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Rassegna stampa del 20 maggio 2026

 


ITALIAOGGI

Proroga bonus edilizi e cedolare sui negozi se ci saranno risorse. Rottamazione, più tempo ai comuni

Lo ha annunciato all’assemblea di Confedilizia, il viceministro al Mef Maurizio Leo. Verso lo slittamento del termine del 30 giugno per i municipi al votoRifinanziamento della cedolare secca al 21% sulle locazioni degli immobili commerciali (misura approvata in modo spot nel 2019 e mai più confermata negli anni successivi) e proroga dei bonus ristrutturazioni (al 50% per le prime case e al 36% per le seconde) e del bonus mobili. Ma solo se ci saranno le risorse e dopo che Eurostat a settembre avrà verificato in via definitiva l’andamento dei conti pubblici italiani nel 2025.
All’assemblea annuale di Confedilizia il viceministro dell’economia e delle finanze, Maurizio Leo, ha lasciato aperta la porta alle modifiche fiscali tanto attese dai proprietari immobiliari,
Senza tuttavia abbandonare il realismo e la cautela imposti dall’attuale congiuntura.
Nel frattempo i contribuenti saranno chiamati entro il 16 giugno a versare l’acconto dell’Imu, la patrimoniale mascherata da 22 miliardi che registra un tax gap del 26% (con 5 miliardi di gettito evaso) e con cui i proprietari potranno chiudere più facilmente i conti grazie alla Rottamazione quinquies estesa ai tributi locali dal decreto fiscale.
La proroga per i comuni al voto e la Rottamazione quinquies
Ma prima i comuni dovranno approvare le delibere di adesione alla definizione agevolata entro il 30 giugno e questo mette in difficoltà i 980 municipi al voto il 24 e 25 maggio.
Dopo la denuncia dell’Ifel (si veda ItaliaOggi del 19 maggio) il governo sta valutando una norma di proroga della deadline del 30 giugno entro cui i municipi sono chiamati ad approvare le delibere consiliari, pubblicarle sul sito istituzionale e comunicarle ad Agenzia delle entrate Riscossione. Un tour de force improbo per gli enti al voto per i quali, come confermato da Leo, si sta valutando uno slittamento del termine in modo da mettere i municipi nelle condizioni di valutare attentamente la convenienza della Rottamazione (dopo aver acquisito il parere dell’organo di revisione e aver effettuato un’attenta ponderazione dei carichi affidati).
Leggi anche: Rottamazione locale, comuni in affanno. I 980 enti al voto rischiano di restare fuori
Le prospettive della tassazione immobiliare
Sulla cedolare secca sulle locazioni degli immobili commerciali, lo schema che potrebbe esser ripreso è quello della legge di bilancio 2029 (art.1, comma 59, legge 145/2018) che solo per i contratti stipulati quell’anno, relativi ad unità immobiliari classificate nella categoria catastale C/1, di superficie fino a 600 metri quadrati, ha aperto per la prima e ultima volta alla possibilità di scegliere (in alternativa al regime ordinario di tassazione del reddito fondiario ai fini dell’Irpef) il regime di cedolare secca con l'aliquota del 21 per cento. La norma, prevedeva anche una clausola anti-furbetti che impediva l’applicazione della cedolare ai contratti stipulati nel 2019, qualora alla data del 15 ottobre 2018 risultasse in corso un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale. Questo regime agevolato, per il momento, resta in vigore quindi solo per i contratti stipulati nel 2019 e rinnovati l’anno scorso (sei anni+sei) ma taglia fuori tutte le altre locazioni commerciali, motivo per cui il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ne ha rilanciato la richiesta di rifinanziamento al governo. «Continuiamo a chiedere la cedolare secca sulla locazioni non abitative: l'estensione figura tra i principi della delega fiscale, è arrivato il momento di attuarlo. Bisogna liberalizzare gli affitti non abitativi e semplificare la tassazione. Questo aiuterà i giovani che hanno bisogno di attività nuove. E’ un appello forte che rivolgiamo al governo e al Parlamento: può aiutare le imprese, il commercio e la vitalità urbana».
Il nodo delle risorse e l'impatto del Superbonus
Leo non ha chiuso la porta. «Trovando le risorse si può vedere di adottare una misure di questo genere. Tenere differenziate locazioni commerciali e abitative non è un aspetto che rientra nei meccanismi impositivi, è una sperequazione che non ha senso, ma dobbiamo vedere le risorse che possiamo mettere a terra”, ha detto il viceministro. Ma tutto, come detto, dipenderà dall’andamento dei conti pubblici 2025 che Eurostat certificherà a settembre.
«Se si troveranno le risorse si potrebbe prorogare ancora una volta la differenziazione dei bonus per gli interventi di ristrutturazione, al 50% per le prime case e al 36% per le seconde a cui associare la riproposizione del bonus mobili». Il convitato di pietra con cui fare i conti si chiama Superbonus. Un fardello che cuba 174 miliardi per il 2026, impegnando crediti d’imposta per 40 miliardi quest’anno e 20 nel 2027. Ecco perché, ha ammonito Leo, “è necessario stare attenti” soprattutto nella situazione emergenziale da shock energetico di questi mesi. Ma la prudenza, ha riconosciuto, non può far dimenticare la “necessità di venire incontro al mondo delle imprese e delle famiglie».
Le nuove regole per gli affitti brevi
Sugli affitti brevi Leo ha difeso il punto di caduta individuato nella Manovra 2026 che dopo una buona dose di polemiche ha previsto una cedolare al 21% per il primo immobile locato che sale al 26% per la seconda casa, mentre dalla terza casa in poi si entra in un meccanismo di tassazione ordinaria. Ma le limitazioni decise dai comuni alle locazioni di breve durata piacciono sempre meno ai proprietari che incassano la solidarietà del ministro delle infrastrutture Matteo Salvini.
«Si tratta di limitazioni penalizzanti ed eccessive”, ha detto Salvini. ”Se la proprietà privata è sacra, ognuno del suo appartamento fa quello che vuole. Semmai si può regolamentare all'interno del condominio, però bloccare o censurare no. Io penso che sia una battaglia ideologica di alcuni sindaci e che a furia di vincolare, limitare e penalizzare si svuotino i centri storici».
Ma il presidente dell’Anci Gaetano Manfredi, smorza le polemiche: "I sindaci non sono nemici dei proprietari immobiliari. Mi auguro che si possano individuare una serie di priorità e percorsi a partire dal tema della desertificazione commerciale, che è un argomento che a noi sta molto a cuore e anche voi avete messo nel nella vostra agenda di proposta”, ha detto il sindaco di Napoli rivolgendosi alla platea di Confedilizia.»
Le altre richieste di Confedilizia: Piano casa e Green Deal
Nel corso dell’evento il presidente di Confedilizia ha espresso apprezzamento per il Piano casa del governo e ha chiarito la posizione della Confederazione anche sullo spinoso tema della riqualificazione energetica e dei costi per i cittadini. «Noi non siamo contrari alla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio”, ha chiarito. “Ma la sostenibilità si costruisce con incentivi e non con imposizioni, per questo abbiamo contrastato la direttiva europea sulle case green alla quale il governo si è opposto.L'efficientamento energetico non può trasformarsi in compressione patrimoniale delle famiglie italiane, serve gradualità, equilibrio, realismo e rispetto per il risparmio degli italiani. La proprietà è una infrastruttura economica e civile del Paese che contribuisce al Pil per oltre il 10%». 

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ITALIAOGGI

Retribuzioni nella Pa, la crescita salariale supera l'inflazione

Nel 2025 le retribuzioni contrattuali sono aumentate del 3,1%, superando l'inflazione ferma all'1,5%. Il settore privato ha registrato un incremento del 3,2%, mentre la pubblica amministrazione ha visto una crescita del 2,7%
Nel 2025 le retribuzioni contrattuali sono cresciute del 3,1% nell’intera economia, con un incremento del 3,2% nel settore privato e del 2,7% nella pubblica amministrazione. Una dinamica che, per il secondo anno consecutivo, consente un recupero rispetto all’inflazione ferma all’1,5% medio annuo, ma che resta il risultato di un sistema articolato in cui contrattazione collettiva e intervento normativo pubblico si sovrappongono sempre più.
È questo il quadro emerso dal Rapporto Aran sulle retribuzioni dei dipendenti pubblici, che mostra una crescita dei salari più uniforme nel 2025 rispetto agli anni precedenti, fermo restando le differenze tra comparti.
L'asimmetria tra settore pubblico e privato nel decennio
L’asimmetria nel ritmo degli aumenti tra dipendenti privati e pubblici non è certo una novità. Nel decennio 2016-2025 le retribuzioni contrattuali sono cresciute complessivamente del 16,2% nel settore privato e del 15% nella pubblica amministrazione, con un divario spiegato in larga misura dai ritardi nelle tornate contrattuali pubbliche, solo parzialmente recuperati negli ultimi mesi.
L'attività negoziale e il ruolo della legislazione
Il 2025 ha comunque segnato una fase di intensa attività negoziale. Nel settore privato si sono registrati diciannove rinnovi contrattuali distribuiti lungo l’intero anno, mentre nel pubblico sono stati chiusi i principali contratti dei comparti centrali, della sanità e dell’istruzione. Tuttavia, il tratto distintivo degli ultimi anni non è solo l’intensità della contrattazione, quanto piuttosto il crescente ruolo della legislazione nel determinare gli aumenti salariali.
Gli strumenti normativi e l'impatto sulle buste paga
Accanto ai rinnovi contrattuali si sono infatti moltiplicati strumenti normativi che incidono direttamente sulle buste paga, come gli anticipi attraverso l’indennità di vacanza contrattuale, le erogazioni una tantum e gli stanziamenti aggiuntivi decisi nelle leggi di bilancio. A questi si affiancano interventi mirati sulle indennità e sul salario accessorio, che hanno progressivamente ampliato il peso della leva legislativa, spesso anticipando o integrando gli effetti della contrattazione collettiva.
Se si passa dalle retribuzioni contrattuali a quelle di fatto, cioè comprensive di tutte le voci che compongono il salario, il quadro appare in costante evoluzione. Nel comparto delle Funzioni centrali, tra il 2021 e il 2023, la crescita media delle retribuzioni ha raggiunto il 13%, un valore quasi doppio rispetto alle stime iniziali che si fermavano intorno al 7%.
I fattori della crescita: indennità e produttività
Questo risultato è il frutto di una combinazione di più fattori. I rinnovi contrattuali hanno contribuito per poco più del 3%, mentre l’indennità di vacanza contrattuale ha inciso per circa il 2%. A questi si sono sommati gli interventi legislativi sulle indennità di amministrazione e una dinamica molto sostenuta del salario accessorio legato alla produttività e agli incentivi, che da solo ha contribuito per oltre il 3%.
Un ruolo chiave è stato ricoperto dalle componenti accessorie e della produttività, che in alcuni casi hanno inciso in misura analoga agli aumenti stabiliti nei contratti nazionali. Ciò ha comportato un’evoluzione nella struttura delle retribuzioni, sempre meno concentrate sul solo tabellare e sempre più influenzate da fattori gestionali e organizzativi decentrati.
Le prospettive per il triennio 2025-2027
Resta tuttavia aperta la questione dei tempi e delle modalità dei rinnovi contrattuali. Alla fine del 2025 tutti i contratti della pubblica amministrazione risultavano formalmente scaduti, mentre nel settore privato oltre la metà dei lavoratori era coperta da contratti già rinnovati. Questa differenza continua a rappresentare uno dei principali fattori di ritardo nella dinamica salariale pubblica.
La recente accelerazione dell’attività negoziale, favorita anche da una maggiore chiarezza sulle risorse disponibili per il triennio 2025-2027, potrebbe però ridurre il ricorso a misure straordinarie e di riportare la contrattazione collettiva al centro del villaggio.

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ITALIAOGGI

Spiagge, stop alle proroghe: concessioni balneari a gara

Il Consiglio di Stato boccia le proroghe automatiche delle concessioni balneari fino al 2033. La decisione, basata sulla direttiva Bolkestein, impone gare pubbliche per l'assegnazione delle spiagge, nonostante le proteste locali
La decisione dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (n. 17/2021) che, applicando la direttiva Bolkestein, ha bocciato il regime delle proroghe automatiche delle concessioni balneari demaniali fino al 2033, affermando che le spiagge devono andare a gara (a prescindere dalla posizione dei singoli comuni), non è impugnabile da chi non ha partecipato a quel giudizio.
Nulla da fare dunque per le 22 società di balneari riminesi che avevano deciso di impugnare la decisione amministrativa in Cassazione per difetto di giurisdizione.
Per le Sezioni unite, ordinanza n. 14568/2026, il ricorso è inammissibile, in quanto i ricorrenti non erano stati parte del giudizio amministrativo contestato.
Il ricorso dei balneari e la legittimazione ad agire
Al contrario, secondo i gestori degli stabilimenti, siccome la giurisprudenza amministrativa (Tar e Cds) continuava a dargli torto, adeguandosi alle indicazioni della Plenaria, erano legittimati ad attaccare la decisione.
Proprio in ragione del «costante adeguamento della successiva giurisprudenza amministrativa», si legge nella decisione, i ricorrenti ritenevano di avere «uno specifico e attuale interesse ad impugnare la sentenza n. 17/2021 dell’Adunanza plenaria davanti alla Suprema Corte di per chiederne l’integrale riforma». E per farlo hanno chiamato in giudizio la Presidenza del Consiglio dei ministri, nonché l’Agcm e il comune di Rimini.
Per le S.u., tuttavia, il punto dirimente è che gli stessi ricorrenti «non sono stati parti del processo» e la loro estraneità al giudizio «ne rende evidente il difetto di legittimazione ad impugnare che si traduce in un causa di inammissibilità».

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ILSOLE24ORE

Affitti brevi, Salvini: pronti a intervenire per rimuovere limiti

È una questione destinata a trascinarsi a lungo quella sulla regolamentazione per gli affitti brevi nelle città a maggiore vocazione turistica. Da un parte i sindaci che, con Firenze in testa, hanno intrapreso la strada di una regolamentazione di un fenomeno che rischia di stravolgere l’equilibrio dei centri storici; dall’altra il Governo, contrario a interventi che considera una limitazione della proprietà privata. La linea dell’esecutivo è quella espressa dal ministro delle Infrastruttre Matteo Salvini che, intervenendo all’assemblea di Confedilizia, ha fatto sapere: «Stiamo ragionando anche all’interno della maggioranza su una limitazione, secondo me in questo momento penalizzante ed eccessiva, sull’utilizzo e la messa a reddito della proprietà privata: limitare il cosiddetto mercato degli affitti brevi».
Il leader della Lega se la prende con quella che considera una «battaglia ideologica di alcuni sindaci». A rispondergli, dallo stesso palco, è il sindaco di Napoli e presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi che nega la volontà da parte dei primi cittadini «di voler limitare la libertà d’uso della proprietà privata»: «Il tema reale - ha spiegato - è fare in modo che questo utilizzo sia equilibrato». Linea ribadita dalla sindaca di Firenze Sara Funaro che invita Salvini a «leggere con più attenzione» le motivazioni delle sentenze con cui il Tar ha respinto 19 ricorsi contro il regolamento del Comune sui vincoli per gli affitti brevi (si veda Il Sole 24 Ore del 15 maggio) che hanno ribadito con «chiarezza che le misure adottate dall’amministrazione non violano affatto il principio costituzionale della proprietà privata».
Nel suo intervento il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha invece difeso la scelta del governo sulla nuova tassazione sugli affitti brevi introdotta dalla legge di Bilancio e accompagnata da «un po’ di polemica» iniziale (cedolare secca al 21% per la prima casa e al 26% per la seconda, dalla terza casa tassazione ordinaria Irpef). E ha poi riconosciuto che «tenere differenziati locazioni commerciali e abitative» è una «sperequazione che non ha senso» rispondendo così all’appello formulato del presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa a introdurre la cedolare secca anche sulle locazioni non abitative. Il viceministro ha ricordato che nella delega fiscale è già prevista la possibilità di una cedolare secca per le locazioni commerciali «ma dobbiamo vedere le risorse che possiamo mettere a terra» ha avvertito ricordando che un’ipotesi di aliquota potrebbe essere quella del 21% già applicata solo per gli immobili di categoria catastale C1 sotto i 600 metri quadri con la legge di bilancio del 2019.
Stessa condizione per poter nuovamente prorogare nella prossima manovra i bonus ristrutturazioni con la differenziazione 50% sulla prima casa e 36% per le seconde ai quali associare la riproposizione del bonus mobili: se ne riparlerà a settembre, «quando avremo dati certi da parte di Eurostat sull’andamento 2025» dei conti pubblici italiani, gravati «dal fardello del superbonus».
All’assemblea dell’organizzazione dei proprietari di casa si è parlato anche di sfratti e dell’intervento del governo con il ddl sul rilascio degli immobili sostenuto «con decisione» da Confedilizia, ha chiarito Spaziani Testa, «non perché vogliamo più sfratti»: «Se manca fiducia le case escono dal mercato, e a pagare il prezzo sono le famiglie che cercano un’abitazione». Concetti in linea con quelli espressi da Giorgia Meloni: «Se i proprietari sanno che i loro diritti non verranno difesi dallo Stato - ha detto la premier nel suo messaggio -, allora le case disponibili saranno sempre meno e i prezzi sempre più alti».

https://www.quotidiano.ilsole24ore.com/sfoglio/aviator.php?newspaper=S24&issue=20260520&edit...



AGRIGENTONOTIZIE.IT


L’aeroporto di Agrigento resta un sogno, Pendolino: “Speriamo che le parole di Salvini diventino atti concreti”
Dopo l’incontro romano di ieri all’Enac, il presidente del Libero consorzio comunale ha riferito di non essere in grado di dare rassicurazioni sull’effettiva realizzazione dello scalo pensato a Licata ma di cui ancora non esiste neanche un progetto esecutivo

C’era attesa, oggi, non solo in città ma nell’intero hinterland per la convocazione della stampa al Palazzo della Provincia. Nell’invito rivolto ieri alle testate giornalistiche si leggeva: “Nell’aula consiliare Luigi Giglia, la conferenza stampa del presidente del Libero consorzio comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, dedicata ai risultati dell’incontro istituzionale in programma a Roma con la direzione centrale dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) in merito al progetto dell’aeroporto di Agrigento".L’invito che da piazzale Aldo Moro è stato inoltrato anche ai sindaci dei comuni agrigentini, ha reso ancora più grande l’aspettativa di un’intera popolazione che da circa mezzo secolo sogna un aeroporto sul proprio territorio. Nei corridoi del terzo piano del palazzo iniziano a sfilare i sindaci e i rappresentanti degli ordini professionali, tra alcuni cronisti si diffonde un cauto ottimismo perché, per come era stata presentata la giornata, con molta probabilità si sarebbe annunciata finalmente la realizzazione dell’aeroporto “Valle dei Templi”. Ma così non è stato.Il presidente dell’ex Provincia Giuseppe Pendolino inizia il suo intervento tracciando un bilancio del primo anno di attività svolte: si tratta di opere di manutenzione stradale che hanno interessato una vasta aera dell’Agrigentino, così come si sono resi noti gli interventi di manutenzione in alcuni istituti scolastici. Con fierezza, il presidente Pendolino ha anche annunciato l’acquisto di un nuovo mezzo che è già stato utilizzato per il diserbamento dei margini delle strade di propria competenza, un solo mezzo per una rete stradale che complessivamente equivale a circa 1500 chilometri. Sui settori scuole e rete viaria sono stati appaltati oltre 70 milioni di euro, tra cui i fondi di bilancio post assestamento (10.500.000 per le strade, 4 milioni per le scuole e 2,5 milioni per gli immobili di proprietà dell'Ente). Tra i numerosi lavori appaltati sulla rete viaria ha evidenziato un asse viario strategico, ovvero il collegamento tra le strade statali 115 e 189, la cosiddetta strada Mare Monti che ha ricevuto un finanziamento regionale di oltre 19 milioni di euro per i quattro lotti del progetto.Pendolino ha evidenziato il notevole sforzo dell'Ente nel miglioramento delle condizioni degli immobili scolastici e l'impegno in settori strategici come ambiente, turismo e cultura, le attività di bonifica, controllo e repressione sul territorio per abbandono di rifiuti e reati contro l'ambiente, la ripresa delle attività di promozione con contributi ai comuni e partecipazione ad importanti eventi fieristici nazionali. Evidenziata anche l'attività dell'ufficio di Protezione civile, con la nuova sala operativa e il sistema di monitoraggio dei corsi d'acqua per prevenire il rischio esondazioni, e l'aumento delle ore lavorative settimanali per il personale ex precario da 30 a 34.
Chiuso il bilancio, Pendolino finalmente parla dell’incontro che si è svolto a Roma con Enac e con estrema correttezza intellettuale spiazza i presenti dicendo: “Per l’aeroporto abbiamo già investito 600 mila euro e siamo pronti a investire ulteriori fondi per la fattibilità dell’opera. Ma ad oggi aspettiamo il redigendo piano nazionale dei trasporti avendo accolto con entusiasmo le parole del ministro Matteo Salvini che ha detto che quello di Agrigento sarà inserito nel piano nazionale dei aeroporti. Ma fino a quando non avremo un atto concreto che lo certifichi, non possiamo fare altro. Quindi siamo in attesa di risposte concrete da Enac e dal ministero dei Trasporti– ha aggiunto Pendolino ai microfoni di AgrigentoNotizie – per discutere della realizzazione dle nostro scalo aeroportuale”.Opera che al momento gode solo di un progetto di massima che è stato presentato dal Libero consorzio a Enac e che prevede una spesa complessiva di circa 125 milioni di euro per la realizzazione dello scalo di Licata. "Se dopo – ha detto ancora Pendolino – si darà seguito alle parole del ministro Salvini, la Provincia ha disponibili 30 milioni per la realizzazione del progetto esecutivo. Dopodiché abbiamo due strade: attingere alle risorse nazionali o regionali o accogliere le disponibilità di diversi imprenditori che sarebbero pronti a contribuire economicamente nella realizzazione dell'infrastruttura”. 


AGRIGENTONOTIZIE

Aeroporto, Carmina (M5S): “Siamo alle comiche finali, gli agrigentini non sono allocchi"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie
A margine della conferenza stampa di oggi al Libero Consorzio Comunale di Agrigento, sul tema del progetto aeroporto nell’area sud-occidentale sicula, interviene l’On. Ida Carmina, sempre più indignata dall’atteggiamento del Ministro Salvini e del centrodestra nei confronti del territorio e dei cittadini.
“Anche oggi sono stata presente a questo incontro su un tema, quello dell’aeroporto, che sarà un refrain o un caso fortuito, ma da 25 anni diventa puntualmente motivo di false illusioni in prossimità delle elezioni.
La storia si ripete: già nel 2003, oltre vent’anni fa, si chiudevano campagne elettorali presentando plastici in Contrada Acquamenta a Racalmuto del nascente aeroporto agrigentino. Tutti sappiamo come è andata a finire la vicenda e quanti soldi siano stati sperperati inutilmente. Oggi più che mai, a cinque giorni dalle amministrative in Sicilia — ricordiamo che si vota ad Agrigento e in altri 67 comuni isolani e che giovedì sarà presente a Porta di Ponte il Ministro Salvini — si vuole ancora una volta incantare la popolazione con giochi di prestigio sul tema aeroporto, dopo le polemiche sulla location e sul Teatro Pirandello. Ebbene, io ho già fatto delle verifiche, ma è stato lo stesso Presidente del Libero Consorzio, Giuseppe Pendolino, a dichiarare correttamente e senza fronzoli che, nero su bianco, dell’aeroporto di Agrigento nel Piano nazionale degli aeroporti 2026-2035 non c’è nulla di ufficiale, al netto delle dichiarazioni di apertura di Salvini che profumano soltanto di campagna elettorale. La fotografia reale che vivono gli agrigentini è un’altra: infatti, da venerdì 15 maggio al 30 settembre, la linea ferroviaria Agrigento-Palermo subisce un’interruzione a Roccapalumba e la città dei Templi viene raggiunta con mezzi sostitutivi, ovvero autobus. Tutto ciò comporta ritardi e allungamenti della tratta di circa un’ora. Stessa situazione sulla tratta Agrigento-Caltanissetta.
Per non parlare delle eterne incompiute e degli assi viari che rendono Agrigento sempre più isolata, con un crollo delle presenze turistiche e enormi disagi per pendolari e cittadini. E intanto assistiamo alle fanfaronate di Salvini, avallate dai parlamentari del centrodestra, nel tentativo di raccattare voti in maniera subdola. Io, sono assolutamente pro-aeroporto e sono convinta che sia urgente, necessario e indifferibile dotare Agrigento di adeguate infrastrutture, a partire proprio dall’aeroporto, per uscire dalla condizione di isolamento e di marginalità . Tanto che sono stata promotrice del famoso articolo 8-bis, che ha dato avvio alla procedura assertiva, ma che ancora oggi non vede, a distanza di tre anni, da un decreto connotato dall’urgenza, alcuna concreta produzione di atti da parte del MIT.
Gli agrigentini, infatti, continuano a scontare discriminazioni e disagi inaccettabili e non meritano ulteriori prese in giro né annunci propagandistici privi di riscontri concreti. Io conosco il linguaggio della verità e posso affermare, senza prova di smentita, che ad oggi di ufficiale — ergo di inserimento del progetto aeroporto di Agrigento nel Piano nazionale degli aeroporti — non c’è assolutamente nulla. Pertanto, i cittadini agrigentini, che ogni giorno subiscono disagi e mancanza di servizi primari, come carenza di acqua, tra rotture delle reti idriche e turnazioni dell’acqua di due settimane — come accade a Zingarello e in altri centri della provincia — provano soltanto rabbia e frustrazione, vedendo sversare l’acqua degli invasi in mare, per via di dighe non collaudate o a causa di interventi fallimentari , come quello del dissalatore di Porto Empedocle, ecomostro sulla spiaggia di Camilleri e Pirandello. Invece di passerelle e propaganda infarcita di bugie, portino fatti. Basta indegne prese in giro per elettorali"



SCRIVOLIBERO

Libero Consorzio Agrigento, bilancio di un anno di mandato per il Presidente Pendolino

Affollata conferenza stampa questa mattina nell’aula consiliare “Giglia”, convocata dal Presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento Giuseppe Pendolino ad un anno dal suo insediamento ai vertici dell’Ente. Presenti, tra gli altri, i rappresentanti di varie istituzioni e degli ordini professionali. Pendolino ha tracciato un bilancio di questo primo anno, evidenziando, tra gli altri, i forti investimenti su scuole e rete viaria. Per questi due settori di intervento sono stati appaltati oltre 70 milioni di euro, tra cui i fondi di bilancio post assestamento (10.500.000 per le strade, 4 milioni per le scuole e 2,5 milioni per gli immobili di proprietà dell’Ente). Tra i numerosi lavori appaltati sulla rete viaria ha evidenziato un asse viario strategico, ovvero il collegamento tra le SS 115 e 189, la cosiddetta strada Mare Monti, che ha ricevuto un finanziamento regionale di oltre 19 milioni di euro per i quattro lotti del progetto).
Pendolino ha evidenziato il notevole sforzo dell’Ente nel miglioramento delle condizioni degli immobili scolastici, e l’impegno in settori strategici come Ambiente, Turismo e Cultura, le attività di bonifica, controllo e repressione sul territorio per abbandono di rifiuti e reati contro l’ambiente, la ripresa delle attività di promozione con contributi ai comuni e partecipazione ad importanti eventi fieristici nazionali. Evidenziata anche l’attività dell’Ufficio di protezione Civile, con la nuova sala operativa e il sistema di monitoraggio dei corsi d’acqua per prevenire il rischio esondazioni, e l’aumento delle ore lavorative settimanali per il personale ex precario da 30 a 34.
Erano attese anche le comunicazioni del Presidente sui risultati dell’incontro avuto ieri con la direzione dell’Enac a Roma per la definizione del progetto aeroporto di Agrigento. “Attualmente il piano nazionale aeroporti conta su 41 scali” afferma Pendolino “e ieri abbiamo appreso che è volontà del ministro Salvini di modificarlo con la creazione di 13 reti territoriali strategiche. Nel nuovo Piano, all’interno dell’area Sicilia, sarà inserito anche lo scalo agrigentino. Ad oggi l’Enac ha comunicato che il piano non è stato ancora definito. Tuttavia il Libero Consorzio di Agrigento ha dato la piena disponibilità alla formazione dei passi successivi sotto il profilo tecnico, amministrativo e progettuale. Restiamo, dunque, in attesa di ulteriori indicazioni”.



TELEMONTEKRONIO

Aeroporto di Agrigento. Pendolino: “Si attende inserimento nel piano nazionale”

“L’aeroporto di Agrigento è sempre più vicino a diventare realtà”. È il segnale che arriva dal Libero Consorzio dopo l’incontro istituzionale di Roma tra il presidente Giuseppe Pendolino e la Direzione Centrale dell’ENAC.
Nel corso della conferenza stampa, alla presenza dei sindaci della provincia, è stato ribadito un passaggio chiave: si attende ora la formalizzazione del nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti, all’interno del quale lo scalo agrigentino potrebbe essere inserito.
Un inserimento che rappresenterebbe la svolta decisiva per trasformare un’idea storica in infrastruttura concreta, aprendo così la strada alla fase progettuale ed esecutiva.
Un’opera strategica per il rilancio economico e turistico del territorio, che oggi appare più vicina rispetto al passato.


AVIONEWS

Aeroporto di Agrigento, si attende il piano nazionale trasporti

Pendolino: servono atti ufficiali per sbloccare l’iter dello scalo
In attesa del "redigendo piano nazionale dei trasporti", il progetto dell’Aeroporto della Valle dei Templi resta ancora legato ai prossimi passaggi istituzionali (vedi AVIONEWS). A ribadirlo è stato Giuseppe Pendolino, presidente del Libero consorzio comunale di Agrigento, al termine dell’incontro di ieri alla direzione generale Enac (Ente nazionale aviazione civile).
Il vertice ha fatto da cornice ad un confronto sullo scalo agrigentino, sul quale l’ente provinciale, ha spiegato Pendolino, ha già destinato fino a oggi 600 mila Euro e si dice pronto ad impegnare nuove risorse. "Il Libero consorzio ha fatto tutti gli sforzi per l'Aeroporto, ha investito fino ad adesso 600 mila euro ed è disponibile ad investire ancora, impegnandosi anche per la redazione di un progetto di fattibilità tecnico ed economica. Ma ad oggi aspettiamo il redigendo piano nazionale dei trasporti", ha confermato.
Il presidente ha richiamato anche l’annuncio del ministro Salvini, che ha indicato Agrigento tra le città destinate ad entrare nel piano nazionale degli aeroporti. Pur accogliendo con favore quell’apertura, Pendolino ha chiarito che, in assenza di un documento formale e scritto, l’iter non può andare avanti con precisione operativa. 
"Abbiamo accolto con entusiasmo che il ministro Salvini ha dichiarato che Agrigento sarà inserita nel piano nazionale degli aeroporti, ma fino a quando non abbiamo un atto concreto, un atto scritto dove viene certificato quanto annunciato, nonché in che modo ed in che termini noi ci dobbiamo muovere e portare avanti tutte le procedure, noi non possiamo che attendere", ha affermato.
"Aspettiamo risposte concrete per tornare a Roma e tracciare qual è la strada per arrivare alla realizzazione di questo scalo aeroportuale", ha concluso Pendolino.



TELEACRAS

Aeroporto Agrigento: gli aggiornamenti del Comitato civico

Il presidente del Comitato civico per l’aeroporto nella fascia centro – meridionale della Sicilia, Angelo Principato, interviene aggiornando l’attuale stato di avanzamento del progetto relativo allo scalo. E afferma:
“Da anni questo Comitato si batte per la realizzazione di uno scalo aeroportuale nel nostro territorio, ritenendolo un’opera strategica per lo sviluppo economico e fondamentale per superare l’atavico isolamento logistico e infrastrutturale della provincia di Agrigento.
L’aeroporto non doveva rappresentare soltanto un’utopia o il desiderio di pochi visionari, ma un progetto concreto, studiato, condiviso e sostenuto dall’intera collettività. Un’opera primaria appartenente a tutti i cittadini, costruita attraverso il coinvolgimento delle istituzioni e delle forze civili, sociali, politiche, economiche, culturali e religiose del territorio: un aeroporto quale reale espressione della città di Agrigento e del suo hinterland.
Questo è stato lo spirito che ha animato, negli anni, l’azione costante del Comitato che, con pazienza, determinazione e perseveranza, ha saputo coinvolgere tutte le principali realtà sociali ed economiche del territorio, tra cui il Cartello Sociale Chiesa-Sindacati, le associazioni di categoria, gli ordini professionali e numerosi imprenditori.
Particolare attenzione è stata rivolta al coinvolgimento della classe politica e delle istituzioni locali, con il sostegno del Libero Consorzio Comunale di Agrigento — che ha finanziato la progettazione e gli studi connessi alla realizzazione dell’opera — e degli Enti locali, testimoniato dalle 43 delibere approvate dai Consigli comunali della provincia di Agrigento e dalle 20 su 22 adottate nella provincia di Caltanissetta.
Anni di interlocuzioni, incontri, sollecitazioni e proposte hanno consentito di raggiungere risultati fino a poco tempo fa impensabili. Tra questi, il superamento dell’ostacolo rappresentato dal parere ENAC, indispensabile per la realizzazione dello scalo e per il successivo inserimento nel Piano Nazionale degli Aeroporti (PNA), traguardo per decenni sempre negato.
L’inserimento nel PNA rappresenta, infatti, il riconoscimento ufficiale, da parte della competente Commissione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, della necessità dell’opera, della sua fattibilità e sostenibilità economica, nel rispetto delle normative vigenti e delle condizioni tecniche richieste.
Con l’inclusione dello scalo aeroportuale agrigentino nel Piano Nazionale degli Aeroporti si conclude la fase autorizzativa e si apre quella realizzativa che, paradossalmente, rappresenta il passaggio più semplice, essendo già state preliminarmente valutate tutte le condizioni tecniche e procedurali necessarie.
Occorrerà ora procedere con l’attuazione concreta dell’opera e con l’individuazione dei relativi finanziamenti. Da tempo si attendeva questo importante inserimento. Tuttavia, erano circolate indiscrezioni secondo cui il MIT avrebbe potuto rinviare l’inclusione dell’opera a successivi strumenti programmatori.
Un eventuale rinvio avrebbe rischiato di compromettere il lavoro portato avanti in tutti questi anni, fatto di studi, approfondimenti tecnici e superamento di numerose difficoltà burocratiche e amministrative. Si è quindi resa necessaria un’intensa attività istituzionale e di interlocuzione politica affinché questo obiettivo potesse essere finalmente raggiunto.
Grazie anche all’impegno profuso dal Comitato e all’attenzione riservata alla questione da parte dei rappresentanti istituzionali coinvolti, si è giunti a un risultato storico per il territorio agrigentino.
È prevista, infatti, per giovedì 21 maggio, la presenza ad Agrigento del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Sen. Matteo Salvini, che comunicherà ufficialmente il provvedimento relativo all’inserimento dello scalo aeroportuale agrigentino nel Piano Nazionale degli Aeroporti”.



REPORTSICILIA

Il presidente della provincia Pendolino sull’aeroporto, “da parte di Schifani solo cautela”

“Il presidente Schifani dice di andare cauti perché dobbiamo aspettare il nuovo piano nazionale degli aeroporti e poi, per come dice la norma, di concerto fra il Libero consorzio, la Regione e lo Stato trovare soluzioni e risorse idonee per fare diventare concretezza la realizzazione dell’aeroporto. Escluso qualsiasi antagonismo per l’aeroporto di Agrigento da parte di Schifani, solo cautela”. Parole e musica del presidente della Provincia regionale di Agrigento Giuseppe Pendolino, nei giorni in cui sul tema dell’aeroporto nella piana di Licata il dibattito si è riproposto con scenari discordanti. Pendolino prima di tutto evidenzia il ruolo – a suo dire – fondamentale per l’avanzamento dell’iter: “Il Libero consorzio ha fatto tutti gli sforzi per l’aeroporto, ha investito fino ad adesso 600mila euro ed è disponibile ad investire ancora, impegnandosi anche per la redazione di un progetto di fattibilità tecnico ed economica. Ma ad oggi aspettiamo il redigendo piano nazionale dei trasporti”. Pendolino, dopo l’incontro avuto alla direzione generale Enac sul progetto aeroporto della Valle dei Templi sottolinea come “abbiamo accolto con entusiasmo che il ministro Salvini ha detto che Agrigento sarà inserita nel piano nazionale degli aeroporti, ma fino a quando non abbiamo un atto concreto, un atto scritto dove viene certificato quanto annunciato, nonché in che modo e in che termini noi ci dobbiamo muovere e portare avanti tutte le procedure, noi non possiamo che attendere. Attendiamo – ha concluso Pendolino – risposte concrete per tornare a Roma e tracciare qual è la strada per arrivare alla realizzazione di questo scalo aeroportuale”. Non resta che attendere l’evoluzione della vicenda, specie alla luce dell’imminente arrivo del ministro dei Trasporti Matteo Salvini, atteso ad Agrigento giovedì prossimo per chiudere la campagna elettorale del candidato sindaco Luigi Gentile. 



GRANDANGOLOAGRIGENTO.IT 

Aeroporto Agrigento, Pendolino: “Il piano non è stato ancora definito” Non esulta il presidente del Libero Consorzio comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, dopo l'incontro con Enac sul progetto aeroporto della Valle dei TempliAeroporto Agrigento, il punto del presidente del Libero Consorzio di Agrigento Giuseppe Pendolino


Abbiamo appreso che è volontà del Ministro Salvini di modificare il piano aeroporti da 41 scali, alla creazione di 13 reti territoriali strategici di cui, all’interno dell’area Sicilia, sarà anche inserito lo scalo di Agrigento. Ad oggi è stato riferito che il piano non è stato ancora definito. Noi come Libero Consorzio Comunale della provincia di Agrigento abbiamo dato la piena disponibilità alla formazione dei
passi successivi sotto il profilo tecnico, amministrativo e progettuale. Adesso siamo in attesa di indicazioni da parte di ENAC”.
Queste le parole di Giuseppe Pendolino presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento dopo l’incontro con l’Enac per discutere dell’aeroporto Valle dei Templi.Il Presidente non esulta, anzi, è stato molto chiaro in conferenza stampa: “fino a quando non abbiamo un atto concreto, un atto scritto dove viene certificato quanto annunciato dal Ministro Salvini, non possiamo esultare. Dobbiamo solo attendere risposte concrete per ritornare a Roma e tracciare qual è la strada per arrivare alla realizzazione di questo scalo aeroportuale”.La struttura dovrebbe sorgere tra Licata e Palma di Montechiaro, dove sono stati già fatti tutti gli studi in termini ambientali e paesaggistici. Fino adesso il Libero Consorzio ha investito 600 mila euro ed è disposto ad impegnarsi anche per la relazione del progetto di fattibilità tecnico ed economica. “Noi abbiamo presentato un progetto di massima dove si prevedono circa 125 milioni per la realizzazione di questo aeroporto. Successivamente, ribadisce Pendolino, se c’è la volontà per come è annunciata dal ministro Salvini, la Provincia ha messo da parte la modica somma di 30 milioni di euro per la realizzazione di un progetto esecutivo e di tutte le autorizzazioni che necessitano per arrivare a farlo diventare un progetto cantierabile dopodiché noi abbiamo due strade: una che è quella delle risorse regionali o nazionale se vengono erogate, altrimenti abbiamo la disponibilità di diversi imprenditori che vogliono contribuire affinché si faccia una partnership per realizzare questo scalo. Noi ci teniamo e lo vogliamo con forza. 
Speriamo che gli annunci adesso diventano concretezza, ha concluso il presidente Pendolino.



LASICILIA.IT 

Aeroporto di Agrigento, Pendolino avvisa il Ministero: "Ora servono atti concreti"Il Libero Consorzio subordina i prossimi passaggi burocratici alla pubblicazione del decreto sul trasporto aereo. Pronta una nuova missione a Roma non appena saranno chiariti i termini operativi dello scalo della Valle dei Templi

Il sogno dello scalo aereo nella terra dei templi resta vivo, ma la politica agrigentina sceglie la linea del realismo e della concretezza. Dopo il delicato vertice romano svoltosi ieri presso la direzione generale dell'Enac, il presidente del Libero consorzio comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, ha fatto il punto della situazione in una conferenza stampa convocata nella sede dell'ex Provincia regionale. Il messaggio lanciato alle istituzioni superiori è limpido: l'ente locale ha fatto e continuerà a fare la propria parte, ma la palla passa adesso a Roma e Palermo.«Il Libero consorzio ha fatto tutti gli sforzi possibili per l’aeroporto della Valle dei Templi», ha esordito con fermezza Pendolino, cifre alla mano. Fino a questo momento l'ente ha già investito 600 mila euro ed è pronto a mettere a bilancio nuove risorse, impegnandosi in prima persona per la complessa redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica. Lo scoglio principale, tuttavia, non è finanziario ma burocratico e programmatico. «Ad oggi – ha spiegato il presidente – aspettiamo il redigendo piano nazionale dei trasporti. Abbiamo accolto con entusiasmo l'annuncio del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini sull’inserimento di Agrigento nella rete degli scali nazionali, ma fino a quando non avremo un atto concreto e scritto che lo certifichi, stabilendo in che modo e in quali termini dobbiamo muoverci, non possiamo fare altro che attendere».Nel corso dell'incontro con i giornalisti, Pendolino ha anche voluto smorzare sul nascere le polemiche sollevate dalle recenti e guardinghe dichiarazioni del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. Nessun muro contro muro tra Palermo e Agrigento, assicura l'inquilino di via Porta di Mare, bensì una comune e comprensibile prudenza istituzionale.«Escludo qualsiasi antagonismo da parte di Schifani nei confronti del nostro aeroporto, si tratta solo di cautela», ha precisato Pendolino. Il governatore dell'isola ha infatti invitato alla calma proprio in attesa del nuovo piano nazionale degli aeroporti. Solo dopo la pubblicazione del documento strategico ministeriale, come previsto espressamente dalle norme vigenti, si potrà attivare il tavolo di concerto tra il Libero consorzio, la Regione e lo Stato per individuare le soluzioni operative e i finanziamenti idonei. La macchina agrigentina è pronta a ripartire per la capitale non appena arriveranno i chiarimenti richiesti: l'obiettivo comune resta quello di tracciare una strada chiara e definitiva per trasformare l'infrastruttura da eterno miraggio a solida realtà.
Pendolino ha inoltre tracciato un bilancio del suo primo anno alla guida del Libero Consorzio evidenziando, tra gli altri, i forti investimenti su scuole e rete viaria. Per questi due settori di intervento sono stati appaltati oltre 70 milioni di euro, tra cui i fondi di bilancio post assestamento (10.500.000 per le strade, 4 milioni per le scuole e 2,5 milioni per gli immobili di proprietà dell'Ente). Tra i numerosi lavori appaltati sulla rete viaria ha evidenziato un asse viario strategico, ovvero il collegamento tra le SS 115 e 189, la cosiddetta strada Mare Monti, che ha ricevuto un finanziamento regionale di oltre 19 milioni di euro per i quattro lotti del progetto).Pendolino ha evidenziato il notevole sforzo dell'Ente nel miglioramento delle condizioni degli immobili scolastici, e l'impegno in settori strategici come Ambiente, Turismo e Cultura, le attività di bonifica, controllo e repressione sul territorio per abbandono di rifiuti e reati contro l'ambiente, la ripresa delle attività di promozione con contributi ai comuni e partecipazione ad importanti eventi fieristici nazionali. Evidenziata anche l'attività dell'Ufficio di protezione Civile, con la nuova sala operativa e il sistema di monitoraggio dei corsi d'acqua per prevenire il rischio esondazioni, e l'aumento delle ore lavorative settimanali per il personale ex precario da 30 a 34.


AGRIGENTOOGGI.IT 

Aeroporto, Pendolino sceglie la linea della prudenza
Pendolino: : “Niente proclami, attendiamo il piano del Ministero”
In campagna elettorale, si sa, ogni area politica evita accuratamente di concedere vantaggi agli avversari. E così anche sul tema aeroporto il presidente della Provincia sceglie la linea della prudenza. «Ad oggi non me la sento di fare proclami, dobbiamo attendere il piano del Ministero», ha dichiarato Giuseppe Pendolino.

Eppure il tema aeroporto è ormai entrato a pieno titolo nella competizione elettorale agrigentina. Tra annunci, aperture politiche e prudenza istituzionale, lo scalo continua a dividere il dibattito cittadino tra chi alimenta aspettative e chi invece invita a mantenere cautela. Non è un caso che giovedì sia atteso ad Agrigento il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, proprio nelle ore in cui il dossier aeroporto torna al centro dell’attenzione politica.Intanto, però, qualcosa si muove. Il Comitato per l’aeroporto di Agrigento continua a lavorare sottotraccia e nelle scorse ore ha avuto un nuovo confronto istituzionale a Roma. «Avevamo inizialmente fissato l’incontro per l’11 maggio, poi è stato spostato al 18 maggio. Ieri, insieme all’ingegnere Campo e al gruppo guidato dall’ingegnere Piccardo, siamo stati presso gli uffici dell’Enac», ha spiegato Pendolino.Sul tavolo, la volontà annunciata dal Ministero delle Infrastrutture di inserire l’aeroporto di Agrigento nel nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti. «Abbiamo appreso dal ministro Salvini che esiste la volontà politica di inserire lo scalo agrigentino all’interno del nuovo piano nazionale. Per questo abbiamo chiesto notizie concrete e indicazioni precise su come procedere».Un’interlocuzione che parte da lontano. Già a febbraio, infatti, vi era stato un confronto diretto al MIT, durante il quale era stata esaminata tutta la documentazione trasmessa. «Ci era stata richiesta un’integrazione documentale e abbiamo provveduto immediatamente. Dal Ministero ci hanno comunicato che la documentazione presentata è completa e corretta».Secondo quanto emerso nel corso degli incontri, il Governo starebbe lavorando a una revisione complessiva del Piano Nazionale dei Trasporti e del sistema aeroportuale italiano. «Oggi il piano nazionale comprende 41 aeroporti, ma il Ministero intende ridefinire l’intero assetto creando 13 reti territoriali strategiche. In quella relativa alla Sicilia potrebbe essere inserito anche l’aeroporto di Agrigento», ha aggiunto Pendolino.Il presidente della Provincia guarda già ai prossimi passaggi operativi. «Abbiamo chiesto cosa dobbiamo fare concretamente da parte nostra. Abbiamo mantenuto attiva una struttura organizzativa per lavorare al progetto esecutivo e alla futura società di gestione dell’aeroporto. Ma al momento ci è stato detto di attendere, perché il nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti non è stato ancora definito ufficialmente».Parole che confermano come il progetto sia ancora in una fase interlocutoria, tra aperture politiche e attese tecniche. E mentre il tema torna al centro del dibattito pubblico e della campagna elettorale, da più parti si continua a chiedere chiarezza su tempi, sostenibilità economica e reali possibilità di realizzazione dello scalo agrigentino.


LIVESICILY.IT 

L’aeroporto di Agrigento, Pendolino: “Entusiasmo ma attendiamo gli atti”

“Il Libero consorzio ha fatto tutti gli sforzi per l’aeroporto, ha investito fino ad adesso 600mila euro ed è disponibile ad investire ancora, impegnandosi anche per la redazione di un progetto di fattibilità tecnico ed economica. Ma ad oggi aspettiamo il redigendo piano nazionale dei trasporti”. Lo ha detto il presidente del Libero Consorzio comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, dopo l’incontro avuto ieri presso la direzione generale Enac sul progetto aeroporto della Valle dei Templi.L’aeroporto di Agrigento e le promesse di Salvini“Abbiamo accolto con entusiasmo – ha aggiunto – che il ministro Salvini ha detto che Agrigento sarà inserita nel piano nazionale degli aeroporti, ma fino a quando non abbiamo un atto concreto, un atto scritto dove viene certificato quanto annunciato, nonché in che modo e in che termini noi ci dobbiamo muovere e portare avanti tutte le procedure, noi non possiamo che attendere. Attendiamo – ha concluso Pendolino – risposte concrete per tornare a Roma e tracciare qual è la strada per arrivare alla realizzazione di questo scalo aeroportuale”.La cautela di Schifani sullo scalo di AgrigentoPendolino ha poi aggiunto: “Il presidente Schifani dice di andare cauti perché dobbiamo aspettare il nuovo piano nazionale degli aeroporti e poi, per come dice la norma, di concerto fra il Libero consorzio, la Regione e lo Stato trovare soluzioni e risorse idonee per fare diventare concretezza la realizzazione dell’aeroporto. Escluso qualsiasi antagonismo per l’aeroporto di Agrigento da parte di Schifani, solo cautela”.

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