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Il liceo “Leonardo” compie 70 anni e accoglie le matricole al teatro dell’Efebo del Libero Consorzio comunale di Agrigento.
Così per come annunciato da Dossier AgrigentoNotizie, la dirigenza scolastica e il Libero consorzio hanno assicurato che, dopo i lunghi lavori di adeguamento, entro la fine del 2026 l’istituto del viale della Vittoria ritornerà ad essere completamente fruibileSi è svolta nella suggestiva cavea del teatro dell’Efebo di Agrigento la cerimonia di accoglienza delle “matricole” del liceo scientifico Leonardo. Ad accogliere gli studenti delle prime classi è stata la preside Patrizia Pilato. Il liceo, che quest’anno celebra i settanta anni dalla sua istituzione, dopo sette anni di disagi legati ai lavori di adeguamento degli edifici del viale della Vittoria, potrebbe presto - così per come ricostruito da Dossier AgrigentoNotizie - ritornare nella sede didattica centrale. A margine della cerimonia, il presidente del Libero consorzio comunale, Giuseppe Pendolino ai microfoni di AgrigentoNotizie ha precisato che entro la fine del 2026 anche l’ultimo padiglione sarà consegnato alla scuola. Tra il pubblico era presente anche il sindaco di Agrigento, Michele Sodano, che per l’occasione ha augurato un buon anno scolastico a tutti gli studenti. La cerimonia di accoglienza, che ha goduto di finanziamenti regionali, è stata curata dal regista agrigentino Marco Savatteri.
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Liceo Leonardo, 70 anni e uno sguardo al futuro: «L’intelligenza artificiale sarà un assistente nella didattica»
Settant’anni di storia alle spalle e lo sguardo rivolto ai prossimi settanta. Il Liceo Scientifico Leonardo di Agrigento ha accolto gli studenti delle prime classi con una grande festa al Teatro dell’Efebo, trasformando l’inizio dell’anno scolastico in un momento di incontro tra passato, presente e futuro.Circa 700 persone hanno partecipato alla cerimonia, mentre idealmente ad accogliere i nuovi arrivati è stata l’intera comunità scolastica, composta da 1.532 studenti.«La nostra comunità in questo momento idealmente li sta abbracciando tutti – ha detto la dirigente scolastica Patrizia Pilato – e da domani li accoglierà nelle classi e nei corridoi per diventare un’unica squadra».I tre pilastri del Leonardo del futuroMa la serata è stata soprattutto l’occasione per tracciare la direzione che il liceo intende seguire.Pilato individua tre pilastri fondamentali: l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella didattica, la sperimentazione dell’integrazione delle competenze non cognitive nei percorsi scolastici e un sistema di valutazione capace di educare.Particolarmente significativo il passaggio sull’intelligenza artificiale.«Siamo ormai arrivati a un percorso che ci ha allontanati dal demonizzare l’intelligenza artificiale – ha spiegato Pilato – e dal luogo comune secondo cui sostituisce l’uomo o fa semplicemente i compiti al posto degli studenti».La prospettiva scelta dal Leonardo è differente: utilizzare l’IA come assistente nel processo di insegnamento.«L’intelligenza artificiale entrerà nella didattica come assistente, per far sì che i docenti abbiano più spazio da dedicare ai loro studenti».Da una parte agli alunni più brillanti, per consentire loro di sviluppare ulteriormente ingegno, creatività e capacità; dall’altra ai ragazzi più fragili, che hanno bisogno di consolidare il metodo di studio, la costanza e le proprie competenze.Un percorso sul quale, ha sottolineato la dirigente, la comunità professionale del Leonardo ha già investito nella formazione, anche all’estero.«Essere leonardini significa essere liberi di pensiero»La tecnologia, però, resta uno strumento. Al centro continua ad esserci la formazione della persona.«Essere leonardini significa abbracciare uno stile di vita che porterà i ragazzi ad essere solidali con i compagni, curiosi e appassionati, ma soprattutto liberi di pensiero».Ed è proprio il pensiero critico uno degli obiettivi sui quali la scuola intende continuare a investire.Pilato ha indicato anche il proprio ruolo nei prossimi anni: «Sarà quello di una guida proiettata innanzitutto all’ascolto, alla valorizzazione professionale della comunità e soprattutto alla promozione del successo formativo dei nostri studenti».Una missione che sintetizza così: «Proiettare 70 anni di storia verso il futuro della conoscenza».
Dopo sette anni, la svolta per gli edificiC’è poi un’altra novità importante, molto più concreta, che riguarda le sedi del liceo.Dopo anni difficili e la necessità di ricorrere a plessi distaccati, secondo la dirigente il percorso verso la normalità è ormai vicino alla conclusione.«Questo è finalmente l’anno della svolta», ha annunciato Pilato.Un primo edificio è già stato consegnato: una struttura a norma, antisismica, interamente climatizzata ed efficientata energeticamente. E le novità non dovrebbero finire qui.«Penso che tra un paio di mesi verrà consegnato anche l’altro edificio, per cui credo che ci troveremo con una meravigliosa scuola che accoglierà più di 40 classi in centro».Una prospettiva che consentirà anche di ridurre il ricorso ai plessi satellite.«Quest’anno ormai abbiamo scontato il nostro sacrificio, il nostro percorso di sacrifici durato sette anni», ha aggiunto la dirigente, riconoscendo l’impegno del Libero Consorzio Comunale di Agrigento e, in particolare, del presidente Giuseppe Pendolino.Il Leonardo entra così nel suo settantesimo anno con una doppia prospettiva: recuperare pienamente i propri spazi e, contemporaneamente, ripensare il modo di fare scuola.Dalle nuove sedi all’intelligenza artificiale, il messaggio lanciato dalla festa delle matricole è racchiuso nello slogan scelto per la cerimonia: «Settant’anni di radici profonde per spiccare il volo verso il futuro».
SCRIVOLIBERO
Scuola, oggi prima campanella in Sicilia. Turano: «Cominciamo con una buona notizia: finanzieremo tutti i progetti presentati per mense e buoni pasto»
«Oggi comincia ufficialmente l’anno scolastico in Sicilia e ho una buona notizia: saranno tutte finanziate le richieste presentate dalle scuole statali alla Regione per ottenere i fondi necessari a potenziare il servizio mensa o introdurre i buoni pasto alle superiori». Lo annuncia l’assessore regionale all’Istruzione e formazione professionale Mimmo Turano, dopo la pubblicazione dell’elenco provvisorio delle istanze ammesse a finanziamento dall’Ufficio speciale per l’edilizia scolastica, grazie al piano triennale da 9 milioni di euro messo a punto per estendere il tempo pieno nelle scuole dell’Isola, contrastare la dispersione e aiutare le mamme e i papà a conciliare meglio lavoro e famiglia.
«Per migliorare l’offerta formativa dei nostri istituti – sottolinea l’assessore Turano -, dobbiamo potenziare le infrastrutture scolastiche. Questo intervento predisposto dal governo Schifani e finanziato esclusivamente con risorse regionali punta a dotare gli istituti di ambienti idonei a fornire un servizio fondamentale per estendere il tempo pieno. La dispersione scolastica si combatte aprendo le scuole al territorio, rendendole attrattive e introducendo strumenti come le mense o i buoni pasto per gli studenti delle superiori. Un ringraziamento va anche al Parlamento regionale e alle forze politiche di maggioranza e opposizione che hanno incrementato il capitolo dedicato a questo intervento nella legge di Bilancio».
Il piano triennale predisposto dalla Regione Siciliana ha previsto tre linee di finanziamento: fino a 50 mila euro per la realizzazione di refettori fino a 100 posti; un massimo di 100 mila euro per ambienti con una capienza da 100 a 200 persone; 200 mila euro per interventi che prevedono la realizzazione di tensostrutture. Destinatari dell’avviso sono i Comuni, le singole scuole, le Città metropolitane e i Liberi consorzi, proprietari degli edifici scolastici. Sono finanziabili progetti per realizzare, ampliare, riqualificare, mettere in sicurezza e ristrutturare spazi adibiti o da adibire a mense appartenenti a edifici pubblici destinati al primo e al secondo ciclo di istruzione e ai convitti, censiti nell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica. Per quanto riguarda l’integrazione del servizio di refezione scolastica alle elementari e alle medie, per ciascuna scuola è stato messo a disposizione un contributo massimo di 20 mila euro, aggiuntivo rispetto alle risorse destinate dagli enti locali.
LIVESICILIA
Certificato medico, novità per chi si ammala: cosa cambia per i lavoratoriIntrodotta la retroattività: chi può beneficiarne e quali sono i limiti previsti
Una giornata di malattia non sarà più necessariamente scoperta se il medico riesce a visitare il lavoratore soltanto il giorno successivo. L’Inps amplia infatti la possibilità di riconoscere la tutela previdenziale anche al giorno precedente al rilascio del certificato medico, estendendo questa possibilità anche alle visite effettuate in ambulatorio e non più soltanto a quelle domiciliari. È una novità che riguarda una situazione molto comune: il dipendente si ammala, contatta il proprio medico ma riesce a ottenere la visita soltanto il giorno seguente. In presenza delle condizioni previste dall’Inps, quel giorno precedente potrà essere riconosciuto ai fini della malattia.
Certificato di malattia, cosa prevedeva la regola
Il principio generale non viene cancellato. Per ottenere la prestazione previdenziale di malattia, il lavoratore deve presentare il certificato medico che attesta l’incapacità temporanea al lavoro. La regola prevede che il documento venga redatto il primo giorno dell’evento. Era tuttavia già prevista la possibilità di riconoscere anche il giorno immediatamente precedente a quello della visita in determinate circostanze.
Nel certificato il medico deve indicare nel campo “dichiara di essere ammalato dal…” il giorno precedente alla visita. Questa possibilità è legata all’esigenza di non penalizzare il lavoratore quando il medico curante non può effettuare la visita nello stesso giorno in cui viene contattato. I contratti dei medici di Medicina Generale consentono infatti di “effettuare la visita medica domiciliare richiesta dal paziente entro le ore 12 del giorno immediatamente successivo e solo ove ritenuto strettamente necessario”.
La novità riguarda anche le visite in ambulatorio
Il cambiamento più importante riguarda proprio questo punto. La copertura del giorno precedente potrà essere riconosciuta anche quando la visita viene effettuata nello studio del medico, e non soltanto quando il professionista si reca a casa del paziente. L’Inps ha stabilito che la tutela previdenziale può partire dal giorno immediatamente precedente alla redazione del certificato anche in caso di visita ambulatoriale. C’è però una condizione importante: quella giornata non deve coincidere con un sabato, una domenica o una festività infrasettimanale, situazioni nelle quali è garantito il servizio di continuità assistenziale.
In concreto, quindi, se il lavoratore si ammala e il medico può riceverlo in ambulatorio soltanto il giorno successivo, quella prima giornata non è necessariamente persa. Il certificato dovrà però riportare correttamente la data di inizio della malattia. La decisione, precisa l’INPS, è stata adottata “su concorde parere del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali”, con l’obiettivo di tutelare i lavoratori e garantire un trattamento uniforme sull’intero territorio nazionale.
Attenzione: non è una retroattività senza limiti
La novità non permette però al medico di certificare liberamente una malattia iniziata diversi giorni prima. Questo è uno degli aspetti più importanti per i lavoratori: la retroattività può riguardare soltanto il giorno immediatamente precedente alla data in cui viene redatto il certificato. Se nel campo “dichiara di essere ammalato dal…” compare una data anteriore di oltre un giorno, viene meno il riconoscimento della tutela previdenziale per il periodo precedente.
In quel caso, secondo l’Istituto, non si può infatti ritenere che la data indicata corrisponda a quella in cui il lavoratore ha chiamato il proprio medico. C’è poi il limite relativo ai giorni festivi e al fine settimana. La nuova possibilità non si applica quando il giorno precedente è sabato, domenica oppure un festivo infrasettimanale, perché in questi casi il lavoratore può rivolgersi alla continuità assistenziale.
ILSICILIA
La manovrina è pronta a salutare le Commissioni di merito, arriva l’ora degli emendamenti territorialiFabiana Mascolino
La Commissione Bilancio è ormai all’orizzonte, o quasi. Dopo un’intera settimana di stallo e di rallentamenti, la manovrina ha iniziato a camminare, seppur a piccoli passi, nelle Commissioni di merito, tra chi ha già archiviato la pratica e chi, per la verità, deve ancora partire con l’esame. Ma quanto dovremo ancora attendere? Andiamo per ordine.
Passo spedito in I e VI Commissione
Ad inaugurare la giornata di ieri è stata la I Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate. Lì la partita è più o meno chiusa, ma uno spiraglio resta ancora aperto. Dopo il parere agli articoli di pertinenza, sono stati poco meno di una trentina gli emendamenti approvati. Tra questi spiccano i 20 milioni di euro rispettivamente per manutenzione straordinaria degli immobili e per il fondo di progettazione Autonomie locali, i 2 milioni per incrementare il fondo per la Protezione civile, 1,5 milioni di euro per prima assistenza e pronto intervento in occasione di pubbliche calamità e i 2 milioni di euro per il cimitero comunale di Modica, gravemente danneggiato dal ciclone Harry, tutti a prima firma del presidente Abbate. Disco verde anche ad alcuni emendamenti dell’opposizione e in particolar modo di Sud chiama Nord in tema Enti locali e Comuni in dissesto. Oggi si proseguirà con un approfondimento sugli emendamenti fuori sacco. Si tratta di una cinquantina di proposte, prevalentemente di carattere territoriale, che difficilmente potranno superare la soglia della Commissione. Pochi temi si aggregheranno al fascicolo di quelli già approvati oggi. Tra i capitoli su cui verrà posto un focus ci sono le Ipab. Argomenti spinosi che saranno solo rimandati e discussi in maniera più approfondita in Commissione Bilancio (CLICCA QUI).
Chi invece ha definitivamente terminato il proprio lavoro, superando tutti in curva, è stata la VI Commissione Salute, guidata da Pippo Laccoto. La Commissione, riunita ieri per la prima volta dal rientro della pausa estiva, ha approvato una decina di emendamenti. Tanti i temi caldi sul tavolo. L’assessorato retto da Marcello Caruso, del resto, si è aggiudicato una delle fette più sostanziose dell’ampio bacino di risorse. Tra le righe figurano 3 milioni per l’abbattimento delle liste d’attesa, 15 milioni per gli incrementi tariffari per i privati accreditati e circa 27 milioni per l’edilizia sanitaria, 16 milioni per l’ospedale di Gela e il resto per il Policlinico di Palermo e di Siracusa.
Cosa c’è di nuovo? Tra gli emendamenti che hanno incassato il via libera ci sono 7 milioni il pronto soccorso di Patti e 5 milioni per l’ospedale di Modica, rispettivamente a prima firma del presidente Laccoto e del deputato della Democrazia Cristiana Ignazio Abbate, portavoce anche di altri tre interventi: 4,5 milioni per le prestazioni aggiuntive di medici ospedalieri, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, dipendenti delle Asp; un ulteriore adeguamento del 5% dal 2026 per le strutture riabilitative dedicate alle persone con disabilità psico fisico sensoriali, per le Comunità terapeutiche assistite, per le residenze sanitarie assistenziali e per i centri diurni destinati alle persone con autismo che applicano i contratti collettivi nazionali di categoria; sostenere i centri per l’autismo individuati per legge e a sviluppare il modello di residenzialità previsto dal programma regionale unitario, con un’attenzione soprattutto sull’età adulta. Tra le misure attese hanno trovato spazio anche i 5 milioni per gli Asacom, un milione per i Peba o i 2 milioni per asili nido e prima infanzia.