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Rassegna stampa dal 18 al 20 luglio 2026

 


AGRIGENTONOTIZIE.IT
"Le Troiane" incantano la platea dell'Efebo: il dramma dei vinti sfida il grande caldo

La compagnia "Magica Terra Arte e Cultura" apre la stagione 2026 al Giardino Botanico. Applausi per la regia di Valeria Cimaglia in un'opera che parla di guerra e solidarietà femminile
Un debutto segnato dal calore, non solo quello degli applausi ma anche quello meteorologico che ha superato i 40 gradi, ha inaugurato il cartellone 2026 al Teatro dell’Efebo. La cavea del Giardino Botanico è diventata lo scenario ideale per la tragedia di Euripide, portata in scena dalla compagnia “Magica Terra Arte e Cultura” in un’atmosfera suggestiva che ha reso omaggio alla forza delle donne e allo strazio della sconfitta.
La direzione di Valeria Cimaglia ha puntato i riflettori sulla prospettiva di chi soccombe, esaltando il dolore dell’esilio e la necessità di fare fronte comune per affrontare la sofferenza. L'opera, introdotta dalla voce fuori campo di Massimo Cimaglia nel ruolo di Poseidone, ha convinto i presenti per lo spessore interpretativo e la cura dei costumi firmati da Francesca Bax. Una serata che, come sottolineato dal Presidente del Libero Consorzio Giuseppe Pendolino, conferma la linea di qualità scelta per questa stagione, pronta a proseguire il 25 luglio con Andrea Tidona in "Ifigenia in Aulide".
Per chi volesse partecipare ai prossimi appuntamenti, i tagliandi sono già disponibili. È possibile acquistarli direttamente sul portale www.giardinoefebo.it oppure recandosi fisicamente al Box Office di Via Imera, contattabile anche telefonicamente al numero 20500.



GIORNALE DI SICILIA 
 Via D’Amelio, la premier Meloni: «Il 19 luglio ha segnato anche la mia vita»

Dalle istituzioni arriva un richiamo comune alla memoria, alla legalità e alla ricerca della verità sulla strage di via D’Amelio. Nel trentaquattresimo anniversario dell’attentato in cui furono uccisi Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ricorda che il 19 luglio «ha segnato la storia d’Italia» e anche la sua vita. Del magistrato richiama l’eredità di coraggio, amore per la Patria e fiducia nei giovani, ribadendo l’impegno contro la criminalità organizzata.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi definisce l’eccidio «una ferita indelebile» e rende omaggio a magistrati, forze dell’ordine, imprenditori e giornalisti che hanno combattuto le mafie fino al sacrificio della vita. Un esempio, sottolinea, che continua a guidare chi mette le proprie energie al servizio del bene comune.
Il presidente della Regione Renato Schifani lega il dovere della memoria alla necessità di arrivare a una verità completa. «Solo una verità completa rende davvero giustizia alle vittime», afferma, indicando nel coraggio di Borsellino e della sua scorta un messaggio da trasmettere alle nuove generazioni.
Sulla stessa linea il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, che ricorda come restino ancora «interrogativi aperti». Le sentenze, osserva, hanno accertato responsabilità decisive, ma la ricerca della verità deve continuare. «Una democrazia non può considerarsi pienamente in pace con se stessa finché non ha il coraggio di cercare fino in fondo la verità»



GIORNALE DI SICILIA
 Sicilia in fiamme, 40 incendi e famiglie senza elettricità

Sono stati 40 gli incendi divampati oggi in Sicilia in una delle giornate più torride di questa estate. Vigili del fuoco e corpo forestale della Regione Siciliana, la protezione civile e i mezzi aerei non hanno mai smesso di lavorare soprattutto in alcune zone dell’isola.
A Palermo è scattato il piano di rafforzamento di uomini e mezzi per garantire il massimo presidio del territorio. Gli incendi sono divampati a Cerda statale 120 vicino alle tribune della targa Florio, tra Bolognetta e Villafrati in contrada Liberto zona Boscolo, e a San Giuseppe Jato, a ridosso della zona archeologica. «Un incendio - dicono dalla pro loco - che rappresenta una ferita profonda per la nostra valle.
Le fiamme hanno colpito anche l’area degli scavi archeologici, danneggiando un patrimonio ambientale, storico e paesaggistico di valore inestimabile. Non sono andati perduti soltanto alberi, ma ecosistemi, biodiversità e una parte della nostra identità».
Roghi anche ad Altofonte, nella zona di Rebuttone, dove è intervenuto un elicottero. A Siracusa in contrada Tivoli danni provocati dal fuoco alle linee principali hanno lasciato circa 50 famiglie senza luce e acqua nella scorsa notte. Anche a Catania è stata una lunga giornata di interventi.
A Misterbianco si è vissuto uno dei momenti di maggiore criticità, dove alla sala operative sono arrivate decine di richieste. Poco distante, nel comune di Aci Sant'Antonio, un vasto incendio di vegetazione ha richiesto l’invio immediato di rinforzi, mentre a Palagonia le fiamme hanno lambito la contrada Croce nei pressi del cimitero comunale.
Nel trapanese, i vigili del fuoco e la forestale sono stati impegnati nel fronteggiare un fronte di fuoco esteso a Poggioreale. Fiamme si sono registrate anche a Marinella di Selinunte, in contrada Cavallaro, e a Santa Ninfa.
Nel territorio di Enna, diversi interventi lungo la strada statale 117 bis e in contrada Mariola.
Nell’agrigentino, la situazione è rimasta critica per ore a Bivona, in contrada Savarini, nei pressi di un opificio per la lavorazione dei marmi, dove le squadre a terra sono rimaste a lungo in attesa dell’intervento aereo. Roghi anche nelle campagne di Camastra, lungo la strada statale 410, e la periferia di Agrigento nella frazione di Villaseta.



GIORNALE DI SICILIA 
Legge elettorale, al Senato torna lo scontro sulle preferenze

Dopo il caos alla Camera, la riforma della legge elettorale approda al Senato tra nuove tensioni. Le opposizioni annunciano battaglia e contestano il testo, mentre nella maggioranza riapre il confronto sull’introduzione delle preferenze
Non c’è cambiamento che regga. Le opposizioni annunciano battaglia sulla Legge elettorale anche in Senato. Dove si prevedono nuove discussioni sulle preferenze, perché Noi Moderati ha già detto che presenterà un emendamento per introdurle. Certo, il caos alla Camera, con la bocciatura di quello voluto anche da Fratelli d’Italia, ha fatto scuola. Tanto che il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha parlato di una formula di maggiore garanzia sulla parità di genere. Ma il Campo largo resta fermo al muro contro muro: «Mi sembrano molto confusi e in lite fra loro. Siamo sempre nel campo delle proposte irricevibili», ha detto il senatore e responsabile Riforme del Pd, Alessandro Alfieri. E Angelo Bonelli, di Avs: «Per noi questa legge è inemendabile». Per quanto la maggioranza non sembri orientata a insistere troppo, la questione tornerà all’ordine del giorno: «Spero che si possa recuperare il tema delle preferenze, bocciate col voto compatto della sinistra e con qualcuno del centrodestra che si è sfilato - ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini -. La Legge elettorale tornerà al Senato, vedremo se ci sono gli estremi per migliorarla». La proposta bocciata alla Camera prevedeva capilista bloccati, quindi indicati dai partiti, e preferenze per la scelta degli altri candidati. Una delle critiche delle opposizioni, ma non solo, riguardava la mancanza di strumenti che garantissero un equilibrio di genere fra gli eletti.



LENTEPUBBLICA.IT 
Lavoro di domenica negli enti locali: chiarimento ARAN su riposo compensativo 

Lavoro domenicale e riposo compensativo: l’ARAN chiarisce come si calcola l’orario di lavoro. Quando il dipendente lavora nel giorno di riposo settimanale cosa succede?Può accadere che, per esigenze organizzative particolari, un lavoratore pubblico venga chiamato a prestare servizio proprio nel giorno destinato al riposo settimanale. In questi casi non si pone soltanto il tema della retribuzione aggiuntiva spettante per l’attività svolta, ma anche quello del recupero delle energie psicofisiche attraverso il cosiddetto riposo compensativo.Proprio su questo aspetto è intervenuta l’ARAN con un recente orientamento applicativo (Id 37473), fornendo indicazioni utili per comprendere come debba essere gestito il recupero e quali effetti produca sul conteggio dell’orario di lavoro.La questione nasce da un dubbio frequente: se un dipendente lavora alcune ore durante il giorno che avrebbe dovuto essere dedicato al riposo settimanale e successivamente usufruisce del recupero previsto dal contratto, le ore non lavorate nella giornata di recupero vengono considerate automaticamente assolte oppure continuano a incidere sul monte ore complessivo?
La novità introdotta dal CCNL 2022-2024Le indicazioni fornite dall’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni prendono le mosse dalle modifiche introdotte dall’articolo 26 del CCNL Funzioni Locali 2022-2024.La disciplina contrattuale si è adeguata ai principi contenuti nel Decreto Legislativo n. 66 del 2003, che tutela il diritto dei lavoratori a beneficiare di adeguati periodi di riposo.In sostanza, quando un dipendente non può usufruire del proprio giorno di riposo per motivi di servizio, deve essergli garantito un periodo di recupero pari ad almeno 24 ore consecutive, da utilizzare normalmente entro 15 giorni e comunque non oltre il secondo mese successivo.L’obiettivo della norma non è economico. La finalità principale consiste nella protezione della salute e della sicurezza del personale, valori che l’ordinamento considera fondamentali e che trovano tutela anche a livello costituzionale.Proprio per questa ragione il legislatore e la contrattazione collettiva hanno posto l’accento sulla necessità di assicurare un intervallo effettivo libero da obblighi lavorativi, senza entrare nel dettaglio delle modalità di calcolo dell’orario settimanale.Il riposo compensativo non riduce automaticamente il debito orarioL’aspetto più interessante evidenziato dall’ARAN riguarda proprio il rapporto tra recupero e orario di lavoro.Secondo l’interpretazione fornita, il riposo compensativo serve esclusivamente a ristabilire il diritto al riposo settimanale e non può determinare una riduzione automatica dell’orario da svolgere nella settimana in cui viene fruito.In altre parole, il giorno di recupero non viene considerato come una giornata lavorativa ordinaria interamente coperta dal semplice fatto di aver prestato attività durante la domenica.Occorre invece effettuare un confronto tra le ore effettivamente lavorate nel giorno di riposo e quelle che sarebbero state previste nella giornata scelta per il recupero. Da questa operazione possono derivare situazioni di debito oppure di credito orario.Il caso del dipendente che lavora tre ore di domenicaPer comprendere meglio il meccanismo è utile analizzare gli esempi forniti dall’ARAN.Immaginiamo un lavoratore chiamato a svolgere tre ore di servizio nel proprio giorno di riposo settimanale.Oltre alla maggiorazione economica prevista dal contratto, pari al 50% della tariffa oraria per il lavoro effettuato, il dipendente acquisisce il diritto a un periodo di recupero di almeno 24 ore consecutive.Tuttavia, quando usufruirà di questo riposo, il calcolo dell’orario dovrà tenere conto delle sole tre ore effettivamente prestate durante la domenica.Se il recupero viene collocato in una giornata nella quale l’orario teorico previsto è di sei ore, il dipendente avrà ancora un debito di tre ore, corrispondente alla differenza tra le sei ore programmate e le tre ore già lavorate nel giorno di riposo.Qualora invece la giornata destinata al recupero preveda un impegno teorico di nove ore, il debito residuo salirà a sei ore.Tali ore dovranno essere successivamente rese secondo modalità concordate con il responsabile della struttura di appartenenza.Quando le ore lavorate superano quelle della giornata di recuperoDiversa è la situazione nel caso in cui il servizio prestato durante il giorno di riposo sia particolarmente consistente.L’ARAN propone l’esempio di un dipendente che abbia lavorato dieci ore nella giornata destinata al riposo settimanale.Anche in questo caso restano invariati sia il diritto al recupero di almeno 24 ore consecutive sia la corresponsione della maggiorazione economica del 50%.Le conseguenze sul conteggio delle ore, però, cambiano sensibilmente.



AGRIGENTOOGGI.IT
Grande successo per “Le Troiane” di Euripide, primo evento del cartellone 2026 del Teatro dell’Efebo

Un pubblico attento ed entusiasta ha salutato la splendida esibizione della compagnia “Magica Terra Arte e Cultura” nel primo evento del cartellone 2026 al Teatro dell’Efebo del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Nella suggestiva cornice della cavea del Giardino Botanico è andata in scena la tragedia di Euripide “Le Troiane”, una delle più conosciute ed emozionanti del drammaturgo greco che a secoli di distanza risulta quanto mai attuale nel contesto bellico che tanti popoli sono costretti a vivere.Una serata di grande spessore artistico, in linea con le scelte del Libero Consorzio, e nonostante il caldo soffocante (oltre 40 gradi) che ha messo a dura prova il pubblico e soprattutto i protagonisti dell’opera euripidea, diretta magistralmente da Valeria Cimaglia, confermatasi una delle più giovani e talentuose attrici/registe dei circuiti del teatro classico.L’opera, introdotta dalla voce fuori campo di Massimo Cimaglia (Poseidone) ha raccontato il dramma della guerra vissuto dai vinti secondo il loro punto di vista e soprattutto la forza delle donne, il dolore della perdita e dell’esilio, lo strazio di una madre.Figure femminili esaltate dalla possente recitazione di tutto il cast e dai costumi di Francesca Bax. “Lancia un messaggio di solidarietà tra donne che non sono in grado di affrontare da sole le loro sofferenze aggrappandosi l’una all’altra nel coro” ha ricordato la regista Valeria Cimaglia “Tenevamo molto a portare la nostra opera in questo bellissimo teatro che per noi rappresenta un po’ le mura di troia. Una grande emozione, senz’altro”.“Abbiamo iniziato con un’opera di enorme spessore artistico” afferma il presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento Giuseppe Pendolino “in linea con le scelte effettuate nella realizzazione del cartellone 2026. Invito il pubblico a non perdere gli altri eventi, come la “Ifigenia in Aulide” del prossimo25 luglio con un grande protagonista come Andrea Tidona”. I biglietti per gli eventi della stagione 2026 possono essere acquistati direttamente su www.giardinoefebo.it o al Box Office di Via Imera, tel. 20500.



qds.it
Province, all’Ars c’è chi riprova: ddl della Dc sull’elezione diretta. Nel testo non si menziona la DelrioSede dell’Ars, immagine di repertorio da Imagoeconomica

Nonostante nel ddl non ci siano riferimenti alla legge Delrio (la 56 del 2014), la Democrazia Cristiana propone di votare una legge regionale che punti sul suffragio universale
Si stava meglio prima. Quando si parla di enti di area vasta – le ex Province, che da ormai un decennio in Sicilia si chiamano Città Metropolitane o Liberi consorzi – la nostalgia per molti, specialmente per chi fa e vive di politica, è dietro l’angolo. La riforma dell’era Crocetta, con la pretesa di tarare su scala isolana la riforma Delrio che nel 2014 aveva soprattutto abolito le elezioni dirette, ha portato la Sicilia in un limbo segnato da lunghissimi commissariamenti. Un periodo che è stato costellato anche da tentativi, tutti a vuoi, a volte anche con l’intervento della Corte costituzionale, di reintrodurre il suffragio universale per individuare di chi deve occuparsi della guida politica degli enti che aggregano i Comuni per contiguità territoriale.L’anno scorso, infine, per la prima volta si sono celebrate le elezione di secondo livello, con sindaci e consiglieri chiamati alle urne per selezionare chi tra loro dovesse assumere i nuovi incarichi. Anche in questo caso polemiche e ricorsi non sono mancati: c’è chi, per esempio, ha messo in discussione la legittimità di una normativa che prevedendo il voto ponderato di fatto rende riconoscibile la provenienza dei voti.Al momento, però, la legge resta quella anche in Sicilia. La Corte costituzionale, infatti, ha già detto in passato che lo Statuto speciale non basta per superare i paletti posti a livello nazionale dalla Delrio. Nonostante ciò all’Ars nelle scorse settimane è stato depositato un nuovo disegno di legge che rivedendo anche le competenze degli enti di area vasta prevede la reintroduzione dell’elezione diretta. A presentarlo è stato il gruppo della Democrazia Cristiana.Il cambiamento inizia dal nomeIl ddl è composto da 14 articoli che, nel dettaglio, dispongono le nuove regole con cui in Sicilia individuare i rappresentanti politici. Per certi aspetti, si tratta di un ritorno al passato, a partire dai nomi: i Liberi consorzi sparirebbero per tornare a chiamarsi Province, mentre le Città Metropolitane rimarrebbero. Entrambe le tipologie di enti sarebbero dotate degli stessi organi di governo, cono la previsione di un presidente, una giunta e un consiglio. Oggi, invece, la norma prevede un presidente, un consiglio comunale composto da un numero di figure in proporzione alla popolazione amministrata, e l’assemblea dei sindaci.Il ritorno degli assessori immaginato dalla Dc sarebbe organizzato in tre fasce: “Dieci assessori, di cui uno con funzioni di vicepresidente, nelle Province con popolazione pari o superiore a un milione di abitanti; nove assessori, di cui uno con funzioni di vicepresidente, nelle province con popolazione pari o superiore a 500mila abitanti; un numero massimo di otto assessori, di cui uno con funzioni di vicepresidente, nelle Province con popolazione inferiore a 500mila abitanti”. Per quanto riguarda il consiglio, si tratterebbe sempre di un organo elettivo: “È composto da 40 consiglieri nelle province con popolazione pari o superiore a un milione di abitanti; 36 consiglieri nelle province con popolazione pari o superiore a 500mila abitanti; 30 consiglieri nelle province con popolazione inferiore a 500 mila abitanti”, si legge.Suffragio universaleNonostante nel ddl non ci siano riferimenti alla legge Delrio (la 56 del 2014) né indicazioni su come superare le criticità con cui si sono scontrati i precedenti tentativi di ritornare il voto diretto, la Democrazia Cristiana propone all’Ars di votare una legge regionale che punti sul suffragio universale.“Il presidente della Provincia – si legge all’articolo 6 – è eletto a suffragio universale e diretto, contestualmente al Consiglio provinciale. Per l’elezione del Presidente della Provincia la circoscrizione elettorale è articolata in un unico collegio elettorale e coincide con il territorio provinciale”. Per quanto riguarda, i componenti del Consiglio è prevista la creazione di più collegi: “Ai fini dell’elezione dei consiglieri provinciali, la circoscrizione della Provincia è ripartita in due o più collegi aventi dimensione demografica di regola non inferiore ai 60mila e non superiore ai 120mila abitanti, calcolati in base ai dati dell’ultimo censimento ufficiale”.Le cariche sarebbero in vigore per cinque anni. Per essere eletti presidenti, bisognerebbe raggiungere il 40 per cento delle preferenze, altrimenti si andrebbe al ballottaggio.Le competenzeIl ddl della Dc amplia anche le competenze degli enti di area vasta. “Sono previste due tipologie di competenze – viene spiegato nella relazione che illustra la proposta di legge – Inizialmente, Province e Città metropolitane continueranno a esercitare le funzioni previste dalla legge regionale 4 agosto 2015; successivamente, sulla base di apposite norme approvate dall’Ars entro 24 mesi, gli enti in questione potranno esercitare funzioni in materia di organizzazione del servizio idrico integrato, autorizzazioni amministrative e controlli, prevenzione e contrasto al randagismo, attività culturali, sportive e sociali, prevenzione e contrasto alla violenza di genere”.



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