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Rassegna stampa del 30 aprile 2026

 


TELEMONTEKRONIO

Studi Navarriani. Atti dei Convegni presentati al Libero Consorzio

Presentazione ufficiale degli Atti dei Convegni di Studi Navarriani, ieri pomeriggio, nell'aula consiliare del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. L’incontro ha segnato un punto di svolta per la storiografia locale, mettendo nero su bianco anni di ricerche scientifiche dedicate a una delle famiglie più influenti della cultura siciliana, alla presenza del Presidente dell'ex provincia, Giuseppe Pendolino e del prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo.
Relatore principale, è stato Enzo Randazzo, studioso dei Navarro e presidente del Premio Internazionale loro dedicato. "Questi Atti – ha spiegato – non sono una semplice celebrazione, ma una base solida per futuri studi sulla letteratura e sulla società del tempo, attraverso la memoria storica, la ricerca e il confronto tra le generazioni”. Ad illustrare la complessità del lavoro di raccolta dei contributi critici e l’importanza dei documenti a corredo degli Atti, è stata poi, l'insegnante Gisella Mondino, coautrice degli Atti e direttore scientifico del Convegno Studi Navarriani. La dirigente del libero consorzio, Maria Antonietta Testone, ha inoltre posto l’accento sull'importanza di tramandare questo sapere alle nuove generazioni.
L'incontro è stato coordinato da Rossana Florio, Direttrice dell’Archivio di Stato di Agrigento. Nel suo doppio ruolo di relatrice e moderatrice, ha evidenziato come i documenti archivistici siano "le fondamenta su cui poggia l'edificio della nostra memoria storica”, sottolineando che “il Premio Navarro, all’interno del quale è stato ideato il contest letterario Ispirazioni d’Archivio, rappresenta un tassello fondamentale alla sua offerta culturale, dimostrando che il passato, se studiato con rigore scientifico, può ancora fornire chiavi di lettura fondamentali per il futuro della città”.
L'evento, patrocinato dal Ministero della Cultura, dal Libero Consorzio di Agrigento, dal Premio Navarro e dal Lions Club, si è concluso con un nuovo appuntamento per il pubblico: il XVII Premio internazionale Navarro e il XI Convegno Studi Navarriani che si svolgeranno il prossimo 22 maggio, presso la Biblioteca Navarriana.



SPORTWEBSICILIA

Agrigento celebra le sue eccellenze, al via la consegna delle Benemerenze CONI e dei Premi Panathlon

Lo sport agrigentino si veste a festa per il suo appuntamento più prestigioso. Giovedì 30 aprile 2026, alle ore 16:00, la Sala Conferenze “Silvia Pellegrino” del Libero Consorzio Comunale (Via Acrone, 27) ospiterà una cerimonia di altissimo valore simbolico: la consegna delle Benemerenze CONI relative all’anno agonistico 2023 e dei prestigiosi Premi Primavera e Fair Play assegnati dal Panathlon Club di Agrigento per il 2025.
L’evento, che riunirà il vertice del mondo sportivo provinciale, vedrà la partecipazione di autorità, dirigenti, tecnici e atleti che hanno portato alto il nome di Agrigento nelle competizioni nazionali e internazionali.
Le Benemerenze CONI: il valore dell’impegno e del talento
Il CONI nazionale ha conferito riconoscimenti a coloro che si sono distinti per risultati tecnici o per decenni di dedizione alla causa sportiva. Tra i premiati figurano campioni italiani assoluti e dirigenti di lungo corso.
Stelle d’Argento: ASD Club Nautico “Punta Piccola” e ASD Polisportiva “P. Guidotto” Licata.
Stelle di Bronzo: Amabile Bonafede, Giancarlo La Greca, Giuseppe Piazza e la Sezione di Agrigento del Tiro a Segno Nazionale.
Palma di Bronzo (Merito Tecnico): Angelo Mauro.
Medaglie di Bronzo (Valore Atletico): Emma Colletti (Campionessa Italiana Karate Kumite) e Santo Tirnetta (Campione Italiano Safari Fotografico Subacqueo).
Panathlon: il trionfo del Fair Play e della Solidarietà
Il Panathlon Club di Agrigento premierà non solo i risultati, ma soprattutto i valori etici dello sport. Un momento di profonda commozione sarà dedicato ai Premi alla Memoria, nel ricordo di figure indimenticabili come Marco Chiaramonti e Giusy Liberto.
Il prestigioso premio alla Carriera andrà a Calogero Giardina (AIA), mentre la Solidarietà vedrà protagonista Anna Marino (Associazione Volontari di Strada Onlus). Ampio spazio anche alla Promozione Sportiva, con riconoscimenti a realtà storiche come Pro Sport Ravanusa, Unitas Sciacca, FC Camastra, Sporting Club “Maccalube” e il Consorzio “Vero Sport”.
Premio Primavera: lo sguardo rivolto al futuro
Riflettori puntati anche sul Premio Primavera, dedicato a 20 giovani promesse (tra i 14 e i 21 anni) che hanno già calcato podi nazionali o indossato la maglia azzurra in competizioni europee e mondiali. Un riconoscimento che vuole essere un incoraggiamento per i campioni di domani che crescono nelle società della nostra provincia.



AGRIGENTONOTIZIE

Via al rimpasto alla Regione, salta Daniela Faraoni e resta Elvira Amata: tre nuovi assessori, ecco chi sono

Rientra nella squadra di governo Nuccia Albano della Dc. Alla Salute arriva un politico, l'ex coordinatore di Forza Italia Marcello Caruso. A completare la squadra Elisa Ingala scelta per la Funzione pubblica di cui il governatore deteneva l'interim
I tre nuovi assessori: Elisa Ingala, Marcello Caruso e Nuccia Albano
La giunta regionale torna al completo. Il presidente della Regione siciliana Renato Schifani ha nominato tre nuovi assessori definendo così la squadra di governo di Palazzo d’Orléans in vista della fase finale della legislatura. Entrano in giunta Nuccia Albano, Elisa Ingala e Marcello Caruso chiamati a guidare rispettivamente gli assessorati della Famiglia, Funzione pubblica e Salute. 
Nuccia Albano, medico legale e consulente per tribunali e procure, torna a ricoprire il ruolo all’assessorato della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro. Elisa Ingala, commercialista con esperienza amministrativa a Caltanissetta e attività come amministratore giudiziario, assume la guida della Funzione pubblica e delle Autonomie locali. Alla Salute arriva invece Marcello Caruso, già assessore comunale e provinciale a Palermo, che subentra a Daniela Faraoni. 
Con queste nomine vengono coperti anche i due assessorati che dal 10 novembre scorso erano rimasti ad interim nelle mani dello stesso Schifani. “Si ripristina la giunta al completo – afferma il presidente – che è la condizione per proseguire con maggiore efficacia l’azione amministrativa e dare piena attuazione agli impegni assunti con i siciliani”. Il governatore ha inoltre ringraziato Daniela Faraoni per il lavoro svolto alla guida dell’assessorato della Salute. I nuovi assessori presteranno giuramento all’Ars nella prossima seduta utile dando ufficialmente avvio al nuovo assetto dell’esecutivo regionale.



LENTEPUBBLICA

Gestione delle carriere contributive: come prevenire gli errori nel calcolo della pensione

Il sistema previdenziale italiano si presenta oggi come un apparato di estrema complessità, dove la stratificazione normativa e le frequenti riforme rendono la gestione delle carriere un compito particolarmente delicato. Per i dipendenti della Pubblica Amministrazione, il ruolo degli uffici contabili e amministrativi è determinante, poiché la corretta registrazione dei flussi contributivi rappresenta il presupposto essenziale per un accesso sereno al riposo pensionistico.
La frammentarietà dei percorsi lavorativi moderni, tuttavia, aumenta esponenzialmente il rischio di sviste o omissioni che possono compromettere il futuro economico del lavoratore. Per evitare queste criticità, è fondamentale che sia il dipendente sia l’amministrazione possano fare affidamento su un calcolo della pensione affidabile, capace di fotografare con precisione la posizione assicurativa reale e di individuare tempestivamente eventuali lacune prima che queste diventino definitive.
Gli errori più frequenti nella ricostruzione della carriera
Le anomalie più comuni nel calcolo del trattamento pensionistico riguardano spesso la mancata o errata registrazione di periodi di servizio specifici, che finiscono per non comparire nell’estratto conto contributivo. Nel settore pubblico, questo può accadere per i periodi di supplenza nel comparto scuola o per incarichi temporanei e contratti a termine che, per ragioni tecniche o comunicative tra gli enti, non vengono correttamente agganciati alla posizione principale.
Un altro punto critico è rappresentato dai passaggi tra diverse amministrazioni o enti previdenziali, dove la ricongiunzione o la totalizzazione dei contributi può generare errori di calcolo se non monitorata con estremo rigore.
Queste inesattezze, se non corrette in tempo, portano a una determinazione del montante contributivo inferiore a quello effettivamente spettante, con ripercussioni dirette sul calcolo dell’assegno.
Impatti economici e importanza del monitoraggio preventivo
Le conseguenze di un errore nel conteggio dei contributi non sono solo formali, ma hanno un impatto economico tangibile che accompagna il pensionato per tutto il corso della vita. Una manciata di mesi non conteggiati o una base retributiva inserita in modo errato possono generare differenze mensili nell’assegno che, proiettate su base annua e sul lungo periodo, si traducono in perdite di migliaia di euro.
La consapevolezza di questo rischio rende indispensabile effettuare verifiche preventive ben prima della data ipotizzata per il collocamento a riposo. Un controllo accurato permette di sanare i vuoti contributivi e di allineare i dati dell’ente previdenziale con la reale storia professionale del lavoratore, garantendo che la prestazione erogata sia specchio fedele di quanto versato durante gli anni di servizio attivo.
Come intervenire in presenza di inesattezze nell’assegno
Qualora un lavoratore o un ufficio amministrativo riscontrino delle alterazioni tra il servizio prestato e quello accreditato, è necessario attivare tempestivamente le procedure di segnalazione e revisione della posizione assicurativa. Il sistema amministrativo prevede canali specifici per la presentazione di domande di variazione o istanze di rettifica, che devono essere supportate da idonea documentazione cartacea.
Se l’errore viene rilevato quando la pensione è già in fase di erogazione, è possibile procedere con un’istanza di revisione formale. In queste situazioni, se ritieni che il tuo assegno non sia corretto, richiedi il ricalcolo della pensione con Mia Pensione per ottenere una verifica professionale e procedere con le eventuali azioni di recupero delle somme non percepite. Agire con metodo e attraverso strumenti di supporto qualificati rimane la strategia più efficace per tutelare i propri diritti previdenziali in un mercato del lavoro sempre più discontinuo.




ILSOLE24ORE

Pagamenti Pa, addio ai ritardi: chiusa la procedura d’infrazione

La svolta. Finisce dopo 12 anni la battaglia con la Ue sui tempi troppo lunghi di liquidazione delle fatture Via il contenzioso sull’assegno unico e ok alla nona rata del Pnrr. Meloni: «Primato italiano nell’attuazione»
In queste settimane si sta sviluppando tra gli economisti una discussione non peregrina sui risultati effettivi prodotti dal Pnrr, in un Paese che dopo cinque anni di attuazione e 113,5 miliardi di spesa censita ufficialmente vede la propria crescita potenziale declinare dal già modesto +0,9% del 2026 al +0,5% del 2029 secondo le tabelle del nuovo Documento di finanza pubblica.
Ma nonostante tutto il Piano può sventolare qualche bandiera importante, forse non colta del tutto dai modelli macroeconomici. Una di queste è la riduzione drastica dei tempi di pagamento della Pubblica amministrazione, che a buon diritto può segnare sul calendario come «storica» la data di ieri. La Commissione Ue ha infatti deciso di chiudere la procedura d’infrazione sul tema, scrivendo la parola fine a una battaglia fra Bruxelles e Roma nata ufficialmente il 19 giugno 2014 con la prima lettera di messa in mora: 12 anni fa. La prima condanna della Corte di giustizia, pronunciata il 28 gennaio del 2020, non ha imposto all’Italia sanzioni pecuniarie, che sarebbero però arrivate in caso di seconda pronuncia dopo il nuovo deferimento deciso dalla Commissione il 15 febbraio 2023. Ma nel frattempo è intervenuto il Pnrr.
Con otto target che hanno imposto di rispettare i tempi di legge e azzerare i ritardi a Pa centrale, Regioni, enti sanitari ed enti locali, il Piano è riuscito a completare il cammino avviato con fatica fin dal 2013; quando il Governo Letta, con una delle più imponenti misure finanziarie mai viste fino ad allora, distribuì anche tramite Cassa depositi e prestiti anticipazioni di liquidità per 34,4 miliardi a Regioni (25,4 miliardi) ed enti locali (9 miliardi) per saldare i vecchi debiti commerciali. Da allora, una pioggia di norme non sempre fortunate ha moltiplicato i controlli sulle dinamiche di cassa e le responsabilità dei funzionari incaricati dei pagamenti. Ma solo il Pnrr ha permesso di vincere la battaglia.
Più che sui rapporti con Bruxelles, le ricadute pratiche di questo risultato si incontrano nella vita quotidiana delle imprese, che molto spesso solo pochi anni fa fallivano per eccesso di crediti invece che di debiti come accade normalmente nel resto del mondo conosciuto.
Del resto, ancora nel 2018 lo Stato pagava le fatture in circa 90 giorni, anziché entro i 30 imposti dalle regole Ue recepite dall’Italia, le Regioni ne facevano passare quasi 90 e anche Comuni e Province sforavano gli 80 giorni. E dietro a questi numeri medi si celavano casi reali anche molto più complicati, oggi a volte protagonisti di recuperi imponenti: il più eclatante ha per protagonista il Comune di Napoli, che nel 2018 pagava a 396 giorni e oggi ne impiega 22 per liquidare le fatture.
Sempre ieri è andata in archivio una seconda procedura d’infrazione, quella sui requisiti per l’assegno unico, grazie al correttivo introdotto nell’ultimo decreto Pnrr con cui sono stati inclusi nel raggio d’azione della misura anche i cittadini Ue che lavorano in Italia ma hanno figli residenti all’estero. E nelle stesse ore è arrivato da Bruxelles il via libera alla nona rata del Pnrr, legata ai 50 obiettivi raggiunti entro il 31 dicembre scorso e sbloccata dalle ultime rimodulazioni del Piano: «Tre grandi risultati», esulta il ministro per gli Affari europei e il Pnrr Tommaso Foti.
Con il bollino messo alla penultima tappa del Piano, che si tradurrà nelle prossime settimane nell’assegno da 12,8 miliardi, salgono a 166 i miliardi assegnati all’Italia grazie al rispetto di 416 scadenze, che completano il 73% del cronoprogramma del Piano.
«L’Italia consolida il primato europeo nell’attuazione del Pnrr», rivendica la premier Meloni evocando un «modello italiano» che «guiderà le politiche di sviluppo dopo il 2026».
Prima resta da completare la sfida più difficile: quella lanciata dalle dimensioni maxi dell’ultima rata, da 28,4 miliardi collegati ai 159 obiettivi da centrare entro il 30 giugno prossimo.


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ILSOLE24ORE

Nelle assunzioni priorità agli idonei dei concorsi banditi dal 2020 in poi

Se non infinite come le vie del signore le strade che portano in cattedra stanno diventando quanto meno molteplici. Con un decreto del Mim appena pubblicato, per le immissioni in ruolo 2026/27, entreranno in gioco anche gli “elenchi regionali” previsti dall’ultimo Dl Pnrr. Nei fatti, consentiranno agli idonei non ancora assunti dei concorsi banditi a decorrere dal 2020 di inserirsi, su richiesta, in un altro bacino oltre a quelli già previsti.
I nuovi elenchi verranno utilizzati per le assunzioni di settembre solo dopo gli altri canali ordinari di assunzione (graduatorie di merito più quota aggiuntiva del 30% di idonei e graduatorie a esaurimento), ma prima delle Gps dei supplenti. In questo modo, spiega una nota del Mim, «sarà possibile favorire e accelerare ulteriormente il processo di stabilizzazione del personale scolastico, massimizzando le immissioni in ruolo e riducendo contestualmente l’incidenza del precariato e il ricorso ai contratti a tempo determinato». E per il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, si tratta di «un’altra promessa mantenuta».
Entrando nel dettaglio, entro 19 giorni dall’apertura del bando sul portale www.inpa.it (presumibilmnente il 6 maggio, ndr) potranno presentare domanda i candidati che hanno partecipato a una delle procedure concorsuali bandite dal 1° gennaio 2020 in poi, purché la relativa graduatoria sia stata pubblicata entro il 31 agosto 2025 oppure nel periodo 1° settembre-10 dicembre 2025. Per accedere a questi elenchi è necessario aver conseguito almeno il punteggio minimo previsto per il superamento della prova orale, pari a 70 punti (che scende a 56 allo scritto per il concorso straordinario 2020). Gli elenchi si articoleranno in due sezionI: una per chi ha svolto la selezione nella stessa regione dove chiede di iscriversi, prioritaria rispetto all’altra che ospiterà i candidati provenienti da altra regione.Non potranno accedervi i titolari di un contratto di docenza a tempo indeterminato o a tempo determinato finalizzato al ruolo. Oltre che agli idonei delle selezioni più datate (2016 e 2018).
Ogni aspirante iscritto potrà scegliere una sola regione di destinazione, ma potrà partecipare distintamente per ciascuna procedura concorsuale per la quale possiede titolo. All’interno degli elenchi saranno ordinati, per ciascuna classe di concorso o tipologia di posto, secondo l’ordine cronologico dei concorsi e poi i punteggi.
I candidati individuati tramite scorrimento degli elenchi regionali avranno un contratto a tempo indeterminato se abilitati oppure , se privi di abilitazione, uno a termine finalizzato al ruolo . Si deve accettare o rinunciare esplicitamente alla sede assegnata entro cinque giorni.

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