CANICATTIWEB
Strade provinciali della zona centro-nord, aggiudicato appalto per lavori di manutenzione
L’Ufficio Gare del Libero Consorzio Comunale di Agrigento ha aggiudicato l’appalto per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali della zona centro-nord. La gara, effettuata con procedura aperta in modalità telematica, è stata aggiudicata alla ATI BONOMO GERO (mandataria) – LA PIANA GIUSEPPE (mandante), con sede a Mussomeli (CL), che ha offerto il ribasso del 32,363%, per un importo di aggiudicazione di 1.930.000,00 più Iva, compresi 57.900,00 per oneri di sicurezza.
Si tratta di lavori finanziati con fondi regionali previsti dalla Legge 145/2018 (art. 1, c.883) destinati a Liberi Consorzi e Città metropolitane della Sicilia per interventi sulla viabilità secondaria. “La nostra rete viaria interna ha bisogno di continua manutenzione straordinaria” afferma il Presidente del Libero Consorzio Giuseppe Pendolino “e contiamo di effettuare nuovi interventi anche sugli altri comparti stradali grazie alle somme in bilancio”. A breve la firma del contratto d’appalto e la successiva consegna dei lavori.
AGRIGENTOOGGI
Teatro dell’Efebo, gran finale sinfonico con l’Orchestra Demetra
Le grandi colonne sonore del cinema, la musica sacra e i successi pop e rock hanno chiuso ieri sera, al Giardino botanico, la stagione 2026
AGRIGENTO – Si è conclusa ieri sera, sabato 12 settembre, la stagione 2026 del Teatro dell’Efebo. Sul palco del Giardino botanico sono saliti l’Orchestra filarmonica Demetra e il Coro polifonico Free Melody, protagonisti di un imponente spettacolo sinfonico-corale.
Strumenti e voci si sono fusi attraverso un repertorio capace di attraversare epoche e generi differenti. Il programma ha spaziato dalle celebri colonne sonore di Ennio Morricone, Nicola Piovani e Hans Zimmer alla musica sacra, senza tralasciare incursioni nel pop e nel rock, con brani reinterpretati in chiave orchestrale e corale.
A dirigere l’Orchestra filarmonica Demetra è stato il maestro Antonio Cusumano, mentre il Coro polifonico Free Melody è stato guidato da Debora Randazzo.
A raccontare lo spirito dello spettacolo, poco prima dell’esibizione, è stato Enzo Abate, direttore organizzativo dell’Orchestra filarmonica Demetra.
«Siamo felici di ritornare al Teatro dell’Efebo – ha spiegato – anche perché credo che sia uno dei teatri di pietra più belli della Sicilia. Torniamo per chiudere le manifestazioni organizzate dal Libero Consorzio. Avremmo voluto realizzare lo spettacolo nel mese di agosto, ma ci è stato chiesto di chiudere la rassegna perché siamo stati considerati un po’ la ciliegina sulla torta. E questo ci riempie d’orgoglio».
L’Orchestra ha riproposto alcuni dei brani eseguiti nella precedente edizione, affiancandoli alle nuove composizioni preparate durante l’anno: «Sono brani molto particolari e potenti, con una forza melodica di grande impatto».
Abate ha sottolineato soprattutto il legame dell’Orchestra e del Coro con il territorio: «I musicisti e i coristi sono siciliani, molti dei quali provenienti dalla provincia di Agrigento. Questo dimostra che la musica in Sicilia ha qualcosa in più da proporre ogni anno. C’è un chiaro lavoro di crescita e una capacità orchestrale e corale di alto livello. La Sicilia e, in particolare, Agrigento offrono davvero tantissimo».
Un percorso costruito negli anni anche attraverso importanti esperienze artistiche e formative: «Dal 2017 al 2021 siamo stati Orchestra e Coro del Teatro Pirandello, portando avanti progetti che coinvolgevano anche i ragazzi provenienti dalle scuole e dai licei musicali. Da parte nostra c’è sempre stato un lavoro molto intenso per valorizzare quello che il territorio offre».
Lo spettacolo ha rappresentato l’ultimo atto di una stagione che ha alternato musica, teatro e intrattenimento, portando sul palco del Giardino botanico artisti e produzioni differenti.
Con l’esibizione dell’Orchestra filarmonica Demetra e del Coro polifonico Free Melody è così calato il sipario sull’edizione 2026 del Teatro dell’Efebo, chiusa nel segno della grande musica e della valorizzazione dei talenti siciliani.
SCRIVOLIBERO
Premio Città di Aragona IV° Edizione: sono cinque i cittadini illustri d’origine aragonese apprezzati nel mondo
E’ stato presentato, ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa preso l’aula consiliare Luigi Giglia del Libero Consorzio, il programma della IV^ edizione del premio “Aragonesi nel mondo” che si terrà, questa sera venerdì 11 settembre alle ore 20,00 nella prestigiosa cornice del Palazzo Principe Naselli di Aragona.
Il Presidente dell’Ente e Sindaco di Aragona, Giuseppe Pendolino, ha accolto le personalità che riceveranno il premio ed i componenti dell’associazione culturale “Aragonesi nel mondo” presieduta da Vincenzo Di Giacomo.
L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Culturale Aragonesi nel Mondo, gode del patrocinio e del sostegno della Presidenza della Camera dei Deputati, del Comune di Aragona, del Libero Consorzio Comunale di Agrigento e di alcune realtà economiche e produttive del territorio quali la San Marco, Energia per il Futuro, Pro Loco Aragona, BCC Banca San Francesco, CVA Canicattì e Clinica Beauty Dental.
Il riconoscimento intende valorizzare personalità che, per il loro impegno professionale, scientifico, sociale e umano, hanno contribuito alla crescita della comunità e alla promozione dei valori della cultura, della solidarietà e della partecipazione.
Per l’edizione 2026, la giuria presieduta da Alfonso Pinto e formata da Vincenzo Di Giacomo, don Angelo Chillura, Alfonso Tedesco e Giuseppe Lorenzano ha individuato cinque personalità alle quali sarà conferito il prestigioso riconoscimento:
– Alfonso Caramazza, docente di Psicologia presso la Johns Hopkins University, Direttore del Laboratorio di Neuropsicologia cognitiva dell’Università di Harvard e del Centro Interdipartimentale Mente-Cervello dell’Università degli Studi di Trento;
– Ignazio Cumbo, tenente colonnello dell’Esercito Italiano, nell’Arma delle Trasmissioni, specialità Telematica, capo dell’Ufficio Pianificazione e Coordinamento Risorse presso lo Stato Maggiore dell’Esercito, VI Reparto Sistemi;
– Azzurra Morreale, professoressa associata presso la School of Business and Management della LUT University in Finlandia e Direttrice del Viplab, laboratorio dedicato alla ricerca sperimentale in ambito economico e comportamentale;
– Carmelo Salamone, ingegnere meccanico e ricercatore industriale, titolare della Ettken Group nel settore automotive a Istanbul;
– Settimo Suriano, frate minore conventuale presso il convento San Francesco di Assisi di Palermo.
La manifestazione sarà presentata dal giornalista Luigi Roberto Mula mentre le letture saranno affidate a Lia Cipolla.
Il Premio “Città di Aragona” si conferma, ha sottolineato il Presidente Pendolino, un significativo momento di incontro e di promozione dell’identità aragonese ed agrigentina rafforzando il legame tra la comunità locale e gli aragonesi nel mondo.
GRANDNAGOLOAGRIGENTO.IT
L’orchestra Filarmonica Demetra incanta il pubblico dell’EfeboCon il concerto dell’orchestra diretta dal Maestro Cusumano si chiude la stagione teatrale al teatro dell’Efebo
L’Orchestra Filarmonica Demetra con il Coro Polifonico Free Melody ha chiuso la stagione 2026 al Teatro dell’Efebo del Libero Consorzio Comunale di Agrigento.
Grandi applausi per una delle realtà musicali più autorevoli, attive e apprezzate nel panorama artistico siciliano, con un organico versatile ed una collaudata intesa tra la componente strumentale e quella vocale, frutto di una intensa attività concertistica e di una programmazione trasversale e polifonica tra vari generi musicali. Un concerto variegato, dalle grandi colonne sonore di autori come Morricone, Piovani e Zimmer alla musica sacra, al pop ed al rock in un’inedita e imponente veste sinfonico-corale. L’orchestra è diretta dal Maestro Antonio Cusumano, mentre la direzione del coro è del M°. Debora Randazzo (Accademia Free Melody).
agrigentonotizie.it
Cinque aragonesi che si sono distinti nel mondo: a Palazzo Principe Naselli torna il premio “Città di Aragona”
Presentata la quarta edizione del riconoscimento dedicato alle personalità originarie del paese che si sono affermate nei rispettivi settori
Cinque storie professionali e umane partite da Aragona e arrivate fino agli Stati Uniti, alla Finlandia e alla Turchia. Sono quelle dei protagonisti della quarta edizione del premio “Città di Aragona – Aragonesi nel mondo”, in programma questa sera, venerdì 11 settembre alle 20, nella cornice di Palazzo Principe Naselli.Il programma della manifestazione è stato presentato questa mattina nell'aula consiliare Luigi Giglia del Libero consorzio comunale di Agrigento. Il presidente dell'ente e sindaco di Aragona, Giuseppe Pendolino, ha accolto le personalità che riceveranno il riconoscimento e i componenti dell'associazione culturale “Aragonesi nel mondo”, presieduta da Vincenzo Di Giacomo. Il premio intende valorizzare persone di origine aragonese che attraverso il proprio impegno professionale, scientifico, sociale e umano hanno contribuito alla crescita della comunità e alla diffusione dei valori della cultura, della solidarietà e della partecipazione.
Per l'edizione 2026 la giuria, presieduta da Alfonso Pinto e composta da Vincenzo Di Giacomo, don Angelo Chillura, Alfonso Tedesco e Giuseppe Lorenzano, ha scelto Alfonso Caramazza, docente di Psicologia alla Johns Hopkins University, direttore del Laboratorio di Neuropsicologia cognitiva dell'Università di Harvard e del Centro interdipartimentale Mente-Cervello dell'Università degli Studi di Trento; Ignazio Cumbo, tenente colonnello dell'Esercito italiano nell'Arma delle Trasmissioni, specialità Telematica, e capo dell'Ufficio Pianificazione e Coordinamento Risorse dello Stato Maggiore dell'Esercito, VI Reparto Sistemi.A ricevere il riconoscimento saranno anche Azzurra Morreale, professoressa associata alla School of Business and Management della Lut University in Finlandia e direttrice del Viplab, laboratorio dedicato alla ricerca sperimentale in ambito economico e comportamentale; Carmelo Salamone, ingegnere meccanico e ricercatore industriale, titolare della Ettken Group nel settore automotive a Istanbul; e Settimo Suriano, frate minore conventuale nel convento San Francesco di Assisi di Palermo.La serata sarà presentata dal giornalista Luigi Mula, mentre le letture saranno affidate a Lia Cipolla. L'iniziativa, organizzata dall'associazione culturale Aragonesi nel mondo, gode del patrocinio e del sostegno della Presidenza della Camera dei deputati, del Comune di Aragona e del Libero consorzio comunale di Agrigento, oltre che di alcune realtà economiche e produttive del territorio.Per Pendolino il premio rappresenta un momento di incontro e di promozione dell'identità aragonese e agrigentina, capace di mantenere e rafforzare il legame tra la comunità locale e gli aragonesi che si sono affermati nel mondo.
LENTEPUBBLICA.IT
Pause sul lavoro e buoni pasto: l’Aran chiarisce i limiti per i dipendenti pubblici
L’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (Aran) ha recentemente chiarito un punto cruciale in materia di pause sul lavoro e diritto ai buoni pasto per i dipendenti pubblici.Il chiarimento, contenuto in una risposta ufficiale datata 14 ottobre 2024, riguarda l’applicabilità dell’articolo 35, comma 10, del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del 16 novembre 2022, in particolare in relazione alla collocazione della pausa lavorativa.Il quesito, avanzato da un ente locale, chiedeva se fosse possibile applicare la norma anche al personale con orario giornaliero continuato — nello specifico 7 ore e 12 minuti — distribuito tra mattina e pomeriggio ma non organizzato in turni. Il nodo riguardava la possibilità di spostare la pausa pranzo all’inizio o alla fine della giornata lavorativa, senza perdere il diritto al buono pasto.Il diritto al buono pastoIl diritto ai buoni pasto per i dipendenti pubblici si riferisce alla possibilità per questi lavoratori di ricevere un beneficio sostitutivo del servizio mensa, sotto forma di un ticket (cartaceo o elettronico) utilizzabile per l’acquisto di pasti o generi alimentari presso esercizi convenzionati.A cosa serve il buono pasto?Il buono pasto ha la funzione di contribuire alle spese sostenute dai lavoratori per i pasti durante l’orario di lavoro, soprattutto nei casi in cui l’amministrazione non offra direttamente un servizio mensa. È quindi un beneficio economico e sociale, pensato per tutelare il benessere dei dipendenti pubblici, in particolare quelli che svolgono orari prolungati o che rimangono in servizio oltre la fascia antimeridiana.È un diritto soggettivo?Non propriamente. Il buono pasto non è un diritto automatico, ma un beneficio accessorio che l’amministrazione può riconoscere secondo le proprie disponibilità finanziarie e nei limiti degli accordi contrattuali. Inoltre, anche se previsto dal contratto nazionale, la sua effettiva erogazione spesso dipende da quanto stabilito nella contrattazione integrativa decentrata.Pause sul lavoro e buoni pasto: le regole per i dipendenti pubblici secondo l’AranSecondo quanto precisato dall’Aran, questa possibilità resta circoscritta esclusivamente ai dipendenti sottoposti a regime di turnazione. La normativa contrattuale, infatti, permette agli enti di prevedere — tramite la contrattazione integrativa — pause di durata e collocazione differenti rispetto a quelle standard (cioè non inferiori a 30 minuti), ma solo per specifiche categorie di lavoratori impiegati su turni. In questo contesto, la pausa può essere posizionata anche all’inizio o alla fine del turno, senza compromettere l’accesso al buono pasto.La ratio della disposizione è chiaramente funzionale al mantenimento dei servizi pubblici, specialmente in ambiti dove l’interruzione dell’attività per una pausa tradizionale potrebbe compromettere la continuità delle prestazioni. Per questo motivo, l’Aran sottolinea come il riferimento esplicito a “ciascun turno di lavoro” non lasci spazio a interpretazioni estensive: il beneficio si applica solo a chi lavora secondo una turnazione formalmente riconosciuta.Per il personale con orario flessibile o articolato su fasce giornaliere ma non turniste, dunque, resta in vigore la regola generale: la pausa deve essere collocata in modo tradizionale e avere una durata non inferiore ai trenta minuti, per poter accedere al buono pasto.Con questo intervento, l’Aran conferma un principio importante nella gestione del tempo di lavoro nel pubblico impiego, riaffermando il legame tra turnazione e flessibilità nell’utilizzo della pausa, e fissando paletti chiari per evitare interpretazioni improprie delle norme contrattuali.
LENTEPUBBLICA.IT
Posizioni organizzative negli enti locali "a discrezione" del datore di lavoro
Con l’ordinanza 11353/2025, la Sezione Lavoro della Cassazione è tornata a pronunciarsi sul tema delle posizioni organizzative all’interno degli enti locali, fornendo un’importante interpretazione in merito alla discrezionalità riconosciuta al datore di lavoro pubblici nella loro gestione.In un recente pronunciamento, la Corte di Cassazione interviene su un tema cruciale per il funzionamento della macchina amministrativa, offrendo chiarimenti che interessano da vicino enti locali e dipendenti pubblici. L’ordinanza affronta aspetti decisivi della gestione del personale, con particolare attenzione a un ambito spesso oggetto di interpretazioni discordanti. Un contributo rilevante per comprendere meglio diritti, doveri e margini di manovra nella pubblica amministrazione.Assegnazione delle posizioni organizzative negli enti locali: sono “a discrezione” del datore di lavoroLa Suprema Corte ha ribadito che l’attivazione delle posizioni organizzative – secondo quanto previsto dall’articolo 9 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del 31 marzo 1999 – rappresenta una possibilità, non un obbligo per l’amministrazione. In altri termini, la scelta di istituire questi incarichi, che comportano specifiche responsabilità gestionali e organizzative, rientra nella libertà decisionale del datore pubblico e deve essere formalizzata attraverso un provvedimento scritto e motivato.Anche l’eventuale rinnovo dell’incarico, alla scadenza del periodo stabilito, non è automatico: la sua conferma, infatti, dipende da una nuova valutazione da parte dell’ente, che dovrà esprimersi nuovamente con un atto formale motivato. L’incarico è quindi sempre a termine, con durata limitata nel tempo, e non può trasformarsi in una funzione stabile o permanente.I compensi che spettano al dipendenteLa Corte ha inoltre precisato che al dipendente incaricato spettano due tipi di compenso:una retribuzione legata alla posizione ricopertae un’ulteriore componente premiale, collegata ai risultati conseguiti.Tuttavia, qualora si renda necessaria una revoca anticipata dell’incarico – circostanza che può verificarsi solo per riorganizzazioni interne oppure per accertate carenze nei risultati – questa deve anch’essa essere disposta per iscritto e adeguatamente motivata.
La revoca comporta il venir meno degli emolumenti aggiuntivi e il ritorno del dipendente alle funzioni proprie del suo profilo contrattuale di base.Valorizzazione delle cosiddette “alte professionalità”Un ulteriore passaggio dell’ordinanza riguarda la valorizzazione delle cosiddette “alte professionalità”, disciplinate dall’articolo 10 del CCNL 2002-2005. Secondo la Corte, anche in questo caso si applicano le stesse regole previste per le posizioni organizzative, in particolare quelle contenute nell’articolo 8 del CCNL 1999: la decisione di confermare o meno gli incarichi già attribuiti resta comunque una scelta a discrezione del datore di lavoro pubblico.Le conclusioni dei giudiciIn sintesi, la Cassazione ha tracciato un quadro chiaro: la gestione delle posizioni organizzative negli enti pubblici è guidata da criteri di opportunità e da un potere decisionale non vincolato, purché ogni atto sia motivato e tracciabile. Una precisazione che rafforza il principio secondo cui tali incarichi devono essere intesi come strumenti gestionali flessibili e non come diritti soggettivi dei singoli lavoratori.
LENTEPUBBLICA.IT
Decurtazione sulla malattia dei dipendenti pubblici: in quali casi è prevista?
In quali casi si applica la riduzione del trattamento economico, vale a dire la decurtazione sulla malattia dei dipendenti pubblici? Scopriamone di più e vediamo gli ultimi aggiornamenti in materia.La normativa riguardante le assenze per malattia dei dipendenti pubblici, inclusi coloro riconosciuti come invalidi o portatori di handicap ai sensi della Legge 104/92, ha subito aggiornamenti significativi nel corso degli anni. È fondamentale comprendere come queste disposizioni influenzino il trattamento economico durante i periodi di malattia, specialmente nei primi dieci giorni di assenza.È fondamentale che i lavoratori interessati si informino sulle previsioni dei contratti collettivi applicabili al loro settore per comprendere appieno i propri diritti e le eventuali esenzioni dalla disciplina generale.
Quadro normativo di riferimento della decurtazione sulla malattia dei dipendenti pubblici
L’articolo 71 del Decreto Legge n. 112/2008, noto come “decreto Brunetta”, entrato in vigore il 25 giugno 2008 e convertito con modificazioni dalla Legge n.133/2008, ha introdotto misure specifiche per le assenze per malattia nel settore pubblico.In particolare, per i periodi di assenza per malattia, indipendentemente dalla loro durata, ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni individuate dall’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165/2001, nei primi dieci giorni di assenza viene corrisposto il trattamento economico fondamentale, escludendo ogni indennità o emolumento avente carattere fisso e continuativo, nonché ogni altro trattamento accessorio.
Successivamente, il comma 1-bis, introdotto in sede di conversione del decreto, ha previsto che tale disposizione non si applica al comparto sicurezza e difesa per le malattie conseguenti a lesioni riportate in attività operative ed addestrative.Con il Decreto Legge n. 78/2009, convertito in legge n. 102/2009, è stato escluso dalla decurtazione anche il personale dei Vigili del Fuoco. In sostanza, la nuova normativa sostituisce il comma 1-bis dell’art. 71 e prevede che “a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, limitatamente alle assenze per malattia di cui al comma 1 del personale del comparto sicurezza e difesa nonché del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, gli emolumenti di carattere continuativo correlati allo specifico status e alle peculiari condizioni di impiego di tale personale sono equiparati al trattamento economico fondamentale“.