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Rassegna stampa del 26 giugno 2026

 

AGRIGENTONOTIZIE
Viadotto Re riaperto e pronto per l'estate: più sicurezza con il nuovo sistema "guard led"

Gli interventi hanno riguardato il rinforzo strutturale mediante fibre di carbonio, opere di sostegno con paratie, il rifacimento del piano viabile, la sostituzione degli apparecchi di appoggio e l’installazione di nuove barriere
Dopo mesi di lavori e con qualche settimana di anticipo rispetto al periodo di maggiore traffico estivo, il viadotto Re torna percorribile. È stato infatti riaperto al transito il collegamento lungo la strada statale 115 “Sud Occidentale Sicula” in territorio di Porto Empedocle. La riapertura arriva al termine di un articolato intervento di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza che ha interessato una delle infrastrutture più strategiche per la viabilità della zona.
Secondo quanto comunicato da Anas, i lavori sono stati completati grazie all’attività svolta dal personale dell’azienda e dall’impresa Torsten Costruzioni impegnata direttamente nel cantiere. Dal punto di vista tecnico, gli interventi hanno riguardato il rinforzo strutturale mediante fibre di carbonio, opere di sostegno con paratie, il rifacimento del piano viabile, la sostituzione degli apparecchi di appoggio e l’installazione di nuove barriere di sicurezza.
Tra le novità introdotte figura il sistema “Guard led”, una tecnologia che integra dispositivi luminosi ad alta visibilità con l’obiettivo di migliorare la lettura del tracciato e la percezione delle barriere soprattutto nelle ore serali e in condizioni di ridotta visibilità. Particolarmente delicata è stata anche la sostituzione degli apparecchi di appoggio del viadotto, effettuata attraverso attrezzature speciali che hanno consentito il sollevamento delle campate fino a circa un metro e mezzo.
Anas sottolinea inoltre il lavoro svolto insieme alla Prefettura di Agrigento, al Libero consorzio comunale, al Comune di Porto Empedocle e alle forze dell’ordine per garantire continuità alla circolazione e gestione della viabilità durante tutte le fasi del cantiere.
Resta ancora aperto il cantiere sulla statale 115 Ter dove proseguono gli interventi di ammodernamento delle barriere di sicurezza. Al momento è attiva una limitazione della circolazione con unico senso di marcia che sarà rimossa una volta concluse le lavorazioni.
Carmina (M5S): “Grande sollievo per gli automobilisti”
“È un grande sollievo per gli automobilisti. Mi preme ringraziare l’Anas regionale ed in particolare l’ingegnere Montesano per l’impegno assunto e mantenuto, dopo le mie sollecitazioni telefoniche con Anas, le mie interrogazioni parlamentari e le note stampa continue, la riapertura del Viadotto Re completamente ammodernato e messo in sicurezza avviene con 2 giorni di anticipo rispetto il cronoprogramma e prima dell’ultimo week-estivo di giugno”. Sono le parole della deputata Ida Carmina del Movimento 5 stelle.
“Il mio impegno da parlamentare per il territorio e la viabilità agrigentina - aggiunge - continua senza soste, per mettere la parola fine alle altre criticità in corso nella viabilità primaria per gli automobilisti agrigentini, in primis la riapertura del viadotto Maddalusa a fine ottobre 2026 e del nuovo ponte di Milena sulla statale Agrigento-Palermo con apertura prevista a gennaio 2027 sono degli obiettivi che devono essere portati a termine come da tabella di marcia”.



LENTEPUBBLICA
Procedimenti disciplinari nella PA: email valgono sempre come prova

E-mail nei procedimenti disciplinari: la Cassazione conferma il loro valore come prova anche se vengono contestate.
La posta elettronica è ormai uno degli strumenti di lavoro più utilizzati all’interno delle pubbliche amministrazioni. Comunicazioni operative, scambi tra uffici, richieste di chiarimenti e indicazioni tecniche passano quotidianamente attraverso le e-mail, che finiscono inevitabilmente per assumere un ruolo centrale anche quando insorgono controversie tra dipendenti e amministrazione.
Proprio su questo tema interviene una recente pronuncia della Corte di Cassazione, destinata ad avere ricadute pratiche importanti per gli enti pubblici e per chi si occupa di procedimenti disciplinari. L’Ordinanza n. 4115 del 24 febbraio 2026, richiamata anche nelle più recenti segnalazioni giurisprudenziali dell’ARAN, ribadisce infatti un principio destinato a orientare le future decisioni: una e-mail non perde automaticamente efficacia probatoria solo perché viene contestata dalla parte contro cui è prodotta.
Si tratta di un chiarimento che interessa da vicino dirigenti, responsabili degli Uffici Procedimenti Disciplinari (UPD), segretari comunali e operatori delle risorse umane, chiamati sempre più spesso a ricostruire fatti e responsabilità anche attraverso documentazione informatica.
Il caso esaminato dalla Corte
La vicenda trae origine da un procedimento disciplinare avviato nei confronti di una dipendente comunale, sanzionata con una sospensione dal servizio e dalla retribuzione. Al centro della controversia vi erano alcune operazioni effettuate sul sistema informatico dell’ente e l’individuazione del soggetto che aveva materialmente eseguito gli accessi.
Nel corso del giudizio erano state prodotte diverse comunicazioni e-mail intercorse tra l’ufficio legale del Comune e la società incaricata della gestione del sistema informatico. Proprio il valore di questi messaggi elettronici è diventato uno dei principali punti di scontro tra le parti.
In primo grado il Tribunale aveva ritenuto insufficienti gli elementi raccolti per attribuire con certezza le operazioni contestate alla dipendente. La Corte d’Appello, invece, dopo avere approfondito ulteriormente l’istruttoria, è giunta a conclusioni differenti, valorizzando anche il contenuto delle comunicazioni elettroniche insieme agli altri elementi acquisiti durante il processo. La Cassazione ha infine confermato questo approccio.
Una e-mail è un documento informatico
La Suprema Corte richiama un orientamento ormai consolidato secondo cui il messaggio di posta elettronica costituisce un vero e proprio documento elettronico.
Sebbene una normale e-mail non sia necessariamente firmata digitalmente, essa rappresenta comunque un documento informatico contenente dati e informazioni giuridicamente rilevanti. Per questa ragione rientra tra le riproduzioni informatiche previste dall’articolo 2712 del Codice civile.
La conseguenza è significativa. Se il destinatario non ne contesta la conformità ai fatti rappresentati, il messaggio può costituire piena prova di quanto documentato.
Ma la pronuncia affronta soprattutto l’ipotesi opposta, cioè quella in cui il contenuto della comunicazione venga formalmente disconosciuto.
Contestare una e-mail non significa eliminarla dal processo
È questo il passaggio più interessante dell’ordinanza.
La Cassazione precisa infatti che il disconoscimento della conformità di una e-mail non comporta la sua automatica inutilizzabilità.
Il giudice non può semplicemente ignorarla o eliminarla dal fascicolo processuale. Al contrario, è tenuto a prenderla comunque in considerazione, valutandola insieme a tutto il restante materiale probatorio disponibile.
In sostanza, la contestazione fa venir meno l’efficacia di prova piena, ma non impedisce al documento di concorrere alla formazione del convincimento del giudice.
La posta elettronica può quindi continuare ad assumere rilevanza probatoria quando trova riscontro in altri documenti, testimonianze, elementi tecnici o circostanze emerse nel corso dell’istruttoria.
Il giudice deve valutare il quadro nel suo insieme
La decisione conferma un principio fondamentale del processo civile e del contenzioso del lavoro: le prove non devono essere esaminate in maniera isolata.
Le comunicazioni elettroniche rappresentano soltanto uno degli elementi che concorrono alla ricostruzione dei fatti. Per questo motivo il giudice deve inserirle in un contesto più ampio, verificandone la coerenza con tutti gli altri dati raccolti.
Nel caso specifico, la Corte d’Appello non si è limitata a leggere le e-mail, ma le ha confrontate con ulteriori documenti tecnici, con la documentazione prodotta dalle parti e con le dichiarazioni testimoniali acquisite nel corso del giudizio.
Secondo la Cassazione, proprio questa valutazione complessiva ha consentito di ricostruire in maniera più attendibile l’intera vicenda disciplinare.
Nessuna verificazione come accade per le scritture private
La pronuncia affronta anche un aspetto strettamente processuale che potrebbe avere effetti pratici rilevanti.
La lavoratrice sosteneva che, dopo avere contestato le e-mail, il Comune avrebbe dovuto promuovere una procedura di verificazione analoga a quella prevista per le scritture private.
La Cassazione respinge questa impostazione.
I messaggi di posta elettronica ordinaria, infatti, non sono equiparabili alle scritture private sottoscritte disciplinate dall’articolo 2702 del Codice civile. Di conseguenza non opera il medesimo meccanismo processuale previsto per il disconoscimento delle firme.
Il giudice può quindi accertarne l’attendibilità attraverso altri mezzi istruttori, senza che sia necessaria una specifica procedura di verificazione.
L’importanza dei poteri istruttori del giudice
Un altro tema affrontato riguarda l’attività istruttoria svolta dalla Corte d’Appello.
Per chiarire alcuni aspetti tecnici emersi proprio dalle comunicazioni elettroniche, il giudice aveva disposto l’audizione di una testimone che aveva partecipato agli scambi di e-mail.
Anche questa scelta viene ritenuta pienamente legittima dalla Cassazione.
Secondo la Suprema Corte, nel processo del lavoro il giudice dispone di ampi poteri istruttori quando dagli atti emergono elementi che meritano ulteriori approfondimenti e che possono risultare decisivi per l’accertamento della verità materiale.
L’obiettivo resta quello di ricostruire i fatti nella maniera più completa possibile, senza fermarsi a una valutazione meramente formale della documentazione disponibile.
Quali conseguenze per le amministrazioni pubbliche
La decisione offre indicazioni operative che le amministrazioni difficilmente potranno ignorare.
Da un lato conferma quanto sia importante gestire correttamente la conservazione delle comunicazioni digitali, che possono assumere un ruolo determinante in eventuali contenziosi.
Dall’altro evidenzia come la semplice contestazione di una e-mail non sia sufficiente a neutralizzarne il contenuto.
Per gli Uffici Procedimenti Disciplinari ciò significa che le comunicazioni elettroniche possono continuare a rappresentare un elemento istruttorio significativo, purché inserite all’interno di un quadro probatorio coerente e supportate da ulteriori riscontri.
Anche per i dipendenti pubblici la pronuncia rappresenta un promemoria importante. Le comunicazioni inviate attraverso gli strumenti informatici dell’amministrazione possono assumere rilievo processuale e contribuire, insieme ad altri elementi, alla ricostruzione dei fatti oggetto di contestazione.
Una decisione destinata a diventare un punto di riferimento
L’ordinanza n. 4115 del 2026 non introduce un principio completamente nuovo, ma consolida un orientamento che negli ultimi anni la giurisprudenza ha progressivamente rafforzato.
Il messaggio che emerge è chiaro: nel processo del lavoro e nei procedimenti disciplinari della pubblica amministrazione la ricerca della verità materiale prevale su una lettura eccessivamente formalistica delle prove.
Le e-mail non rappresentano automaticamente una prova decisiva, ma nemmeno possono essere escluse dal giudizio soltanto perché contestate. Sarà sempre il giudice, valutando l’intero quadro istruttorio, a stabilire quale peso attribuire alle comunicazioni elettroniche e quale contributo possano offrire all’accertamento dei fatti.
In un’amministrazione sempre più digitalizzata, dove buona parte delle attività quotidiane viene documentata attraverso strumenti informatici, questa pronuncia conferma come la posta elettronica sia ormai destinata a occupare un ruolo sempre più centrale anche nelle controversie di lavoro.




LENTEPUBBLICA
Anche nel CCNL Funzioni Locali 2025-2027 c'è spazio per l'Intelligenza Artificiale

Rinnovo CCNL Funzioni Locali 2025-2027: l’intelligenza artificiale entra nel contratto, più tutele per i lavoratori e nuove regole su ferie, congedi e retribuzioni.
Il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro delle Funzioni Locali 2025-2027 entra in una fase decisiva. Il confronto tra l’Aran e le organizzazioni sindacali continua infatti a registrare progressi su numerosi aspetti dell’accordo, delineando un testo che punta a coniugare innovazione organizzativa, tutela dei dipendenti e modernizzazione della pubblica amministrazione.
Tra le novità che stanno attirando maggiore attenzione figura l’introduzione, per la prima volta, di un Titolo interamente dedicato all’intelligenza artificiale, destinato a disciplinare l’impiego dei sistemi di IA negli enti locali. Una scelta che fotografa il cambiamento in atto nella pubblica amministrazione e che prova a stabilire un equilibrio tra sviluppo tecnologico e garanzie per il personale.
Il prossimo appuntamento tra le parti è stato fissato per il 7 luglio 2026, data nella quale il negoziato entrerà in una nuova fase con l’obiettivo dichiarato di arrivare alla firma del contratto in tempi contenuti.
L’intelligenza artificiale entra ufficialmente nel contratto collettivo
Tra gli elementi più innovativi della bozza contrattuale spicca senza dubbio la disciplina dedicata all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro.
L’impostazione scelta non vieta il ricorso alle nuove tecnologie, ma ne definisce con precisione le condizioni di utilizzo. L’obiettivo è favorire l’innovazione senza compromettere i diritti dei lavoratori o affidare alle macchine decisioni che incidono direttamente sul rapporto di impiego.
La proposta attualmente sul tavolo introduce tre principi destinati a diventare punti di riferimento per gli enti locali.
Il primo riguarda l’obbligo di informare preventivamente le organizzazioni sindacali prima dell’introduzione di sistemi di IA nei processi lavorativi. Le amministrazioni dovranno quindi comunicare in anticipo finalità, modalità di utilizzo e possibili effetti delle nuove tecnologie sull’organizzazione del lavoro.
Il secondo principio rappresenta probabilmente la novità più significativa: nessuna decisione che produca effetti giuridici sul rapporto di lavoro potrà essere assunta esclusivamente da un sistema automatizzato. Sarà sempre necessario un intervento umano adeguato, capace di valutare il singolo caso e assumersi la responsabilità della decisione finale.
Il terzo pilastro riguarda invece la formazione. Le amministrazioni saranno chiamate a promuovere percorsi dedicati affinché il personale possa utilizzare gli strumenti di intelligenza artificiale in modo consapevole, corretto e responsabile, evitando che il cambiamento tecnologico diventi un elemento di disorientamento o di esclusione professionale.
Un contratto che guarda alla trasformazione della Pubblica Amministrazione
La scelta di inserire un capitolo specifico sull’IA rappresenta un segnale del cambiamento che sta interessando l’intero settore pubblico.
Negli ultimi anni gli enti locali hanno accelerato i processi di digitalizzazione e oggi molte amministrazioni stanno sperimentando strumenti basati sull’intelligenza artificiale per supportare attività amministrative, gestione documentale, assistenza agli utenti e analisi dei dati.
Il contratto sembra voler anticipare questa evoluzione, fissando alcune regole di carattere generale prima che tali strumenti diventino parte integrante dell’organizzazione quotidiana degli uffici.
Secondo il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, il confronto sta procedendo in modo costruttivo e il nuovo contratto intende accompagnare le trasformazioni del lavoro pubblico, favorendo un utilizzo delle tecnologie che sia compatibile con la tutela delle persone e con l’evoluzione delle amministrazioni.
Ferie uguali per tutti fin dal primo giorno
Tra gli interventi destinati ad avere effetti concreti sulla vita dei dipendenti figura anche la revisione della disciplina delle ferie.
La bozza elimina infatti una differenza di trattamento che distingueva i neoassunti dai lavoratori con maggiore anzianità di servizio. Se il testo verrà confermato, tutti i dipendenti avranno diritto allo stesso numero di giorni di ferie sin dall’inizio del rapporto di lavoro.
Si tratta di una modifica che punta a uniformare il trattamento del personale e a superare una distinzione ritenuta ormai non più coerente con l’attuale organizzazione del lavoro pubblico.
Accanto a questa novità compare anche una misura destinata a incidere sulla retribuzione durante i periodi di riposo.
Recependo gli orientamenti giurisprudenziali più recenti, il contratto introduce infatti un’indennità giornaliera calcolata sulla media delle indennità di turno e di servizio esterno percepite nell’anno precedente, così da rendere il trattamento economico durante le ferie più vicino alla retribuzione ordinariamente percepita.
Più flessibilità nell’orario di lavoro e nuove tutele per chi assiste i familiari
Un altro capitolo del negoziato riguarda la gestione dell’orario di lavoro.
La proposta amplia la platea dei dipendenti che potranno beneficiare della flessibilità oraria, comprendendo anche coloro che risiedono in località particolarmente distanti dalla sede di servizio.
Contestualmente viene esteso fino a tre mesi il termine entro il quale recuperare l’eventuale debito orario, offrendo alle amministrazioni e ai lavoratori una gestione più elastica dell’organizzazione lavorativa.
Importanti cambiamenti interessano anche l’istituto delle ferie e dei riposi solidali.
Se in passato la possibilità di ricevere giornate cedute dai colleghi era sostanzialmente limitata ai genitori con figli minori, la nuova disciplina amplia sensibilmente i beneficiari. Potranno accedere a questo strumento anche i dipendenti che devono assistere il coniuge oppure parenti e affini entro il secondo grado, rafforzando così il sostegno alle esigenze di cura familiare.
Congedi, malattie oncologiche e maggiore attenzione alla persona
La bozza interviene anche sul fronte della conciliazione tra vita privata e attività lavorativa.
Per quanto riguarda i congedi parentali, vengono introdotti chiarimenti sulle modalità di conteggio dei giorni festivi nei periodi di fruizione, sia quando il congedo viene utilizzato in modo continuativo sia quando viene richiesto in maniera frazionata.
Parallelamente trovano spazio nuove misure di tutela per i dipendenti affetti da patologie oncologiche.
Il testo riconosce specifici permessi dedicati e richiama inoltre la possibilità di usufruire del congedo previsto dalla legge n. 106 del 18 luglio 2025, rafforzando gli strumenti di protezione per i lavoratori che affrontano percorsi di cura particolarmente delicati.
Progressioni economiche, nuove professionalità e controllo dell’inflazione
Il rinnovo contrattuale non si limita agli aspetti organizzativi.
La bozza aggiorna infatti anche alcune regole dell’ordinamento professionale, recependo il profilo del social media e digital manager, figura sempre più presente nelle amministrazioni impegnate nella comunicazione istituzionale e nella gestione dei servizi digitali.
Cambiano inoltre i criteri delle progressioni economiche, con un sistema che attribuisce maggiore peso all’esperienza professionale maturata dal personale.
Novità sono previste anche per il Fondo delle risorse decentrate negli enti privi di dirigenza, mentre sul piano economico viene introdotto un meccanismo di confronto periodico tra Aran e sindacati per monitorare l’andamento delle retribuzioni contrattuali e verificarne l’evoluzione rispetto all’inflazione.
La bozza contiene infine una specifica disposizione dedicata alla parità retributiva tra uomini e donne, rafforzando il principio dell’uguaglianza salariale anche all’interno del comparto delle Funzioni Locali.
Il confronto entra nella fase decisiva
Il negoziato proseguirà nelle prossime settimane con un calendario già definito. Il prossimo incontro del 7 luglio rappresenterà un passaggio importante per verificare se esistano le condizioni per avvicinarsi alla sottoscrizione definitiva del contratto.
Nel suo complesso, la bozza restituisce l’immagine di un rinnovo che non si limita agli aspetti economici, ma prova ad aggiornare le regole del lavoro pubblico alla luce delle trasformazioni degli ultimi anni. Digitalizzazione, organizzazione del lavoro, tutela della persona, valorizzazione delle competenze e nuovi diritti diventano così elementi centrali di un contratto destinato a incidere sull’attività quotidiana di migliaia di dipendenti degli enti locali.
Se le disposizioni oggi in discussione saranno confermate nel testo finale, il Ccnl 2025-2027 potrebbe rappresentare uno dei rinnovi più significativi degli ultimi anni, soprattutto per aver introdotto, per la prima volta, una disciplina organica sull’impiego dell’intelligenza artificiale nel pubblico impiego, fissando principi che potrebbero diventare un punto di riferimento anche per altri comparti della Pubblica Amministrazione.




GIORNALE  DI SICILIA 
Campo largo, arriva la scossa Di Paola. E le primarie in Sicilia sono già in bilico

Dopo la candidatura del leader dei 5 Stelle, apertura di Pd e Avs: «Se ci sarà condivisione su un nome, si potrà rinunciare ai gazebo». La Vardera dice no e rifiuta il patto su Palermo A tre giorni dall’apertura del tavolo dei leader del centrosinistra, lunedì pomeriggio, le primarie per la scelta del candidato presidente della Regione non sono più un mantra. È il primo effetto della candidatura di Nuccio Di Paola, coordinatore dei 5 Stelle, che ha rotto gli indugi dicendosi pronto a guidare il campo largo evitando i gazebo e facendosi garante di un patto con gli alleati sul programma.
Non è ancora una investitura, ma commentando la proposta che Di Paola ha affidato al Giornale di Sicilia i segretari di partito hanno iniziato a svelare la vera strategia elettorale. E così all’apertura arrivata da Pd e Avs su una intesa che permetta di rinunciare ai gazebo corrisponde il no secco di La Vardera al patto, propostogli da Di Paola, per un suo passo indietro nella corsa a Palazzo d’Orleans in cambio di un sostegno pieno del centrosinistra alla sua candidatura a sindaco di Palermo.
È iniziata così una partita a scacchi all’interno del campo largo. Anthony Barbagallo, segretario del Pd, non si è impuntato sulle primarie malgrado la direzione regionale del partito le avesse deliberate appena due settimane fa: «Se dovessero emergere nomi così autorevoli e che maturino una grande condivisione all’interno della coalizione, potrei valutare di sottoporre alla direzione una deroga alle primarie. A condizione che il nome sia condiviso da tutto il gruppo dirigente del partito»



GIORNALE DI SICILIA 
Sicilia, la profezia di Bankitalia: «L'isola ha dieci anni per diventare il motore economico del Mediterraneo»

Bankitalia promuove il risanamento dei conti della Regione Siciliana e indica un obiettivo ambizioso: trasformare l'Isola nel luogo più conveniente del Mediterraneo per investire, innovare e produrre. Restano però criticità nei bilanci dei Comuni e segnali di rallentamento della crescita economica«L'obiettivo del prossimo decennio dovrebbe essere quello di fare della Sicilia il luogo più conveniente del Mediterraneo per investire, innovare e produrre. Le risorse ci sono. La responsabilità è all’altezza della storia». Lo ha detto Gian Luca Trequattrini, vicedirettore generale della Banca d’Italia, che nella sede palermitana dell’istituto, ha incontrato, tra gli altri, il presidente della Regione siciliana Renato Schifani, nel corso della presentazione del rapporto annuale (2025) sull'economia siciliana.
Nel suo intervento, Trequattrini ha sottolineato come «il risanamento dei conti pubblici regionali rappresenti un progresso importante. La ripresa degli investimenti pubblici è un segnale incoraggiante - ha affermato - e i fondi europei e il Pnrr offrono risorse straordinarie. Il rallentamento del 2025 - con il Pil regionale allo 0,6 per cento, rispetto all’1,8 del 2024 - segnala che la crescita degli anni precedenti era sostenuta anche da stimoli temporanei, e che la trasformazione strutturale non è ancora consolidata - ha osservato il vicedirettore di Bankitalia - Completarla richiede competenze, continuità di impegno e visione strategica: la direzione è quella giusta, il passo va consolidato».
«Uno dei dati più significativi riguarda il percorso di risanamento della Regione siciliana - afferma Trequattrini - L’ente ha conseguito il pieno rientro dal pregresso disavanzo, registrando a fine 2024 un saldo attivo pari a 449 euro pro capite, rispetto al -188 dell’anno precedente. Il miglioramento è dovuto all’incremento delle entrate, al contenimento e alla riqualificazione della spesa derivante anche dall’applicazione delle misure previste dall’accordo Stato-Regione del 16 ottobre 2023 per il rientro dal disavanzo - puntualizza il vicedirettore - La Regione Siciliana ha percorso questo cammino con determinazione». Non può mancare l’altro lato della medaglia: «il comparto comunale racconta tuttavia una storia diversa. Solo il 60 per cento dei comuni siciliani ha conseguito un avanzo di bilancio, contro l’88 per cento della media nazionale. Oltre il 70 per cento degli abitanti siciliani risiede in un comune in disavanzo, contro il 26 per cento degli italiani. Sessantatré comuni versano in stato di dissesto finanziario, un quarto dei quali da oltre cinque anni, mentre altri 38 sono in riequilibrio finanziario», conclude il dirigente di Bankitalia.





GIORNALE DI SICILIA 
Schifani, «Dal rapporto arriva la conferma di una regione che cresce. Stiamo mettendo i conti in ordine»

Il presidente della regione ricorda tra i risultati raggiunti « il pieno rientro dal disavanzo e il saldo attivo di bilancio»
«Il Rapporto della Banca d’Italia conferma che la Sicilia sta continuando a crescere che le scelte compiute in questi anni stanno producendo risultati concreti». Lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. «Nel 2025 - prosegue - l’economia regionale è aumentata dello 0,6 per cento, con una crescita superiore alla media nazionale. Sono dati incoraggianti che si accompagnano all’aumento dell’occupazione, alla crescita delle presenze turistiche e al rafforzamento del sistema produttivo. Particolarmente significativo è il risultato delle imprese: oltre l’80 per cento delle aziende siciliane ha chiuso l’esercizio in utile, mentre le esportazioni non petrolifere sono cresciute del 7,1 per cento, trainate da comparti strategici come agroalimentare, elettronica e cantieristica navale». «Positivi - prosegue - anche gli investimenti e il settore delle costruzioni, sostenuto dalle opere pubbliche e dalle risorse del Pnrr». «Un riconoscimento importante - sottolinea - arriva anche sul fronte dei conti pubblici: la Regione Siciliana ha raggiunto il pieno rientro dal disavanzo, registrando un saldo attivo di bilancio. E’ il risultato di una gestione rigorosa e responsabile che ci consente oggi di guardare al futuro con maggiore fiducia. Continueremo a lavorare per consolidare questa crescita e creare nuove opportunità per cittadini e imprese».



GIORNALE DI SICILIA 
«Benessere dei siciliani è sotto la media nazionale e del Mezzogiorno»

Il dato emerge dal rapporto di Bankitalia sull'economia della Sicilia. Il benessere è stato calcolato grazie a 58 indicatori. Maglia nera ad Agrigento
La Sicilia «ha registrato un livello di benessere complessivo nettamente inferiore alla media nazionale e leggermente al di sotto di quello del Mezzogiorno». Il dato emerge dal rapporto di  Bankitalia  sull'economia della Sicili. Il dato appare nel riquadro dedicato al Bes (Benessere equo e sostenibile), indicatore delle condizioni economiche, sociali, ambientali e istituzionali che incidono sulla qualità della vita delle persone. «I divari più marcati con l’Italia e, in misura minore, con la macroarea di riferimento - spiuega il Rapporto - si osservano nell’ambito capitale umano e sociale e in quello economia e lavoro; per il primo, sono riconducibili a livelli inferiori nel dominio relativo a salute, istruzione e competenze mentre per il secondo ambito dipendono da livelli occupazionali che, sebbene in miglioramento, risultano più bassi della media nazionale e caratterizzati da un livello maggiore di precarietà, oltre che da un quadro economico meno solido, con redditi medi inferiori, una maggiore diffusione di situazioni di difficoltà economica e una minore intensità innovativa. Negli ambiti relazioni e istituzioni e qualità del contesto e ambiente i livelli regionali risultano entrambi sostanzialmente in linea con la media del mezzogiorno, sebbene inferiori a quella nazionale». Un sottoinsieme di 58 indicatori disponibili anche a livello provinciale mostra «una distribuzione territoriale del benessere lievemente eterogenea all’interno della regione, con un valore minimo ad Agrigento e massimo a Messina (rispettivamente 94 e 105, posta pari a 100 la media siciliana). Nel complesso, le differenze interne si sono ridotte negli ultimi anni grazie prevalentemente al miglioramento registrato nelle province che presentavano inizialmente livelli più bassi, in particolare nell’ambito economia e lavoro».


LENTEPUBBLICA.IT

Turnover nella PA, ecco come sta cambiando il "posto fisso"

PA, il turnover cambia volto: più mobilità, nuovi talenti e l’intelligenza artificiale ridisegnano il lavoro pubblico.La Pubblica Amministrazione italiana sta attraversando una delle trasformazioni più profonde degli ultimi decenni. Dopo anni caratterizzati da blocchi delle assunzioni, riduzione degli organici e limitate opportunità di ingresso, oggi il settore pubblico si trova di fronte a uno scenario completamente diverso. Da un lato si prepara a gestire un ricambio generazionale senza precedenti, dall’altro deve affrontare l’impatto sempre più rilevante delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, che stanno modificando competenze, organizzazione del lavoro e profili professionali richiesti.Il quadro emerge con chiarezza dal rapporto elaborato da Randstad Research, secondo cui la PA italiana sta progressivamente superando la tradizionale separazione rispetto al settore privato. Non si tratta soltanto di un aumento delle assunzioni, ma di un cambiamento culturale che rende il lavoro pubblico sempre più dinamico, competitivo e capace di attrarre professionalità che fino a pochi anni fa difficilmente avrebbero scelto un’amministrazione pubblica come prospettiva di carriera.
Una Pubblica Amministrazione chiamata a reinventarsiIl prossimo decennio sarà determinante per il futuro della macchina pubblica italiana. Migliaia di dipendenti raggiungeranno infatti l’età pensionabile, determinando un ricambio di personale di dimensioni eccezionali. Questo fenomeno, che potrebbe apparire come un elemento di criticità, rappresenta invece anche un’occasione irripetibile per rinnovare competenze, modelli organizzativi e modalità operative.Parallelamente, la crescente diffusione dell’intelligenza artificiale e degli strumenti digitali sta modificando profondamente molte attività amministrative. Numerose mansioni tradizionali saranno progressivamente automatizzate, mentre crescerà la domanda di figure capaci di gestire dati, progettare servizi digitali, coordinare processi complessi e utilizzare in modo consapevole le nuove tecnologie.L’incontro tra questi due fenomeni — il ricambio generazionale e la trasformazione digitale — potrebbe consentire alla Pubblica Amministrazione di compiere un deciso salto di qualità. Se accompagnato da adeguate politiche di reclutamento, formazione e valorizzazione del personale, questo cambiamento potrebbe tradursi in una maggiore produttività, servizi più efficienti e una capacità superiore di sostenere lo sviluppo economico del Paese.Il saldo occupazionale torna finalmente positivoUno degli elementi più significativi messi in evidenza dal rapporto riguarda l’inversione di tendenza registrata negli ultimi anni sul fronte dell’occupazione pubblica.Il 2023 rappresenta infatti un punto di svolta: per la prima volta dopo oltre dieci anni, il saldo tra nuove assunzioni e uscite dal servizio torna ad essere positivo. L’incremento supera le 12.700 unità, un risultato che interrompe una lunga fase caratterizzata dalla progressiva riduzione degli organici.Un contributo particolarmente rilevante arriva dalla componente femminile, protagonista della crescita registrata nell’ultimo anno. Si tratta di un dato che conferma come la PA continui a rappresentare un importante canale di occupazione qualificata, soprattutto per le donne.Questo risultato assume un significato ancora più rilevante se letto nel contesto delle politiche di contenimento della spesa pubblica che, per molti anni, avevano fortemente limitato la possibilità di sostituire il personale in uscita.





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