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Rinnovo CCNL Enti Locali 2025-2027: retribuzione di posizione e retribuzione di risultato
Il rinnovo del CCNL Enti Locali 2025-2027 interviene anche sul trattamento economico dei dipendenti: uno dei passaggi più rilevanti riguarda la retribuzione di posizione e di risultato.
Infatti per la prima componente si può arrivare fino a una soglia lorda annua, mentre una quota specifica delle risorse deve essere riservata alla seconda.
Non si tratta, però, di un aumento automatico destinato indistintamente ai funzionari degli enti locali. Il meccanismo è più articolato: il valore economico dell’incarico dipende dalla sua graduazione, dalle responsabilità attribuite e dalle scelte organizzative dell’amministrazione. Per comprendere gli effetti concreti del nuovo contratto occorre quindi distinguere tra stipendio tabellare, retribuzione di posizione, retribuzione di risultato e ulteriori compensi eventualmente riconoscibili.
Le disposizioni sono contenute nella pre-intesa sottoscritta il 21 luglio 2026 tra Aran e le organizzazioni sindacali rappresentative. Il rinnovo interessa oltre 403 mila dipendenti di Comuni, Regioni, Camere di commercio e degli altri enti appartenenti al comparto. In un precedente approdondimento abbiamo già analizzato le principali novità della pre-intesa per il rinnovo del CCNL Enti Locali 2025-2027.
CCNL Enti Locali, come funziona la retribuzione di posizione e di risultato
Il punto di partenza è l’articolo 20, dedicato proprio alla retribuzione di posizione e di risultato degli incarichi di Elevata Qualificazione. Il trattamento economico accessorio riconosciuto al titolare dell’incarico è costituito da queste due componenti e, come regola generale, assorbe le altre competenze accessorie e le indennità previste dal contratto collettivo nazionale, compreso il compenso per il lavoro straordinario.
La prima voce remunera essenzialmente il peso organizzativo dell’incarico, mentre la seconda è collegata ai risultati e al sistema di valutazione. Una distinzione importante perché le due somme seguono criteri differenti e non devono essere confuse con gli incrementi dello stipendio tabellare previsti dal rinnovo contrattuale.
Per la retribuzione di posizione viene stabilita una forbice compresa tra un minimo di 5.000 euro e un massimo di 22.000 euro lordi annui per tredici mensilità. La presenza di un limite superiore non significa quindi che ogni dipendente titolare di un incarico di Elevata Qualificazione abbia automaticamente diritto a percepire 22.000 euro.
È infatti ciascuna amministrazione a graduare le diverse posizioni attraverso criteri stabiliti preventivamente. Devono essere considerate, in particolare, la complessità dell’incarico e l’importanza delle responsabilità amministrative e gestionali attribuite al lavoratore.
Negli enti dotati di dirigenza entra nella valutazione anche un ulteriore elemento: l’ampiezza delle eventuali funzioni delegate al titolare dell’EQ, soprattutto quando comportano poteri di firma di provvedimenti finali con rilevanza esterna, secondo quanto previsto dalla normativa e dai regolamenti applicabili.
Questo significa che due incarichi appartenenti formalmente alla stessa tipologia possono ricevere una valorizzazione economica differente quando cambiano il livello di responsabilità, l’autonomia decisionale e la complessità delle attività gestite.
Per le particolari situazioni disciplinate dall’articolo 19, comma 4, il contratto stabilisce invece valori diversi: la retribuzione di posizione è compresa tra 3.000 e 9.500 euro annui lordi, sempre per tredici mensilità e tenendo conto delle ulteriori disposizioni contrattuali applicabili.
Retribuzione di risultato, almeno il 15% delle risorse
Alla componente collegata alla posizione si affianca la retribuzione di risultato. In questo caso il CCNL non individua una cifra identica per tutti i titolari di Elevata Qualificazione, ma stabilisce una regola precisa sulla distribuzione delle risorse.
Gli enti devono definire i criteri attraverso i quali determinare ed erogare annualmente questa voce, destinandole una quota non inferiore al 15% delle risorse complessivamente finalizzate alla retribuzione di posizione e di risultato di tutti gli incarichi previsti dal proprio ordinamento.
Una parte della remunerazione viene così collegata alla valutazione dei risultati raggiunti. È un elemento essenziale per interpretare correttamente gli importi previsti dal contratto: ai 22.000 euro massimi della posizione non può essere semplicemente aggiunto un premio standard uguale per tutti.
L’importo effettivamente riconosciuto dipende dal sistema adottato dall’amministrazione, dalle risorse disponibili e dagli esiti della valutazione della performance. Il nuovo quadro contrattuale mantiene quindi una netta distinzione tra ciò che viene riconosciuto in ragione del peso dell’incarico e quanto viene corrisposto sulla base dei risultati conseguiti.
Incarichi ad interim, compenso aggiuntivo dal 15% al 25%
Una disciplina specifica riguarda gli incarichi ad interim. Può infatti accadere che un dipendente già titolare di un incarico di Elevata Qualificazione debba assumere temporaneamente anche le responsabilità relative a un’altra EQ.
In questa situazione, per la durata dell’incarico aggiuntivo, al lavoratore può essere attribuito, nell’ambito della retribuzione di risultato, un ulteriore importo compreso tra il 15% e il 25% del valore economico della retribuzione di posizione prevista per l’incarico di EQ assunto ad interim.
Anche qui non opera un automatismo verso la percentuale più elevata. Per individuare l’importo, l’ente deve considerare la complessità delle attività, il livello di responsabilità connesso all’incarico aggiuntivo e gli esiti della valutazione della performance individuale.
Il principio seguito è dunque quello di riconoscere economicamente il maggiore carico organizzativo assunto dal dipendente, graduando però il compenso in relazione alle caratteristiche effettive delle funzioni temporaneamente esercitate.
Nuove risorse per finanziare posizione e risultato delle EQ
Un altro aspetto significativo del rinnovo CCNL Enti Locali 2025-2027 riguarda il finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato. Le risorse destinate a queste due componenti continuano ad essere corrisposte a carico dei bilanci degli enti secondo il sistema delineato dalla disciplina contrattuale.
La pre-intesa introduce però uno strumento ulteriore. Per consentire una più completa attuazione della disciplina degli incarichi di Elevata Qualificazione, le amministrazioni possono destinare una quota dei risparmi permanenti ottenuti attraverso assunzioni a tempo indeterminato effettuate in misura inferiore rispetto a quelle consentite dalla legislazione vigente.
La possibilità non è priva di limiti. I risparmi devono essere asseverati dagli organi di controllo e l’incremento delle risorse destinate agli incarichi EQ non può essere superiore al 10% delle risorse previste dalla disciplina contrattuale.
La novità può assumere particolare importanza per quegli enti nei quali la struttura organizzativa richiede incarichi caratterizzati da responsabilità elevate, ma la disponibilità finanziaria ha rappresentato finora un limite alla loro valorizzazione economica.
Non significa, tuttavia, che la capacità assunzionale inutilizzata possa trasformarsi automaticamente in salario accessorio. Devono esistere risparmi permanenti effettivamente conseguiti, occorre rispettare i limiti fissati dal contratto e resta necessaria l’asseverazione degli organi di controllo.
Quali compensi possono aggiungersi alle retribuzioni delle EQ
Un’altra questione riguarda ciò che può essere corrisposto oltre alla retribuzione di posizione e di risultato. La regola generale resta quella dell’assorbimento delle competenze accessorie, ma l’articolo 22 individua diversi trattamenti che, quando ricorrono le condizioni previste, possono essere riconosciuti anche ai titolari di incarichi EQ.
Tra questi rientrano l’indennità di vigilanza, i compensi ISTAT e quelli relativi allo straordinario elettorale. Il contratto contempla anche il lavoro straordinario elettorale prestato nel giorno del riposo settimanale.
Possono inoltre essere corrisposti i compensi per attività straordinarie connesse a calamità naturali o emergenze pubbliche di carattere igienico-sanitario, purché nell’ambito delle risorse finanziarie specificamente assegnate agli enti attraverso i provvedimenti adottati per affrontare tali emergenze.
Restano possibili anche determinati trattamenti previsti direttamente dalla legge. Tra gli esempi indicati dalla disciplina contrattuale figurano gli incentivi per funzioni tecniche previsti dall’articolo 45 del decreto legislativo 36/2023 e i compensi professionali degli avvocati secondo le condizioni stabilite dalla normativa.
Rientrano tra le fattispecie contemplate anche gli incentivi collegati alle attività di recupero dell’evasione dei tributi locali, i compensi relativi a determinati progetti in materia di condono edilizio e quelli eventualmente spettanti per lo svolgimento di servizi aggiuntivi nei casi previsti dalla legge.
La distinzione è importante: essere titolari di Elevata Qualificazione non impedisce in assoluto di percepire ulteriori somme, ma non qualsiasi indennità può essere cumulata con posizione e risultato. È necessario verificare che il compenso rientri tra quelli espressamente ammessi dal contratto oppure trovi fondamento in una specifica disposizione legislativa.
CCNL Enti Locali 2025-2027, perché i 22.000 euro non spettano automaticamente
Il limite dei 22.000 euro della retribuzione di posizione è probabilmente uno degli elementi destinati ad attirare maggiormente l’attenzione, ma deve essere letto nel suo corretto contesto. Non rappresenta un incremento generalizzato delle buste paga e neppure una somma automaticamente spettante a tutti i dipendenti appartenenti all’area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione.
Il valore concreto dipende dall’incarico conferito e dalla graduazione effettuata dall’amministrazione. A sua volta, la retribuzione di risultato segue criteri differenti ed è legata alle risorse disponibili, alle regole stabilite dall’ente e alla valutazione della performance.
La chiave di lettura del nuovo sistema è dunque più ampia della sola cifra massima. Il rinnovo mette in relazione responsabilità organizzativa, autonomia gestionale, risultati e trattamento economico accessorio, lasciando agli enti il compito di tradurre questi principi nella propria struttura organizzativa.
Per i dipendenti interessati diventerà quindi decisivo conoscere la graduazione attribuita al proprio incarico e le regole utilizzate per misurare la performance. Per le amministrazioni, invece, sarà necessario conciliare la valorizzazione delle responsabilità con le disponibilità di bilancio e con una distribuzione coerente delle risorse tra le diverse posizioni.
È proprio questo, oltre alla soglia dei 22.000 euro, uno degli effetti più significativi della nuova disciplina sulla retribuzione di posizione e di risultato nel CCNL Enti Locali 2025-2027: differenziare il trattamento accessorio in funzione del peso effettivo degli incarichi e dei risultati conseguiti, anziché ricondurre situazioni organizzative differenti a un’unica misura economica.
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Il 19 e 20 ottobre le Province ad Imperia per l’Assemblea Nazionale: il Presidente della Repubblica alla cerimonia inaugurale
Si apriranno con una cerimonia inaugurale alla presenza del Presidente della Repubblica – che avrà luogo il 19 ottobre a partire dalle ore 17,00 presso il Teatro Cavour di Imperia – i lavori della 39° Assemblea Nazionale dell’UPI, una due giorni in cui i quasi mille delegati da tutte le Province italiane si confronteranno sui temi all’ordine di giorno, dalle riforme istituzionali alla manovra di bilancio, dal dopo PNRR alle politiche europee per i territori.
Si inizierà dunque lunedì 19 ottobre, alle ore 17, con la cerimonia inaugurale alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Ad aprire i lavori sarà il Sindaco di Imperia e Presidente della Provincia Claudio Scajola, Vicepresidente UPI, insieme alla Presidente della Provincia di Siena, Agnese Carletti; seguirà l’intervento di saluto del Presidente della Regione Liguria, Marco Bucci.
Il Presidente di UPI, Enzo Lattuca, terrà poi la sua relazione.
Il 20 ottobre, seconda giornata dei lavori, vedrà in mattinata la presenza e l’intervento del Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo.
“Per le Province – dichiara il Presidente di UPI Enzo Lattuca – l’assemblea annuale è sempre un momento di straordinario rilievo, perché consente a tutti gli amministratori provinciali di incontrarsi e di confrontarsi sulle questioni che impattano direttamente sulle politiche territoriali. Quest’anno però questo appuntamento assume ancora più importanza perché ci permetterà non solo di segnare un punto sulla condizione attuale delle Province, ma sarà l’occasione per lanciare la nostra piattaforma programmatica fatta di proposte concrete e fattibili alle forze politiche, chiedendo impegni precisi per la prossima legislatura. A partire da una riforma delle Province, che ne riconosca e valorizzi il ruolo di istituzione chiave per la messa a terra delle politiche nazionali ed europee di investimento e sviluppo locale. La presenza del Presidente della Repubblica alla cerimonia inaugurale – conclude Lattuca – è per noi un grande onore e una grande emozione”.
“E’ un grande onore per la città e la provincia di Imperia ospitare l’Assemblea nazionale delle Province italiane, alla cui cerimonia di apertura sarà presente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – dichiara il Presidente e Sindaco di Imperia, Claudio Scajola. “Per la prima volta – prosegue – questo appuntamento si terrà in Liguria, ed è anche per questo motivo che siamo orgogliosi di offrire un’importante occasione di incontro ai rappresentanti di tutte le più importanti Istituzioni. Mi auguro che questa Assemblea possa dare una svolta significativa al ruolo e al futuro delle Province, per i quali abbiamo lavorato ed ai quali ho dato personalmente il mio contributo”.
INFORMAZIONI PER L’ACCREDITO DI GIORNALISTI, OPERATORI E FOTOGRAFI
Per accedere ai lavori è necessario accreditarsi, compilando il form a questo link.
https://forms.gle/hejz84jsA3TBVU2v9Il 19 ottobre, durante la cerimonia alla presenza del Presidente della Repubblica, i giornalisti dovranno indicare se preferiscono occupare l’area riservata all’esterno del teatro, da cui sarà possibile effettuare le riprese e le foto di rito, oppure entrare in sala, dove però non sarà possibile spostarsi liberamente. I giornalisti che decideranno di sostare fuori non potranno poi entrare in sala. I giornalisti che entreranno in sala non potranno uscire prima della conclusione dei lavori.
L’accesso ai lavori sarà libero per la giornata del 20 ottobre.
AGRIGENTONOTIZIE.IT
Srr Ato 4 Agrigento provincia est: nominato il nuovo Cda per il 2026-2029Tre i componenti scelti dall'assemblea dei 26 comuni: Terrana, Bonanno e Mallia. Presidente e vicepresidente saranno eletti nella prima seduta utile
L'assemblea dei soci della Srr Ato 4 Agrigento provincia est ha rinnovato il consiglio di amministrazione per il triennio 2026–2029. La riunione si è tenuta oggi nella sede operativa della società ad Aragona, con la partecipazione in presenza o per delega dei sindaci dei 26 comuni dell'Ato.I tre componenti del nuovo Cda sono Vito Terrana, sindaco di Campobello di Licata; Giordana Bonanno, consigliere comunale del comune di Sant'Angelo Muxaro; e Alessandro Pietro Mallia, sindaco di Realmonte. All'assemblea era presente anche Giuseppe Pendolino, presidente del Libero consorzio dei comuni, nella doppia veste di sindaco di Aragona e di presidente dell'ex Provincia regionale. Tra i comuni rappresentati figurano Agrigento, Favara, Licata, Aragona, Grotte, Castrofilippo, Cammarata, San Giovanni Gemini, Casteltermini, Joppolo Giancaxio, Comitini, Montallegro, Naro, Porto Empedocle, Racalmuto, Realmonte, Santa Elisabetta e Raffadali. Le cariche di presidente e vicepresidente saranno deliberate nel primo consiglio di amministrazione utile.Vito Terrana ha così commentato la nomina: “Ringrazio l'Assemblea dei soci per la fiducia accordatami. Accetto questo incarico con senso di responsabilità verso tutti i Comuni dell' Ato 4. Nei prossimi tre anni lavoreremo con impegno per rafforzare la governance del servizio, migliorare l'efficienza gestionale, garantire la sostenibilità economica e ambientale e tutelare la qualità dei servizi rivolti ai cittadini. Priorità saranno la trasparenza, la collaborazione istituzionale tra enti locali e il potenziamento delle infrastrutture necessarie per una gestione moderna e resiliente dei servizi pubblici locali”.