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Rassegna stampa dal 3 al 5 ottobre 2026

 


SICILIAONPRESS
Presidenti ex province: sì commissione ARS a indennità di carica

La commissione bilancio dell’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato l’introduzione delle indennità di carica ai presidenti dei Liberi Consorzi Comunali (ex province) e ai sindaci delle Città Metropolitane, mentre agricoltori, autotrasportatori e consumatori soffrono la drammatica crisi del caro-carburante.
In pratica, i presidenti delle ex province, in quanto sono sindaci, non hanno diritto ad alcuna indennità di carica, godendo già dell’indennità di carica di sindaco. Adesso -se il voto a maggioranza in commissione sarà replicato in assemblea- avranno anche l’indennità come presidenti delle ex province.
L’approvazione delle nuove e maggiori indennità ha avuto il voto favorevole di tutti i partiti della maggioranza e del PD, mentre hanno votato contro i deputati di Controcorrente e del M5S.
Se in assemblea regionale siciliana, resteranno le stesse posizioni al voto finale, le nuove e maggiori indennità saranno definitivamente approvate, proprio nel bel mezzo della grave crisi che sussegue al caro carburante e che colpisce duramente i portafogli delle famiglie siciliane.
Non solo. L’attribuzione di una indennità di carica per i presidenti dei liberi consorzi e per i sindaci metropolitani era stata già introdotta con l’art. 6 della legge regionale siciliana n. 17 del 2017 che era stato dichiarato incostituzionale con sentenza della Corte n. 168 del 2018.
Questa sentenza (nelle considerazioni in diritto n. 6) dice testualmente e senza possibilità di equivoci:
“L’art. 6 della legge reg. Siciliana n. 17 del 2017 – nel prevedere l’attribuzione di una «indennità di carica» al Presidente del libero Consorzio comunale ed al Sindaco metropolitano, nonostante la gratuità di siffatti incarichi prevista dalla legge n. 56 del 2014 – presenta, a sua volta, analoghi profili di illegittimità costituzionale.
La gratuità nell’esercizio delle funzioni – voluta dalla legge n. 56 del 2014 (che, in coerenza a questo obiettivo, ha fatto coincidere i sindaci metropolitani con i sindaci del Comune capoluogo, già percettori di un emolumento come tali) – costituisce, infatti, un profilo conseguenziale del principio di elezione indiretta degli organi di vertice dei ridisegnati enti territoriali, volto a ridurre la spesa corrente e a razionalizzare i costi degli enti locali; con la conseguenza che la Regione a statuto speciale, pur nel rispetto della sua autonomia, non può derogarvi”.
Come si può insistere anche di fronte a questa chiara sentenza della Corte Costituzionale (che potete leggere cliccando qui)? E come può insistere anche il maggior partito di opposizione, il PD, che ha votato a favore, con la maggioranza?



TELEMONTEKRONIO
Crisi olearia. Pace presenta interrogazione all’Ars, Cinà ordine del giorno al Libero Consorzio

E’ stata presentata dal gruppo parlamentare della Democrazia Cristiana all’Assemblea Regionale Siciliana l’interrogazione con la quale si chiedono iniziative urgenti a sostegno del settore olivicolo.
Il provvedimento, di cui è primo firmatario il capogruppo Carmelo Pace, pone l’accento sulla necessità di intervenire tempestivamente con iniziative a sostegno della produzione e commercializzazione olearia.
Oggetto dell’iniziativa parlamentare l’attuale situazione in cui versa l’intero settore legato all’olio d’oliva, tra i timori - fondati - di un deprezzamento del prodotto di quest’anno e le difficoltà dovute alla vendita e allo smaltimento del prodotto dello scorso anno presente, stando ai dati, per 1/3 della quantità complessiva ancora nei silos.
«Con questa interrogazione - dichiara il capogruppo della DC, Carmelo Pace - chiediamo, essenzialmente, tre tipi di interventi a sostegno di un settore di eccellenza: incentivi economici immediati al settore con iniziative a supporto della commercializzazione; l’aumento dei controlli antifrode, per tutelare l’integrità del nostro prodotto e proteggerlo da fenomeni di concorrenza sleale legata anche all’origine e la tracciabilità del prodotto straniero; una campagna informativa promozionale regionale a supporto delle qualità, e dei benefici, dell’olio extravergine d’oliva all’interno della dieta alimentare».
Sulla vicenda interviene anche il sindaco di Bivona e consigliere provinciale Milko Cinà che ha presentato un ordine del giorno al Libero Consorzio di Agrigento finalizzato a recepire il documento dei Sindaci, attivare un Tavolo di Crisi con il Prefetto, la Regione e il Governo e richiedere ristori, moratorie e controlli sulla filiera.
Un’azione immediata a tutela dell’economia agricola della provincia di Agrigento, messi a dura prova dal devastante crollo dei prezzi dell’olio d’oliva all’origine e dall’aumento vertiginoso dei costi di produzione. Questo quanto sollecita il consigliere provinciale che ha chiesto l’inserimento all’ordine del giorno del prossimo Consiglio del Libero Consorzio Comunale di Agrigento di una proposta di delibera a sostegno dell’intero comparto olivicolo.
La proposta punta ad approvare e far proprio il documento di allarme già promosso e sottoscritto da numerosi sindaci del territorio agrigentino e sicano, trasformando le istanze dei territori in una voce istituzionale forte e unitaria.
Tra le azioni richieste nell'atto, vi è la trasmissione formale del documento e l'apertura di un confronto con il Prefetto di Agrigento, il Ministro dell’Agricoltura, il Presidente della Regione Siciliana, l’Assessore Regionale all’Agricoltura e tutta la deputazione regionale e nazionale del territorio.
Il comparto olivicolo, dichiara Milko Cinà, rappresenta una colonna portante della nostra economia, della nostra identità sociale e della tutela del paesaggio, specialmente nei Comuni dei Sicani e della provincia di Agrigento.
I dati ISMEA, aggiunge, parlano chiaro: stiamo assistendo a un crollo dei prezzi dell’olio extravergine d’oliva all’origine che sfiora il 50% su base annua, a fronte di costi energetici, di carburante e di gestione rimasti altissimi. In queste condizioni le aziende non riescono più neanche a coprire le spese vive per la raccolta e la molitura.
Non possiamo permettere, dichiara il consigliere provinciale e sindaco del comune di Bivona, l'abbandono dei nostri oliveti secolari, che comporterebbe un danno economico, occupazionale e idrogeologico irreparabile.
Viene chiesta, dunque, la convocazione urgente di un Tavolo di Crisi presso la Prefettura e la Regione, misure concrete di ristoro economico, una moratoria immediata su mutui, tasse e contributi, e un drastico aumento dei controlli sulla tracciabilità e sulla qualità dell’olio per difendere il nostro cibo d'eccellenza dalle speculazioni.



AGRIGENTOOGGI
Ragazzi “On The Road” a scuola di emergenze: la Protezione Civile addestra i giovani sul campo

Si è svolta ieri la tappa del progetto “On The Road”, promosso dal ministero dell’Interno d’intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nell’ambito del Protocollo sottoscritto con l’Associazione “Ragazzi On The Road” APS, che prevedeva il coinvolgimento dell’Ufficio di Protezione Civile del Libero Consorzio Comunale. I ragazzi, guidati dall’ideatore del format Alessandro Invernici, sono stati accolti nella sala operativa di Protezione Civile dal presidente del Libero Consorzio Giuseppe Pendolino, dal dirigente del settore ambiente Achille Contino e dal responsabile dell’Ufficio di Protezione Civile Marzio Tuttolomondo.
Ad essi è stato spiegato il funzionamento della sala operativa nelle varie situazioni di emergenza. Quindi, con esercitazione pratica, il funzionamento della pompa idrovora con varie simulazioni di allagamento. Successivamente il gruppo si è spostato sul bivio Crocca della SP 3-B per una simulazione di peggioramento delle condizioni meteo e la lettura dei dati della centralina del sistema di monitoraggio e allertamento del rischio idrogeologico installata sul ponte della stessa strada provinciale.
La giornata si è conclusa alla foce del fiume Naro ove è stato illustrato il funzionamento del modulo antincendio ed il suo utilizzo in sicurezza per lo spegnimento degli incendi (con annessa simulazione), e l’utilizzo del drone del Libero Consorzio.
“Sono estremamente soddisfatto del nostro coinvolgimento in questo progetto” commenta il presidente Giuseppe Pendolino “perchè è importante diffondere tra i ragazzi la cultura della sicurezza, e questo non può prescindere dall’esperienza sul campo. Li ho visti molto interessati alle attività del nostro ufficio di Protezione Civile e alle situazioni di emergenza che occorre affrontare con regole ben precise che aiutino non solo a svolgere meglio questo lavoro ma anche a sviluppare il senso del bene comune”.
“Progetto on the road” è promosso e coordinato dalla Prefettura di Agrigento attraverso un protocollo territoriale con istituzioni e varie organizzazioni della provincia (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia locale, Vigili del Fuoco, Capitaneria di Porto, sistema di emergenza sanitaria e Protezione civile).



SCRIVOLIBERO
Progetto “On the road”: eseguite esercitazioni con l’Ufficio di Protezione Civile del Libero Consorzio Comunale di Agrigento

Si è svolta ieri la tappa del progetto “On The Road”, promosso dal ministero dell’Interno d’intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nell’ambito del Protocollo sottoscritto con l’Associazione “Ragazzi On The Road” APS, che prevedeva il coinvolgimento dell’Ufficio di Protezione Civile del Libero Consorzio Comunale. I ragazzi, guidati dall’ideatore del format Alessandro Invernici, sono stati accolti nella sala operativa di Protezione Civile dal Presidente del Libero Consorzio Giuseppe Pendolino, dal Dirigente del Settore Ambiente Achille Contino e dal responsabile dell’Ufficio di Protezione Civile Marzio Tuttolomondo. Ad essi è stato spiegato il funzionamento della sala operativa nelle varie situazioni di emergenza. Quindi, con esercitazione pratica, il funzionamento della pompa idrovora con varie simulazioni di allagamento. Successivamente il gruppo si è spostato sul bivio Crocca della SP 3-B per una simulazione di peggioramento delle condizioni meteo e la lettura dei dati della centralina del sistema di monitoraggio e allertamento del rischio idrogeologico installata sul ponte della stessa strada provinciale.
La giornata si è conclusa alla foce del fiume Naro ove è stato illustrato il funzionamento del modulo antincendio ed il suo utilizzo in sicurezza per lo spegnimento degli incendi (con annessa simulazione), e l’utilizzo del drone del Libero Consorzio. “Sono estremamente soddisfatto del nostro coinvolgimento in questo progetto” commenta il Presidente Giuseppe Pendolino “perchè è importante diffondere tra i ragazzi la cultura della sicurezza, e questo non può prescindere dall’esperienza sul campo. Li ho visti molto interessati alle attività del nostro ufficio di Protezione Civile e alle situazioni di emergenza che occorre affrontare con regole ben precise che aiutino non solo a svolgere meglio questo lavoro ma anche a sviluppare il senso del bene comune”.



LENTEPUBBLICA
Rimborsi delle spese mediche, quando gli enti devono comunicare i dati al Fisco

Non tutti i rimborsi per le spese sanitarie devono essere trasmessi all’Agenzia delle Entrate. A chiarire il perimetro dell’obbligo è l’Amministrazione finanziaria, che con la risposta n. 178 del 30 settembre 2026 ha fornito indicazioni specifiche sul trattamento dei rimborsi riconosciuti dagli enti bilaterali ai propri iscritti.
Il tema riguarda un aspetto importante per la corretta predisposizione della dichiarazione dei redditi: evitare che una stessa spesa sanitaria venga considerata fiscalmente detraibile o deducibile quando, in realtà, il relativo costo è stato sostenuto attraverso contributi che hanno già beneficiato di un trattamento fiscale agevolato.
La regola, tuttavia, non si applica indistintamente a tutti i casi. Quando i contributi utilizzati per finanziare le prestazioni sanitarie non hanno prodotto alcun vantaggio fiscale per il lavoratore, le somme rimborsate possono essere considerate ancora a suo carico. In questa situazione, secondo il chiarimento fornito dall’Agenzia, l’ente bilaterale non è tenuto a trasmettere i relativi dati.
Perché esiste l’obbligo di comunicare i rimborsi sanitari
Per comprendere la portata della risposta occorre partire dalla funzione della comunicazione dei dati sulle spese mediche. Le informazioni trasmesse dagli enti e dagli altri soggetti interessati servono all’Amministrazione finanziaria per predisporre correttamente la dichiarazione dei redditi precompilata.
Il principio alla base del sistema è piuttosto semplice: una spesa sanitaria può essere portata in detrazione o deduzione soltanto quando è effettivamente rimasta a carico del contribuente. Se, invece, il costo è stato integralmente rimborsato utilizzando risorse che hanno beneficiato di un particolare trattamento fiscale, la spesa non può essere nuovamente utilizzata dal lavoratore per ottenere un vantaggio tributario.
Proprio per questo motivo, il comma 25-bis dell’articolo 78 della legge n. 413/1991 prevede specifici obblighi di comunicazione per i soggetti che erogano rimborsi sanitari collegati a premi o contributi che siano stati dedotti dal reddito complessivo oppure che non abbiano concorso alla formazione del reddito imponibile.
La comunicazione consente quindi al Fisco di distinguere le spese effettivamente sostenute dal contribuente da quelle per le quali è intervenuto un meccanismo di rimborso fiscalmente rilevante.
Il caso degli enti bilaterali
La questione esaminata dall’Agenzia delle Entrate nasce dalla richiesta presentata da un ente bilaterale di categoria. L’organismo intendeva riconoscere ai propri iscritti contributi destinati a rimborsare alcune spese sanitarie sostenute direttamente dai lavoratori e chiedeva se fosse obbligato a comunicare all’Amministrazione finanziaria i dati relativi alle somme corrisposte.
La risposta non si limita a esaminare il singolo caso, ma richiama un principio già affermato in precedenti documenti di prassi. L’Agenzia ricorda infatti quanto indicato, tra gli altri, nella circolare n. 54/E del 2002 e nella circolare n. 14/E del 2023: quando il rimborso riguarda una spesa che è rimasta effettivamente a carico del contribuente, non sussiste l’obbligo di comunicazione previsto dalla normativa.
La questione decisiva, dunque, non è semplicemente stabilire se una prestazione sanitaria sia stata rimborsata. Occorre verificare come sono stati finanziati i rimborsi e quale trattamento fiscale hanno ricevuto i contributi versati per sostenerli.
Se il lavoratore non ha ottenuto alcun beneficio fiscale in relazione a quei contributi, il successivo rimborso della spesa sanitaria non determina una situazione nella quale il costo possa essere considerato fiscalmente già agevolato.
Quando la spesa può essere considerata ancora a carico del lavoratore
È questo il passaggio centrale del chiarimento. L’Agenzia considera “rimaste a carico” del contribuente le spese sanitarie che vengono rimborsate in presenza di contributi o premi che non hanno determinato una deduzione, una detrazione oppure un’esclusione dal reddito imponibile.
In altri termini, il semplice fatto che il lavoratore riceva successivamente un rimborso non è sufficiente, da solo, a far scattare l’obbligo di trasmissione. Bisogna guardare al trattamento fiscale applicato a monte.
La distinzione è particolarmente rilevante nei rapporti tra lavoratori, datori di lavoro ed enti bilaterali. In questi contesti, infatti, i contributi possono essere previsti dalla contrattazione collettiva e destinati a finanziare prestazioni di carattere assistenziale, comprese quelle relative alla salute.
Nel caso analizzato dall’Agenzia, l’ente era finanziato attraverso contributi versati sia dai datori di lavoro sia dai lavoratori. Le somme venivano materialmente versate dal datore, con successivo addebito al lavoratore della quota di sua competenza.
Il trattamento fiscale dei contributi è decisivo
Per stabilire se esiste l’obbligo di trasmissione, assume quindi particolare importanza la natura fiscale dei contributi. L’Agenzia richiama anche un precedente chiarimento, contenuto nella risposta n. 24 del 2018, relativo ai contributi versati dal datore di lavoro a un ente bilaterale.
Secondo l’orientamento richiamato dall’Amministrazione, tali somme concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente quando non rientrano nelle specifiche ipotesi di esclusione previste dall’articolo 51, comma 2, lettera a), del Tuir.
La disposizione richiamata riguarda, tra l’altro, i contributi previdenziali e assistenziali versati dal datore di lavoro o dal dipendente in conformità a disposizioni di legge. Il punto evidenziato dall’Agenzia è che questa disciplina non consente automaticamente di escludere dal reddito i contributi destinati a finalità assistenziali quando il loro versamento non è imposto dalla legge, ma deriva da accordi contrattuali.
Lo stesso orientamento era già stato confermato dalla risoluzione n. 54/E del 2020, richiamata nella nuova risposta del 2026.
La situazione esaminata dall’Agenzia delle Entrate
Nel caso concreto, il contratto provinciale di lavoro e lo statuto dell’ente prevedevano un sistema di finanziamento basato sui versamenti effettuati da aziende e lavoratori.
Un elemento determinante è stato il trattamento fiscale di queste somme. Secondo quanto rappresentato dall’ente, la quota versata dal datore di lavoro concorreva alla formazione del reddito imponibile del lavoratore. Parallelamente, la parte del contributo posta a carico del dipendente non risultava fiscalmente deducibile ai fini dell’Irpef.
Di conseguenza, il lavoratore non beneficiava di una riduzione del proprio carico fiscale in relazione ai contributi destinati al finanziamento dell’ente bilaterale.
Da qui deriva la conclusione dell’Amministrazione finanziaria: le spese sanitarie successivamente rimborsate dall’ente devono essere considerate, ai fini della specifica disciplina, spese rimaste a carico dei lavoratori.
Poiché non era stato riconosciuto alcun beneficio fiscale sui contributi utilizzati per finanziare le prestazioni, non si configurava quindi l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai rimborsi sanitari.
Una distinzione importante per lavoratori ed enti
Il chiarimento del Fisco mette dunque in evidenza una distinzione che può risultare facilmente sfuggente: rimborso della spesa e beneficio fiscale sui contributi non sono la stessa cosa.
Per stabilire se un ente debba trasmettere i dati all’Amministrazione finanziaria occorre ricostruire l’intero percorso fiscale della prestazione, partendo dal contributo che finanzia il sistema di assistenza fino ad arrivare al rimborso riconosciuto al lavoratore.
Se il contributo ha già beneficiato di una deduzione, di una detrazione o di un’esclusione dalla formazione del reddito, la comunicazione dei rimborsi assume una funzione essenziale per impedire che la medesima spesa produca un ulteriore vantaggio fiscale.
Al contrario, quando nessun beneficio fiscale è stato riconosciuto al contribuente in relazione ai contributi, il rimborso può riguardare una spesa che continua a essere considerata fiscalmente a suo carico. In tale circostanza, secondo la risposta n. 178/2026, l’ente bilaterale non deve trasmettere i dati delle spese sanitarie rimborsate.
Il chiarimento offre quindi un criterio preciso per distinguere le diverse situazioni e conferma che, nell’ambito della trasmissione delle informazioni sanitarie, il trattamento fiscale dei contributi rappresenta l’elemento determinante.


SICILIATV
Protezione civile, i ragazzi di On The Road si esercitano tra Crocca e fiume Naro

Una giornata formativa sul campo organizzata dal Libero Consorzio di Agrigento. Simulazioni di emergenze idrogeologiche e antincendio per conoscere da vicino il sistema di protezione civile
I giovani partecipanti al progetto On The Road hanno vissuto una giornata di formazione pratica insieme all’Ufficio di Protezione Civile del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. L’iniziativa ha portato i ragazzi a confrontarsi direttamente con uomini, mezzi e procedure operative in situazioni simulate di emergenza. Dalla sala operativa del Libero Consorzio alla foce del fiume Naro, passando per il bivio Crocca, i partecipanti hanno potuto osservare come funziona concretamente il sistema di protezione civile sul territorio provinciale.
Il progetto, promosso dal Ministero dell’Interno d’intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si realizza attraverso un protocollo con l’associazione Ragazzi On The Road APS. Ad accogliere i giovani nella sala operativa del Libero Consorzio sono stati il presidente Giuseppe Pendolino, il dirigente del Settore Ambiente Achille Contino e il responsabile dell’Ufficio di Protezione Civile Marzio Tuttolomondo. Inoltre, era presente anche l’ideatore del format, Alessandro Invernici.
Simulazioni pratiche di emergenze idrogeologiche per i ragazzi di On The Road
La prima fase della giornata si è svolta nella sala operativa del Libero Consorzio. Qui i ragazzi hanno appreso il funzionamento delle procedure attivate durante le diverse situazioni di emergenza. Successivamente, la teoria ha lasciato spazio alla pratica con una simulazione di allagamento che ha previsto l’utilizzo della pompa idrovora. I partecipanti hanno così potuto osservare da vicino una delle attività necessarie in caso di eventi meteorologici intensi.
Il gruppo si è quindi trasferito sulla strada provinciale 3-B, in corrispondenza del bivio Crocca. Qui si è svolta una simulazione più articolata che prevedeva un progressivo peggioramento delle condizioni meteorologiche. Gli operatori hanno mostrato come viene seguito il rischio idrogeologico attraverso i sistemi di monitoraggio installati sul territorio. Particolare attenzione è stata dedicata alla centralina posizionata sul ponte della provinciale, strumento attraverso il quale vengono acquisiti dati utili al monitoraggio e all’allertamento.
Dimostrazione antincendio alla foce del fiume Naro
L’attività formativa si è conclusa alla foce del fiume Naro. In questa località gli operatori hanno illustrato il funzionamento del modulo antincendio e le procedure per utilizzarlo in condizioni di sicurezza. Anche in questo caso non è mancata la dimostrazione pratica, con una simulazione di intervento per lo spegnimento di un incendio. A completare l’esperienza è stata la dimostrazione dell’utilizzo del drone del Libero Consorzio, strumento che può supportare le attività di osservazione e controllo del territorio.
Il percorso ha portato dunque i partecipanti fuori dalle aule e direttamente nei luoghi in cui la Protezione civile opera quotidianamente. I giovani hanno potuto entrare in contatto con situazioni simulate ma costruite sulle reali modalità di intervento. Le esercitazioni hanno alternato momenti teorici e attività pratiche, consentendo ai ragazzi di comprendere concretamente il funzionamento del sistema di protezione civile provinciale.
Le parole del presidente Pendolino sull’esperienza formativa
Il presidente del Libero Consorzio Giuseppe Pendolino si è dichiarato estremamente soddisfatto del coinvolgimento dell’ente in questo progetto. Infatti, secondo Pendolino è importante diffondere tra i giovani la cultura della sicurezza, e questo non può prescindere dall’esperienza sul campo. Per il presidente l’esperienza ha rappresentato anche un’occasione per trasmettere ai ragazzi il valore della collaborazione e della responsabilità.
Pendolino ha sottolineato di aver visto i partecipanti molto interessati alle attività dell’Ufficio di Protezione Civile. Li ha osservati coinvolti nelle situazioni di emergenza che occorre affrontare con regole ben precise. Tali regole aiutano non solo a svolgere meglio questo lavoro, ma anche a sviluppare il senso del bene comune. Perciò l’iniziativa rappresenta un’opportunità formativa concreta per avvicinare i giovani alle tematiche della sicurezza e della gestione delle emergenze.
Il protocollo territoriale del progetto On The Road
On The Road è promosso e coordinato dalla Prefettura di Agrigento attraverso un protocollo territoriale che coinvolge diverse istituzioni e organizzazioni della provincia. Queste realtà sono impegnate nella sicurezza e nella gestione delle emergenze sul territorio provinciale. Nel progetto partecipano, tra gli altri, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia locale, Vigili del Fuoco, Capitaneria di Porto, sistema di emergenza sanitaria e Protezione civile.
Il protocollo consente di offrire ai giovani partecipanti un’esperienza formativa completa e multidisciplinare. Inoltre, permette di valorizzare le competenze e le risorse presenti sul territorio provinciale in materia di sicurezza. La collaborazione tra diverse istituzioni rappresenta un elemento distintivo dell’iniziativa, che punta a formare cittadini consapevoli e responsabili di fronte alle situazioni di emergenza. Attraverso questo percorso i ragazzi acquisiscono conoscenze pratiche e teoriche sul funzionamento del sistema integrato di protezione civile.



GIORNALE DI SICILIA
Nasce il partito dei sindaci, Paolo Amenta: portiamo le istanze del territorio

Dai municipi alla politica nazionale. Nasce Sindaci d’Italia, il progetto che punta a riunire amministratori di diverso colore politico di piccole realtà presenti nel Paese e a trasformare le istanze dei territori in una nuova rappresentanza. Lo statuto è stato firmato oggi; domani a Roma si terrà il debutto pubblico, con una conferenza stampa alle 10 nella Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro.
«Stiamo provando a metterci insieme, a non delegare più ad altri. Nasce il partito dei sindaci, con una rappresentanza di tutto il territorio nazionale», spiega Paolo Amenta, sindaco di Canicattini Bagni e presidente di Anci Sicilia, tra i promotori del movimento, indicando che l’ambizione far emergere «una classe dirigente che viene dai territori», abituata a misurarsi «ogni giorno con i problemi concreti» delle comunità locali.
Attorno al progetto si sono già accese le attenzioni della politica. E sulle indiscrezioni che indicano in Fratelli d’Italia una possibile sponda, Amenta non chiude ma rinvia la partita delle alleanze. «Ognuno prova a giocarci su, ma al momento nessuna scelta è stata fatta», assicura, precisando tuttavia che il nuovo partito dovrà essere «appoggiato» da forze nazionali. Prima, però, viene la costruzione del progetto: "Intanto lanciamolo e vediamo cosa viene fuori», spiega.
La prima uscita pubblica romana è promossa dall’associazione degli ex parlamentari insieme a Sindaci d’Italia. Dopo i saluti del presidente dell’associazione Pino Soriero, interverranno lo stesso Amenta ed Ernesto Magorno, già sindaco di Diamante e che è stato senatore del Pd e poi di Iv, che ha però lasciato tempo fa.




GIORNALE DI SICILIA
Sicurezza stradale, giovani sul campo con Anas: attestati per il progetto «On the Road».

Il percorso ha previsto anche una visita al viadotto Maddalusa, occasione per approfondire i temi della manutenzione delle infrastrutture.
Rafforzare la collaborazione con le istituzioni e il dialogo con le nuove generazioni, individuando nella formazione e nella prevenzione due strumenti fondamentali per diffondere una maggiore cultura della sicurezza sulle strade. Si è conclusa con la consegna degli attestati di partecipazione l’edizione 2026 di “On the Road”, il progetto dedicato alla sicurezza stradale, alla legalità e alla cittadinanza responsabile che ha coinvolto un gruppo di giovani in un percorso tra formazione ed esperienze sul campo. La cerimonia finale si è svolta sabato 3 ottobre. A consegnare gli attestati è stato il personale Anas che ha affiancato i ragazzi durante le diverse attività, illustrando compiti e responsabilità di chi ogni giorno opera sulla rete stradale per garantire la sicurezza della circolazione.
L'iniziativa, coordinata sul piano istituzionale dalla Prefettura di Agrigento, ha permesso ai partecipanti di entrare direttamente in contatto con le attività legate alla gestione della viabilità e alla tutela degli utenti. Tra le esperienze proposte anche un collegamento con la Sala Operativa Territoriale, durante il quale i giovani hanno potuto conoscere i sistemi utilizzati per il monitoraggio della circolazione e il coordinamento degli interventi. I partecipanti sono stati inoltre coinvolti nella simulazione dell'allestimento di un cantiere per interventi di emergenza.
Il percorso ha previsto anche una visita al viadotto Maddalusa, occasione per approfondire i temi della manutenzione delle infrastrutture, della segnalazione delle situazioni di pericolo e delle misure adottate per proteggere sia gli utenti della strada sia gli operatori impegnati negli interventi. Particolarmente significativa, secondo Anas, è stata la partecipazione dei ragazzi, che hanno seguito le attività mostrando interesse per il lavoro svolto dagli operatori e per le responsabilità connesse alla sicurezza stradale.



LENTEPUBBLICA.IT

Posizioni organizzative negli enti locali "a discrezione" del datore di lavoro

Con l’ordinanza 11353/2025, la Sezione Lavoro della Cassazione è tornata a pronunciarsi sul tema delle posizioni organizzative all’interno degli enti locali, fornendo un’importante interpretazione in merito alla discrezionalità riconosciuta al datore di lavoro pubblici nella loro gestione.In un recente pronunciamento, la Corte di Cassazione interviene su un tema cruciale per il funzionamento della macchina amministrativa, offrendo chiarimenti che interessano da vicino enti locali e dipendenti pubblici. L’ordinanza affronta aspetti decisivi della gestione del personale, con particolare attenzione a un ambito spesso oggetto di interpretazioni discordanti. Un contributo rilevante per comprendere meglio diritti, doveri e margini di manovra nella pubblica amministrazione.Assegnazione delle posizioni organizzative negli enti locali: sono “a discrezione” del datore di lavoroLa Suprema Corte ha ribadito che l’attivazione delle posizioni organizzative – secondo quanto previsto dall’articolo 9 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del 31 marzo 1999 – rappresenta una possibilità, non un obbligo per l’amministrazione. In altri termini, la scelta di istituire questi incarichi, che comportano specifiche responsabilità gestionali e organizzative, rientra nella libertà decisionale del datore pubblico e deve essere formalizzata attraverso un provvedimento scritto e motivato.
Anche l’eventuale rinnovo dell’incarico, alla scadenza del periodo stabilito, non è automatico: la sua conferma, infatti, dipende da una nuova valutazione da parte dell’ente, che dovrà esprimersi nuovamente con un atto formale motivato. L’incarico è quindi sempre a termine, con durata limitata nel tempo, e non può trasformarsi in una funzione stabile o permanente.I compensi che spettano al dipendenteLa Corte ha inoltre precisato che al dipendente incaricato spettano due tipi di compenso:una retribuzione legata alla posizione ricopertae un’ulteriore componente premiale, collegata ai risultati conseguiti.Tuttavia, qualora si renda necessaria una revoca anticipata dell’incarico – circostanza che può verificarsi solo per riorganizzazioni interne oppure per accertate carenze nei risultati – questa deve anch’essa essere disposta per iscritto e adeguatamente motivata.
La revoca comporta il venir meno degli emolumenti aggiuntivi e il ritorno del dipendente alle funzioni proprie del suo profilo contrattuale di base.Valorizzazione delle cosiddette “alte professionalità”Un ulteriore passaggio dell’ordinanza riguarda la valorizzazione delle cosiddette “alte professionalità”, disciplinate dall’articolo 10 del CCNL 2002-2005. Secondo la Corte, anche in questo caso si applicano le stesse regole previste per le posizioni organizzative, in particolare quelle contenute nell’articolo 8 del CCNL 1999: la decisione di confermare o meno gli incarichi già attribuiti resta comunque una scelta a discrezione del datore di lavoro pubblico.Le conclusioni dei giudiciIn sintesi, la Cassazione ha tracciato un quadro chiaro: la gestione delle posizioni organizzative negli enti pubblici è guidata da criteri di opportunità e da un potere decisionale non vincolato, purché ogni atto sia motivato e tracciabile. Una precisazione che rafforza il principio secondo cui tali incarichi devono essere intesi come strumenti gestionali flessibili e non come diritti soggettivi dei singoli lavoratori.

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