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Rassegna stampa del 27 agosto 2026

 

NEWSISTRUZIONE.IT
Trasporto studenti con disabilità Agrigento: le linee guida

Pubblicate dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento le linee guida operative per il trasporto scolastico degli studenti con disabilità grave per l'anno scolastico 2026/2027.
Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento ha pubblicato le nuove linee guida operative per richiedere il servizio di trasporto scolastico e di assistenza destinato agli studenti con disabilità grave per l'anno scolastico 2026/2027. L'iniziativa ha l'obiettivo prioritario di abbattere le barriere d'accesso all'istruzione e garantire la piena attuazione del diritto allo studio prima del rientro in aula, previsto per il prossimo mese di settembre.
La misura si inserisce nel quadro delle competenze storicamente attribuite alle Province (oggi Liberi Consorzi nella Regione Siciliana) per il supporto agli alunni delle scuole superiori, in conformità con i principi di inclusione previsti dalla Legge 104/1992. Di seguito sono illustrati i requisiti d'accesso, le modalità di presentazione della domanda e le indicazioni per le famiglie interessate.
I beneficiari del servizio di trasporto scolastico
Il servizio di trasporto assistito è specificamente riservato agli studenti che soddisfano precisi requisiti d'accesso:
Frequenza di un istituto di istruzione secondaria di secondo grado (scuola superiore) situato nel territorio di competenza del Libero Consorzio Comunale di Agrigento;
Certificazione di disabilità grave ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della Legge 104/1992;
Presenza di una patologia o condizione invalidante che impedisca l'utilizzo in piena autonomia dei normali mezzi di trasporto pubblico di linea per raggiungere la sede scolastica.
L'intervento è strutturato per assicurare che il tragitto casa-scuola avvenga in condizioni di massima sicurezza, offrendo un sostegno concreto anche ai nuclei familiari che altrimenti si troverebbero in difficoltà nella gestione quotidiana degli spostamenti dei ragazzi.
Come presentare la domanda: la procedura e i documenti
Per accedere alle prestazioni per l'anno scolastico 2026/2027, i genitori, i tutori legali o gli stessi studenti qualora siano già maggiorenni devono presentare una formale richiesta scritta.
L'istanza deve essere indirizzata all'ufficio competente dell'Ente:
Settore 3 – Servizi alla Persona, Politiche Attive del Lavoro e dell’Istruzione, Solidarietà Sociale del Libero Consorzio Comunale di Agrigento.
La domanda deve essere inviata tassativamente prima dell'avvio ufficiale delle lezioni. All'interno del modulo di richiesta è necessario specificare con esattezza l'indirizzo di residenza dello stabile. Questa indicazione è obbligatoria per le nuove iscrizioni al servizio o nel caso in cui siano intervenute variazioni della dimora rispetto a quanto dichiarato negli anni scolastici precedenti.
La gestione nei Comuni convenzionati
La procedura definita dalle linee guida si applica anche a tutti gli studenti residenti in quei Comuni del territorio provinciale che hanno stipulato una specifica convenzione con il Libero Consorzio. In questi casi, l'erogazione materiale del servizio viene effettuata direttamente dalle amministrazioni comunali locali, utilizzando i propri mezzi di trasporto e il proprio personale dedicato.
Una volta ricevute e istruite le domande, il Settore 3 del Libero Consorzio provvederà a verificare la regolarità della documentazione e a dare tempestivo riscontro sull'esito dell'istanza sia ai diretti interessati (le famiglie richiedenti) sia agli uffici dei Comuni di riferimento coinvolti nella gestione del servizio.
Modulistica e contatti utili
I modelli per la presentazione della domanda e i documenti integrativi con le istruzioni di dettaglio sono liberamente consultabili, compilabili e scaricabili direttamente online sul portale istituzionale del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Per agevolare la procedura e velocizzare l'invio della richiesta, è possibile accedere direttamente ai documenti necessari tramite il link diretto alla modulistica specifica dell'avviso pubblico.
Le famiglie sono invitate ad avviare la procedura con dovuto anticipo per consentire agli uffici di pianificare i percorsi dei mezzi di trasporto e l'assegnazione del personale di assistenza in tempo utile per il primo giorno di scuola.



INITALY
Turismo sostenibile ad Agrigento: nasce "Naturalmente Agrigento" 

Turismo sostenibile ad Agrigento: nasce "Naturalmente Agrigento"
Agrigento guarda al turismo tutto l'anno con un progetto integrato che punta su natura, cultura e rigenerazione urbana. "Naturalmente Agrigento", promosso dal Comune in collaborazione con CoopCulture e finanziato dal Ministero del Turismo, vuole trasformare la città in una destinazione slow e green accessibile 365 giorni l'anno.
Il piano quinquennale prevede interventi concreti per la fruizione e la tutela del territorio, tra cui la piantumazione di 10.000 alberi e la realizzazione di un percorso ciclo-pedonale di circa 2 km lungo la Rupe Atenea. L'iniziativa collega la Valle dei Templi al centro storico, ai quartieri, alle campagne e alla costa, coinvolgendo istituzioni e realtà culturali e ambientali locali.
Partner: Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Parco della Valle dei Templi, MUDIA, FAI, Arcidiocesi, Caritas, Plastic Free, Farm Cultural Park e altri.
Strumenti digitali: debutta l'app AGreenGento con 7 itinerari, 11 punti di interesse, contenuti multimediali e funzioni per calcolare l'impatto ambientale e monitorare la qualità dell'aria.
Iniziative pratiche: passeggiate in e-bike, pulizie spiaggia con Plastic Free, cucina circolare e attività sul territorio.
Il cuore del progetto sarà il Naturalmente Agrigento Slow&Green Festival, in programma dal 4 al 6 settembre: tre giorni con tavoli tecnici, interventi culturali e performance musicali. Tra gli ospiti previsti figurano il climatologo Luca Mercalli, esperti di turismo ed enogastronomia e rappresentanti del mondo culturale e sociale siciliano. Le serate al Teatro dell'Efebo offriranno concerti a ingresso libero con Santi Francesi, Davide Shorty e Casadilego.
La proposta punta a superare la logica del turismo mordi e fuggi, promuovendo una fruizione sostenibile e diffusa del patrimonio culturale e paesaggistico di Agrigento.



SICILIAONPRESS
Trasporto studenti con disabilità grave, ecco le linee guida per accedere al servizio

E’ stato pubblicato sulla home-page del sito internet istituzionale del Libero Consorzio comunale di Agrigento, www.provincia.agrigento.it, l’allegato contenente le linee guida per la presentazione delle istanze per il servizio di trasporto studenti con disabilità grave che frequentano gli istituti superiori di competenza provinciale per l’anno scolastico 2026/2027. Eventiad AgrigentoIl servizio è istituito come intervento di supporto all’effettiva attuazione del diritto allo studio, con l’obiettivo di facilitare l’accesso alla scuola da parte degli studenti disabili con handicap grave scolarizzati, che frequentano gli Istituti superiori e la cui patologia sia tale da non consentire autonomamente il trasporto con mezzi pubblici di linea.
Per l’ammissione al servizio è necessario che lo studente, se maggiorenne, o il genitore, esercente la potestà genitoriale o il tutore,  presenti al Settore 3 – Servizi alla Persona,  Politiche Attive del Lavoro e dell’Istruzione Solidarietà Sociale del Libero Consorzio, con anticipo dall’inizio del nuovo anno scolastico, un’apposita istanza scritta con l’indicazione anche della residenza dello studente. Per coloro che l’avessero già presentata negli anni precedenti non sarà necessario indicare la residenza a meno che sia stata cambiata.
La modalità di presentazione dell’istanza è valida anche per gli studenti residenti in quei Comuni che, fatto  apposito accordo con questo Ente,  espletano il servizio con personale e mezzi propri. Dell’accoglimento o meno delle istanze sarà data comunicazione agli interessati o ai rispettivi Comuni di residenza nel caso in cui  dovessero  provvedere al relativo trasporto.
Tutti i dettagli sono disponibili negli allegati pubblicati sulla home-page del sito istituzionale www.provincia.agrigento.it.


QDS
Verso la manovra 2027, meno tasse sulla tredicesima e bonus mamme: le misure al vaglio del Governo

Tra le ipotesi sul tavolo: tassazione agevolata sulla tredicesima e la conferma del sostegno alle lavoratrici con figli
Inizia il conto alla rovescia per la Manovra 2027. In prossimità dell’autunno, Governo e maggioranza sono al lavoro sulle misure che potrebbero rientrare nella prossima legge di Bilancio. Il quadro prospettato, secondo quanto reso noto, è quello del sostegno del reddito delle famiglie. Tale necessità si intreccia con quella di mantenere sotto controllo i conti pubblici.
Tra le ipotesi che stanno emergendo nelle ultime ore ci sono due interventi destinati a interessare direttamente lavoratori e famiglie: una possibile detassazione della tredicesima e la conferma del bonus mamme. Si tratta, è bene precisarlo, di proposte ancora in fase di valutazione che troveranno spazio in considerazione del complessivo equilibrio della prossima manovra.
Tredicesima, possibile tassazione agevolata
Uno dei dossier più sensibili riguarda la mensilità aggiuntiva che lavoratori dipendenti e pensionati ricevono a fine anno. L’ipotesi è quella di intervenire sul prelievo fiscale applicato alla tredicesima attraverso un’imposta sostitutiva più bassa rispetto all’ordinaria tassazione Irpef. A indicare una possibile strada è stato anche il presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato (FdI). Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, l’idea sarebbe quella di sostituire l’Irpef sulla tredicesima con un’imposta al 15% o al 10%, con un risparmio netto stimato nell’ordine di 200-500 euro, a seconda del livello di reddito.
Non esiste però, al momento, una misura definitiva. La questione centrale resta quella delle risorse necessarie per finanziare l’intervento e della platea alla quale applicare la riduzione. La discussione sulla tassazione della tredicesima non è nuova. Già nel percorso della Manovra 2026 erano state avanzate proposte per alleggerire il prelievo sulla mensilità aggiuntiva, senza però arrivare a un intervento strutturale in tal senso.
Di quanto potrebbe cambiare lo stipendio?
L’effetto concreto dipenderebbe dal meccanismo scelto e soprattutto dalla soglia di reddito individuata dal legislatore. L’ipotesi di una tassazione sostitutiva consentirebbe comunque di ridurre il peso fiscale sulla tredicesima, aumentando il netto effettivamente percepito a dicembre. Ma, proprio perché si tratta ancora di un’ipotesi, non è possibile stabilire oggi quanto spetterebbe a ciascun lavoratore: saranno eventuali soglie, aliquote e modalità operative della legge di Bilancio a determinare il beneficio.
Bonus mamme, si punta alla conferma
L’altro capitolo riguarda il sostegno alle lavoratrici con figli. Per il 2026 la legge di Bilancio ha già previsto un rafforzamento del Bonus mamme, portandolo a 60 euro al mese fino a un massimo di 720 euro all’anno. La misura è rivolta alle lavoratrici dipendenti, pubbliche e private e alle lavoratrici autonome con almeno due figli entro determinati limiti reddituali.
Nello specifico, secondo le indicazioni fornite dall’Inps, il beneficio riguarda le lavoratrici con almeno due figli e un reddito da lavoro non superiore a 40mila euro annui. Per chi ha due figli il sostegno è previsto fino al compimento dei 10 anni del più piccolo, mentre in presenza di almeno tre figli il limite arriva al diciottesimo anno del più piccolo.
Per il 2027 l’obiettivo che emerge dal dibattito politico è dunque quello di non tagliare questa misura di sostegno inserendo una proroga nella prossima legge di Bilancio.
Lavoro e famiglia al centro della prossima Manovra
Le due misure si inseriscono in un quadro più ampio nel quale il Governo guarda al sostegno del lavoro e delle famiglie come ad alcune delle priorità della prossima legge di Bilancio. Sul fronte del lavoro, tra le ipotesi discusse c’è anche la possibilità di rinnovare la detassazione degli aumenti salariali legati ai rinnovi contrattuali, insieme ad altri strumenti destinati a incentivare la crescita delle retribuzioni.
La discussione arriva dopo gli interventi già introdotti con la Manovra 2026. La legge di Bilancio approvata a fine 2025 ha previsto, tra le altre misure, il taglio dal 35% al 33% della seconda aliquota Irpef per la fascia interessata e un rafforzamento delle politiche a sostegno delle famiglie e dei salari. Per il 2027, dunque, il Governo dovrà decidere quali interventi rendere strutturali o prorogare e quali nuove misure finanziare.
Le risorse restano il nodo principale
Le risorse restano sempre il punto più critico del prossimo iter. La volontà politica di intervenire sulla tassazione della tredicesima e di confermare il bonus per le lavoratrici madri dovrà scontrarsi con la disponibilità effettiva di fondi e con i vincoli di finanza pubblica. La Manovra 2027 sarà inoltre l’ultima legge di Bilancio della legislatura e, proprio per questo, il confronto nella maggioranza potrebbe essere particolarmente intenso.
Le proposte già emerse mostrano un orientamento verso riduzione della pressione fiscale, sostegno ai redditi da lavoro e incentivi alla natalità ma la composizione definitiva del pacchetto dipenderà dalle coperture individuate nei prossimi mesi. Per ora, quindi, nessuna nuova detassazione della tredicesima e nessuna proroga del bonus mamme per il 2027 possono essere considerate definitive. Il vero passaggio arriverà con la definizione del disegno di legge di Bilancio e con il successivo iter parlamentare.



LENTEPUBBLICA
Detassazione tredicesima, cosa cambierebbe per i dipendenti pubblici

A dicembre, sul cedolino di migliaia di dipendenti pubblici, potrebbe comparire una voce in più. Non uno scatto contrattuale, né un arretrato, ma un risparmio fiscale diretto sulla tredicesima.
È l’ipotesi che il Governo sta valutando in vista della prossima Legge di Bilancio, con l’obiettivo di rafforzare il potere d’acquisto proprio nel mese in cui le famiglie affrontano le spese più alte dell’anno.
Quanto vale il risparmio in busta paga
Per un dipendente pubblico il vantaggio si tradurrebbe in un aumento netto immediato della mensilità di dicembre. Le prime stime collocano il beneficio tra i 100 e i 250 euro, con un’oscillazione legata alla fascia di reddito e alla percentuale di sconto fiscale effettivamente adottata. Non si tratta di un aumento contrattuale né di un bonus una tantum, bensì di una minore trattenuta Irpef su un importo già spettante, che finisce direttamente in busta paga senza passaggi ulteriori.
Perché la tredicesima paga più tasse dello stipendio ordinario
La proposta punta a correggere un’anomalia strutturale del sistema attuale. Le dodici mensilità ordinarie beneficiano delle detrazioni riconosciute al lavoro dipendente, che riducono il peso dell’Irpef. La tredicesima ne resta fuori, perché quelle detrazioni si calcolano soltanto sulle retribuzioni mensili standard, non sulla mensilità aggiuntiva. In pratica, a parità di retribuzione lorda, la tredicesima genera oggi un netto proporzionalmente inferiore rispetto a una mensilità ordinaria, proprio perché non beneficia dello stesso alleggerimento fiscale. Il risultato è un prelievo più pesante proprio sulla mensilità aggiuntiva, quella che dovrebbe invece sostenere le spese di fine anno.
Le due strade allo studio
Per correggere lo squilibrio, l’esecutivo starebbe ragionando su due strumenti, alternativi o complementari tra loro. Il primo consiste in un prelievo sostitutivo ad aliquota agevolata, indicativamente il 15%, riprendendo lo schema già in vigore per premi di produttività e straordinari. Il secondo prevede una franchigia parziale dall’Irpef, applicabile solo a chi non supera una soglia di reddito lordo annuo, fissata in via ipotetica a 28.000 oppure 35.000 euro. La prima opzione, priva di un tetto di reddito esplicito, agirebbe sull’intera platea di chi percepisce la tredicesima. La seconda, legata alla soglia dei 28.000 o 35.000 euro, escluderebbe invece i redditi più alti, concentrando l’intero beneficio sulle fasce medio-basse, in linea con la finalità dichiarata della misura.
Nessun risparmio per le amministrazioni datrici di lavoro
Per la pubblica amministrazione, nel ruolo di datore di lavoro, l’operazione non comporta alcuna riduzione della spesa per il personale. L’ente versa comunque l’intera somma dovuta per contratto e si limita ad applicare, come sostituto d’imposta, l’aliquota fiscale agevolata anziché quella ordinaria. I contributi previdenziali dovuti dal datore restano invece invariati, a presidio degli equilibri dell’Inps. Il vantaggio economico, dunque, si concentra interamente sul lato del lavoratore, senza alcun risparmio per l’amministrazione erogante.
Le coperture
La tenuta della proposta dipende dalla disponibilità di risorse nel quadro complessivo della manovra. Secondo le stime della Ragioneria Generale dello Stato, eliminare del tutto la tassazione sulla tredicesima per tutti i lavoratori dipendenti, senza distinzioni di reddito, costerebbe tra 3 e 5 miliardi di euro in termini di minor gettito. Una cifra che si somma a un altro capitolo pesante della stessa manovra, la revisione dell’Irpef, con l’ipotesi di ridurre la seconda aliquota dal 35 al 33% e allargare lo scaglione fino a 60.000 euro di reddito. Un intervento che vale tra 2,5 e 4 miliardi.
Le ipotesi di contenimento della spesa
Per far quadrare i conti, il Ministero dell’Economia e delle Finanze valuterebbe alcune correzioni al ribasso. Un prelievo forfettario al 15% o al 10%, in luogo dell’azzeramento integrale dell’imposta, conterrebbe il costo della misura in una forbice tra 1,5 e 2 miliardi. Un tetto di reddito a 28.000 o 35.000 euro concentrerebbe le risorse sulle fasce retributive più basse, escludendo i redditi più alti. Il coordinamento con la riforma degli scaglioni Irpef ordinari servirebbe infine a evitare sovrapposizioni che finirebbero per ridurre, almeno in parte, l’effetto della detassazione sulla busta paga di dicembre.




LASICILIA.IT 
Trasporto scolastico per disabili gravi: pubblicate le linee guida per l'anno 2026/2027

Il Libero Consorzio garantisce l'assistenza agli studenti non autonomi nell'uso dei mezzi pubblici: ecco come presentare le domande
Garantire il diritto allo studio e abbattere ogni barriera d'accesso all'istruzione. Con questo obiettivo il Libero Consorzio Comunale di Agrigento ha pubblicato sul proprio portale istituzionale le nuove linee guida per richiedere il servizio di trasporto scolastico destinato agli studenti con disabilità grave per l'anno scolastico 2026/2027.La misura si rivolge agli alunni che frequentano gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado di competenza provinciale la cui patologia impedisce l'utilizzo in autonomia dei normali mezzi di trasporto pubblico di linea. Un intervento di supporto essenziale, pensato per consentire la presenza in aula in condizioni di parità e sicurezza.Per accedere alla prestazione, i genitori, i tutori o gli stessi studenti se maggiorenni devono presentare una richiesta scritta indirizzata al Settore 3 – Servizi alla Persona, Politiche Attive del Lavoro e dell’Istruzione, Solidarietà Sociale dell'Ente agrigentino. L'istanza va inviata prima dell'avvio delle lezioni, specificando la residenza dello studente (indicazione richiesta solo per le nuove iscrizioni o in caso di intervenute variazioni rispetto ai precedenti anni scolastici).La procedura è valida anche per i residenti in quei Comuni che hanno stipulato un'apposita convenzione con il Libero Consorzio per erogare il servizio direttamente con i propri mezzi e il proprio personale. L'Ente darà riscontro sull'esito della domanda ai diretti interessati e agli uffici comunali di riferimento. Tutta la modulistica e la documentazione di dettaglio sono liberamente consultabili e scaricabili sulla home page del sito istituzionale.


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