LENTEPUBBLICA
Concorsi pubblici, riserva dei posti vale anche senza dichiarazione in domanda
Un click mancato durante l’invio di una domanda di concorso può comportare seri problemi per un dipendente pubblico che punta a un avanzamento di carriera. Capita spesso, tra piattaforme complesse, varie opzioni da selezionare, scadenze strette e caselle da spuntare, di dimenticare quelle dedicate alla riserva dei posti per il personale già in servizio.
Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 8336 del 28 ottobre 2025, ha stabilito che quella dimenticanza non cancella il diritto, a patto che il titolo sia realmente posseduto e venga documentato prima che la graduatoria diventi definitiva.
La vicenda che ha portato alla pronuncia
Roma Capitale aveva bandito un concorso pubblico per esame per l’assunzione di 20 Funzionari Avvocato, categoria D, posizione economica D1. Una candidata, dipendente dell’ente capitolino dal 27 dicembre 2016, aveva presentato la domanda, ma il sistema telematico aveva accettato l’istanza senza la spunta relativa alla riserva dei posti. Consapevole del rischio, l’interessata aveva comunque inviato in via cautelativa una dichiarazione sostitutiva relativa al proprio status di dipendente. Superate le prove con il punteggio di 22,70 su 30, il 7 settembre 2021 aveva trasmesso una seconda dichiarazione sul modulo predisposto dall’amministrazione, spuntando questa volta la casella per avvalersi della riserva.
Nonostante ciò, la determinazione dirigenziale che aveva approvato la graduatoria di merito non l’aveva inserita tra gli aventi diritto alla riserva. La candidata aveva chiesto una revisione il 4 novembre 2021, ma la graduatoria era già stata pubblicata il 18 ottobre precedente e la richiesta era rimasta senza esito. Il TAR Lazio, con la sentenza n. 7699/2022, le ha dato ragione. Roma Capitale ha impugnato quella decisione davanti al Consiglio di Stato, richiamando il principio di autoresponsabilità del candidato e l’art. 16 del d.P.R. n. 487/1994.
Perché il titolo di riserva segue regole diverse dai titoli di merito
Il Consiglio di Stato effettua un’importante distinzione tra titoli di merito e titoli di riserva. I primi, disciplinati dall’art. 8 del d.P.R. n. 487/1994, vengono valutati dalla Commissione esaminatrice “dopo le prove scritte e prima che si proceda alla correzione dei relativi elaborati”. Per questo motivo devono comparire già nella domanda, pena una disparità di trattamento tra i candidati in sede di esame.
Discorso diverso per i titoli di riserva. Il Consiglio di Stato ricorda che essi “vengono in considerazione solo successivamente allo svolgimento delle prove selettive, al momento della redazione della graduatoria di merito” e non sono mai oggetto di valutazione da parte della Commissione. Per questo, chiarisce il Consiglio di Stato, “detti titoli non possono essere assimilati ai titoli di merito”.
Il fondamento nell’art. 24 del d.lgs. n. 150/2009
La riserva applicata nel caso di specie trova origine nell’art. 24 del d.lgs. n. 150/2009, che consente alle amministrazioni di riservare al personale interno una quota non superiore al 50% dei posti messi a concorso. Il co. 2 precisa che la finalità è quella di “riconoscere e valorizzare le competenze professionali sviluppate dai dipendenti, in relazione alle specifiche esigenze delle amministrazioni”. Tale ratio impone un’interpretazione che non penalizzi chi possiede realmente il requisito per un errore procedurale privo di conseguenze sostanziali.
La mancata indicazione in domanda non comporta automaticamente la decadenza
Il passaggio più rilevante della sentenza riguarda dunque l’obbligo di dichiarare la riserva già nella domanda di partecipazione, richiesto sia dal bando sia dall’art. 16 del d.P.R. 487/1994. Per il Consiglio di Stato, in assenza di una previsione espressa in tal senso, quell’indicazione non può essere intesa “a pena di non valutabilità di tale titolo”, quando il requisito è già posseduto alla scadenza del bando e viene comunque trasmesso nei termini fissati dall’amministrazione. Il termine perentorio previsto dalla norma riguarda l’invio della documentazione, non la possibilità stessa di far valere il diritto.
A sostegno di questa tesi, la sentenza richiama un proprio precedente sulla stessa procedura concorsuale, la decisione n. 9667 del 3 dicembre 2024, relativa ai titoli di preferenza, e la recente pronuncia della Corte costituzionale n. 145 del 9 ottobre 2025. Su una riserva diversa, quella per gli appartenenti alla Polizia di Stato, la Consulta aveva già chiarito che “la partecipazione al concorso dei beneficiari della quota di riserva non è condizionata alla manifestazione di un’opzione”, dal momento che il relativo diritto si valuta soltanto in sede di formazione della graduatoria finale dei vincitori.
Le conseguenze per amministrazioni e dipendenti
Pertanto, se un candidato dimentica di dichiarare la riserva in domanda, ma dimostra di possedere il requisito alla scadenza del bando e lo documenta prima della pubblicazione della graduatoria, l’amministrazione deve comunque tenerne conto. Respingere la richiesta soltanto perché il candidato ha omesso di spuntare la relativa casella significherebbe pertanto applicare una lettura della norma più restrittiva di quanto la norma stessa preveda.
La scadenza da tenere sempre presente
Ad ogni modo, è bene sottolineare che il momento oltre il quale non è più possibile far valere la riserva resta la pubblicazione della graduatoria di merito. Fino a quel momento il candidato può integrare la documentazione mancante. Una volta formalizzata la graduatoria, invece, ogni richiesta di revisione arriva fuori tempo, come dimostra l’istanza presentata dalla candidata il 4 novembre 2021, rimasta priva di seguito in via amministrativa e risolta solo grazie al ricorso al giudice.
AGRIGENTONOTIZIE.IT
Sete nell'Agrigentino con le dighe piene: il Consiglio provinciale contro Siciliacque
Mentre gli invasi traboccano, i rubinetti restano a secco per dispute finanziarie tra enti.
Il Libero consorzio approva una mozione di fuoco contro la Spa di sovrambito e chiede un tavolo urgente in Prefettura
Una crisi "grave e paradossale" che vede la provincia di Agrigento soffrire la sete nonostante gli invasi siano praticamente pieni. È questo il grido d’allarme levatosi stamani dall’aula del Consiglio provinciale, presieduto da Giuseppe Pendolino, dove la politica locale ha deciso di alzare il livello dello scontro con i gestori del servizio idrico. Al centro della seduta, la mozione presentata dal consigliere Milko Cinà e fatta propria dall’intero consesso, che punta il dito contro i vertici di Siciliacque Spa e le logiche burocratiche che stanno strozzando il territorio.La rivolta contro i "piani estivi"
Il Consiglio ha impegnato ufficialmente la presidenza a convocare un tavolo di crisi in Prefettura, chiamando a rapporto l'assessorato regionale dell'Energia, Siciliacque, l'Ati e Aica. L’obiettivo è una diffida formale e la revisione immediata dei piani di distribuzione estiva, giudicati iniqui. Sulla questione, il consigliere Cinà è stato durissimo: “Non è tollerabile che logiche di gestione centralizzata o controversie di natura economico finanziaria tra Enti si ripercuotano sulla pelle dei cittadini e delle imprese di un territorio già storicamente penalizzato dal punto di vista infrastrutturale”.
Tra le soluzioni proposte durante il dibattito figurano l'utilizzo dei pozzi locali e la possibilità che la Regione acquisisca le quote private di Siciliacque, ponendo fine a una gestione che penalizza pesantemente l'utenza. Il presidente Pendolino ha rincarato la dose: “E' una situazione intollerabile ed è indispensabile attivare un percorso che porti alla soluzione di un problema che sta mortificando le ambizioni di crescita di un intero territorio”.Manutenzione stradale e investimenti per le scuole
Oltre all’emergenza acqua, il Consiglio ha approvato importanti manovre finanziarie. È stato dato il via libera all'assestamento di bilancio e al Documento unico di programmazione 2027/2029. La notizia più rilevante sul fronte infrastrutturale riguarda lo stanziamento di quasi 14 milioni di euro destinati alla manutenzione straordinaria delle strade provinciali: 3 milioni saranno immediatamente disponibili per il 2026, mentre i restanti verranno spalmati nel biennio successivo. Novità anche per il settore istruzione, con l'acquisto di uno spazio edificabile per l'istituto “Odierna” di Palma di Montechiaro e di un immobile ad Agrigento destinato al trasferimento delle classi del Ginnasio “Empedocle”. Previsti inoltre interventi per il centro congressuale di Sciacca e la Fondazione Teatro Efebo.Un cambio di passo amministrativoRivendicando i risultati ottenuti nell'ultimo anno, Pendolino ha sottolineato come l'ente stia cercando di recuperare il tempo perduto: “In poco più di un anno dal nostro insediamento abbiamo praticamente colmato anni di scarsa attività amministrativa con scelte non solo sul territorio, come strade e scuole, ma anche su aspetti sociali che però hanno un effetto sul miglioramento della fruizione turistica, come l'acquisto di pedane per permettere ai disabili di raggiungere diverse spiagge altrimenti a loro negate. Stiamo cercando di cambiare il volto del territorio con un approccio pragmatico fatto non solo di miglior utilizzo di entrate ed avanzo di amministrazione ma anche di scelte politiche oculate”.
GRANDANGOLOAGRIGENTO.IT
Consiglio provinciale approva mozione su crisi idrica ed assestamento di bilancioL'impegno ad inoltrare una formale nota di contestazione e diffida a Siciliacque S.p.A., pretendendo la revisione immediata dei piani di distribuzione estivi e l'adozione di criteri di solidarietà
Si è riunito stamani il consiglio provinciale di Agrigento presieduto da Giuseppe Pendolino. Oltre ai consiglieri presenti anche il Collegio dei Revisori dei Conti e il Presidente dell’Ambito Territoriale Idrico Salvo Di Bernardo. Proprio la grave e paradossale crisi idrica in provincia (a fronte di invasi praticamente pieni) è stata analizzata ad inizio seduta, con una mozione presentata dal consigliere Milko Cinà e fatta propria dal consiglio provinciale, con interventi di diversi consiglieri e dello stesso Presidente Pendolino. “Non è tollerabile – ha detto il consigliere Cinà – che logiche di gestione
centralizzata o controversie di natura economico finanziaria tra Enti si ripercuotano sulla pelle dei cittadini e delle imprese di un territorio già storicamente penalizzato dal punto di vista infrastrutturale”.Il Consiglio ha impegnato la Presidenza del Libero Consorzio Comunale di Agrigento per attivare immediatamente la convocazione urgente di un tavolo di crisi, alla Prefettura di Agrigento, con la partecipazione dei vertici dell’Assessorato Regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità, in qualità di Ente di Governo Sovrambito, di Siciliacque S.p.A (Società di gestione di Sovrambito), dell’ATI di Agrigento, nella qualità di Ente di Governo d’Ambito, e di AICA, gestore del Servizio Idrico
Integrato di Agrigento. Inoltre, l’impegno ad inoltrare una formale nota di contestazione e diffida a Siciliacque S.p.A., pretendendo la revisione immediata dei piani di distribuzione estivi e l’adozione di criteri di solidarietà territoriale. Durante il dibattito toccati anche altri punti, quali l’utilizzo dei pozzi presenti sul territorio e la possibilità dell’acquisizione da parte della Regione delle quote private di Siciliacque per non penalizzare pesantemente i cittadini. “E’ una situazione intollerabile” afferma il Presidente Pendolino “ed è indispensabile attivare un percorso che porti alla soluzione di un problema che sta mortificando le ambizioni di crescita di un intero territorio”.Oltre al riconoscimento di alcuni debiti fuori bilancio, il consiglio ha approvato il documenti unico di programmazione per il triennio 2027/2029 e l’assestamento di bilancio, che consentirà ulteriori spese programmate su vari settori, come l’aumento del monte ore settimanali per il personale part time (da 34 a 35 ore). Previsto inoltre un ulteriore stanziamento di quasi 14 milioni di euro per la manutenzione straordinaria delle strade, di cui 3 milioni per il 2026 e i restanti nel biennio successivo. Per le scuole, inserito anche l’acquisto di uno spazio edificabile per l’Istituto di Istruzione Superiore “Odierna” di Palma di Montechiaro e di un immobile nel centro di Agrigento per il trasferimento delle classi del Ginnasio “Empedocle”. Altri stanziamenti riguardano la manutenzione straordinaria del centro congressuale San Domenico a Sciacca, la manutenzione straordinaria del giardino botanico e la Fondazione Teatro Efebo. “In poco più di un anno dal nostro insediamento abbiamo praticamente colmato anni di scarsa attività amministrativa” ha commentato il Presidente Pendolino “con scelte non solo sul territorio, come strade e scuole, ma anche su aspetti sociali che però hanno un effetto sul miglioramento della fruizione turistica, come l’acquisto di pedane per permettere ai disabili di raggiungere diverse spiagge altrimenti a loro negate. Stiamo cercando di cambiare il volto del territorio con un approccio pragmatico fatto non solo di miglior utilizzo di entrate ed avanzo di amministrazione ma anche di scelte politiche oculate”.Il Gruppo Consiliare Forza Azzurri del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, composto dal Vice Presidente Scicolone e dai Consiglieri Grassadonio e Cutrera, esprime vivo apprezzamento per l’approvazione dell’ assesstamento di bilancio approvato, questa mattina, in sala Giglia durante i lavori del Consiglio provinciale. “L’approvazione del provvedimento, affermano i tre Consiglieri Azzurri, permette anche l’utilizzo di fondi per i dipendenti part time dell’Ente che passano a 35 ore complessive fino al 2026 e consente di rilanciare, ulteriormente, lo sviluppo economico dell’intera provincia in un periodo delicato e dfficile per le aziende agrigentine. Una boccata di ossigeno, dichiarano i tre consiglieri azzurri, per il territorio della Provincia di Agrigento che negli ultii anni ha vissuto momenti di crisi economiche. “Momenti di panico in via Manzoni, nel centro di Agrigento, per l’incendio di un’auto avvenuto nel pomeriggio di oggi. Il veicolo, forse in movimento, ha preso completamente fuoco. Le fiamme, secondo la testimonianza di alcuni presenti, sono state poi accompagnate da una esplosione. Lanciato l’allarme, sul posto sono intervenute due squadre di Vigili del fuoco. I pompieri hanno messo in sicurezza la zona e spento il rogo. La strada è stata momentaneamente chiusa. Al via le indagini per capire cosa sia accaduto esattamente.