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Rassegna stampa del 3-4 settembre 2026

 

AGRIGENTONOTIZIE
Polo universitario, la Cgil chiede un patto per fermare la fuga dei giovani

Buscemi sollecita impegni, risorse e tempi definiti per migliorare corsi e servizi e creare opportunità di lavoro dopo la laurea
Il rilancio del polo universitario non può limitarsi a una serie di incontri istituzionali, ma deve tradursi in un progetto capace di offrire ai giovani la possibilità di studiare e costruire il proprio futuro senza essere costretti a lasciare il territorio. È la posizione espressa dal segretario generale della Cgil di Agrigento, Alfonso Buscemi, dopo l’avvio della nuova collaborazione fra Università di Palermo, Libero consorzio comunale, Comune ed Ecua.
Secondo il sindacato, il confronto aperto rappresenta un’opportunità, ma occorre adesso definire obiettivi, risorse, tempi e responsabilità. Il rilancio dell’università, sostiene Buscemi, non può essere affidato esclusivamente all’ateneo e al consorzio, ma deve coinvolgere tutte le istituzioni e le realtà economiche e sociali della provincia.
"Non possiamo continuare ad assistere alla partenza dei nostri giovani come se fosse un fenomeno inevitabile", afferma Buscemi. "Ogni ragazzo costretto a lasciare Agrigento per studiare o cercare lavoro rappresenta una perdita per la nostra comunità".
Per la Cgil, il polo deve essere considerato un’infrastruttura strategica per lo sviluppo della provincia. Gli investimenti dovrebbero riguardare la qualità dell’offerta formativa, le strutture e i servizi destinati agli studenti, ma anche il collegamento fra i percorsi universitari e le attività produttive locali.
Piccole e medie imprese schiacciate dal fisco: perché ad Agrigento si pagano più tasse
"Non basta riaprire una stagione di collaborazione istituzionale: bisogna avere una visione e assumere impegni precisi", aggiunge il segretario generale. La Cgil chiede al Libero consorzio, ai Comuni, alla Regione, all’Università, a Ecua, alle imprese e alle organizzazioni sociali di costruire insieme un patto per il futuro dei giovani agrigentini.
L’ampliamento della compagine consortile annunciato dal Libero consorzio viene giudicato dal sindacato un possibile passo avanti. Lo stesso vale per il progetto di aggiornare i corsi in base alle richieste del sistema produttivo.
Secondo Buscemi, la nuova offerta didattica dovrebbe intercettare le professioni legate alla transizione digitale ed energetica, all’economia del mare, al turismo, ai beni culturali, all’agroalimentare e ai servizi.
"Serve soprattutto un territorio capace di offrire, dopo la laurea, occasioni di lavoro dignitose e qualificate", sottolinea il sindacalista. "Il diritto a studiare deve accompagnarsi al diritto a poter restare".
La Cgil chiede quindi che il confronto non si esaurisca con le riunioni fra gli enti, ma porti alla predisposizione di un programma verificabile. L’obiettivo indicato è contrastare lo spopolamento e consentire ai giovani di scegliere liberamente se rimanere nella provincia.
"Agrigento non può più permettersi di perdere tempo", conclude Buscemi. "Se vogliamo invertire il declino demografico e contrastare l’emigrazione giovanile, dobbiamo creare oggi le condizioni perché domani i ragazzi possano scegliere di restare. L’università può e deve essere uno dei motori di questa nuova stagione. La Cgil è pronta a fare la propria parte".



AGRIGENTONOTIZIE
Polo universitario fra sedi e servizi, vertice allo Steri per il rilancio

Dalla riqualificazione di via Quartararo all'offerta per gli studenti: confronto anche sull’ex ospedale interessato dal crollo
La gestione della sede di via Quartararo, i servizi per gli studenti, la situazione finanziaria del consorzio e il rinnovamento dell’offerta formativa. Sono stati questi i principali temi dell’incontro sul rilancio del polo universitario di Agrigento che si è svolto allo Steri, sede del rettorato dell’Università degli studi di Palermo.
Alla riunione hanno partecipato il rettore Massimo Midiri, il presidente del Libero consorzio comunale Giuseppe Pendolino, il presidente di Ecua Giovanni Perino, il sindaco Michele Sodano, il direttore generale dell’ateneo Antonio Sorce e altri rappresentanti delle istituzioni territoriali.
Il confronto è servito a individuare alcune possibili soluzioni alle difficoltà che negli ultimi anni hanno limitato il funzionamento del polo. Fra le prime questioni affrontate c’è quella della sede di via Quartararo: occorrerà stabilire quale ente dovrà farsi carico della riqualificazione degli spazi e definire una modalità condivisa per la gestione dell’immobile. È stato discusso anche l’avvio delle procedure per pubblicare il bando relativo al servizio bar.
Secondo quanto riferito nella nota, durante l’incontro si è parlato anche del futuro dei locali dell’ex ospedale di via Atenea, di proprietà dell’Università di Palermo. Il resoconto, però, non precisa i contenuti del confronto. L’immobile era destinato a ospitare la nuova sede universitaria, ma il progetto ha subito una battuta d’arresto dopo il crollo avvenuto nel maggio del 2025 all’interno del cantiere.
"Nessuna città cresce senza un’università che funziona: è lì che si forma il futuro di un territorio", ha dichiarato Sodano. "Con l’ateneo, il consorzio universitario e la Provincia abbiamo trovato oggi una sinergia che Agrigento desiderava da anni".
Un altro tema affrontato riguarda l’allargamento della compagine di Ecua. Il Libero consorzio, dopo il suo rientro, punta a coinvolgere anche le amministrazioni comunali della provincia. Pendolino si è impegnato a convocare i sindaci, mentre l’intenzione è aprire la partecipazione agli ordini professionali, alle imprese e agli altri soggetti interessati allo sviluppo dell’università.
Durante la riunione è stata esaminata anche la situazione finanziaria del consorzio. Sono in corso interlocuzioni per individuare soluzioni transattive che consentano di risolvere le pendenze senza penalizzare i servizi destinati agli studenti.
Spazio, infine, all’aggiornamento dei corsi di laurea. L’obiettivo indicato è rendere l’offerta didattica maggiormente collegata alle esigenze del sistema produttivo e alle prospettive occupazionali del territorio.
"Registriamo finalmente una convergenza istituzionale che mette al centro il futuro del polo agrigentino", ha commentato Perino. Il presidente di Ecua ha definito il ritorno del Libero consorzio "un passaggio decisivo", richiamando anche il sostegno del sindaco e l’impulso dell’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano.



ILSICILIA
Rilancio del Polo universitario di Agrigento: vertice allo Steri tra Ateneo, Comune e Provincia per potenziare strutture e offerta formativa

Allo Steri, sede del rettorato dell’Università degli Studi di Palermo, si è tenuto un incontro di pianificazione strategica e coordinamento operativo su strutture, servizi agli studenti e nuova offerta formativa, dedicato al rilancio del Polo universitario di Agrigento e al potenziamento delle infrastrutture e dei servizi rivolti alle studentesse e agli studenti.
L’incontro – promosso e fortemente voluto dal Presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, che dopo il formale rientro nella compagine consortile si è impegnato a convocare a breve tutti i sindaci della provincia per ampliare la partecipazione istituzionale – ha visto la presenza del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Massimo Midiri, del Presidente di ECUA, Giovanni Perino, del Sindaco di Agrigento, Michele Sodano, del Direttore Generale dell’Ateneo, Antonio Sorce, e di altri rappresentanti delle istituzioni territoriali.
Centrale anche l’impulso del Sindaco di Agrigento, Michele Sodano, che ha sottolineato l’importanza strategica del Campus per lo sviluppo socio-economico cittadino e ha offerto il pieno supporto dell’Amministrazione comunale per i prossimi step operativi: “Nessuna città cresce senza un’università che funziona, è lì che si forma il futuro di un territorio – ha sottolineato il sindaco di Agrigento, Michele Sodano -; con Ateneo, Consorzio universitario e Provincia abbiamo trovato oggi una sinergia che Agrigento desiderava da anni.”
Al centro del confronto, la volontà di superare le criticità che negli ultimi anni hanno limitato la piena operatività del Polo e di avviare una nuova fase di sviluppo. Tra le prime azioni individuate figurano la definizione di soluzioni condivise per la gestione della sede di via Quartararo, l’individuazione dell’ente che potrà farsi carico della riqualificazione degli spazi e l’avvio delle procedure per la pubblicazione di un bando per la gestione del servizio bar.
Particolare attenzione è stata dedicata al rafforzamento della compagine consortile, con l’obiettivo di coinvolgere un numero sempre maggiore di Comuni, di ordini professionali, di rappresentanti del tessuto imprenditoriale e di altri stakeholder. Condivisione piena anche sull’esigenza di aggiornare l’offerta didattica per renderla sempre più aderente ai fabbisogni del sistema produttivo locale.
Nel corso della riunione si è discusso inoltre del futuro dei locali dell’ex Ospedale di Agrigento, di proprietà dell’Università, e della situazione finanziaria del Consorzio, su cui sono in corso interlocuzioni per individuare soluzioni transattive che non penalizzino i servizi agli studenti.
Soddisfazione è stata espressa dal Presidente di ECUA, Giovanni Perino: «Registriamo finalmente una convergenza istituzionale che mette al centro il futuro del Polo agrigentino. Il rientro del Libero Consorzio segna un passaggio decisivo, così come il sostegno espresso dal Sindaco di Agrigento. Desidero inoltre sottolineare l’input politico dell’assessore regionale all’Istruzione, Mimmo Turano, che ha incoraggiato con forza questo percorso di rilancio dell’Università e dei suoi servizi ad Agrigento».
L’incontro rappresenta dunque il primo passo di un percorso di collaborazione stabile tra Ateneo, Consorzio, Comuni e Regione, finalizzato a restituire al Polo universitario di Agrigento la centralità che merita, rafforzandone strutture, servizi e legame con il territorio.



LASICILIA
Rilancio del Polo universitario di Agrigento: vertice a Palermo su nuovi corsi, servizi e sede

Piano d'azione per il potenziamento dell'offerta didattica e il restyling delle strutture di via Quartararo e dell'ex ospedale. L'obiettivo è creare una collaborazione stabile per rispondere alle reali esigenze del territorio agrigentino
Un’alleanza strategica e istituzionale per restituire attrattività, centralità e modernità all'ateneo agrigentino. È il messaggio chiaro emerso dal vertice operativo tenutosi allo Steri, sede del rettorato dell’Università degli Studi di Palermo, a cui hanno preso parte il rettore Massimo Midiri, il presidente del Libero consorzio comunale di Agrigento Giuseppe Pendolino, il presidente dell'Empedocle consorzio universitario agrigentino (Ecua) Giovanni Perino e il sindaco Michele Sodano.
Al centro del tavolo d'indirizzo la necessità di delineare una tabella di marcia concreta per il rilancio della sede decentrata. L'obiettivo condiviso punta a un’offerta formativa rinnovata e in grado di rispondere direttamente alle vocazioni economiche e professionali del territorio, affiancata da un netto miglioramento delle infrastrutture e dei servizi rivolti alla popolazione studentesca.
Tra le priorità d'intervento figurano la gestione operativa della sede di via Quartararo, la riqualificazione complessiva degli ambienti didattici e la pubblicazione imminente di un bando di gara per l'affidamento del servizio bar. I partecipanti si sono confrontati anche sul destino dei locali dell’ex ospedale cittadino — patrimonio dell’ateneo di Palermo — e sulla sostenibilità finanziaria del Consorzio.
Per rendere strutturale questa fase di crescita, il piano prevede l'allargamento della compagine consortile agli enti locali della provincia, agli ordini professionali e alle imprese private. Una sinergia ad ampio raggio che mira a coinvolgere la Regione per trasformare il polo universitario agrigentino in un vero motore di sviluppo per l'intera Sicilia sud-occidentale.



ILMODERATORE
Agrigento, il Polo universitario riparte: istituzioni unite per il rilancio dell’Ateneo

Allo Steri il vertice tra Rettore, Libero Consorzio e Comune. Al centro strutture, servizi agli studenti e nuova offerta formativa
Agrigento guarda con rinnovata fiducia al futuro della sua università. Nella sede del rettorato di Palermo, allo Steri, le principali istituzioni del territorio si sono sedute allo stesso tavolo per tracciare la rotta del rilancio del Polo universitario agrigentino, tra infrastrutture da potenziare e servizi da garantire a studentesse e studenti.Guide turistiche e letteratura di viaggio
L’incontro porta la firma del Presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, che lo ha promosso subito dopo il formale rientro del Consorzio nella compagine universitaria, impegnandosi a convocare a breve tutti i sindaci della provincia per allargare la partecipazione istituzionale. Al tavolo erano presenti anche il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Massimo Midiri, il Presidente di ECUA, Giovanni Perino, il Sindaco di Agrigento, Michele Sodano, e il Direttore Generale dell’Ateneo, Antonio Sorce, insieme ad altri rappresentanti delle istituzioni territoriali.
Il sindaco Sodano: “Sinergia attesa da anni”
Determinante il contributo del primo cittadino, che ha rimarcato il valore strategico del Campus per lo sviluppo socio-economico della città e ha garantito il pieno sostegno dell’Amministrazione comunale nei prossimi passaggi operativi. Sodano ha dichiarato:
“Nessuna città cresce senza un’università che funziona, è lì che si forma il futuro di un territorio; con Ateneo, Consorzio universitario e Provincia abbiamo trovato oggi una sinergia che Agrigento desiderava da anni”.
Le priorità
Il confronto si è concentrato sulla volontà di superare le criticità che negli ultimi anni hanno frenato la piena operatività del Polo. Tra le azioni individuate come prioritarie ci sono la definizione di soluzioni condivise per la gestione della sede di via Quartararo, l’individuazione dell’ente che si farà carico della riqualificazione degli spazi e l’avvio delle procedure per il bando di gestione del servizio bar.
Le istituzioni presenti hanno condiviso l’obiettivo di rafforzare la compagine consortile, coinvolgendo un numero crescente di Comuni, ordini professionali, rappresentanti del tessuto imprenditoriale e altri stakeholder del territorio. Piena condivisione anche sulla necessità di aggiornare l’offerta didattica per renderla più aderente ai fabbisogni del sistema produttivo locale.
Ex ospedale e nodo finanziario del Consorzio
Nel corso della riunione si è parlato anche del futuro dei locali dell’ex Ospedale di Agrigento, di proprietà dell’Università, e della situazione finanziaria del Consorzio, sulla quale sono in corso interlocuzioni per individuare soluzioni transattive che non penalizzino i servizi rivolti agli studenti.
Perino (ECUA): “Convergenza istituzionale decisiva”
“Registriamo finalmente una convergenza istituzionale che mette al centro il futuro del Polo agrigentino. Il rientro del Libero Consorzio segna un passaggio decisivo, così come il sostegno espresso dal Sindaco di Agrigento. Desidero inoltre sottolineare l’input politico dell’assessore regionale all’Istruzione, Mimmo Turano, che ha incoraggiato con forza questo percorso di rilancio dell’Università e dei suoi servizi ad Agrigento”.
L’incontro allo Steri segna il primo passo di una collaborazione stabile tra Ateneo, Consorzio, Comuni e Regione. L’obiettivo dichiarato è restituire al Polo universitario di Agrigento la centralità che merita, rafforzandone strutture, servizi e legame con il territorio. Le prossime settimane diranno se agli impegni presi seguiranno i primi risultati concreti per la città e per i suoi studenti.




ILMODERATORE
Naturalmente Agrigento: quando la sostenibilità diventa un festival (e funziona)

Dal 4 al 6 settembre la città sperimenta un nuovo modo di fare turismo, con Mercalli, Casadilego e tanto altro
Agrigento apre le porte a un modo diverso di vivere il territorio, fatto di tempi dilatati, gesti concreti e comunità che si rimette in gioco.
Giornalismo e industria dell'informazione
Da domani, venerdì 4 settembre, prende il via Naturalmente Agrigento Slow&Green Festival, tre giornate diffuse che trasformano la città in un cantiere aperto sulla sostenibilità, tra dibattiti istituzionali, laboratori per famiglie, cucina circolare e concerti a ingresso libero. Il festival fa parte di un progetto più ampio di valorizzazione turistica promosso dal Comune di Agrigento, nato da un bando del 2022 del Ministero del Turismo e realizzato in collaborazione con CoopCulture, con l’obiettivo dichiarato di costruire una destinazione slow e green da vivere tutto l’anno, non solo d’estate.
Venerdì 4 settembre: si parte dal Museo Diocesano
La prima giornata si apre alle 11 nella sala conferenze del Museo Diocesano con il talk “Nuovi ecosistemi: infrastrutture, cultura e territorio per la Sicilia del futuro”. Al tavolo siedono Letizia Casuccio (DG CoopCulture), Federico Dotto (Elettrostudio Energia), Giorgio Re (WePlan), don Giuseppe Pontillo (Arcidiocesi di Agrigento) e Giovanni Francesco Tuzzolino (Università di Palermo), con la moderazione di Giovanna Neri. Il confronto entra subito nel vivo dei temi caldi: transizione energetica, strategie ESG, infrastrutture, mobilità e valorizzazione del patrimonio artistico e sociale siciliano.Spiagge e isole
Nel pomeriggio il festival si sposta tra i quartieri. Dalle 16, da Trame – L’Officina dei tessuti viventi, la Caritas diocesana cura un laboratorio di sartoria rigenerativa dove scampoli e tessuti dismessi diventano tovagliette da colazione uniche. Alle 17, all’oratorio di Villaggio Peruzzo, Orto Capovolto porta i più piccoli (dai 5 agli 11 anni) dentro “Abitare il pianeta – Piccoli architetti della Natura”, un laboratorio che esplora le case costruite dagli animali e culmina in un’installazione collettiva. Alle 18, nel giardino del MUDIA, arriva la green influencer Silvia Moroni, ideatrice di ParlaSostenibile, per un incontro pop e concreto su come salvare il pianeta e il portafoglio partendo dai piccoli gesti quotidiani, tra consigli sulla spesa e falsi miti da sfatare. Saluti a cura di Domenica Brancato del MUDIA.
La giornata si chiude in musica: alle 21 il Teatro dell’Efebo ospita il concerto dei Santi Francesi, vincitori di X Factor 2022, con il loro viaggio sonoro tra elettronica e cantautorato. Ingresso libero fino a esaurimento posti, prenotazioni su www.coopculture.it.Sabato 5 settembre: dalla teoria alla cucina circolare
Il secondo giorno riparte alle 11 ancora dal Museo Diocesano, con esperti di beni culturali, marketing ed eventi chiamati a delineare il futuro del turismo sostenibile in Sicilia. Il talk “Territorio e identità: cultura, emozione e sostenibilità per un nuovo approccio al turismo” mette insieme Laura Aversa (CoopCulture), Marcello Canzio Orlando (Feedback), Maddalena Fossati, direttrice de La Cucina Italiana, in collegamento da remoto, Vittorio Messina (Assoturismo Confesercenti) e Vincenzo Russo (IULM), moderati da Michela Giuffrida.
Alle alla Locanda di Maria, Mareme Cisse dell’Osteria Ginger – People & Food guida “Gusto e consapevolezza: lezione di cucina circolare”, mostrando come gli scarti possano diventare eccellenze gastronomiche. Alle 17 il Centro sociale Fontanelle ospita “Gusto e gioco: lezione di educazione alimentare consapevole”, a cura della biologa nutrizionista Federica Barreca insieme a Orto Capovolto, pensata per avvicinare genitori e bambini alle sane abitudini alimentari.Materiale di consultazione geografica
Alle 18 si torna al Museo Diocesano per un dialogo che intreccia scienza e fede: “Custodire la Terra: dialogo tra scienza, fede e clima” mette a confronto il climatologo Luca Mercalli, collegato da remoto, e padre Vito Impellizzeri della Pontificia Facoltà Teologica “San Giovanni Evangelista”, nel segno del magistero di papa Francesco sui temi ambientali. Coordina Francesco Pira. La serata si chiude ancora al Teatro dell’Efebo, alle 21, con il concerto di Davide Shorty, che porta ad Agrigento il suo mix di soul, rap e jazz.
Domenica 6 settembre: dalla spiaggia alla Valle dei Templi
L’ultima giornata si apre presto e all’aria aperta: alle 9, dalla spiaggia Le Dune (sesta traversa, ex Blue Out), Plastic Free chiama cittadini e turisti a una pulizia collettiva del litorale. Alle 17 l’associazione Vento in Bici conduce una pedalata tra i sentieri e gli scorci della Valle dei Templi, mentre alle 17.30, nel centro storico, Pastactivity e Ohana Giardino d’infanzia coinvolgono le famiglie in “RiAmbientare: i bambini verso un futuro sostenibile”.
Popoli dell'Europa occidentale
Alle 18, a Casa Diodoros, il festival guarda al vino con “La vite sostenibile: enoturismo e futuro del territorio”. Intervengono Andrea Bartoli (Farm Cultural Park) da remoto, Eduardo De Filippis (Wine Sicily), Giusy Gagliano (Cantine Settesoli – Mandrarossa), Costante Planeta (Planeta – Assovini), Vincenzo Russo (IULM) e Roberto Sciarratta, direttore del Parco della Valle dei Templi, con la moderazione di Salvatore Spatafora. Al termine dell’incontro è prevista una degustazione di vini. A chiudere il festival, sempre al Teatro dell’Efebo alle 21, il concerto di Casadilego, vincitrice di X Factor 2020.
Un progetto che guarda oltre l’estate
Dietro le tre giornate di festival c’è un disegno più largo: il progetto “Naturalmente Agrigento” (CUP G49B22000590001), finanziato dal Ministero del Turismo sul Fondo per i Comuni a vocazione culturale, storica, artistica e paesaggistica che ospitano siti riconosciuti Patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO. A sostenerlo, un elenco ampio di partner che tiene insieme istituzioni e realtà del territorio: dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento al FAI, dal Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi al MUDIA, passando per UNPLI, Plastic Free, FARM Cultural Park e le realtà di quartiere che animano i laboratori diffusi in città.
Tra un talk sulla transizione energetica e un bicchiere di vino bevuto guardando i templi, Agrigento prova a raccontarsi in una veste diversa da quella a cui il pubblico è abituato: non solo meta da attraversare in giornata, ma luogo da abitare con calma, tra spiagge da ripulire insieme e ricette che ripartono dagli scarti. Il calendario completo e le prenotazioni per gli eventi a ingresso libero sono disponibili su www.coopculture.it


CANICATTIWEB
Naro, l’11 settembre “Miti ed Eroi nel Giardino delle Esperidi”: spettacolo tra mitologia greca e sapori del Mediterraneo

Venerdì 11 settembre 2026, alle ore 20:30, nel chiostro del Municipio di Naro, andrà in scena “Miti ed Eroi nel Giardino delle Esperidi”, performance multidisciplinare dedicata ai miti greci e al patrimonio agroalimentare del Mediterraneo.
Lo spettacolo è ideato da Salvatore Di Salvo, direttore artistico dell’Associazione Culturale TeatrAnima di Agrigento, che firma anche scene, adattamento dei testi e regia. L’evento è patrocinato dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento e ospitato dal Comune di Naro.
In scena:
Zaira Picone, Salvo Preti e Marcella Rizzo (recitazione)
Angelo Sanfilippo (fisarmonica)
Salvatore Sciacca (chitarra)
Salvatore Di Salvo (canto)
Un viaggio tra miti, natura e sapori
La performance prende le mosse dalle fonti classiche – da Esiodo e Omero a Sofocle, Ovidio, Apollodoro e altri – per raccontare storie di metamorfosi legate ai prodotti simbolo del Mediterraneo: il grano e le stagioni, l’ulivo, gli agrumi, il mandorlo e l’alloro, con uno sguardo particolare alla Sicilia.
Protagonisti del racconto, tra poesia, ironia e riflessione, sono figure come Zeus, Era, Kore-Persefone, Demetra, Ade, Atena, Poseidone, Ulisse e Penelope, le Ninfe Esperidi, Eracle, Atlante, fino a Eros, Apollo e Dafne.
Il percorso narrativo sarà accompagnato da suggestioni musicali di autori come Bella, Bregovic, Rota, Kaballà, Modugno e Profazio, e da videoproiezioni che richiamano le rappresentazioni artistiche dei miti di trasformazione nel corso dei secoli.
Un originale connubio tra teatro, poesia, musica, canto e arti visive, pensato anche come occasione di valorizzazione turistica e culturale del territorio siciliano, delle sue bellezze paesaggistiche e delle sue ricchezze agroalimentari.




AGRIGENTOOGGI
“Vivi, Pagliaccio!”: i giovani protagonisti al Teatro dell’Efebo 

Teatro, creatività e formazione saranno protagonisti ad Agrigento con “Vivi, Pagliaccio!”, lo spettacolo conclusivo del progetto culturale e formativo “Illuminare il Futuro”, in programma mercoledì 9 settembre 2026 al Teatro dell’Efebo. Il progetto nasce con l’obiettivo di valorizzare talento e capacità espressive delle nuove generazioni attraverso un percorso che ha unito teatro, musica, arte, narrazione e riflessione sociale. Il laboratorio teatrale è stato realizzato nell’ambito della convenzione tra Accademia Palladium, rappresentata dal direttore generale Pino Minio, e l’I.I.S. “Ambrosini – M. L. King” di Favara, guidato dalla Dirigente Scolastica prof.ssa Mirella Vella.
Il coordinamento è stato affidato alla prof.ssa Maria Portella, mentre le attività teatrali sono state curate dalla prof.ssa Arianna Vassallo, autrice e regista di “Vivi, Pagliaccio!” e responsabile del gruppo teatrale “I Ragazzi del King”. Lo spettacolo, originale e ispirato all’universo della narrativa pirandelliana, rappresenta il momento conclusivo di un percorso formativo che ha messo i giovani al centro, offrendo loro un’opportunità di crescita, confronto e libera espressione.
«Offrire opportunità ai giovani significa investire concretamente nel futuro del nostro territorio – sottolinea Pino Minio –. Questo progetto ha permesso ai ragazzi di esprimere e valorizzare le proprie capacità. Portare il risultato di questo percorso al Teatro dell’Efebo assume per noi un significato particolare». La dirigente scolastica Mirella Vella evidenzia il valore educativo dell’iniziativa: «Il teatro è uno straordinario strumento di crescita. Aiuta i giovani a esprimersi, a lavorare insieme e ad acquisire maggiore consapevolezza e fiducia nelle proprie capacità».
Soddisfazione anche da parte della regista Arianna Vassallo: «I ragazzi hanno affrontato il palcoscenico con maturità, intensità e una sorprendente capacità espressiva. Dietro ogni scena ci sono impegno, disciplina e un autentico lavoro di squadra». La scelta del Teatro dell’Efebo, luogo di particolare valore storico e culturale, rafforza il legame tra giovani, cultura e territorio. Ingresso gratuito e aperto alla cittadinanza.


SICILIATARGET

Francesco Buzzurro con la sua “Orchestra a sei corde” incanta il Teatro dell’Efebo

Una chitarra, sei corde e la capacità di trasformarle in un’intera orchestra. È stata questa la magia regalata ieri sera al Teatro dell’Efebo di Agrigento da Francesco Buzzurro, protagonista del nuovo appuntamento di Efebo in Musica con il concerto “Orchestra a sei corde”.Un titolo che racconta perfettamente la particolarità del concerto: sul palco soltanto Buzzurro e la sua chitarra, ma nelle sue mani lo strumento sembra moltiplicarsi, assumendo timbri, ritmi e sonorità capaci di riempire la scena.Considerato tra i più talentuosi chitarristi a livello internazionale, Buzzurro è stato eletto “miglior chitarrista jazz” dai lettori di Guitar Player Magazine e “miglior chitarrista europeo” dalla Borsa Internazionale della Cultura di Friburgo. Anche Ennio Morricone lo aveva definito «tra i più grandi al mondo», sottolineandone la capacità di rendere accessibile a tutti la musica colta. Nel concerto agrigentino è emersa tutta la sua cifra artistica, caratterizzata da un approccio profondamente “orchestrale” alla chitarra e da un linguaggio capace di attraversare classica, jazz e musica popolare, unendo tradizione e improvvisazione.Il pubblico ha ascoltato gli arrangiamenti originali di grandi autori come George Gershwin, Chick Corea, Django Reinhardt, Astor Piazzolla e Antonio Carlos Jobim, accanto a composizioni dello stesso Buzzurro, espressione del suo percorso artistico e della continua ricerca musicale. Una serata apprezzata dal pubblico, che ha confermato ancora una volta la forza di un artista capace di portare la grande musica sul palco con uno strumento solo, dimostrando come, quando a suonarlo è un autentico virtuoso, sei corde possano bastare per raccontare un mondo intero. Sentiamo l’intervista.


LENTEPUBBLICA
Debito orario nel CCNL Funzioni locali, il recupero si allunga

Un dipendente che entra più tardi per accompagnare i figli a scuola, o che esce in anticipo per un impegno familiare improrogabile, matura quasi sempre qualche minuto di debito orario. Chi lavora nella Pubblica Amministrazione conosce bene questa dinamica.Ciò che cambia, con la preintesa del CCNL Funzioni locali 2025-2027, è il tempo concesso per recuperare questo debito: non più due mesi, come previsto finora, ma tre.Come funziona la flessibilità oraria e da dove nasce il debitoLa flessibilità è la facoltà, riconosciuta al personale, di variare l’orario di ingresso o di uscita, oppure entrambi, entro una fascia che comprenda comunque l’orario ordinario di servizio. Ad esempio, chi ha un ingresso fissato alle 8 e dispone della flessibilità, potrebbe timbrare in un momento qualsiasi tra le 7:30 e le 9, restando pienamente in regola. Lo strumento nasce per favorire la conciliazione tra vita professionale e vita privata, permettendo di adattare gli orari alle esigenze di ciascuno. La contrattazione collettiva ammette da tempo la possibilità di utilizzare la flessibilità tanto in entrata quanto in uscita, purché nei limiti fissati dall’ente di appartenenza.È bene precisare che la flessibilità non tocca il monte ore complessivo dovuto, che resta fissato dal contratto individuale di lavoro. Essa serve solo a spostare avanti o indietro il momento della timbratura e non a ridurre le ore effettivamente prestate nel mese. Le uniche eccedenze riconosciute nascono dallo straordinario debitamente autorizzato. Tuttavia, può capitare che un imprevisto impedisca a chi già si trova “a debito” di raggiungere, entro fine mese, il totale minimo di ore dovute.L’evoluzione del termine di recupero, da un mese a treIn origine la contrattazione nazionale fissava il recupero del debito orario entro il mese successivo alla maturazione dello stesso. Il CCNL sottoscritto il 23 febbraio 2026 lo ha poi portato a due mesi, disciplinandolo all’art. 24. La nuova ipotesi contrattuale, siglata cinque mesi più tardi, lo estende ulteriormente all’art. 26, disapplicando espressamente la disposizione precedente e portando il periodo a tre mesi complessivi.Cosa prevede l’art. 26, comma 3 della preintesaLa disciplina è affidata all’art. 26, comma 3 del testo, che fissa in tre mesi dalla maturazione il termine massimo per estinguere il debito, lasciando a dipendente e dirigente il compito di concordare “le modalità e i tempi” del recupero. Il documento risulta già siglato da ARAN e organizzazioni sindacali il 21 luglio 2026, ma si tratta ancora di un’ipotesi di contratto. Pertanto, gli effetti, come per ogni CCNL, decorrono solo dal giorno successivo alla sottoscrizione definitiva, che segue la verifica di compatibilità economico-finanziaria da parte degli organi di controllo. Fino a quel momento, la regola dei tre mesi non è dunque operativa per gli enti.Le situazioni che meritano un uso più ampio della flessibilitàIl contratto individua alcune condizioni in cui l’amministrazione è chiamata a favorire con particolare attenzione l’accesso alla flessibilità. Vi rientra chi usufruisce delle tutele per la maternità e la paternità disciplinate dal D.lgs. n. 151/2001, chi assiste un familiare oppure è esso stesso persona con disabilità ai sensi della L. n. 104/1992, nonché chi partecipa ai progetti terapeutici di recupero previsti dall’art. 44 del CCNL del 21 maggio 2018. La stessa attenzione riguarda i genitori alle prese con gli orari di nido, materna ed elementare dei figli, chi dedica parte del proprio tempo al volontariato e chi, come parente di primo grado, segue a casa le attività scolastiche di uno studente del primo ciclo con DSA (situazione disciplinata dall’art. 6 della L. n. 170/2010). Chiude l’elenco chi risiede o abita in zone lontane dal luogo di lavoro o poco raggiungibili dai collegamenti, con tragitti quotidiani particolarmente gravosi.Spetta comunque a ciascun ente calibrare l’ampiezza delle fasce orarie, tenendo conto sia delle esigenze organizzative degli uffici sia di quelle del personale, anche in rapporto alle dimensioni del centro urbano in cui si trova la sede di lavoro. Va inoltre individuato il momento oltre il quale la flessibilità non è più concessa, per assicurare la compresenza del personale necessaria a garantire i servizi.Il rischio gestionale di cartellini aperti per un quarto dell’annoTre mesi equivalgono a un quarto del calendario lavorativo annuale. Un arco di tempo capace di complicare parecchio la gestione delle presenze, soprattutto negli uffici che devono monitorare i cartellini di decine o centinaia di dipendenti contemporaneamente. Come si concilia, in concreto, un termine così ampio con l’esigenza di verificare in tempi rapidi l’effettiva presenza in servizio? Più il periodo di recupero si allunga, più cresce il numero di posizioni aperte da tenere sotto controllo in un dato momento, con inevitabili ricadute sul lavoro degli uffici del personale.L’ipotesi allo studio, estendere le ferie a ore a tutto il compartoUna strada alternativa, che eviterebbe di dilatare ancora le scadenze di recupero, esiste già in altri comparti, ossia le ferie a ore. Oggi questo istituto è riservato alle Regioni e agli enti e alle agenzie regionali, ma la sua estensione a tutte le Funzioni locali permetterebbe di fronteggiare i bisogni improvvisi di flessibilità attraverso il monte ferie già disponibile, senza lasciare aperte per mesi posizioni di debito orario.

















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