnici: la Corte dei conti chiarisce quando spettano nelle società miste (e perché sono esclusi nelle in house)La Corte dei conti conferma che gli incentivi ai tecnici sono applicabili solo per le società miste, chiarendo le regole sugli affidamenti e tutelando la concorrenza nel settore dei servizi pubblici

L’incentivo ai tecnici di un ente locale può essere riconosciuto nel caso di affidamento a società mista di un servizio pubblico in quanto si configura un affidamento a terzi, cioè ad una società autonoma dall’ente locale; viceversa, nel caso di società in house l’incentivo non è erogabile perché si è in presenza di una “immedesimazione” fra ente locale e società partecipata.
È quanto afferma la Corte dei conti, sezione regionale di controllo per la Lombardia, nel parere deliberato l’11/3/2026 relativamente all’attribuzione dell’incentivo a tecnici delle Pa e in particolare degli enti locali rispetto alle società miste che risolve una questione interpretativa incerta fino ad oggi.
Leggi anche: Spese legali, non esiste un diritto incondizionato al rimborso nel settore pubblico
Il quesito sull'incentivo per le società miste
Un comune chiedeva se fosse legittimo riconoscere al direttore dell’esecuzione del contratto l’incentivo previsto dal codice appalti (art. 45) nel caso di affidamento di un servizio pubblico ad una società mista. Il dubbio nasceva in quanto l’art. 174 del codice appalti escluderebbe l’applicazione dell’incentivo nei casi di partenariato pubblico-privato istituzionalizzato e questo sulla base sia di un parere dell’Anac, sia sulla base di due precedenti della stessa Corte.
La distinzione tra autoproduzione e affidamento a terzi
Su questo punto si evidenzia che il fattore dirimente risiede innanzitutto nell’esistenza di una procedura di affidamento perché diversamente si sarebbe in una fattispecie di autoproduzione del servizio pubblico da parte della società in house. Il modello della società mista, dice la Corte, si pone nell’esperienza del PPP istituzionalizzato che identifica un’entità autonoma partecipata da un soggetto pubblico e da uno privato scelto in gara per l’esercizio di un’attività di produzione di un’opera o un servizio.
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Il rinvio al decreto legislativo 175/2016
In particolare, la Corte fa presente che l’art. 174, co. 4, del codice appalti rinvia al d.lgs. 175/2016 quanto alla sola costituzione di enti a partecipazione congiunta richiedendo una gara a «doppio oggetto» ed un bando che, oltre alla selezione del partner privato, specifichi “l’oggetto dell’affidamento, i necessari requisiti di qualificazione generali e speciali di carattere tecnico ed economico-finanziario dei concorrenti, nonché il criterio di aggiudicazione che garantisca una valutazione delle offerte in condizioni di concorrenza effettiva in modo da individuare un vantaggio economico per la Pa che ha indetto la procedura» (art. 17, co. 2).
La tutela della concorrenza e il contributo tecnico
Viene così garantita la concorrenza tra operatori attraverso il rispetto dei principi stabiliti dal Codice dei contratti, applicandosi l’art. 114 oer gli appalti e l’art. 175 per le concessioni, all’interno della cui disciplina pienamente rientra, quindi, anche la fase di esecuzione e conseguentemente il complesso di disposizioni che, partendo dall’art. 45, regolano il contributo tecnico dei dipendenti della Pa appaltante rispetto ad un distinto contraente affidatario qualunque sia la formula organizzativa in cui si manifesti.



LENTEPUBBLICA.IT 

Aumenti e arretrati dipendenti enti locali 2026: quando arrivano? 

Il rinnovo del contratto collettivo nazionale per il comparto enti locali entra finalmente nella fase operativa, portando con sé una delle novità più attese del 2026 per i dipendenti: vale a dire l’erogazione degli arretrati e l’applicazione degli aumenti, scopriamo quando arrivano.Dopo la firma definitiva del CCNL 2022–2024, ora è il sistema NoiPA a dare concreta attuazione agli adeguamenti economici, definendo tempi e modalità che incidono direttamente sulle buste paga dei dipendenti pubblici.La novità principale riguarda la scansione temporale degli effetti economici: gli arretrati vengono liquidati subito, mentre gli incrementi strutturali entrano in vigore solo successivamente. Una distinzione tecnica che, tuttavia, ha conseguenze molto pratiche per chi attende di vedere gli importi aggiornati nel proprio cedolino.
Arretrati 2022–2024: pagamento anticipato con emissione specialeIl primo segnale concreto dell’entrata in vigore del nuovo contratto si manifesta già nel mese di marzo 2026. NoiPA ha infatti previsto una emissione straordinaria dedicata esclusivamente agli arretrati contrattuali, cioè alle somme maturate negli anni precedenti e mai corrisposte. Arriverà al massimo entra la fine del mese.Si tratta di importi che derivano dagli incrementi riconosciuti retroattivamente a partire dal 1° gennaio 2022. In sostanza, il personale riceve in un’unica soluzione le differenze accumulate nel triennio contrattuale, al netto delle somme già anticipate sotto forma di indennità di vacanza contrattuale o altri anticipi.Dal punto di vista operativo, gli arretrati sono visibili nel cedolino con specifiche voci identificative, diverse a seconda che si tratti di personale non dirigente o dirigenziale. Questo consente di distinguere chiaramente le componenti straordinarie rispetto alla retribuzione ordinaria.L’importo complessivo non è uniforme: può arrivare fino a circa 2.000 euro lordi, ma varia sensibilmente in base a diversi fattori, tra cui:l’area di inquadramento;la posizione economica individuale;i mesi effettivamente lavorati nel periodo considerato;eventuali periodi di assenza non retribuita.In ogni caso, si tratta di una liquidazione “una tantum”, che non si ripeterà nei mesi successivi.Aumenti in busta paga: da aprile entrano a regimeSe gli arretrati rappresentano il recupero del passato, gli aumenti mensili guardano invece al futuro. NoiPA ha chiarito che gli adeguamenti strutturali degli stipendi saranno visibili a partire dal cedolino di aprile 2026.Da quel momento, le nuove retribuzioni entreranno stabilmente nella busta paga, diventando parte integrante del trattamento economico ordinario. Non si tratta quindi di una voce temporanea, ma di un incremento permanente.L’aggiornamento tiene conto anche di quanto già erogato negli anni precedenti: le indennità provvisorie, come l’IVC, vengono infatti riassorbite nei nuovi valori stipendiali, evitando duplicazioni e garantendo coerenza contabile.Un ulteriore elemento rilevante riguarda la rideterminazione dell’indennità di vacanza contrattuale, aggiornata sulla base dei nuovi livelli retributivi e applicata a partire dal 2025.Quanto aumentano gli stipendi: le cifre per areaIl rinnovo contrattuale introduce incrementi medi significativi, anche se differenziati in base alla categoria di appartenenza.In termini generali, l’aumento medio si colloca intorno a 140–160 euro lordi mensili, pari a una crescita complessiva di circa il 5-6% rispetto ai livelli precedenti.Entrando nel dettaglio:per l’area degli operatori, gli aumenti medi si aggirano poco sopra i 110 euro;per gli operatori esperti, si sale a circa 118 euro;per gli istruttori, l’incremento supera i 130 euro;per funzionari ed elevate qualificazioni, si arriva oltre i 140 euro mensili.A questi importi si aggiunge un ulteriore elemento: il conglobamento dell’indennità di comparto nello stipendio tabellare, che comporta un aumento aggiuntivo, variabile tra circa 9 e oltre 14 euro mensili a seconda del livello.Su base annua, l’incremento può tradursi in 1.700–1.800 euro lordi in più, con effetti strutturali sul reddito complessivo dei dipendenti.Cedolino NoiPA: come leggere le nuove vociCon l’introduzione degli arretrati e dei nuovi importi, diventa fondamentale comprendere come interpretare correttamente il cedolino.Il documento, disponibile in formato digitale nell’area riservata NoiPA, è articolato in due sezioni principali:
























































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