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Rassegna stampa del 23 e 24 aprile 2026

 

GRANDANGOLO

Manutenzione strade provinciali, aggiudicata gara d’appalto
Un nuovo appalto per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali della zona centro-nord
Da Redazione
L’Ufficio Gare del Libero Consorzio Comunale di Agrigento ha aggiudicato un nuovo appalto per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali della zona centro-nord. La gara, effettuata con procedura aperta in modalità telematica, è stata aggiudicata all’impresa BUILDINGUARINO VITTIMA DI MAFIA S.R.L.(Avvalente) – ARES COSTRUZIONI S.R.L. (Ausiliaria), con sede a Favara (AG), che ha offerto il ribasso del 32,36321%, per un importo di aggiudicazione di 1.930.000,00 più Iva, compresi 57.900,00 per oneri di sicurezza. 
I lavori sono stati interamente finanziati con fondi regionali previsti dalla Legge 145/2018 (art. 1, c.883) destinati a Liberi Consorzi e Città metropolitane della Sicilia per interventi sulla viabilità secondaria. “Si tratta di ulteriori interventi di manutenzione straordinaria su un comparto stradale” afferma il Presidente del Libero Consorzio Giuseppe Pendolino” nel quale abbiamo investito complessivamente oltre 4 milioni e mezzo di euro, compreso lo stanziamento con fondi di bilancio dell’Ente”. Previsti tempi brevi per la firma del contratto d’appalto e la successiva consegna dei lavori.

Lavori alla sede del Liceo Politi (ex Foderà): sopralluogo del Libero Consorzio di Agrigento
Sarà ristrutturato e impermeabilizzato il tetto dell'intero immobile, mentre nella palestra sarà effettuata la rimozione e il risanamento delle parti ammalorate.
Inizieranno a breve i programmati lavori di manutenzione straordinaria nella sede dell’Istituto di Istruzione Superiore “Politi”di via Cimarra (ex Foderà). Stamani il Presidente Giuseppe Pendolino e i tecnici del Libero Consorzio di Agrigento hanno effettuato un sopralluogo, preliminare che precederà di qualche giorno l’inizio vero e proprio dei lavori. Sarà ristrutturato e impermeabilizzato il tetto dell’intero immobile, mentre nella palestra sarà effettuata la rimozione e il risanamento delle parti ammalorate.
“Stiamo mantenendo tutti gli impegni presi con i dirigenti scolastici dei vari istituti sin dall’inizio del mio insediamento” afferma Pendolino “e grazie ai contratti stipulati nei giorni scorsi con l’impresa aggiudicataria dei due appalti faremo numerosi altri interventi, che riguarderanno oltre 40 istituti di nostra competenza in tutta la provincia. Si tratta complessivamente di 4.000.000,00 di euro, finanziati interamente con fondi del bilancio dell’Ente e dedicati esclusivamente alla manutenzione delle scuole”.


LA SICILIA
Il vertice
Aeroporto Agrigento, scatta l’ora della verità: missione a Roma contro il silenzio dell’Enac
Il Libero consorzio vola nella Capitale l'11 maggio: l'infrastruttura resta ferma al palo nonostante il deposito degli studi tecnici
di Gioacchino Schicchi
Una missione a Roma per chiedere notizie sul futuro dell’aeroporto “Valle dei Templi” ad Agrigento. Il prossimo 11 maggio il presidente del Libero consorzio Giuseppe Pendolino, insieme ai vertici del settore Lavori pubblici dell’Ente voleranno a Roma per chiedere numi all’Enac sul futuro dell’infrastruttura agrigentina.
Una riunione con la presidenza dell’ente nazionale aeroporti ritenuta necessaria stante il perdurante silenzio che si registra da parte delle istituzioni preposte sul progetto per la realizzazione di una pista nella piana di Licata.
Era il 21 gennaio scorso quando vennero depositati al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e all’Enac i faldoni degli approfondimenti e degli studi tecnici ed ambientali per la fattibilità dell'aeroporto di Agrigento. Si trattava - ed è un caso anomalo - della seconda integrazione richiesta dal Mit rispetto al progetto di fattibilità presentato nel lontano 2024, dopo un ritardo prolungato degli organismi nazionali nel rilascio dei dovuti ok.
In particolare, l’Enac ha prima chiesto l’allungamento della pista e alcuni studi integrativi importanti, come quelli che riguardano la sostenibilità economica dell’infrastruttura e la sua compatibilità con i venti che spirano nella piana di Licata e poi, anziché rilasciare il parere di competenza, aveva chiesto la produzione di nuovi studi integrativi di carattere economico, tecnico e ambientale. Richieste che l’Ordine degli Architetti ritenne «davvero eccessive per questa fase preliminare, finalizzata all’inserimento dello scalo nella programmazione nazionale degli aeroporti», ma che vennero soddisfatte.
Consegnati i faldoni con i correttivi richiesti si sarebbe dovuto registrare un primo parere positivo di Enac cui sarebbe dovuto seguire un passaggio alla Commissione Trasporti in Parlamento per inserire l’opera nel Pna, il piano nazionale degli aeroporti.
E invece? Ci spiegano dal Libero consorzio che su tutta la vicenda è calato un silenzio assordante, senza cenni né in positivo né in negativo sulla proposta progettuale. Da qui la necessità di un incontro formale con i vertici di Enec per comprendere perché non si stia concedendo un’opportunità almeno sul piano autorizzativo all’infrastruttura.


LIVESICILIA

Schifani: “Azzerato il debito, la Regione cresce: nel 2027 mi ricandido”
L'intervista del governatore siciliano a Libero
di Redazione
PALERMO – Il governatore siciliano Renato Schifani rivendica con orgoglio il lavoro svolto sin qui. E, come riporta l’agenzia Italpress che cita un’intervista del presidente della Regione Siciliana a Libero, annuncia la sua ricandidatura alla guida di Palazzo d’Orleans. Da quando si è insediato ha recuperato un disavanzo di 4 miliardi di euro, arrivando ad avere addirittura un surplus di 5 miliardi.
Ma per continuare nella crescita serve un altro mandato e per farlo annuncia la sua ricandidatura in una intervista al quotidiano diretto da Mario Sechi: “Perché serve un piano decennale per finire il lavoro intrapreso ed evitare le incompiute”.
Come ad esempio la realizzazione dei termovalorizzatori “a Palermo e Catania, con un Piano rifiuti, già approvato dall’Ue, che prevede anche di completare la rete impiantistica regionale. É un investimento da un miliardo. Tra qualche giorno avremo i progetti, le gare entro fine anno e avvio dei cantieri all’inizio del 2027. Stiamo facendo tutto tramite Invitalia e Anticorruzione, da avvocato amministrativista sono rigoroso. Bisogna sempre vigilare. Per questo dico che cinque anni non bastano, è giusto che anche per i sindaci il mandato sia di dieci perché se no si può solo fare, ma non completare”.
Sul rimpasto in giunta annuncia che “procederemo a breve”. Sullo stato di salute di Forza Italia e sul perché è stato congelato il congresso in Sicilia” il presidente Schifani, risponde: “La salute è buona, la Sicilia è azzurra e faremo il congresso di sicuro, al momento giusto. Nel 2022, il presidente Berlusconi mi ha chiesto di occuparmi della Sicilia, incarico che sto svolgendo e che mi porta a seguire dibattito nazionale da una certa distanza”.
“Ciò non mi impedisce, però, di sottolineare come Berlusconi, tenace sostenitore dell’inclusione, abbia sempre saputo trovare un saggio e sereno equilibrio tra l’esperienza dei parlamentari più anziani e il contributo delle nuove leve, ottenendo risultati significativi sia in termini di consenso sia nell’azione di governo. Mi auguro che questo metodo possa continuare anche in futuro”. 
Il governatore siciliano ricorda come ha azzerato il debito: “Grazie anche al boom di entrate tributarie cresciute del 39% dovute al maggiore gettito fiscale dei nuovi investimenti. fatti dalle imprese che scelgono sempre di più la Sicilia, in grado di garantire certezza dei tempi nel rilascio delle autorizzazioni. E migliorato anche il rating della Regione, come dicono i principali osservatori finanziari internazionali”.
“Oggi abbiamo un surplus di oltre 5 miliardi. I numeri certificano un cambio di passo reale: gli investimenti sono aumentati da 13 a 23 miliardi, il Pil è cresciuto di più che nel resto del Paese. Negli ultimi tre anni l’occupazione si è incrementata del 12,6% e sono nate 60mila imprese”.


Sicilia, il nuovo calendario dei lavori all’Assemblea regionale
Ars, Palazzo dei Normanni - Le date dei prossimi lavori d'auladi Redazione
PALERMO – Dopo le polemiche della seduta di ieri durante la quale alcuni deputati hanno lamentato l’impossibilità di emendare in aula i ddl stralcio già all’ordine del giorno, all’inizio della seduta di oggi il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, ha comunicato la riapertura dei termini per la presentazione degli emendamenti ai ddl stralcio I e V su lavoro e personale, in esame a Sala d’Ercole.
Le commissioni di merito esamineranno gli emendamenti entro il 6 maggio, i ddl saranno discussi in aula il 12 e 13 maggio. La conferenza dei capigruppo, riunita oggi, ha anche stabilito che nelle sedute di martedì prossimo 28 aprile e del 6 maggio l’aula sarà impegnata in attività ispettiva.
Durante la settimana dal 18 al 23 maggio l’attività parlamentare sarà sospesa in considerazione dello svolgimento delle elezioni amministrative. Il 26 e 27 maggio l’aula procederà a incardinare e discutere i ddl stralcio III e IV che nel frattempo dovranno essere esitati dalle commissioni competenti.


LENTEPUBBLICA

Festività soppresse, svolta della Cassazione: valgono come ferie retribuite
di  lentepubblica
Non sono solo permessi: i quattro giorni “dimenticati” delle cosiddette festività soppresse possono trasformarsi in ferie retribuite, con effetti concreti su stipendi e diritti.
Per anni sono rimaste in una sorta di zona grigia del diritto del lavoro: formalmente riconosciute dai contratti, ma spesso trattate come semplici giornate di permesso. Oggi, però, le cosiddette festività soppresse tornano al centro del dibattito grazie a una recente pronuncia della Corte di Cassazione, che interviene su un tema capace di incidere in modo concreto sia sull’organizzazione del lavoro sia sul contenuto della busta paga.
Al centro della vicenda ci sono i quattro giorni collegati alle ex festività abolite negli anni Settanta: San Giuseppe (19 marzo), Ascensione, Corpus Domini e Santi Pietro e Paolo (29 giugno). Giornate che non figurano più tra le festività civili nazionali, ma che continuano a produrre effetti sul piano contrattuale. La novità è che la Suprema Corte, con l’ordinanza n. 5051 del 6 marzo 2026, ha ribadito un principio destinato a far discutere: quei giorni, in presenza della disciplina contrattuale esaminata nel caso concreto, possono essere considerati ferie retribuite a tutti gli effetti.
Non si tratta soltanto di una questione formale. La distinzione tra permesso e ferie incide infatti sulla retribuzione spettante, sul calcolo di alcune voci accessorie e, in prospettiva, anche sull’eventuale recupero di differenze economiche maturate nel tempo.
Cosa sono le festività soppresse e perché contano ancora
Per comprendere la portata della decisione bisogna partire dall’origine di questi quattro giorni. Negli anni Settanta alcune ricorrenze furono eliminate dal calendario delle festività nazionali nel tentativo di aumentare la produttività e ridurre le interruzioni dell’attività lavorativa. La soppressione, tuttavia, non cancellò del tutto il problema, perché la contrattazione collettiva continuò a riconoscere ai lavoratori forme compensative.
È proprio da qui che nasce il nodo interpretativo. In molti casi, queste giornate sono state considerate permessi retribuiti aggiuntivi, distinti dalle ferie vere e proprie. Ma la differenza non è irrilevante: il trattamento economico delle ferie, secondo la normativa nazionale letta alla luce della giurisprudenza europea, deve garantire al lavoratore il mantenimento della retribuzione normale durante il periodo di riposo annuale.
Da questo principio discende una conseguenza tutt’altro che marginale: se i quattro giorni derivanti dalle festività soppresse vengono qualificati come ferie, allora nella retribuzione dovuta per quei giorni potrebbero dover rientrare anche alcune indennità collegate alle mansioni svolte, purché abbiano carattere stabile e siano funzionalmente connesse all’attività ordinaria del dipendente.
La vicenda esaminata dalla Cassazione
L’ordinanza della Cassazione nasce da una controversia tra un lavoratore e una società privata, già passata al vaglio del Tribunale e poi della Corte d’appello di Napoli. Il dipendente aveva chiesto che, nel calcolo della retribuzione spettante durante i giorni di ferie, fossero incluse alcune voci economiche escluse dagli accordi collettivi applicati in azienda.
In primo grado la domanda risultava  accolta, con il riconoscimento del diritto al computo di determinate indennità nella base retributiva feriale e con la condanna della società al pagamento di differenze retributive relative al periodo compreso tra il 1° agosto 2014 e il 30 aprile 2018.
La Corte d’appello aveva confermato questa impostazione, richiamando i precedenti della stessa Cassazione e la giurisprudenza euro-unitaria in materia di ferie annuali retribuite. In sostanza, i giudici di merito avevano ritenuto che alcune voci, pur non essendo corrisposte in misura variabile giorno per giorno, fossero strettamente legate alle mansioni svolte e dovessero quindi entrare nella retribuzione dovuta anche durante le ferie.
La società ha poi proposto ricorso in Cassazione, contestando, tra l’altro, proprio il fatto che nel calcolo complessivo venissero considerati anche i quattro giorni di permesso annui previsti dal contratto collettivo in sostituzione delle festività soppresse.
Il principio affermato: quei giorni possono essere ferie
Il passaggio più rilevante della pronuncia riguarda l’interpretazione dell’articolo 29 del CCNL 2015 richiamato nel giudizio. La disposizione, secondo la Corte, non impone di qualificare sempre e solo quei giorni come permessi retribuiti. Il testo contrattuale, infatti, prevede che in luogo delle festività soppresse siano attribuiti “4 giorni di ferie o permesso retribuito”, da aggiungere ai periodi già riconosciuti dal contratto.
È proprio su questa formulazione che la Cassazione costruisce il proprio ragionamento. Se il contratto parla espressamente di ferie o permesso retribuito, allora quelle giornate non possono essere automaticamente escluse dal perimetro delle ferie. Al contrario, possono essere godute anche a titolo di ferie, con tutte le conseguenze economiche che ne derivano.
In questo senso la Corte ha ritenuto infondato il motivo di ricorso con cui l’azienda sosteneva che i quattro giorni dovessero restare fuori dal computo delle ferie. La decisione si inserisce, peraltro, in un orientamento ormai consolidato, che valorizza la nozione europea di ferie annuali retribuite e il principio del pieno mantenimento della retribuzione nei periodi di riposo.
Il peso della giurisprudenza europea sulla retribuzione feriale
Uno dei profili più interessanti dell’ordinanza è il richiamo al diritto dell’Unione europea. Da tempo, infatti, la giurisprudenza comunitaria insiste su un concetto preciso: durante le ferie il lavoratore non deve subire una penalizzazione economica tale da scoraggiarne la fruizione.
Questo significa che la retribuzione feriale non può essere ridotta al solo minimo tabellare se il dipendente, quando lavora, percepisce in modo ordinario somme ulteriori strettamente connesse alla prestazione. La Cassazione, anche in questa occasione, si muove dentro quel solco interpretativo, già tracciato in precedenti sentenze e ordinanze richiamate nel provvedimento.
Si vede interpretare il punto, però, con attenzione. La Corte non afferma un principio di onnicomprensività assoluta della retribuzione feriale. Non tutto ciò che compare in busta paga entra automaticamente nel calcolo delle ferie. Rientrano soltanto le voci che, per natura e funzione, sono stabilmente collegate alle mansioni svolte o all’assetto ordinario del rapporto di lavoro.
Nel caso esaminato, i giudici hanno ritenuto che l’indennità perequativa/compensativa, quantificata in misura fissa, pensionabile e utile ai fini del TFR, fosse chiaramente connessa all’esecuzione della prestazione lavorativa. Da qui la conclusione: doveva essere computata anche nei giorni di ferie.
Cosa cambia davvero per i lavoratori
La decisione ha inevitabilmente acceso l’interesse di lavoratori, consulenti del lavoro e uffici del personale, perché potrebbe aprire la strada a nuove verifiche sui criteri adottati nella gestione delle ferie e delle ex festività. Tuttavia, è bene evitare semplificazioni eccessive.
La sentenza non introduce automaticamente quattro giorni in più per tutti i lavoratori italiani in modo indistinto. Il principio va letto alla luce del contratto collettivo applicato, della disciplina aziendale e delle specifiche modalità con cui quei giorni vengono riconosciuti e fruiti. In altre parole, il caso deciso dalla Cassazione costituisce un precedente importante, ma non equivale a una norma generale immediatamente valida in ogni settore senza ulteriori verifiche.
Ciò non toglie che la pronuncia rafforzi una linea interpretativa favorevole a una tutela economica più piena del diritto alle ferie. Per molti lavoratori potrebbe tradursi nella possibilità di controllare se, nei periodi di riposo, siano state correttamente incluse le voci retributive dovute. In alcuni casi, questo potrebbe portare anche a richieste di differenze economiche arretrate, nei limiti consentiti dalla prescrizione e dalla disciplina applicabile.
Il ruolo dei contratti collettivi e la necessità di un controllo puntuale
La vera chiave del problema resta la contrattazione collettiva. È lì che bisogna guardare per capire come sono disciplinate le festività soppresse, se come ferie, come permessi o con formule miste. E sempre il contratto, insieme agli accordi aziendali, può incidere sul modo in cui risultano calcolate le indennità spettanti nei giorni di riposo.
Per questo motivo, la pronuncia della Cassazione ha una portata che va oltre il singolo caso: richiama imprese e lavoratori alla necessità di una lettura rigorosa delle clausole contrattuali e di una corretta applicazione dei principi elaborati dalla giurisprudenza nazionale ed europea.
In un contesto in cui il contenzioso sul lavoro ruota sempre più spesso attorno alla composizione della retribuzione, la distinzione tra voci accessorie occasionali e componenti strutturali del compenso assume un rilievo decisivo. E i quattro giorni legati alle festività soppresse, da dettaglio apparentemente marginale, tornano così a rappresentare un terreno concreto di confronto.
Una decisione destinata a pesare anche sul futuro
L’ordinanza n. 5051/2026 conferma che il tema delle ferie retribuite è tutt’altro che chiuso. Anzi, dimostra come anche istituti nati decenni fa possano riemergere con forza quando si intrecciano con i principi europei sul diritto al riposo e sulla tutela della retribuzione.
Per i lavoratori la questione non riguarda solo il calendario, ma il valore economico del tempo di riposo. Per le aziende, invece, il messaggio è chiaro: la gestione di ferie, permessi e voci accessorie non può essere affrontata in modo automatico o meramente amministrativo, perché un’interpretazione non corretta può tradursi in vertenze e condanne al pagamento di somme aggiuntive.
In definitiva, la Cassazione non riscrive da zero il sistema, ma rafforza un orientamento che attribuisce maggiore sostanza al diritto alle ferie e ridà centralità a quattro giornate che molti consideravano ormai un residuo del passato. E invece, alla luce di questa pronuncia, potrebbero tornare a incidere in modo molto concreto sul rapporto tra lavoro, riposo e retribuzione.


AGRIGENTOOGGI

Al via i lavori nella sede del Liceo Politi (ex Foderà)
Inizieranno a breve i programmati lavori di manutenzione straordinaria nella sede dell’Istituto di Istruzione Superiore “Politi” di via Cimarra (ex Foderà). Stamani il presidente Giuseppe Pendolino e i tecnici del Libero Consorzio di Agrigento hanno effettuato un sopralluogo, preliminare che precederà di qualche giorno l’inizio vero e proprio dei lavori. Sarà ristrutturato e impermeabilizzato il tetto dell’intero immobile, mentre nella palestra sarà effettuata la rimozione e il risanamento delle parti ammalorate.
“Stiamo mantenendo tutti gli impegni presi con i dirigenti scolastici dei vari istituti sin dall’inizio del mio insediamento” afferma Pendolino “e grazie ai contratti stipulati nei giorni scorsi con l’impresa aggiudicataria dei due appalti faremo numerosi altri interventi, che riguarderanno oltre 40 istituti di nostra competenza in tutta la provincia. Si tratta complessivamente di 4.000.000 di euro, finanziati interamente con fondi del bilancio dell’Ente e dedicati esclusivamente alla manutenzione delle scuole”.


Al via i lavori straordinari sulle strade provinciali dell’Agrigentino

L’Ufficio Gare del Libero Consorzio Comunale di Agrigento ha aggiudicato un nuovo appalto per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali della zona centro-nord. La gara, effettuata con procedura aperta in modalità telematica, è stata aggiudicata all’impresa Buildnguarino Vittima di Mafia SrL (Avvalente) – Ares Costruzioni SrL (Ausiliaria), con sede a Favara, che ha offerto il ribasso del 32,36%, per un importo di aggiudicazione di 1.930.000 più Iva, compresi 57.900 euro per oneri di sicurezza.
I lavori sono stati interamente finanziati con fondi regionali previsti dalla Legge 145/2018 (art. 1, c.883) destinati a Liberi Consorzi e Città metropolitane della Sicilia per interventi sulla viabilità secondaria. “Si tratta di ulteriori interventi di manutenzione straordinaria su un comparto stradale” afferma il presidente del Libero Consorzio Giuseppe Pendolino” nel quale abbiamo investito complessivamente oltre 4 milioni e mezzo di euro, compreso lo stanziamento con fondi di bilancio dell’Ente”.
Previsti tempi brevi per la firma del contratto d’appalto e la successiva consegna dei lavori.

AGRIGENTONOTIZIE

Libero consorzio comunale
Liceo Politi, al via i lavori di manutenzione straordinaria
Sopralluogo del presidente Pendolino. Ristrutturazione del tetto e interventi nella palestra
Inizieranno a breve i programmati lavori di manutenzione straordinaria nella sede dell'Istituto di istruzione superiore "Politi" di via Cimarra (ex Foderà). Stamani il presidente Giuseppe Pendolino e i tecnici del Libero consorzio di Agrigento hanno effettuato un sopralluogo preliminare che precederà di qualche giorno l'inizio vero e proprio dei lavori. Sarà ristrutturato e impermeabilizzato il tetto dell'intero immobile, mentre nella palestra sarà effettuata la rimozione e il risanamento delle parti ammalorate.
"Stiamo mantenendo tutti gli impegni presi con i dirigenti scolastici dei vari istituti sin dall'inizio del mio insediamento - afferma Pendolino - e grazie ai contratti stipulati nei giorni scorsi con l'impresa aggiudicataria dei due appalti faremo numerosi altri interventi, che riguarderanno oltre 40 istituti di nostra competenza in tutta la provincia. Si tratta complessivamente di 4 milioni di euro, finanziati interamente con fondi del bilancio dell'ente e dedicati esclusivamente alla manutenzione delle scuole".

Statale 189Viadotto Milena, affidati i lavori a una nuova impresa: chiusura entro gennaio
L'assessore Aricò: "Consegna non rinviabile". Risolto il contratto con la precedente ditta per inadempienze
Anas ha consegnato oggi in via d'urgenza i lavori al viadotto Milena, al km 39,800 della strada statale 189 "Della Valle del Platani", nell'Agrigentino. Per inadempienze contrattuali della precedente ditta, secondo quanto fa sapere Anas, i lavori sono stati affidati a una nuova impresa che dovrà rispettare tempistiche stringenti, vista la rilevanza dell'infrastruttura. L'ultimazione è prevista entro gennaio 2027, per un importo complessivo di 3,9 milioni di euro. Nel frattempo restano in vigore le limitazioni alla transitabilità dell'opera, adottate per garantire la sicurezza della circolazione.
L'assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò commenta: "La consegna dei lavori è una notizia attesa da troppo tempo. Un'infrastruttura strategica come questa non può restare ostaggio di inadempienze contrattuali. Bene che Anas abbia agito con fermezza. Gennaio 2027 deve essere una data certa, non un'altra scadenza da spostare".
Il responsabile della Struttura territoriale Anas Sicilia, l'ingegnere Nicola Montesano, ha dichiarato: "Oggi aggiungiamo un tassello importante alla viabilità agrigentina. Dopo varie vicissitudini riusciamo finalmente a sbloccare una situazione che penalizzava utenti e Anas. Siamo confidenti di recuperare il ritardo accumulato e restituire l'opera all'utenza nei tempi previsti".








































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