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Rassegna stampa del 21 aprile 2026

 

ILSOLE24ORE

Ricerca, dal Pnrr 3,2 miliardi ma il futuro resta un rebus

Il bivio. I cinque centri nazionali e i 14 partenariati estesi finanziati dal Recovery vicini agli obiettivi, per il 2027-28 sul piatto ci sono solo 300 milioniIn un Paese che viaggia con un tasso di spesa complessivo del 58% sull’intero Pnrr ogni voce prossima al 100% fa di per sé notizia. Specie se le risorse mobilitate sono rilevanti, come i 3,2 miliardi destinati tra il 2021 e il 2022 ai cinque centri nazionali e ai 14 partenariati estesi, che sono nati lungo la penisola per sostenere l’innovazione pubblico-privata (che diventano 6 miliardi se includiamo nel computo anche gli 11 ecosistemi e le 49 infrastrutture di ricerca, ndr).
Quando mancano poco più di due mesi dalla dead-line del 30 giugno, porsi un interrogativo sul post-Recovery e sugli organismi istituiti con i suoi fondi è forse ineludibile. A maggior ragione se consideriamo, da un lato, che i tassi di investimento italiano in R&S sono notoriamente inferiori rispetto alla media Ue e, dall’altro, che sul piatto per la prosecuzione delle attività di centri nazionali e partenariati per ora ci sono solo i 300 milioni stanziati dalla legge di Bilancio 2025 e, peraltro, spalmati per metà (150 milioni) sul 2027 e per metà sul 2028.
Nella ripartizione di questi 300 milioni - che riguarderanno anche le sei iniziative cofinanziate grazie al Piano nazionale complementare (Pnc) - il Mur si baserà su degli indicatori chiave di performance, i cosiddetti Kpi, articolati in cinque aree di valutazione, che vanno dalla gestione efficace delle risorse alla capacità di attrarre finanziamenti esterni, passando per l’impatto sociale, il contributo alle politiche pubbliche e lo sviluppo di infrastrutture e innovazione.
Il tema della prosecuzione delle iniziative avviate con il Piano di ripresa e resilienza non è secondario. Sia per l’importanza dei temi affrontati - che per comodità nella mappa in pagina abbiamo ricondotto alle tre macro aree (digital, green e salute) - sia per la numerosità dei soggetti coinvolti. Ciascun ente si è dotato di una struttura, ha assunto dei ricercatori (circa 12mila in tutta Italia), ha emanato dei bandi a cascata che hanno coinvolto a loro volta altre realtà dislocate lungo lo stivale.
In alcuni casi una strategia sul post Pnrr è già stata abbozzata. Prendiamo il Centro nazionale per lo sviluppo di terapia genica e farmaci con tecnologia a Rna, che ha la testa a Padova e 50 affiliati in tutta Italia. Secondo un monitoraggio del Mur aggiornato al 31 marzo, Rna & Genetherapy è costato finora 326,7 milioni di spesa (di cui 320 su fondi Pnrr) e annovera 1.187 addetti strutturati più 735 reclutati ex novo. In un evento organizzato a Roma nei giorni scorsi il presidente Rosario Rizzuto ha parlato di «apertura a nuovi partner istituzionali e industriali». Tant’è vero che la fondazione evolverà in un “Open Innovation Hub”e cercherà anche di intercettare i fondi pubblici del Programma nazionale Ricerca innovzione competitività (il Pn Ric 2021-27), scommettendo su due filoni principali: lo sviluppo tecnologico attraverso le iniziative Rna-Next, Innova-Rna e la nascente Advanced PharmaTech Academy (dotata di laboratori immersivi) e la medicina di precisione sul territorio tramite il progetto Impact destinato al Sud.
Al Pn Ric 2021-27, spostandoci al digitale, sono affidate anche le speranze del progetto Echo-Twin voluto dal presidente Antonio Zoccoli che punta a potenziare l’infrastruttura di calcolo realizzata dal Centro Nazionale di Ricerca in Hpc, big data e quantum computing: l’Icsc di Bologna, che annovera 59 partner in tutta Italia ed è costato 324,2 milioni totali (319,9 provenienti dal Recovery). Tra le aree finanziate con la progettualità europea c’è anche lo sviluppo delle tecnologie quantistiche, che lo vede impegnato come partner di Q-Sud coordinato dall’Istituto nazionale per le scienze e tecnologie quantistiche (Nqsti).
Già proiettato in avanti, stavolta sul fronte green, è anche il Centro nazionale della biodiversità (Nbfc) che ha il suo hub a Palermo e coinvolge altri 50 soggetti tra atenei, enti di ricerca e aziende private sulla tutela e la valorizzazione del Mediterraneo. Al Sole 24 Ore il presidente Luigi Fiorentino sottolinea che il Centro nazionale «sta già da tempo lavorando al post 2026» per rafforzare «le partnership istituzionali e con il sistema delle imprese». Da qui l’idea di impegnarsi in sei ambiti: «Ampliare la collaborazione con il sistema delle imprese, sia in termini di servizi offerti sia di collaborazioni più strutturate; riorganizzare l’hub al fine di rispondere alle esigenze e alle richieste della comunità scientifica; ampliare il processo di internazionalizzazione anche al fine di favorire esperienze di giovani in contesti internazionali; proseguire con l’attuazione del progetto avviato con la partnership in corso di avviamento con un incubatore specializzato; estendere le collaborazioni sempre più integrate con il sistema delle amministrazioni pubbliche; continuare con le iniziative in materia di education e comunicazione scientifica».

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ILSOLE24ORE

Nomine, Meloni vuole chiudere il caso Di Foggia e puntare ai sottosegretari

L’obiettivo di Giorgia Meloni sarebbe quello di chiudere la partita delle nomine di viceministri e sottosegretari domani in Consiglio dei ministri, al più tardi giovedì mattina, prima di volare a Cipro per il Consiglio europeo informale. Dalle parti di Palazzo Chigi la convinzione è che ogni giorno in più di stasi non faccia che alimentare le fibrillazioni nella maggioranza.
Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. A complicare il quadro (e a irritare non poco la premier, secondo i rumors nella maggioranza) contribuisce la vicenda di Giuseppina Di Foggia. L’Ad uscente di Terna, indicata per la presidenza di Eni e considerata vicina alle sorelle Meloni, ha chiesto la buonuscita da 7,3 milioni di euro. Ma il ministero dell’Economia, domenica sera, ha ricordato che dal 2023 ha dato specifiche direttive, in qualità di socio, perché nelle società partecipate siano esclusi o rigorosamente delimitati i casi e l’entità delle indennità e degli emolumenti comunque denominati da corrispondere a fine mandato. Lo scopo finale è escludere che siano versati a chi esaurisce il mandato di amministratore per scadenza naturale o per dimissioni volontarie.
La questione della buonuscita di Di Foggia, di cui si sarebbe discusso anche ieri in un board straordinario di Terna che però non aveva il tema all’ordine del giorno, sarà al centro di una nuova riunione del Cda che sarà convocata a stretto giro, anche perché il pressing sulla Ceo è molto forte. Se opterà per l’incarico all’Eni, come è stata invitata a fare, dovrà dimettersi entro l’assemblea dei soci fissata per il 6 maggio. L’assemblea per il rinnovo del vertice di Terna si terrà invece il 12 maggio.
Anche per allontanare queste scorie Meloni gradirebbe procedere almeno con le nomine di sottogoverno e riempire le cinque caselle libere, da quella di Andrea Delmastro alla Giustizia alle altre. Ieri un indizio di accelerazione c’è stato: una convocazione straordinaria serale dell’assemblea della Federnuoto in cui il presidente ed ex capogruppo di Forza Italia, Paolo Barelli, avrebbe comunicato la volontà di lasciare le deleghe amministrative tenendo solo quelle sportive. La mossa lo avvicina al ruolo di sottosegretario, non necessariamente ai Rapporti con il Parlamento.
Al tempo stesso, però, è sembrato rispuntare il veto del leader azzurro Antonio Tajani sul leghista Federico Freni alla guida della Consob, anche se fonti vicine al segretario sottolineano come l’attuale sottosegretario all’Economia sia in difficoltà per altre ragioni. A Fi continua a non dispiacere il nome alternativo di Federico Cornelli, attualmente commissario dell’Autorithy. Se poi su Freni dovesse invece scattare il disco verde e Claudio Durigon o Massimo Garavaglia prendere il suo posto al Mef, Tajani ha già pronta la deputata Chiara Tenerini per la casella di sottosegretaria al Lavoro. Nel match entra anche Milano: l’endorsement di Ignazio La Russa per Maurizio Lupi (Noi Moderati) candidato sindaco si scontra con la preferenza azzurra per un civico. Più sicura Mara Bizzotto verso il ministero delle Imprese, indicata fin dall’inizio dal Carroccio per sostituire Massimo Bitonci, che ha lasciato a fine 2025 per seguire Alberto Stefani nella Giunta veneta. Fdi gioca invece ancora a carte coperte per i suoi nomi, ma non è un mistero che siano state cercate figure del Sud anche per dare un segnale a quel Mezzogiorno la cui risposta, per la maggioranza, non ha certamente brillato al referendum sulla giustizia.

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GRANDANGOLOAGRIGENTO.IT 

Terreno trasformato in discarica abusiva, scatta sequestro a Casteltermini Si trova in contrada Manganaro e al suo interno sono stati rinvenuti rifiuti di vario genere compreso l'Eternit, materassi, sanitari e altri materiali

Un’area di circa 1000 metri quadri in territorio di Casteltermini, è stata sequestrata dalla Polizia provinciale del Libero consorzio comunale di Agrigento.  L’area posta sotto sequestro, si trova in contrada Manganaro e al suo interno sono stati rinvenuti rifiuti di vario genere compreso l’Eternit, materassi, sanitari e altri materiali potenzialmente pericolosi per la salute.Notevoli quantità di rifiuti sono stati rinvenuti ai margini di una strada comunale che, seppur sbarrata da transenne e con un’ordinanza di interdizione al transito veicolare, è diventata una discarica abusiva che dovrà essere bonificata. “L’intera area – ha detto il comandante della Polizia provinciale, tenente colonnello Salvatore Lombardo – continuerà ad essere monitorata con attenzione dai nostri agenti per contrastare il fenomeno sempre più diffuso dell’abbandono di rifiuti”.



AGRIGENTONOTIZIE.IT 

Rifiuti pericolosi e ingombranti buttati in una strada chiusa: area sequestrata a Casteltermini
Scoperta una discarica abusiva in contrada Manganaro, intervento della polizia provinciale dopo il ritrovamento di materiali dannosi per la salute


Un’area trasformata in discarica abusiva è stata sequestrata dalla polizia provinciale del Libero consorzio comunale di Agrigento in territorio di Casteltermini. Si tratta di uno spazio di circa 1000 metri quadrati in contrada Manganaro dove gli agenti hanno rinvenuto rifiuti di vario genere tra cui eternit, materassi, sanitari e altri materiali potenzialmente pericolosi per la salute. Parte dei rifiuti era accumulata anche ai margini di una strada comunale che, nonostante fosse sbarrata da transenne e interessata da un’ordinanza di interdizione al transito veicolare, è stata utilizzata come punto di abbandono incontrollato. L’intera area è stata posta sotto sequestro e dovrà essere sottoposta a interventi di bonifica per il ripristino delle condizioni ambientali. “L’intera area – ha detto il comandante della Polizia provinciale Salvatore Lombardo – continuerà a essere monitorata con attenzione dai nostri agenti per contrastare il fenomeno sempre più diffuso dell’abbandono di rifiuti”. Un episodio che riaccende l’attenzione su una pratica ancora diffusa e che rappresenta un rischio concreto per l’ambiente e la salute pubblica.



SCRIVOLIBERO

Manutenzione straordinaria degli edifici scolastici di proprietà del Libero Consorzio di Agrigento

Previsti interventi sugli immobili scolastici di proprietà del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Sono stati sottoscritti infatti due contratti d’appalto con l’impresa GEOTECH SRL (avvalente) e CGM SRL (ausiliaria) di Ragusa, aggiudicataria dei due appalti relativi alla manutenzione straordinaria degli immobili (gruppi 7 e 8), dell’importo di 1.600.000,00 euro ciascuno (compresi 80.000,00 euro per oneri di sicurezza). L’intero importo dell’appalto è stato finanziato con fondi del bilancio del Libero Consorzio, un impegno che il Presidente Giuseppe Pendolino aveva assicurato per garantire le migliori condizioni di sicurezza degli istituti individuati dallo staff tecnico dell’ex Provincia Regionale, quarantuno in tutto (ventidue nel gruppo 7 e diciannove nel gruppo 8). A breve la consegna dei lavori che dovranno essere effettuati entro 365 giorni lavorativi consecutivi dalla data del verbale di consegna.
Le scuole interessate dai lavori di manutenzione sono le seguenti:
GRUPPO 7
1) Liceo Scientifico “Leonardo” viale della Vittoria – Agrigento
2) I.T.C.E.T. “L. Sciascia” via Quartararo Pittore, 8 A – Agrigento
3) I.I.S.“G. Galilei” via Pirandello – Canicatti
4) I.I.S.- Liceo Classico “Ugo Foscolo” via Pirandello – Canicatti
5) Liceo Scientifico “Sciascia” associata all’ l.l.S. “Ugo Fosco|o” via Pasolini
(ampliamento)- Canicatti
6) Liceo Classico “Linares”via Malfitano – Licata
7) I.I.S. “Re Capriata” via Campobello- Licata
8) I.I.S. “E. Fermi” via Campobello – Licata
9) I.T.C. e G. “Curella”sede centrale I.I.S. “E. Fermi” via Re Grillo (c.da. Cannelle) – Licata
10) Liceo Classico “Linares”Piazza Gondar – Licata
11) I.T.C.”Federico I” via Bandino – Naro
12) I.I.S -I.P.C. sezione staccata “N. Gallo” di Agrigento , I.T.C.E.T. sezione staccata “Sciascia” di Agrigento – via La Pira – Porto Empedocle
13) I.P.A.M.”Miraglia”- I.I.S “Don Michele Arena”- corso Miraglia c/da Perriera
Sciacca
14) I.I.S. “Don Michele Arena”- I.P.C. “Friscia” via Nenni – Sciacca
15) I.I.S. Liceo Classico Fazello via De Gasperi – Sciacca
16) Liceo Scientifico Fermi via Parma – Sciacca
17) I.T.C. G. Zappa via Padre Pio da Pietralcina – Campobello di Licata
18) Liceo Classico “Empedocle” via Empedocle – Agrigento
19) Istituto Magistrale “M. L. King “ viale Pietro Nenni – Favara
20) Liceo Scientifico “E. Majorana” via Grecale – Lampedusa
21) I.I.S. F. Crispi – ITC- GIOVANNI XXIII via Presti – Ribera
22) I.I.S. F. Crispi Liceo sperimentale via Circonvallazione – Ribera.
GRUPPO 8
1) IPSCEOA “N.Gallo”-I.T.G. “F.Brunelleschi” Via Quartararo Pittore, Agrigento
2) LICEO SCIENTIFICO E SCIENZE UMANE “Politi” succursale – PLESSO EX Foderà via Cimarra, 5 – Agrigento
3) I.I.S.“FERMl”- I.P.I.A. “Fermi” (locali ASI-CAP) – Aragona
4) I.I.S.“PlRANDELLO”- plesso Liceo Classico “Pirandello” via Montemaggiore – Bivona
5) I.I.S.“PlRANDELLO”- plesso ITCG “Panepinto” via Contrada S. Filomena SS118 -Bivona
6) I.I.S.“ARCHIMEDE”- Liceo Scientifico M.T. Calcutta Via Crispi – Cammarata
7) I.I.S.“ARCHIMEDE”- I.P.I.A. “Archimede” via Monsignor Padalino – Casteltermini
8) I.I.S.“ARCHIMEDE”- Liceo Scientifico “M.T.Ca|cutta” via Kennedy – Casteltermini
9) I.I.S.“FERMI- l.P.I.A. “Marconi” (sez. coord. dal Fermi di Aragona) via Che Guevara -Favara
10) I.I.S.“FAZELLO”- plesso Liceo Scientifico “ARCHlMEDE” Via Mazzini, 12 (sez. Sciacca) – Menfi
11) I.I..S.“DON MICHELE ARENA”- plesso I.P.C. Friscia sede staccata via Pirandello – Menfi
12) I.I.S.“G.B.ODIERNA”- Liceo scientifico “G. B. Odierna” Corso Sicilia – Palma di Montechiaro
13) I.I.S.“G.B. ODIERNA”- plesso “Mattarella” Contrada Carnara – Palma di Montechiaro
14) I.I.S.“FERMI”- I.P.I.A. “Marconi” via Villa (sez. coordinata dal Fermi di Aragona) – Racalmuto
15) I.I.S.“SAETTA E LIVATINO”- Istituto Magistrale “Saetta- Livatino” via Lauricella – Ravanusa
16) I.I.S.“F. Crispi”- Istituto magistrale “F. Crispi” Piazza Zamenhof – Ribera
17) I.I.S.“VETRANO”- I.T. Agrario “A. Vetrano” e Alberghiero “Molinari” c/da Marchesa – Sciacca
18) I.I.S.“FAZELLO”- Istituto d’Arte “Bonachia” via De Gasperi – Sciacca
19) I.I.S.“VETRANO”- I.T. Agrario “A. Vetrano” e Alberghiero “Molinari” c/da Tonnara – Sciacca.



LENTEPUBBLICA

Riscatto della laurea: la Cassazione chiarisce quando non vale la decadenza triennale

Nel complesso sistema del diritto previdenziale, il riscatto degli anni di studio universitario rappresenta uno degli strumenti più ambiti per i lavoratori che mirano a consolidare la propria posizione contributiva o ad anticipare il momento della pensione.
Tuttavia, la complessità burocratica e i tempi di risposta dell’ente previdenziale possono generare incertezze che sfociano spesso in lunghi contenziosi. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione, la numero 7834 depositata il 31 marzo 2026, ha fatto chiarezza sul termine entro cui il cittadino può agire in giudizio contro l’INPS in caso di rigetto della domanda di riscatto.
Il caso
La controversia che ha portato alla pronuncia degli Ermellini ha avuto origine da una richiesta di calcolo degli oneri di riscatto presentata da un lavoratore nel lontano 1998. La particolarità della vicenda risiede nel fatto che quest’ultimo aveva appreso dell’emanazione di un provvedimento di diniego, risalente al 2014, soltanto nel 2017. Mentre il Tribunale di Milano aveva accolto le ragioni del ricorrente valorizzando la data di effettiva conoscenza dell’atto, la Corte d’Appello aveva invece condiviso la tesi dell’INPS, ritenendo che il termine di 3 anni previsto dal D.P.R. n. 639/1970 fosse ormai decorso. Il riscatto veniva dunque equiparato a una prestazione pensionistica già maturata, assoggettandolo a un rigido limite temporale per l’impugnazione.
Il parere della Cassazione
La Suprema Corte ha tuttavia ribaltato tale impostazione. In particolare, gli Ermellini hanno chiarito che il riscatto della laurea non può essere assimilato a un trattamento pensionistico in senso stretto, ma costituisce un rapporto autonomo e preliminare. Si tratta, in sostanza, di una procedura volta a costruire ex novo una copertura assicurativa per periodi che altrimenti rimarrebbero scoperti. Tale operazione si perfeziona attraverso il pagamento di un onere economico calcolato secondo la riserva matematica e basato su specifici criteri, ovvero modelli statistico-matematici utilizzati per determinare il valore attuale di una rendita futura. Trattandosi di un atto volto a integrare la contribuzione e non di una domanda per ottenere l’erogazione della pensione, la disciplina restrittiva sulla decadenza triennale non trova applicazione.
Cstruzione della posizione previdenziale e percezione del beneficio
L’elemento dirompente dell’ordinanza risiede dunque nella distinzione tra la fase di costruzione della posizione previdenziale e quella della percezione del beneficio. La Cassazione ha sottolineato che l’art. 47 del D.P.R. 639/1970 si riferisce esclusivamente alle controversie legate a prestazioni già dovute o a benefici che incidono in via immediata sul calcolo del rateo mensile. Poiché il riscatto della laurea si colloca in una fase antecedente, il lavoratore non può essere dichiarato decaduto dal diritto di agire in giudizio per il semplice decorso del triennio. Tale interpretazione evita che il diritto del cittadino venga sacrificato per mere ragioni formali, garantendo che la tutela giurisdizionale rimanga effettiva anche di fronte a ritardi o mancanze comunicative dell’amministrazione.
L’impatto della sentenza
La decisione della Corte di Cassazione ha comportato l’annullamento della sentenza d’appello con il conseguente rinvio della causa ai giudici di merito. Questi ultimi saranno ora chiamati a valutare la domanda del lavoratore senza poter rilevare la decadenza triennale. Permane, tuttavia, l’obbligo in capo al giudice di verificare altri aspetti tecnici, come la completezza della domanda amministrativa originale e il rispetto dei termini previsti per il versamento dell’onere economico.



TELEACRAS

La Polizia provinciale di Agrigento sequestra discarica a Casteltermini -

A Casteltermini in contrada Manganaro la Polizia provinciale ha sequestrato un’area di circa 1000 metri quadri adibita a discarica abusiva di rifiuti di vario genere, tra materassi, sanitari e altri materiali potenzialmente pericolosi per la salute come l’eternit.
Notevoli quantità di rifiuti sono stati rinvenuti ai margini di una strada comunale
che, seppur sbarrata da transenne e con un’ordinanza di interdizione al transito
veicolare, è stata resa una discarica abusiva che dovrà essere bonificata.
Il comandante della Polizia provinciale, tenente colonnello Salvatore Lombardo, sottolinea: “L’intera area continuerà ad essere monitorata con attenzione dai nostri
agenti per contrastare il fenomeno sempre più diffuso dell’abbandono di rifiuti”.




AGRIGENTONOTIZIE.IT 

Scuole più sicure in provincia, via ai lavori su 41 edifici con fondi dell’ente: ecco dove
Investimento complessivo da oltre 3 milioni per manutenzioni straordinarie. I cantieri sono pronti a partire

Interventi in arrivo negli istituti scolastici della provincia di Agrigento con un piano di manutenzione straordinaria che riguarda 41 edifici distribuiti sul territorio. Il Libero consorzio comunale ha sottoscritto due contratti d’appalto per i lavori, affidati all’impresa Geotech Srl con il supporto della Cgm Srl di Ragusa, per un importo complessivo di 3 milioni e 200 mila euro suddivisi in due lotti da 1 milione e 600 mila euro ciascuno, comprensivi di 80 mila euro destinati agli oneri per la sicurezza. Le risorse arrivano interamente dal bilancio dell’ente, un impegno già annunciato dal presidente Giuseppe Pendolino con l’obiettivo di garantire condizioni più sicure negli istituti individuati dallo staff tecnico dell’ex Provincia regionale. I lavori saranno consegnati a breve e dovranno essere completati entro 365 giorni lavorativi consecutivi dalla data del verbale di consegna.

















































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