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Rassegna stampa del 13 maggio 2026

 

SCRIVOLIBERO

Il Presidente del Libero Consorzio di Agrigento presente all’inaugurazione della fiera “Tutto Food International Food Exhibition” a Milano

C’era anche il presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, stamani, all’inaugurazione ufficiale di TuttoFood – International Food Exhibiton, una delle più importanti fiere internazionali dedicate al settore agroalimentare. La manifestazione, ospitata alla Fiera Milano Rho dall’11 al 14 maggio, è un preciso punto di riferimento per migliaia di brand food&beverage della scena europea e internazionale (produttori, buyer, operatori del settore Horeca e distributori provenienti da tutto il mondo). Un’occasione di confronto e promozione che mette al centro le eccellenze enogastronomiche italiane e le nuove sfide del comparto agroalimentare. Tra le numerose aziende siciliane presenti in fiera anche dieci imprese del comparto agroalimentare in rappresentanza del territorio agrigentino che punta a valorizzare produzioni di qualità, tradizione e innovazione, ospitate in altrettanti stand del padiglione messo a disposizione dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento e selezionate tra le aziende che hanno dato la loro disponibilità.
“Essere presenti a TuttoFood significa aprirsi ai mercati internazionali e creare nuove opportunità di crescita per le nostre imprese”, ha dichiarato il Presidente Giuseppe Pendolino “perchè è una manifestazione in grado di costituire un vero trampolino di lancio per gli espositori e per le aziende agrigentine che stanno investendo sulla qualità, sull’identità territoriale e sulla capacità di raccontare il meglio della nostra terra”.
Pendolino ha inoltre sottolineato il valore strategico della partecipazione delle imprese locali a eventi di respiro internazionale: “Le aziende del nostro territorio hanno competenze, prodotti e storie imprenditoriali importanti. Occasioni come questa consentono di creare relazioni commerciali, attrarre investimenti e consolidare la presenza dei prodotti agrigentini nei mercati nazionali ed esteri. È anche attraverso queste vetrine internazionali che si costruisce il futuro economico del territorio”.
La presenza istituzionale del Libero Consorzio Comunale di Agrigento conferma l’attenzione verso il comparto agroalimentare, considerato uno dei motori principali dello sviluppo economico e turistico della provincia.



SCRIVOLIBERO

Agrigento, il 13 e 14 maggio gli esami della prima sessione 2026 per l’abilitazione all’attività di trasportatore di merci per conto terzi su strada

Si svolgerà domani 13 maggio e giovedì 14 maggio la prima sessione di esami del 2026 per l’abilitazione alla professione di trasportatore nazionale e internazionale di merci per conto terzi, organizzati dal Settore Politiche Attive del Lavoro e dell’Istruzione, Solidarietà Sociale, Trasporti del Libero Consorzio Comunale di Agrigento (art. 105, c.3 del Dlgs. n.112/98). Alla sessione prenderanno parte 35 concorrenti, divisi fra il turno del 13 maggio (concorrenti A-G) e quello del 14 maggio (concorrenti H-Z). In entrambi i turni i concorrenti dovranno presentarsi entro le ore 8,30 nella sala convegni “Silvia Pellegrino” (via Acrone n. 27 -Agrigento) muniti di documento di riconoscimento in corso di validità.
Si ricorda che l’assenza è considerata rinuncia alla prova d’esame e, in tal caso, il versamento per i diritti di segreteria non sarà rimborsato. E’ inoltre vietato introdurre nella sala appunti di qualsiasi genere, oggetti, borse o strumenti elettronici vari (cellulari compresi).
Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi al Settore Trasporti in via Esseneto 66 (tel. 0922/593645/680) ed alle sedi URP del Libero Consorzio di Agrigento nei vari comuni della provincia.
I candidati che supereranno gli esami potranno svolgere la professione di autotrasportatore di merci su strada in Italia e su tutto il territorio dell’Unione Europea.



GRANDANGOLO

Gli studenti dell’IC “Vittorio Veneto” di Caltanissetta in visita nei luoghi della cultura agrigentina

La visita si è svolta presso il Libero Consorzio Comunale di Agrigento
Si e’ svolta, presso il Libero Consorzio Comunale di Agrigento, la visita degli studenti, provenienti da Caltanissetta, dell’Istituto Comprensivo Statale “ Vittorio Veneto “ , accompagnati dai docenti, alla scoperta del patrimonio culturale della città di Agrigento.I 50 piccoli studenti hanno effettuato una visita al Palazzo della Provincia per conoscere ed apprezzare i luoghi del territorio.  I ragazzi hanno partecipato ad una visita guidata, iniziativa che ha trovato la piena sensibilità del Presidente Giuseppe Pendolino.
Il Palazzo della Provincia, la Scala Reale, la Biblioteca Provinciale e l’Officina delle Tradizioni Popolari sono state le tappe principali degli studenti accompagnati dai funzionari dell’Ente che hanno illustrato gli spazi culturali, oggetto della visita.
I ragazzi hanno apprezzato il Palazzo della Provincia, partendo dalla Biblioteca Provinciale con i suoi 6000 volumi inclusa una copia della Enciclopedia Francese “D’Alambert e De Diderot “ , la Scala Reale con gli straordinari affreschi, la Galleria dei Presidenti, l’Aula Consiliare “.
All’interno dell’Aula Consiliare, dopo i saluti della Dirigente, delegata dal Presidente, Maria Antonietta Testone, gli studenti hanno ascoltato le illustrazioni dei funzionari dell’Ente partecipando al dibattito con domande e curiosità.
Il percorso della visita, ha riguardato anche, la visita presso l’Officina delle Tradizioni Popolari allocata all’interno della Biblioteca Comunale Francesco La Rocca, gradita ai ragazzi per l’interesse verso gli strumenti, costumi ed attrezzi della tradizione popolare siciliana ed internazionale.




ITALIAOGGI

Corruzione, stretta UE sui vertici pubblici: carcere fino a 5 anni, stop alle candidature e sentenze pubbliche

Con pene fino a cinque anni e interdizioni dai pubblici uffici, la nuova direttiva europea mira a colpire duramente la corruzione ai vertici delle amministrazioni, richiedendo agli Stati membri di adeguarsi entro il 2028.
La lotta europea alla corruzione si concentra sui piani alti delle amministrazioni e della politica. Pene fino a cinque anni di carcere, interdizione dai pubblici uffici, stop alle candidature e pubblicazione delle sentenze.
È quanto stabilisce la direttiva (UE) 2026/1021, pubblicata ieri in GUCE, che ridisegna il quadro penale e preventivo anticorruzione dell’Ue, riservando un’attenzione speciale ai funzionari di alto livello.
L’Italia dovrà recepire la direttiva entro il 1° giugno 2028, adattando il proprio ordinamento a un impianto che alza l’asticella dell’accountability nei ruoli apicali.
Le nuove sanzioni per i vertici della pubblica amministrazione
La direttiva europea anticorruzione appena approvata alza l’asticella delle sanzioni per i vertici della pubblica amministrazione, individuati come categoria a rischio elevato. Per ministri, sottosegretari, dirigenti generali e decisori apicali cambia il perimetro della responsabilità personale.
Pene detentive e aggravanti per i ruoli di vertice
Sul piano penale, la corruzione nel settore pubblico nel settore pubblico che comporta violazione dei doveri d’ufficio è punita con una pena massima non inferiore a cinque anni di reclusione. Per reati come appropriazione indebita, arricchimento da corruzione o occultamento dei proventi il massimo edittale è fissato ad almeno quattro anni, mentre traffico di influenze ed episodi corruttivi senza violazione formale dei doveri restano comunque sanzionati con pene fino ad almeno tre anni. La posizione di vertice consente al giudice di aggravare il trattamento sanzionatorio, soprattutto in presenza di danni o vantaggi rilevanti.
Sanzioni accessorie e interdizioni dai pubblici uffici
Accanto al carcere, la direttiva rafforza le sanzioni accessorie, centrali per chi ricopre incarichi pubblici di vertice. Sono previste la destituzione, la sospensione o il trasferimento dall’ufficio, l’interdizione dai pubblici uffici o dall’esercizio di funzioni di pubblico servizio, il divieto temporaneo di candidarsi a cariche elettive, oltre all’esclusione da procedure di gara, concessioni, licenze e finanziamenti pubblici.
Nei casi di comprovato interesse pubblico, è prevista anche la pubblicazione integrale o parziale della sentenza.
Il superamento delle immunità istituzionali
La direttiva affronta inoltre il tema delle immunità, chiedendo agli Stati membri di garantire che i privilegi giurisdizionali dei funzionari possano essere revocati nei procedimenti per corruzione, evitando che la posizione istituzionale diventi una barriera alle indagini.

https://www.italiaoggi.it/enti-locali-e-pa/corruzione-stretta-ue-sui-vertici-pubblici-carcere-fino-a...


ITALIAOGGI

Gare pubbliche, stop alle offerte non conformi: il Consiglio di Stato chiarisce quando scatta l’esclusione

La verifica delle specifiche tecniche durante la gara è cruciale per evitare aggiudicazioni a operatori non conformi, garantendo il rispetto dei principi di concorrenza e trasparenza, secondo il Consiglio di Stato
Nelle procedure di affidamento di contratti pubblici le specifiche tecniche previste dalla lex specialis costituiscono requisiti minimi dell’offerta e devono essere verificate già in sede di gara: tale controllo non può essere differito alla fase esecutiva, poiché la presentazione di un prodotto non conforme integra un’ipotesi di aliud pro alio che impone l’esclusione del concorrente.
Il Consiglio di Stato, con la sentenza 24.03.2026 n. 2471, ha ribadito la centralità della fase di gara quale momento decisivo per la verifica della conformità dell’offerta alle prescrizioni tecniche della lex specialis, evidenziando che le specifiche tecniche non costituiscono meri requisiti di esecuzione, ma condizioni essenziali di partecipazione e, dunque, di ammissibilità dell’offerta.
La conformità tecnica come presupposto di ammissione
L’offerta tecnica origina l’impegno contrattuale dell’operatore economico e il parametro su cui la stazione appaltante deve fondare il proprio giudizio comparativo, e pertanto deve essere conforme alla normativa tecnica applicabile alle prestazioni oggetto dell’appalto.
Tale conformità deve essere asseverata dalla documentazione necessaria e non può costituire oggetto di una verifica eventuale e successiva, poiché costituisce un presupposto indefettibile per l’ammissione alla gara.
I rischi del differimento della verifica alla fase esecutiva
Posticipare la verifica della conformità tecnica dell’offerta alla fase di esecuzione del contratto, in occasione delle singole forniture, finirebbe per alterare la logica stessa dell’evidenza pubblica, consentendo l’aggiudicazione a favore di un operatore che non ha dimostrato, già al momento della presentazione dell’offerta, di essere in grado di soddisfare i requisiti tecnici richiesti.
La verifica delle specifiche tecniche in fase di gara, peraltro, costituisce un basilare strumento di garanzia della corrispondenza tra quanto richiesto dalla stazione appaltante e quanto offerto dai concorrenti, evitando che la gara si trasformi in un adempimento meramente formale.
Trasparenza e parità di trattamento nelle gare
Non a caso il legislatore impone alle stazioni appaltanti di definire con chiarezza le caratteristiche delle prestazioni richieste, al fine di garantire il soddisfacimento dell’interesse pubblico perseguito e il rispetto dei principi di concorrenza, trasparenza e parità di trattamento. In tale contesto le specifiche tecniche costituiscono il parametro rispetto al quale deve essere valutata la conformità dell’offerta già al momento della sua presentazione.
Al riguardo la sentenza evidenzia che la difformità rispetto alle specifiche tecniche rispetto alle specifiche tecniche determina la non rispondenza dell’offerta all’interesse pubblico manifestato dalla stazione appaltante, ed impone pertanto l’esclusione del concorrente senza possibilità di sanatoria attraverso il soccorso istruttorio, che non può sostanziarsi in un adempimento che legittima la modifica sostanziale dell’offerta tecnica, pena la violazione dei principi di par condicio e di immodificabilità dell’offerta.

https://www.italiaoggi.it/enti-locali-e-pa/appalti-pubblici/gare-pubbliche-stop-alle-offerte-non-con...

ILSOLE24ORE

«Utilizzeremo economie del Pnrr I veti locali frenano il piano 5G»

La preoccupazione maggiore, guardando il Pnrr, è per il cronoprogramma del progetto “Italia 5G densificazione”. Nel contempo, dice Alessio Butti, sottosegretario della presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione, bisognerà trovare nuovi finanziamenti per completare il Piano del Fondo nazionale connettività.
Sui progetti per la banda ultralarga l’attuazione in diverse Regioni è ancora bassa. Sono a rischio i target Pnrr di giugno?
Grazie all’impegno del Governo Meloni per sanare la disastrosa situazione ereditata, ad aprile il Piano “Italia a 1 Giga” ha raggiunto il 91% di completamento, con punte del 95% in alcune regioni, ed è in linea con gli obiettivi di giugno. Per il Piano “Italia 5G”, gli interventi si sono sviluppati attraverso nuove infrastrutture radiomobili (Densificazione) e collegamenti in fibra dei siti esistenti (Backhauling). È stato già adeguato alla copertura 5G l’intero target dei 12.600 km di strade e corridoi extraurbani previsti, nonché circa il 99% delle aree bianche interessate, 1.392 km², di cui 456 – il 91% del target Eu - forniti di copertura 5G. Stiamo quindi per conseguire tutti i target Ue della misura “Italia 5G”. Lato densificazione, l’operatore aggiudicatario (l’Rti Inwit-Tim-Vodafone, ndr) ha ricevuto il 45% di dinieghi dagli enti locali, nonostante gli interventi del Governo per semplificare le procedure. Questo dimostra quanto sia necessario proseguire sia con gli investimenti infrastrutturali, che con un’attività di sensibilizzazione sui vantaggi delle nuove tecnologie.
Si è chiuso il bando del Fondo nazionale connettività, creato a fronte dei ritardi di Open Fiber. La mappatura parla di 1,75 milioni di civici ammissibili all’intervento pubblico ma l’obbligo di copertura obbligatoria è di 403mila civici. Come procederete per il resto del fabbisogno?
All’esito della gara indetta da Invitalia conosceremo il numero effettivo dei civici che riusciremo a collegare, per quelli restanti occorrerà trovare nuovi finanziamenti già a partire dalle economie generate nell’ambito del Pnrr. In questa direzione, il Fondo ben si presta ad accogliere nuovi finanziamenti che possono essere messi subito in campo dal soggetto attuatore.
È ancora attuale l’idea di una gara per la copertura ibrida, con satellite, delle aree più remote?
La tecnologia ibrida che stiamo sperimentando in Lombardia potrebbe assicurare copertura nelle aree remote dove nessun operatore, neanche con importanti sussidi pubblici, è disponibile a portare la fibra. Valuteremo all’esito della sperimentazione se e come sarà possibile scalare il modello Lombardo a livello nazionale.
Con i piani aree bianche e Italia a 1 Giga la copertura spesso non ha significato fibra fino a casa e reale vendibilità da parte dei gestori. Che cosa pensa dello stato reale degli accessi a banda ultralarga in Italia?
Preciso che l’architettura di Italia a 1 Giga assicura il collegamento al civico e, quindi, la situazione è decisamente migliore di quella riferita al Piano Bul aree bianche. Anche sul Piano aree bianche il Dipartimento è intervenuto finanziando il backhauling nei Comuni nei quali mancava per favorire le attivazioni. Il tema del take up è cruciale per i prossimi anni. Avendo realizzato l’infrastruttura è ora necessario favorirne al massimo l’utilizzo ed in questa direzione va l’iniziativa inserita, su impulso del mio Dipartimento per la trasformazione digitale, nell’ambito del decreto Pnrr sull’informativa pre-contrattuale per gli utenti.
Con la fine dei piani “aree bianche” e Pnrr per la banda larga, la missione storica di Infratel va quasi esaurendosi. Nel riassetto è previsto l’accorpamento con 3I spa?
Il ruolo di Infratel sarà essenziale per la gestione del Sinfi e per il rilascio di tutta la permessistica. Sull’eventuale accorpamento di 3Icon Infratel si tratta di ipotesi che sono allo studio del governo. Quello che conta è fare assumere a 3I il ruolo strategico che le è stato attribuito per norma e su questo sono in corso interlocuzioni, in fase finale, con gli enti.


https://www.quotidiano.ilsole24ore.com/sfoglio/aviator.php?newspaper=S24&issue=20260513&edit...


LENTEPUBBLICA.IT

Dipendenti Pubblici, arrivano aumenti nella busta paga di luglio 

La busta paga dei dipendenti pubblici si prepara a registrare un nuovo incremento a partire dal mese di luglio 2026: ecco quali sono le cifre previste.
Entrerà infatti in vigore l’aggiornamento dell’Indennità di Vacanza Contrattuale disposto dalla Ragioneria generale dello Stato dopo gli ultimi rinnovi dei contratti collettivi relativi al triennio 2022-2024. Una misura che interesserà numerosi comparti della Pubblica amministrazione e che porterà aumenti mensili differenziati in base al ruolo ricoperto e al settore di appartenenza.Si tratta di somme aggiuntive riconosciute in attesa della sottoscrizione dei nuovi contratti nazionali. Un meccanismo ormai consolidato nel pubblico impiego, pensato per compensare almeno in parte il ritardo tra la scadenza di un contratto e la definizione del successivo accordo economico.L’intervento appena formalizzato dalla Ragioneria riguarda amministrazioni centrali, enti locali, scuola, sanità, università, ricerca e comparti della sicurezza, con importi che in alcuni casi superano gli 80 euro mensili.
Cos’è l’indennità di vacanza contrattuale
L’Indennità di Vacanza Contrattuale, spesso indicata con l’acronimo Ivc, rappresenta una voce retributiva temporanea prevista dai contratti collettivi del pubblico impiego. Viene corrisposta quando un contratto nazionale è scaduto ma il rinnovo non è ancora stato definito.
L’obiettivo è attenuare gli effetti dell’inflazione e della perdita del potere d’acquisto durante le lunghe trattative sindacali. In pratica, si tratta di un anticipo economico riconosciuto mensilmente ai lavoratori pubblici fino alla firma definitiva del nuovo contratto.Gli importi non sono uguali per tutti: cambiano infatti in base all’amministrazione di riferimento, all’area professionale e al livello di inquadramento. L’aggiornamento appena pubblicato dalla Ragioneria tiene conto degli ultimi adeguamenti salariali già definiti con i rinnovi sottoscritti negli ultimi mesi.Funzioni Locali, aumenti differenziati tra operatori e dirigenti. Tra i comparti interessati figurano le Funzioni Locali, che comprendono il personale impiegato in Comuni, Province, Città metropolitane ed enti territoriali.Per questa categoria gli incrementi previsti da luglio saranno piuttosto variabili. Gli operatori riceveranno circa 16 euro mensili aggiuntivi, mentre per le figure apicali gli importi cresceranno in maniera più significativa. I segretari comunali, ad esempio, potranno arrivare a percepire oltre 38 euro al mese di indennità.
L’adeguamento conferma quindi una struttura progressiva già presente nei precedenti aggiornamenti: all’aumentare delle responsabilità e del livello professionale cresce anche il valore dell’Ivc.
Per molti enti locali si tratta di un passaggio atteso, soprattutto in una fase caratterizzata da forte pressione sugli organici, difficoltà nel reclutamento e crescente richiesta di competenze specialistiche..Per migliaia di lavoratori pubblici si tratta comunque di un incremento concreto che sarà visibile direttamente nelle buste paga estive.La misura arriva in una fase particolarmente delicata per il pubblico impiego, segnata da inflazione elevata, carenza di personale in numerosi settori strategici e crescente difficoltà nel rendere competitive le retribuzioni rispetto al settore privato. Nei prossimi mesi il confronto tra Governo e sindacati sui nuovi rinnovi contrattuali sarà quindi determinante per capire se questi adeguamenti provvisori si trasformeranno in aumenti più consistenti e permanenti.

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