AGRIGENTONOTIZIE
Il Teatro dell’Efebo è pronto per la nuova stagione: si riparte con la “Petite messe solennelle” di Rossini
Concerto inaugurale il 22 giugno nella cavea del Giardino botanico con il coro Scarlatti diretto da Alessandra Pipitone. Sarà uno spettacolo ad ingresso gratuito
La nuova stagione del Teatro dell’Efebo prende il via con uno degli appuntamenti più riconoscibili del repertorio sacro e corale. Sarà infatti la “Petite messe solennelle” di Gioachino Rossini ad inaugurare il cartellone 2026 dello spazio teatrale agrigentino con un concerto in programma lunedì 22 giugno alle ore 20,30 nella cavea del Giardino botanico di Agrigento.
L’appuntamento segna il ritorno delle attività del Teatro dell’Efebo e apre ufficialmente una nuova stagione. Sarà proposta l’esecuzione della composizione rossiniana nella versione per soli, coro, due pianoforti e harmonium affidata al Coro A. Scarlatti diretto dal maestro Alessandra Pipitone. E sarà soprattutto un grande concerto aperto a tutti con ingresso gratuito.
Sul palco saliranno Katia Ilardo (soprano), Lorena Scarlata (contralto), Samuele Di Leo (tenore) e Salvatore Grigoli (basso). Ad accompagnare il coro saranno Elia Tagliavia al primo pianoforte, Riccardo Scilipoti al secondo pianoforte e Andrea Gallina all’harmonium.
Il concerto inaugurale è realizzato per il Libero Consorzio comunale di Agrigento e rappresenta uno dei primi momenti del nuovo percorso culturale che accompagnerà la stagione del Teatro dell’Efebo.
TELEACRAS
“Momentum” approda al teatro dell’Efebo di Agrigento
“Momentum” approda al teatro dell’Efebo e la musica d’improvviso si tramuta in bellezza, in un connubio di storia e arte meravigliosamente arricchito da piante di essenze e colture diverse. Una serata. Un evento. Certo. Ma quanto basta per scolpire virtualmente nella parete di settentrione del Teatro, una serie di immagini che ne raccontano la storia. Immagini rimaste impresse nella memoria del pubblico. Di quelle numerose persone che hanno raggiunto Agrigento da diverse città e regioni del sud Italia. Creando le condizioni per favorire l’indotto turistico e alberghiero. Per comprenderne appieno il successo, è quasi d’obbligo fare un passo indietro. E raccontare “Momentum”, nato da un’idea di Mirko Franco, gestore insieme con Andrea Franco de La Rotta e de Al Calante. Idea che nel tempo è diventata simbolo del divertimento composto, dell’attrazione per il bello, ponendosi a un passo dalla storia di una città millenaria, qual è la Città dei templi.
“Momentum – spiega Andrea Franco -nasce dal desiderio di creare e rafforzare ad Agrigento l’indotto turistico proveniente, non solo dalla Sicilia, ma anche dalle altre regioni. Credo che un territorio debba crescere e svilupparsi attraverso la conoscenza che, a sua volta, promuove le attività locali, quali ristoranti, bed & breakfast, hotel, bar, … Momentum” nasce a La Rotta come un evento non calendarizzato, con un genere sonoro dedicato e artisti di spessore internazionale”.
-Da La Rotta, “Momentum” approda poi al teatro dell’Efebo…
“Sono innamorato del teatro dell’Efebo da sempre – aggiunge Mirko Franco – è un luogo che racchiude la storia millenaria e una enorme varietà di verde. Ho voluto fare in modo che tante altre persone scoprissero il teatro dell’Efebo, ne osservassero la bellezza e ne conoscessero la storia. E l’ho fatto creando un percorso di esperienza visiva ed emozionale al quale le persone hanno risposto benissimo. Il pubblico, tra l’altro, non era composto solo da agrigentini. Abbiamo registrato un’affluenza da diverse regioni del sud Italia. Tutto questo si è tradotto in lavoro per tantissime strutture ricettive e ristoranti che hanno registrato il pienone. Per me, dunque, è stato un risultato che mai mi sarei aspettato, una grandissima risposta alla curiosità dell’evento e al racconto, fatto con la comunicazione digitale, sulla cava e la sua storia. Le persone si sono incuriosite al punto che sono venute ad Agrigento proprio per vivere questa esperienza al Teatro”.
-“Momentum” al teatro dell’Efebo rimarrà un evento isolato?
“No, ci saranno altri eventi – concludono Mirko e Andrea Franco – “Momentum” tornerà al teatro dell’Efebo l’1 agosto prossimo ed è in programma una data successiva sulla quale stiamo lavorando”.
-Nel frattempo “Momentum” tornerà a La Rotta?
“No. “Momentum” rimarrà in pausa in attesa dell’evento di agosto”.
TELEACRAS
La “Petite Messe Solennelle” di Rossini inaugura la Stagione 2026 del Teatro dell’Efebo di Agrigento
Sarà la “Petite Messe Solennelle” di Gioachino Rossini ad alzare ufficialmente il sipario sulla Stagione 2026 del Teatro dell’Efebo, nel suggestivo scenario del Giardino Botanico del Libero Consorzio Comunale di Agrigento.
L’evento si svolgerà lunedì 22 giugno, con inizio alle ore 20.30, in uno dei luoghi più belli della città, dove natura, storia e cultura si incontrano per dare vita a un’esperienza artistica di grande intensità emotiva. Il concerto rappresenta un momento simbolico e programmatico: l’avvio di una stagione che punta a valorizzare il Teatro dell’Efebo come spazio privilegiato d’incontro tra le arti, il territorio e la comunità.
La celebre composizione rossiniana verrà eseguita nella versione originale per soli, coro, due pianoforti e armonium, con la partecipazione di Katia Ilardo (soprano), Lorena Scarlata (contralto), Samuele Di Leo (tenore), Salvatore Grigoli (basso), Elia Tagliavia (primo pianoforte), Riccardo Scilipoti (secondo pianoforte) e Andrea Gallina (armonium). Sul podio il Maestro Alessandra Pipitone, alla guida del Coro A. Scarlatti.
L’ingresso sarà gratuito, a conferma della volontà del Libero Consorzio di Agrigento di rendere la cultura accessibile e partecipata, offrendo ai cittadini e ai visitatori un’occasione unica per vivere la grande musica in un contesto di straordinaria bellezza paesaggistica.
«Aprire la Stagione 2026 del Teatro dell’Efebo con la “Petite Messe Solennelle” di Rossini – ha dichiarato il presidente del Libero Consorzio, Giuseppe Pendolino – significa ribadire il valore centrale della cultura e delle arti nella crescita civile di una comunità. La musica, il teatro e tutte le forme dell’espressione artistica rappresentano strumenti fondamentali di dialogo, conoscenza e coesione sociale.
In un tempo che spesso privilegia la velocità e la superficialità, l’arte ci invita alla riflessione, all’ascolto e alla ricerca della bellezza. Il Teatro dell’Efebo e il Giardino Botanico diventano così luoghi simbolici dove la bellezza della natura e quella dell’ingegno umano si incontrano, offrendo alla nostra comunità un patrimonio di emozioni e valori condivisi.
Con questo prestigioso concerto inaugurale, il Teatro dell’Efebo si prepara ad accogliere una nuova stagione all’insegna dell’eccellenza artistica, confermando il proprio ruolo di punto di riferimento culturale per Agrigento e per l’intero territorio».
LENTEPUBBLICA
Contenuti generati dall’IA: dal 2 agosto 2026 scattano gli obblighi di trasparenza dell’AI Act
Il confine tra ciò che è reale e ciò che è artificiale si fa ogni giorno più sottile. Ormai, distinguere un contenuto prodotto da un essere umano da quello generato da un’IA è diventato, per la maggior parte delle persone, praticamente impossibile.
Si pensi a un’immagine che circola sui social, a un articolo pubblicato da una testata online o a un video virale. Questi contenuti sono realizzati in modo così preciso e dettagliato da trarre in inganno anche gli utenti più esperti. È proprio per rispondere a questa problematica che la Commissione europea ha pubblicato lo scorso 10 giugno 2026 il Code of Practice on Transparency of AI-Generated Content, ovvero il codice di buone pratiche sulla marcatura e l’etichettatura dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale.
Un codice volontario in attesa degli obblighi vincolanti
Lo strumento adottato dalla Commissione ha, per ora, natura volontaria. Non si tratta ancora di un obbligo di legge, ma di un percorso preparatorio che anticipa quanto diventerà obbligatorio a partire dal 2 agosto 2026, quando entreranno in vigore le disposizioni sulla trasparenza previste dall’art. 50 del Regolamento UE 2024/1689, più noto come AI Act.
Chi aderisce al codice fin da subito potrà dimostrare alle autorità di vigilanza la propria conformità agli obblighi normativi, a condizione che la Commissione e il Comitato per l’IA abbiano previamente valutato il codice come adeguato.
Il documento è stato redatto da un collegio di sei esperti indipendenti, che si sono avvalsi anche del contributo di oltre 180 portatori di interessi, tra cui sviluppatori di sistemi di IA, operatori del settore, piccole e medie imprese, istituzioni accademiche, enti pubblici e organizzazioni della società civile.
Cosa cambierà dal 2 agosto: i tre pilastri della trasparenza
A partire dalla data di applicazione, tre obblighi specifici diventeranno vincolanti per chiunque sviluppi o distribuisca contenuti generati dall’intelligenza artificiale in Europa.
Il primo riguarda la marcatura automatica, per cui audio, immagini, video e testi prodotti o modificati da sistemi di IA dovranno essere contrassegnati in modo leggibile dalle macchine, così da consentire il rilevamento automatico della loro origine artificiale.
Il secondo obbligo impone un’etichettatura visibile per i cosiddetti deepfake – ovvero quei contenuti che riproducono in modo realistico persone, oggetti o situazioni al punto da sembrare autentici – e per i testi su questioni di interesse pubblico generati o manipolati dall’IA in assenza di revisione editoriale umana.
Il terzo, infine, tutela gli utenti che interagiscono con sistemi conversazionali. Chiunque utilizzi un chatbot dovrà essere informato in modo chiaro che si trova di fronte a un’intelligenza artificiale e non a un interlocutore umano.
Gli impegni per chi sviluppa sistemi di IA generativa
Il codice distingue nettamente tra chi produce i sistemi di IA e chi li utilizza per pubblicare contenuti. Per i fornitori di sistemi di intelligenza artificiale generativa sono previsti quattro impegni principali.
Sul fronte della marcatura tecnica, i firmatari sono tenuti ad adottare almeno due tecniche sovrapposte tra quelle disponibili, ossia metadati firmati digitalmente con marca temporale oppure watermark impercettibili. Per i testi di lunghezza superiore ai 200 token, il ricorso al watermark è obbligatorio.
I fornitori devono inoltre rendere disponibili strumenti di rilevamento dei contenuti artificiali, in linea di principio gratuiti. Fa eccezione chi conta meno di un milione di utenti attivi mensili, che può prevedere un corrispettivo, ma garantendo sempre l’accesso gratuito alle autorità di controllo del mercato. Entro il 2 febbraio 2027 questi strumenti dovranno essere interoperabili, fondati su standard aperti o su API pubbliche.
Sono previsti, infine, diversi impegni in materia di efficacia e affidabilità delle soluzioni tecniche adottate, nonché la cooperazione strutturata con le autorità nazionali competenti.
Gli obblighi per chi pubblica contenuti
La seconda sezione del codice si rivolge ai deployer, ossia agli operatori che utilizzano i sistemi di IA generativa per pubblicare contenuti rivolti al pubblico. L’obbligo di etichettatura visibile si applica in modo rigoroso ai deepfake – come definiti dall’art. 3, par. 60, dell’AI Act, ossia “un’immagine o un contenuto audio o video generato o manipolato dall’IA che assomiglia a persone, oggetti, luoghi, entità o eventi esistenti e che apparirebbe falsamente autentico o veritiero a una persona” – e ai testi su temi di rilevanza pubblica che non abbiano ricevuto un controllo editoriale umano prima della pubblicazione.
Per garantire la riconoscibilità, la Commissione ha predisposto un set di icone standardizzate a livello europeo, disponibili in varie tonalità di colore e da apporre direttamente sul contenuto. Le etichette previste indicano se un contenuto è stato interamente generato dall’IA (AI generated), modificato da essa (AI modified) oppure riportano semplicemente la sigla “AI” all’interno di un cerchio nella versione più essenziale.
GRANDNANGOLOAGRIGENTO.IT
la Soglia di anomalia calcolata male”: presentato ricorso contro da gara da quasi 3 milioniLa società ricorrente ha contestato il calcolo adoperato dagli uffici e chiede al Tar di annullare le procedure
Libero Consorzio Comunale di Agrigento scende in campo dinanzi alla giustizia amministrativa per difendere la regolarità delle proprie procedure di gara che hanno riguardato un maxi appalto di manutenzione delle proprie infrastrutture viarie.La vicenda affonda le sue radici nei recenti adempimenti amministrativi volti all’assegnazione dei lavori di manutenzione straordinaria lungo le strade provinciali della zona centro-nord per l’anno 2025, un appalto da circa 3 milioni di euro. Il contenzioso è stato innescato dal ricorso notificato lo scorso 25 maggio da una ditta individuale, in qualità di impresa mandataria capogruppo, che ha impugnato i verbali e i provvedimenti che la vedevano esclusa dal gradino più alto del podio nell’aggiudicazione dell’appalto.Al centro della controversia legale vi è, in particolare, la determinazione dirigenziale numero 799 del 22 aprile 2026, con cui l’amministrazione ha approvato l’aggiudicazione definitiva in favore di un’impresa contro interessata. La ditta ricorrente contesta le operazioni di gara condotte dall’ufficio, focalizzando le proprie censure sul calcolo della soglia di anomalia. Secondo la tesi della ricorrente, la soglia individuata dall’Ente nel valore percentuale del 32,363213% risulterebbe inficiata da errori procedurali. L’impresa sostiene che una corretta applicazione delle formule matematiche previste dalla normativa sui contratti pubblici l’avrebbe collocata al primo posto, scalzando la ditta provvisoriamente vincitrice.Oltre all’annullamento degli atti, previa sospensione cautelare d’urgenza, l’operatore economico ha richiesto al TAR la dichiarazione di inefficacia dell’eventuale contratto d’appalto nel frattempo stipulato.