AGRIGENTONOTIZIE
Maltempo ad Agrigento, ecco tutte le aree pubbliche a rischio: l’ordinanza dopo il nubifragio
Il Comune ha disposto l’interdizione di giardini pubblici, impianti sportivi, aree giochi, cimiteri e sottopassi. Oggi resta l’allerta gialla e l’invito a limitare gli spostamenti, con particolare attenzione alle zone maggiormente esposte al rischio di allagamenti ed esondazioni
Aree pubbliche a rischio interdette e una lunga serie di prescrizioni per la popolazione fino alla mezzanotte di oggi, domenica 20 settembre. Dopo il violento nubifragio che ieri ha investito Agrigento, il sindaco Michele Sodano ha firmato l’ordinanza con le misure adottate durante la fase più critica dell’emergenza e le indicazioni da seguire fino alla mezzanotte di oggi, quando sul territorio comunale resta in vigore l’allerta gialla.
L’amministrazione ha disposto già dalle 16 di ieri l’interdizione delle aree pubbliche potenzialmente a rischio fra cui giardini, impianti sportivi all’aperto, aree giochi, cimiteri e sottopassi. Stop anche all’utilizzo di locali interrati, seminterrati e bassi nelle zone maggiormente esposte con particolare riferimento all’area di viale Emporium sul lato del fiume Akragas e alle vie Teti, Apollo, Olimpo, Giovanni Zirretta, Giornale La Scopa, Vesta e Maddalusa. Sospese inoltre le manifestazioni e gli eventi all’aperto e le attività commerciali su strada. È stato aperto anche il Centro operativo comunale negli uffici della protezione civile di piazza Gallo.
Per tutta la giornata di oggi e fino alle 24 il livello indicato dalla protezione civile regionale è di allerta gialla. Restano però in vigore precise raccomandazioni alla popolazione, a cominciare dall’invito a limitare gli spostamenti e a non sostare su ponti, passerelle, lungo gli argini dei torrenti o nelle aree interessate da esondazioni e allagamenti. Da evitare anche guadi e sottopassi durante e dopo le precipitazioni, così come spiagge, coste e moli.
Particolare prudenza viene richiesta nelle zone che già in passato hanno mostrato maggiore vulnerabilità. In caso di nuove precipitazioni intense il Comune invita a evitare il transito pedonale e veicolare al Villaggio Mosè, a San Leone e nelle aree dei fiumi Naro, Ipsas e Drago. Nell’ordinanza vengono indicati più nel dettaglio, tra gli altri, via dei Fiumi, viale Leonardo Sciascia, viale Cannatello, la zona della foce dell’Akragas, il lungomare Falcone e Borsellino e viale delle Dune. Attenzione anche al viale della Vittoria, via Giovanni XXIII, via XXV Aprile e via Pietro Germi.
Polizia locale e forze dell’ordine potranno inoltre procedere, qualora le condizioni meteorologiche lo rendessero necessario, allo sgombero di edifici e alla chiusura di strade o ponti nelle aree maggiormente esposte. Ad Anas e Libero Consorzio è stata invece chiesta una particolare vigilanza su attraversamenti, ponti e nodi delle strade statali e provinciali di rispettiva competenza.
AGRIGENTOOGGI
Maltempo, rischio esondazione: rinviata l’inaugurazione alla “Focetta”
Maltempo, rischio esondazione dell’Akragas: rinviata l’inaugurazione
Il maltempo che sta interessando Agrigento ha fatto saltare anche l’inaugurazione del nuovo percorso museale lungo il fiume Akragas, prevista per oggi.
Le intense precipitazioni e il rischio di esondazione del fiume hanno portato al rinvio dell’appuntamento. La manifestazione avrebbe dovuto concludersi con “Akragas: il fiume degli dei”, evento che prevedeva anche uno spettacolo di droni.
L’iniziativa sarà recuperata in una nuova data che verrà comunicata successivamente.
SICILIAONPRESS
Dopo il nubifragio diverse zone ancora senza elettricità. Interviene il presidente della Provincia
Da ieri pomeriggio diverse località dell’agrigentina sono senza energia elettrica.
Giuseppe Pendolino, presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, è intervenuto chiamando la Protezione Civile regionale e la società che gestisce il servizio per accelerare i tempi di riparazione e per le dovute informazioni ai cittadini. EventiAgrigento
Nessuno, Protezione Civile regionale compresa, nelle ultime 20 ore ha dato un minimo di informazioni agli agrigentini vittime del disservizio.
“Le squadre- ci dice il presidente Pendolino – sono all’opera da ieri e altre sono arrivate in supporto da Trapani. Pensano di ripristinare il servizio in poche ore. Seguo la vicenda personalmente.”
SICILIAONPRESS
Giuseppe Pendolino: Il 90 % dei guasti elettrici causati dalla pioggia è stato riparato
Il 90 per cento dei guasti elettrici sono stati riparati” A dirlo è il Presidente dell’ex Provincia regionale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, che ha seguito direttamente gli interventi di ripristino dei servizi danneggiati dalla torrenziale pioggia di ieri.Il Presidente Pendolino, in un momento di particolare crisi per il territorio, si è dato da fare per risolvere le criticità causate dal particolare fenomeno atmosferico.“Mi corre l’obbligo – a parlare è Giuseppe Pendolino- ringraziare il capo di E-distribuzione Gianfranco Giliberto, che si è dato realmente da fare per risolvere in tempi brevi tutti i blackout elettrici causati dalle piogge torrenziali di ieri,”Il Presidente Pendolino ha fatto il suo mestiere ed è esattamente quello che i cittadini si aspettano dagli amministratori pubblici tutti.Il Libero Consorzio dei Comuni agrigentini avvierà a breve una verifica su tutto il territorio della provincia per accertare i punti più vulnerabili rispetto ai nuovi violenti fenomeni atmosferici, a fronte dei quali dobbiamo dimostrare di essere sempre più preparati a fronteggiarli.
LENTEPUBBLICA
Equilibri di bilancio, MEF promuove gli enti locali: ma scattano le sanzioni BDAP
Decreto MEF 17 luglio 2026: verifica positiva per il comparto degli enti territoriali sul rispetto degli equilibri di bilancio 2025. Ma per alcuni Comuni, Province, Città metropolitane e altri enti interessati si apre ora una fase operativa delicata: il mancato invio dei dati alla BDAP entro i termini previsti comporta infatti un incremento dell’accantonamento al Fondo obiettivi di finanza pubblica per il 2026.
Il provvedimento, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 213 del 14 settembre 2026, non è soltanto una verifica contabile di fine esercizio. È anche un richiamo concreto alla puntualità degli adempimenti informativi, ormai sempre più centrali nel quadro dei vincoli economico-finanziari connessi alla nuova governance europea.
Equilibri di bilancio 2025: la verifica del MEF sul comparto enti territoriali
Con il Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 17 luglio 2026 è stata formalizzata la verifica, riferita all’anno 2025, del rispetto degli obiettivi di finanza pubblica da parte del comparto degli enti territoriali. Il decreto è adottato in attuazione dell’articolo 1, comma 792, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, la legge di bilancio che ha disciplinato il nuovo impianto di contributo alla finanza pubblica per gli enti coinvolti.
La notizia principale è positiva per l’intero comparto: l’articolo 2 del decreto accerta infatti il rispetto dell’equilibrio di bilancio 2025 e il corretto accantonamento al Fondo obiettivi di finanza pubblica. Si tratta di un dato rilevante perché conferma, nel complesso, la tenuta finanziaria degli enti territoriali rispetto agli obiettivi fissati a livello nazionale.
Accanto alla verifica generale, però, il decreto individua una specifica platea di amministrazioni alle quali viene applicata una conseguenza finanziaria per un diverso motivo: non per lo sforamento dell’equilibrio, ma per il ritardo o la mancata trasmissione dei dati del rendiconto alla Banca dati delle amministrazioni pubbliche, meglio conosciuta come BDAP.
BDAP, rendiconto 2025 e sanzione: quali enti sono coinvolti
Il punto più urgente riguarda gli enti indicati nell’allegato A al Decreto MEF del 17 luglio 2026. Si tratta delle amministrazioni che non hanno trasmesso entro il 31 maggio 2026 i dati di consuntivo o preconsuntivo relativi al rendiconto dell’esercizio 2025.
Per questi soggetti è previsto, per il 2026, un incremento del Fondo obiettivi di finanza pubblica pari al 10% dell’importo del fondo riferito al 2025. In termini concreti, l’ente dovrà accantonare una somma maggiore nel proprio bilancio, con un effetto diretto sugli spazi finanziari disponibili nell’esercizio in corso.
La misura conferma quanto la trasmissione dei dati contabili sia ormai considerata un adempimento sostanziale, non una semplice incombenza tecnica. La BDAP è infatti uno strumento essenziale per consentire allo Stato di monitorare i conti pubblici, elaborare dati attendibili e rispettare gli obblighi informativi richiesti nel rapporto con le istituzioni europee.
Per questo motivo, un ritardo nell’invio del rendiconto può tradursi in una conseguenza contabile immediata. Non rileva soltanto il risultato di amministrazione o il rispetto dell’equilibrio: è necessario che il dato venga trasmesso correttamente, entro le scadenze e attraverso i canali previsti.
Bilancio di previsione 2026-2028: il termine dei trenta giorni
La Ragioneria Generale dello Stato ha chiarito gli effetti operativi del decreto per gli enti presenti nell’allegato A. Le amministrazioni interessate devono iscrivere nel bilancio di previsione 2026-2028, con riferimento all’annualità 2026, il contributo di finanza pubblica rideterminato.
L’adempimento deve essere effettuato entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 14 settembre 2026. Il termine, quindi, chiama in causa con tempestività responsabili finanziari, segretari comunali, organi esecutivi e revisori, chiamati a verificare la posizione dell’ente e ad adottare gli atti necessari.
L’importo da prendere come riferimento non deve essere ricostruito autonomamente: è quello riportato nella colonna dell’allegato A denominata “Importo complessivo da accantonare nel bilancio di previsione 2026-2028 (esercizio 2026) rideterminato”.
La corretta iscrizione dell’accantonamento rappresenta il passaggio più importante. Gli uffici dovranno quindi controllare la presenza dell’ente nell’allegato, verificare la cifra indicata e valutare la forma tecnica più adeguata per recepire la rideterminazione nel bilancio già in gestione. Un confronto tempestivo con l’organo di revisione può evitare criticità nella fase di variazione o di assestamento.
Le esclusioni previste dalla Ragioneria Generale dello Stato
Non tutti gli enti che abbiano avuto difficoltà nella trasmissione dei dati rientrano automaticamente nella penalità. La nota della Ragioneria Generale dello Stato precisa che l’incremento del Fondo obiettivi di finanza pubblica non trova applicazione in alcune situazioni espressamente tutelate.
Restano esclusi gli enti per i quali, a decorrere dal 2 gennaio 2025, siano stati sospesi per legge i termini di approvazione del rendiconto di gestione. Non si applica inoltre la misura agli enti locali delle Regioni Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta, né alle Province autonome di Trento e Bolzano.
La previsione tiene conto delle specificità ordinamentali e delle situazioni nelle quali il legislatore abbia già riconosciuto una sospensione dei termini. Tuttavia, per le amministrazioni interessate, è opportuno verificare con attenzione sia l’eventuale presenza negli allegati sia la concreta applicabilità delle esclusioni previste.
Eventi meteorologici eccezionali: attesa una nuova verifica entro il 30 settembre
Il decreto contiene anche una disposizione dedicata agli enti delle regioni colpite nel 2026 da eventi meteorologici eccezionali per i quali sia stato dichiarato lo stato di emergenza. In questi casi, il termine per l’invio del rendiconto 2025 alla BDAP può essere oggetto di proroga.
Entro il 30 settembre 2026 dovrà essere adottato un successivo provvedimento per verificare il rispetto dei termini prorogati. I termini specifici sono riportati nella colonna “Termine prorogato di trasmissione alla BDAP del rendiconto di gestione 2025” dell’allegato B al decreto.
È un passaggio da seguire con particolare attenzione per gli enti che hanno dovuto affrontare emergenze territoriali e organizzative. La proroga non elimina l’obbligo di invio, ma riconosce le difficoltà operative determinate da eventi straordinari, rinviando la verifica del rispetto dell’adempimento a una fase successiva.
Un controllo da fare subito negli uffici finanziari
Il decreto del 17 luglio 2026 offre dunque una doppia indicazione agli enti territoriali. Da un lato certifica una verifica complessivamente positiva sugli equilibri di bilancio del 2025; dall’altro rafforza il principio secondo cui la qualità e la puntualità dei flussi informativi verso la BDAP incidono direttamente sulla gestione finanziaria dell’ente.
Per gli uffici finanziari, la priorità è chiara: consultare gli allegati al provvedimento, accertare l’eventuale inserimento dell’amministrazione, verificare l’esistenza di condizioni di esclusione o di proroga e, se necessario, adeguare senza ritardi il bilancio di previsione 2026-2028.
Eventuali richieste di chiarimento o supporto possono essere trasmesse alla Ragioneria Generale dello Stato all’indirizzo pareggio.rgs@mef.gov.it.
LENTEPUBBLICA
Rinnovo CCNL Enti Locali 2025-2027: tra un mese la firma definitiva?
Rinnovo CCNL Enti Locali 2025-2027, ad un recente evento arrivano nuove indicazioni fornite dal presidente dell’ARAN, Antonio Naddeo: tra un mese la firma definitiva?
Il contratto Funzioni locali 2025-2027 potrebbe arrivare alla firma definitiva intorno alla metà di ottobre. Per Comuni, Province e altre amministrazioni del comparto, però, la questione non riguarda soltanto il calendario del rinnovo. Il passaggio più impegnativo sarà tradurre le disposizioni contrattuali in un’organizzazione capace di conciliare le esigenze dei dipendenti con la continuità dei servizi ai cittadini.
L’indicazione sui tempi, anticipata dal QEL del Sole24Ore, arriva dal presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, intervenuto a un incontro online sulla Carta fondativa del benessere organizzativo, iniziativa promossa dall’Upi Emilia-Romagna. La previsione lascia aperto un margine di oscillazione: metà ottobre rappresenta un possibile punto di arrivo, non una scadenza già formalizzata.
Proprio il contesto dell’intervento suggerisce una lettura del rinnovo che va oltre l’attesa della sottoscrizione. Flessibilità, lavoro agile, sostegno nelle situazioni di fragilità e formazione possono incidere sulla vita quotidiana degli uffici. Perché ciò avvenga, tuttavia, occorre che chi dirige il personale conosca questi strumenti e sappia utilizzarli.
Contratto Funzioni locali: i passaggi prima della firma definitiva
Secondo il quadro illustrato da Naddeo durante l’incontro, il testo si trova nella fase di verifica presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il percorso descritto prevede successivamente il passaggio in Consiglio dei ministri e quello alla Corte dei conti, prima di arrivare alla sottoscrizione conclusiva.
È sulla base di questa sequenza che il presidente dell’Aran colloca il possibile approdo intorno alla metà di ottobre. Si tratta, dunque, di una stima legata al completamento dei controlli: anticipazioni o slittamenti restano possibili. Presentare quella finestra temporale come un appuntamento certo significherebbe attribuire all’annuncio un valore che, al momento, non ha.
La distinzione interessa direttamente i lavoratori e gli uffici del personale. L’attesa della firma non equivale all’applicazione delle disposizioni del rinnovo. Per individuare le decorrenze dei singoli istituti e gli adempimenti conseguenti occorrerà fare riferimento al testo definitivo e alle specifiche previsioni contrattuali.
Anche per questo è utile separare tre momenti:
il completamento dell’iter
la sottoscrizione
e l’attuazione all’interno delle amministrazioni.
Sono passaggi collegati, ma non sovrapponibili. La notizia sulla possibile firma offre un riferimento temporale; non consente invece di fissare automaticamente il giorno in cui ogni novità produrrà effetti sul singolo rapporto di lavoro.
Flessibilità e tutele: il contratto entra nella vita degli uffici
Durante il confronto, Valentina Lealini, dirigente Aran, ha richiamato diversi strumenti che collegano la disciplina del lavoro pubblico al benessere delle persone. Tra i temi affrontati figurano la flessibilità oraria, l’orario multiperiodale, la settimana corta, il lavoro agile e il welfare integrativo.
Sono soluzioni che rispondono a esigenze differenti. La flessibilità riguarda la possibilità di adattare l’articolazione della giornata lavorativa; l’organizzazione multiperiodale permette di ragionare sulla distribuzione dell’orario in periodi diversi. Il lavoro agile coinvolge invece modalità di svolgimento delle attività, obiettivi e coordinamento. Riunire tutto sotto un’unica etichetta rischia di nascondere le differenze operative.
Per un’amministrazione, la domanda concreta è come rendere compatibili queste possibilità con le funzioni svolte. Un servizio aperto al pubblico, un ufficio tecnico e una struttura amministrativa interna presentano necessità diverse. Di conseguenza, la qualità dell’attuazione dipende anche dalla capacità di organizzare presenze, responsabilità e carichi di lavoro.
Nel corso dell’incontro sono state richiamate anche le tutele per chi affronta condizioni di salute particolarmente difficili, con riferimenti all’aspettativa fino a 24 mesi e ai permessi per i malati oncologici. Su questi aspetti, requisiti e modalità di utilizzo richiedono una lettura puntuale delle disposizioni applicabili: non si possono ricavare tutte le condizioni da una presentazione generale.
Lo stesso criterio vale per la settimana corta e per il welfare. Il richiamo a un istituto non significa che ogni dipendente possa utilizzarlo immediatamente e nelle medesime forme. Per evitare aspettative sbagliate, gli enti dovranno spiegare con chiarezza quali possibilità sono disponibili, a quali condizioni e attraverso quali procedure.
Benessere organizzativo, la responsabilità dei dirigenti
Il progetto promosso dall’Upi Emilia-Romagna affronta precisamente la distanza che può separare le regole dalla loro applicazione. Secondo quanto illustrato durante l’appuntamento, la Carta fondativa raccoglie circa 39 aderenti. La rete comprende tutte le Province della regione, Comuni di dimensioni differenti, la sezione di controllo della Corte dei conti, confederazioni sindacali regionali e l’assessorato alla sanità. Tra le adesioni più recenti figura anche l’Aran.
Al confronto hanno partecipato Naddeo, Lealini e Luana Plessi, direttrice dell’Upi Emilia-Romagna. Il messaggio emerso riguarda il modo in cui le amministrazioni gestiscono le persone: il benessere organizzativo coinvolge ogni dirigente e responsabile di servizio, perché prende forma nelle decisioni quotidiane.
Distribuire le attività, programmare le scadenze, gestire una richiesta di flessibilità o accompagnare il rientro dopo un’assenza significa incidere concretamente sulle condizioni di lavoro. L’ufficio del personale svolge un ruolo essenziale, ma l’efficacia delle misure dipende anche da chi coordina i singoli gruppi.
Per gli enti, quindi, una possibile priorità è rendere comprensibili gli strumenti contrattuali anche fuori dalle strutture specialistiche. Indicazioni accessibili e criteri trasparenti possono aiutare a evitare che opportunità analoghe trovino applicazioni molto diverse da un settore all’altro.
Intelligenza artificiale e formazione: la prova dell’applicazione
Tra gli argomenti richiamati da Lealini compare inoltre un Titolo dedicato all’intelligenza artificiale, descritto attraverso due direttrici: formazione e tutela. È un elemento significativo, perché l’introduzione di nuove tecnologie modifica attività, competenze richieste e rapporti tra lavoratori e organizzazione.
La lettura organizzativa del rinnovo porta dunque a una domanda pratica: come preparare il personale ai cambiamenti? Acquisire uno strumento digitale non basta a chiarire chi debba utilizzarlo, per quali compiti e con quale preparazione. La formazione diventa utile quando accompagna il lavoro effettivo e permette di comprendere opportunità e limiti delle soluzioni adottate.
L’attesa del contratto Funzioni locali può offrire agli enti il tempo per individuare questi bisogni, informare i responsabili e preparare il confronto interno. Il completamento dell’iter resta il passaggio necessario per il rinnovo; la sua efficacia, però, si misurerà anche nella capacità delle amministrazioni di applicarlo in modo coerente.
La metà di ottobre resta, per ora, l’orizzonte indicato da Naddeo. La sfida successiva sarà rendere le previsioni contrattuali riconoscibili nella giornata di lavoro: nelle informazioni ricevute dai dipendenti, nelle scelte dei dirigenti e nell’organizzazione dei servizi.