LIVESICILIA
Fondi Ue, via libera alla rimodulazione da 34 milioni per le aree interne
Più risorse per viabilità, spazi pubblici e turismo
PALERMO – La giunta regionale ha approvato una rimodulazione di circa 34 milioni di euro nell’ambito delle strategie territoriali del Pr Fesr Sicilia 2021-2027, con l’obiettivo di finanziare un numero maggiore di interventi nelle aree interne dell’Isola. Il provvedimento, proposto dal presidente della Regione Renato Schifani, riguarda le coalizioni territoriali dei Sicani, della Val Simeto, del Calatino e del Calatino Sud Simeto.
I fondi Ue
“Questa nuova ripartizione consentirà di intervenire più efficacemente nei territori interessati, con progetti pienamente rispondenti alle necessità delle comunità», afferma Schifani. «Le aree interne rivestono una grande importanza sociale, economica e culturale e sono oggetto di una riscoperta da parte di un turismo di qualità che ricerca il contatto con la natura e con realtà dall’identità genuina. Per questo il mio governo ha deciso di finanziare ulteriormente le azioni relative alla viabilità, alla valorizzazione del patrimonio e all’accoglienza turistica”.
La riprogrammazione interessa una decina di azioni, soprattutto nei settori della mobilità locale, della riqualificazione degli spazi pubblici, della valorizzazione del patrimonio e dell’accoglienza turistica.
Nel dettaglio, vengono destinati 15,2 milioni di euro in più agli interventi per il miglioramento della sicurezza e della funzionalità della rete stradale. Altri 13,6 milioni finanzieranno progetti di riqualificazione di strutture e spazi pubblici a servizio del tessuto produttivo locale e di valorizzazione del patrimonio identitario. Crescono inoltre di circa 5 milioni di euro le risorse per il rafforzamento dei sistemi di accoglienza turistica e per il miglioramento dell’accessibilità dei principali attrattori. Previsto anche un incremento di oltre 120 mila euro per interventi di efficientamento energetico delle reti di illuminazione pubblica.
La programmazione
Le proposte di rimodulazione sono state presentate dalle quattro aree interne su invito del dipartimento Programmazione della Presidenza della Regione, che coordina l’Autorità di gestione del Pr Fesr 2021-2027. L’obiettivo è redistribuire le risorse all’interno dello stesso obiettivo specifico del programma europeo, così da finanziare un numero maggiore di progetti già selezionati. Le richieste sono state validate anche dai dipartimenti regionali competenti.
Con questa operazione, le risorse interessate dalla riprogrammazione per le quattro autorità territoriali raggiungono complessivamente circa 110 milioni di euro.
A inizio anno la giunta aveva già approvato analoghe rimodulazioni richieste dalle otto Aree urbane funzionali e da altre cinque aree interne. Complessivamente, il programma destina 648 milioni di euro alle aree urbane funzionali e 339 milioni alle undici aree interne. Considerando anche i sistemi intercomunali di rango urbano e le isole minori, le risorse complessive per le politiche territoriali ammontano a 1 miliardo e 257 milioni di euro.
AGERIGENTOOGGI
Papa Leone XIV a Lampedusa, scatta il piano della Protezione civile del Libero Consorzio
LAMPEDUSA. La macchina organizzativa è già operativa in vista della visita di Papa Leone XIV a Lampedusa, in programma il prossimo 4 luglio. Il Servizio di Protezione civile del Libero Consorzio comunale di Agrigento ha attivato il dispositivo di supporto che affiancherà le altre istituzioni impegnate nella gestione dell’evento, con l’obiettivo di garantire assistenza alla popolazione e ai numerosi fedeli che raggiungeranno l’isola per accogliere il Pontefice.
L’attività sarà svolta in raccordo con le autorità competenti e con il sistema regionale di Protezione civile. Sono previsti servizi di accoglienza, informazione e assistenza ai pellegrini nelle aree interessate dalla visita papale, per assicurare il regolare svolgimento della giornata e favorire una gestione ordinata dei flussi di persone.
Pendolino: «Evento storico»
Il presidente del Libero Consorzio comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, già presente a Lampedusa per seguire i preparativi, ha definito la visita del Santo Padre «un evento storico per Lampedusa e per l’intera provincia di Agrigento».
«Siamo orgogliosi – ha dichiarato – di contribuire, attraverso il nostro sistema di Protezione civile, all’organizzazione di una giornata che avrà una forte valenza spirituale, ma anche un importante significato civile e sociale. Lampedusa è da sempre simbolo di accoglienza, solidarietà e umanità: valori che il Santo Padre ha scelto ancora una volta di richiamare con la sua presenza. Ai tanti pellegrini che raggiungeranno l’isola garantiremo il massimo supporto affinché possano vivere questa giornata in sicurezza e serenità».
Il murale dedicato a Francesco
Nel programma delle iniziative legate alla visita di Papa Leone XIV rientra anche il sostegno del Libero Consorzio alla realizzazione del murale “Francesco degli Abissi”, opera dell’artista Igor Scalisi Palminteri. L’ente provinciale ha infatti concesso il proprio patrocinio al progetto destinato a Lampedusa.
L’opera rappresenta uno dei segni commemorativi dell’anno centenario francescano ed è stata concepita come gesto di accoglienza, saluto e gratitudine nei confronti del Pontefice in occasione della sua visita sull’isola, da anni simbolo dell’accoglienza e della solidarietà nel Mediterraneo.
LENTEPUBBLICA
Dirigenti pubblici senza concorso: dal Senato ok alla riforma, cosa cambia
L’approvazione definitiva del disegno di legge sulla Pubblica Amministrazione promosso dal ministro Paolo Zangrillo è arrivata dopo il voto conclusivo del Senato: ecco cosa cambia.
Via libera definitivo dell’Aula del Senato al Ddl con le nuove norme sulla carriera dirigenziale e della valutazione della performance del personale dirigenziale e non dirigenziale della Pubblica Amministrazione. I voti a favore sono stati 86, quelli contrari 59, nessun astenuto. Il provvedimento era stato già approvato dalla Camera e diventa così legge.
Tra le novità più rilevanti troviamo il superamento di un principio che per decenni ha caratterizzato la pubblica amministrazione italiana: il concorso pubblico non sarà più l’unica porta di accesso alla dirigenza.
L’obiettivo dichiarato è valorizzare le competenze maturate all’interno degli enti e offrire prospettive di crescita ai funzionari più preparati. Tuttavia, dietro una riforma che punta a premiare il merito, si nascondono anche diversi interrogativi destinati ad alimentare il confronto tra amministrazioni, sindacati ed esperti di organizzazione pubblica.
Il concorso non sarà più l’unica strada: una svolta destinata a far discutere
Per la prima volta viene formalizzato un sistema nel quale una quota significativa di posti dirigenziali potrà essere coperta senza passare attraverso il tradizionale concorso aperto all’esterno.
La futura distribuzione dei posti prevede infatti tre diversi canali di accesso. Il 50% continuerà a essere assegnato tramite corsi-concorso, un ulteriore 20% mediante concorsi riservati al personale interno organizzati dalle amministrazioni o dalla Commissione RIPAM, mentre il restante 30% sarà destinato allo sviluppo di carriera.
È proprio quest’ultimo elemento a rappresentare il vero cambio di paradigma. Se da un lato viene riconosciuto il valore dell’esperienza maturata negli uffici pubblici, dall’altro si rompe un principio storicamente considerato una garanzia di imparzialità, quello secondo cui la dirigenza si conquista esclusivamente attraverso una selezione concorsuale aperta.
Il dibattito, inevitabilmente, è destinato a concentrarsi proprio su questo punto: valorizzazione delle competenze interne o rischio di ridurre la competizione pubblica?
Una valorizzazione dell’esperienza che non convince tutti
La riforma individua con precisione i destinatari del nuovo percorso.
Potranno candidarsi i dipendenti in possesso dei titoli di studio richiesti per la dirigenza che abbiano svolto almeno cinque anni come funzionari oppure due anni nelle Elevate Qualificazioni, il livello più alto previsto tra il personale non dirigente.
L’intenzione è chiara: evitare che professionalità già formate debbano ripartire ogni volta da procedure concorsuali esterne.
Ma anche questo meccanismo apre alcuni interrogativi. L’anzianità di servizio, pur accompagnata da una selezione successiva, rappresenta davvero un indicatore sufficiente delle capacità manageriali richieste a un dirigente? Oppure rischia di trasformarsi in una corsia preferenziale per chi è già inserito nell’organizzazione?
La risposta dipenderà soprattutto dall’effettiva qualità delle procedure valutative.
Non basta superare la selezione: il percorso diventa lungo e complesso
Uno degli aspetti meno evidenti della riforma riguarda la durata del nuovo iter.
Preparazione concorsi pubblici
Contrariamente a quanto potrebbe sembrare, il dipendente selezionato non diventerà immediatamente dirigente.
Dopo la valutazione comparativa del curriculum, il superamento della prova scritta e del colloquio orale, il candidato riceverà soltanto un incarico temporaneo della durata massima di tre anni.
L’incarico potrà essere rinnovato una sola volta e soltanto se la valutazione dell’attività svolta sarà positiva.
Per entrare definitivamente nel ruolo sarà necessario completare un periodo di sperimentazione di almeno quattro anni.
Di fatto nasce una sorta di dirigenza “in prova”, destinata a protrarsi per un periodo significativo prima della stabilizzazione definitiva.
Per alcuni questo rappresenta una garanzia aggiuntiva sulla qualità dei futuri dirigenti. Per altri, invece, introduce una fase di forte incertezza professionale che potrebbe incidere sull’autonomia decisionale di chi ricopre incarichi ancora non definitivi.
Il peso della valutazione diventa determinante
L’intero sistema ruota attorno al giudizio espresso dalle commissioni.
Ed è proprio qui che si concentra una delle principali sfide della riforma.
Le valutazioni dovranno stabilire non soltanto chi accede al percorso, ma anche chi potrà completarlo positivamente e ottenere la nomina definitiva.
Il legislatore prova a rafforzare le garanzie prevedendo organismi composti da quattro dirigenti dell’amministrazione, due esperti esterni e un presidente appartenente a un’altra amministrazione pubblica.
Accanto ai componenti con diritto di voto siederanno anche il dirigente diretto del candidato e un rappresentante dell’Organismo Indipendente di Valutazione, entrambi senza possibilità di esprimere voto.
Il modello punta a limitare possibili condizionamenti, ma lascia comunque aperta una questione destinata a emergere nella fase applicativa: quanto potranno essere realmente uniformi le valutazioni tra amministrazioni diverse?
Sorteggio e incompatibilità: basteranno a garantire imparzialità?
Per ridurre il rischio di favoritismi, il disegno di legge introduce alcuni correttivi.
I commissari saranno individuati attraverso estrazione a sorte, non potranno partecipare a due commissioni consecutive e saranno soggetti a specifiche incompatibilità.
Si tratta di strumenti pensati per rafforzare trasparenza e indipendenza.
Resta però un interrogativo di fondo.
Anche il sistema meglio costruito dipende inevitabilmente dalla qualità delle valutazioni e dalla capacità di applicare criteri realmente omogenei. La presenza di commissioni differenti tra la prima e la seconda fase rappresenta certamente una tutela, ma potrebbe anche determinare approcci valutativi non sempre perfettamente allineati.
Il vero banco di prova sarà l’applicazione concreta
La filosofia della riforma appare chiara: premiare chi ha dimostrato sul campo competenze organizzative e capacità gestionali, superando una visione nella quale il concorso costituisce l’unico metro di selezione.
È un’impostazione che guarda a modelli più orientati alla crescita interna delle professionalità.
Tuttavia, proprio perché il sistema attribuisce un peso crescente alle valutazioni individuali, sarà fondamentale che le amministrazioni riescano a costruire procedure realmente trasparenti, comparabili e verificabili.
Il rischio, altrimenti, è quello di sostituire una selezione basata prevalentemente sulle prove concorsuali con un modello nel quale la discrezionalità assume un ruolo molto più rilevante.
Una riforma che divide e che sarà giudicata dai risultati
L’imminente approvazione del ddl Zangrillo segna comunque una cesura rispetto al passato.
Per la prima volta la carriera interna entra stabilmente tra gli strumenti di accesso alla dirigenza pubblica e il concorso perde la sua esclusività.
Se questo cambiamento riuscirà davvero a rendere la Pubblica Amministrazione più efficiente dipenderà molto meno dal testo della legge e molto di più dalla sua attuazione quotidiana.
Le nuove commissioni, la qualità delle valutazioni, la trasparenza delle procedure e la capacità di distinguere il merito effettivo dalle semplici anzianità di servizio saranno gli elementi sui quali si misurerà il successo della riforma.
In altre parole, il vero cambiamento non sarà pertanto scritto nelle percentuali previste dalla legge, ma nella credibilità con cui verranno applicate. Ed è proprio su questo terreno che il nuovo sistema sarà chiamato a dimostrare di poter coniugare valorizzazione delle competenze interne, imparzialità e fiducia dei dipendenti pubblici e dei cittadini.
LENTEPUBBLICA
Il Ddl Merito 2026 è legge, ok definitivo dal Senato
Riforma della Pubblica Amministrazione, il Ddl Merito è legge con l’approvazione definitiva al Senato: cambia la carriera dei dirigenti e la valutazione delle performance.
Con il via libera definitivo del Senato, la riforma che interviene sulla carriera della dirigenza pubblica e sul sistema di valutazione delle performance diventa ufficialmente legge. Dopo l’approvazione già ottenuta alla Camera dei deputati, il provvedimento ha concluso il suo iter parlamentare con 86 voti favorevoli e 59 contrari, senza astensioni.
Si tratta di una delle riforme più rilevanti degli ultimi anni in materia di organizzazione della Pubblica Amministrazione. L’obiettivo dichiarato dal Governo è quello di superare un modello prevalentemente fondato sul rispetto formale delle procedure per orientare le amministrazioni verso una cultura dei risultati, nella quale competenze, responsabilità e qualità del lavoro svolto assumano un peso decisivo.
Il nuovo impianto normativo introduce infatti una revisione profonda sia dei criteri con cui vengono valutati dirigenti e dipendenti, sia delle modalità di accesso e di sviluppo della carriera dirigenziale.
Valutazione della performance: stop ai giudizi “fotocopia”
Uno degli aspetti centrali della riforma riguarda il sistema di misurazione della performance, che viene completamente ripensato.
Le amministrazioni saranno chiamate a definire obiettivi precisi, verificabili e concretamente misurabili, superando valutazioni generiche o prive di parametri oggettivi. L’intenzione è quella di collegare in maniera sempre più diretta i risultati raggiunti alle valutazioni individuali.
Un’altra novità consiste nell’ampliamento dei soggetti coinvolti nel processo valutativo. In base alle caratteristiche delle singole amministrazioni, la verifica delle performance potrà infatti aprirsi anche al contributo di soggetti interni ed esterni, secondo modalità proporzionate alla dimensione e alla complessità dell’ente.
Particolare attenzione viene inoltre dedicata al fenomeno del cosiddetto appiattimento delle valutazioni, spesso evidenziato negli ultimi anni. Per evitare che la quasi totalità del personale ottenga punteggi molto elevati, la legge stabilisce che, all’interno di ciascun ufficio dirigenziale generale, le valutazioni massime potranno essere attribuite a non più del 30% dei dipendenti appartenenti alla stessa categoria o qualifica.
L’obiettivo è rendere il sistema maggiormente selettivo e differenziare realmente le performance individuali.
Premi economici sempre più collegati ai risultati
Anche il trattamento economico accessorio viene strettamente collegato agli esiti della valutazione.
La nuova disciplina prevede infatti che la quota retributiva legata alla performance cresca progressivamente in funzione del punteggio ottenuto, con una corrispondenza percentuale diretta tra valutazione e incentivo economico.
In altre parole, chi conseguirà risultati migliori potrà beneficiare di una valorizzazione economica superiore rispetto a chi otterrà valutazioni più contenute, rafforzando il principio secondo cui il merito diventa uno degli elementi centrali nella gestione del personale pubblico.
Nuovi percorsi per accedere alla dirigenza
La riforma interviene in modo significativo anche sulle modalità di accesso agli incarichi dirigenziali, introducendo un sistema che punta a valorizzare maggiormente l’esperienza maturata all’interno delle amministrazioni.
Per quanto riguarda la dirigenza di seconda fascia, il nuovo modello prevede tre differenti canali di ingresso.
La quota più consistente, pari al 50% dei posti, continuerà ad essere assegnata attraverso il tradizionale corso-concorso della Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA).
Il 30% delle posizioni sarà invece riservato a una procedura selettiva dedicata ai dipendenti che abbiano maturato almeno cinque anni nell’Area dei Funzionari oppure due anni nell’Area delle Elevate Qualificazioni.
Il restante 20% continuerà ad essere coperto tramite i concorsi banditi direttamente dalle singole amministrazioni.
Anche per la dirigenza di prima fascia viene introdotta una riserva significativa: la metà delle posizioni disponibili sarà destinata ai percorsi di crescita interna, con l’obiettivo di premiare le professionalità già presenti nella macchina amministrativa.
Maggiori informazioni in questo approfondimento.
Una Commissione indipendente per garantire imparzialità
Uno degli elementi più innovativi della legge riguarda la procedura di selezione, che viene affidata a una Commissione indipendente composta da sette componenti.
La composizione è studiata per assicurare equilibrio e imparzialità. Ne fanno parte quattro dirigenti generali appartenenti alla stessa amministrazione che ha avviato la procedura, due esperti nella valutazione del personale provenienti da amministrazioni differenti oppure dal settore privato e un presidente individuato tra dirigenti generali di ruolo appartenenti a un’altra amministrazione.
Ai lavori della Commissione partecipano inoltre, senza diritto di voto, il dirigente gerarchicamente sovraordinato al candidato e un rappresentante dell’Organismo indipendente di valutazione, con funzioni di supporto tecnico.
Per rafforzare ulteriormente la trasparenza, i componenti saranno estratti a sorte, non potranno far parte della Commissione per due procedure consecutive e continueranno ad applicarsi tutte le incompatibilità già previste dalla normativa vigente per le commissioni concorsuali.
La legge istituisce inoltre presso il Dipartimento della Funzione Pubblica uno specifico Albo degli esperti nella valutazione del personale, aperto sia a professionisti pubblici sia privati.
Come funzionerà la selezione dei candidati
Il percorso selettivo sarà articolato in più fasi.
La prima parte sarà dedicata all’analisi delle competenze maturate dal candidato. Verranno presi in considerazione la performance individuale, i comportamenti organizzativi, le capacità relazionali e le qualità di leadership.
La Commissione valuterà questi aspetti attraverso un colloquio di carattere esperienziale, attitudinale e motivazionale, oltre all’esame di una relazione predisposta e sottoscritta dal dirigente sovraordinato, nella quale dovranno emergere anche elementi riferiti alle competenze manageriali e alla capacità di guidare il personale.
Solo successivamente si accederà alla seconda fase della selezione, costituita da una prova scritta e da un colloquio orale, finalizzati a verificare competenze tecniche, preparazione professionale e capacità gestionali.
Incarichi a termine e verifica sul campo
Il nuovo modello non si limita alla fase di selezione iniziale.
Gli incarichi attribuiti ai nuovi dirigenti avranno infatti una durata massima di tre anni e potranno essere rinnovati una sola volta, esclusivamente in presenza di una valutazione favorevole espressa dalla Commissione sull’attività concretamente svolta.
Successivamente, trascorsi quattro anni dal primo conferimento dell’incarico, è prevista una nuova fase di osservazione. Solo qualora l’esito della verifica risulti positivo sarà possibile procedere all’inserimento definitivo nei ruoli dirigenziali.
Si introduce così un sistema che lega la progressione professionale non soltanto al superamento della selezione iniziale, ma anche alla dimostrazione concreta delle capacità esercitate nello svolgimento delle funzioni affidate.
Zangrillo: “Mettiamo al centro le persone”
Commentando l’approvazione definitiva della legge, il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo ha evidenziato come il provvedimento rappresenti un cambiamento culturale prima ancora che organizzativo.
Secondo il ministro, la riforma punta a creare amministrazioni più moderne, nelle quali il riconoscimento del merito e dei risultati consenta di offrire ai dipendenti reali prospettive di crescita professionale.
L’idea alla base della nuova disciplina è che una Pubblica Amministrazione capace di valorizzare competenze, leadership e responsabilità possa diventare anche più attrattiva nei confronti dei talenti e più efficace nel rispondere alle esigenze di cittadini e imprese.
La legge segna dunque un passaggio importante nell’evoluzione della macchina pubblica italiana. Resta ora da verificare come le nuove regole verranno applicate concretamente dalle amministrazioni e quale impatto produrranno sulla qualità dei servizi, sull’organizzazione degli uffici e sulle opportunità di sviluppo professionale del personale pubblico.
GIORNALE DI SICILIA
Lampedusa in festa per la visita di Papa Leone XIV, varato il piano di sicurezza
Pronta la macchina organizzativa per accogliere il Santo Padre. Ecco nel dettaglio le limitazioni e i divieti. In campo anche la Protezione civile
Lampedusa è in fermento. Un’atmosfera di gioia frenetica avvolge l’isola mentre fervono gli ultimi lavori per accogliere Papa Leone XIV, il secondo Pontefice a toccare lo scoglio del Mediterraneo dopo il segno lasciato da Francesco nel 2013. Lo storico incontro affonda le sue radici in una delle tante notti insonni del sindaco Filippo Mannino, segnata dallo sbarco di 23 cadaveri di migranti.
«Sono state tante le notti in cui sono stato svegliato perché stavano arrivando cadaveri. Non è mai facile, mai! Ed è con il cuore straziato che ho scritto al Santo Padre», ricorda il primo cittadino. Una lettera che è diventata il seme della speranza. Per garantire che l’evento religioso si svolga con ordine il prefetto vicario di Agrigento Elisa Vaccaro ha presieduto una riunione che ha varato definitivamente il piano integrato di sicurezza, sanità e safety.
La macchina organizzativa segue le direttive Piantedosi sui grandi eventi, ma il sindaco Mannino avverte: «Ci sarà qualche disagio, però sarà superato dalla gioia di avere qui il Santo Padre». Al momento sono in corso i lavori per la sistemazione del palco e delle transenne, tutto arrivato da fuori, allo stadio comunale. L’accesso, sabato, sarà consentito esclusivamente da via Cameroni, percorribile solo a piedi dalle 7:30 alle 10. All’ingresso saranno distribuiti acqua e cappellini. Sarà vietato introdurre oggetti pericolosi o ingombranti. Per permettere il passaggio del corteo papale, sono previste drastiche limitazioni alla circolazione. Verrà istituita una zona rossa: dalle 8 alle 14 il collegamento diretto tra zona Guitgia-Porto Nuovo e zona Cameroni-centro cittadino non sarà percorribile, nemmeno a piedi. La via Panoramica rimarrà l’unico collegamento fruibile per gli spostamenti durante la chiusura delle vie centrali. Mentre le attività commerciali potranno restare aperte, i porti subiranno limitazioni temporanee regolate dalla Capitaneria. È stato predisposto un servizio dedicato per garantire a tutti i disabili la partecipazione all’evento. Il sindaco Mannino ha ribadito che questa visita è «un riconoscimento alla storia, all’identità e ai valori di Lampedusa e della sua gente. Una comunità forte, orgogliosa delle proprie radici, del proprio legame con il mare, del proprio senso di solidarietà e di rispetto per la vita umana».
GIORNALE DI SICILIA
Dalla regione 3 milioni e mezzo di euro per la visita del Santo Padre a Lampedusa
La Protezione civile in campo nell'isola per supportare il piano sanitario e di sicurezza
La Regione siciliana, in vista della visita pastorale di Papa Leone XIV il prossimo 4 luglio a Lampedusa, ha finanziato con 3,4 milioni la realizzazione di opere infrastrutturali nell’isola, oltre agli interventi per garantire alti standard di sicurezza e assistenza durante l'evento.
«Siamo pronti ad accogliere il Santo Padre con gioia ed emozione per una visita che rappresenta il più alto riconoscimento dato alla comunità di Lampedusa, e vorrei dire all’intera Sicilia, per l’attenzione autentica e sincera mostrata nei confronti di migliaia di persone migranti giunte sulle nostre coste» afferma il presidente della Regione Renato Schifani, che, insieme con altre autorità, riceverà Leone XIV all’aeroporto dell’isola. «Come governo regionale abbiamo messo in campo tutte le risorse necessarie affinché Lampedusa possa essere all’altezza di questo importante evento - aggiunge il governatore - che accenderà ancora una volta i riflettori di tutto il mondo su di essa. Ma anche per offrire un segnale concreto di attenzione al territorio e alla popolazione di quest’isola, che rappresenta un avamposto dell’Italia nel Mediterraneo e che si trova spesso ad affrontare situazioni di emergenza».
Nel dettaglio, sono stati completati tutti i lavori di rifacimento delle strade del percorso papale, finanziati dall’assessorato regionale delle Infrastrutture per 1,3 milioni di euro e realizzati dal Genio civile di Agrigento, e la sistemazione di Molo Favaloro e dell’approdo di Cala Pisana, con i fondi (768 mila euro) destinati agli interventi di somma urgenza a seguito dei danni provocati dal ciclone Harry lo scorso inverno. La giunta Schifani, sempre tramite l’assessorato delle Infrastrutture, ha stanziato anche 760 mila euro in favore del Comune di Lampedusa e Linosa per la ricostruzione del campanile della Chiesa Madre parrocchia San Gerlando, demolito alla fine degli anni Ottanta per motivi di sicurezza e mai più ricostruito. Altri 150 mila euro dell’assessorato del Turismo, 55 mila euro della Presidenza della Regione e 20 mila euro dell’assessorato del Territorio e dell’ambiente sono stati destinati ai costi di produzione, allestimento e accoglienza per la celebrazione della Messa con il Papa.
Consistente il contributo fornito dal dipartimento regionale della Protezione civile, che sarà presente in forze sull'isola, per supportare il piano sanitario e di sicurezza legato alla celebrazione con il Pontefice. In particolare, saranno presenti circa 250 volontari e 70 mezzi, che attraverso due colonne mobili partite il 30 giugno e il 2 luglio raggiungeranno Lampedusa, costituendo il proprio campo base sulla nave Sansovino e sulla nave San Giusto della Marina Militare, assieme ad altro personale e ai materiali necessari per l’evento. La Protezione civile regionale ha noleggiato bagni chimici e nebulizzatori d’acqua, acquistato e trasferito circa 4 mila transenne, garantito vitto e alloggio per il personale del dipartimento, per i volontari, i sanitari e altri operatori giunti in appoggio nelle Pelagie, per un impegno economico totale di circa 320 mila euro.
In rappresentanza del governo regionale, saranno presenti alla celebrazione eucaristica anche gli assessori al Turismo Elvira Amata, alle Infrastrutture Alessandro Aricò, al Territorio Giusi Savarino. E’ la seconda visita di un Pontefice nell’isola. L’8 luglio del 2013, infatti, Papa Francesco si recò a Lampedusa per la prima visita apostolica del suo pontificato, rendendo omaggio alle vittime dei naufragi lungo le rotte migratorie e ringraziando la comunità locale per il profondo senso di accoglienza dimostrato. Una delle tappe di Papa Leone sull'isola, prima della celebrazione al campo sportivo, sarà proprio Molo Favaloro, dove benedirà una targa che intitola l’approdo appena ristrutturato al Pontefice argentino e incontrerà un gruppo di migranti, accompagnato dal presidente della Regione Schifani.
GIORNALE DI SICILIA
Rendiconto 2020, la Giunta regionale ha approvato il ddl
Via libera del governo regionale al disegno di legge di approvazione del Rendiconto generale della Regione Siciliana per l’esercizio finanziario 2020. Il testo è stato approvato nel corso della seduta di Giunta che si è svolta ieri a Palazzo d’Orléans. «Si tratta di un passaggio rilevante nel percorso di risanamento e responsabilità che il mio governo ha intrapreso fin dal suo insediamento - dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani - e che ha visto un punto di svolta nell’avvio di una stagione di confronto istituzionale costruttivo con la Corte dei conti».
L'ultima legge di Rendiconto risale al 30 settembre 2021, poi è iniziato il lungo contenzioso con la Corte dei conti sulle parifiche dei rendiconti 2020 e 2021, conclusosi il 4 febbraio scorso con il giudizio di parifica parziale emesso dalla Corte dei conti, Sezioni riunite per la Regione Siciliana. L'approvazione di questo disegno di legge segna adesso la ripresa delle normali attività previste dalla normativa sulla contabilità delle Regioni.
«Compiamo un ulteriore e significativo passo avanti - spiega l'assessore all’Economia, Alessandro Dagnino - nel complesso percorso di normalizzazione del ciclo di bilancio della Regione. Questo risultato è stato possibile grazie all’intenso e proficuo lavoro svolto negli ultimi mesi dalla Corte dei conti e dal mio assessorato, che ha consentito di imprimere una forte accelerazione nel completamento dei giudizi di parificazione dei rendiconti che erano stati oggetto di precedenti contenziosi».
«Con grande impegno - conclude - si è riusciti, in meno di sei mesi, a concludere non solo il giudizio di parificazione relativo al 2020, ma anche quelli del 2021 e 2022, i cui disegni di legge sono in corso di redazione, e contiamo, nei prossimi mesi, di completare gli atti necessari per il ripristino della normale successione temporale tra rendiconti e parifiche" Il disegno di legge sarà trasmesso adesso all’Assemblea regionale siciliana per l’esame parlamentare.
GRANDANGOLOAGRIGENTO.IT
Trasporto studenti con disabilità, online l’avviso pubblico per l’anno scolastico 2026/2027 per lo svolgimento dei servizi specialistici e del trasporto in favore degli studenti con disabilità che frequenteranno gli istituti superiori nel prossimo anno scolastico
Il Libero Consorzio comunale di Agrigento, guidato dal Presidente Giuseppe Pendolino, ha aperto le iscrizioni all’Albo/Registro provinciale degli enti già iscritti agli albi regionali speciali per lo svolgimento dei servizi specialistici e del trasporto in favore degli studenti con disabilità che frequenteranno gli istituti superiori nel prossimo anno scolastico 2026/2027. L’aggiornamento dell’Albo/registro è finalizzato ad individuare nuovi ed ulteriori enti del terzo settore secondo il sistema dell’accreditamento libero.
“In particolare – ha spiegato la dirigente del settore Pubblica istruzione e solidarietà sociale, Maria Antonietta Testone – questo aggiornamento riguarda gli enti del terzo settore già iscritti agli albi regionali speciali per lo svolgimento dei servizi specialistici e del trasporto degli studenti con disabilità frequentanti gli istituti superiori di secondo grado”. Il servizio si svilupperà attraverso l’utilizzo di operatori di integrazione scolastica con specifiche competenze la cui tipologia sarà individuata dalla scuola che richiede l’intervento. Gli operatori, inquadrati nella categoria prevista dal Contratto collettivo nazionale di lavoro, devono possedere i titoli specifici in relazione alla tipologia di intervento richiesta dalla scuola. “Anche quest’anno – ha sottolineato il presidente Giuseppe Pendolino – il Libero Consorzio di Agrigento, arriva puntuale e preciso a questo adempimento che permetterà agli alunni con disabilità di ricevere il giusto sostegno per frequentare al meglio i loro corsi di studio”. Tutte le informazioni e la modulistica, possono essere consultate e scaricate dalla home-page del sito ufficiale dell’Ente, www.provincia.agrigento.it.
AGRIGENTOOGGI.IT
Papa Leone XIV a Lampedusa, scatta il piano della Protezione civile del Libero Consorzio
La macchina organizzativa è già operativa in vista della visita di Papa Leone XIV a Lampedusa, in programma il prossimo 4 luglio. Il Servizio di Protezione civile del Libero Consorzio comunale di Agrigento ha attivato il dispositivo di supporto che affiancherà le altre istituzioni impegnate nella gestione dell’evento, con l’obiettivo di garantire assistenza alla popolazione e ai numerosi fedeli che raggiungeranno l’isola per accogliere il Pontefice.
L’attività sarà svolta in raccordo con le autorità competenti e con il sistema regionale di Protezione civile. Sono previsti servizi di accoglienza, informazione e assistenza ai pellegrini nelle aree interessate dalla visita papale, per assicurare il regolare svolgimento della giornata e favorire una gestione ordinata dei flussi di persone.Pendolino: «Evento storico»
Il presidente del Libero Consorzio comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, già presente a Lampedusa per seguire i preparativi, ha definito la visita del Santo Padre «un evento storico per Lampedusa e per l’intera provincia di Agrigento».«Siamo orgogliosi – ha dichiarato – di contribuire, attraverso il nostro sistema di Protezione civile, all’organizzazione di una giornata che avrà una forte valenza spirituale, ma anche un importante significato civile e sociale. Lampedusa è da sempre simbolo di accoglienza, solidarietà e umanità: valori che il Santo Padre ha scelto ancora una volta di richiamare con la sua presenza. Ai tanti pellegrini che raggiungeranno l’isola garantiremo il massimo supporto affinché possano vivere questa giornata in sicurezza e serenità».
Il murale dedicato a Francesco
Nel programma delle iniziative legate alla visita di Papa Leone XIV rientra anche il sostegno del Libero Consorzio alla realizzazione del murale “Francesco degli Abissi”, opera dell’artista Igor Scalisi Palminteri. L’ente provinciale ha infatti concesso il proprio patrocinio al progetto destinato a Lampedusa.
L’opera rappresenta uno dei segni commemorativi dell’anno centenario francescano ed è stata concepita come gesto di accoglienza, saluto e gratitudine nei confronti del Pontefice in occasione della sua visita sull’isola, da anni simbolo dell’accoglienza e della solidarietà nel Mediterraneo.
AGRIGENTOOGGI.IT
Cifa e Unipmi aprono la sede provinciale ad Agrigento, incontro con Pendolino.
AGRIGENTO. Nuovo passo verso il rafforzamento dei servizi alle imprese nel territorio agrigentino. Il presidente del Libero Consorzio comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, ha ricevuto questa mattina una delegazione di Cifa Sicilia, la Confederazione italiana federazioni autonome, e dell’Unipmi, Unione piccole e medie industrie, in vista dell’apertura degli uffici provinciali ad Agrigento.L’incontro si inserisce nel percorso che porterà all’inaugurazione della sede provinciale delle due organizzazioni, affidata a Giuseppe Morgana, individuato come responsabile per la provincia di Agrigento.I partecipanti all’incontroAlla riunione hanno preso parte Gaspare Ingargiola, responsabile di Cifa per la provincia di Trapani e responsabile regionale dell’Unpi, Unione nazionale professionisti italiani; Salvatore Maddio, dirigente nazionale e responsabile per il Sud Italia di Cifa Italia; Angelo Napoli, dirigente dell’Unipmi; e Giuseppe Morgana, referente provinciale di Unipmi/Cifa.Nel corso dell’incontro, Ingargiola ha inoltre portato al presidente Pendolino i saluti del presidente del Libero Consorzio di Trapani e sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci.Servizi per il tessuto produttivoCifa e Unipmi operano a supporto delle imprese siciliane offrendo servizi di consulenza
in materia di lavoro, formazione professionale e accesso al credito. L’apertura della sede agrigentina punta a rafforzare la presenza delle due organizzazioni sul territorio, mettendo a disposizione di aziende e professionisti un punto di riferimento stabile per l’assistenza e l’accompagnamento nelle principali esigenze legate allo sviluppo dell’attività imprenditoriale.
QUILICATA.IT
Unione Piccole e Medie Industrie: Giuseppe Morgana apre la federazione di Agrigento
“Il presidente del Libero consorzio comunale di Agrigento Giuseppe Pendolino, ha ricevuto una delegazione di CIFA Sicilia, la Confederazione Italiana Federazioni Autonome e dell’UNIPMI, Unione Piccole e Medie Industrie che forniscono consulenza sul lavoro, accesso al credito e formazione per le imprese siciliane”.Lo ha comunicato il Libero Consorzio, ecco il testo integrale del comunicato stampa:“Presenti all’incontro, Gaspare Ingargiola, responsabile della confederazione Cifa per la provincia di Trapani nonché responsabile regione Sicilia dell’UNPI, Unione nazionale professionisti Italiani, Salvatore Maddio, Dirigente nazionale e responsabile per il Sud Italia CIFA Italia, Angelo Napoli dirigente della UNIPMI, e Giuseppe Morgana, responsabile per la provincia di Agrigento della Unipmi/Cifa.L’incontro, nel corso del quale Gaspare Ingargiola ha portato a Giuseppe Pendolino i saluti del Presidente del Libero Consorzio di Trapani e sindaco di Mazara del Vallo Salvatore Quinci, si è svolto in vista dell’inaugurazione ad Agrigento, degli uffici provinciali della Federazione affidati a Giuseppe Morgana”.