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Rassegna stampa dal 29 al 31 agosto 2026

 


LENTEPUBBLICA
Pagamenti INPS settembre 2026: tutte le date da segnare

Pagamenti INPS settembre 2026: il calendario completo per l’erogazione di pensioni, Naspi, Assegno Unico e ADI.
Settembre 2026 si apre con una serie di appuntamenti importanti per pensionati, famiglie e lavoratori che ricevono una prestazione dall’INPS. Non esiste però un’unica data valida per tutti: il giorno dell’accredito cambia in base al sostegno ricevuto, alla presenza di una pratica appena approvata, a eventuali ricalcoli e alla modalità con cui si incassa la somma.
Il modo più utile per orientarsi è quindi distinguere le prestazioni con un pagamento già stabilito da quelle per cui l’INPS procede in base alla lavorazione della singola posizione. Nel mese entrano in gioco pensioni, Naspi, Assegno Unico, Assegno di Inclusione e Supporto per la Formazione e il Lavoro. A incidere sull’importo, inoltre, possono essere il rimborso del modello 730, conguagli fiscali, controlli sui requisiti e arretrati.
Pensioni INPS: accredito dal 1° settembre e controlli sul cedolino
Per chi riceve la pensione, il primo appuntamento è fissato a martedì 1° settembre 2026. È il primo giorno bancabile del mese e, proprio per questo, l’accredito avviene nella stessa data sia per chi utilizza un conto corrente bancario sia per chi riceve la somma su conto BancoPosta, libretto postale o carta collegata ai servizi di Poste.
La regola generale prevede infatti che le pensioni siano pagate il primo giorno bancabile del mese, fatta eccezione per gennaio. A settembre non si ripete dunque la differenza tra canali che aveva caratterizzato agosto, quando il calendario aveva portato a tempi diversi tra banche e Poste.
Resta distinta la situazione di chi ritira il denaro in contanti all’ufficio postale. In questo caso Poste Italiane può organizzare una turnazione secondo l’iniziale del cognome. Va ricordato che il ritiro cash è consentito soltanto per importi complessivi non superiori a 1.000 euro netti.
Gli over 75 che non possono muoversi autonomamente possono valutare il servizio di consegna a domicilio, attivabile attraverso le modalità previste nell’accordo tra Poste Italiane e Arma dei Carabinieri. È una possibilità pensata per ridurre gli spostamenti delle persone più fragili, non un accredito automatico da richiedere all’ultimo momento.
Il dato da verificare non è soltanto la data di disponibilità della pensione, ma anche il cedolino, già consultabile nell’area personale MyINPS. Il documento permette di capire perché l’importo ricevuto sia diverso dal mese precedente: possono comparire trattenute, recuperi, conguagli o somme aggiuntive.
Per alcuni pensionati settembre può coincidere con il rimborso IRPEF del modello 730, qualora l’INPS agisca come sostituto d’imposta e la dichiarazione abbia prodotto un credito. Al contrario, una novità da non sottovalutare riguarda i titolari di prestazioni collegate al reddito che non hanno ancora comunicato i dati richiesti per il 2022: sul rateo può essere presente una trattenuta del 5% dell’importo lordo. Il termine indicato dall’Istituto per regolarizzare la posizione è il 15 settembre 2026.
Naspi settembre 2026: perché non tutti ricevono l’accredito nello stesso giorno
La Naspi, cioè l’indennità di disoccupazione riconosciuta a chi perde involontariamente il lavoro e possiede i requisiti previsti, non ha una data identica per ogni beneficiario. Il pagamento di settembre si riferisce, in linea generale, al periodo maturato nel mese di agosto.
L’accredito viene disposto dopo le elaborazioni dell’INPS e può arrivare entro la metà del mese, ma il giorno effettivo dipende dalla pratica individuale. Una domanda recente, una variazione delle coordinate bancarie, controlli ancora in corso oppure informazioni da integrare possono far slittare la disposizione.
Per questa ragione è consigliabile non basarsi su un giorno comunicato da altri percettori. La verifica più affidabile resta quella nell’area riservata MyINPS, alla voce relativa ai pagamenti, dove vengono indicati importo e data di disponibilità. Lo stesso principio vale per le altre prestazioni di sostegno al reddito: il calendario orienta, ma non sostituisce lo stato concreto della domanda.
Assegno Unico: pagamenti il 21 e 22 settembre per le prestazioni senza variazioni
Le famiglie che ricevono regolarmente l’Assegno Unico e Universale e non hanno avuto modifiche nella propria posizione possono segnare sul calendario lunedì 21 e martedì 22 settembre 2026. Sono le date previste per gli assegni già in pagamento e privi di variazioni rispetto al mese precedente.
Il quadro cambia per le nuove richieste, per chi ha comunicato un nuovo ISEE, per le famiglie che hanno registrato modifiche nel nucleo o per le pratiche interessate da ricalcoli e conguagli. In questi casi l’accredito può arrivare più avanti, di norma nell’ultima settimana del mese successivo alla presentazione della domanda o alla definizione della variazione.
Ricevere l’Assegno Unico in una data diversa da quella di un parente o di un collega, quindi, non segnala automaticamente un problema. Spesso la spiegazione è nella storia della singola pratica: una modifica anagrafica, un aggiornamento dei dati oppure una verifica amministrativa possono cambiare la tempistica.
Assegno di Inclusione: due finestre per nuove erogazioni e rinnovi
Settembre porta il consueto doppio passaggio per l’Assegno di Inclusione. La prima finestra riguarda chi ha concluso positivamente l’istruttoria, ha sottoscritto il Patto di Attivazione Digitale e deve ricevere la prima mensilità, insieme agli eventuali arretrati spettanti. Per settembre la data di riferimento è il 15 settembre.
La seconda riguarda invece chi già percepisce l’ADI e continua a possedere i requisiti richiesti. In questo caso la ricarica della Carta di Inclusione è prevista per il 25 settembre. Non va confusa con un nuovo pagamento: è il rinnovo mensile destinato ai nuclei per i quali la prestazione risulta già attiva.
La disponibilità dell’importo resta legata alla regolarità della posizione. Cambiamenti nella composizione della famiglia, redditi non comunicati, mancati adempimenti o verifiche ancora aperte possono incidere sul pagamento. Per chi attende una prima erogazione, è essenziale controllare che tutti i passaggi previsti siano stati completati.
Supporto Formazione e Lavoro: le verifiche prima dell’accredito
Una scansione simile interessa il Supporto per la Formazione e il Lavoro, rivolto alle persone impegnate nei percorsi di attivazione, orientamento e formazione previsti dalla misura. Anche per il SFL le lavorazioni possono concentrarsi attorno alla metà del mese oppure verso la parte finale di settembre.
Qui conta soprattutto il rispetto degli impegni connessi al percorso individuale. La partecipazione alle attività, l’aggiornamento della situazione personale e la corretta registrazione degli adempimenti sono elementi centrali per evitare sospensioni o ritardi.
In conclusione, il calendario INPS di settembre non va letto come una semplice lista di date. È una mappa utile, ma ogni prestazione segue regole proprie. Pensione dal 1° settembre, Assegno Unico il 21 e 22 per le posizioni senza variazioni, ADI il 15 per prime erogazioni e arretrati e il 25 per i rinnovi: conoscere queste differenze permette di controllare la propria situazione con maggiore consapevolezza e intervenire rapidamente se qualcosa non torna.




LENTEPUBBLICA
Meloni punta sulla Zes unica: gli scenari per imprese e territori
Zes unica, Meloni rilancia il modello Sud: “Ora le semplificazioni vadano oltre il Mezzogiorno”.
Il Mezzogiorno torna al centro della strategia economica del governo. Nel videomessaggio inviato alla manifestazione La Piazza di Affari Italiani, in corso a Ceglie Messapica, nel Brindisino, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato i risultati attribuiti alla Zes unica e indicato la direzione dei prossimi mesi: portare le semplificazioni sperimentate nel Sud anche nel resto del Paese.
Secondo la premier, il sistema delle Zone economiche speciali ha già prodotto nel Mezzogiorno un giro d’affari pari a 60 miliardi di euro. Un dato che, nelle parole della presidente del Consiglio, si accompagna a una crescita dei territori interessati superiore alla media nazionale e a ricadute positive anche sul fronte del lavoro.
Il messaggio politico è chiaro: il Sud non deve più essere considerato soltanto un’area da sostenere attraverso misure compensative, ma un pezzo essenziale della competitività italiana. Una lettura che punta a rovesciare una prospettiva consolidata, facendo del Mezzogiorno un banco di prova per politiche capaci, se efficaci, di essere replicate su scala nazionale.
Che cos’è la Zes unica e perché riguarda imprese e territori
La Zes unica per il Mezzogiorno riunisce in un quadro unitario le precedenti Zone economiche speciali regionali. L’obiettivo è rendere più semplice e rapido l’avvio o l’ampliamento degli investimenti nelle regioni del Sud, intervenendo soprattutto su autorizzazioni, interlocutori amministrativi e tempi delle procedure.
Per le imprese, il nodo non riguarda soltanto gli incentivi disponibili. Spesso a determinare la scelta di investire è la prevedibilità del percorso: sapere quali documenti servono, a chi rivolgersi, quanto potrà durare l’istruttoria e quando sarà possibile aprire un cantiere, assumere personale o attivare una nuova linea produttiva.
È proprio su questo versante che il governo intende valorizzare l’esperienza maturata nel Mezzogiorno. Meloni ha parlato di meccanismi “concreti ed efficaci”, citando in particolare le semplificazioni. Il tema, dunque, non è soltanto territoriale: riguarda la capacità dell’amministrazione di accompagnare sviluppo e investimenti senza trasformare ogni progetto in un percorso a ostacoli.
La sfida è delicata. Ridurre la burocrazia non può significare indebolire controlli, trasparenza o tutela dell’ambiente e del lavoro. Il punto, semmai, è rendere più ordinati i passaggi, evitare duplicazioni e fare in modo che cittadini, aziende e pubbliche amministrazioni abbiano regole chiare e tempi verificabili.
Dal rilancio del Sud a un’Italia più competitiva
Nel suo intervento, la presidente del Consiglio ha collegato il dossier Zes a un obiettivo più ampio: “rendere l’Italia più forte, più coesa e più competitiva”. È una formula che tiene insieme crescita economica, riduzione delle distanze territoriali e capacità del Paese di affrontare le trasformazioni in corso.
La coesione, in questa prospettiva, non coincide con una distribuzione indistinta delle risorse. Richiede invece infrastrutture funzionanti, servizi pubblici affidabili, collegamenti efficienti e condizioni che rendano conveniente produrre, innovare e restare nei territori. Per il Sud significa affrontare questioni storiche, dalla mobilità alla disponibilità di personale qualificato, fino alla necessità di trattenere giovani e competenze.
Ma il ragionamento coinvolge anche il Centro-Nord. Se una procedura amministrativa più snella produce risultati nel Mezzogiorno, l’estensione di quel modello potrebbe offrire vantaggi all’intero sistema produttivo italiano. È qui che la Zes unica assume un valore che va oltre il perimetro delle regioni meridionali: può diventare un laboratorio nazionale per ripensare il rapporto tra investimenti privati e pubblica amministrazione.
Naturalmente, i numeri dovranno essere letti nel tempo. Il giro d’affari richiamato dalla premier è un indicatore rilevante, ma per valutare l’effettiva tenuta della misura servirà osservare anche la qualità degli investimenti attivati, il loro radicamento sul territorio, l’occupazione stabile generata e la capacità di attrarre nuove attività senza penalizzare le realtà già presenti.
Semplificazioni: il vero banco di prova per la Pubblica amministrazione
Il passaggio più significativo del videomessaggio riguarda proprio l’intenzione di ampliare i benefici delle procedure semplificate. Per la Pubblica amministrazione, questo apre una questione concreta: non basta introdurre una norma per rendere più veloce un iter. Occorre che uffici, enti locali, strutture regionali e amministrazioni centrali siano messi nelle condizioni di applicarla in modo uniforme.
Digitalizzazione, interoperabilità delle banche dati, formazione del personale e chiarezza delle responsabilità diventano allora elementi decisivi. Una semplificazione che esiste soltanto sulla carta rischia di lasciare invariati i ritardi; una riforma ben costruita, invece, può liberare risorse oggi assorbite da adempimenti ripetitivi e passaggi non necessari.
Il rilancio della Zes unica si inserisce quindi in un confronto più largo sul ruolo dello Stato nell’economia. L’esecutivo punta a presentarsi come facilitatore degli investimenti, mentre i territori attendono risultati misurabili: cantieri che partono, imprese che assumono, servizi che migliorano e procedure meno farraginose.
Per Meloni, la rotta resta quella di un Paese capace di crescere senza lasciare indietro alcune aree. Perché l’obiettivo di un’Italia “più coesa” non si esaurisce in uno slogan: passa dalla possibilità concreta che una buona idea imprenditoriale trovi ovunque tempi certi, interlocutori efficaci e condizioni adeguate per trasformarsi in lavoro e sviluppo.



SICILIAONPRESS

Agrigento, Teatro dell’Efebo: 750 persone per Sigfrido Ranucci

Si è svolto l’evento “Diario di un trapezista”, ieri sera, al Teatro dell’Efebo di Agrigento, con la conduzione di Sigfrido Ranucci, il presentatore televisivo di Report, la trasmissione d’inchiesta su Rai 3, al centro delle polemiche di questi giorni, a seguito dell’arresto di Lavitola, il faccendiere amico dello stesso Ranucci, che avrebbe organizzato un attentato ai danni delle auto nei pressi dell’abitazione del conduttore televisivo.
“Un altra bella serata piena di affetto, stima e solidarietà ad Agrigento nella bella cornice del Teatro Efebo con 750 persone che sono rimaste ad ascoltarmi con attenzione per due ore nonostante il caldo”.-ha dichiarato Sigfrido Ranucci, aggiungendo:“Chiudo qui questa meravigliosa tappa siciliana dove ho fatto il pieno di energie grazie all’affetto della gente”.
“Il lungo applauso di Agrigento, sold out al teatro Efebo, un avvenimento che il Capogruppo di Fdi Adriano Barba non avrebbe voluto che si disputasse. Grazie invece alla determinazione e alla passione dell’associazione Fuoririga e al Libero Consorzio” -ha concluso l’ex conduttore di Report.
Adriano Barba non è -come dice Ranucci– capogruppo di Fdi, bensì segretario provinciale di FdI e, in tale qualità, aveva affermato che, nella terra di Rosario Livatino, sarebbe stato opportuno non ospitare Ranucci, giornalista che andrebbe a cena con Totò Riina (clicca qui per leggere l’articolo sulle dichiarazioni del segretario provinciale Fdi a proposito dell’evento di Ranucci al Teatro dell’Efebo di Agrigento).



LENTEPUBBLICA
Ipotesi CCNL Funzioni Locali 2025-2027: le novità che devi conoscere subito

L’ipotesi CCNL Funzioni Locali 2025-2027 prova ad affrontare il cambiamento mentre è ancora in corso. È forse questo uno degli aspetti più significativi dell’accordo sottoscritto il 21 luglio 2026 da ARAN e dalle organizzazioni sindacali rappresentative: non limitarsi alla componente economica del rinnovo, ma intervenire anche su alcune trasformazioni che stanno modificando concretamente il lavoro nelle amministrazioni.
Parliamo di un contratto che interessa oltre 403 mila dipendenti di Regioni, Comuni, Province, Città metropolitane, Camere di commercio e degli altri enti del comparto e che, a regime dal 2027, mobilita circa 989 milioni di euro annui. Gli incrementi medi complessivi sono indicati in circa 152 euro lordi mensili per il personale dei Comuni e 141 euro per quello degli altri enti.
Ma fermarsi agli aumenti significherebbe raccontare soltanto una parte del nuovo contratto. L’ipotesi CCNL Funzioni Locali 2025-2027 interviene infatti anche sull’intelligenza artificiale, sulle tutele rivolte al personale, sulle Elevate Qualificazioni, sulla formazione e sulla disciplina del Fondo risorse decentrate.
Nella diretta video con Valentina Lealini ripercorriamo le principali novità dell’accordo, cercando soprattutto di mettere in evidenza le conseguenze concrete che queste disposizioni potranno avere nell’organizzazione quotidiana degli enti.
Intelligenza artificiale: innovare senza togliere responsabilità alle persone
Una delle innovazioni più evidenti è l’ingresso dell’intelligenza artificiale nella disciplina contrattuale. Per la prima volta nel comparto Funzioni Locali viene dedicato uno specifico Titolo all’utilizzo di questi strumenti, alle garanzie per i lavoratori e alla formazione necessaria per impiegarli in maniera responsabile.
È un passaggio importante perché l’intelligenza artificiale non è più una prospettiva lontana. Sta già entrando nelle amministrazioni e può incidere sull’organizzazione delle attività, sull’elaborazione delle informazioni e sui processi decisionali.
La tecnologia può certamente aiutare gli enti a lavorare meglio, ma il principio che abbiamo voluto preservare è altrettanto chiaro: la responsabilità resta umana. Un algoritmo può fornire elementi, elaborare dati o supportare un processo, ma non può trasformarsi nel soggetto al quale attribuire la decisione finale.
Questo vale soprattutto quando l’impiego di sistemi automatizzati può incidere sul rapporto di lavoro. Innovazione e trasparenza devono quindi procedere insieme, così come deve crescere la preparazione di chi utilizzerà questi strumenti. Per questa ragione il tema dell’IA è strettamente collegato anche alla formazione del personale e allo sviluppo delle nuove competenze.
Tutele ed Elevate Qualificazioni: cosa cambia con il rinnovo
L’ipotesi CCNL Funzioni Locali 2025-2027 dedica inoltre maggiore attenzione alle esigenze delle persone. Il nuovo quadro contrattuale interviene sulla conciliazione tra vita professionale e privata, sui caregiver, sulla genitorialità e sulle tutele previste in presenza di particolari condizioni di salute. Viene anche superata la differenza nel numero di giorni di ferie che riguardava i neoassunti nei primi anni di servizio.
Sono interventi che vanno letti anche alla luce di un problema più generale: la capacità delle amministrazioni pubbliche di essere attrattive per le nuove professionalità. La retribuzione è certamente una componente essenziale, ma le persone valutano sempre di più anche l’organizzazione del lavoro, le possibilità di crescita e la capacità del datore di lavoro di tenere conto delle diverse esigenze personali.
Un altro tema centrale riguarda gli incarichi di Elevata Qualificazione. Soprattutto negli enti privi di dirigenza, queste figure sostengono responsabilità organizzative rilevanti e molto spesso rappresentano uno degli snodi essenziali per il funzionamento dei servizi. Il nuovo contratto introduce strumenti che consentono di intervenire con maggiore flessibilità sul finanziamento e sulla valorizzazione degli incarichi, nel rispetto dei vincoli previsti dalla normativa.
Fondo risorse decentrate più semplice e regole più leggibili
Un capitolo meno immediatamente visibile, ma particolarmente importante per gli uffici del personale, riguarda il Fondo risorse decentrate.
Nel tempo la sua disciplina è diventata complessa a causa della sovrapposizione di norme, contratti e diverse voci di finanziamento. Con il nuovo accordo si prova a rendere più semplice la costituzione del Fondo, riducendo la necessità di ricostruire ogni anno una lunga stratificazione di risorse e riferimenti contrattuali.
Semplificare non significa ridurre i controlli. Vuol dire costruire un sistema più leggibile, nel quale gli uffici possano applicare le regole con maggiore certezza e dedicare meno tempo alla ricostruzione degli adempimenti.
È probabilmente questo il filo che unisce le principali novità dell’ipotesi CCNL Funzioni Locali 2025-2027: utilizzare la contrattazione non soltanto per definire il trattamento economico, ma anche per accompagnare l’evoluzione delle amministrazioni.
Intelligenza artificiale, responsabilità umana, formazione, attenzione alle persone, Elevate Qualificazioni e semplificazione del Fondo non sono quindi capitoli separati. Sono aspetti di una stessa trasformazione.
Nella diretta video con Valentina Lealini proviamo a ripercorrerli in modo semplice e operativo, spiegando cosa prevede l’ipotesi di accordo e quali conseguenze potrà produrre concretamente nella gestione del personale e nell’organizzazione degli enti locali.



AGRIGENTOOGGI
Viabilità, aggiudicata la gara per gli interventi su due strade provinciali agrigentine

Sono previsti nuovi interventi per il miglioramento delle strade provinciali 33 Ribera-Seccagrande e 29-A Montallegro-Cattolica Eraclea. L’Ufficio gare del Libero Consorzio comunale di Agrigento ha infatti aggiudicato la gara relativa all’accordo quadro per la manutenzione straordinaria di queste due importanti vie di comunicazione.
La gara, alla quale hanno partecipato 337 imprese, è stata effettuata con proceduta telematica ed inversione procedimentale, ed è stata aggiudicata all’impresa Gom Edil General SrL di Favara per un importo complessivo di 961.498,28 euro, compresi 28.444,95 euro per oneri di sicurezza (non soggetti a ribasso), finanziati con fondi ministeriali.
A breve la firma del contratto d’appalto e la successiva consegna dei lavori, che dovranno essere effettuati entro 365 giorni lavorativi su indicazioni dello staff tecnico del Settore Infrastrutture Stradali.



SCRIVOLIBERO
Ranucci ad Agrigento, applausi e polemiche: al Teatro dell’Efebo il “Diario di un trapezista”

Due ore di spettacolo e un lungo applauso finale. È il bilancio della serata che ha visto protagonista Sigfrido Ranucci al Teatro dell’Efebo di Agrigento con il suo “Diario di un trapezista”, appuntamento che si è trasformato anche in un momento di riflessione sul giornalismo d’inchiesta, sulla libertà di stampa e sulle polemiche che nelle ultime settimane hanno investito il conduttore di Report. 
In una cornice affollata e nonostante le temperature elevate, Ranucci ha raccontato la propria esperienza professionale e il rapporto con le inchieste televisive, soffermandosi sugli attacchi ricevuti nel corso degli anni e sulle difficoltà affrontate dalla redazione del programma.
L’appuntamento agrigentino è arrivato in una fase particolarmente delicata per il giornalista, dopo l’arresto di Lavitola, figura a lui conosciuta, accusata di avere organizzato un attentato contro le automobili nei pressi dell’abitazione dello stesso Ranucci. Una vicenda che ha riportato il conduttore al centro del dibattito pubblico.
Ad aprire lo spettacolo è stato un riferimento proprio alla redazione di Report, che, secondo Ranucci, starebbe affrontando uno dei periodi più difficili nei suoi trent’anni di storia.
Sul palco il giornalista ha ripercorso episodi e controversie che lo hanno coinvolto, citando le accuse e le campagne di delegittimazione che, a suo dire, si sarebbero susseguite nel tempo. Tra le frasi ricordate durante lo spettacolo anche quella pronunciata anni fa da una producer esterna Rai, che lo avrebbe messo in guardia con parole particolarmente crude: «Smerdare perché ti vogliono ammazzare».
Ranucci ha definito quella frase una sorta di profezia, collegandola alle diverse narrazioni che, nel corso degli anni, lo avrebbero indicato come vicino ai servizi segreti cinesi o russi, oppure lo avrebbero coinvolto in accuse di natura completamente diversa.
Il conduttore ha quindi utilizzato la metafora del trapezista per descrivere il percorso di Report: di fronte alle difficoltà, anziché fermarsi, la redazione avrebbe scelto di affrontare inchieste ancora più complesse e delicate, assumendosi ogni responsabilità.
«Continuerò a battermi per voi in diverse forme», ha affermato Ranucci al termine dello spettacolo, rivolgendosi al pubblico. Poi un messaggio scritto su un foglio, diventato quasi un simbolo della serata: «Report non mollare».
La serata si è chiusa con la soddisfazione del giornalista per l’accoglienza ricevuta ad Agrigento. In un messaggio pubblicato successivamente sui social, Ranucci ha parlato di “sold out” al Teatro dell’Efebo e ha ringraziato l’associazione Fuoririga e il Libero Consorzio per aver reso possibile l’appuntamento. Reportcriminalità
Non è mancato, però, il riferimento alle polemiche che avevano preceduto l’evento. Ranucci in un post sui social ha citato Adriano Barba, attribuendogli il ruolo di capogruppo provinciale di Fratelli d’Italia e sostenendo che non avrebbe voluto lo svolgimento della manifestazione.
Un punto che necessita tuttavia di una precisazione: Barba non è capogruppo provinciale di FdI, bensì segretario provinciale del partito. Proprio in questa veste aveva espresso nei giorni scorsi la propria contrarietà all’ospitalità di Ranucci ad Agrigento, sostenendo che, nella città di Rosario Livatino, sarebbe stato inopportuno dare spazio a un giornalista al centro di determinate frequentazioni e vicende. 
Le polemiche della vigilia, dunque, non hanno impedito lo svolgimento dello spettacolo. Tra applausi e contestazioni a distanza, il “Diario di un trapezista” ha così trasformato il Teatro dell’Efebo in un’arena di confronto sul ruolo dell’informazione e sulla libertà di raccontare anche le storie più scomode.



CANICATTIWEB
Viabilità, aggiudicata la gara per la manutenzione delle Provinciali 33 e 29-A

Sono previsti nuovi interventi per il miglioramento delle Strade Provinciali n. 33 Ribera-Seccagrande e n. 29-A Montallegro-Cattolica Eraclea. L’Ufficio Gare del Libero Consorzio Comunale di Agrigento ha infatti aggiudicato la gara relativa all’accordo quadro per la manutenzione straordinaria di queste due importanti vie di comunicazione.
La gara, alla quale hanno partecipato 337 imprese, è stata effettuata con proceduta telematica ed inversione procedimentale, ed è stata aggiudicata all’impresa G.O.M. EDIL GENERAL SRL di Favara per un importo complessivo di 961.498,28 euro, compresi 28.444,95 euro per oneri di sicurezza (non soggetti a ribasso), finanziati con fondi ministeriali.
A breve la firma del contratto d’appalto e la successiva consegna dei lavori, che dovranno essere effettuati entro 365 giorni lavorativi su indicazioni dello staff tecnico del Settore Infrastrutture Stradali.


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