AGRIGENTONOTIZIE
Strade provinciali della zona ovest, firmato appalto da oltre 2,8 milioni per la manutenzione straordinaria
I lavori interesseranno la rete viaria del comparto occidentale dell’Agrigentino. Pendolino: “Nuovi interventi grazie all’assestamento di bilancio”
La strada provinciale 79 figura tra quelle interessat
Nuovi interventi in arrivo sulla rete viaria provinciale dell’Agrigentino occidentale. Il Libero consorzio comunale di Agrigento ha infatti firmato il contratto d’appalto per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali della zona ovest.
Ad aggiudicarsi la gara è stata la società Isor Costruzioni Srl che si occuperà dei lavori previsti nell’ambito dell’accordo quadro annuale. L’appalto, finanziato interamente con fondi del bilancio dell’ente, ha un importo complessivo di 2 milioni e 807 mila euro oltre Iva, compresi oltre 84 mila euro destinati agli oneri di sicurezza. Gli interventi dovranno essere completati entro un anno dalla consegna ufficiale dei lavori.
“Stiamo procedendo con celerità a ultimare le varie procedure per consentire la realizzazione di questi e altri lavori di manutenzione – afferma il presidente del Libero consorzio Giuseppe Pendolino – e siamo riusciti, grazie all’assestamento di bilancio, a finanziare ulteriori interventi su una rete viaria complessa”. Pendolino sottolinea inoltre come il nuovo finanziamento si aggiunga alle somme già impegnate o ottenute attraverso linee di finanziamento regionali e nazionali destinate alla manutenzione delle infrastrutture stradali provinciali.
L’obiettivo del Libero consorzio è quello di migliorare le condizioni della viabilità nelle arterie della zona ovest della provincia, spesso interessate da criticità legate al deterioramento del manto stradale e alla carenza di manutenzione accumulata negli anni.
SICILIAUNONEWS
Da Vicenza ad Agrigento: Banca delle Terre Venete premia le eccellenze femminili
Vedelago (TV) – Canicattì (AG), 14 maggio 2026 – Si è svolta ieri ad Agrigento la cerimonia di premiazione del Premio Donna BCC 2025, l’iniziativa promossa da Banca delle Terre Venete e Banca San Francesco Credito Cooperativo, entrambe appartenenti al Gruppo BCC Iccrea, nata per valorizzare l’impegno, la visione e il contributo delle donne allo sviluppo economico, sociale e culturale dei territori.
L’evento conclusivo, ospitato in Sicilia, rappresenta il momento culminante di un percorso che ha idealmente unito Nord e Sud Italia, coinvolgendo le comunità del Veneto e della Sicilia. La manifestazione si è svolta con il patrocinio di iDEE – Associazione delle Donne del Credito Cooperativo, Federazione Siciliana BCC, Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Città di Agrigento e Comune di Canicattì.
Il Premio Donna BCC 2025 ha riconosciuto storie di valore, impegno e innovazione femminile, premiando due vincitrici ex aequo e assegnando un premio speciale under 36, oltre a numerose menzioni speciali che testimoniano la ricchezza e la varietà dei percorsi femminili emersi.
Il Premio principale, del valore di 500 euro ciascuno, è stato assegnato a Sofia La Vecchia, per il contributo alla ricerca oncologica e la dedizione alla diffusione di una scienza equa e accessibile, e a Ornella Vezzaro, testimone del grande valore della vita attraverso la sua esperienza di paziente formatrice e il suo impegno nella promozione del turismo culturale inclusivo.
Il Premio Donna Giovane – under 36, anch’esso del valore di 500 euro, è stato conferito a Giusy Cipolla, per aver trasformato un sogno ambizioso in un progetto d’impresa autentico, profondamente radicato nel territorio e al tempo stesso proiettato verso il futuro.
Nel corso della cerimonia sono state inoltre attribuite menzioni speciali a Maria Grazia Bertaroli, per il contributo concreto e appassionato allo sviluppo culturale ed economico con particolare attenzione alla valorizzazione delle donne; a Franca Borin, esempio di leadership, resilienza e inclusione, capace di dimostrare come la disabilità non rappresenti un limite ma uno stimolo continuo all’eccellenza; e a Erika Maran, per aver trasformato un sogno sportivo in un progetto sociale e culturale di grande impatto, divenuto modello di empowerment femminile, inclusione e innovazione sociale.
Per la Sicilia sono state premiate Gabriella Giarratana, esempio autentico di volontariato vissuto con costanza, rispetto e profonda umanità; Rosangela Mannino, per l’impegno nella crescita culturale e sociale di Lampedusa con particolare attenzione alle nuove generazioni; Gesuella Pullara, per il contributo qualificato allo studio e all’applicazione delle normative in materia di reati sessuali; Ofelia Corsello, per la capacità di promuovere formazione, informazione e solidarietà sul territorio attraverso un’azione silenziosa e concreta di ascolto, accoglienza e sostegno alle persone in difficoltà; Elisa Tararà, giovane talento dalla straordinaria sensibilità artistica, capace di esprimere attraverso poesia e musica valori universali di libertà, giustizia e umanità; e Viviana Rizzuto, ingegnere di formazione e di visione, che ha scelto di trasformare metodo e strategia in strumenti di cura dei territori, costruendo relazioni, comunità e futuro con una leadership femminile capace di unire concretezza ed empatia.
«Il Premio Donna BCC nasce dalla convinzione che il talento femminile sia una risorsa essenziale per la crescita dei nostri territori – ha dichiarato Gianfranco Sasso, Presidente di Banca delle Terre Venete -. Le storie premiate oggi raccontano competenza, coraggio e visione, ma soprattutto la capacità di generare valore condiviso. Come Banca di Credito Cooperativo sentiamo il dovere di sostenere e dare voce a queste esperienze, che rappresentano un esempio concreto di sviluppo inclusivo e responsabile.»
«Il Premio Donna BCC rappresenta per noi un momento di grande orgoglio e di riflessione sul valore che le donne portano nelle nostre comunità – ha aggiunto Massimo Marchese Ragona, Presidente di Banca San Francesco Credito Cooperativo. Crediamo fermamente che la valorizzazione del talento femminile non sia solo una questione di equità, ma una leva strategica per lo sviluppo economico e sociale dei territori. Il nostro impegno è quello di sostenere percorsi che favoriscano inclusione, innovazione e crescita, perché il futuro delle Banche di Credito Cooperativo è indissolubilmente legato alla capacità di dare spazio alle competenze e alle idee di tutte e tutti.»
Per Teresa Fiordelisi, Presidente di iDEE – Associazione delle Donne del Credito Cooperativo, «Il Premio Donna è l’occasione per valorizzare un percorso volto a far conoscere, a far emergere, talenti femminili e impegni concreti - nel sociale, nello sport, nella cultura - nella profonda convinzione che valorizzare il talento femminile non sia solo un atto di equità, ma una scelta strategica per lo sviluppo delle nostre comunità. Principi che, come iDEE – Associazione delle donne del Credito Cooperativo, abbracciamo con convinzione. La ricchezza e la pluralità di approcci, di idee e di esperienze, dimostra come il talento femminile possa esprimersi in forme molteplici, affrontando le sfide dei nostri territori da prospettive diverse, complementari e innovative.»
Con il Premio Donna BCC, Banca delle Terre Venete e Banca San Francesco confermano il proprio impegno nel promuovere pari opportunità, inclusione e valorizzazione del capitale umano femminile, rafforzando il ruolo del credito cooperativo come motore di coesione sociale e sviluppo sostenibile.
LENTEPUBBLICA
Contrattazione integrativa, la leva che cambia la PA
La contrattazione integrativa può diventare una leva strategica per merito, competenze e performance nella Pubblica amministrazione.
Nel dibattito pubblico, la contrattazione integrativa viene spesso ricondotta soprattutto a uno strumento di distribuzione delle risorse accessorie. È però una lettura parziale. Se utilizzata in modo coerente con gli obiettivi dell’amministrazione, può rappresentare anche una leva organizzativa utile a orientare comportamenti, responsabilità e risultati.
Il punto centrale è che la contrattazione integrativa non dovrebbe limitarsi alla sola distribuzione delle risorse, ma potrebbe contribuire più ampiamente a sostenere l’azione amministrativa. È in questa sede, infatti, che l’amministrazione può scegliere se mantenere logiche prevalentemente automatiche oppure valorizzare maggiormente il contributo individuale, collegando incentivi, obiettivi e responsabilità.
Non tutte le amministrazioni ottengono gli stessi risultati, anche a parità di regole. Una parte della differenza dipende spesso dalla capacità di utilizzare in modo efficace gli strumenti disponibili. In questo senso, la contrattazione integrativa può assumere un ruolo importante sul piano organizzativo, favorendo una maggiore coerenza tra obiettivi dell’ente e attività svolte.
Incentivi, merito e competenze nella Pubblica amministrazione
Un primo elemento riguarda la selettività. Sistemi di incentivazione troppo uniformi rischiano di produrre effetti limitati sul miglioramento organizzativo. Al contrario, criteri chiari e trasparenti, orientati a riconoscere il contributo effettivamente fornito al raggiungimento degli obiettivi, possono rafforzare la credibilità del sistema e la percezione di equità interna. Perché ciò avvenga, risultano essenziali sistemi di valutazione affidabili, indicatori comprensibili. Il contratto integrativo, inoltre, difficilmente può essere considerato separato dalla programmazione dell’ente.
Se l’obiettivo è migliorare i servizi, ridurre i tempi dei procedimenti o rafforzare la qualità delle attività amministrative, anche i criteri di incentivazione dovrebbero riflettere tali priorità. La coerenza tra contrattazione integrativa, programmazione della performance e obiettivi organizzativi può contribuire a evitare una gestione meramente distributiva delle risorse. In questa prospettiva, le risorse economiche possono diventare uno strumento utile a sostenere processi di miglioramento.
Un ulteriore aspetto riguarda il tema delle competenze. Valorizzare il personale significa anche investire sulle capacità necessarie per affrontare le trasformazioni in corso. La contrattazione integrativa può accompagnare questo processo, collegando incentivi e progressioni all’acquisizione di competenze strategiche, in particolare quelle digitali, organizzative e gestionali.
In questa prospettiva, appare importante anche rafforzare il legame tra merito e percorsi di crescita professionale. Il riconoscimento dei risultati nel breve periodo potrebbe non essere sufficiente se non accompagnato da opportunità di sviluppo coerenti. Le possibilità di avanzamento e crescita professionale dovrebbero quindi essere collegate, in modo trasparente, ai risultati raggiunti e alle competenze maturate. Non si tratta di introdurre automatismi, ma di rendere maggiormente comprensibile il rapporto tra contributo individuale e sviluppo professionale.
Perché la contrattazione integrativa può migliorare la PA
Quando questi elementi trovano applicazione concreta, gli effetti organizzativi possono essere significativi. Possono migliorare il clima interno, il coinvolgimento delle persone e la chiarezza degli obiettivi da raggiungere. Non si tratta soltanto di una questione economica, ma anche culturale: il rafforzamento di meccanismi orientati alla responsabilità e al contributo individuale può incidere positivamente sul funzionamento complessivo delle amministrazioni.
Restano naturalmente alcune criticità. Da un lato, il rischio di applicare modelli standardizzati, non sempre adatti alle diverse realtà amministrative; dall’altro, la difficoltà di sostenere una contrattazione realmente collegata alle priorità organizzative. Affrontare questi aspetti richiede competenze, disponibilità di dati e una dirigenza in grado di assumere un ruolo attivo nei processi organizzativi.
In una fase in cui alla pubblica amministrazione è richiesto di essere sempre più efficace e affidabile, non servono soltanto nuove regole. Può essere altrettanto importante valorizzare meglio gli strumenti già disponibili. Anche la contrattazione integrativa può rientrare in questa prospettiva: non solo come adempimento formale, ma come possibile strumento di supporto al miglioramento organizzativo e alla valorizzazione del lavoro pubblico.
BLOGSICILIA
Turismo, cambia la legge, meno burocrazia per i B&B e via le norme bacchettate dal Tar
Cambia la norma regionale sul turismo e sull’accoglienza a partire dalla legge e si pongono le basi per modificare anche il decreto bacchettato dal tar nei giorni scorsi soprattutto nelle parte riguardante le norme imposte a B&b, affittacamere e piccole strutture in generale che non possono essere, secondo la giustizia amministrativa, equiparate negli obblighi alle strutture alberghiere.
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Gli emendamento governativi approvati all’Ars
Snellire la burocrazia e dare più respiro alle imprese per liberare le energie migliori del comparto turistico siciliano. Questi gli obiettivi degli emendamenti governativi, approvati all’Ars, alla legge regionale 6 del 2025 sulla Disciplina delle strutture turistico-ricettive, che ha impresso una svolta decisiva al percorso di riforma del turismo siciliano.
La proroga di un anno e mezzo per la riclassificazione delle strutture
Tra le novità più significative l’introduzione della proroga al 31 dicembre 2027 come termine per la riclassificazione alberghiera e l’apertura, contestualmente, di una finestra di sanatoria fino alla fine del 2026 per chi deve regolarizzare la propria posizione; un intervento tecnico per assicurare maggiore stabilità operativa a migliaia di gestori. Per gli affittacamere, introdotta la possibilità di operare su più unità immobiliari nello stesso edificio così da aprire le porte a nuovi modelli di ospitalità diffusa; mentre per il turismo rurale prevista l’introduzione della degustazione come alternativa alla ristorazione completa, che permette di valorizzare i prodotti d’eccellenza del territorio con formule più snelle e accattivanti per i visitatori stranieri. Particolare attenzione è stata rivolta anche alle locazioni turistiche non imprenditoriali, per le quali è stato ufficialmente rimosso l’obbligo di presentazione della SCIA, un passaggio che semplifica drasticamente la gestione degli affitti brevi.
L’assessore Amata: “Modifiche nate da interlocuzione con gli operatori”
“Queste modifiche apportate alla normativa sono frutto della continua e costante interlocuzione con gli operatori del settore e rappresentano un passo fondamentale verso quella semplificazione che il Governo regionale si è posto come obiettivo strategico. – spiega l’assessore al Turismo Elvira Amata – Non si tratta solo di aggiornare dei commi, ma di tradurre in realtà le istanze degli imprenditori che investono nel turismo in Sicilia con regole chiare e procedure agili per elevare gli standard qualitativi, aumentare la competitività internazionale e rendere l’offerta ricettiva siciliana sempre più solida, variegata e attrattiva per i viaggiatori di tutto il mondo. Il provvedimento del governo Schifani nasce da una visione chiara e condivisa: rendere la Sicilia una terra sempre più accogliente e moderna, capace di rispondere con flessibilità alle sfide di un mercato globale in costante evoluzione”.
TELEACRAS
Provincia Agrigento: manutenzione straordinaria strade provinciali ovest, appalto da 2,8 milioni
La Provincia di Agrigento ha firmato il contratto d’appalto per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali della zona ovest, affidando i lavori alla società Isor Costruzioni Srl nell’ambito di un accordo quadro annuale. L’appalto, interamente finanziato con fondi del bilancio provinciale, ha un valore complessivo di 2 milioni e 807 mila euro oltre Iva, inclusi 84 mila euro per oneri di sicurezza, e dovrà essere completato entro un anno dalla consegna dei lavori. L’intervento rientra nel piano della Provincia volto a migliorare la viabilità delle arterie più deteriorate, integrandosi con ulteriori finanziamenti regionali e nazionali già destinati alla manutenzione stradale.
AGRIGENTOOGGI
Aeroporto di Agrigento nel Piano nazionale, ordini professionali soddisfatti. Attesa per Salvini in città
Matteo Salvini è atteso nei prossimi giorni ad Agrigento per tornare a discutere anche dell’inserimento dello scalo aeroportuale agrigentino nel Piano nazionale degli aeroporti. Una notizia accolta con favore dagli ordini professionali, in particolare da ingegneri e architetti, che da tempo seguono il tema delle infrastrutture strategiche per il territorio.
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrebbe essere in città il 21 maggio. Intanto, dopo l’annuncio dell’inserimento dello scalo nel piano nazionale, si registrano le prese di posizione dei professionisti agrigentini.
Il presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Agrigento, Domenico Armenio, esprime “apprezzamento” per la conferma arrivata dal ministro Salvini. “Si tratta di una notizia di straordinaria importanza per il territorio agrigentino e per l’intera Sicilia centro-meridionale – dichiara Armenio – che conferma quanto anticipato dal ministro Salvini il 21 marzo 2025 durante il convegno sulle infrastrutture della provincia di Agrigento e sul Ponte sullo Stretto”.
Per gli ingegneri, l’inserimento dell’aeroporto nel Piano nazionale rappresenta “un passaggio fondamentale per superare lo storico isolamento infrastrutturale del territorio agrigentino”, penalizzato da carenze nei collegamenti autostradali, ferroviari e aeroportuali. L’Ordine ribadisce la disponibilità a offrire il proprio contributo tecnico e scientifico affinché le infrastrutture strategiche possano diventare reali opportunità di crescita, sviluppo e coesione territoriale.
Soddisfazione anche dall’Ordine degli Architetti di Agrigento. “Lo diciamo da tempo: l’inserimento dello scalo della Piana di Licata nel Programma nazionale degli aeroporti elaborato dall’Enac costituisce un passo importantissimo per la concreta realizzazione dell’infrastruttura”, afferma il presidente Alfonso Cimino.
Secondo Cimino, l’inserimento dello scalo agrigentino tra quelli strategici del sistema aeroportuale siciliano rappresenta “un grande risultato” per lo sviluppo turistico, economico e sociale del territorio. “La realizzazione dell’infrastruttura – aggiunge – rilancerà Agrigento mettendola in rete con le altre grandi opere, dalla Gela-Castelvetrano al raddoppio ferroviario verso Catania e Palermo”.
Per gli ordini professionali, dunque, l’aeroporto non è soltanto un’opera infrastrutturale, ma una possibile svolta per collegare Agrigento al resto della Sicilia, dell’Italia, dell’Europa e del Mediterraneo.
ITALIAOGGI
Pagamenti p.a. ai professionisti, la compensazione scatta solo sopra i 5.000 euro
Il decreto fiscale approvato al Senato corregge la Manovra 2026: il blocco dei compensi professionali per debiti iscritti a ruolo si allinea alla soglia generale dell'art. 48-bis del dpr 602/1973
Allentata, ma solo parzialmente, la stretta sui pagamenti della pubblica amministrazione ai professionisti, destinata a entrare in vigore il prossimo 15 giugno. Il decreto legge fiscale che ieri ha avuto il via libera dall'Aula del Senato con voto di fiducia (99 sì, 56 contrari e nessun astenuto) e che ora passa alla Camera per l'approvazione definitiva entro il 26 maggio, ha recepito in extremis un emendamento dei relatori che prevede che la compensazione con eventuali debiti iscritti a ruolo e non saldati scatterà solo se il professionista risulti “inadempiente all'obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno a 5mila euro».
In questo modo il giro di vite introdotto dalla Manovra 2026, esclusivamente a carico dei professionisti per l’attività svolta “anche in favore di persone ammesse al patrocinio a spese dello Stato» si allinea alla norma già in vigore (art.48 bis primo comma del dpr 602/1973) che in linea generale prevede l’obbligo per le p.a. e per le società a prevalente partecipazione pubblica di verificare, prima di effettuare un pagamento a qualunque titolo di importo superiore a 5 mila euro, se il beneficiario è inadempiente all'obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle per un ammontare complessivo pari almeno a tale importo. E, qualora venga ravvisata l’inadempienza, la p.a. dovrà sospendere il pagamento e inviare una segnalazione all'agente della riscossione per recuperare le somme iscritte a ruolo.
Leggi anche: Professionisti in rivolta contro il blocco dei pagamenti da parte della p.a. per chi ha pendenze fiscali
Le critiche delle associazioni e la disparità di trattamento
La norma della legge di bilancio, invece, avrebbe fatto scattare l’obbligo di verificare la pulizia delle fedina fiscale del beneficiario indipendentemente dall’importo, ma solo per i professionisti. Con una evidente disparità di trattamento che i diretti interessati sono tornati a sottolineare ieri, indipendentemente dall’approvazione della modifica al decreto fiscale, non ritenuta risolutiva. «La norma va abrogata», ha ribadito Anna Rita Fioroni, presidente di Confcommercio Professioni. «L’emendamento appena approvato al Senato ha solo attenuato in parte gli effetti della norma contestata». «Visto che il 15 giugno sta per arrivare, è necessario intanto un rinvio», ha proseguito. Alla fine il rinvio non è arrivato ma, come detto, la stretta scatterà solo per inadempienze fiscali di almeno 5.000 euro. Solo in questo caso la p.a. sarà obbligata a destinare le somme dovute al professionista, direttamente all’Agenzia delle Entrate per l’estinzione del debito iscritto a ruolo, nei limiti della capienza del credito professionale, lasciando solo l’eventuale importo residuo al professionista.
La posizione del Consiglio nazionale dei commercialisti
Sulla stessa lughezza d’onda i commercialisti, secondo cui la modifica «è un passo avanti che va nella direzione da noi indicata in questi mesi, ma che non risolve del tutto le criticità della norma». Così il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Elbano de Nuccio. .
«In questi mesi», ha ricordato de Nuccio, «abbiamo più volte chiesto, anche in sede di audizione parlamentare, l’abrogazione di una norma che abbiamo da subito definito discriminatoria e di dubbia legittimità costituzionale.
Si introduce, infatti, una palese disparità di trattamento tra i professionisti e gli altri creditori della PA, come, ad esempio, le imprese e i dipendenti pubblici, nei confronti dei quali non è previsto un simile meccanismo di compensazione forzosa. Pur apprezzando dunque l'emendamento che elimina tale meccanismo per debiti scaduti di minore importo, la disparità di trattamento continuerà a manifestarsi per debiti non saldati pari o superiori a 5000 euro, e ciò per pagamenti anche di poche centinaia di euro.
Focus Italia Oggi - Le prestazioni dell’invalidità civile
Un vademecum sulla nuova procedura di accertamento della disabilità e sui trattamenti economici
Sappiamo che all’origine di quella norma c’era l’obiettivo comprensibile di accelerare la riscossione nei confronti dei contribuenti morosi, ma è evidente che si tratta di un’esigenza che non può riguardare soltanto una determinata categoria di cittadini». Per Marco Natali, presidente di Confprofessioni «l’approvazione rappresenta un atto di ragionevolezza»
https://www.italiaoggi.it/diritto-e-fisco/pagamenti-pa-ai-professionisti-la-compensazione-scatta-sol...
ITALIAOGGI
Rifiuti, rivoluzione Arera: addio Tari come oggi, nuove tariffe dal 2028
Il nuovo sistema tariffario Ticser di Arera promette trasparenza e copertura integrale dei costi, ma i comuni dovranno affrontare sfide complesse per adeguarsi entro il 2028.
Il nuovo sistema di articolazione dei corrispettivi introdotto da Arera con la Delibera n.396 del 3 agosto che ha approvato il Testo Integrato Corrispettivi Servizio Gestione Rifiuti (Ticser) sostituirà la totalità degli attuali regimi di prelievo applicati all’utenza, Tari e tariffa corrispettiva, sempre puntando alla copertura integrale dei costi della gestione dei rifiuti urbani sul territorio nazionale. Numerose e impegnative saranno le attività che i comuni dovranno implementare prima dell’entrata in vigore della nuova articolazione tariffaria, il tutto entro il 2028.
Con il Ticser, Arera introduce una nuova struttura dei corrispettivi del servizio rifiuti, orientata a maggiore trasparenza, omogeneità nazionale e copertura integrale dei costi, ma restano aperti nodi rilevanti legati a equità, sostenibilità economica e attuazione operativa.
La riforma, destinata a entrare a regime dal 2028, è stata al centro del seminario promosso da Fondazione Ifel il 21 aprile, con la partecipazione di istituzioni, Arera e operatori del settore.
La struttura del Metodo Tariffario Rifiuti e l'algoritmo pentanomio
Il Ticser completa l’impianto del Metodo Tariffario Rifiuti, che individua e quantifica i costi del servizio, regolando il modo in cui tali costi vengono ripartiti tra utenze domestiche e non domestiche. La novità principale è l’introduzione di un unico algoritmo tariffario a struttura «pentanomia», articolato in cinque componenti: decoro urbano, accesso al servizio, raccolta e trasporto, trattamento e recupero, trattamento e smaltimento.
Il passaggio dal tradizionale modello binomio, basato su quota fissa e quota variabile, alla nuova articolazione a cinque componenti punta a rendere più leggibile il costo del servizio e a evidenziare le diverse fasi della filiera.
L’obiettivo è rafforzare la trasparenza verso l’utente finale e ridurre l’attuale eterogeneità nella ripartizione dei costi tra categorie di utenza.
Obblighi per i comuni e impatti sulla gestione della Tari
L’adozione del nuovo sistema sarà obbligatoria sia per i comuni in Tari, che rappresentano circa l’80% delle gestioni, sia per quelli in tariffa corrispettiva. Per molti enti ciò comporterà la revisione dei regolamenti vigenti e il riallineamento delle strutture tariffarie ai nuovi principi regolatori, con possibili effetti redistributivi tra utenze domestiche, non domestiche e diverse tipologie produttive.
Nel complesso, il Ticser rappresenta uno degli strumenti attraverso cui Arera persegue la standardizzazione e il consolidamento del quadro regolatorio del settore dei rifiuti urbani, con l’obiettivo di rendere più omogenee le pratiche tariffarie a livello nazionale, di migliorare l’efficienza allocativa delle risorse e di favorire comportamenti più virtuosi da parte degli utenti.
Parametri e complessità tecnica del nuovo modello Ticser
Inteso come modello e algoritmo, il Ticser introduce elementi di complessità nel calcolo in quanto risulta costituito da:
- 43 parametri;
- 34 formule;
- 3 tabelle di coefficienti (Kb, Kc, Kd) che contengono 126 parametri numerici e consentono la scelta dei 66 coefficienti necessari8;
- 5 driver da scegliere per il riparto dei costi delle singole componenti tra UD e UND;
- 16 diversi possibili elementi di flessibilità e deroghe;
- 3 condizioni di gradualità nell’applicazione, con un vincolo del 10% di aumento tariffario massimo annuo.
https://www.italiaoggi.it/enti-locali-e-pa/rifiuti-rivoluzione-arera-addio-tari-come-oggi-nuove-tari...
ITALIAOGGI
Riforma bilanci enti locali: l’accrual resta in dubbio, domina ancora la contabilità finanziaria
La contabilità economico-patrimoniale si affianca a quella finanziaria assumendo un valore meramente conoscitivo, il che di fatto l’ha relegata ad un ruolo ancillare
La contabilità degli enti locali resterà a doppio binario con la finanziaria in funzione autorizzatoria, mentre il valore futuro dell’accrual è ancora incerto.
La conferma arriva dalla lettura del disegno di legge che il Governo ha predisposto per la modifica della l. 243/2012, ossia la c.d. legge sul pareggio di bilancio.
L'equilibrio di bilancio tra entrate e spese finanziarie
Nel testo, infatti, si prevede che, anche nel futuro, l’equilibrio di bilancio di comuni ed enti di area vasta sarà rappresentato da un saldo non negativo tra le entrate e le spese di competenza finanziaria del bilancio, comprensivo dell’utilizzo dell’avanzo di amministrazione o del recupero del disavanzo di amministrazione e degli utilizzi del fondo pluriennale vincolato, al netto delle entrate vincolate e accantonate non utilizzate nel corso dell’esercizio”. Com’è evidente, si tratta di un parametro pienamente in linea con l’ordinamento contabile vigente e molto lontano dalla logica della contabilità economico-patrimoniale.
Tra l’altro, la norma è riferita non solo e non tanto alle fasi di programmazione e previsione, quanto a quella di consuntivazione, ossia a quello che dovrebbe essere l’ambito di elezione dell’accrual. Da ciò si può desumere che la contabilità finanziaria non solo non è destinata a sparire ma anzi resterà il sistema principale.
Il futuro della riforma 1.15 del Pnrr e la fase pilota
E cosa sarà allora della riforma 1.15 del Pnrr? Tutto dipende dal valore che verrà ad essa attribuito una volta chiusa la partita della rendicontazione del Piano alla Commissione Ue e quindi a valle della c.d. fase pilota. Ricordiamo che al momento, in base all’art. 2 del dlgs 118/2011, la contabilità economico-patrimoniale si affianca a quella finanziaria assumendo un valore meramente conoscitivo, il che di fatto l’ha relegata ad un ruolo ancillare. Essa, inoltre, non si applica al di sotto dei 5.000 abitanti se non su base volontaria.
In molti hanno pensato e scritto che per l’accrual sarebbe stato diverso, ma ad oggi i primi segnali ufficiali vanno, come detto, in senso decisamente contrario. E torna alla mente quanto affermato dalla Commissione Arconet già nella riunione del 15 febbraio 2023: in quella sede, venne confermato che il nuovo sistema non avrebbe rimpiazzato quello finanziario, ma avrebbe solo rappresentato un percorso di perfezionamento del regime duale previsto dal dlgs 118/2011, da realizzare attraverso un adeguamento del principio contabile applicato concernente la contabilità economico patrimoniale (allegato 4/3) alla nuova cornice.
La fase di sperimentazione e l'assetto a regime dal 2030
Questo assetto è destinato ad essere confermato sia per la fase di sperimentazione che partirà a breve, ma anche per la fase a regime che scatterà non prima del 2030. Entro il mese di giugno dovrebbe essere emanato un ulteriore atto normativo finalizzato a disciplinare la transizione, ma dalle prime anticipazioni pare che sarà molto leggero e che non toccherà l’attuale disciplina.
L’adeguamento di quest’ultima sarà con ogni probabilità rimandato proprio all’esito della nuova fase di test, che a differenza di quella pilota potrebbe coinvolgere un numero minore e più scelto di amministrazioni, come era avvenuto con l’armonizzazione.
Il rischio di un eccessivo carico burocratico per gli enti
Per gli enti, però, si tratterà di un notevole aggravio di lavoro dal momento che occorrerà tenere tre diverse contabilità: quella finanziaria, l’economico-patrimoniale secondo l’allegato 4/3 e l’accrual sulla scorta dei principi Itas (il cui numero a breve aumenterà con la pubblicazione del n. 19). Si tratta di un carico in molti casi probabilmente insostenibile, che rischia di trasformare quella che è stata annunciata come l’ennesima rivoluzione in un mero adempimento.
https://www.italiaoggi.it/enti-locali-e-pa/riforma-bilanci-enti-locali-laccrual-resta-in-dubbio-domi...
ILSOLE24ORE
Draghi all’Europa: per la prima volta siamo «soli insieme»
Il discorso . L’ex premier riceve il premio Carlo Magno e torna a spronare la Ue. Aggiornate le stime sulla spesa strategica: 1.200 miliardi all’anno
L’ex presidente del Consiglio italiano ed ex banchiere centrale Mario Draghi ha ricevuto ieri ad Aquisgrana, in Germania, il noto Premio Carlo Magno. In un discorso, l’economista ha ripreso alcuni temi già trattati, dal federalismo pragmatico al debito buono. Soprattutto ha rivisto il suo atteggiamento nei confronti degli Stati Uniti. Ha affermato che la nuova aggressiva postura americana deve essere agli occhi dell’Europa «un momento di rivelazione».
Proprio il nuovo atteggiamento di Washington, oggi incarnato dalla violenza verbale e non solo del presidente Donald Trump, è stato il punto di partenza del ragionamento dell’ex premier italiano. Ha spiegato l’ex presidente della Banca centrale europea: «Il mondo che un tempo aiutava l’Europa a generare prosperità non esiste più. È diventato più duro, più frammentato e più mercantilista. Al di là dell’Atlantico, non possiamo più dare per scontato che i custodi dell’ordine postbellico restino impegnati a preservarlo».
In questo senso, l’economista italiano ha avvertito della possibilità che Washington ignori «le regole delle quali gli Stati Uniti un tempo si facevano paladini». Insomma, le ipotesi su cui si è basato per anni lo sviluppo europeo – vale a dire il libero commercio, la garanzia di sicurezza fornita dagli Stati Uniti, la stabilità dell’ordine internazionale - non reggono più e il continente si trova ora di fronte a un mondo «più duro», in cui per la prima volta, ha detto Mario Draghi, saremmo «soli insieme».
In passato Mario Draghi aveva avuto nei confronti degli Stati Uniti un atteggiamento accomodante, vuoi per realismo politico vuoi per frequentazioni culturali. Oggi il clima è cambiato radicalmente, tanto più che gli Stati Uniti potrebbero essere diventati una minaccia, anche per la stessa Europa. Secondo l’ex presidente della Banca centrale europea, la fragilità europea deriva da una contraddizione fondamentale: l’Unione si è aperta al mondo senza aver completato la costruzione del proprio mercato interno.
L’economista, che parla di «economia asimmetrica», ha quindi messo in guardia dalle pericolose conseguenze di questo squilibrio: eccessiva dipendenza dalla domanda estera, vulnerabilità energetica e strategica, ritardo tecnologico. In questo contesto, ha spiegato l’ex presidente del Consiglio italiano, «la lezione è che la durezza esterna richiede profondità interna». Sia sul fronte meramente economico, che sul versante più politico. Cominciamo dal primo.
Ieri ad Aquisgrana, Mario Draghi ha rivisto le sue stime sulle necessità finanziarie dell’Europa. Parlando davanti ad alcuni esponenti europei, tra cui il cancelliere tedesco Friedrich Merz, è tornato indirettamente a parlare di nuovo debito in comune: «La precedente stima di circa 800 miliardi di euro l’anno di spesa strategica aggiuntiva (contenuta nel Rapporto Draghi del 2024, ndr) è salita, con gli impegni in materia di difesa degli ultimi anni, a quasi 1.200 miliardi di euro l’anno in media».
Per tutta risposta il cancelliere Merz ha affermato: «Stiamo vivendo una crisi dopo l’altra. L’Europa deve mantenere una rotta chiara e il sangue freddo (…) Alcuni suggeriscono che potremmo (…) contrarre nuovo debito, debito europeo, finanziando le spese correnti attraverso l’indebitamento. La Germania non può seguire questa strada, anche per ragioni costituzionali». L’espressione spese correnti lascia intendere che investimenti in capitale di più lungo periodo potrebbero essere accettabili da Berlino.
Sul fronte più politico, Mario Draghi ha ribadito l’idea del federalismo pragmatico, mentre si discute sempre più di voto a maggioranza al Consiglio: «I Paesi con la volontà di agire dovrebbero approfondire la cooperazione in aree concrete» (si veda Il Sole 24 Ore del 3 febbraio). Ricordando il successo dell’euro, ha aggiunto che i governi «devono ora decidere se sono disposti a mettere la sostanza prima del processo, e a scegliere gli strumenti che possono realizzarla», nei campi dell’energia, della tecnologia, della difesa.
Il Premio Carlo Magno è stato attribuito in passato a persone molto diverse tra loro: da Konrad Adenauer a Simone Veil, da Tony Blair a Ursula von der Leyen. Nell’entusiasmo dell’evento di ieri, l’attuale presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha, addirittura, fatto un parallelo tra Mario Draghi e Carlo Magno: «Carlo Magno era un sovrano fuori dal comune, il cui regno si estendeva su territori che oggi comprendono diversi Paesi europei. Mario – ha precisato - si inserisce in questa stessa tradizione».
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