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Rassegna stampa del 5 agosto 2026

 

TG3RAINEWS.IT 
Emergenza incendi, al via il servizio di monitoraggio con droniIl Libero Consorzio comunale ha dato il via a un servizio di monitoraggio aereo con droni nei territori di Cammarata, Santo Stefano Quisquina e Bivona per contrastare l'emergenza incendidi Giorgio Ruta

Il Libero Consorzio comunale di Agrigento ha dato il via a un servizio di monitoraggio aereo con droni nei territori di Cammarata, Santo Stefano Quisquina e Bivona per contrastare l'emergenza incendi. I velivoli, equipaggiati con termocamere avanzate, sorveglieranno le aree boschive e rurali dei monti Sicani, recentemente colpite da gravi roghi. L'obiettivo è individuare tempestivamente focolai e anomalie termiche. L'iniziativa, concordata con i sindaci dei tre Comuni, punta a garantire un controllo capillare del territorio e funge da deterrente contro possibili atti dolosi. Il presidente dell'ex Provincia Giuseppe Pendolino, assieme ai primi cittadini, ha rivolto un appello ribadendo che "la tecnologia rappresenta un supporto fondamentale ma che la collaborazione dei residenti resta l'arma più efficace per la difesa del patrimonio ambientale e produttivo". Le operazioni, condotte da piloti abilitati, si svolgono in sinergia con Prefettura, vigili del fuoco, Forestale e Protezione civile.


GIORNALE DI SICILIA 
Manovrina, venerdì il varo. Già sul tavolo 400 milioni

Schifani riunirà la giunta per approvare il testo e inviarlo all’Ars. Il disegno di legge avrà due step: subito norme per 150 milioni, a settembre i partiti aggiungeranno emendamenti per altri 200. E gli ultimi 50 saranno per le mancette
A Palazzo d’Orleans da ieri si moltiplicano gli incontri fra il presidente Schifani e gli assessori. L’obiettivo è limare gli ultimi dettagli della manovra da 400 milioni che venerdì verrà approvata in giunta.
Schifani ha deciso di bruciare i tempi, evitando di rinviare tutto a settembre come si era ipotizzato fino a qualche giorno fa. Venerdì approverà la manovra in giunta e prima della pausa di Ferragosto la invierà all’Ars, di fatto dettando il calendario parlamentare d’autunno che non potrà che partire da questo punto.
E per accelerare la mossa il presidente ha concordato con i segretari di partito la stesura di un testo in due step. La base del disegno di legge è quello che sta scrivendo in queste ore con l’assessore all’Economia, Alessandro Dagnino, e i singoli componenti della giunta.
Così il testo metterà insieme misure per 150 milioni. La maggior parte degli articoli rifinanzieranno capitoli di bilancio dei vari assessorati: un modo per rendere poi più rapida la spesa: il tempo non sarà molto, visto che prevedibilmente la manovra sarà approvata ai primi di ottobre e ogni misura dovrà essere attuata con i decreti e gli assegni entro metà dicembre.


GIORNALE DI SICILIA 
Corte dei Conti, magistrati contro la riforma: «A rischio l’autonomia»

L’Associazione dei magistrati contabili chiede un confronto con il Governo sul provvedimento approvato in Cdm: contestata la separazione delle funzioni tra pm e giudici e il rafforzamento dei poteri del Procuratore generale. Possibile uno sciopero in autunno
I giudici della Corte dei Conti sul piede di guerra contro la riforma voluta dal Governo e approvato oggi in Cdm che - a loro dire - «mina l’indipendenza e l'autonomia della magistratura contabile». Si tratta dell’atto composto da 71 articoli che modifica profondamente il funzionamento dei giudici contabili. Uno dei cambiamenti più significativi riguarda la distinzione tra chi svolge funzioni di pubblico ministero contabile (funzioni requirenti) e chi svolge funzioni giudicanti.
Secondo lo schema di riforma il passaggio da un ruolo all’altro diventa estremamente difficile, tanto da configurare una sorta di separazione delle carriere. Chi volesse cambiare funzione dovrebbe infatti trascorrere prima tre anni negli uffici di controllo. La riforma rafforza inoltre il ruolo del Procuratore generale della Corte dei conti, che acquisisce poteri di coordinamento molto più incisivi sulle procure regionali. Sarà lui a indicare le priorità investigative e le tipologie di danno erariale da perseguire con precedenza. I magistrati contabili contestano l’impianto del provvedimento perché ritengono che riduca la loro autonomia e la capacità di indagare in modo indipendente su sprechi di denaro pubblico e danni alle casse dello Stato. L’Associazione Magistrati della Corte dei Conti (Amcc) chiede al governo un confronto sui nodi del provvedimento. «Si tratta di decreti ad alto contenuto tecnico. Li abbiamo ricevuti solo ieri ed è necessario meditarli, approfondirli, adeguatamente», spiega il sindacato. Il presidente dell’Associazione, Donato Centrone, ritiene che «una frettolosa approvazione rischia di minare l’indipendenza senza un ritorno in termini di efficace svolgimento delle funzioni e soprattutto di efficienza nell’erogazione di servizi da parte della pubblica amministrazione. Chiediamo, quindi, al Governo un breve rinvio». Per il sindacato delle toghe contabili ci sono alcuni aspetti della riforma «su cui l’Associazione potrà dare il suo contributo». In primo luogo «l'organizzazione centrale e soprattutto regionale delle sezioni perché c'è un problema di efficienza nella erogazione che la Costituzione affida alla Corte dei Conti. Sotto questo profilo - ha aggiunto Centrone nel corso di una conferenza stampa - si rischia di esercitare male le funzioni con diminuzione di garanzie».


AGRIGENTONOTIZIE
Aica porta a casa 54 milioni di euro: fondi per il Sistema Voltano e maxi progetti su Agrigento e Sciacca

Invitalia assegna 7,2 milioni per la messa in sicurezza della principale dorsale idrica della provincia. Altri 47,52 milioni di interventi sono stati dichiarati ammissibili e attendono soltanto la copertura finanziaria
iù di 54 milioni di euro di investimenti per il sistema idrico agrigentino. È il risultato ottenuto da Aica nell'ambito dello Sfniissi, lo Strumento finanziario nazionale per gli investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico, finanziato con le risorse del Pnrr. Invitalia ha infatti assegnato 7,2 milioni di euro per un'opera strategica del Sistema Voltano e ha dichiarato ammissibili altri due importanti progetti per complessivi 47,52 milioni di euro, che attendono soltanto la disponibilità delle risorse economiche. 
Il finanziamento già ottenuto riguarda la sostituzione di alcuni tratti della condotta adduttrice del Sistema Voltano, infrastruttura fondamentale per l'approvvigionamento idrico della provincia. L'intervento ha un valore complessivo di 8 milioni di euro, dei quali 7,2 milioni coperti dal contributo nazionale e i restanti 800 mila euro finanziati direttamente da Aica. I lavori interesseranno il tratto più vulnerabile della condotta, in contrada Molinazzo nel territorio di Santo Stefano Quisquina, dove negli anni i movimenti del terreno hanno provocato ripetute rotture e interruzioni del servizio. 
Accanto al progetto già finanziato, Invitalia ha riconosciuto pienamente ammissibili altri due interventi: il completamento e la sostituzione della rete idrica del Comune di Sciacca per un importo di 31,32 milioni di euro e la ristrutturazione con automazione della rete idrica del Comune di Agrigento per ulteriori 16,20 milioni. Entrambi i progetti sono stati inseriti nella graduatoria nazionale ma, al momento, non hanno ottenuto il finanziamento esclusivamente per l'esaurimento della dotazione disponibile. Aica punta ora sul futuro rifinanziamento dello strumento e sul conseguente scorrimento della graduatoria. 
L'azienda sottolinea come il risultato "sia frutto della collaborazione con l'Assemblea territoriale idrica di Agrigento. L'Ati ha curato la progettazione esecutiva dell'intervento sul Sistema Voltano, mentre Aica, in qualità di gestore del servizio idrico integrato, ha presentato la candidatura ottenendo l'ammissione al finanziamento nazionale. 
“È una notizia straordinaria - commentano i vertici dell'azienda - per Aica e per l'intero territorio agrigentino. Abbiamo già ottenuto 7,2 milioni di euro per un'opera strategica del Sistema Voltano e altri 47,52 milioni di interventi sono stati riconosciuti ammissibili. Il risultato dimostra che siamo in grado di programmare, candidare e ottenere risorse sui più importanti programmi nazionali. Continueremo a lavorare affinché ogni progetto ammesso riceva la necessaria copertura e si trasformi rapidamente in opere concrete al servizio dei cittadini”.


LIVESICILIA.IT 
Parifiche e rendiconti, piano della Regione per sbloccare il maxi-avanzo

Tra il giudizio di parifica che spetta alla Corte dei conti e l’approvazione del rendiconto da parte dell’Ars “non c’è sovrapposizione”: si tratta di due momenti distinti e non vincolanti ai fini delle decisioni della politica che quindi può andare avanti con le sue scelte pur dovendo sempre rispettare “l’equilibrio di bilancio”. Dalla lettura del Defr 2027-2029, predisposto dal governo regionale e approvato nei giorni scorsi dall’Ars, emerge una novità sostanziale che può rappresentare una svolta nella gestione delle casse regionali, dando la possibilità al governo di utilizzare al meglio l’avanzo-monstre che si prospetta all’orizzonte.La sentenza della Corte costituzionaleIn una Regione che si è messa alle spalle il disavanzo e che ora conta le cifre in positivo, con un avanzo che supera i cinque miliardi di euro, il problema diventa la velocità con cui potranno essere adottate le decisioni future per consolidare la crescita dell’Isola. Un interrogativo che il governo regionale si è posto, trovando una via d’uscita tra le pieghe di una sentenza del 2022 con cui la Corte costituzionale si era espressa rispetto ad un conflitto d’attribuzione promosso dalla Regione nei confronti dello StatoPlay VideoI tempi della Corte dei conti e quelli della politicaTutto ruota attorno alla distanza che intercorre tra l’individuazione dell’avanzo di amministrazione, e quindi di una quantità di soldi da potere utilizzare per la crescita, e il giudizio di parifica della Corte dei conti che certifica la possibilità di spendere effettivamente quelle risorse. Alla Regione hanno visto nella sentenza della Consulta una possibile via d’uscita per accelerare i processi decisionali.La Corte dei contiRegione e Corte dei conti, “due sfere distinte”Secondo la Corte costituzionale, la cui sentenza viene citata espressamente all’interno del Defr, “le sfere di competenza della Regione e della Corte dei conti si presentano distinte e non confliggenti”. Una decisione che ha una doppia lettura: il controllo contabile della Corte “non può arrestarsi” davanti all’approvazione dei nuovi rendiconto da parte dell’Ars ma, al tempo stesso, le verifiche dei giudici contabili “non incidono sulla potestà legislativa” del Parlamento. La decisione della Corte dei conti sulla parifica, quindi, “non modifica il contenuto della legge regionale, non ne sospende l’efficacia e non si sostituisce alla valutazione politica dell’organo legislativo”.Nella cornice disegnata dalla Corte costituzionale, secondo la Regione, l’emissione del giudizio di parifica da parte della Corte dei conti resta “un presidio essenziale di legalità contabile, certezza dei saldi e tutela degli equilibri di bilancio”, tuttavia “non si configura come condizione indefettibile per l’approvazione delle leggi di rendiconto”.La novità della sentenza della Corte costituzionaleTradotto in altri termini: la Regione non è costretta ad attendere il giudizio di parifica per approvare in Giunta e trasmettere all’Ars i bilanci consolidati dai quali emergono gli eventuali avanzi d’amministrazione su cui poggiare le scelte politiche future.Le mosse del governo e l’avanzo di amministrazioneA Palazzo d’Orleans, infatti, dopo l’approvazione del Rendiconto 2022 che ha sbloccato 264 milioni di euro, il governatore Renato Schifani e l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino pensano già alle prossime mosse. Entro l’autunno al Corte dei conti dovrebbe dare la parifica ai numeri del 2024 che certificano un avanzo di circa due miliardi di euro. Il governo, però, lavora già sul 2025. Il documento relativo allo scorso anno, infatti, potrebbe rilevare una capacità di spesa ulteriormente allargata: ai 5,2 miliardi di avanzo si aggiungeranno gli 1,8 miliardi derivanti dalla cancellazione del Fondo anticipazioni di liquidità per un totale di sette miliardi.Una cifra enorme che il governo Schifani intende utilizzare per una fase 2 che veda il consolidamento del rilancio economico e il decollo definitivo dell’economia regionale. Un piano ambizioso che però richiede velocità di esecuzione per non perdere il terreno guadagnato finora.
https://livesicilia.it/avanzo-regione-siciliana-parifiche-corte-dei-conti-rendiconti/


TELEMONTEKRONIO
Sciacca. Domani la consegna dei locali ristrutturati del liceo Fazello

Saranno consegnati domani i locali del Liceo Fazello di Sciacca dopo il completamento dei lavori di adeguamento antisismico, impiantistico e funzionale ed il collaudo delle opere. La consegna fa seguito alla richiesta della dirigenza dell'Istituto per consentire di coordinare in tempo utile l'allestimento delle aule, dei laboratori e degli uffici amministrativi, nonché la predisposizione dei piani di sicurezza e di evacuazione, oltre all’organizzazione dei servizi di pulizia, sanificazione e prima accoglienza del personale docente e ATA.
La consegna avverrà contestualmente al sopralluogo che sarà effettuato alla presenza del Presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino
Il “Fazello” è il primo dei quattro istituti di competenza del Libero Consorzio di Agrigento ad essere stato completato grazie a questa linea di finanziamento. Gli altri tre istituti, i cui lavori sono in fase di ultimazione, sono il “Madre Teresa di Calcutta” di Cammarata, il “Crispi” di Ribera e il Liceo “Leonardo” di Agrigento.



SIRACUSAOGGI.IT
Terzo mandato, da Agrigento a Siracusa aumentano i sindaci a sostegno della proposta Carta

Crescono le adesioni all’iniziativa promossa dall’on. Giuseppe Carta, sindaco di Melilli, per chiedere il rispetto della normativa vigente sui limiti di mandato e, al tempo stesso, l’avvio di una riforma organica che garantisca regole chiare e uniformi per tutti i Comuni siciliani. A sostenere l’appello sono nel catanese: Enzo Santonocito, sindaco di San Pietro Clarenza, Pippo Greco, sindaco di Grammichele, Edmondo Pappalardo, sindaco di Trecastagni, Santo Antonio Raciti, sindaco di Santa Venerina, Danilo Parasole, sindaco di San Michele di Ganzaria, Franco Barchitta, sindaco di Scordia; nel palermitano: Leonardo Spera, sindaco di Contessa Entellina, Giuseppe Oddo, sindaco di Campofiorito, Marcello Catanzaro, sindaco di Isnello; nel siracusano: Francesco Italia, sindaco di Siracusa, Vincenzo Parlato, sindaco di Sortino, Michelangelo Giansiracusa, sindaco di Ferla e Presidente libero consorzio Siracusa, Mirella Garro, sindaco di Cassaro; nell’agrigentino: Lillo Bongiorno sindaco di Racalmuto, Dino Zimbardo sindaco di San Giovanni Gemini, Vito Terrana sindaco di Campobello di Licata, Milco Dalacchi sindaco di Naro, Giuseppe Pendolino sindaco di Aragona e presidente del Libero Consorzio di Agrigento; nel messinese: Antonino Caselli, sindaco di Torregrotta.
“Condividiamo la posizione espressa dal collega Giuseppe Carta. Le leggi vigenti devono essere rispettate da tutti e non possono essere disapplicate sulla base di valutazioni individuali. Spetta al legislatore regionale affrontare la questione e approvare una disciplina organica, capace di assicurare certezza del diritto, continuità amministrativa e parità di trattamento tra tutti i sindaci siciliani. Le regole si modificano nelle sedi istituzionali, attraverso un confronto trasparente e un voto palese, non attraverso sanatorie costruite intorno a singoli casi”.
I sindaci sostengono quindi la richiesta rivolta al presidente della Regione e al presidente dell’Ars affinché venga applicata la legge attualmente in vigore e sia calendarizzata al più presto una riforma complessiva dei limiti di mandato nei Comuni siciliani.



GRANDANGOLO
Sciacca, domani si consegnano i locali del Liceo “Fazello”

Completati i lavori di adeguamento antisismico, impiantistico e funzionale.
Saranno consegnati domani i locali del Liceo Fazello di Sciacca dopo il completamento dei lavori di adeguamento antisismico, impiantistico e funzionale ed il collaudo delle opere. La consegna fa seguito alla richiesta della dirigenza dell’Istituto per consentire di coordinare in tempo utile l’allestimento delle aule, dei laboratori e degli uffici amministrativi, nonché la predisposizione dei piani di sicurezza e di evacuazione previsti dal D.Lgs. 81/08 e l’organizzazione dei servizi di pulizia, sanificazione e prima accoglienza del personale docente e ATA.
La consegna avverrà contestualmente al sopralluogo che sarà effettuato alla presenza del Presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, del direttore del Settore Edilizia Scolastica Ing. Michelangelo Di Carlo e del RUP Arch. Alfonso Giulio.
Il “Fazello” è il primo dei quattro istituti di competenza del Libero Consorzio di Agrigento ad essere stato completato grazie a questa linea di finanziamento. Gli altri tre istituti, i cui lavori sono in fase di ultimazione, sono il “Madre Teresa di Calcutta” di Cammarata, il “Crispi” di Ribera e il Liceo “Leonardo” di Agrigento. “Si tratta di lavori di adeguamento indispensabili per rispondere alle nuove norme di materia di sicurezza degli edifici scolastici” afferma il Presidente del Libero Consorzio Giuseppe Pendolino “e siamo soddisfatti per aver consentito alla dirigenza dell’istituto Fazello di poter rientrare in possesso dei locali per organizzare al meglio l’inizio del nuovo anno scolastico”.



BLOGSICILIA
Dal sindaco “ribelle” all’elezione diretta nelle ex province, la riforma della dirigenza e gli stipendi degli ex precari, a Talk Sicilia i nodi per l’assessore Elisa Ingala

Dalla “patata bollente” del sindaco “ribelle” all’elezione diretta nelle ex province, dalla riforma della dirigenza regionale al riequilibrio degli stipendi degli ex precari.  Sono alcuni dei nodi che deve affrontare l’assessore alle Autonomie Locali Elisa Ingala
Ospite di talk Sicilia parla di una nuova legge di riforma che riporti le ex province alle urne ma anche dell’esigenza di mettere punti fermi in tema elettorale anche per gli Enti locali in Sicilia alla luce dello scontro in atto su quello che BlogSicilia ha definito “il sindaco ribelle” ovvero Leonardo Burgio eletto primo cittadino di Serradifalco per un terzo mandato nonostante la legge siciliana lo vieti.
Sono solo alcuni dei temi affrontati con l’assessore regionale alle Autonomie Locali Elisa Ingala, tecnico che ricopre questo incarico perché indicata da parte autonomista, che ha nelle mani diverse “patate bollenti” della politica siciliana.
L’assessore, ospite degli studi di BlogSicilia per una puntata di Talk Sicilia registrata nella seconda settimana di luglio, non si sottrae alla vicenda proprio del sindaco Burgio che potrebbe arrivare alla sua conclusione in questi giorni visto che è pronto il provvedimento di decadenza sul quale, ancora, non c’è alcuna firma.
Il ritorno all’elezione diretta nelle Province
Assessore Ingala lei si è insediata da qualche mese ed una delle sue prime attività è stata proporre un nuovo testo di riforma delle legge elettorale per riportare le ex province all’elezione diretta. Un tentativo fatto già due volte alla maggioranza. Pensa di riuscire questa volta?
“La riforma delle province è in fase di redazione per poter essere presentata in commissione. Posso dire di aver toccato con mano la problematica dei Liberi consorzi comunali e dell’attuale elezione di secondo livello: ho ricevuto diversi presidenti che hanno manifestato le grandi difficoltà operative nel governare le ex province. Questa esperienza sul campo stimola più che mai la necessità di riprendere e portare avanti la riforma. Oggi ho partecipato al congresso regionale dell’Anci e anche in quell’occasione i presidenti presenti hanno ribadito i medesimi problemi, rafforzando la nostra ipotesi di lavoro. Il ritorno all’elezione diretta è un’idea gradita a tutte le forze politiche. Sono convinta che si potrà trovare una convergenza totale, proprio perché tutti i territori hanno manifestato le stesse urgenti problematiche.”
“Oggi cosa succede? Sappiamo che il presidente del Libero consorzio è un sindaco che si avvale dei consiglieri provinciali. Qui sorge già il primo problema: i consiglieri non hanno diritto ad alcun rimborso, nemmeno per le spese di viaggio per raggiungere la sede. Di conseguenza, il presidente si trova da solo ad affrontare l’indirizzo politico e la gestione del governo locale. Mancano gli assessori ai vari rami, nonostante l’ente debba occuparsi di temi cruciali come la viabilità, l’edilizia scolastica e la pianificazione strategica del territorio. Un presidente – che è già sindaco e magari amministra un capoluogo complesso – non può affrontare da solo una mole simile di problemi. Questo rimedio transitorio dei Liberi consorzi si è rivelato un fallimento operativo. Per questo motivo dobbiamo tornare all’elezione diretta e restituire la parola al popolo nella scelta dei propri rappresentanti. La provincia è una realtà fondamentale tanto quanto il comune: non ha senso che ci sia una simile disparità nel sistema elettorale.”
Resta, però, in piedi il tema della legge Delrio che è ancora in vigore e che si applica anche in Sicilia. Come si può fare la riforma se prima non viene abrogata quella che è stata riconosciuta come norma di grande riforma e dunque applicabile anche agli statuti speciali come quello siciliano? 
“Siamo ancora nella fase di studio a causa di una problematica di natura statutaria e normativa. Se necessario, rappresenteremo la questione nelle sedi opportune per superare questo ostacolo a livello legislativo. L’iter parlamentare verrà attivato molto presto; siamo consapevoli del nodo normativo che si è già manifestato in passato e siamo lavorando all’esame del testo proprio per superarlo. In buona sostanza, siamo alla ricerca della soluzione migliore per far andare in porto il disegno di legge della riforma.”
Il terzo mandato e lo scontro sul sindaco “ribelle”
Altro grande tema è quello del terzo mandato per i sindaci dei comuni fra 5 ed 15mila abitanti. C’è la vicenda di Leonardo Burgio che continua a fare il primo cittadino nonostante la legge siciliana glielo vieterebbe 
“È un problema con cui mi sono confrontata non appena mi sono insediata. Esiste una legge approvata dal Parlamento regionale che non prevede il terzo mandato per i comuni oltre i 5.000 abitanti, ed è una norma che va rispettata. Tra l’altro, la volontà dell’Assemblea Regionale Siciliana è stata chiara, avendo bocciato per ben due volte l’emendamento che avrebbe consentito il terzo mandato”.
“Considerando che si tratta di una legge attuale e vigente, abbiamo inviato una diffida al sindaco, chiedendo le dimissioni entro 10 giorni. Questo termine è decorso e si è aperto il regolare contraddittorio: il sindaco ha inviato le sue controdeduzioni, che ora stiamo esaminando per decidere lo step successivo. Nella diffida avevamo fissato questi 10 giorni proprio per garantire il diritto di replica. La normativa prevede la rimozione per violazioni persistenti e gravi, come quella di essersi candidato ed essere stato eletto nonostante l’impossibilità del terzo mandato nella Regione Siciliana. La questione è complessa e di grande impatto, ma va risolta. In ogni caso, è necessario chiarire definitivamente se la nostra legge regionale sia valida o se sussistano profili di incostituzionalità sui quali fare le dovute valutazioni.”
C’è, comunque, un rischio concreto che questo contenzioso finisca davanti alla giustizia amministrativa e, a seguire o parallelamente, anche davanti la Corte costituzionale
“Certo, è possibile, ma ben venga anche la decisione del giudice, perché dobbiamo garantire la certezza del diritto. Il prossimo anno andremo incontro a circa 200 elezioni comunali e non possiamo assolutamente permettere che regni il caos. C’è una legge in vigore e va rispettata: non è ammissibile che ognuno si comporti come ritiene più opportuno. Al momento la norma esiste ed è nostro dovere farla applicare.Se poi la legge dovesse essere dichiarata incostituzionale, l’Assemblea Regionale ne prenderà atto e ci si adeguerà di conseguenza, recependo l’orientamento nazionale. Sappiamo, però, di essere una Regione a statuto speciale: quanto accaduto in Valle d’Aosta non si applica automaticamente alla Sicilia. Noi abbiamo un parlamento regionale con una potestà legislativa specifica, a differenza della Valle d’Aosta. Ovviamente non spetta a noi sostituirci alla Corte Costituzionale per stabilire quale sarà l’esito definitivo; resteremo in attesa del giudizio.”
La riforma della dirigenza: ecco come sarà
La riforma della dirigenza è una esigenza della Regione. La bozza è in aula ma si riuscirà a farla? Da questo dipende il futuro della macchina amministrativa ed anche i concorsi 
“Siamo veramente a buon punto: dopo quasi vent’anni, forse riusciremo finalmente a portare avanti questa riforma e a farla diventare legge. Al momento esiste una proposta governativa che è stata già accettata dai sindacati ed esitata favorevolmente in commissione. Ha superato sia la Prima Commissione che la Seconda per quanto riguarda la copertura finanziaria; adesso, dopo un ultimo passaggio agli Affari Istituzionali, il testo approderà finalmente in aula”.
“Ma cosa prevede, nello specifico, questa riforma? Il ruolo della dirigenza verrà strutturato su due sole fasce: la prima e la seconda. La terza fascia verrà soppressa e tutti i dirigenti che attualmente vi appartengono transiteranno di diritto nella seconda. Successivamente, tra il 2027 e il 2028, saranno messi a concorso circa 200 posti da dirigente. Si tratta di un passo estremamente positivo, perché ci permetterà di rinforzare il personale della Regione – dato che i dirigenti rimasti sono ormai pochissimi – e di rendere l’apparato burocratico sempre più efficiente. Inoltre, avremo l’opportunità di offrire sbocchi professionali ai giovani, evitando che lascino la nostra terra o consentendo a chi è già andato via di ritornare. È fondamentale poter contare su una dirigenza altamente preparata, per questo svolgeremo concorsi basati sulla massima trasparenza e sul merito.”
Riequilibrare il trattamento degli ex precari
Se dovesse indicare una priorità assoluta della sua azione in questo anno o poco più di tempo che le resta nella legislatura quale sarebbe?
“Sto avviando un monitoraggio sui lavoratori precari ed ex LSU presso i comuni. È un problema emerso subito a causa di una forte disparità di trattamento: grazie agli aiuti regionali, alcuni sono stati stabilizzati a 30 ore, mentre altri solo a 18 o 21 ore. Desidero avere la piena cognizione del fenomeno e delle risorse necessarie per un eventuale riordino, così da ridurre la sperequazione tra i diversi municipi”.
“A causa del blocco delle assunzioni e dei pensionamenti, in molti comuni questi lavoratori sono diventati una risorsa fondamentale. Stiamo quindi attenzionando la questione, anche se i problemi sul tavolo sono molti. Penso ai comuni in dissesto o a quelli che non riescono ad approvare il bilancio; purtroppo, proprio per questo motivo, siamo stati costretti ad avviare circa cento commissariamenti”.
“L’obiettivo della Regione è sostenere le amministrazioni locali, che rappresentano il primo presidio democratico per la collettività e devono soddisfare i bisogni dei cittadini. Siamo a completa disposizione: il mio intento è ascoltare, condividere e collaborare in modo istituzionale. Cercheremo di fare molto, già nel breve periodo”.








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