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Rassegna stampa dal 24 al 27 luglio 2026

 

grandangoloagrigento.it
Teatro dell’Efebo, successo per la “Ifigenia in Aulide” di Alessandro Machia
Il terzo ed ultimo spettacolo del ciclo del Teatro Classico e del Mito si terrà martedì prossimo 4 agosto, sempre alle ore 21:00, con “Le Supplici” di Eschilo.

Una calorosa standing ovation del pubblico ha salutato la splendida esibizione del cast di “Ifigenia in Aulide” nel secondo appuntamento stagionale al Teatro dell’Efebo del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Una versione molto apprezzata, quella messa in scena dalla compagnia Zerkalo per la convincente regia di Alessandro Machia e nell’adattamento di Fabrizio Sinisi, con un maestro di eclettismo come Andrea Tidona nel ruolo di Agamennone e tutti i protagonisti a loro agio nei vari ruoli: Alessandra Fallucchi (Clitennestra), Massimo Odierna (Achille), Carolina Vecchia (Ifigenia), Lorenza Molina, Nicole Mastroianni, Carlotta Rondana, Angela Cicalese e Fabio Pasquini (Menelao).“Questa tragedia ha quasi 2500 anni” ha detto il regista Alessandro Machia “ma è straordinariamente attuale, ove Euripide riesce con efficacia, quasi con spietatezza, a denunciare i potenti che trasformano il loro potere in mezzo per soddisfare le proprie ambizioni anche a costo di sacrificare gli affetti più cari”.  Il terzo ed ultimo spettacolo del ciclo del Tatro Classico e del Mito si terrà martedì prossimo 4 agosto, sempre alle ore 21:00, con “Le Supplici” di Eschilo, nella messa in scena di Mario Incudine e Moni Ovadia che ritorna dopo il grande successo riscosso anni or sono al Teatro Greco di Siracusa. Mentre già da domenica prossima 2 agosto avrà inizio la Settimana Pirandelliana con “Il Vitalizio” proposto dall’Associazione Città Teatro per la regia di Giuseppe Romani.“Una stagione che procede con un grande successo di pubblico e di critica” afferma il Presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento Giuseppe Pendolino “e che riserverà tante altre sorprese di altissimo livello artistico”.I biglietti per tutti gli  eventi della stagione 2026  del Teatro dell’Efebo possono essere acquistati direttamente su: www.giardinoefebo.it o al Box Office di Via Imera, tel. 20500.



agrigentonotizie.it
Cultura, solidarietà e salute: intesa tra Libero Consorzio e Lions per nuovi progetti sul territorio
Firmato il protocollo d’intesa che punta a rafforzare la collaborazione tra istituzioni e volontariato nei settori del welfare, dell’inclusione sociale e della valorizzazione del patrimonio culturale.

Promuovere iniziative condivise nei settori della cultura, della salute, dell’inclusione sociale e della valorizzazione del territorio. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto questa mattina nella sala consiliare “Luigi Giglia” del palazzo della Provincia tra il Libero consorzio comunale di Agrigento e il Lions club Agrigento Host.L’accordo è stato firmato dal presidente del Libero consorzio, Giuseppe Pendolino, e dal presidente del Lions club Host di Agrigento, Salvatore Malluzzo. Si tratta del primo atto ufficiale dell’anno sociale 2026-2027 del club service e segna l’avvio di una collaborazione istituzionale finalizzata alla promozione della cultura, del bene comune, della solidarietà e dello sviluppo del territorio.Il protocollo prevede la realizzazione di iniziative congiunte in diversi ambiti, tra cui la tutela della salute, il sostegno alle persone fragili, l’inclusione sociale, la valorizzazione del patrimonio culturale e l’innovazione sociale.Nel corso della firma, il presidente Malluzzo ha illustrato le principali novità dell’intesa, evidenziando come il protocollo sia stato pensato per produrre ricadute concrete a favore della comunità provinciale.Per Pendolino l’accordo rappresenta invece “un punto di partenza per fare rete tra le diverse associazioni e i club service del territorio”, rafforzando il collegamento tra istituzioni e società civile.Nel corso dell’incontro è stata inoltre ricordata la recente donazione di un defibrillatore da parte del Lions club Host alla Prefettura di Agrigento, destinato a garantire un presidio salvavita per il personale e gli utenti del palazzo della Provincia.


agrigentooggi.it
Agrigento 2025, il nodo dei 400 mila euro: si apre il dibattito sul loro utilizzo

 Come utilizzare i circa 400 mila euro che, una volta sciolta la Fondazione Agrigento 2025, tornerebbero nelle casse del Comune? È questo uno dei temi destinati ad animare il confronto politico nelle prossime sedute del Consiglio comunale.Ad alimentare il dibattito è la capogruppo di Controcorrente – Ismaele Presidente, Elvira Mangione, che chiede di portare immediatamente in aula  la proposta di scioglimento della Fondazione, sostenendo che ogni ulteriore rinvio comporti un inutile spreco di risorse.
«Lo scioglimento della Fondazione Agrigento Capitale della Cultura 2025 non può più essere rinviato», afferma la consigliera, ricordando che, in base allo Statuto, le somme non utilizzate dall’ente rientreranno integralmente nella disponibilità del Comune solo dopo l’approvazione dello scioglimento.
Secondo Mangione, il fondo residuo sfiora oggi i 400 mila euro, ma il ritardo nella chiusura dell’ente continua a generare costi di funzionamento, tra spese per il personale e altri oneri di gestione. «Parliamo – sostiene – di diverse decine di migliaia di euro che, anziché essere utilizzate per pulizia e decoro urbano, manifestazioni ed eventi, sostegno alle associazioni culturali del territorio o interventi di riqualificazione di spazi pubblici e aree verdi, vengono progressivamente assorbite dal mantenimento di una struttura che ha ormai esaurito la propria funzione».La consigliera ricorda inoltre che il punto è iscritto all’ordine del giorno del Consiglio comunale fin dalla seduta dell’8 aprile 2026. In quella fase erano stati richiesti approfondimenti documentali, oggi acquisiti. «Non esistono più ragioni che possano giustificare ulteriori rinvii», afferma.Da qui l’appello rivolto a tutti i consiglieri comunali e al presidente dell’Aula: «Prendiamoci l’impegno di discutere e deliberare lo scioglimento della Fondazione Agrigento 2025 al prossimo Consiglio comunale, anche a costo di lavorare fino a tarda ora».La questione, tuttavia, non riguarda soltanto lo scioglimento della Fondazione, ma anche la destinazione delle risorse residue. Su questo punto si preannuncia un confronto politico tra maggioranza e opposizione. Da un lato c’è chi chiede di restituire subito quei fondi alla città finanziando interventi concreti; dall’altro sarà chiamata a chiarire la propria posizione l’amministrazione guidata dal sindaco Michele Sodano, che dovrà indicare come intende impiegare una somma considerata strategica per le prime scelte della nuova consiliatura. Il dibattito è aperto.


lentepubblica.it
Rinnovo CCNL Enti Locali 2025-2027: le novità in materia di ferie 
CCNL Funzioni Locali 2025-2027, ecco cosa cambia per la disciplina delle ferie: tutte le novità per oltre 400 mila dipendenti pubblici.Con la firma dell’ipotesi di accordo per il nuovo Contratto collettivo nazionale di lavoro delle Funzioni Locali 2025-2027 prende forma una delle riforme più rilevanti degli ultimi anni per il personale di Comuni, Regioni, Province, Città metropolitane, Camere di commercio e degli altri enti territoriali. L’intesa raggiunta all’ARAN non si limita infatti agli incrementi economici o all’aggiornamento degli istituti contrattuali, ma interviene anche su un tema che riguarda concretamente la vita lavorativa di oltre 403 mila dipendenti: il diritto alle ferie.Qui l’approfondimento dedicato e il testo dell’ipotesi di accordo.Il nuovo testo contrattuale riscrive integralmente la disciplina dedicata ai periodi di riposo, introducendo alcune novità di rilievo e rafforzando al tempo stesso principi già consolidati, come l’irrinunciabilità delle ferie e la responsabilità delle amministrazioni nel garantirne l’effettiva fruizione. Particolare attenzione viene inoltre riservata ai lavoratori che percepiscono specifiche indennità e a chi si trova ad affrontare situazioni familiari particolarmente delicate grazie all’ampliamento delle possibilità offerte dalle ferie solidali.
Le ferie diventano sempre più un diritto da garantire concretamenteUno degli aspetti più significativi del nuovo contratto riguarda il diverso approccio adottato nei confronti delle ferie maturate. L’obiettivo non è più soltanto riconoscere formalmente il diritto al riposo, ma fare in modo che venga realmente esercitato.Per questa ragione gli enti dovranno predisporre una vera e propria pianificazione annuale delle ferie, monitorandone costantemente la fruizione durante l’anno. Se, per esigenze organizzative oppure per motivi personali del dipendente, una parte delle ferie dovesse rimanere inutilizzata, sarà necessario riprogrammarla entro il mese di febbraio dell’anno successivo. Il datore di lavoro dovrà inoltre invitare formalmente il lavoratore a usufruire delle giornate residue entro i termini previsti dal contratto.Si tratta di una previsione che recepisce l’orientamento ormai consolidato della giurisprudenza nazionale ed europea, secondo cui l’amministrazione non può limitarsi a riconoscere il diritto alle ferie, ma deve mettere il dipendente nelle condizioni concrete di esercitarlo.Arriva una nuova indennità durante il periodo di ferieLa novità economicamente più interessante riguarda senza dubbio i dipendenti che, nel corso dell’attività lavorativa, percepiscono specifiche indennità legate alle modalità di svolgimento del servizio.Fino ad oggi, durante il periodo di ferie continuavano a essere corrisposti la normale retribuzione e, per i titolari di incarichi di Elevata Qualificazione, anche la retribuzione di posizione, mentre restavano esclusi gli emolumenti collegati all’effettiva prestazione lavorativa.Il nuovo contratto introduce invece una indennità giornaliera aggiuntiva, destinata ai lavoratori che nell’anno precedente abbiano percepito l’indennità di turno, quella per il servizio esterno oppure l’indennità per particolari condizioni di lavoro.L’importo sarà determinato calcolando la media delle somme percepite nell’anno precedente, suddividendole prima per dodici mensilità e successivamente per ventisei giornate lavorative. L’erogazione avverrà soltanto se il valore giornaliero risultante sarà pari ad almeno tre euro e sarà finanziata attraverso il Fondo delle risorse decentrate.La misura punta a ridurre l’impatto economico che il periodo di ferie può determinare per quei lavoratori la cui retribuzione è composta in misura significativa da indennità accessorie.Quanti giorni di ferie spettano ai dipendenti delle Funzioni LocaliIl contratto conferma il numero complessivo delle ferie annuali già previsto dalla disciplina vigente.Per il personale che lavora su una settimana articolata in cinque giorni spettano 28 giorni lavorativi, comprensivi delle due giornate previste dalla legge n. 937 del 1977.Qualora invece l’orario settimanale sia distribuito su sei giorni, il periodo annuale di ferie sale a 32 giorni.A queste giornate si aggiungono inoltre quattro riposi annuali legati alle festività soppresse, mentre continua a essere considerata giornata festiva anche quella dedicata al Santo Patrono del Comune nel quale il dipendente presta servizio, purché ricada in un giorno lavorativo.Per chi viene assunto o cessa il servizio durante l’anno, le ferie continuano a maturare proporzionalmente ai mesi effettivamente lavorati, considerando come mese intero ogni frazione superiore ai quindici giorni.Ferie frazionabili ma con almeno due settimane continuative in estateIl nuovo contratto mantiene un equilibrio tra le esigenze organizzative delle amministrazioni e il diritto dei dipendenti a programmare il proprio periodo di riposo.Le ferie potranno essere suddivise in più periodi nel corso dell’anno, purché ciò sia compatibile con le esigenze di servizio. Rimane però garantita, per chi ne faccia richiesta, la possibilità di usufruire di almeno due settimane consecutive nel periodo compreso tra il 1° giugno e il 30 settembre.Questa previsione tutela il diritto dei lavoratori a disporre di un periodo di recupero psicofisico realmente efficace durante la stagione estiva, pur lasciando agli enti la possibilità di organizzare i turni in funzione delle necessità operative.Quando le ferie possono essere interrotte o sospeseIl contratto disciplina anche le situazioni nelle quali un periodo di ferie già iniziato può interrompersi.Se l’amministrazione richiama il dipendente per inderogabili esigenze di servizio, quest’ultimo avrà diritto al rimborso delle spese documentate sostenute sia per il rientro anticipato sia per il successivo ritorno nella località di vacanza. Saranno inoltre rimborsate le somme già anticipate per il periodo di ferie non goduto.Le ferie vengono inoltre sospese in presenza di una malattia debitamente certificata che si prolunghi per oltre tre giorni oppure comporti un ricovero ospedaliero. La sospensione opera anche nei casi di lutto previsti dal contratto collettivo.Resta inoltre confermato che le assenze dovute a malattia o infortunio non riducono il numero complessivo delle ferie maturate, anche qualora si protraggano per l’intero anno solare.Ferie residue e monetizzazione: cosa cambiaIl principio generale rimane immutato: le ferie costituiscono un diritto irrinunciabile e non possono essere sostituite da un compenso economico.La monetizzazione continua infatti a rappresentare un’eccezione limitata ai casi consentiti dalla normativa vigente e, in particolare, al momento della cessazione del rapporto di lavoro quando le ferie non siano state fruite per esigenze di servizio.Il nuovo testo contrattuale precisa inoltre le modalità di determinazione del compenso sostitutivo, stabilendo che il calcolo dovrà essere effettuato facendo riferimento alla retribuzione spettante nell’anno in cui le ferie avrebbero dovuto essere utilizzate.Le ferie solidali si estendono all’assistenza familiareUn’altra parte significativa dell’accordo riguarda il rafforzamento dell’istituto delle ferie solidali, ormai sempre più utilizzato nella pubblica amministrazione.I dipendenti potranno continuare a cedere, su base esclusivamente volontaria e gratuita, le ferie eccedenti il periodo minimo obbligatorio e le giornate di riposo per festività soppresse a colleghi che abbiano necessità di assistere il coniuge oppure parenti e affini entro il secondo grado affetti da particolari condizioni di salute che richiedano cure costanti.Il lavoratore interessato potrà richiedere fino a trenta giornate per ciascuna domanda, presentando una certificazione rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o convenzionata.L’ente renderà nota al personale la richiesta mantenendo l’anonimato del dipendente interessato. Qualora i giorni messi a disposizione dai colleghi siano superiori o inferiori rispetto alle richieste, la distribuzione avverrà secondo criteri di proporzionalità.Le giornate ricevute potranno essere utilizzate soltanto dopo l’esaurimento delle ferie ordinarie, dei riposi spettanti e degli altri permessi previsti dal contratto.Una disciplina più moderna orientata alla tutela del benessere lavorativoLa revisione della disciplina delle ferie rappresenta uno degli interventi più significativi contenuti nell’ipotesi di rinnovo del CCNL Funzioni Locali 2025-2027. L’impressione è che il nuovo impianto contrattuale voglia superare una concezione puramente amministrativa del periodo di riposo, attribuendogli un valore sempre più collegato alla tutela della salute, dell’equilibrio tra vita privata e attività lavorativa e alla qualità dell’organizzazione del lavoro.Accanto alla conferma delle garanzie già esistenti, trovano infatti spazio strumenti nuovi, come l’indennità durante le ferie per alcune categorie di lavoratori, un sistema più rigoroso di programmazione delle ferie residue e un rafforzamento delle misure di solidarietà tra colleghi. Tutti elementi destinati a incidere concretamente sulla gestione quotidiana del personale negli enti locali una volta completato l’iter di approvazione definitiva del contratto.


Incarichi legali esterni nella PA, adesso basta scorciatoie 
Incarichi legali esterni, basta scorciatoie se l’ente ha un ufficio legale serve una motivazione vera. Focus a cura del Dott. Luca Leccisotti.Il conferimento di incarichi legali esterni da parte delle pubbliche amministrazioni continua a essere uno dei terreni più esposti a equivoci, prassi disinvolte e motivazioni costruite con formule di rito. La questione diventa ancora più delicata quando l’ente dispone già di un proprio ufficio legale interno. In quel caso, il ricorso al professionista esterno non è vietato in assoluto, ma non può essere trattato come una scelta libera, discrezionale nel senso più debole del termine, o peggio come una soluzione ordinaria per aggirare l’organizzazione interna. Se l’amministrazione ha già avvocati interni, il conferimento all’esterno deve essere sorretto da una motivazione rafforzata, puntuale, verificabile e ancorata alla concreta vicenda contenziosa.Il giudizio della Corte dei Conti
La sentenza della Corte dei conti, Sezione I giurisdizionale centrale d’appello, n. 221/2025, offre un chiarimento importante. L’amministrazione dotata di ufficio legale interno, quando intenda affidare all’esterno la rappresentanza e difesa in giudizio, deve dimostrare due elementi essenziali: a) che la controversia esula dall’ordinaria tipologia di contenzioso normalmente connessa all’attività dell’ente, oppure che non possa essere affidata all’ufficio interno per ragioni di incompetenza tecnico-professionale o per oggettiva gravosità del carico di lavoro; b) che il ricorso a professionalità esterne sia necessario in rapporto alla complessità, delicatezza e importanza della controversia, con valutazione delle competenze specifiche del professionista e dei profili tariffari applicati. È questo il nucleo della motivazione rafforzata.Il punto va detto con chiarezza. Non basta scrivere che la questione è “complessa”. Non basta affermare che il giudizio è “delicato”. Non basta richiamare genericamente la “particolare importanza della controversia”. Non basta neppure indicare il nome di un avvocato del libero foro ritenuto autorevole. La motivazione deve spiegare perché, in quel caso specifico, l’ufficio legale interno non sia sufficiente o non sia concretamente utilizzabile. Senza questo passaggio, l’incarico esterno rischia di diventare una duplicazione di spesa, una scelta non proporzionata e, nei casi più gravi, un presupposto di responsabilità erariale.Il casoLa vicenda esaminata dalla Corte dei conti riguardava un’azienda sanitaria che aveva conferito un incarico di patrocinio legale per agire nei confronti di una società di revisione, ritenuta responsabile di non aver correttamente adempiuto all’incarico di certificazione contabile del bilancio d’esercizio. La procura contabile aveva contestato ai vertici dell’azienda il danno erariale derivante dal conferimento dell’incarico esterno, ritenendo non adeguatamente documentata l’impossibilità di utilizzare il legale interno o la gravosità del carico di lavoro dell’ufficio. In primo grado, la Sezione territoriale aveva riconosciuto l’antigiuridicità della condotta e il danno, ma aveva escluso la colpa grave. In appello, la Corte ha confermato l’assoluzione sotto il profilo soggettivo, pur ribadendo la necessità della motivazione rafforzata.La decisione è interessante proprio perché distingue due piani che spesso vengono confusi. Da un lato, il piano oggettivo della correttezza dell’azione amministrativa: l’ente avrebbe dovuto motivare meglio perché non ricorreva all’ufficio legale interno e perché fosse necessario l’incarico esterno. Dall’altro, il piano soggettivo della responsabilità erariale: nel caso concreto, la Corte ha escluso la colpa grave in ragione della particolare complessità, delicatezza e importanza della controversia, trattandosi di fattispecie non ordinaria, notevolmente articolata e non facilmente riconducibile a precedenti giurisprudenziali consolidati. Ma questa esclusione della colpa grave non deve essere letta come una sanatoria generalizzata delle motivazioni carenti.Le pronunce assolutorieQui sta il punto polemico. Troppo spesso le amministrazioni leggono le pronunce assolutorie della Corte dei conti come se fossero autorizzazioni preventive a continuare con prassi deboli. È un errore. La Corte può escludere la colpa grave in un determinato caso per le peculiarità della vicenda, ma ciò non significa che la condotta amministrativa fosse corretta sotto il profilo oggettivo. Nel caso esaminato, infatti, i giudici contabili hanno riconosciuto che i dirigenti avrebbero dovuto esplicitare le ragioni del ricorso al legale esterno. L’assenza di condanna non equivale a piena approvazione del metodo seguito. Significa solo che, in quella concreta fattispecie, non è stato raggiunto il livello soggettivo della colpa grave.La motivazione rafforzataLa motivazione rafforzata non è un lusso redazionale. È il presidio che consente di distinguere l’incarico necessario dall’incarico comodo. 


telemontekronio.it
Emergenza incendi nei Monti Sicani: riunione operativa al Libero Consorzio

Una risposta immediata all'emergenza che sta mettendo in ginocchio il comparto agricolo e zootecnico dei Monti Sicani. È questo il principale risultato della riunione operativa che si è svolta ieri tra il GAL Sicani, i sindaci dei Comuni aderenti e il Presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, convocata per affrontare le pesantissime conseguenze degli incendi che nei giorni scorsi hanno devastato ampie aree del territorio.Al tavolo di lavoro erano presenti il Presidente del GAL Sicani, Salvatore Sanzeri, il Coordinatore del GAL, Angelo Palamenghi, il Presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, e i sindaci di Cammarata, Giuseppe Mangiapane, Santo Stefano Quisquina, Francesco Cacciatore, Bivona, Milko Cinà, San Giovanni Gemini, Dino Zimbardo, e il vicesindaco di Castronovo di Sicilia, Domenico Madonia.Nel corso dell'incontro è emerso un quadro particolarmente critico. Le fiamme hanno provocato danni ingentissimi alle aziende agricole e zoo tecniche, distruggendo pascoli, foraggio e infrastrutture rurali, mettendo a rischio la sopravvivenza di centinaia di capi di bestiame. A questa situazione si aggiunge l'emergenza idrica a causa degli incendi, che rende ancora più difficile garantire la continuità delle attività produttive.I sindaci hanno condiviso la necessità di intervenire su due livelli: da un lato adottare misure urgenti per sostenere gli allevatori e le aziende colpite, dall'altro costruire una strategia di medio periodo per il rilancio del territorio e la prevenzione di future emergenze.Tra le priorità individuate: il reperimento immediato di foraggio destinato agli allevamenti, attraverso una campagna raccolta di foraggio tra le aziende del territorio. l'avvio dell'iter per il riconoscimento dello stato di calamità naturale, la richiesta di convocazione di un tavolo tecnico con la Presidenza della Regione Siciliana e con l'Assessorato regionale dell'Agricoltura, oltre alla predisposizione di un modulo unico per la stima dei danni, che consentirà di raccogliere in maniera uniforme tutte le segnalazioni provenienti dalle aziende agricole e zootecniche interessate. Oltre, ovviamente, ad una stima dei danni subiti dalle civili abitazioni.
La decisione più significativa assunta durante la riunione riguarda la costituzione di una cabina di regia operativa, affidata congiuntamente al GAL Sicani e al Servizio di Protezione Civile del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, per il supporto operativo e logistico dell'emergenza. L'obiettivo è garantire risposte rapide e coordinate, evitando frammentazioni e assicurando un dialogo costante tra istituzioni, amministrazioni comunali e aziende del territorio.


grandangoloagrigento.it
Evade dai domiciliari, poliziotti lo vedono rientrare dalla finestra: arrestato Poco prima, peraltro, è stato segnalato un tentativo di furto alla sede del Libero Consorzio nella vicina via Esseneto.
È stato pizzicato dai poliziotti delle Volanti mentre rientrava a casa, passando per una finestra, nonostante fosse sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. Per questo motivo Massimo Farinelli, già noto alle cronache per essere stato protagonista di una lunga serie di furti in città, è stato arrestato per il reato di evasione.Il giudice ha aggravato la misura nei suoi confronti disponendo la custodia in carcere. L’uomo, secondo quanto ricostruito, non sarebbe stato trovato in casa dove, invece, doveva stare poiché sottoposto ai domiciliari. Poco prima, peraltro, è stato segnalato un tentativo di furto alla sede del Libero Consorzio nella vicina via Esseneto. Gli investigatori non escludono che ad agire possa essere stato proprio l’agrigentino.

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