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Rassegna stampa del 3 luglio 2026

 

SCRIVOLIBERO
Trasporto di studenti con disabilità, avviso pubblico per l’anno scolastico 2026/2027

Il Libero Consorzio comunale di Agrigento, guidato dal Presidente Giuseppe Pendolino, ha aperto le iscrizioni all’Albo/Registro provinciale degli enti già iscritti agli albi regionali speciali per lo svolgimento dei servizi specialistici e del trasporto in favore degli studenti con disabilità che frequenteranno gli istituti superiori nel prossimo anno scolastico 2026/2027.
L’aggiornamento dell’Albo/registro è finalizzato ad individuare nuovi ed ulteriori enti del terzo settore secondo il sistema dell’accreditamento libero.
“In particolare – ha spiegato la dirigente del settore Pubblica istruzione e solidarietà sociale, Maria Antonietta Testone – questo aggiornamento riguarda gli enti del terzo settore già iscritti agli albi regionali speciali per lo svolgimento dei servizi specialistici e del trasporto degli studenti con disabilità frequentanti gli istituti superiori di secondo grado”.
Il servizio si svilupperà attraverso l’utilizzo di operatori di integrazione scolastica con specifiche competenze la cui tipologia sarà individuata dalla scuola che richiede l’intervento. Gli operatori, inquadrati nella categoria prevista dal Contratto collettivo nazionale di lavoro, devono possedere i titoli specifici in relazione alla tipologia di intervento richiesta dalla scuola.
“Anche quest’anno – ha sottolineato il presidente Giuseppe Pendolino – il Libero Consorzio di Agrigento, arriva puntuale e preciso a questo adempimento che permetterà agli alunni con disabilità di ricevere il giusto sostegno per frequentare al meglio i loro corsi di studio”.



SCRIVOLIBERO
Visita di Papa Leone XIV a Lampedusa: il Libero Consorzio di Agrigento attiva il sistema di Protezione Civile per l’assistenza ai pellegrini

In vista dell’arrivo a Lampedusa di Papa Leone, il Servizio di Protezione Civile del Libero Consorzio Comunale di Agrigento si è già attivato per garantire il supporto logistico e l’assistenza alla popolazione e ai numerosi partecipanti attesi nella più grande delle Isole Pelagie. In coordinamento con le autorità competenti e con il sistema regionale di Protezione Civile, saranno predisposti specifici servizi di accoglienza, informazione e assistenza ai pellegrini lungo le aree interessate dalla visita papale.«La visita di Papa Leone XIV, rappresenta un evento storico per Lampedusa e per l’intera provincia di Agrigento – ha detto il Presidente del Libero Consorzio Giuseppe Pendolino che si trova già sull’isola pelagica – e siamo orgogliosi di contribuire, attraverso il nostro sistema di Protezione Civile, all’organizzazione di una giornata che avrà una forte valenza spirituale ma anche un importante significato civile e sociale. Lampedusa è da sempre simbolo di accoglienza, solidarietà e umanità: valori che il Santo Padre ha scelto ancora una volta di richiamare con la sua presenza. Ai tanti pellegrini che raggiungeranno l’isola garantiremo il massimo supporto affinché possano vivere questa giornata in sicurezza e serenità».E nel contesto della visita del Papa a Lampedusa, il Libero Consorzio di Agrigento, ha voluto contribuire, attraverso il proprio patrocinio, alla realizzazione del murale “Francesco degli Abissi”, opera dell’artista Igor Scalisi Palminteri, destinata proprio all’isola di Lampedusa.L’opera rappresenta uno dei segni commemorativi dell’anno centenario francescano e nasce anche come gesto di saluto, accoglienza e gratitudine in occasione della visita di Papa Leone XIV a Lampedusa.


LENTEPUBBLICA
Come cambiano i premi individuali dopo il Ddl Merito

L’approvazione definitiva del DDL Merito segna una delle novità più rilevanti degli ultimi anni per il pubblico impiego. Tra le disposizioni che hanno attirato maggiore attenzione c’è la revisione del sistema dei premi individuali, destinata a modificare in maniera significativa le modalità con cui viene misurata la performance dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche.
Il provvedimento, approvato dal Senato il 30 giugno con 86 voti favorevoli e 59 contrari, interviene infatti sul decreto legislativo n. 150 del 2009, introducendo nuovi criteri di valutazione e ridefinendo le regole per l’attribuzione della retribuzione accessoria collegata ai risultati. L’obiettivo dichiarato è rendere il sistema più selettivo, più trasparente e maggiormente orientato al riconoscimento del merito effettivo.
Il legislatore interviene sull’articolo 3 del decreto legislativo 150/2009, introducendo una serie di modifiche che puntano a superare alcune criticità emerse negli anni. In molte amministrazioni, infatti, le valutazioni hanno finito per appiattirsi verso l’alto, con una concentrazione di giudizi eccellenti che ha ridotto la capacità del sistema di distinguere realmente i livelli di rendimento.
Con il nuovo impianto, il principio cambia radicalmente: il trattamento economico collegato ai risultati dovrà essere proporzionato in modo progressivo alla valutazione ottenuta. In altre parole, all’aumentare del punteggio crescerà anche il premio economico, evitando distribuzioni quasi uniformi che in passato hanno spesso caratterizzato i sistemi premiali.
Valutazioni più oggettive attraverso il coinvolgimento di più soggetti
Tra le innovazioni introdotte dal DDL Merito figura anche un diverso approccio alla misurazione della performance.
La norma stabilisce infatti che la valutazione della produttività, sia organizzativa sia individuale, venga realizzata mediante sistemi capaci di coinvolgere una pluralità di soggetti, sia interni sia esterni all’amministrazione.
Si tratta di un cambiamento che mira ad ampliare il punto di osservazione nella valutazione dei risultati, riducendo il rischio che il giudizio dipenda esclusivamente dal rapporto diretto tra dirigente e dipendente.
L’intenzione del legislatore è quella di favorire una misurazione più equilibrata e aderente alla qualità effettiva del lavoro svolto, valorizzando elementi differenti rispetto al passato.
Stop alle valutazioni eccellenti distribuite a tutti
Probabilmente la modifica destinata a far discutere maggiormente riguarda i limiti quantitativi introdotti per le valutazioni più elevate.
La riforma stabilisce infatti che, all’interno di ciascun ufficio dirigenziale generale o struttura equivalente, i punteggi massimi non possano essere attribuiti a più del 30% dei dipendenti appartenenti alla medesima categoria o qualifica.
La disposizione introduce quindi una soglia precisa che obbliga le amministrazioni a differenziare concretamente i giudizi.
Negli anni passati non sono mancati casi nei quali la quasi totalità del personale riceveva valutazioni molto elevate, rendendo di fatto inefficace il sistema di premialità. Con il nuovo modello, invece, il legislatore punta a evitare che il punteggio massimo diventi la regola anziché l’eccezione.
Anche il riconoscimento delle eccellenze viene contingentato
Non cambia soltanto il numero delle valutazioni apicali.
Il testo approvato introduce un ulteriore limite anche per il riconoscimento delle eccellenze, prevedendo che queste non possano superare il 20% delle valutazioni più elevate.
Questo significa che ottenere il massimo riconoscimento diventerà statisticamente molto più difficile rispetto al passato.
L’intento è evidente: evitare una distribuzione indiscriminata delle premialità e concentrare gli incentivi economici esclusivamente sulle prestazioni considerate realmente superiori.
Premi individuali DDL merito: più risorse ai dipendenti non dirigenti
Un’altra novità riguarda la destinazione delle risorse economiche derivanti dalla riduzione della retribuzione di performance dei dirigenti.
La norma prevede infatti che le eventuali economie, una volta accertate dagli organi di controllo, vengano utilizzate per incrementare il fondo destinato alla retribuzione della performance del personale non dirigente.
Si tratta di una scelta che introduce una redistribuzione interna delle risorse: le somme non riconosciute ai dirigenti potranno alimentare la componente accessoria destinata agli altri dipendenti pubblici.
La ripartizione concreta delle risorse dovrà comunque avvenire attraverso la contrattazione integrativa, seguendo gli indirizzi definiti dalla contrattazione collettiva nazionale.
Un ritorno alla selettività nella valutazione della performance
Sebbene il DDL Merito introduca elementi innovativi, alcuni osservatori hanno evidenziato come parte dell’impianto richiami modelli già sperimentati negli anni successivi alla cosiddetta “riforma Brunetta”.
Già allora il legislatore aveva cercato di rendere maggiormente selettivo il sistema di valutazione, con risultati che però, nella pratica applicativa, non sempre hanno raggiunto gli obiettivi prefissati.
La nuova riforma tenta di rilanciare quel principio introducendo però alcuni correttivi, come il coinvolgimento di più soggetti nella valutazione e una maggiore progressività nella distribuzione dei premi economici.
Resta naturalmente da verificare quale sarà l’impatto concreto dell’applicazione delle nuove regole all’interno delle diverse amministrazioni pubbliche.
Cosa cambia concretamente con i nuovi premi individuali
Per i dipendenti pubblici le conseguenze pratiche potrebbero essere significative.
Da una parte aumenterà l’importanza della valutazione individuale, che inciderà in maniera più diretta sull’importo della retribuzione accessoria. Dall’altra, ottenere il punteggio massimo diventerà più complesso, poiché le amministrazioni dovranno rispettare precisi limiti percentuali nell’attribuzione delle valutazioni migliori.
Contestualmente, il nuovo sistema punta a rendere maggiormente credibile il meccanismo premiale, evitando che i riconoscimenti vengano distribuiti in modo quasi automatico.
Molto dipenderà tuttavia dalla capacità delle singole amministrazioni di costruire strumenti di valutazione realmente efficaci, trasparenti e condivisi, oltre che dall’aggiornamento dei sistemi di misurazione della performance e dalla successiva contrattazione integrativa.
Con l’approvazione definitiva del provvedimento, il quadro normativo è ormai definito. La fase decisiva sarà ora quella dell’attuazione concreta, perché saranno proprio le modalità con cui le nuove disposizioni verranno applicate a determinare se la riforma riuscirà davvero a premiare il merito oppure se finirà per riproporre alcune delle criticità già emerse nelle precedenti esperienze.



GIORNALE DI SICILIA 

Manovra, Schifani accelera: e scoppia il caso dei bandi

Il presidente: «Subito le misure urgenti». Ma all’Ars si scommette sul rinvio a settembre. Il Cga rileva che gli ultimi decreti per i contributi sono nulli perché manca un suo parere
«Solo misure urgenti, che concorderemo entro la prossima settimana con gli assessori»: Renato Schifani annuncia di voler portare all’Ars la manovrina da 400 milioni prima della pausa estiva, magari a ridosso di Ferragosto tenendo aperta Sala d’Ercole oltre il consueto. Parole fatte filtrare per spegnere le voci che rimbalzano dall’Ars: fonti di Forza Italia e altre vicine al presidente Galvagno danno invece per scontato il rinvio a settembre della manovra.
La road map di Schifani prevede solo fra una decina di giorni il passaggio in giunta, preceduto dal confronto con i gruppi parlamentari. Quindi solo a metà luglio la manovra potrebbe arrivare in commissione e parallelamente l’Ars dovrebbe approvare i rendiconti degli anni scorsi parificati dalla Corte dei Conti: passaggio vincolante per poi poter esaminare in aula la legge da 400 milioni. Le incognite che pesano su questo piano sono aumentate ieri quando dal governo è partita la richiesta di accelerare l’esame di alcuni emendamenti.
Agganciati non a caso alla leggina sulle attività produttive che potrebbe essere varata martedì e risultare l’ultima di questa fase.
Il governo ha chiesto di approvare le deroghe al divieto di assunzioni a favore di Seus, Ast, Sicilia Digitale e Mercati Agroalimentari (Maas). Ma soprattutto l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino ha chiesto



GIORNALE DI SICILIA 
I vescovi siciliani: insieme con la Regione contro la povertà energetica

Un piano di contrasto alla povertà energetica per le famiglie e linee guida per la nascita delle comunità energetiche rinnovabili (Cer) dedicate agli enti ecclesiastici. Sono le due iniziative a sostegno del territorio presentate in un evento della Conferenza Episcopale Siciliana a cui hanno preso parte tra gli altri l’assessore regionale dell’Energia e dei Servizi di pubblica utilità, Francesco Colianni, ed il presidente della Cese, mons. Antonino Raspanti.
Tra le misure presentate - riporta una nota - il fotovoltaico a tasso zero per le famiglie, a copertura del 100% delle spese per l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo. In seconda battuta, l’evoluzione delle comunità energetiche rinnovabili in Cers, dove la «S» sottolinea la "solidarietà": sono state presentate in anteprima le linee guida del bando di prossima emanazione rivolto agli enti ecclesiastici. Il provvedimento prevede un contributo a copertura delle spese fino a un massimo dell’80% per la realizzazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo legati alle nuove comunità energetiche.
«Siamo pienamente consapevoli dell’impatto che la crisi economica, sociale ed anche energetica ha sui cittadini - ha detto l’assessore Colianni illustrando i provvedimenti e le risorse stanziate dall’amministrazione -, per questo la Regione ha messo in campo una serie di bandi e misure straordinarie di sostegno economico mirate specificamente ai nuclei familiari in difficoltà. Il nostro obiettivo è duplice: offrire un aiuto immediato per il pagamento delle utenze e, al contempo, promuovere l’efficientamento energetico delle abitazioni per ridurre i consumi e i costi nel lungo periodo».
«Per l’aiuto alle famiglie - spiega mons. Raspanti, vescovo di Acireale - ci è stato chiesto di collaborare nella diffusione capillare della misura. Per questo scendiamo in campo con la rete delle nostre Caritas diocesane che, incontrando ogni giorno famiglie numerose, monoreddito o in difficoltà economica, rappresentano il canale ideale per far arrivare questi aiuti concreti a chi ne ha davvero bisogno».




AGRIGENTONOTIZIE.IT 
Papa Leone XIV a Lampedusa, il Libero consorzio attiva i servizi di Protezione civile per accogliere i pellegrini
Assistenza, informazione e supporto logistico in occasione della visita del Pontefice del 4 luglio. L’ente sostiene anche il murale “Francesco degli abissi” dell’artista Igor Scalisi Palminteri



Prosegue la macchina organizzativa in vista della visita di Papa Leone XIV a Lampedusa in programma il 4 luglio. Anche il Libero consorzio comunale di Agrigento scende in campo attivando il proprio servizio di Protezione civile per garantire assistenza e supporto ai pellegrini che raggiungeranno l’isola.In coordinamento con le autorità competenti e con il sistema regionale di Protezione civile, saranno predisposti servizi di accoglienza, informazione e assistenza lungo le aree interessate dalla visita del Pontefice, con l’obiettivo di assicurare lo svolgimento dell’evento nelle migliori condizioni di sicurezza.“La visita di Papa Leone XIV rappresenta un evento storico per Lampedusa e per l’intera provincia di Agrigento – ha dichiarato il presidente del Libero onsorzio, Giuseppe Pendolino, già presente sull’isola – e siamo orgogliosi di contribuire, attraverso il nostro sistema di Protezione civile, all’organizzazione di una giornata che avrà una forte valenza spirituale ma anche un importante significato civile e sociale. Lampedusa è da sempre simbolo di accoglienza, solidarietà e umanità: valori che il Santo Padre ha scelto ancora una volta di richiamare con la sua presenza. Ai tanti pellegrini che raggiungeranno l’isola garantiremo il massimo supporto affinché possano vivere questa giornata in sicurezza e serenità”.In occasione della visita papale, il Libero consorzio ha inoltre concesso il patrocinio alla realizzazione del murale “Francesco degli Abissi”, opera dell’artista Igor Scalisi Palminteri destinata proprio a Lampedusa.L’opera rappresenta uno dei segni commemorativi dell’anno centenario francescano ed è stata pensata anche come gesto di saluto, accoglienza e gratitudine per la visita di Papa Leone XIV sull’isola delle Pelagie.



WEBMARTE.IT 
Ulteriore tentativo di ripristinare l’elezione diretta del Presidente e del Consiglio provincialeL’annuncio è dell’assessora regionale alle Autonomie locali Elisa Ingala.

L’Assessorato alle Autonomie Locali e alla Funzione Pubblica ha avviato formalmente l’iter per il ripristino dell’elezione diretta del Presidente della Provincia e dei Consiglieri provinciali.A darne l’annuncio è stata la stessa Assessore regionale Elisa Ingala: “Restituiamo ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti”.Un disegno di legge dovrebbe essere infatti presentato all’Ars già nelle prossime ore dal gruppo di Grande Sicilia e da gran parte dei parlamentari, che si sono già dichiarati favorevoli al ripristino del voto diretto delle ex province.Secondo i promotori, l’iniziativa intende “colmare un vuoto democratico che da troppo tempo allontana le istituzioni dal territorio, e mira a restituire piena legittimazione popolare agli organi di governo provinciale”.L’intento è quello di agire con la massima tempestività su un tema di primaria importanza per l’assetto istituzionale dell’Isola.“Il ripristino del voto diretto è una precisa scelta politica di democrazia e partecipazione”.Così l’Assessore alle Autonomie Locali Elisa Ingala.“I cittadini devono poter tornare a scegliere direttamente chi li rappresenta e chi amministra il territorio; è un cambiamento atteso, che mette al centro il valore del consenso e la responsabilità verso gli elettori”.Per le prossime settimane è stato annunciato un convegno per illustrare i punti salienti del disegno di legge.La legge attuale prevede le elezioni di secondo livello, cioè che ad eleggere il presidente e i componenti dei consigli siano “gli organi elettivi dei comuni in carica alla data delle elezioni degli enti di area vasta”.In pratica gli elettori sono i sindaci e i consiglieri dei comuni che fanno parte dell’ente di area vasta.Non è il primo tentativo, in questa legislatura regionale, di reintrodurre l’elezione delle province.Un precedente tentativo non superò l’ostacolo rappresentato dalla legge Delrio, che nel 2014 aveva soppresso le province e che dovrebbe essere abrogata per permettere alla Regione di legiferare nella materia.Il tentativo dell’Ars fu infatti bloccato per la decisione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, di impugnare la norma, approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana a novembre del 2024.“Talune disposizioni, eccedendo dalle competenze statutarie e ponendosi in contrasto con la normativa statale in materia di elezione dei Presidenti dei liberi Consorzi comunali e dei Consigli metropolitani, violano gli articoli 1, 3, 5 e 114 della Costituzione”.Ad essere impugnato fu l’articolo 21 della legge regionale n. 27 del 18 novembre 2024, “Disposizioni in materia di urbanistica ed edilizia. Modifiche di norme”, all’interno della quale era stata inserita in tutta fretta la norma sulle elezioni delle province.La Sicilia è stata la prima regione a cancellare le province e sarebbe così la prima a reintrodurle.Fu il governo Crocetta, nel 2013 ad abolire le province regionali e a istituire i Liberi consorzi, con una riforma che è stata attuata solo un anno fa, con le elezioni di secondo livello svolte dopo una lunga gestione degli enti da commissari nominati dalla regione.











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