AGRIGENTOOGGI
Agrigento, è morto Angelo Alfano: addio al “professore”, padre di Angelino e Alessandro
AGRIGENTO. È morto Angelo Alfano, conosciuto da tutti come “il professore”, padre dell’ex ministro Angelino Alfano e di Alessandro Alfano. Una figura molto conosciuta ad Agrigento, non soltanto per il legame familiare con l’ex titolare dei ministeri della Giustizia, dell’Interno e degli Esteri, ma per una propria lunga storia personale, professionale e politica profondamente legata alla città. Docente per professione, Angelo Alfano apparteneva alla generazione della Democrazia Cristiana agrigentina che per molti anni ha segnato la vita amministrativa e politica della città. Fu assessore e vicesindaco di Agrigento nelle fila della Dc. Per tutti, però, era rimasto soprattutto “il professore”: appellativo con il quale era conosciuto ben oltre gli ambienti politici e che nel tempo era diventato quasi inseparabile dal suo nome.
Chi lo ha conosciuto ne ricorda soprattutto la bontà, la disponibilità e una concezione della politica vissuta autenticamente come servizio. Angelo Alfano apparteneva a una generazione per la quale l’impegno pubblico significava stare accanto agli altri, con un’attenzione particolare ai più deboli e ai meno abbienti, nel solco dei valori popolari, cristiani e sociali di Alcide De Gasperi e della Democrazia Cristiana. Una politica fatta di ascolto, presenza e rapporti umani, lontana dall’idea dell’incarico come semplice esercizio del potere.
Gli stessi valori accompagnavano la sua vita privata. Per il “professore” contavano profondamente l’amicizia, la famiglia, l’amore per la moglie Lina Sciumè e per i figli Angelino e Alessandro, ai quali era legatissimo. Faceva parte della grande famiglia del Parco Angeli, al Villaggio Mosè, comunità nella quale aveva costruito e coltivato negli anni rapporti sinceri di amicizia e di affetto. Ed è forse proprio questa la traccia più profonda che lascia: quella di un uomo che, nella politica come nella vita, credeva nel valore delle persone, della famiglia, dell’amicizia e soprattutto nel servizio agli altri.
La politica rappresentò una parte importante della sua vita e di quella della sua famiglia. Una passione e una cultura dell’impegno pubblico che avrebbe poi accompagnato anche il figlio Angelino, protagonista per molti anni della vita politica nazionale.
Angelo Alfano era una figura appartenente a una stagione politica ormai lontana, quella della Dc agrigentina e della politica costruita attraverso una presenza capillare sul territorio e il rapporto personale con cittadini e amministratori. Un nome che, per diversi decenni, è rimasto legato alle vicende politiche e amministrative della città.
La notizia della sua scomparsa si è rapidamente diffusa questa sera ad Agrigento, suscitando cordoglio negli ambienti politici e istituzionali e tra quanti lo avevano conosciuto.
Alla moglie e ai figli Angelino e Alessandro Alfano, e a tutti i familiari, le condoglianze della redazione di AgrigentoOggi.
Eletti i nuovi componenti della Conferenza provinciale della rete scolastica1 Settembre 2026 in note ufficiali
L’assemblea dei sindaci della provincia, convocata dal presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento Giuseppe Pendolino, ha eletto stamani nell’aula consiliare “Giglia” i sette nuovi componenti della Conferenza provinciale di organizzazione e razionalizzazione delle rete scolastica.
Della conferenza, prevista dalla Legge regionale n. 6/2000, oltre al sindaco di Agrigento (componente di diritto in quanto sindaco del comune capoluogo), faranno parte i sindaci dei Comuni di Casteltermini, Realmonte, Naro, Porto Empedocle, Raffadali, Santa Elisabetta e Villafranca Sicula. La seduta è stata presieduta dal presidente Pendolino alla presenza della dirigente del settore istruzione del Libero Consorzio di Agrigento Maria Antonietta Testone. Non essendo previsti per l’anno scolastico 2026/27, nuovi accorpamenti tra istituti scolastici, l’organismo si occuperà della razionalizzazione della rete scolastica.
AGRIGENTONOTIZIE
E' morto Angelo Alfano: la città piange "il professore" che fece della politica un servizio
La notizia della morte del padre dell’ex ministro Angelino Alfano suscita profondo cordoglio in tutto l'Agrigentino. Storico esponente della Democrazia Cristiana, fu vicesindaco e assessore, lasciando la traccia di una vita spesa nell'ascolto e nel sostegno ai più deboli
Una vita divisa tra l'insegnamento, la famiglia e una passione viscerale per l'impegno civile. Si è spento Angelo Alfano, conosciuto da tutti affettuosamente come “il professore”. La notizia della sua scomparsa si è diffusa rapidamente in serata, suscitando profonda commozione negli ambienti politici e istituzionali e tra i tantissimi cittadini che lo avevano stimato. Padre dell’ex ministro Angelino Alfano e di Alessandro, l'ex docente apparteneva a quella generazione della Democrazia Cristiana agrigentina che per decenni ha guidato la vita amministrativa della città. Nelle fila dello scudocrociato, Alfano ricoprì anche le cariche di assessore e vicesindaco di Agrigento.
Per tutti, però, la politica non era una questione di potere, ma di autentico servizio. Chi lo ha conosciuto ne ricorda la straordinaria bontà e disponibilità. Il suo stile era fatto di ascolto attento, presenza costante sul territorio e calore umano, nel solco dei valori cristiani e sociali di Alcide De Gasperi. Un'attenzione speciale la riservava sempre ai più deboli e ai meno abbienti.
Gli stessi valori di solidarietà e rispetto guidavano la sua vita privata. Legatissimo alla moglie Lina Sciumè, ai figli e alla comunità del Parco Angeli al Villaggio Mosè, Alfano lascia la memoria di un uomo che credeva profondamente nelle persone e nei rapporti sinceri. La sua scomparsa chiude una stagione politica d'altri tempi, ma la sua lezione di umanità resta impressa nella comunità agrigentina.
Carabinieri: il colonnello Federico Palmieri è il nuovo comandante provinciale
L'ufficiale prende il posto del colonnello Nicola De Tullio che, dopo 3 anni di servizio sobrio e diligente, è stato trasferito a Roma
E' il colonnello Federico Palmieri il nuovo comandante provinciale dei carabinieri di Agrigento. L'ufficiale prenderà il posto del colonnello Nicola De Tullio che, dopo 3 anni di servizio sobrio e dilingente, è stato trasferito a Roma. Forse anche con un pizzico di rammarico perché l'Agrigentino è così: o ti entra nel cuore e impari ad amarla o è una provincia che odierai sempre.
Il colonnello Federico Palmieri ha guidato la sezione Antiterrorismo del Ros, sgominando - fra le tante altre operazioni - un'associazione terroristica d'ispirazione jihadista, in chiave 'takirista', denominata "Da'Wa Italia", ossia "chiamata alle armi Italia". Era Natale del 2024, periodo significativo anche perché coincideva con l'apertura della Porta Santa per il Giubileo 2025. Le ordinanze vennero firmate dal gip di Bologna. Arresti importanti anche nel 2020 e direttamente in Siria quando Palmieri riuscì a bloccare una donna di Lecco che si era unita allo Stato islamico nel 2015.
Teatro dell’Efebo, stasera la chitarra “orchestrale” di Buzzurro: Vittoria Ciulla è Miss Sicilia
Il virtuoso agrigentino porterà sul palco i grandi classici del jazz e della musica internazionale. La ventenne palermitana si aggiudica la finale regionale di Miss Italia
Proseguono gli appuntamenti del cartellone 2026 del Teatro dell’Efebo. Questa sera, martedì primo settembre alle 21, sarà il chitarrista agrigentino Francesco Buzzurro a salire sul palco con la sua “Orchestra a sei corde”, nell’ambito della rassegna Efebo in musica. Considerato uno dei maggiori virtuosi dello strumento, Buzzurro è stato eletto “miglior chitarrista jazz” dai lettori della rivista “Guitar Player Magazine” e “miglior chitarrista europeo” dalla Borsa internazionale della cultura di Friburgo. Ennio Morricone lo definì “tra i più grandi al mondo perché capace di rendere fruibile a tutti la musica colta”.
Il concerto metterà in luce il suo particolare approccio “orchestrale” alla chitarra, attraverso uno stile che intreccia musica classica, jazz, tradizione popolare e improvvisazione. In programma arrangiamenti originali di celebri composizioni di George Gershwin, Chick Corea, Django Reinhardt, Astor Piazzolla e Antonio Carlos Jobim, affiancati da brani che ripercorrono la ricerca artistica del musicista agrigentino.
La serata arriva dopo il successo della finale regionale siciliana di Miss Italia, che ha incoronato la ventenne palermitana Vittoria Ciulla. La giovane accederà alle finali nazionali del concorso ed è stata premiata dal presidente del Libero consorzio comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, e dal presidente di Egogreen, Marcello Giavarini.
L’evento, organizzato da Klizia Spettacoli con Glamour Production, è stato condotto da Antonello Consiglio ed Elena Di Battista, Miss Sicilia 2024. Premi anche per Sofia Pecorino, diciottenne di Gravina di Catania eletta Miss Social Sicilia, e per Lucilla Ruffo Matricardi, ventiseienne di Gioiosa Marea, che ha conquistato la fascia di Miss Italia Chef Sicilia.
I biglietti per il concerto di Buzzurro sono disponibili sul sito www.giardinoefebo.it e al botteghino di via Imera.
LENTEPUBBLICA
Incentivi tecnici negli enti locali: verifica sulla liquidazione del responsabile
2 Settembre 2026 di Luca Leccisotti
Incentivi tecnici negli enti locali, quando il responsabile è beneficiario la liquidazione deve passare da una verifica terza
focus a cura del Dott. Luca Leccisotti.
Negli enti locali la disciplina degli incentivi per funzioni tecniche continua a rappresentare uno degli snodi più delicati del nuovo Codice dei contratti pubblici. L’art. 45 del d.lgs. 36/2023 non introduce una generica forma di salario accessorio collegata alla semplice partecipazione alla gara, ma riconosce un compenso specifico per attività tecniche effettivamente svolte, documentate e riconducibili alle funzioni tipizzate dal Codice e dall’Allegato I.10. La questione diventa particolarmente sensibile nei Comuni, nelle Province, nelle Città metropolitane, nelle Unioni di Comuni e negli altri enti territoriali, dove la struttura amministrativa è spesso concentrata in pochi uffici e dove lo stesso soggetto può essere, nello stesso procedimento, responsabile del servizio, RUP, firmatario degli atti, coordinatore della procedura e destinatario dell’incentivo.
Il punto di partenza deve essere netto: l’incentivo non si liquida perché il dipendente o il dirigente “ha seguito la pratica”. Non si liquida perché ha firmato una determinazione, ha coordinato la procedura di gara, perché ha espresso un “visto si autorizza” o perché il suo nome compare nel gruppo di lavoro. L’incentivo si liquida solo se vi sono incarichi conferiti, attività concretamente svolte, documenti idonei a provarle, percentuali definite, risorse previste nel quadro economico, attestazioni coerenti e un accertamento finale dei presupposti. Il testo di partenza muove correttamente da questa esigenza di separare la mera presenza nella procedura dalla prova dell’attività tecnica effettivamente espletata.
Il ruolo del dirigente e del responsabile negli enti locali
Negli enti locali il problema assume una configurazione peculiare. Nei Comuni dotati di dirigenza, il soggetto apicale può essere il dirigente dell’area lavori pubblici, dell’area tecnica, dell’area patrimonio, dell’urbanistica o della centrale unica di committenza. Nei Comuni privi di dirigenza, la posizione apicale coincide spesso con il responsabile di servizio titolare di incarico di elevata qualificazione, già posizione organizzativa, al quale sono attribuite funzioni gestionali, poteri di firma e responsabilità procedimentali. In questi assetti organizzativi, la concentrazione delle competenze non è un’anomalia: è il modo ordinario attraverso cui molti enti riescono a garantire continuità amministrativa, gestione degli appalti, presidio della spesa e attuazione degli investimenti.
Proprio per questo occorre evitare un errore ricorrente: ritenere che il dirigente o il responsabile apicale, per il solo fatto di essere beneficiario dell’incentivo, debba automaticamente astenersi da ogni atto della procedura. Non è così. La qualità di beneficiario dell’incentivo non paralizza le competenze istituzionali. Il responsabile del servizio continua a predisporre, sottoscrivere, approvare, validare, affidare, impegnare e liquidare gli atti rientranti nella propria competenza, secondo l’ordinamento dell’ente e le attribuzioni conferitegli. Il conflitto di interessi, per assumere rilevanza, richiede un interesse personale ulteriore e distinto rispetto alla mera spettanza dell’incentivo disciplinato dal Codice. Diversamente si arriverebbe a un risultato irragionevole: proprio nei piccoli e medi enti, dove le competenze sono concentrate per necessità organizzativa, l’art. 45 diventerebbe di fatto ingestibile.
Il vero punto critico non è dunque la partecipazione del dirigente o del responsabile apicale alla procedura, ma l’accertamento della quota incentivante che lo riguarda. La distinzione è decisiva. Una cosa è esercitare le funzioni istituzionali proprie dell’incarico; altra cosa è attestare, ai fini economici, che le proprie attività danno diritto a una quota di incentivo. Nel primo caso il soggetto agisce come organo gestionale dell’ente. Nel secondo caso si entra nel segmento della liquidazione di un beneficio economico individuale. Qui la terzietà diventa necessaria.
Accertamento delle attività e formazione del fascicolo
Il modello ordinario è lineare. Il dirigente o il responsabile della struttura competente, sentito il RUP, accerta e attesta le funzioni tecniche effettivamente svolte dai destinatari dell’incentivo. Il RUP forma il fascicolo della procedura e attesta, nei limiti della propria conoscenza e competenza, le attività svolte dai componenti del gruppo di lavoro. Nei lavori pubblici, nei servizi tecnici, nelle manutenzioni, nelle forniture con posa in opera, negli accordi quadro e nelle concessioni, il fascicolo deve contenere gli elementi essenziali: decisione a contrarre, quadro economico, individuazione dei beneficiari, funzioni attribuite, percentuali, provvedimento di affidamento, documentazione della fase esecutiva, attestazioni di fase e prospetto di quantificazione.
Quando però il soggetto chiamato ordinariamente all’accertamento è anche beneficiario, il circuito non può restare chiuso su sé stesso. Se il dirigente dell’area tecnica, il responsabile del servizio lavori pubblici, il responsabile del patrimonio, il responsabile della CUC o il titolare di incarico di elevata qualificazione è destinatario dell’incentivo, la quota che lo riguarda deve essere verificata da un soggetto diverso. Non perché il responsabile sia sospetto, ma perché la liquidazione deve essere difendibile. L’amministrazione deve poter dimostrare che l’incentivo non nasce da una sostanziale autoliquidazione.
Negli enti locali i possibili presidi di terzietà vanno calibrati sull’organizzazione concreta. In un ente dotato di più dirigenti, l’accertamento può essere rimesso a un dirigente diverso o al dirigente sostituto formalmente individuato. In un Comune privo di dirigenza, può intervenire un altro responsabile di servizio titolare di incarico di elevata qualificazione, purché estraneo alla gestione diretta della procedura. In altri casi, può essere individuato il Segretario comunale, quale figura di garanzia della legalità amministrativa e del corretto funzionamento dell’ente. Può essere coinvolto il responsabile finanziario, quando il controllo debba concentrarsi sulla coerenza tra quadro economico, imputazione contabile, capienza delle somme e liquidazione. Può essere coinvolto il responsabile del personale, quando il profilo prevalente sia quello del salario accessorio e del rispetto del regolamento interno sugli incentivi.
La check-list per garantire una verifica terza
In questa prospettiva, una soluzione operativa ragionevole consiste nel prevedere una check-list amministrativo-documentale da attivare solo nei casi in cui il dirigente, il responsabile di servizio o il titolare di incarico di elevata qualificazione competente sia anche beneficiario dell’incentivo. Non è un modulo da applicare indiscriminatamente a ogni liquidazione. È un presidio mirato, da utilizzare nei casi in cui l’ordinario assetto delle competenze rischia di far coincidere il soggetto che governa la procedura con il soggetto interessato al riconoscimento economico.
La check-list deve essere compilata dal soggetto terzo sulla base del fascicolo prodotto dal RUP. Questo passaggio è fondamentale. Non è il responsabile beneficiario che si costruisce da solo la prova della propria spettanza. Il RUP raccoglie e trasmette il fascicolo istruttorio: atti di incarico, quadro economico, documentazione di affidamento, documentazione di esecuzione, attestazioni del direttore dei lavori, del DEC, del collaudatore o degli altri responsabili di fase, prospetto di riparto e quantificazione delle somme. Il soggetto terzo esamina il corredo documentale, compila la check-list e attesta solo la completezza, la coerenza e la regolarità amministrativo-documentale degli atti.
La check-list, quindi, non è un secondo collaudo dell’appalto. Non serve a rivalutare la progettazione, la direzione lavori, la verifica di conformità, la contabilità del cantiere o il merito tecnico della prestazione. Serve a rispondere a una domanda più semplice e più difendibile: esistono gli atti che giustificano la liquidazione dell’incentivo? Le attività sono state attribuite? Sono state attestate dai soggetti competenti? Le somme sono previste nel quadro economico? Il calcolo è coerente con il regolamento? I limiti individuali sono rispettati?
Quali controlli inserire nella procedura di liquidazione
Lo schema operativo può essere costruito in modo essenziale. La prima verifica riguarda il presupposto di attivazione: il dirigente, il responsabile di servizio o l’incaricato di elevata qualificazione competente è anche beneficiario dell’incentivo? La seconda riguarda il soggetto terzo incaricato: dirigente diverso, responsabile sostituto, Segretario comunale, responsabile finanziario, responsabile del personale o altra figura super partes. La terza riguarda il fascicolo: decisione a contrarre, CUP, CIG, quadro economico, atto di nomina del gruppo di lavoro, funzioni attribuite, percentuali di riparto, affidamento, esecuzione, attestazione RUP, attestazioni specialistiche, prospetto di liquidazione. La quarta riguarda l’esito: positivo, integrazione documentale o insussistenza dei presupposti allo stato degli atti.
La formula finale dovrebbe essere asciutta e precisa. Il soggetto terzo dovrebbe attestare di avere esaminato il fascicolo prodotto dal RUP e di avere verificato esclusivamente la completezza e la coerenza documentale dell’istruttoria, nonché la sussistenza, sulla base degli atti acquisiti, dei presupposti amministrativi per il riconoscimento dell’incentivo. Deve essere chiarito che tale attestazione non costituisce valutazione tecnica delle attività svolte e non sostituisce le attestazioni rese dal RUP, dal direttore dei lavori, dal DEC, dal collaudatore o dagli altri soggetti competenti.
Terzietà e liquidazione dell’incentivo: l’obiettivo è la trasparenza
Il risultato pratico è rilevante. Il dirigente o il responsabile apicale non viene bloccato nell’esercizio delle proprie funzioni. L’ente non moltiplica inutilmente gli adempimenti. Il RUP non viene caricato di una responsabilità impropria. Il soggetto terzo non invade il merito tecnico dell’appalto. La liquidazione, però, diventa più solida, perché distingue chiaramente chi svolge l’attività, chi la attesta, chi forma il fascicolo, chi verifica documentalmente e chi adotta l’atto finale.
È questa la vera funzione della terzietà negli enti locali. Non serve a paralizzare gli uffici, ma a rendere difendibile l’incentivo. Non serve a costruire burocrazia, ma a impedire che l’art. 45 venga percepito come un’autoliquidazione interna. Dove il responsabile non è beneficiario, il procedimento segue la via ordinaria. Dove invece il responsabile è anche destinatario della quota, l’ente deve introdurre una verifica terza, formale, documentale e proporzionata. Solo così gli incentivi tecnici restano quello che il Codice vuole che siano: uno strumento di valorizzazione delle competenze interne, non una voce economica priva di adeguato presidio istruttorio.
SCRIVOLIBERO
Teatro dell’Efebo: stasera Francesco Buzzurro con la sua “Orchestra a sei corde”, successo per la finale regionale Sicilia di Miss Italia
Di Redazione Scrivo Libero
Si susseguono al Teatro dell’Efebo gli appuntamenti previsti dal cartellone 2026. Ieri sera grande successo per la Finale Regionale Sicilia del concorso Miss Italia, con l’elezione della ventenne palermitana Vittoria Ciulla, che così accede alle finali nazionali di Miss Italia. Vittoria Ciulla è stata premiata dal Presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento Giuseppe Pendolino e dal Presidente di Egogreen Marcello Giavarini. La serata, organizzata da Klizia Spettacoli con Glamour Production, è stata presentata da Antonello Consiglio e da Elena Di Battista (già Miss Sicilia 2024), ed ha premiato anche Sofia Pecorino, diciottenne di Gravina di Catania (Miss Social Sicilia) e Lucilla Ruffo Matricardi, ventiseienne di Gioiosa Marea (Miss Italia Chef Sicilia), premiate dall’Assessore Provinciale al Turismo Vito Terrana e dalla Presidente AICA Danila Nobile.
Riflettori puntati invece questa sera, alle ore 21:00, sempre al Teatro dell’Efebo, sull’attesa esibizione del chitarrista agrigentino Francesco Buzzurro, con la sua “Orchestra a sei corde” per il ciclo Efebo in Musica. Considerato uno dei più talentuosi a livello internazionale, eletto “miglior chitarrista jazz” in un sondaggio dei lettori della rivista Guitar Player Magazine e “miglior chitarrista europeo” dalla Borsa Internazionale della Cultura di Friburgo, Buzzurro è stato a suo tempo definito da Ennio Morricone “tra i più grandi al mondo perché capace di rendere fruibile a tutti la musica colta”. Un vero virtuoso della chitarra, apprezzato in tutto il mondo per il suo approccio “orchestrale” allo strumento e per lo stile trasversale che fonde musica classica, jazz e musica popolare in un dialogo continuo tra tradizione e improvvisazione. Il concerto proporrà l’arrangiamento originale di grandi successi di artisti come George Gershwin, Chick Corea, Django Reinhardt, Astor Piazzolla e Antonio Carlos Jobim, insieme a composizioni originali che raccontano il suo percorso artistico e la sua ricerca musicale.
Biglietti in vendita su www.giardinoefebo.it o al Box Office di Via Imera, tel. 20500.