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Rassegna stampa dal 13 al 15 giugno 2026

 

RIPOST

Agrigento: Manca l’acqua in tanti comuni della provincia. Il presidente del Libero Consorzio Pendolino chiede l’intervento di Schifani

Il Presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, torna a lanciare l’allarme sull’emergenza idrica che continua a gravare sull’intero territorio provinciale e, facendosi portavoce dei sindaci dei Comuni agrigentini, chiede un intervento immediato della Regione Siciliana per garantire continuità e certezza nell’approvvigionamento idrico.
«Siamo alle porte della stagione turistica – dichiara Pendolino – e tra poche settimane migliaia di turisti e di nostri concittadini emigrati verranno a trascorrere le vacanze con le proprie famiglie. Non possiamo permettere che l’intera provincia di Agrigento, dalla fascia costiera alle aree interne, si presenti a questo appuntamento con una situazione di assoluta precarietà sul fronte dell’acqua».
Il Presidente evidenzia come l’aumento della portata idrica concesso da Siciliacque ad AICA sia stato confermato soltanto per il mese di giugno. La società ha infatti autorizzato un incremento temporaneo di 60 litri al secondo, rinviando ogni decisione successiva alla definizione di accordi finanziari strutturali.
«Prendiamo atto dello sforzo compiuto per il mese di giugno, ma non possiamo accettare che il futuro della nostra provincia venga programmato di mese in mese. I cittadini, i sindaci, gli operatori economici e turistici hanno bisogno di certezze. È impensabile affrontare i prossimi mesi, senza avere garanzie su quali saranno le disponibilità idriche effettive».
Pendolino sottolinea inoltre come la situazione appaia ancora più incomprensibile alla luce delle condizioni degli invasi siciliani: «I nostri cittadini non comprendono come sia possibile continuare a parlare di riduzione delle portate mentre gli invasi registrano livelli ben diversi rispetto a quelli dello scorso anno. Non è più tollerabile che un territorio già duramente provato da mesi di emergenza debba continuare a vivere nell’incertezza e nel timore di nuove restrizioni».
Per questo motivo il Presidente del Libero Consorzio, interpretando le preoccupazioni espresse dai sindaci dell’intera provincia, rivolge un appello al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, all’Assessorato regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità e al Dipartimento Regionale dell’Acqua e dei Rifiuti affinché venga affrontata con la massima urgenza la questione.
«A nome dei sindaci della provincia di Agrigento chiedo un incontro urgente con il Presidente Schifani, da tenersi possibilmente entro il prossimo mercoledì, per individuare soluzioni definitive e garantire ai nostri territori la necessaria disponibilità idrica per tutta la stagione estiva. Non stiamo difendendo soltanto un servizio essenziale, ma il diritto delle nostre comunità a vivere, lavorare e accogliere dignitosamente chi sceglie di visitare o ritornare nella nostra terra. La provincia di Agrigento non può essere lasciata sola. Occorre una risposta immediata e concreta da parte delle istituzioni regionali per scongiurare una crisi che rischia di avere pesanti conseguenze sociali, economiche e turistiche sull’intero territorio».



AGRIGENTONOTIZIE

Pendolino ai sindaci neoeletti e riconfermati: "Insieme per la crescita del territorio"

Il presidente conferma la piena disponibilità a lavorare in sinergia con le amministrazioni comunali
Il presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, rivolge i più sinceri auguri di buon lavoro ai sindaci neoeletti e a quelli riconfermati per il secondo mandato nell'ultima tornata elettorale amministrativa.
"A nome dell'amministrazione del Libero Consorzio Comunale di Agrigento e mio personale desidero formulare le più vive congratulazioni ai sindaci che hanno ottenuto la fiducia dei cittadini", dichiara Pendolino. "Un augurio particolare va a coloro che iniziano per la prima volta questa esperienza amministrativa e ai sindaci riconfermati, ai quali gli elettori hanno rinnovato la propria fiducia. Le sfide che abbiamo davanti impongono una sempre maggiore collaborazione tra le istituzioni per promuovere sviluppo, migliorare i servizi e creare nuove opportunità di crescita economica e sociale".
Pendolino conferma la piena disponibilità dell'ente a lavorare in sinergia con tutte le amministrazioni comunali. "Il dialogo e la collaborazione tra enti locali rappresentano strumenti indispensabili per affrontare le sfide del presente e programmare il futuro. Saremo un interlocutore attento e disponibile per sostenere progetti, iniziative e strategie condivise".
Pendolino rivolge, infine, un pensiero di stima ai candidati sindaci che, pur non risultando eletti, hanno scelto di mettere a disposizione delle rispettive comunità il proprio impegno. "Desidero esprimere il mio sincero ringraziamento anche a tutti coloro che hanno partecipato alla competizione elettorale senza conseguire l'elezione. La loro disponibilità a mettersi in gioco rappresenta comunque un importante contributo alla vita democratica delle nostre comunità".



AGRIGENTONOTIZIE

Aggiudicato l'appalto, lavori sulla Ribera-Seccagrande e sulla Montallegro-Cattolica

Gara vinta dalla Gcom Edil Generali di Favara con un ribasso del 32,39 per cento. Importo contrattuale di 961.498 euro
L'ufficio gare del Libero consorzio comunale di Agrigento ha aggiudicato la gara relativa all'accordo quadro per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali 33 Ribera-Seccagrande e 29-A Montallegro-Cattolica Eraclea. La gara, alla quale hanno preso parte 337 imprese, è stata gestita tramite procedura aperta e inversione procedimentale attraverso la piattaforma digitale certificata Maggioli in uso al libero consorzio, ed è stata aggiudicata alla Gcom Edil Generali di Favara con un ribasso del 32,39 per cento.
L'importo contrattuale complessivo dell'appalto è di 961.498 euro, compresi 28.444 euro per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso, finanziati interamente con fondi ministeriali (decreto ministeriale 394 del 12 ottobre 2021 - area interna Sicani, programma sessennale 2021-2026, strategia nazionale aree interne - Sicani).
A breve è prevista la firma del contratto d'appalto, mentre tutti gli interventi programmati dal settore infrastrutture stradali dovranno essere effettuati entro un anno dal verbale di consegna dei lavori.
"Un altro passo in avanti verso il miglioramento generale della viabilità interna", afferma il presidente Giuseppe Pendolino, "grazie all'impegno del libero consorzio e ai numerosi progetti esecutivi elaborati dal nostro staff tecnico che hanno consentito di accedere a varie linee di finanziamento regionale e nazionale, e alle quali sono stati aggiunti 10.500.000 euro con fondi di bilancio dell'ente".



ENTILOCALIonline

Intelligenza artificiale: il Governo approva i Decreti attuativi della Legge n. 132/2025
Il Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2026 ha approvato in esame preliminare 2 Decreti legislativi attuativi della Legge n. 132/2025 in materia di Intelligenza artificiale, completando il percorso di definizione del primo Quadro normativo nazionale organico dedicato all’Ia
Come si apprende dal Comunicato-stampa diffuso a margine della Riunione, il Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2026 ha approvato in esame preliminare i 2 Decreti legislativi attuativi della Legge n. 132/2025 in materia di Intelligenza artificiale, completando il percorso di definizione del primo Quadro normativo nazionale organico dedicato all’Ia, pienamente coordinato con il Regolamento (UE) 2024/1689 (“Ai Act”).
Secondo il Governo, l’obiettivo è promuovere l’Innovazione tecnologica, garantendo al tempo stesso la tutela dei diritti fondamentali, attraverso un approccio dichiaratamente antropocentrico, nel quale l’Intelligenza artificiale rappresenta uno strumento di supporto alle decisioni umane e non un loro sostituto.
Formazione: l’Ia entra stabilmente nei percorsi educativi
Una parte rilevante dei Decreti riguarda il Sistema formativo.
Nelle Scuole:
saranno aggiornate le Indicazioni nazionali per integrare Ia e tecnologie avanzate nei percorsi di studio;
l’Intelligenza artificiale entrerà nei Programmi di educazione civica;
verranno rafforzate le competenze “Steam”;
sarà prevista una formazione strutturale dei Docenti sull’utilizzo responsabile dell’Ia.
Particolare attenzione viene dedicata al contrasto dei rischi derivanti dall’uso improprio di social media e strumenti di Ia da parte dei minori, con uno specifico Piano di formazione dei Docenti finanziato con 100 milioni di Euro.
Università, Its e ricerca
Le nuove disposizioni prevedono l’inserimento di contenuti dedicati all’Ia:
nei percorsi universitari;
nelle Istituzioni Afam;
negli Its Academy.
I Programmi formativi dovranno affrontare:
aspetti tecnologici;
profili giuridici;
Cybersicurezza;
tutela dei diritti fondamentali;
impatti etici dell’Intelligenza artificiale.
Pubblica Amministrazione: formazione obbligatoria e trasformazione organizzativa
Particolarmente rilevanti risultano le disposizioni dedicate alla Pubblica Amministrazione.
I Decreti prevedono che le Amministrazioni introducano Sistemi di Ia:
nei processi di reclutamento;
nella formazione del personale;
nei percorsi di innovazione organizzativa;
nella gestione documentale e nell’analisi dei dati.
Il Ministro per la Pubblica Amministrazione assumerà funzioni di indirizzo e coordinamento delle politiche formative, mentre la Scuola Nazionale dell’Amministrazione (Sna) sarà chiamata a sviluppare percorsi comuni di formazione.
La formazione si articolerà su 3 livelli:
alfabetizzazione di base per tutti i dipendenti pubblici;
percorsi specialistici per i procedimenti amministrativi e i servizi al Cittadino;
alta formazione per Dirigenti e Responsabili della transizione digitale.
Lavoro: vietate decisioni esclusivamente automatizzate
Uno dei principi più significativi introdotti dai Decreti riguarda il mondo del lavoro.
Le decisioni relative a:
assunzioni;
modifiche del rapporto di lavoro;
provvedimenti disciplinari;
licenziamenti;
non potranno essere adottate esclusivamente da Sistemi automatizzati.
La decisione finale dovrà sempre essere assunta da una persona fisica dotata dei necessari poteri decisionali.
Il lavoratore avrà inoltre diritto:
a conoscere l’eventuale utilizzo di Sistemi di Ia;
ad ottenere una motivazione comprensibile delle decisioni che lo riguardano;
all’accesso ai dati utilizzati.
È prevista la nullità del licenziamento adottato in violazione del divieto di decisione esclusivamente automatizzata.
Giustizia: l’Ia non sostituisce il Magistrato
Nel Settore giudiziario l’Intelligenza artificiale potrà essere utilizzata come strumento di supporto:
per la ricerca giuridica;
per l’organizzazione degli Uffici;
per attività ausiliarie.
Resterà tuttavia esclusa qualsiasi sostituzione del Magistrato nell’attività interpretativa e decisionale.
La Scuola Superiore della Magistratura sarà chiamata a sviluppare specifici percorsi formativi sull’utilizzo dell’Ia.
Nuova governance nazionale dell’Intelligenza artificiale
I Decreti definiscono anche il Sistema delle Autorità nazionali competenti.
In particolare:
AgID sarà Autorità di notifica;
Acn sarà Autorità di vigilanza del mercato e punto di contatto unico con l’Unione Europea.
Saranno inoltre coinvolti:
Garante per la Protezione dei Dati personali;
Banca d’Italia;
Consob;
Ivass;
in relazione agli specifici ambiti di competenza.
Attività di polizia e riconoscimento biometrico
Uno dei capitoli più delicati riguarda l’utilizzo dell’Ia per finalità di Sicurezza pubblica.
I Decreti consentono l’identificazione biometrica remota in tempo reale soltanto in casi eccezionali e tassativamente individuati, quali:
ricerca di persone scomparse;
individuazione di vittime di sequestro;
prevenzione di minacce gravi alla sicurezza pubblica.
È prevista:
autorizzazione dell’Autorità giudiziaria;
limitazione temporale e territoriale;
divieto di sorveglianza massiva della popolazione.
Viene inoltre vietata la creazione di Banche-dati biometriche attraverso raccolte indiscriminate di dati reperiti sul web.
Responsabilità civile e tutela del danneggiato
I Decreti introducono specifiche tutele processuali per chi subisce danni causati da sistemi di Ia.
Tra le novità:
accesso alla documentazione tecnica del Sistema;
presunzione del nesso causale in determinate circostanze;
foro alternativo vicino alla residenza del danneggiato;
possibilità di azione diretta verso l’assicurazione.
Nuovi reati per i Sistemi di Ia ad alto rischio
Sul piano penale viene introdotto il nuovo art. 437-bis del Codice penale.
La norma sanziona:
l’omessa adozione delle misure di sicurezza;
l’alterazione delle misure di sicurezza;
nei Sistemi di Ia ad alto rischio quando ne derivi un concreto pericolo per:
vita;
incolumità pubblica;
sicurezza dello Stato.
Investimenti: fino a un miliardo per l’Ecosistema italiano dell’Ia
Accanto alla regolazione, il Governo punta sullo sviluppo industriale del Settore.
La Legge n. 132/2025 prevede infatti la destinazione fino a 1 miliardo di Euro del “Fondo di sostegno” al venture capital per lo sviluppo dell’Ecosistema nazionale dell’Intelligenza artificiale.
Secondo i dati illustrati dal Governo:
il mercato italiano dell’Ia ha raggiunto 1,8 miliardi di Euro nel 2025;
oltre 150 Startup hanno già beneficiato di Interventi di sostegno;
dal 2026 sarà operativo il Polo nazionale “SophIA” dedicato a Ia e Cybersicurezza.



ITALIAOGGI

IA nei Comuni italiani: il 42% la usa ‘di nascosto’. Ecco i rischi della Shadow AI

Il 41,9% dei dipendenti comunali utilizza IA generativa senza autorizzazione ufficiale, esponendo le amministrazioni a rischi di privacy e sicurezza. La formazione resta il principale ostacolo alla digitalizzazione efficace.L’intelligenza artificiale ha già varcato la soglia dei municipi italiani, ma lo ha fatto in modo silenzioso, quasi clandestino. Il 41,9% dei dipendenti comunali usa strumenti di IA generativa senza un inquadramento ufficiale, a fronte di appena il 14,5% di enti che hanno già adottato strategie strutturate. È il fenomeno della «Shadow AI», l’utilizzo sotto traccia dell’intelligenza artificiale che espone le amministrazioni a rischi su privacy e sicurezza. Ma il vero nodo resta la formazione, con oltre il 55% del personale che non ne ha ricevuta.L'indagine Aipact sulla pubblica amministrazioneSono questi i risultati che emergono dall'indagine nazionale condotta dal progetto Aipact (promosso da Ifel con l'Università Bocconi e altri partner) che restituiscono l’immagine di una Pubblica Amministrazione dove l’approccio tecnologico dei singoli dipendenti deve fare i conti con l'immobilismo delle istituzioni.Il dato più eclatante emerso dalla ricerca, che ha coinvolto un campione di oltre 600 funzionari, riguarda la cosiddetta «Shadow AI», ovvero l'utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale (come Chatgpt, Gemini o altri) da parte dei dipendenti senza l'autorizzazione o la supervisione del reparto It aziendale:Il 41,9% dei dipendenti comunali utilizza già strumenti di IA generativa per supportare le proprie mansioni quotidiane, come la sintesi di documenti o la redazione di bozze. Eppure, solo il 14,5% degli enti dichiara un uso «ufficiale» e strutturato di queste tecnologie. Esiste dunque una spinta dal basso che corre molto più velocemente della governance pubblica, esponendo le amministrazioni a rischi su privacy e sicurezza dei dati che non possono più essere ignorati.Il collo di bottiglia della formazione specificaSe l’interesse dei dipendenti pubblici verso le nuove innovazioni tecnologiche è alto, la preparazione resta il vero collo di bottiglia. Oltre il 55% del personale non ha ricevuto alcuna formazione specifica nell'ultimo anno e, laddove è stata fatta, si è limitata a webinar informativi spesso giudicati troppo teorici.
La sfida, come evidenziato dall’indagine Ifel, non è tanto comprare tecnologia, quanto piuttosto investire in una formazione che permetta ai funzionari di essere messi in grado di sfruttare al meglio quegli strumenti che non devono sostituire l'uomo, ma affiancarlo nei compiti più meccanici e ripetitivi.
Tuttavia, il percorso verso la digitalizzazione si scontra con alcuni ostacoli concreti: pesano soprattutto l'incertezza delle norme, una cronica mancanza di tecnici specializzati e una qualità dei dati che, ad oggi, risulta ancora inadeguata.
Il caso di Roma Capitale e il progetto Ai-vistoPer passare dalla teoria alla pratica, il modello seguito da Roma Capitale con il progetto «Ai-visto» è emblematico della filosofia «Test before invest». La Ragioneria Generale, sotto la pressione delle scadenze del Pnrr e della gestione del Giubileo dello scorso anno, ha scelto di sperimentare un prototipo di IA dedicato ai controlli contabili.
Il sistema non è in grado di prendere decisioni autonome, ma funge da «sportello di pre-verifica». Concretamente, l'IA analizza determinazioni e atti di liquidazione per scovare incongruenze nei codici Cup e Cig, verificare la regolarità del Durc e la coerenza dei quadri economici. Il risultato è un report che segnala le anomalie all'istruttore umano, riducendo drasticamente i temi delle verifiche formali.

https://www.italiaoggi.it/enti-locali-e-pa/lavoro-pubblico/ia-nei-comuni-italiani-il-42-la-usa-di-na...



ITALIAOGGI

Enti locali senza aiuti contro il caro materiali: allarme su conti e opere pubbliche

Le tensioni geopolitiche impattano sulla gestione corrente e sulle opere pubbliche in corso. La mancanza di compensazioni statali mette a rischio gli equilibri di bilancio di comuni ed enti, costretti a fronteggiare l'aumento dei costi energetici e dei materiali senza paracadute finanziari.
Enti senza paracadute sul caro materiali. Per le lavorazioni di quest’anno non è più possibile fare affidamento sulle compensazioni statali, mentre per il pregresso non vi sono certezze sui tempi di erogazione effettiva. Entro il prossimo 31 luglio, in base all’art. 193, comma 2, del Tuel, comuni ed enti di area vasta sono chiamati a verificare la permanenza degli equilibri di bilancio e se del caso a definire eventuali misure correttive.
Fra gli aspetti da attenzionare maggiormente, anche a causa delle tensioni geopolitiche internazionali, continua a spiccare quella dell’incremento dei costi di energia e materiali, che impatta fortemente sia sulla gestione corrente che sulle opere pubbliche in corso di realizzazione.
Il tema non è nuovo, ma rispetto agli anni passati è mutato il quadro giuridico di riferimento.
Le novità della legge di bilancio 2026 sulla copertura finanziariaUno dei punti più delicati riguarda la copertura finanziaria. A differenza del c.d. «decreto aiuti» (Dl 50/2026), la legge di bilancio 2026 (L 199/2025) ha eliminato la possibilità di accedere a fondi ministeriali in caso di insufficienza di risorse interne.
Le stazioni appaltanti devono far fronte ai maggiori oneri utilizzando prioritariamente gli accantonamenti per imprevisti nel quadro economico, fino al 70%, le eventuali somme a disposizione e i ribassi d’asta, se non vincolati a diversa destinazione. Quando tali risorse risultano utilizzate o impegnate per almeno l’80%, la stazione appaltante deve attivare tempestivamente le procedure per il reintegro, anche attraverso la rimodulazione della programmazione o l’utilizzo di economie derivanti da varianti in diminuzione.
È evidente che la sostenibilità di tale impalcatura di tale impalcatura – che si applica alle lavorazioni eseguite o contabilizzate dal 1° gennaio 2026 – è interamente rimessa alla capacità programmatoria e gestionale delle singole amministrazioni, che quindi sono chiamate in questa fase ad una attenta verifica sull’avanzamento degli investimenti già avviati anche ai fini dell’eventuale rimodulazione di quelli programmati.
Il riparto delle risorse del Mit per le opere pregresseRispetto al pregresso, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 129 del 6 giugno 2026 l’avviso relativo al decreto direttoriale n. 54 del 30 aprile 2026 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che dispone il riparto delle risorse del fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche previsto dall’articolo 26, comma 6-quater, del Dl 50.
Il provvedimento riguarda le richieste presentate dalle stazioni appaltanti nell’ambito della prima finestra temporale 2025, relativa alle domande inoltrate tra il 1° e il 31 luglio 2025 per il riconoscimento delle compensazioni legate all’incremento dei costi dei materiali da costruzione. Nel dettaglio, il decreto ammette a finanziamento 860 istanze su un totale di 905 richieste pervenute, per un importo complessivo pari a 695,9 milioni di euro.
Resta aperta, tuttavia, la questione della copertura finanziaria. Le disponibilità di competenza e di cassa risultano infatti già esaurite e, in assenza di nuovi stanziamenti, non sarà possibile procedere al pagamento integrale dei ristori maturati dalle stazioni appaltanti.
Tempi di erogazione e gestione degli equilibri di cassaL’ammissione al finanziamento, quindi, non coincide automaticamente con l’erogazione delle somme. Il Ministero ha infatti precisato che la liquidazione avverrà attraverso successivi decreti di impegno e pagamento, seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle domande e nei limiti delle risorse effettivamente disponibili. Anche da questo punto di vista, gli enti devono tenere alta l’attenzione sugli equilibri di cassa (anche se ricordiamo è possibile tenere sospese le fatture fino a quando non arrivano i fondi).

https://www.italiaoggi.it/enti-locali-e-pa/enti-locali-senza-aiuti-contro-il-caro-materiali-allarme-...



ITALIAOGGI

Videosorveglianza, 19 milioni ai Comuni: come ottenere i fondi entro il 24 agosto 2026

I comuni possono accedere a un fondo per finanziare impianti di videosorveglianza. Il decreto del Ministro dell'interno stabilisce modalità e criteri per potenziare la sicurezza urbana entro il 24 agosto 2026.
I comuni possono accedere a un fondo da 19 milioni di euro per finanziare la realizzazione di impianti di videosorveglianza. Lo prevede il decreto del Ministro dell’interno del 22 aprile 2026, pubblicato nella G.U. n. 120 del 26 maggio 2026, il quale definisce le modalità di presentazione delle richieste di ammissione ai finanziamenti nonché i criteri per la ripartizione delle risorse stanziate per il 2025, al fine di potenziare gli interventi in materia di sicurezza urbana. Le richieste di ammissione al finanziamento per l’esercizio finanziario 2025 devono essere presentate alla Prefettura territorialmente competente entro il 24 agosto 2026, la quale provvederà a trasmetterle al Ministero dell’interno non oltre i trenta giorni successivi.
Accesso consentito agli enti localiPossono produrre richiesta per accedere al finanziamento i comuni, le unioni di comuni, le associazioni di comuni e i consorzi di comuni che hanno sottoscritto i patti con la prefettura che individuano come prioritario obiettivo, per la prevenzione ed il contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, l’installazione di sistemi di videosorveglianza in determinate zone del territorio comunale o infra-comunale.
I richiedenti non devono aver beneficiato del finanziamento nelle tre procedure precedenti a quella in corso e devono presentare progetti approvati in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, in quanto conformi alle caratteristiche prescritte dalle vigenti direttive impartite a livello ministeriale. I richiedenti devono dimostrare di possedere la disponibilità delle somme, regolarmente iscritte a bilancio, ovvero si devono impegnare ad iscrivere quelle occorrenti ad assicurare la corretta manutenzione degli impianti e delle apparecchiature tecniche dei sistemi di videosorveglianza da realizzare, per almeno cinque anni dalla data di ultimazione degli interventi.
Non è ammesso il finanziamento dei progetti per i quali l’importo, richiesto a valere sulle risorse statali, superi i 250 mila euro. Non è ammesso, in ogni caso, il finanziamento per la sostituzione o la manutenzione di sistemi di videosorveglianza già realizzati a qualsiasi titolo. Infine, non sono ammessi al finanziamento i comuni, le unioni di comuni, le associazioni di comuni e i consorzi di comuni che insistono sul territorio della Regione Trentino-Alto Adige.
Necessario almeno il primo livello di progettazioneLa domanda di accesso al finanziamento dovrà essere accompagnata da copia degli elaborati relativi ad almeno il primo livello di progettazione, da una stima economica che dovrà espressamente indicare la quota di cofinanziamento, da una dichiarazione attestante che l’intervento è già inserito, ovvero che sarà inserito, nel piano triennale delle opere pubbliche approvato, nonché da fotocopia del documento di identità in corso di validità del soggetto firmatario della richiesta di finanziamento.
L’importo delle spese tecniche ammissibili, al netto della cassa e dell’iva, non può essere superiore al 15% dell’importo che sarà posto a base d’asta e dovrà essere comprensivo delle seguenti voci: progettazione in tutte le sue fasi, direzione lavori/direzione dell’esecuzione del contratto, regolare esecuzione/collaudo, coordinamento della sicurezza, nonché qualsiasi indagine e studio propedeutico necessario alla definizione delle varie fasi progettuali.
Prevista una graduatoria per l'assegnazione dei fondiLe richieste saranno valutate da un’apposita commissione che attribuirà un punteggio sulla base del tasso di delittuosità del comune, dell’entità numerica della popolazione residente e del rapporto percentuale fra l’importo del cofinanziamento proposto dall’ente e l’importo complessivo del progetto. Le graduatorie applicheranno criteri differenziati in favore dei comuni delle regioni meridionali. I comuni selezionati dovranno rendere esecutivi i progetti entro 120 giorni dalla comunicazione di ammissione al finanziamento.

https://www.italiaoggi.it/enti-locali-e-pa/videosorveglianza-19-milioni-ai-comuni-come-ottenere-i-fo...



LENTEPUBBLICA

Pensione, ecco come ottenere il recupero degli anni di servizio civile e militare.

Molti cittadini che nel corso della propria vita hanno svolto il servizio militare oppure hanno partecipato a programmi di servizio civile si chiedono se quel periodo possa essere valorizzato ai fini pensionistici. La risposta è sì, ma le modalità cambiano sensibilmente a seconda dell’epoca in cui il servizio è stato svolto.
Per fare chiarezza su un tema che interessa migliaia di lavoratori, l’INPS ha diffuso una guida riepilogativa che illustra i criteri per ottenere il riconoscimento contributivo dei periodi trascorsi al servizio dello Stato. Si tratta di una possibilità che consente di evitare “buchi” nella carriera assicurativa e che, in alcuni casi, può contribuire ad anticipare il raggiungimento dei requisiti necessari per il pensionamento.
Quando i contributi vengono riconosciuti gratuitamentePer una parte dei cittadini esiste la possibilità di ottenere il riconoscimento dei periodi di servizio senza sostenere alcun costo.
La normativa prevede infatti il cosiddetto accredito figurativo, un meccanismo attraverso il quale lo Stato attribuisce contributi previdenziali senza richiedere versamenti da parte dell’interessato.
Questa opportunità riguarda innanzitutto chi ha svolto il servizio militare, compresi alcuni servizi equiparati nelle Forze Armate italiane, ma anche coloro che hanno partecipato al servizio civile entro il 31 dicembre 2005. La tutela si estende inoltre ai casi in cui l’avvio del servizio sia avvenuto nel 2005 e la conclusione nel corso del 2006.
Rientrano nel beneficio anche il servizio militare non armato e il servizio sostitutivo civile previsti dalla normativa vigente all’epoca.
L’accredito figurativo può essere richiesto da lavoratori ancora in attività, da pensionati e, in caso di decesso dell’interessato, anche dai superstiti aventi diritto.
A chi spetta il beneficio previdenzialeL’obiettivo della misura è colmare eventuali periodi privi di contribuzione.
Per questa ragione il riconoscimento è possibile soltanto quando il periodo interessato non sia già coperto da altre attività lavorative o da versamenti contributivi effettuati presso una gestione previdenziale.
In altre parole, il sistema evita qualsiasi forma di doppio conteggio. Se durante il periodo di servizio risultano già presenti contributi validi per la pensione, l’accredito figurativo non può essere utilizzato per gli stessi mesi.
Un altro requisito fondamentale riguarda la posizione assicurativa del richiedente. Per presentare la domanda è infatti necessario possedere almeno un contributo effettivamente versato in una delle gestioni previdenziali interessate.
Le gestioni previdenziali nelle quali è possibile ottenere l’accreditoI contributi figurativi possono essere riconosciuti all’interno di diversi fondi amministrati dall’INPS.
Tra questi figurano:
l’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) dei lavoratori dipendenti;le gestioni dedicate ai lavoratori autonomi, come artigiani, commercianti e coltivatori diretti;alcuni fondi speciali di previdenza, nei limiti previsti dai rispettivi regolamenti.È importante evidenziare che questa possibilità non è prevista nella Gestione Separata INPS, circostanza che interessa numerosi professionisti e collaboratori iscritti a tale fondo.
Servizio Civile Universale: dopo il 2005 cambia tuttoLa situazione è differente per coloro che hanno aderito al Servizio Civile Universale attraverso contratti stipulati dal 2006 in avanti.
Con il nuovo ordinamento è venuta meno la copertura contributiva automatica garantita dallo Stato. Di conseguenza, l’anno trascorso in servizio non genera automaticamente contribuzione figurativa.
Questo non significa però che il periodo vada perduto.
La legislazione consente infatti di recuperarlo attraverso il riscatto oneroso, uno strumento che permette di trasformare il periodo di servizio in contribuzione utile per la pensione mediante il pagamento di un importo calcolato secondo criteri stabiliti dall’INPS.Quanto costa il riscatto e quali vantaggi offreIl riscatto del servizio civile svolto dopo il 2005 comporta un esborso economico a carico dell’interessato, ma presenta alcune agevolazioni che ne riducono l’impatto.
L’importo può infatti essere determinato utilizzando modalità di calcolo agevolate previste dalla normativa. Inoltre, la somma versata è interamente deducibile dal reddito imponibile, generando quindi un vantaggio fiscale.
Un ulteriore elemento favorevole riguarda la possibilità di suddividere il pagamento in rate senza applicazione di interessi, rendendo più sostenibile il recupero contributivo anche per chi non dispone immediatamente dell’intera somma richiesta.
Le condizioni da rispettare per ottenere il riconoscimentoPrima di presentare l’istanza è opportuno verificare attentamente la presenza di tutti i requisiti richiesti dall’INPS.
Oltre alla necessità di possedere almeno un contributo effettivo, il periodo oggetto della domanda non deve essere già valorizzato ai fini di altre prestazioni pensionistiche.

L’istituto previdenziale esclude infatti i casi in cui gli stessi mesi siano stati già utilizzati per ottenere trattamenti pensionistici statali oppure prestazioni sostitutive, esclusive o esonerative rispetto all’Assicurazione Generale Obbligatoria.
Per quanto riguarda il servizio militare, esiste inoltre una specifica limitazione: l’accredito figurativo può essere riconosciuto soltanto quando non sia possibile costituire una posizione assicurativa nell’AGO secondo quanto previsto dalla normativa di riferimento.
Come presentare la domanda all’INPSLe richieste devono essere inoltrate esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’INPS:
Accredito dei contributi figurativi per il servizio civile;Accredito dei contributi figurativi per il servizio militare volontario.Non sono previste procedure cartacee né la presentazione presso gli sportelli territoriali.
Nel caso del servizio militare, durante la compilazione dell’istanza è necessario indicare con precisione:
le date del periodo di servizio da riconoscere;il distretto militare o l’ufficio competente presso cui il servizio è stato svolto.Una volta ricevuta la domanda, sarà direttamente l’INPS ad acquisire la documentazione necessaria presso le amministrazioni militari competenti.
Questo significa che il cittadino non dovrà procurarsi autonomamente certificati o attestazioni, poiché gli accertamenti verranno effettuati dall’Istituto attraverso i canali istituzionali.
Un’opportunità da non sottovalutare per la pensione futuraMolti lavoratori ignorano ancora oggi la possibilità di valorizzare i periodi trascorsi al servizio dello Stato. Eppure, soprattutto nelle carriere caratterizzate da contributi discontinui, il riconoscimento del servizio militare o civile può rappresentare un tassello importante per incrementare l’anzianità assicurativa.
La distinzione tra accredito figurativo gratuito e riscatto a pagamento resta il punto centrale da conoscere: chi ha svolto il servizio civile entro il 2005 o il servizio militare può beneficiare, in presenza dei requisiti previsti, di contributi riconosciuti senza alcun costo; chi invece ha aderito al Servizio Civile Universale negli anni successivi può comunque recuperare quel periodo attraverso il meccanismo del riscatto.
Verificare la propria posizione contributiva e valutare per tempo queste opportunità può fare la differenza nel percorso che conduce alla pensione.


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