/ Rassegna stampa » 2026 » Settembre » 24 » Rassegna stampa del 24 settembre 2026

Rassegna stampa del 24 settembre 2026

 



LENTEPUBBLICA
PNRR, Province centrano gli obiettivi: 1.600 opere concluse, ora il nodo dei cantieri

Le Province hanno raggiunto i target assegnati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con oltre 1.600 interventi per un valore superiore a 2,9 miliardi di euro destinati soprattutto a scuole superiori e palestre. Il risultato è stato richiamato nella Cabina di regia riunita il 23 settembre a Palazzo Chigi per l’esame dell’ottava Relazione sullo stato di attuazione del PNRR. Resta però aperta una questione: assicurare la conclusione delle poche opere che non hanno ancora completato il proprio percorso.
Il confronto arriva nella fase finale del Piano. Secondo quanto comunicato dal ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti al termine della Cabina di regia, risultano conseguiti i 156 obiettivi collegati alla decima e ultima rata, del valore di 28,4 miliardi di euro, portando a 576 il totale degli obiettivi del Piano. La spesa registrata, al netto degli strumenti finanziari, ha superato i 133 miliardi di euro.
In questo quadro, il bilancio relativo al PNRR Province evidenzia soprattutto il peso assunto dagli enti intermedi nell’edilizia scolastica e nel sostegno operativo ai Comuni. Ma proprio mentre si certificano i risultati raggiunti, l’Unione delle Province d’Italia chiede al Governo di evitare che la chiusura formale delle misure lasci irrisolti alcuni cantieri ancora da ultimare.
PNRR Province, oltre 2,9 miliardi investiti in scuole e palestre
Il vicepresidente UPI Emanuele Ramella Pralungo, intervenuto alla Cabina di regia, ha ricordato che le risorse del Piano hanno consentito alle Province di realizzare oltre 1.600 interventi per costruire nuove scuole e palestre, mettere in sicurezza gli edifici esistenti e migliorarne l’efficienza energetica.
Il dato è coerente con il quadro già illustrato dall‘UPI nelle scorse settimane: le Province hanno concluso nei tempi previsti oltre 1.600 opere per 2,9 miliardi di euro, concentrate sulla realizzazione, riqualificazione, messa in sicurezza ed efficientamento degli edifici scolastici e delle palestre delle scuole secondarie superiori.
Si tratta di un segmento rilevante degli investimenti nazionali sull’edilizia scolastica. Il programma PNRR dedicato alla messa in sicurezza e riqualificazione delle scuole dispone complessivamente di circa 3,9 miliardi di euro e punta a intervenire su oltre 2.100 edifici, interessando milioni di metri quadrati di patrimonio scolastico.
Il ruolo delle Province non si è però limitato agli interventi di propria competenza. Un’altra componente significativa riguarda infatti il supporto fornito ai Comuni, soprattutto quelli con minori strutture tecniche e amministrative.
Secondo la banca dati degli appalti provinciali richiamata dall’UPI, le Centrali Uniche di Committenza delle Province hanno gestito oltre 2.500 gare PNRR per conto dei Comuni. È una funzione che ha consentito a numerose amministrazioni locali di appoggiarsi a strutture sovracomunali per affrontare procedure di gara complesse e rispettare i cronoprogrammi del Piano. Anche Foti, in un precedente incontro con il presidente UPI Enzo Lattuca, aveva riconosciuto il ruolo svolto dalle stazioni appaltanti provinciali nell’assistenza ai piccoli Comuni.
Per l’UPI, l’esperienza costituisce quindi anche un’indicazione sul possibile ruolo futuro delle Province nella programmazione degli investimenti pubblici, oltre la scadenza del PNRR.
Target raggiunti, ma UPI chiede garanzie per le opere ancora aperte
Il raggiungimento degli obiettivi europei non coincide necessariamente con la conclusione materiale di ogni singolo intervento collegato al Piano. È su questa distinzione che si concentra ora la richiesta delle Province.
Ramella Pralungo ha sottolineato che i casi ancora aperti sarebbero numericamente limitati, ma riguardano opere che non possono essere lasciate incomplete, soprattutto quando si tratta di edifici scolastici. Da qui la richiesta al Governo di individuare rapidamente strumenti normativi e risorse che permettano di ultimare i lavori, dando al tempo stesso indicazioni chiare alle strutture tecniche chiamate a gestire la fase finale.
Il problema interessa più in generale l’uscita dalla stagione straordinaria del PNRR. Anche a livello locale, diverse Province stanno evidenziando che gli investimenti realizzati richiederanno negli anni successivi risorse ordinarie per manutenzione e gestione. La Provincia di Siena, ad esempio, ha recentemente richiamato la necessità di finanziamenti strutturali per impedire che il patrimonio scolastico riqualificato con risorse straordinarie torni progressivamente a deteriorarsi.
La questione si sposta quindi dalla sola capacità di spesa alla continuità degli investimenti pubblici. Per l’UPI, uno dei risultati da preservare è anche il modello di collaborazione sperimentato tra Governo, Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni durante l’attuazione del Piano.
Dopo il PNRR, il nodo del ruolo futuro delle Province
Il tema si lega anche al più ampio confronto sulla riforma delle Province e sul rafforzamento di funzioni, risorse e ruolo degli enti di area vasta, rilanciato recentemente dall’UPI in Parlamento.
Non a caso, nelle settimane precedenti il ministro Foti e il presidente dell’UPI avevano già discusso del possibile ruolo delle Province nella futura programmazione delle politiche di coesione. L’Unione chiede che l’esperienza maturata con le stazioni appaltanti, la pianificazione territoriale e il supporto tecnico ai piccoli Comuni trovi un riconoscimento stabile anche nelle prossime politiche nazionali ed europee di investimento.
La fase finale del PNRR Province apre dunque due questioni differenti. La prima è immediata: completare le opere residue e assicurare che nessun investimento, soprattutto nel settore scolastico, rimanga incompiuto. La seconda guarda oltre il 2026 e riguarda il patrimonio di competenze e collaborazione istituzionale costruito durante il Piano.
Con la rendicontazione dell’ultima rata, il PNRR entra infatti nella sua fase conclusiva. Per gli enti territoriali, però, la sfida successiva sarà trasformare un modello nato per gestire risorse straordinarie in una capacità ordinaria di programmare, realizzare e mantenere gli investimenti pubblici.



LA SICILIA
Danni maltempo nell’Agrigentino: riaperte le arterie chiave, ma si procede con prudenza

Liberate da fango e detriti la SP 1, la SP 2 e la ex regionale per Cattolica Eraclea. Mezzi ancora in azione sulla Panoramica dei Templi
Un'offensiva senza sosta contro il fango e i detriti per restituire la viabilità al territorio e mettere in sicurezza centinaia di automobilisti. Dopo le avverse condizioni meteorologiche delle ultime ore, che hanno investito con violenza l'intero comprensorio del capoluogo, il Settore Viabilità e l'Ufficio di Protezione Civile del Libero Consorzio Comunale di Agrigento sono al lavoro ininterrottamente per ripristinare la normale circolazione sulle arterie provinciali.
La risposta delle squadre operative è stata immediata. Grazie all'impiego straordinario di uomini e mezzi pesanti, quasi tutte le carreggiate sono state liberate dal materiale franoso e dalle colate di terra che avevano bloccato nodi strategici della rete stradale. La viabilità risulta ora regolare e la rete viaria nuovamente transitabile, anche se il monitoraggio dei tecnici resta costante per prevenire ulteriori criticità.
Tra i risultati più significativi del piano di intervento rientra la riapertura di tre snodi cruciali per il traffico locale: la SP 1 Spinasanta-Villaseta, la SP 2 Piano Gatta-Montaperto-Giardina Gallotti e la SPR ex regionale n. 24 Agrigento-Cattolica Eraclea. Tutte e tre le arterie erano state letteralmente sommerse da una spessa coltre di fango e detriti, provocando pesanti disagi alla mobilità di pendolari e residenti. Lavori di ripulitura straordinaria hanno interessato anche la SP 4, la celebre Panoramica dei Templi, fondamentale sia per la viabilità cittadina sia per i flussi turistici.
Sebbene le strade siano di nuovo fruibili, dal Libero Consorzio arriva un appello fermo alla cautela. In diversi tratti la carreggiata presenta ancora residui di asfalto sporco e detriti in fase di definitivo sgombero, con i mezzi meccanici tuttora in azione a bordo strada. Per questa ragione, la circolazione è consentita nel rigoroso rispetto della segnaletica di pericolo e dei limiti di velocità temporanei.
«Ringrazio di cuore il personale tecnico e tutti i nostri operatori per la dedizione e l'impegno profuso senza sosta al servizio della comunità agrigentina in ore così complesse», ha dichiarato il presidente dell'Ente, Giuseppe Pendolino. «Il loro intervento tempestivo ha evitato il paralizzarsi del territorio. Rinnovo tuttavia un invito accorato a tutti gli automobilisti: guidate con massima prudenza e rispettate i limiti per garantire la sicurezza vostra e degli operai ancora al lavoro».



SCRIVOLIBERO
Cerimonia di consegna delle “Medaglie D’Onore” alla memoria di quattro concittadini di questa provincia, internati nei campi di prigionia in Germania durante la Seconda Guerra Mondiale

Nel corso della ricorrenza della “Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda Guerra mondiale”, istituita dalla legge n.6 del 13 gennaio 2025, il Prefetto ha presieduto la celebrazione in argomento, confluita anche in un momento di incontro con giovani e studenti, che si è svolta nella mattinata odierna, 22 settembre 2026, presso il chiostro della biblioteca comunale “Falcone e Borsellino” – di Alessandria della Rocca.
Durante lo svolgimento della cerimonia sono state consegnate le Medaglie d’Onore – concesse dal Presidente della Repubblica – alla memoria di quattro internati di questa provincia, segnatamente:
Sig. COMPARETTO Filippo, internato in Germania dal 10/09/1943 all’8/5/1945;
Sig. GALIFI Mario, internato in Germania presso la fabbrica Dingler dal 10/09/1943 all’8/5/1945;
Sig. VITELLO Carmelo, internato in Germania dal 9/9/1943 all’8/5/1945;
Sig. ZAMMUTO Calogero, internato nello Stalag 9C, a Bad Sulza, Turingia dal 12/9/1943 al 25/4/1945.
Le Medaglie d’Onore sono state ritirate dai familiari, figli e nipoti, visivamente emozionati ma fieri della strenua resistenza mostrata dai propri avi.
Alla cerimonia hanno preso parte, grazie al prezioso supporto dell’Ufficio Scolastico Provinciale, gli studenti dell’Istituto Comprensivo “Manzoni” di Alessandria della Rocca e dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Pirandello” di Bivona, i quali hanno eseguito brani musicali e letture a tema.
Nell’occasione il Prefetto, Salvatore Caccamo, nel proprio intervento, ha evidenziato come ricordare la vicenda umana degli Internati Militari Italiani soprattutto alle nuove alle nuove generazioni, è un modo affinché le sofferenze patite non siano dimenticate, tributando i dovuti riconoscimenti a questi attori della Resistenza.
Rivolgendosi agli studenti, il Prefetto di Agrigento ha richiamato il valore della memoria anche nella dimensione della comunità locale, sottolineando come le vicende degli agrigentini che furono internati appartengano alla storia della nostra terra e rappresentino una testimonianza che le giovani generazioni sono chiamate a conoscere e custodire.
La cerimonia si è svolta alla presenza delle più alte Autorità Civili e Militari, rappresentanti della Curia Arcivescovile, nonché di numerosi Sindaci e Amministratori della Provincia.



AGRIGENTONOTIZIE
Torna regolare la viabilità provinciale, mezzi ancora al lavoro contro fango e detriti

Quasi tutte le carreggiate sono state liberate. Restano residui sull’asfalto e l’invito agli automobilisti a procedere con prudenza
La viabilità provinciale è tornata regolare e le strade risultano transitabili dopo i disagi provocati dal maltempo. Lo comunica il Libero consorzio comunale, spiegando che proseguono gli interventi per rimuovere fango e detriti trascinati sulle carreggiate.
Sono state riaperte la provinciale 1 Spinasanta-Villaseta, la provinciale 2 Piano Gatta-Montaperto-Giardina Gallotti e la ex regionale 24 Agrigento-Cattolica Eraclea. Interventi sono stati eseguiti anche lungo la provinciale 4 Panoramica dei Templi. Il transito resta regolato dalla segnaletica di pericolo e dai limiti di velocità perché in alcuni tratti sono ancora presenti residui di fango.
Nubifragio su Agrigento, strade in tilt e smottamento sulla statale 640: il Comune invita a non uscire di casa
Il personale tecnico continuerà a monitorare la rete viaria e a intervenire dove necessario. In azione anche l’ufficio di protezione civile del Libero consorzio. Il presidente dell’ente Giuseppe Pendolino ha ringraziato operatori e tecnici impegnati nei lavori, invitando gli automobilisti a rispettare i limiti e a procedere con prudenza.


LENTEPUBBLICA.IT

Progressioni economiche enti locali: perché l’aumento non è automatico

Le progressioni economiche negli enti locali non scattano per il semplice trascorrere degli anni. Anche un dipendente con esperienza e valutazioni positive deve confrontarsi con un passaggio decisivo: la scelta di finanziare e attivare una selezione. Prima della graduatoria, quindi, vengono le risorse disponibili e gli accordi che ne regolano l’impiego.È da questo punto di vista che conviene leggere la disciplina dei differenziali stipendiali: non soltanto come una possibilità di migliorare la busta paga, ma come una misura della capacità dell’amministrazione di programmare la crescita professionale del personale.L’articolo 18 dell’ipotesi di CCNL Funzioni Locali 2025-2027, sottoscritta il 21 luglio 2026, riprende questo impianto. Per comprenderne gli effetti occorre però separare tre questioni: che cosa remunera la progressione, quali condizioni permettono di avviarla e quando il lavoratore può rivendicare un diritto concreto.
Progressioni economiche enti locali: cosa cambia nello stipendioIl differenziale stipendiale riconosce economicamente la professionalità che il dipendente sviluppa nello svolgimento delle attività della propria area. Si tratta di un incremento stabile della retribuzione, non di un premio occasionale collegato a un singolo risultato.La distinzione rispetto alla progressione verticale è essenziale. Con l’avanzamento economico il lavoratore mantiene il proprio inquadramento: l’aumento non comporta il passaggio a un’area superiore e non assegna automaticamente mansioni diverse. La crescita riguarda il trattamento retributivo all’interno della posizione già occupata.Nel corso della carriera il personale può ottenere più differenziali, rispettando le condizioni contrattuali. Questo meccanismo consente di valorizzare competenze consolidate senza dover necessariamente cambiare profilo o assumere un incarico organizzativo.Occorre inoltre distinguere il contratto definitivo dalla preintesa. Il documento firmato il 21 luglio è un’ipotesi di accordo: l’articolo 18 prevede la sostituzione dell’articolo 14 del CCNL del 23 febbraio 2026. La lettura della proposta non va quindi confusa con l’automatica entrata in vigore delle sue disposizioni. Il riferimento documentale è il testo dell’ipotesi di CCNL pubblicato dall’ARAN.Perché le risorse devono essere stabiliUn aumento destinato a durare richiede una copertura che abbia la stessa continuità. Per questo le progressioni gravano sulle risorse stabili del Fondo risorse decentrate. La disponibilità di somme occasionali, da sola, non offre il presupposto finanziario richiesto per sostenere un incremento permanente dello stipendio.Il problema, dunque, non si esaurisce nel verificare se l’ente abbia denaro a disposizione nell’anno corrente. Bisogna accertare quali risorse possano finanziare quello specifico istituto e quale quota venga effettivamente destinata alle selezioni.Qui interviene la contrattazione integrativa. L’articolo 7 dell’ipotesi conferma il ruolo del confronto negoziale nella distribuzione delle disponibilità del fondo. La previsione nazionale delle progressioni non equivale, da sola, al loro finanziamento nel singolo Comune.Per gli uffici del personale questo significa collegare le politiche retributive alla programmazione delle risorse. Per i dipendenti significa guardare anche al contratto integrativo dell’ente: è lì che la possibilità delineata dal CCNL trova le condizioni concrete per diventare una procedura.Requisiti e selezione: partecipare non significa ottenere il beneficioUn altro equivoco riguarda l’anzianità. Gli anni di servizio possono concorrere alla valutazione dell’esperienza, ma non trasformano l’avanzamento economico in uno scatto automatico. Il sistema conserva un carattere selettivo: possedere i requisiti permette di concorrere, mentre l’attribuzione dipende dall’esito della procedura e dalle disponibilità destinate a finanziarla.L’ipotesi contrattuale considera le valutazioni individuali e l’esperienza professionale. Ammette inoltre ulteriori criteri legati alle capacità culturali e professionali, da definire attraverso la contrattazione integrativa. Il messaggio è preciso: il riconoscimento economico deve poggiare su elementi valutabili, non sulla sola permanenza nell’amministrazione.Anche l’intervallo rispetto all’ultima progressione merita attenzione.

Valuta questo sito: RISPONDI AL QUESTIONARIO