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Rassegna stampa del 17 settembre 2026

 


COMUNICALO
Fondi Ue e nazionali, la Regione Siciliana presenta bandi per 140 milioni

PALERMO (ITALPRESS) – Bandi per 140 milioni sostenuti con risorse Ue e nazionali, per lo sviluppo imprenditoriale, l’housing sociale e l’impiantistica sportiva nei Comuni. Li ha presentati oggi la Regione Siciliana a Catania, durante il settimo incontro territoriale del ciclo “Opportunità Coesione: itinerari in Sicilia per imprese, enti ed organizzazioni del Terzo settore“. L’iniziativa è promossa dal dipartimento Programmazione della Presidenza per illustrare nelle province dell’Isola le occasioni di finanziamento previste con i programmi Fesr e Fsc 2021-2027.
L’incontro, che si è svolto stamani al PalaRegione, ha visto la partecipazione di vari esponenti di enti locali, categorie professionali, settore produttivo, associazioni e altri settori del partenariato economico e sociale. I lavori sono stati moderati dai referenti del dipartimento Programmazione guidato dal direttore Vincenzo Falgares, che ha aperto l’incontro (in videocollegamento) dopo i saluti del sindaco Enrico Trantino. Quella nella città etnea è stata la settima tappa, dopo l’appuntamento di ieri a Messina e i precedenti incontri a Ragusa, Siracusa, Trapani, Agrigento e Caltanissetta.
Nelle due sessioni informative, dedicate alle imprese e agli enti locali, ha preso la parola il dirigente generale del dipartimento Attività produttive Dario Cartabellotta, assieme ai funzionari dei dipartimenti della Famiglia e delle politiche sociali e del Turismo, sport e spettacolo, che si sono soffermati sugli avvisi di prossima attivazione finanziati con risorse del programma Fesr 21-27 (per un totale di 100 milioni) e dell’Accordo di coesione-Fsc 21-27 (40 milioni). In ambito Fesr, si è parlato di “Sicilia innovazione”, misura che punta a promuovere la nascita di start up medie e piccole: il bando comprenderà anche interventi selezionati dalle coalizioni di comuni con le risorse previste per le politiche territoriali del Programma. È stato presentato inoltre “Ripresa Sicilia II”, un avviso che supporterà gli investimenti per la competitività del sistema produttivo.
Per la sezione dedicata agli enti, è stato illustrato il bando che, nell’ambito della priorità “Housing” introdotta con la recente mid-term review, finanzierà progetti presentati dai comuni in sinergia con il terzo settore, per la ristrutturazione e la riqualificazione di immobili volta ad ampliare l’offerta di alloggi per persone senza dimora o con grave disagio socio-economico. Sul versante Fsc, invece, sempre nell’ambito degli enti locali, si è parlato dell’avviso l’avviso per il potenziamento dell’impiantistica sportiva.
Sono poi intervenuti i rappresentanti dell’area urbana funzionale (Fua) di Catania, che nelle scorse settimane ha ricevuto dalla Regione il riconoscimento del ruolo di “organismo intermedio” nell’ambito delle strategie territoriali Fesr 21-27. È stato quindi ripercorso l’iter della Fua, che riunisce il capoluogo etneo e altri ventuno Comuni del comprensorio, fino alla delega ottenuta per le funzioni di gestione e controllo degli interventi già selezionati: si tratta di più di novanta progetti, per un importo complessivo di 123 milioni di euro.
Nella seconda parte, spazio a un focus sulla piattaforma AppCoe, presentata dagli esperti del Centro servizi territoriali (Cst): l’iniziativa, che offre alle amministrazioni assistenza tecnico-specialistica per la progettazione e la partecipazione ai bandi, è stata attivata dal dipartimento Politiche di coesione (DpCoe) della Presidenza del Consiglio dei ministri, per agevolare l’uso delle risorse nazionali e comunitarie nel Mezzogiorno. Con il Cst, la Regione ha avviato l’anno scorso una collaborazione per affiancare le coalizioni territoriali nell’attuazione delle proprie strategie.
Nel corso della giornata è stata presentata anche la quarta edizione del premio giornalistico “Fesr Sicilia: l’Europa si racconta”, organizzato dal dipartimento Programmazione e dall’Ordine regionale dei giornalisti. Un corner informativo è stato poi allestito per l’iniziativa Asoc-A Scuola di OpenCoesione, che coinvolge gli studenti siciliani in attività di monitoraggio civico sui fondi della Politica di coesione e vede l’Isola tra i cinque partner nazionali.




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Rinnovo CCNL Enti Locali 2025-2027: incrementi ed effetti dei nuovi stipendi

L’accordo sulla preintesa, sottoscritto il 21 luglio 2026 tra Aran e le organizzazioni sindacali rappresentative, introduce aumenti retributivi: scopriamo in questo approfondimento qual è l’entità di questi incrementi e quali saranno gli effetti dei nuovi stipendi per i dipendenti coperti dal prossimo rinnovo CCNL Enti Locali 2025-2027.Per capire quanto cambierà la busta paga, però, occorre leggere insieme importi, decorrenze e anticipazioni già ricevute. Le cifre delle diverse annualità non si sommano e una parte del beneficio potrebbe essere già presente nel cedolino.È questo il punto da cui partire per orientarsi nella pre-intesa sottoscritta il 21 luglio 2026 tra Aran e organizzazioni sindacali rappresentative. Il rinnovo riguarda oltre 403 mila dipendenti di Comuni, Regioni, Camere di commercio e degli altri enti del comparto. La sua portata supera il semplice adeguamento della retribuzione mensile: le nuove basi stipendiali incidono anche sugli istituti economici collegati e producono effetti previdenziali secondo le regole applicabili.Occorre anzitutto distinguere due passaggi: la sottoscrizione dell’ipotesi di accordo e la firma definitiva del contratto. La prima definisce i contenuti dell’intesa, ma non va confusa con l’avvio automatico dei pagamenti. Le decorrenze economiche stabiliscono da quando spettano gli incrementi; il loro riconoscimento in busta paga segue l’efficacia del rinnovo e le conseguenti operazioni degli uffici del personale.
CCNL Funzioni Locali 2025-2027: gli aumenti per ciascuna areaL’articolo 35 interviene sugli stipendi tabellari previsti dal contratto del 23 febbraio 2026. La tabella A dell’ipotesi distribuisce gli incrementi su tre scadenze, tutte fissate al primo gennaio: 2025, 2026 e 2027. Gli importi sono lordi e spettano per tredici mensilità, con valori differenti in base all’area di inquadramento.Incrementi mensili lordi dello stipendio tabellare, per tredici mensilitàAreaDal 1° gennaio 2025Dal 1° gennaio 2026Dal 1° gennaio 2027Funzionari ed Elevata Qualificazione49,04 euro99,18 euro138,52 euroIstruttori45,20 euro91,40 euro127,63 euroOperatori esperti40,22 euro81,33 euro113,53 euroOperatori38,63 euro78,12 euro108,95 euroLa lettura corretta della tabella evita un equivoco rilevante: ciascun importo comprende e assorbe quello dell’anno precedente. Per un istruttore, quindi, il valore del 2027 è pari a 127,63 euro mensili, non alla somma dei tre scaglioni. Il passaggio dal 2026 al 2027 determina una crescita ulteriore di 36,23 euro lordi al mese.Per i funzionari, invece, la differenza tra il secondo e il terzo anno ammonta a 39,34 euro. Nel caso degli operatori esperti raggiunge 32,20 euro, mentre per gli operatori si ferma a 30,83 euro. Questi confronti aiutano a distinguere l’incremento complessivo previsto dal rinnovo dalla variazione tra un’annualità e l’altra.Su un anno intero, moltiplicando gli importi del 2027 per tredici mensilità, l’aumento tabellare teorico vale 1.800,76 euro lordi per l’area dei funzionari e 1.659,19 euro per gli istruttori. Per gli operatori esperti il risultato è 1.475,89 euro; per gli operatori, 1.416,35 euro. Si tratta di valori complessivi a regime, da leggere tenendo conto dell’assorbimento delle anticipazioni.Arretrati e anticipazioni: quanto resta da ricevereIl dato più atteso dai lavoratori riguarda spesso gli arretrati. Tuttavia, le tabelle contrattuali non consentono da sole di individuare una somma uguale per tutti. L’articolo 35 precisa infatti che gli incrementi comprendono l’anticipazione prevista dall’articolo 47-bis, comma 2, del decreto legislativo 165/2001, corrisposta ai sensi della legge di bilancio 2025.In termini pratici, le somme già erogate a questo titolo devono entrare nel conteggio: non rappresentano un beneficio da aggiungere integralmente agli aumenti indicati. Per ricostruire quanto resta da liquidare occorre confrontare, periodo per periodo, il trattamento spettante con quello già riconosciuto.Il calcolo dipende quindi dall’area professionale, dai mesi di servizio utili, dall’eventuale rapporto a tempo parziale e dalle vicende individuali intervenute nel periodo interessato. Un cambio di inquadramento, per esempio, richiede di applicare gli importi pertinenti alle rispettive decorrenze.Anche la distinzione fra lordo e netto conta. I 138,52 euro della fascia più alta non equivalgono a 138,52 euro disponibili sul conto corrente: contributi e trattamento fiscale incidono sull’importo effettivamente percepito. Per questo, attribuire oggi a tutti i dipendenti un identico aumento netto o un arretrato standard produrrebbe aspettative poco attendibili.Quanto alla data di accredito, gli articoli riportati non fissano un mese di pagamento. Le decorrenze retroattive permettono di individuare i periodi da considerare, ma non annunciano, da sole, l’arrivo delle somme in uno specifico cedolino.I nuovi stipendi annui e il peso dell’indennità di compartoAccanto agli incrementi mensili, la tabella B del CCNL Funzioni Locali 2025-2027 riporta le nuove retribuzioni tabellari annue. Qui cambia il riferimento: gli importi riguardano dodici mensilità, alle quali aggiungere la tredicesima.Retribuzione tabellare annua lorda su dodici mensilità, esclusa la tredicesimaAreaDal 1° gennaio 2025Dal 1° gennaio 2026Dal 1° gennaio 2027Funzionari ed Elevata Qualificazione25.530,15 euro26.304,27 euro26.776,35 euroIstruttori23.528,99 euro24.235,55 euro24.670,31 euroOperatori esperti20.935,19 euro21.559,19 euro21.945,59 euroOperatori20.108,99 euro20.690,51 euro21.060,47 euroQueste cifre descrivono la componente tabellare, non l’intera retribuzione individuale. Il trattamento complessivo può comprendere ulteriori voci, secondo l’inquadramento, gli incarichi e le condizioni previste dalla disciplina contrattuale.Un’altra precisazione riguarda il confronto tra gli anni: i valori del 2026 e del 2027 includono anche la quota di indennità di comparto conglobata nello stipendio, prevista dall’articolo 60 del CCNL 2022-2024 sottoscritto il 23 febbraio 2026.Il termine conglobamento indica che una componente retributiva confluisce nel tabellare. Di conseguenza, una crescita di quest’ultimo può riflettere anche lo spostamento di una voce già esistente. Confondere tale operazione con un aumento interamente aggiuntivo porterebbe a sovrastimare il vantaggio economico.Pensione e TFR: perché la data di cessazione contaL’articolo 36 chiarisce che, salvo diverse disposizioni contrattuali, gli incrementi producono effetti sugli istituti economici che utilizzano lo stipendio tabellare come riferimento. L’adeguamento interessa quindi anche le basi di calcolo richiamate dalle norme applicabili, con le rispettive decorrenze.Per il personale cessato dal servizio con diritto a pensione durante la vigenza contrattuale, il testo prevede il computo dei benefici ai fini previdenziali secondo gli ordinamenti vigenti, considerando importi e scadenze delle tabelle A e B. La disposizione riguarda dunque anche chi ha lasciato l’amministrazione nel periodo coperto dal rinnovo.Per il trattamento di fine rapporto e l’indennità premio di fine servizio, invece, il contratto individua un limite preciso: rilevano soltanto gli scaglioni maturati alla data di cessazione. Lo stesso criterio vale per l’indennità sostitutiva del preavviso e per quella prevista dall’articolo 2122 del codice civile.Chi termina il rapporto nel 2026, pertanto, non può includere automaticamente nel calcolo del TFR anche lo scaglione previsto dal gennaio 2027. La distinzione tra effetti previdenziali e trattamento di fine rapporto merita attenzione proprio perché le regole non coincidono.Il testo conferma inoltre gli effetti del precedente conglobamento dell’indennità integrativa speciale nello stipendio tabellare, richiamando il CCNL del 22 gennaio 2004.Per i dipendenti e per gli uffici che elaborano le retribuzioni, la verifica decisiva consiste dunque nel collegare area, decorrenza e somme già corrisposte. È da questo confronto che emerge il beneficio concreto del rinnovo. Il riferimento documentale è l’ipotesi di CCNL Funzioni Locali 2025-2027 pubblicata da Aran, da consultare insieme alla propria situazione retributiva.

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