AGRIGENTONOTIZIE
Strade provinciali, bando da oltre 4,5 milioni per manutenzione e sicurezza
Interventi programmati per tre anni su tutta la rete viaria, offerte da presentare entro metà maggio tramite piattaforma digitaleOltre 4 milioni e mezzo di euro per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali. Il Libero consorzio comunale di Agrigento ha pubblicato un nuovo bando di gara che punta a migliorare le condizioni della rete viaria e a garantire maggiore sicurezza lungo le arterie di competenza.
L’appalto, basato su un accordo quadro con un unico operatore economico, prevede un importo a base d’asta di 4.576.000 euro più Iva di cui 137.280 euro destinati agli oneri per la sicurezza. Il progetto è stato redatto dallo staff tecnico dell’ente ed è finanziato attraverso fondi statali previsti dal decreto ministeriale del 14 agosto 2025 e dal decreto legge 95/2025.
La durata dell’accordo sarà di 3 anni e consentirà di intervenire su più fronti: dalla rimozione di frane al rifacimento dei tracciati, fino alla sistemazione delle cunette e al ripristino della segnaletica orizzontale e verticale. L’obiettivo è quello di garantire condizioni di sicurezza più adeguate su tutta la rete provinciale.
“Un altro passo in avanti per il miglioramento complessivo delle condizioni della rete viaria di nostra competenza – afferma il presidente Giuseppe Pendolino – che avrà, tra l’altro, una ricaduta positiva sull’economia del territorio”.
La procedura di gara sarà svolta in modalità telematica con inversione procedimentale. Le offerte dovranno essere presentate entro le ore 12 del 18 maggio attraverso la piattaforma digitale certificata in uso al Libero consorzio. L’apertura delle buste è prevista per le ore 8:30 del 19 maggio nella sala gare del Gruppo contratti, in via Acrone ad Agrigento.
Bando di gara e allegati tecnici sono scaricabili a questo link.
AGRIGENTONOTIZIE
Manutenzione immobili, pubblicato il bando del Libero consorzio
L’accordo quadro annuale prevede un importo di due milioni di euro, offerte entro il 4 maggioÈ stato pubblicato sul sito istituzionale del Libero consorzio comunale di Agrigento, nella sezione “Gare e appalti”, il bando di gara per l’accordo quadro annuale con un solo operatore economico relativo alla manutenzione straordinaria degli immobili di proprietà dell’ente.
L’importo a base d’asta è di due milioni di euro, oltre Iva, comprensivi di 120 mila euro per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso. L’intervento è interamente finanziato con fondi di bilancio del Libero consorzio.
La procedura di gara sarà svolta in modalità telematica con inversione procedimentale. Le offerte dovranno essere presentate entro le ore 12 del 4 maggio 2026 tramite la piattaforma digitale certificata Maggioli in uso all’Ente. L’apertura delle offerte è fissata per le ore 8.30 del 5 maggio nella sala gare del gruppo contratti del Libero Consorzio, in via Acrone 27 ad Agrigento.
“Grazie all’assestamento di bilancio – ha dichiarato il presidente del Libero Consorzio, Giuseppe Pendolino – abbiamo messo a disposizione complessivamente 10 milioni e 500 mila euro per la manutenzione di strade e immobili di proprietà dell’Ente, che si aggiungono ai fondi ottenuti con varie linee di finanziamento regionali e nazionali”.
Il bando di gara e gli allegati tecnici sono consultabili a questo link.
AGRIGENTONOTIZIE
Teatro amatoriale, avviso per il cartellone estivo e selezione aperta alle compagnie locali: come partecipare
Il Libero Consorzio punta a costruire una rassegna diffusa sul territorio. Domande entro il 20 aprile
Si apre la selezione per il cartellone estivo del teatro amatoriale in provincia di Agrigento. Il Libero consorzio comunale ha pubblicato sul proprio sito istituzionale l’avviso rivolto alle associazioni teatrali senza fini di lucro che operano sul territorio, con l’obiettivo di costruire una rassegna diffusa nel corso del 2026.
L’iniziativa, approvata con determina dirigenziale del settore Turismo, è riservata esclusivamente alle compagnie teatrali locali, con l’esclusione di agenzie e imprese intermediarie di spettacolo. Un criterio che punta a valorizzare il tessuto culturale del territorio e le realtà associative attive nella promozione del teatro.
Le associazioni interessate dovranno presentare domanda utilizzando il modello allegato all’avviso, inviandola tramite posta elettronica certificata all’indirizzo protocollo@pec.provincia.agrigento.it. Il termine per la presentazione delle istanze è fissato alle ore 10 del 20 aprile.
La selezione delle proposte sarà curata dall’ufficio Turismo del Libero consorzio, con il supporto delle principali federazioni del teatro amatoriale. Le compagnie che saranno inserite nel cartellone dovranno successivamente sottoscrivere un contratto per la realizzazione degli spettacoli, secondo quanto previsto dal regolamento sulle attività promozionali e di spettacolo dell’ente.
L’obiettivo è quello di offrire una programmazione estiva capace di coinvolgere più comuni della provincia, dando spazio alla creatività locale e rafforzando l’offerta culturale del territorio.
LENTEPUBBLICA
Scorrimento graduatorie addio? La sentenza che gela migliaia di idonei
Nel delicato equilibrio tra esigenze organizzative della Pubblica Amministrazione e aspettative dei candidati nei concorsi pubblici, il tema dello scorrimento delle graduatorie continua a rappresentare uno dei terreni più controversi del diritto amministrativo.
La recente sentenza del TAR Sicilia, n. 664 del 16 marzo 2026, fa chiarezza sulla legittimità della pretesa dell’idoneo non vincitore a pretendere l’assunzione e, soprattutto, sui limiti entro cui l’amministrazione può scegliere strumenti alternativi, come le stabilizzazioni o i contratti a termine, senza incorrere in illegittimità.
Il caso
La vicenda prende le mosse da un concorso bandito dall’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Agrigento per il profilo di ortottista e giunge dinanzi al TAR a seguito della contestazione, da parte di una candidata idonea, delle scelte assunzionali operate dall’ente.
L’ASP di Agrigento aveva indetto nel 2022 una procedura selettiva per l’assunzione a tempo indeterminato di diverse figure sanitarie, tra cui due ortottisti. All’esito del concorso, nel novembre 2024 veniva approvata la graduatoria finale, con l’individuazione dei vincitori e degli idonei. La ricorrente si collocava al quinto posto, risultando dunque terza tra gli idonei non vincitori.
L’amministrazione, tuttavia, pur riconoscendo la necessità di coprire ulteriori tre posti, optava non per lo scorrimento immediato della graduatoria, bensì per la proroga di contratti a tempo determinato già in essere. Successivamente, l’ente procedeva allo scorrimento solo parziale della graduatoria, assumendo i candidati classificati al terzo e quarto posto, mentre per l’ultimo posto disponibile avviava una procedura di stabilizzazione riservata al personale precario già in servizio.
La candidata rimasta esclusa impugnava l’intera sequenza di atti, sostenendo che l’amministrazione avesse eluso l’obbligo di utilizzare integralmente la graduatoria vigente e che il ricorso a contratti flessibili e alla stabilizzazione fosse illegittimo in presenza di idonei disponibili.
La decisione del TAR Palermo
Il TAR Palermo ribadisce un principio ormai consolidato, secondo cui lo scorrimento della graduatoria non costituisce un diritto automatico dell’idoneo, bensì una mera aspettativa qualificata. L’amministrazione, pur dovendo rispettare i principi di buon andamento e imparzialità consacrati dall’art. 97 Cost., conserva un’ampia discrezionalità nella scelta delle modalità di copertura dei posti vacanti, discrezionalità che può essere sindacata dal giudice solo in presenza di evidenti profili di illogicità o arbitrarietà.
Con riferimento al rapporto tra scorrimento delle graduatorie e procedure di stabilizzazione, il TAR esclude che tra i due strumenti vi sia un rapporto di necessaria alternatività, sottolineando come la stabilizzazione risponda a finalità diverse, essendo volta al superamento del precariato e riservata a personale già inserito nell’organizzazione sanitaria. In questa prospettiva, la presenza di una graduatoria vigente non impedisce all’amministrazione di attivare procedure speciali previste dalla legge, purché tali scelte siano coerenti con la programmazione del fabbisogno e adeguatamente motivate.
Nel caso di specie, il Collegio ritiene che l’ASP di Agrigento abbia operato all’interno di un programma definito, caratterizzato da una sequenza logica di decisioni: prima lo scorrimento parziale della graduatoria, poi la gestione temporanea del fabbisogno mediante contratti a termine e, infine, la stabilizzazione del personale precario. Tale percorso viene considerato espressione di una legittima strategia organizzativa volta a garantire la continuità dei servizi sanitari e il rispetto dei livelli essenziali di assistenza.
Particolarmente rilevante è anche il passaggio in cui il TAR chiarisce che la presenza di posti vacanti non genera un obbligo giuridico di scorrimento della graduatoria. È sempre necessaria una previa decisione dell’amministrazione di coprire quei posti mediante reclutamento dall’esterno, decisione che può essere orientata, invece, verso altre modalità di copertura previste dall’ordinamento.
Qui trovate il testo completo della sentenza del TAR Palermo.
La sentenza analoga del TAR Lombardia
La sentenza del TAR Palermo non può essere letta come un caso isolato, ma va inserita in un contesto giurisprudenziale che sta ridefinendo i rapporti tra PA e idonei nei concorsi pubblici. Se il caso siciliano evidenzia la legittimità del ricorso alle stabilizzazioni rispetto allo scorrimento, un’ulteriore e decisiva conferma di questo cambio di rotta arriva dalla recente pronuncia del TAR Lombardia (sentenza n. 1202 del 12 marzo 2026). In quell’occasione, i giudici milanesi hanno sancito il definitivo superamento dello storico primato dello scorrimento, riportando il concorso pubblico al centro del sistema come strumento ordinario e prioritario di reclutamento. Per un approfondimento sulla questione, trovi qui l’articolo.
Una direzione chiara per la PA
L’orientamento che emerge da queste due sentenze delinea una direzione chiarissima per la PA, non più tenuta a fornire motivazioni rafforzate in caso di mancato scorrimento delle graduatorie vigenti. Che si tratti di preferire la stabilizzazione del personale precario (come visto a Palermo) o l’indizione di una nuova procedura selettiva (come stabilito a Milano), il filo conduttore è lo stesso: lo scorrimento passa da regola preferenziale a mera scelta discrezionale.
TELEACRAS
Ars: ok a variazione di bilancio e bilancio consolidato 2024
L’Assemblea regionale siciliana ha approvato la variazione di bilancio e il bilancio consolidato 2024, permettendo il recupero di circa 1,8 miliardi di euro dal Fondo anticipazioni di liquidità e lo sblocco delle assunzioni negli uffici regionali e nelle società partecipate. Voto contrario da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Sud chiama Nord e Controcorrente. Il provvedimento include 50 assunzioni tramite scorrimento delle graduatorie per il ricambio generazionale, 47 ingressi per funzionari economico-finanziari, 16 per il controllo di gestione e la stabilizzazione di 259 lavoratori Asu presso Servizi Ausiliari Sicilia. Il presidente Renato Schifani sottolinea che l’approvazione rafforza i conti regionali, migliora l’avanzo di amministrazione e riduce il precariato storico.
ITALIAOGGI
Pnrr, exit strategy per gli enti. Potranno risolvere i contratti con le imprese in crisi
In commissione alla Camera prende il via il voto sul decreto legge. Appello cartaceo nel processo penale. Ecco tutte le novità in arrivo
Se l’impresa, a cui sono stati appaltati lavori finanziati con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, avvia una procedura concorsuale, la pubblica amministrazione potrà disporre la risoluzione del contratto in modo da assicurare il completamento dei lavori entro la deadline prevista dall’Europa.
A disegnare un’exit strategy per gli enti locali in caso di crisi delle imprese affidatarie dei lavori è un emendamento della Lega (prima firmataria Silvana Comaroli) al decreto legge Pnrr su cui ieri sono iniziate le votazioni in commissione bilancio della Camera. La proposta di modifica figura tra quelle su cui il governo ha dato parere favorevole con una riformulazione rispetto al testo originario. In totale sono circa una trentina gli emendamenti assentiti dal Mef a cui poi andranno ad aggiungersi quelli del governo e dei relatori.
L’emendamento Comaroli consentirà alle amministrazioni di svincolarsi dalle imprese in crisi anche qualora la procedura concorsuale non sia necessariamente prodromica al fallimento, quanto piuttosto a garantire la continuità aziendale attraverso l’attivazione delle procedure sulla composizione negoziata della crisi.
Appello in formato cartaceo nel processo penale
Tra le modifiche governative troverà posto quella, confermata dal ministro Tommaso Foti, che consentirà al procuratore generale presso la Corte d’appello di depositare in forma cartacea l'atto di appello fino al momento in cui il processo telematico verrà esteso anche al secondo grado di giudizio. L’intervento consentirà di coordinare le norme sul processo penale telematico, funzionali al raggiungimento degli obiettivi Pnrr, con il disallineamento che impedisce di fatto al procuratore generale presso la Corte d’appello di compiere un atto previsto dalla legge in quanto privo della strumentazione informatica necessaria per effettuare il deposito telematico, visto che il regolamento del ministero della giustizia (n.217/2023) fa slittare la completa informatizzazione del giudizio di secondo grado.
Un altro emendamento del governo consentirà di prorogare fino al 31 dicembre 2026 i contratti stipulati con gli esperti del Dipartimento per la digitalizzazione. Anche in questo caso la ratio della modifica è garantire la continuità e l’efficacia dei programmi di trasformazione digitale avviati nell’ambito dei progetti Pnrr.
Stipendi più robusti per il personale della Covip
Stipendi più «robusti» per il personale della Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) al fine di «rafforzare» l’organismo ed «equipararlo» sotto il profilo finanziario alle altre Autorità governative.
E’ quanto prevede un emendamento della deputata della Lega Tiziana Nisini che, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, avrebbe ricevuto l’ok del governo. La proposta di modifica ha incassato il plauso del presidente della Covip Mario Pepe: «Noi facciamo un reclutamento inverso: qui arrivano stagisti, vengono formati e, poi, se ne vanno altrove, perché non abbiamo i fondi per poterli trattenere e pagare dignitosamente», si sfoga, commentando con ItaliaOggi i contenuti dell’emendamento che dispone che «le indennità di carica sono, a decorrere dal 1° aprile 2026, quelle previste per i membri dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni».
Nuove modalità di reclutamento e consulenza
La correzione, inoltre, stabilisce che la Covip possa reclutare personale indicendo concorsi pubblici, nonché «assumere direttamente dipendenti con contratto a tempo determinato nei limiti del 20% dei posti previsti dalla pianta organica». E pure «avvalersi di esperti da consultare su specifici temi e problemi da remunerare secondo le tariffe professionali». Resta il rammarico di Pepe per il «dietrofront» sull’affidamento delle liti tra Casse previdenziali private e professionisti iscritti a sistemi di risoluzione stragiudiziale. “Gli enti”, ha osservato, “rivendicano la loro autonomia, ma si gioverebbero dell’arbitrato. E si potrebbe trovare un accordo, se lo volessero».
Il cronoprogramma dei lavori e il voto finale
Ieri la commissione bilancio ha iniziato le prime votazioni che proseguiranno anche nella giornata di oggi. E sempre oggi è atteso un pacchetto di emendamenti dei relatori (Vanessa Cattoi, Roberto Pella, Francesco Saverio Romano e Paolo Trancassini). Poi si riprenderà dopo Pasqua, a partire dall’8 aprile anche se per quella data il decreto è atteso all’esame dell’aula.
https://www.italiaoggi.it/diritto-e-fisco/pnrr-exit-strategy-per-gli-enti-potranno-risolvere-i-contr...
ITALIAOGGI
Rottamazione locale, offerta economica ai comuni per l’aiuto nella definizione agevolata
Mef e Ader al lavoro per predisporre una proposta da sottoporre ai sindaci prima di Pasqua.
L’Ader si prepara ad aiutare i comuni nella definizione agevolata dei tributi locali. Con un’offerta economica in cambio dell’aiuto che potrebbe essere presentata ai diretti interessati in un incontro prima di Pasqua.
Ieri, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, Mef e Agenzia delle entrate Riscossione hanno valutato in una lunga riunione gli aspetti organizzativi e tecnici di questo intervento “ad adiuvandum” nella rottamazione locale, in vista di un prossimo incontro con i comuni, in grande difficoltà nel replicare sul territorio la rottamazione avviata il 20 gennaio a livello statale.
Il supporto oneroso di Ader ai comuni
E per venire in soccorso degli enti trova conferma lo scenario (anticipato su ItaliaOggi del 7 marzo) di un aiuto non a costo zero, arrivando a riconoscere ad Ader un aggio, sotto forma di prezzo di servizio per il supporto nella rottamazione locale. Finora negli incontri che si sono susseguiti in sede politica e tecnica (a cui hanno partecipato, oltre al direttore di Ader, Vincenzo Carbone e al vicecapo di gabinetto del Mef Italo Volpe, anche i rappresentanti di Anci e Ifel) non sono state date cifre ufficiali per questo supporto oneroso svolto da Ader ma, come detto, il velo sull’offerta dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione potrebbe alzarsi a breve.
I comuni hanno respinto al mittente, giudicandola “irricevibile”, la proposta dell’Agenzia di un’aggio inversamente proporzionale al numero di contribuenti aderenti, che quindi possa essere più salato in caso di poche adesioni. A chiedere ad Ader di intervenire sono soprattutto i comuni minori e di medie dimensioni che si trovano più in difficoltà (per scarsità di risorse e di dotazioni organiche) a dotarsi di software ad hoc per gestire la rottamazione locale.
Le difficoltà dei piccoli comuni e il caso Napoli
Diverso il caso delle grandi città che potrebbero tranquillamente fare da sole. Ma anche loro, per il momento, preferiscono stare alla finestra. A Napoli (dove l’operazione potrebbe essere gestita dalla società di progetto Napoli Obiettivo Valore) il consiglio comunale lo scorso 25 marzo si è espresso all’unanimità per la rottamazione approvando un odg che impegna sindaco e giunta ad aderire.
Negli altri comuni, in attesa che l’operazione vada in porto, la definizione agevolata dei tributi locali sta raccogliendo un’adesione piuttosto tiepida. Tanto che l’Ifel ha per il momento rinviato il monitoraggio dei comuni aderenti previsto per fine marzo. Senza un ruolo attivo di Ader, infatti, la lista di comuni aderenti rischia di essere molto esigua.
https://www.italiaoggi.it/diritto-e-fisco/fisco/rottamazione-locale-offerta-economica-ai-comuni-per-...
ILSOLE24ORE
Panetta: «Crisi energetica lunga, rischio per crescita e inflazione».
La guerra (nell’area del Medio Oriente) cambia lo scenario globale dell’economia: emergono rischi per la crescita e per l’inflazione, ma soprattutto per il mercato dell’energia. «Le tensioni con l’Iran, acuitesi nella primavera del 2025, si sono trasformate in un confronto militare di ampia portata che oggi coinvolge il Medio Oriente, un’area cruciale per l’approvvigionamento globale di energia e di materie prime essenziali». Il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, lo dice nella relazione all’assemblea ordinaria dei partecipanti: «Le esportazioni attraverso lo stretto di Hormuz si sono pressoché interrotte e stanno emergendo danni rilevanti alle infrastrutture di produzione e raffinazione. Anche in caso di una rapida cessazione delle ostilità, il ritorno a condizioni ordinate nel mercato dell’energia richiederebbe tempi non brevi».
Panetta ricorda che «l’effetto più immediato del conflitto è stato un forte aumento dei prezzi del gas e del petrolio, con un conseguente indebolimento delle prospettive di crescita e nuove pressioni inflazionistiche. Più in generale, si consolida un contesto di elevata incertezza, destinato verosimilmente a protrarsi oltre la fase acuta del conflitto». In questo contesto, nel 2025 l’attività economica nell’area dell’euro mostrava segnali di rafforzamento, sostenuta dalla ripresa degli investimenti e dal consolidamento dei consumi: «Anche in Italia la crescita del Pil è stata trainata dagli investimenti e dal recupero del potere d’acquisto delle famiglie. Lo scorso dicembre si prevedeva che la domanda interna avrebbe continuato a fornire un contributo positivo nell’anno in corso e in quelli successivi». Sugli effetti della crisi rispetto alla crescita Bankitalia venerdì prossimo renderà note le previsioni nel Bollettino economico.
Quindi – ribadisce Panetta – «il conflitto in Medio Oriente ha modificato bruscamente le prospettive. I mercati finanziari hanno reagito con un aumento dei rendimenti e dei premi per il rischio, un calo dei corsi azionari e un indebolimento dell’euro. Le aspettative di breve termine sull’inflazione e sui tassi ufficiali sono state riviste al rialzo. L’incertezza e l’inasprimento delle condizioni finanziarie hanno riacceso i timori di un deterioramento delle condizioni di accesso al credito».
La politica monetaria si trova così nuovamente a fronteggiare «uno shock negativo di offerta in un contesto di elevata incertezza, come già avvenuto nel 2022, all’indomani dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Secondo le proiezioni recentemente diffuse dalla Bce, nel 2026 l’inflazione sarebbe superiore all’obiettivo, con un graduale rientro nell’anno successivo, e la crescita economica sarebbe più contenuta rispetto alle stime precedenti.
Se lo shock energetico risultasse più forte e persistente di quanto previsto nello scenario di base, l’inflazione aumenterebbe ulteriormente mentre la crescita risulterebbe più debole». Insomma, rispetto al 2025 – quando la Bce aveva ridotto i tassi di 100 punti base – le cose sono cambiate: «Significativi rincari delle materie prime potrebbero derivare da danni alle infrastrutture energetiche; inoltre, eventuali interruzioni delle catene globali del valore potrebbero tradursi in aumenti dei prezzi dei beni intermedi, accentuando le pressioni sui prezzi al consumo. L’intensità di tali effetti dipenderà in misura cruciale dalla trasmissione degli shock alle retribuzioni e dalle ripercussioni sulle aspettative, con il rischio di un circolo vizioso tra prezzi e salari».
Tuttavia «rispetto al 2022, la politica monetaria è oggi in una posizione più favorevole per salvaguardare la stabilità dei prezzi. Inoltre, il sistema bancario nel suo complesso mostra un’elevata redditività e una solida posizione patrimoniale».
https://www.quotidiano.ilsole24ore.com/sfoglio/aviator.php?newspaper=S24&issue=20260401&edit...
ILSOLE24ORE
Legge elettorale al via, è subito scontro
Superamento dei collegi uninominali del Rosatellum per dar vita a un sistema proporzionale con premio di maggioranza per chi supera il 40% dei voti nel nome della stabilità. Ieri sera la riforma elettorale messa a punto del centrodestra ha fatto ufficialmente i primi passi nella commissione Affari costituzionali della Camera presieduta dall’azzurro Nazario Pagano (in linguaggio tecnico incardinamento). O, meglio, ha emesso i primi vagiti. La strada per cominciare davvero a camminare è infatti impervia, ma resta la volontà di Giorgia Meloni di arrivare al sì dell’Aula di Montecitorio entro l’estate in modo da chiudere con il voto del Senato entro ottobre. Ossia a un anno esatto dalla fine della legislatura, per dare il tempo ai partiti di organizzarsi e, soprattutto, per evitare l’accusa di cambiare le regole alla vigilia del voto (un memento è già arrivato dalla Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa).
Il clima tuttavia non è certo bipartisan, e la vittoria del No al referendum sulla giustizia ha finito per irrigidire le posizioni. L’avviso arriva fin dal pomeriggio dalla capogruppo dem in commissione Simona Bonafè: «La maggioranza evidentemente non ha compreso il messaggio chiaro che gli italiani le hanno mandato con il referendum: le regole del gioco non si cambiano a strappi». Conseguente la scelta delle opposizioni (Pd e M5s in particolare) di ritirare le proprie proposte in materia che erano state abbinate d’ufficio a quella della maggioranza dal presidente Pagano. Eppure sotto traccia gli sherpa del centrodestra, in particolare il plenipotenziario della premier Giovanni Donzelli, provano a costruire ponti nelle consapevolezza che l’obiettivo della riforma - ossia evitare il rischio pareggio, e quindi il rischio larghe intese, e consegnare al Paese un vincitore certo - è condiviso anche dalla leader del Pd Elly Schlein. Da qui i segnali di disponibilità a ragionare sull’entità del premio, giudicato eccessivo dalle opposizioni, e sulle modalità di scelta degli eletti per arrivare a un testo se non condiviso almeno tollerato. La diffidenza al momento prevale, ma sul tema preferenze - caro alle opposizioni - va segnalata intanto la proposta alternativa del senatore Alessandro Alfieri, responsabile riforme del Pd: «C’è anche la strada dei collegi uninominali di partito, ossia un solo candidato per partito in ogni collegio, con cui si è eletto il Senato fino al 1993».
https://www.quotidiano.ilsole24ore.com/sfoglio/aviator.php?newspaper=S24&issue=20260401&edit...