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Rassegna stampa dall'11 al 13 luglio 2026

 

GRANDANGOLO
“Premio America Giovani”, il presidente Pendolino riceve le neolaureate di Aragona Alisia Fucà e Stefania Maria Pia Cacciatore

Il riconoscimento è assegnato annualmente, a 1000 giovani talenti italiani che hanno completato con eccellenza il proprio percorso universitario, con l’obiettivo di valorizzarne il merito e sostenerli nell’ingresso nel mondo del lavoro e nelle sfide internazionali.
Il Presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento Giuseppe Pendolino, ha ricevuto nei giorni scorsi le neolaureate Alisia Fucà e Stefania Maria Pia Cacciatore, entrambe 26enni di Aragona che hanno conseguito il  “Premio America Giovani per il talento universitario”, promosso dalla Fondazione Italia-Usa. Il riconoscimento è assegnato annualmente, a 1000 giovani talenti italiani che hanno completato con eccellenza il proprio percorso universitario, con l’obiettivo di valorizzarne il merito e sostenerli nell’ingresso nel mondo del lavoro e nelle sfide internazionali.
Nel corso dell’incontro, il presidente Pendolino ha consegnato ad Alisia Fucà e a Stefania Maria Pia Cacciatore, il crest del Libero Consorzio, esprimendo apprezzamento per il brillante traguardo raggiunto. «È motivo di grande orgoglio per il nostro territorio vedere giovani come Federica distinguersi a livello nazionale per impegno, capacità e determinazione – ha dichiarato il  Pendolino – e questo importante riconoscimento testimonia il valore delle nuove generazioni e rappresenta un esempio positivo per tutti i nostri ragazzi». La Fondazione Italia-Usa, attraverso il Premio America Giovani, affianca lo storico Premio America destinato a personalità di rilievo internazionale, confermando il proprio impegno nel promuovere e sostenere i migliori talenti del Paese. Le vincitrici e i vincitori del Premio America Giovani, che hanno partecipato alla cerimonia di premiazione nel Parlamento italiano, sono selezionati dalla Fondazione Italia USA, tramite la banca dati delle università italiane, tra le neolaureate e i neolaureati con un piano di studi afferente gli interessi della Fondazione e sulla base di diversi parametri indicativi del loro talento accademico.


CANICATTIWEB
Si sono distinti durante il servizio, Carabinieri premiati con la targa “appuntato Allotta”

presso la Caserma “Biagio Pistone”, sede del Comando Provinciale dei Carabinieri di Agrigento, si è svolta una cerimonia per la consegna delle ricompense concesse ai militari distintisi in attività di servizio e dell’ormai tradizionale Targa “Appuntato Allotta”.Forze dell'ordine
Alla cerimonia hanno preso parte le principali Autorità istituzionali del territorio, tra cui il Prefetto di Agrigento, dott. Salvatore Caccamo, il Questore di Agrigento, dott. Tommaso Palumbo, il Presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, il Sindaco di Agrigento, dott. Michele Sodano, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Col. Gabriele Baron, nonché l’Avv. Gaetano Allotta, Intendente di Finanza emerito e Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, e rappresentanti di varie Associazioni, accolti dal Comandante Provinciale dei Carabinieri di Agrigento, Colonnello Nicola De Tullio.
Nel corso della cerimonia sono state consegnate le ricompense concesse a Carabinieri appartenenti ai reparti territoriali e investigativi dell’Arma operanti nella provincia di Agrigento, distintisi per professionalità, senso del dovere, spirito di servizio e dedizione nell’assolvimento dei compiti istituzionali. A seguire, alla presenza dell’Avv. Gaetano Allotta, è stata conferita la tradizionale Targa “Appuntato Allotta”. Il riconoscimento, istituito 46 anni fa in ricordo del padre Benedetto, Appuntato della Benemerita, è realizzato in argento, riporta l’antico stemma araldico dell’Arma dei Carabinieri e viene assegnato, ogni anno, su designazione del Comandante Provinciale di Agrigento, a un militare particolarmente distintosi nello svolgimento dell’attività di servizio.
Nell’occasione, al Cavaliere di Gran Croce Avv. Gaetano Allotta è stata inoltre consegnata una targa di riconoscimento da parte dei Carabinieri di Agrigento, quale testimonianza di affetto, stima e riconoscenza per il suo storico legame con l’Arma. Il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Agrigento, Colonnello Nicola De Tullio, ha rivolto un saluto alle Autorità presenti e ai militari premiati, evidenziando il significato della cerimonia quale momento di riconoscenza verso il personale dell’Arma distintosi in attività di servizio. L’occasione ha costituito anche un momento di vicinanza istituzionale e di riconoscenza verso i Carabinieri della provincia di Agrigento, quotidianamente impegnati, nelle Stazioni, nei reparti territoriali e nelle articolazioni investigative, a tutela della legalità, della sicurezza dei cittadini e del sereno vivere delle comunità.


AGRIGENTONOTIZIE
Montevago, da Mario Venuti a Roberto Lipari nel cartellone estivo

Montevago si prepara a vivere due mesi di cultura e spettacolo con il cartellone estivo “Pietre di Memoria - Sotto il Cielo d’Estate”, promosso dal Comune con il patrocinio del ministero del turismo, dell’assessorato regionale turismo sport e spettacolo, del libero consorzio comunale di Agrigento e dell’unione dei comuni terre sicane.
Il programma prenderà il via l’11 luglio alle 22 con il concerto di Mario Venuti alle rovine della chiesa madre e proseguirà fino alla fine di agosto con un calendario che intreccia musica, teatro e tradizione, coinvolgendo luoghi simbolo del paese come le rovine della chiesa madre e il teatro comunale all’aperto.
Gli appuntamenti di luglio spaziano dallo spettacolo teatrale “Novecento” di Alessandro Baricco, in scena il 17 luglio alle 21,30 con Leonardo Di Vita, a “Verso Itaca” di A. Veneroso il 18 e a “Lu lu Poeta fazzu” di Ignazio Buttitta, proposto il 19 dal laboratorio 16 Calamonaci al teatro comunale. Il 23 luglio è previsto il concerto estivo di marce sinfoniche dell’associazione musico bandistica città di Montevago, mentre il 25 andrà in scena la commedia “La casa del Granella” di Luigi Pirandello a cura del Rotary Club Sciacca-Menfi. Il 26 spazio ai giochi in piazza con il coro degli angeli, mentre il 28 sarà la volta del teatro musicale “AgammenoMan” di Teatri di Pietra.
Ad agosto il cartellone continuerà con la tragedia “Le lacrime delle donne” il 6, i festeggiamenti di San Domenico dal 7 al 9, la rassegna “Odori e sapori di Sicilia” della Pro Loco l’11 e la commedia “L’ultima bolgia” dell’associazione culturale Teatroltre di Sciacca il 13. Il 16 agosto alle 22 Roberto Lipari sarà protagonista al teatro comunale con Tramp Spettacoli. In chiusura, il 19 agosto andrà in scena “Le Rane”, il 22 “Pulcinella e l’Imperatore”, il 23 “Il cortile degli Aragonesi” del laboratorio 16 Calamonaci e il 25 “Essere o non essere”, tutti alle rovine della chiesa madre.
“Un’estate che valorizza il nostro patrimonio culturale e le nostre tradizioni”, ha dichiarato l’assessore Settimo Moderno, sottolineando il valore di un cartellone capace di unire grandi nomi dello spettacolo e compagnie locali in luoghi simbolo del territorio.
“Siamo orgogliosi di offrire alla nostra comunità e ai visitatori un programma così ricco e variegato”, ha aggiunto la sindaca Margherita La Rocca Ruvolo. “Dalle rovine della chiesa madre al teatro comunale, ogni evento racconta la nostra identità e il nostro impegno nel valorizzare il territorio attraverso l’arte e lo spettacolo”.




GIORNALE DI SICILIA 

Afa e caldo tornano a mordere l’Isola: a rischio agrumeti e uliveti

Dalle organizzazioni dell’agricoltura l’invito alla Regione e ai Consorzi di bonifica a vigilare perché nei prossimi giorni di temperature estreme sia garantita l’irrigazione
Afa e caldo tornano a mordere l’Isola, e nelle campagne suona già l’allarme per gli scenari che potrebbero verificarsi da qui a domenica prossima, «per tutte le piante in fruttificazione, in particolare per gli agrumeti, che durante questa settimana avranno bisogno di irrigazioni regolari e capillari, per non entrare in sofferenza, subire danni rilevanti e perdere buona parte del futuro raccolto». Parola di Graziano Scardino, presidente regionale della Cia, la confederazione degli agricoltori, che lancia «un appello accorato alla Regione, ai Consorzi di bonifica e a tutte le altre istituzioni preposte affinché vengano garantiti i turni di distribuzione dell’acqua e riparati alla svelta i guasti alla rete idrica, alzando al contempo il livello di guardia sul rischio incendi, che inevitabilmente aumenterà».
Lo stesso Sos arriva dall’Associazione dei liberi agricoltori, che nel comprensorio riberese registra in queste ore la fine della prima irrigazione di soccorso, «iniziata in ritardo e - rimarca l’agronomo Paolo Ganduscio - andata avanti a singhiozzo per il 40% delle aziende a causa delle perdite nelle condutture e, a monte, nell’adduttore della diga Castello, con l’acqua finita nel fiume Magazzolo, dunque sversata a mare, e gli aranceti che hanno già subito un ammanco del 50% per le cascole dei frutti. Adesso siamo alla vigilia della seconda irrigazione, nella speranza che il Consorzio metta una toppa alle reti colabrodo. Altrimenti, nel giro di una settimana, con la colonnina di mercurio in risalita, gli alberi entreranno in sofferenza e sarà tutto compromesso».
Ma c’è apprensione anche per gli uliveti.



GIORNALE DI SICILIA 
Balsamo: un atto d’amore l’esposizione dell’auto di Falcone

L’apprezzamento del presidente della Corte d’Appello sull’iniziativa di oggi a Palermo alla presenza di Meloni
Falcone torna a casa: la Croma blindata su cui il giudice - con la moglie Francesca Morvillo - nel pomeriggio di sabato 23 maggio 1992 andò incontro alla morte, da oggi sarà esposta al Museo del Presente, a Palazzo Jung. In via Lincoln, per inaugurare la nuova esposizione, alle 17 verranno la premier, Giorgia Meloni, e due ministri, Matteo Piantedosi e Carlo Nordio. Ci sarà anche il presidente della Corte d’Appello, Antonio Balsamo, per il quale l’appuntamento di oggi non è per niente un fatto formale.
Di cosa si tratta, secondo lei?
«Di un atto di amore verso la città, per il quale voglio esprimere la mia gratitudine a Maria Falcone, che ha gettato le basi per ottenere questo risultato. Il mio grazie è ovviamente esteso a tutti i soggetti istituzionali che hanno reso possibile questo trasferimento a Palermo. Apprezzo che il più alto rappresentante del governo abbia avuto anche la sensibilità di venire in città per l’inaugurazione della mostra, con i ministri della Giustizia e dell’Interno».
Perché ritiene così importante che a Palermo siano esposti i resti accartocciati dell’auto dei suoi colleghi uccisi a Capaci?
«Io intanto penso che per Maria Falcone sarà il riaprirsi di un dolore che non ha conosciuto pause, dal 23 maggio di 34 anni fa a oggi. Però - e di questo le va dato ancora di più atto - il dolore non le ha impedito di mettere a disposizione della città quella che è una testimonianza concreta. Alla Biblioteca comunale, nel suo ultimo discorso pubblico, tenuto alla manifestazione organizzata dall’Agesci e da altre associazioni, Paolo Borsellino, alla domanda sul perché Falcone nonostante i rischi non avesse lasciato mai veramente Palermo, rispose: “Per amore”. Fu un gesto d’amore verso questa città che lo aveva generato e di cui tante cose non gli piacevano, ma che non aveva mai voluto lasciare al suo destino».



GIORNALE DI SICILIA
 Regione, via libera a 35 miliardi di investimenti per le rinnovabili

La Commissione per le autorizzazioni ambientali accelera su tempi e lavori: nei primi sei mesi dell'anno definiti 733 pareri legati all'energia
Sono in arrivo almeno 35 miliardi di investimenti in energie rinnovabili, progetti ambientali e di mitigazione del dissesto idrogeologico che possono diventare 42. A tanto ammontano i progetti approvati dalla Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali della Regione che ha chiuso il primo semestre del 2026 con 733 pareri, di cui 682 conclusivi e 51 intermedi, relativi a 600 procedure. Il valore delle opere esaminate supera complessivamente i 42 miliardi di euro, con 450 pareri ambientali positivi (quindi con iter già concluso in maniera favorevole) che riguardano investimenti per oltre 35 miliardi.
Il confronto con gli anni precedenti registra una accelerazione dei lavori della commissione guidata da Gaetano Armao. Nel 2021 i pareri erano stati 527 nell’intero anno, poi 883 nel 2022, 905 nel 2023, 1.110 nel 2024 e 1.106 nel 2025. Nei primi sei mesi del 2026 la Cts ha già raggiunto il 66% del risultato dello scorso anno e superato l’intera produzione del 2021. L’obiettivo annuale è compreso tra 1.200 e 1.300 pareri. La parte principale dell’attività ha riguardato ambiente ed energia, con 444 pareri, il 60,55% del totale.



LENTEPUBBLICA
Un milione di assunzioni nella PA per i giovani: la promessa di Zangrillo è realizzabile?

Negli ultimi anni la Pubblica Amministrazione italiana ha avviato un percorso di profondo rinnovamento, spinto dalla necessità di sostituire una forza lavoro sempre più vicina all’età pensionabile e, al tempo stesso, di rendere gli uffici pubblici più moderni, digitali e attrattivi. In questo scenario si inserisce una delle dichiarazioni più ambiziose formulate dal ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo: un milione di nuove assunzioni nella PA nei prossimi sei anni.
L’annuncio, rilanciato nel corso di un’intervista concessa al vodcast #Sapevatelo di Skuola.net, ha immediatamente attirato l’attenzione di studenti, laureati e di tutti coloro che guardano al pubblico impiego come a una concreta opportunità professionale. Ma dietro questo numero particolarmente significativo si nasconde una domanda inevitabile: si tratta davvero di un obiettivo raggiungibile oppure esistono ostacoli che potrebbero rallentare o ridimensionare questo piano?
Perché si parla di un milione di assunzioni nella PA
La cifra indicata dal ministro non nasce da un progetto di espansione degli organici, bensì da un’esigenza demografica ormai nota da tempo.
Nei prossimi anni una quota molto consistente dei dipendenti pubblici raggiungerà infatti i requisiti per il pensionamento. Le stime elaborate dal Governo parlano di circa un milione di lavoratori destinati a lasciare il servizio nell’arco del prossimo sessennio.
In teoria, ogni uscita dovrebbe essere accompagnata da una nuova assunzione, consentendo così di mantenere stabile la capacità operativa delle amministrazioni pubbliche.
Non si tratterebbe quindi della creazione di un milione di nuovi posti di lavoro aggiuntivi, ma del necessario ricambio del personale.
Questa distinzione è fondamentale, perché modifica completamente la prospettiva: l’obiettivo non è aumentare gli organici, bensì evitare che si svuotino progressivamente.
Il ricambio generazionale è già iniziato
Il processo, in realtà, è già in corso.
Secondo quanto illustrato dal ministro, negli ultimi tre anni sono entrati nella Pubblica Amministrazione oltre 600 mila nuovi dipendenti, un numero che avrebbe contribuito ad abbassare sensibilmente l’età media del personale.
Per molti anni la PA italiana è stata caratterizzata da un blocco quasi totale del turnover. Le limitazioni alle assunzioni introdotte dopo la crisi economica hanno prodotto un progressivo invecchiamento degli organici, con conseguenze evidenti sia sull’organizzazione interna sia sulla capacità di affrontare le sfide della trasformazione digitale.
Le recenti campagne di reclutamento hanno iniziato a invertire questa tendenza, favorendo l’ingresso di giovani laureati e diplomati con competenze sempre più orientate alle nuove tecnologie.
Tuttavia, il percorso è ancora lontano dall’essere concluso.
La vera sfida sarà la capacità di assumere nei tempi necessari
È proprio qui che emergono le prime criticità.
Sostituire un milione di lavoratori significa organizzare, nell’arco di pochi anni, migliaia di procedure concorsuali, selezionare candidati, completare le verifiche amministrative e procedere alle assunzioni senza creare vuoti negli uffici.
Negli ultimi anni la situazione è certamente migliorata.
La digitalizzazione dei concorsi ha ridotto notevolmente i tempi rispetto al passato, quando alcune selezioni richiedevano anche diversi anni per essere concluse.
Nonostante ciò, la macchina amministrativa continua a confrontarsi con numerose difficoltà.
Molte amministrazioni locali soffrono di carenze organizzative, alcune non dispongono delle risorse necessarie per bandire rapidamente nuovi concorsi, mentre altre incontrano problemi nel reperire figure professionali altamente specializzate.
Il rischio, quindi, non riguarda tanto la pubblicazione dei bandi quanto la capacità di completare l’intero ciclo di reclutamento con la rapidità richiesta dal continuo susseguirsi dei pensionamenti.
Le risorse economiche rappresentano un’altra incognita
Un altro elemento da non sottovalutare riguarda la sostenibilità finanziaria dell’operazione.
Ogni nuova assunzione comporta costi permanenti per stipendi, contributi previdenziali, formazione e progressioni di carriera.
Se è vero che il pensionamento di un dipendente libera risorse economiche, è altrettanto vero che i futuri rinnovi contrattuali, gli aumenti salariali e le nuove politiche retributive potrebbero modificare significativamente il fabbisogno finanziario delle amministrazioni.
Inoltre, la situazione economica dei prossimi anni potrebbe influenzare le capacità di spesa dello Stato, rendendo necessario modulare i piani assunzionali in funzione delle disponibilità di bilancio.
Per questo motivo parlare oggi di un milione di assunzioni significa fare riferimento a una previsione che dovrà necessariamente confrontarsi con gli equilibri della finanza pubblica.
L’Intelligenza Artificiale potrà accelerare i concorsi?
Tra le novità annunciate dal ministro figura anche l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale.
L’idea è quella di impiegare algoritmi capaci di orientare i candidati nella ricerca dei concorsi più adatti al proprio profilo, facilitando l’incontro tra domanda e offerta di lavoro pubblico.
Si tratta di una prospettiva interessante, soprattutto considerando l’elevato numero di bandi pubblicati ogni anno da amministrazioni differenti.
Tuttavia, è opportuno chiarire un aspetto spesso trascurato.
L’Intelligenza Artificiale può semplificare l’accesso alle informazioni, migliorare l’organizzazione delle candidature e offrire strumenti di supporto agli utenti, ma non elimina i tempi tecnici delle selezioni, né sostituisce le commissioni esaminatrici o gli adempimenti previsti dalla normativa.
In altre parole, rappresenta un aiuto importante, ma non costituisce da sola la soluzione ai problemi strutturali del reclutamento pubblico.
La PA è davvero più competitiva rispetto al settore privato?
Nel corso dell’intervista è stato inoltre evidenziato come gli stipendi iniziali della Pubblica Amministrazione possano risultare superiori rispetto a quelli offerti da alcune realtà private.
L’affermazione contiene certamente elementi di verità, soprattutto in riferimento ai comparti caratterizzati da retribuzioni medio-basse.
La valutazione, però, non può essere generalizzata.
Esistono infatti molti settori privati, soprattutto quelli ad alta specializzazione tecnologica, finanziaria o ingegneristica, nei quali le prospettive economiche e di carriera risultano ancora nettamente più elevate rispetto al pubblico impiego.
La vera competizione non si gioca esclusivamente sullo stipendio.
Sempre più giovani valutano elementi quali stabilità lavorativa, possibilità di crescita professionale, formazione continua, qualità dell’ambiente di lavoro e conciliazione tra vita privata e attività lavorativa.
Su questi aspetti la Pubblica Amministrazione sta cercando di recuperare terreno, anche attraverso nuove modalità organizzative come lo smart working orientato agli obiettivi.
Promozioni più rapide e valorizzazione del merito
Tra gli obiettivi dichiarati figura anche una maggiore valorizzazione delle competenze attraverso percorsi di crescita professionale più veloci.
Negli ultimi anni il tema del merito è diventato centrale nel dibattito sulla riforma della PA.
L’intenzione è quella di superare meccanismi considerati troppo rigidi, premiando maggiormente i risultati conseguiti e le capacità dimostrate sul campo.
Anche in questo caso, però, il cambiamento richiederà interventi organizzativi, modifiche regolamentari e un’evoluzione culturale che difficilmente potrà realizzarsi in tempi brevi.
La promessa è realistica oppure no?
Osservando il quadro complessivo, l’obiettivo del milione di assunzioni non appare irrealistico, ma va interpretato correttamente.
Non si tratta di un piano straordinario di espansione della Pubblica Amministrazione, bensì della necessità di sostituire il personale destinato a uscire dal servizio.
La reale difficoltà non consiste quindi nell’individuare il fabbisogno, quanto nel riuscire a garantire continuità alle assunzioni per diversi anni consecutivi, mantenendo tempi rapidi, adeguate coperture finanziarie e procedure sufficientemente efficienti.
Molto dipenderà dalla capacità delle amministrazioni di programmare il turnover con anticipo, di semplificare ulteriormente i concorsi e di rendere il lavoro pubblico realmente attrattivo per le nuove generazioni.
Se questi presupposti saranno rispettati, la promessa potrà trasformarsi in un concreto ricambio generazionale. Diversamente, il rischio è che una parte consistente dei pensionamenti non venga compensata con la stessa velocità, lasciando numerosi enti alle prese con carenze di personale e difficoltà nell’erogazione dei servizi ai cittadini.

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