lentepubblica.it
Detassazione tredicesima, cosa cambierebbe per i dipendenti pubblici
A dicembre, sul cedolino di migliaia di dipendenti pubblici, potrebbe comparire una voce in più. Non uno scatto contrattuale, né un arretrato, ma un risparmio fiscale diretto sulla tredicesima.È l’ipotesi che il Governo sta valutando in vista della prossima Legge di Bilancio, con l’obiettivo di rafforzare il potere d’acquisto proprio nel mese in cui le famiglie affrontano le spese più alte dell’anno.Quanto vale il risparmio in busta pagaPer un dipendente pubblico il vantaggio si tradurrebbe in un aumento netto immediato della mensilità di dicembre. Le prime stime collocano il beneficio tra i 100 e i 250 euro, con un’oscillazione legata alla fascia di reddito e alla percentuale di sconto fiscale effettivamente adottata. Non si tratta di un aumento contrattuale né di un bonus una tantum, bensì di una minore trattenuta Irpef su un importo già spettante, che finisce direttamente in busta paga senza passaggi ulteriori.Perché la tredicesima paga più tasse dello stipendio ordinario
La proposta punta a correggere un’anomalia strutturale del sistema attuale. Le dodici mensilità ordinarie beneficiano delle detrazioni riconosciute al lavoro dipendente, che riducono il peso dell’Irpef. La tredicesima ne resta fuori, perché quelle detrazioni si calcolano soltanto sulle retribuzioni mensili standard, non sulla mensilità aggiuntiva. In pratica, a parità di retribuzione lorda, la tredicesima genera oggi un netto proporzionalmente inferiore rispetto a una mensilità ordinaria, proprio perché non beneficia dello stesso alleggerimento fiscale. Il risultato è un prelievo più pesante proprio sulla mensilità aggiuntiva, quella che dovrebbe invece sostenere le spese di fine anno.Le due strade allo studioPer correggere lo squilibrio, l’esecutivo starebbe ragionando su due strumenti, alternativi o complementari tra loro. Il primo consiste in un prelievo sostitutivo ad aliquota agevolata, indicativamente il 15%, riprendendo lo schema già in vigore per premi di produttività e straordinari. Il secondo prevede una franchigia parziale dall’Irpef, applicabile solo a chi non supera una soglia di reddito lordo annuo, fissata in via ipotetica a 28.000 oppure 35.000 euro. La prima opzione, priva di un tetto di reddito esplicito, agirebbe sull’intera platea di chi percepisce la tredicesima. La seconda, legata alla soglia dei 28.000 o 35.000 euro, escluderebbe invece i redditi più alti, concentrando l’intero beneficio sulle fasce medio-basse, in linea con la finalità dichiarata della misura.
Nessun risparmio per le amministrazioni datrici di lavoroPer la pubblica amministrazione, nel ruolo di datore di lavoro, l’operazione non comporta alcuna riduzione della spesa per il personale.
L’ente versa comunque l’intera somma dovuta per contratto e si limita ad applicare, come sostituto d’imposta, l’aliquota fiscale agevolata anziché quella ordinaria. I contributi previdenziali dovuti dal datore restano invece invariati, a presidio degli equilibri dell’Inps. Il vantaggio economico, dunque, si concentra interamente sul lato del lavoratore, senza alcun risparmio per l’amministrazione erogante.Le copertureLa tenuta della proposta dipende dalla disponibilità di risorse nel quadro complessivo della manovra. Secondo le stime della Ragioneria Generale dello Stato, eliminare del tutto la tassazione sulla tredicesima per tutti i lavoratori dipendenti, senza distinzioni di reddito, costerebbe tra 3 e 5 miliardi di euro in termini di minor gettito. Una cifra che si somma a un altro capitolo pesante della stessa manovra, la revisione dell’Irpef, con l’ipotesi di ridurre la seconda aliquota dal 35 al 33% e allargare lo scaglione fino a 60.000 euro di reddito. Un intervento che vale tra 2,5 e 4 miliardi.
Per far quadrare i conti, il Ministero dell’Economia e delle Finanze valuterebbe alcune correzioni al ribasso. Un prelievo forfettario al 15% o al 10%, in luogo dell’azzeramento integrale dell’imposta, conterrebbe il costo della misura in una forbice tra 1,5 e 2 miliardi. Un tetto di reddito a 28.000 o 35.000 euro concentrerebbe le risorse sulle fasce retributive più basse, escludendo i redditi più alti. Il coordinamento con la riforma degli scaglioni Irpef ordinari servirebbe infine a evitare sovrapposizioni che finirebbero per ridurre, almeno in parte, l’effetto della detassazione sulla busta paga di dicembre.
agrigentooggi.it
Pirandello, Regione boccia agibilità: è corsa contro il tempo per trovare aule.
AGRIGENTO – La scuola Pirandello di via Acrone torna al centro dell’emergenza edilizia scolastica di Agrigento. A poche settimane dall’avvio del nuovo anno scolastico, il Comune sta effettuando una ricognizione degli spazi disponibili negli altri istituti cittadini per individuare le aule necessarie a ospitare gli studenti. Una soluzione definitiva, però, non è stata ancora individuata.La questione riguarda l’edificio di via Acrone, lo stesso complesso interessato dalle criticità strutturali che avevano già portato al trasferimento del Liceo Raffaello Politi. Due scuole che hanno condiviso lo stesso immobile, ma che fanno capo a enti diversi: la Pirandello è di competenza del Comune di Agrigento, mentre per il Politi la competenza sull’edilizia scolastica è del Libero Consorzio Comunale di Agrigento.Ed è proprio questa distinzione che spiega perché le due vicende abbiano seguito tempi e percorsi differenti.Il precedente del Liceo PolitiIl problema dell’edificio di via Acrone era emerso con forza già nell’estate del 2025. Il Libero Consorzio aveva disposto la chiusura della sede centrale del Liceo Politi dopo che le verifiche tecniche avevano evidenziato la mancanza delle necessarie certificazioni di staticità. Per il recupero dell’immobile era stata indicata una necessità finanziaria nell’ordine dei 10 milioni di euro.Il trasferimento del liceo è stato quindi progressivamente organizzato in altre strutture, con il ricorso in particolare ai locali dell’ex Foderà. Ancora nel febbraio scorso il Libero Consorzio annunciava che, completata la ristrutturazione del Foderà, tutte le aule del Politi sarebbero state trasferite.Diversa, invece, era rimasta la situazione della scuola media Pirandello, che occupava parte dello stesso complesso.A febbraio il caso PirandelloLa questione esplose pubblicamente nel febbraio 2026. In una determinazione dirigenziale del Comune del 6 febbraioerano state richiamate verifiche tecniche dalle quali emergevano criticità statiche nell’edificio di via Acrone. Il deputato regionale Ismaele La Vardera sollevò il caso chiedendo perché, a fronte del trasferimento del Politi, la Pirandello continuasse a rimanere nello stesso complesso.L’11 febbraio l’allora sindaco Francesco Miccichè, intervenendo dopo le notizie relative a un presunto crollo in un’aula, smentì che la stabilità dell’immobile fosse stata compromessa e annunciò una riunione operativa.Il giorno successivo, al termine del vertice a Palazzo di Città, la linea dell’amministrazione fu quella di mantenere aperta la scuola in attesa delle ulteriori verifiche tecniche. Nel documento diffuso dopo l’incontro si sosteneva che la sede non presentasse, in quel momento, problematiche tali da rendere necessaria un’immediata soluzione alternativa. Il Comune annunciava comunque che, qualora fosse stata dichiarata la non adeguatezza del plesso alla funzione scolastica, sarebbe stata individuata un’altra struttura.La relazione regionale e il nuovo scenarioIl quadro, però, sarebbe successivamente cambiato. Secondo quanto riferito dall’attuale assessore comunale all’Edilizia scolastica, Eleonora Sciortino, nell’aprile 2026 sarebbe arrivata una relazione della Regione Siciliana che avrebbe escluso l’agibilità della struttura.La precedente amministrazione avrebbe contestato le conclusioni della relazione, chiedendo chiarimenti agli uffici
regionali. Dalla Regione, tuttavia, sarebbe successivamente arrivata la conferma del giudizio espresso.Un passaggio che assume particolare rilievo anche perché, nel frattempo, l’immobile sarebbe stato utilizzato anche come seggio elettorale in occasione delle consultazioni amministrative.È questo il dossier che la nuova amministrazione comunale sostiene di essersi trovata sul tavolo dopo l’insediamento.«Ci siamo trovati sul tavolo una serie di emergenze – spiega l’assessore all’Edilizia scolastica Eleonora Sciortino –. Abbiamo sondato diversi istituti per capire dove poter sistemare gli studenti. Poi abbiamo avviato un tavolo tecnico con il Provveditorato e stiamo facendo una ricognizione per trovare le aule necessarie».Alla riunione ha preso parte anche l’assessore comunale all’Istruzione Elisa Torregrossa, che invita alla prudenza sui possibili scenari: «Siamo ancora nella fase consultiva».La corsa contro il tempo per trovare le auleAl momento, dunque, non c’è ancora una soluzione definitiva. Comune e Ufficio scolastico stanno verificando la disponibilità di spazi negli istituti cittadini per capire dove e come distribuire le classi della Pirandello qualora l’edificio di via Acrone non possa essere utilizzato per il nuovo anno scolastico.La vicenda arriva così al passaggio più delicato. Da una parte c’è il Politi, per il quale il Libero Consorzio ha già avviato e sostanzialmente completato il percorso di trasferimento dalla struttura problematica; dall’altra c’è la Pirandello, rimasta fino alla conclusione dell’anno scolastico nello stesso complesso e per la quale adesso il Comune deve trovare gli spazi necessari.E il calendario non concede molto margine: l’inizio delle lezioni si avvicina e famiglie, studenti e personale scolastico attendono di sapere dove comincerà il nuovo anno scolastico.
reportsicilia.it
Scuola Pirandello, la Regione conferma la non agibilità: Report Sicilia aveva lanciato l’allarme già nel luglio 2025
Prima l’atto sulle «criticità statiche», poi la protesta dei genitori e le contraddizioni tra determina e comunicati. Adesso, a poche settimane dall’inizio delle lezioni, il Comune cerca ancora le aule. E l’edificio sarebbe stato utilizzato persino come seggio elettorale.
Adesso arriva la conferma che rende ancora più inquietante tutto ciò che Report Sicilia aveva scritto e documentato già nel febbraio scorso.La Regione Siciliana avrebbe escluso l’agibilità dell’edificio di via Acrone che ospita la scuola media “Luigi Pirandello”. Il giudizio, secondo quanto riferito dall’attuale assessore comunale all’Edilizia scolastica Eleonora Sciortino, sarebbe contenuto in una relazione arrivata nell’aprile 2026 e successivamente confermata dagli uffici regionali, nonostante le contestazioni avanzate dalla precedente amministrazione.Oggi, a poche settimane dall’apertura del nuovo anno scolastico, il Comune di Agrigento non avrebbe ancora individuato una sistemazione definitiva per gli studenti e starebbe effettuando una ricognizione delle aule disponibili negli altri istituti cittadini.Una corsa contro il tempo che, però, non nasce all’improvviso.
Report Sicilia aveva sollevato per primo il problema, aveva pubblicato l’atto ufficiale, aveva raccolto la preoccupazione delle famiglie e aveva evidenziato le contraddizioni tra quanto scritto nelle determine e quanto sostenuto nei comunicati politici.Adesso non resta che chiedere: perché non si è intervenuti quando il problema era già emerso chiaramente?Il primo allarme già nel luglio 2025La vicenda era stata affrontata dal nostro giornale già il 31 luglio 2025, con l’articolo dal titolo “Agrigento, emergenza scuole: Liceo Politi e media Pirandello verso il trasferimento”.Report Sicilia evidenziava una contraddizione evidente: il Liceo “Raffaello Politi” veniva progressivamente trasferito a causa delle criticità strutturali riscontrate nell’edificio di via Acrone, mentre la scuola media Pirandello continuava a rimanere nello stesso complesso.Due scuole nello stesso edificio, ma dipendenti da enti differenti per quanto riguarda l’edilizia scolastica: il Politi dal Libero Consorzio comunale e la Pirandello dal Comune di Agrigento.Il problema, dunque, era noto da tempo. Eppure la situazione della scuola media non venne definita prima dell’inizio dell’anno scolastico 2025-2026
.Il 10 febbraio Report Sicilia pubblica l’atto choc
Il 10 febbraio 2026 Report Sicilia pubblicò l’articolo dal titolo:“Scuola Pirandello, atto ufficiale choc: ‘criticità statiche’. E gli studenti sono ancora lì dentro”Non si trattava di indiscrezioni, segnalazioni anonime o semplici preoccupazioni. Il nostro giornale aveva trovato e pubblicato una determinazione ufficiale del Comune di Agrigento.Nella determinazione dirigenziale numero 256 del 6 febbraio 2026 si leggeva testualmente:«A seguito di una verifica tecnica della stabilità del fabbricato sito in via Acrone, sede della Scuola Secondaria di Primo Grado “Pirandello”, sono emerse criticità statiche tali da imporre nell’immediato la ricerca di locali ad uso scuola».Erano parole inequivocabili:verifica tecnica della stabilità;criticità statiche;necessità immediata di trovare altri locali.Non le aveva scritte Report Sicilia. Le aveva messe nero su bianco il Comune di Agrigento in un atto amministrativo firmato.Per questo ponemmo domande semplici e precise: perché gli studenti continuavano a frequentare quell’edificio? Chi aveva autorizzato la prosecuzione delle attività didattiche? Esisteva una relazione tecnica che, nonostante le criticità statiche, certificasse la sicurezza della struttura? Chi si assumeva formalmente la responsabilità di lasciare i ragazzi all’interno?Domande alle quali, ancora oggi, bisogna dare risposte documentate.
grandangoloagrigento.it
“Diario di un trapezista”, Sigfrido Ranucci al teatro dell’Efebo di AgrigentoOltre agli aspetti più intimi e meno conosciuti di sé stesso Ranucci porterà sul palco del Giardino Botanico storie di persone rimaste nell'ombra
Sarà Sigfrido Ranucci con il suo “Diario di un trapezista” il protagonista del prossimo appuntamento al Teatro dell’Efebo. Domani, sabato 29 agosto alle ore 21:00, il popolare giornalista e conduttore di “Report” illustrerà nel suo spettacolo teatrale autobiografico le difficoltà, le scelte e tanti altri aspetti della sua attività di giornalista, compresi i retroscena e i rischi affrontati nelle situazioni sul campo che portano alla realizzazione delle inchieste. Oltre agli aspetti più intimi e meno conosciuti di sé stesso Ranucci porterà sul palco del Giardino Botanico storie di persone rimaste nell’ombra ma determinanti per la costruzione delle sue inchieste. Ieri sera, invece, tutto esaurito e straordinario successo per il “Battiato Tribute – La cura dell’eterno”, con una spettacolare esibizione del Coro Lirico Siciliano, diretto dal Maestro Francesco Costa, che ha reso omaggio al genio musicale del cantautore siciliano con un mix azzeccato tra le composizioni più intime del Battiato poeta e quelle del repertorio pop, con gli eccellenti arrangiamenti per ensemble vocale ed orchestrale. “Un successo annunciato” afferma il Presidente del Libero Consorzio di Agrigento Giuseppe Pendolino “che conferma la bontà delle nostre scelte per questa stagione". I prossimi eventi al Teatro dell’Efebo saranno, nell’ordine, Miss Italia Finale Regionale Sicilia (domenica 30 agosto ore 21:00) e l’atteso “Un concerto a sei corde” del chitarrista Francesco Buzzurro, in programma martedì 1 settembre alle ore 21:00.
agrigentooggi.it
Successo per il “Battiato Tribute”. Al Teatro dell’Efebo cresce l’attesa per Sigfrido Ranucci
Ieri sera tutto esaurito per “Battiato Tribute- La cura dell’eterno”, con una spettacolare esibizione del Coro Lirico Siciliano, diretto dal maestro Francesco Costa, che ha reso omaggio al genio musicale del cantautore siciliano con un mix azzeccato tra le composizioni più intime del Battiato poeta e quelle del repertorio pop, con gli eccellenti arrangiamenti per ensemble vocale ed orchestrale. “Un successo annunciato” afferma il presidente del Libero Consorzio di Agrigento Giuseppe Pendolino “che conferma la bontà delle nostre scelte per questa stagione”.Sarà Sigfrido Ranucci con il suo “Diario di un trapezista” il protagonista del prossimo appuntamento al Teatro dell’Efebo. Domani, sabato 29 agosto alle ore 21, il popolare giornalista e conduttore di “Report” illustrerà nel suo spettacolo teatrale autobiografico le difficoltà, le scelte e tanti altri aspetti della sua attività di giornalista, compresi i retroscena e i rischi affrontati nelle situazioni sul campo che portano alla realizzazione delle inchieste. Oltre agli aspetti più intimi e meno conosciuti di sé stesso Ranucci porterà sul palco del Giardino Botanico storie di persone rimaste nell’ombra ma determinanti per la costruzione delle sue inchieste.I prossimi eventi al Teatro dell’Efebo saranno, nell’ordine, Miss Italia Finale Regionale Sicilia (domenica 30 agosto ore 21) e l’atteso “Un concerto a sei corde” del chitarrista Francesco Buzzurro, in programma martedì 1 settembre alle ore 21. I biglietti degli eventi in cartellone possono essere acquistati direttamente su www.giardinoefebo.it o al Box Office di Via Imera, tel. 20500.