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Rassegna stampa del 6 ottobre 2026

 


AGRIGENTOOGGI
“On The Road”, Agrigento unita per la sicurezza stradale

Agrigento, “On The Road” porta in strada la cultura della sicurezza: presente anche EgoGreen
Istituzioni, forze dell’ordine, Protezione civile e realtà del territorio insieme per sensibilizzare soprattutto i più giovani. Tra le attività anche simulazioni, prove di guida sicura e il simulatore ACI 
AGRIGENTO – Sicurezza stradale, prevenzione e conoscenza dei comportamenti corretti da adottare nelle situazioni di emergenza. Ha fatto tappa ad Agrigento il progetto “On The Road”, promosso dal Ministero dell’Interno d’intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’ambito del protocollo con l’associazione “Ragazzi On The Road” APSe coordinato sul territorio dalla Prefettura di Agrigento.
Un’iniziativa che ha coinvolto istituzioni, forze dell’ordine e organismi impegnati quotidianamente sul fronte della sicurezza: Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia locale, Vigili del Fuoco, Capitaneria di Porto, sistema dell’emergenza sanitaria e Protezione civile.
Tra gli enti coinvolti anche il Comune di Agrigento, che ha sottoscritto il protocollo d’intesa con la Prefettura, l’associazione Ragazzi On The Road, l’Asp e gli altri soggetti aderenti al progetto. L’amministrazione comunale ha partecipato alle attività anche attraverso la Polizia locale. Per il Comune è stata inoltre designata una referente del progetto, mentre l’iniziativa è stata seguita dall’assessore comunale Cipolla.
Una parte delle attività ha visto protagonisti i ragazzi del progetto, guidati dall’ideatore del format Alessandro Invernici, accolti nella sala operativa della Protezione civile del Libero Consorzio comunale di Agrigento. Ad accoglierli il presidente Giuseppe Pendolino, il dirigente del settore Ambiente Achille Contino e il responsabile dell’Ufficio di Protezione civile Marzio Tuttolomondo.
Dalla spiegazione del funzionamento della sala operativa si è passati alle esercitazioni sul campo: utilizzo della pompa idrovora e simulazioni di allagamento, monitoraggio del rischio idrogeologico sulla provinciale 3-B e, alla foce del fiume Naro, dimostrazioni sull’impiego del modulo antincendio e del drone del Libero Consorzio.
«È importante diffondere tra i ragazzi la cultura della sicurezza – ha sottolineato Giuseppe Pendolino – e questo non può prescindere dall’esperienza sul campo».
Nell’ambito delle iniziative di “On The Road” si è svolta anche una giornata dedicata in particolare alla sicurezza stradale e alla sensibilizzazione dei cittadini, con la partecipazione dell’Automobile Club Agrigento e delle istituzioni del territorio. Presenti, tra gli altri, il prefetto Salvatore Caccamo, il questore Tommaso Palumbo e il presidente dell’ACI Agrigento, avvocato Bellanca.
Tra le esperienze proposte anche il simulatore di guida ACI Ready2Go e il test con speciali occhiali capaci di simulare condizioni che alterano la percezione, strumenti pensati per far comprendere concretamente quanto possa diventare pericolosa la guida quando vengono meno attenzione e piena capacità di controllo del veicolo.
Alla manifestazione ha preso parte anche EgoGreen, presente con un proprio spazio informativo e il team aziendale, che ha incontrato cittadini e visitatori durante la giornata. L’azienda ha inoltre distribuito gadget ai partecipanti, affiancando le attività di sensibilizzazione promosse nel corso dell’evento.
Per il presidente di EgoGreen, Marcello Giavarini, la partecipazione si inserisce nella volontà dell’azienda di mantenere un rapporto diretto con il territorio: «Essere presenti significa stare vicino alle persone, ascoltare le loro esigenze e contribuire alle iniziative che promuovono sicurezza, consapevolezza e benessere della comunità».
Giavarini ha quindi rivolto un ringraziamento all’Automobile Club Agrigento, alle istituzioni e a quanti hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa.
Una manifestazione che ha così messo insieme esperienze diverse attorno a un obiettivo comune: trasformare la sicurezza, soprattutto quella stradale, da semplice insieme di regole a cultura e consapevolezza quotidiana.



AGRIGENTONOTIZIE
Porto di Akragas, nuova data dopo il nubifragio: ecco quando sarà inaugurato il percorso museale

Appuntamento al ponte di Maddalusa. Recuperati i locali dell’ex Focetta con una sala espositiva e una immersiva. Confermato lo spettacolo “Akragas il fiume degli Dei” con attori e droni
Dopo lo stop imposto dal nubifragio del 19 settembre, il percorso museale del porto di Akragas ha una nuova data per l’inaugurazione. L’appuntamento è fissato per giovedì 8 ottobre alle 17,30 al ponte di Maddalusa, a San Leone. Confermato anche lo spettacolo finale “Akragas il fiume degli Dei” di Daniele Salvo, con un suggestivo “dialogo” tra attori e gli dei rappresentati dai droni.
Il precedente appuntamento era stato rinviato a causa delle intense precipitazioni e del rischio di esondazione del fiume Akragas, mentre il maltempo provocava danni e disagi in diverse zone di Agrigento.
Il progetto, ideato e realizzato dal Libero consorzio comunale con fondi regionali, ha consentito di riqualificare il tratto costiero di contrada Maddalusa e la foce del fiume. L’intervento restituisce alla fruizione un’area che versava in condizioni di degrado, con un itinerario che racconta la storia della colonia di Akragas attraverso il suo porto antico.
Il percorso pedonale parte dal ponte di Maddalusa e segue le sponde del fiume comprendendo anche un piccolo anfiteatro. I pannelli accompagnano i visitatori nella storia del porto a partire dagli ecisti, i capi delle spedizioni che fondavano nuove colonie greche. Su disegno di Stefano Medas, archeologo navale dell’Università di Bologna, è stata ricostruita la sagoma del pentecontoro, la nave da perlustrazione che per prima solcò il fiume Akragas.
L’antico porto di Akragas torna a vivere: percorso lungo il fiume e spettacolo di droni per l’inaugurazione
La riqualificazione valorizza anche gli aspetti naturalistici della foce, con spazi attrezzati per il birdwatching, e permette ai residenti di riscoprire il legame della città con il mare.
Dell’intervento fa parte il recupero dei locali dell’ex Focetta rimasti chiusi per anni. Negli anni Sessanta erano un luogo di divertimento e di serate musicali che ospitarono anche i grandi protagonisti della musica italiana di allora. All'inizio degli anni 2000 la “Focetta” era stata recuperato diventando, per un paio di stagioni estive, una discoteca. Oggi questi spazi accolgono una sala espositiva, con il diorama del porto realizzato da Roberto Vanadia e altre informazioni, e una sala immersiva con attrazioni per visitatori e turisti.
Il museo all’aperto punta anche ad arricchire l’offerta turistica e a favorire soggiorni più lunghi in città, dove la permanenza media, secondo quanto riportato dal Libero consorzio, è attualmente di poco superiore a un giorno.
“L’inaugurazione è solo il punto di partenza di un percorso che restituisce ai cittadini un pezzo di storia della città e che, ne siamo certi, contribuirà ad arricchire l’offerta turistica”, afferma il presidente Giuseppe Pendol
ino. La cerimonia prevede i saluti di Pendolino e del prefetto Salvatore Caccamo. I dettagli del progetto saranno illustrati da Achille Contino, dirigente del settore Turismo del Libero consorzio, e da Vera Greco, già direttrice del Parco archeologico Naxos Taormina. Sono previsti anche gli interventi del sindaco Michele Sodano, dell’assessore regionale al Territorio Giusi Savarino e dell’assessore regionale ai Beni culturali Francesco Scarpinato.



QDS
Variazioni di bilancio, il governo deposita gli emendamenti: “Altri 150 milioni per imprese, lavoro e servizi”

Ecco le misure previste da Palazzo d’Orleans per cittadini e imprese
Il governo Schifani ha appena depositato in Ars gli emendamenti al disegno di legge di variazione di bilancio. A disposizione ci sono ulteriori 150 milioni di euro, frutto di un riconoscimento da parte dello Stato, in particolare del ministero dell’Economia e delle finanze, che ha sancito nuove spettanze alla Regione.
Schifani: “Ars approvi le misure: aiuti concreti per cittadini e imprese”
“Insieme all’assessore all’Economia, Alessandro Dagnino, che ringrazio per il lavoro svolto, – dichiara il presidente della Regione, Renato Schifani – abbiamo fatto sintesi delle iniziative dei deputati della maggioranza e di alcune proposte delle opposizioni. Ne è nata una manovra che tiene conto delle esigenze dei territori e del mondo produttivo: sosteniamo chi produce e assume, aiutiamo i settori più esposti all’aumento dei costi e investiamo sui servizi e sui giovani. Il confronto politico deve servire a questo, a dare risposte ai siciliani. Ora chiediamo all’Ars di approvare queste misure, perché le risorse ottenute si traducano in benefici concreti per cittadini e imprese”.
50 milioni di euro per l’agricoltura
Una parte significativa degli interventi riguarda l’agricoltura, con quasi 50 milioni di euro: dieci per la distillazione straordinaria, venti a sostegno del comparto del grano e diciannove per le cantine sociali. A queste misure si affiancano trenta milioni contro il caro gasolio, con quindici milioni per Ncc, autobus e taxi, dieci per il gasolio agricolo e cinque per la pesca, alleggerendo i costi che pesano sull’attività delle imprese.
Gli aiuti per la decontribuzione e i servizi essenziali
Il sostegno al sistema produttivo si lega alle politiche per l’occupazione. Gli emendamenti ampliano la platea dei beneficiari degli aiuti alla decontribuzione e portano il contributo per le nuove assunzioni dal 10 al 20 per cento, elevandolo al 25 per cento per chi assume giovani. Sul versante dei servizi essenziali, alle misure già varate per Aica e Ati Trapani si aggiunge un intervento da ventidue milioni per il settore idrico: dieci milioni per l’Ati Catania, sei per l’Ati Siracusa e sei per Iblea Acque. Altri ventidue milioni sono previsti per le Asp, destinati all’acquisto di attrezzature sanitarie.
Le misure per i giovani
L’attenzione ai giovani passa anche dalle condizioni in cui studiano e dal riconoscimento dell’impegno universitario. Sono previsti sedici milioni per la climatizzazione delle scuole e tre milioni per il reddito di merito, rivolto agli studenti universitari con una media di almeno 29.
Tre milioni per il crollo di Pistunina, un milione per la pulizia dei terreni incolti a favore dei Comuni
Gli emendamenti affrontano inoltre le esigenze di recupero e prevenzione nei territori. Tre milioni sono destinati alla bonifica dell’area di Pistunina, a Messina, dove lo scorso luglio è crollata una palazzina. Un milione alimenterà invece un fondo di rotazione a favore dei Comuni per la pulizia dei terreni incolti, a sostegno della prevenzione degli incendi.



SCRIVOLIBERO
Libero consorzio, disponibili le Carte Postepay per le borse di studio agli aventi diritto

Sono disponibili presso qualsiasi Ufficio postale, le Carte Postepay valevoli come Borse di studio per l’anno scolastico 2025/2026, per le famiglie degli studenti beneficiari individuati dalla Regione.
A darne notizia è il presidente del Libero Consorzio comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino.
Per riscuotere la borsa di studio, è necessario recarsi presso qualsiasi Ufficio Postale muniti di un documento identificativo in corso di validità e del codice fiscale, sia dello studente beneficiario che del genitore in caso di beneficiario minorenne, chiedendo la consegna della Carta Postepay Borsa di Studio.
“Con questa Carta – aggiunge la dirigente del Settore Pubblica Istruzione del Libero Consorzio comunale di Agrigento, dott.ssa Maria Antonietta Testone – si potrà utilizzare l’importo assegnato per gli acquisti online e nei negozi fisici dedicati all’acquisto di libri di testo, per la mobilità e il trasporto oltre che per l’accesso a beni e servizi di natura culturale come cinema, teatri e musei”.
La Carta Postepay Borsa di Studio, è abilitata ai soli acquisti negli esercizi commerciali fisici e online convenzionati con il circuito Visa ed è utilizzabile presso gli ATM Postamat per la sola verifica del saldo e della lista movimenti della stessa.



SCRIVOLIBERO
Giovedì 8 ottobre inaugurazione del percorso museale del porto di Akragas

Sarà inaugurato giovedì prossimo, 8 ottobre alle ore 17:30 al ponte di Maddalusa (San Leone) il percorso museale del porto di Akragas, progetto ideato e realizzato dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento.
L’evento, atteso da tempo, come si ricorderà era in programma lo scorso 19 settembre, quando un violento e inatteso nubifragio, oltre ad arrecare notevoli danni alla città e disagi a molti cittadini, costrinse il Libero Consorzio ad annullare e rinviare tutto a nuova data. Il percorso renderà finalmente fruibile un’area ricca di storia, che si presenta con un nuovo look grazie al progetto di riqualificazione paesaggistico-ambientale, valorizzazione e fruizione del tratto costiero di contrada Maddalusa e della foce del fiume Akragas. Un progetto finanziato con fondi regionali che ha consentito di riqualificare una zona che versava in uno stato di degrado, creando un percorso museale che racconta la storia della colonia di Akràgas attraverso la vita del suo porto antico. L’inaugurazione prevede i saluti del Presidente del Libero Consorzio di Agrigento Giuseppe Pendolino e del Prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo, mentre i dettagli del progetto saranno illustrati da Achille Contino, Dirigente del Settore Turismo del Libero Consorzio, e da Vera Greco, già Direttrice del Parco Archeologico Naxos Taormina. Previsti anche gli interventi del Sindaco di Agrigento Michele Sodano, dell’Assessore Regionale al Territorio Giusi Savarino e dell’Assessore Regionale ai Beni Culturali Francesco Scarpinato. L’iniziativa da un lato consente ai residenti di riscoprire la memoria delle proprie origini rafforzando il legame identitario con il mare, valorizzando la foce dal punto di vista naturalistico (previsti spazi attrezzati per il birdwatching). Anche il recupero dei locali dell’ex Focetta, rimasti chiusi per troppi anni, riporta alla memoria i fasti degli anni ’60 di una città che in pieno boom economico aveva scoperto non solo la voglia di divertirsi ma anche di assistere a serate musicali di altissimo livello, nelle quali si esibirono anche vere e proprie stelle della musica italiana di allora. Oggi quei locali sono destinati al percorso, che all’esterno consente di ripercorrere la storia del porto a partire alle figure degli ecisti (i capi spedizione dei fondatori di nuove colonie greche) mediante pannelli lungo il percorso museale. Su disegno dell’archeologo navale prof. Stefano Medas, dell’Università di Bologna, è stato possibile ricostruire la sagoma del pentecontoro, la nave da perlustrazione che per prima ha solcato il fiume Akragas. All’interno dei locali dell’ex Focetta, invece, si trovano la sala espositiva, con il diorama del porto realizzato da Roberto Vanadia e varie altre informazioni, e la sala immersiva, con diverse attrazioni per visitatori e turisti, per i quali questo vero e proprio museo all’aperto rappresenterebbe un ulteriore stimolo per allungare la permanenza in città, oggi purtroppo limitata in media a poco più di un giorno.
“L’inaugurazione è solo il punto di partenza di un percorso che restituisce ai cittadini un pezzo di storia della città” afferma il Presidente Pendolino “e che, ne siamo certi, contribuirà ad arricchire l’offerta turistica”. Confermato per giovedì prossimo anche il suggestivo spettacolo finale, “Akragas il fiume degli Dei” di Daniele Salvo, nel quale gli attori protagonisti dialogheranno con gli dei rappresentati dai droni.



LENTEPUBBLICA
Aggiudicazione negli appalti: la graduatoria non è un elastico per correggere la gara a piacimento

Non basta arrivare alla fine, aprire le buste, sommare i punteggi, guardare chi è primo e poi, se qualcosa non piace, rimettere mano alla graduatoria come se fosse una bozza di verbale ancora in cerca di ispirazione. L’aggiudicazione è il punto terminale di una sequenza procedimentale complessa, governata da regole precise, criteri predeterminati, scansioni vincolate e principi che non tollerano improvvisazioni tardive. In altri termini, la gara non è un laboratorio creativo dove la stazione appaltante può sperimentare fino a quando non trova il risultato più rassicurante.
Nel d.lgs. 36/2023 la fase finale della procedura assume un rilievo marcato, perché si colloca all’incrocio tra principio del risultato, tutela della concorrenza, trasparenza, stabilità degli esiti e responsabilità della stazione appaltante. Il Codice individua due criteri di aggiudicazione: il prezzo più basso e l’offerta economicamente più vantaggiosa. Il primo conserva uno spazio applicativo specifico, specialmente per servizi e forniture con caratteristiche standardizzate o condizioni definite dal mercato, con l’eccezione dei servizi ad alta intensità di manodopera, nonché nelle procedure negoziate sotto soglia ai sensi dell’art. 50, comma 4. Ma la direzione sistematica è evidente: il baricentro ordinario è l’offerta economicamente più vantaggiosa, cioè il criterio che impone di guardare alla qualità prima ancora che al prezzo.
Questo non significa che il prezzo scompaia. Significa, più correttamente, che nell’offerta economicamente più vantaggiosa l’elemento economico non può cannibalizzare la valutazione tecnica. Il d.lgs. 36/2023 non riproduce più il limite legislativo rigido del 30 per cento del punteggio economico che caratterizzava l’impianto precedente, ma ciò non autorizza stazioni appaltanti nostalgiche del massimo ribasso travestito da qualità a costruire griglie nelle quali il prezzo diventa il vero dominus della procedura. La qualità deve restare prevalente, e i criteri qualitativi devono essere predeterminati nella documentazione di gara in modo tale da garantire concorrenza effettiva, trasparenza e controllabilità della valutazione. Una OEPV senza reale prevalenza qualitativa è spesso solo un massimo ribasso con giacca e cravatta.
Come devono essere costruiti i criteri di aggiudicazione
Il punto è particolarmente delicato perché la stazione appaltante, nel costruire la legge di gara, deve evitare due errori speculari. Il primo è appiattire la qualità su formule vaghe, prive di reale capacità selettiva: “migliore organizzazione”, “maggiore efficienza”, “qualità del servizio”, “innovazione”, senza parametri misurabili e senza subcriteri intellegibili. Il secondo è costruire criteri talmente minuziosi e rigidi da trasformare la discrezionalità tecnica della commissione in un esercizio automatico, o peggio in una griglia ritagliata sul prodotto, sul servizio o sull’operatore desiderato. Il criterio di aggiudicazione serve a selezionare la migliore offerta, non a fingere una valutazione dopo avere già deciso chi deve vincere.
In questo quadro assumono rilievo i criteri premiali previsti dall’art. 108, comma 7, per gli affidamenti sotto soglia. Il Codice consente alle stazioni appaltanti di introdurre elementi premiali finalizzati a favorire la partecipazione delle piccole e medie imprese, valorizzare la prossimità territoriale quando la prestazione lo richieda per una gestione efficiente, promuovere la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra negli appalti di forniture o misti e incentivare la parità di genere attraverso il possesso della relativa certificazione.
La norma è interessante, ma pericolosa se letta con entusiasmo superficiale. Il criterio premiale non è una mancia di punteggio. Non è il luogo in cui la stazione appaltante inserisce preferenze amministrative, territoriali o valoriali senza verificare compatibilità, proporzionalità e attinenza con l’oggetto dell’affidamento. Premiare non significa decorare la gara con buone intenzioni. Significa attribuire un vantaggio competitivo a chi presenta una caratteristica oggettivamente rilevante, verificabile e coerente con la prestazione.
Il criterio della prossimità territoriale è l’esempio più insidioso. Il legislatore consente di valorizzare la sede operativa nell’ambito territoriale di riferimento per prestazioni dipendenti dal principio di prossimità, ma avverte che ciò deve avvenire nel rispetto del diritto dell’Unione, della parità di trattamento, della non discriminazione, della trasparenza e della proporzionalità. Tradotto dal linguaggio normativo: la prossimità può servire quando è funzionale all’esecuzione, non quando è un modo elegante per premiare chi sta dietro l’angolo. Se il servizio richiede reperibilità immediata, interventi tempestivi, presenza operativa stabile, presidio territoriale effettivo, la localizzazione può avere senso. Se invece diventa un punteggio identitario per favorire l’operatore locale, la gara smette di essere pubblica e diventa condominiale.
Prossimità territoriale e avvalimento premiale
Non a caso, nella prassi più prudente, la localizzazione della sede operativa viene spesso trattata non come criterio premiale, ma come requisito di esecuzione. È una scelta più pulita quando l’interesse dell’amministrazione non è premiare chi già possiede una sede nel territorio, ma pretendere che l’aggiudicatario sia in grado, al momento dell’esecuzione, di garantire un presidio locale. La differenza è sostanziale: il criterio premiale incide sulla graduatoria; il requisito di esecuzione incide sull’adempimento del contratto. Confondere i due piani significa regalare contenzioso.
Ancora più rilevante è il tema dell’avvalimento premiale sulla certificazione di parità di genere. La giurisprudenza più recente ha ammesso, in termini generali, il ricorso all’avvalimento anche per acquisire punteggio premiale collegato al possesso della certificazione. La logica è coerente con la natura generale dell’avvalimento, istituto che consente all’operatore di utilizzare capacità e risorse altrui per partecipare alla gara e, in determinate condizioni, per migliorare la propria posizione valutativa. Ma l’apertura non legittima l’avvalimento di carta, quello in cui l’ausiliaria presta un certificato come si presta un ombrello e l’ausiliata incassa il punteggio sperando che nessuno chieda come quei valori organizzativi entreranno davvero nell’esecuzione.
Il contratto di avvalimento, in questi casi, deve essere particolarmente concreto. Deve indicare risorse umane e materiali, protocolli organizzativi, piani aziendali, prassi gestionali e know-how specifico che hanno consentito all’ausiliaria di conseguire la certificazione e che vengono messi realmente a disposizione dell’ausiliata. La stazione appaltante deve controllare con rigore, perché l’avvalimento premiale, se meramente cartolare, non promuove la concorrenza: la trucca con il linguaggio dell’inclusione. E la parità di genere non dovrebbe diventare l’ennesima etichetta da allegare alla busta tecnica per prendere punti senza cambiare nulla nella struttura organizzativa dell’offerente.
Arrivati alla graduatoria, occorre evitare un’altra tentazione: considerarla provvisoria per vocazione, modificabile ogni volta che sopravviene un evento, una contestazione, un dubbio, una pressione istruttoria o una diversa sensibilità del RUP. L’art. 108, comma 12, pone invece un argine chiaro. Una volta intervenuta l’aggiudicazione, gli eventi successivi potenzialmente idonei a incidere sulla graduatoria, compresa una pronuncia giurisdizionale, non rilevano ai fini del ricalcolo delle medie né dell’individuazione della soglia di anomalia. La funzione della norma è impedire che la gara, dopo avere prodotto il proprio esito, diventi un meccanismo instabile, continuamente esposto a ricalcoli e riaperture.
La stabilità della graduatoria dopo l’aggiudicazione
La ratio del principio è duplice e concreta. Da un lato, garantisce continuità alla procedura e stabilità agli esiti, evitando che l’amministrazione resti prigioniera di una gara perennemente riapribile. Dall’altro, sterilizza iniziative speculative di operatori non utilmente collocati, interessati non tanto a ottenere il contratto quanto a provocare effetti riflessi sul calcolo della soglia o sulla posizione altrui. La tutela giurisdizionale serve a rimuovere vizi effettivi, non a trasformare la graduatoria in un rompicapo matematico da rielaborare a ogni ricorso.
La giurisprudenza ha chiarito che tale principio non è confinato alle gare al prezzo più basso. Anche nell’offerta economicamente più vantaggiosa occorre stabilità, perché la graduatoria nasce dalla combinazione tra valutazione tecnica e componente economica e non può essere trattata come una fisarmonica amministrativa. L’argomento letterale è solido: la norma non contiene una limitazione espressa al solo criterio del prezzo più basso. L’argomento sistematico lo è ancora di più: la stabilità degli esiti serve in ogni gara, non soltanto in quelle dominate da calcoli aritmetici.
Il passaggio più interessante riguarda però la stazione appaltante. L’invarianza non può valere solo contro gli effetti destabilizzanti provenienti dall’esterno, come una decisione giudiziaria o una contestazione del concorrente, e poi evaporare quando è l’amministrazione a voler rimettere mano alla graduatoria. Sarebbe un paradosso piuttosto curioso: il giudice non può alterare il meccanismo di gara oltre certi limiti, mentre il RUP potrebbe riconvocare la commissione e riscrivere il risultato come se stesse correggendo la scaletta di una riunione. La stabilità degli esiti vincola anche la stazione appaltante.
Proprio in questa prospettiva è stata ritenuta illegittima la condotta del RUP che, dopo il completamento dei lavori della commissione e la formazione della graduatoria, aveva riconvocato la stessa per rinnovare le operazioni di valutazione delle offerte tecniche e riformulare l’esito della procedura. Il punto non è negare in assoluto la possibilità di intervenire su vizi reali. Il punto è impedire che la rivalutazione tecnica diventi manutenzione ordinaria dell’aggiudicazione. La commissione valuta nella fase propria; dopo, eventuali interventi richiedono gli strumenti tipici dell’autotutela, con motivazione, istruttoria, interesse pubblico e rispetto delle garanzie procedimentali.
Rivalutazione delle offerte e limiti dell’autotutela
Esiste, è vero, un orientamento più elastico, secondo cui la stazione appaltante può chiedere alla commissione una nuova valutazione quando ciò sia necessario per correggere effettivamente la graduatoria e individuare la migliore offerta. Ma anche questa impostazione non autorizza scorciatoie. L’autotutela non è il pulsante “annulla e riprova” della gara pubblica. È esercizio tipico di potere, sottoposto a presupposti rigorosi. Se vi è un vizio sostanziale, lo si affronta con gli strumenti corretti. Se invece vi è solo l’insoddisfazione per l’esito, la graduatoria non può diventare plastilina.
Il principio del risultato, poi, non può essere usato come passepartout per ogni soluzione comoda. Esso non autorizza esclusioni inutilmente punitive, come dimostra l’orientamento che ha censurato l’annullamento in autotutela di un’aggiudicazione per un’irregolarità della polizza fideiussoria prontamente sanata dal concorrente risultato primo, valorizzando l’interesse pubblico sostanziale alla conservazione dell’offerta più conveniente. Ma il risultato non giustifica neppure la riscrittura postuma della graduatoria. Il risultato è legalità efficace, non efficacia senza legalità.
La sintesi operativa per le stazioni appaltanti è netta. Occorre scegliere il criterio di aggiudicazione in modo coerente con il Codice, senza camuffare il prezzo più basso da OEPV. Occorre costruire criteri qualitativi realmente selettivi, predeterminati e trasparenti. Occorre usare i criteri premiali con prudenza, evitando premi territoriali discriminatori o certificazioni prestate in avvalimento senza risorse reali. Occorre rispettare la stabilità della graduatoria, perché la gara non può diventare reversibile ogni volta che qualcuno scopre un interesse a ricalcolare. Occorre usare l’autotutela solo quando serve davvero, non come strumento di manutenzione ordinaria dell’esito non gradito.
Il ruolo del RUP nella fase finale della gara
Per il RUP il messaggio è ancora più diretto: la fase finale della gara non è il momento delle invenzioni. È il momento della disciplina. Ogni scelta deve essere tracciata, motivata, coerente con la lex specialis e rispettosa della funzione della commissione. Se la graduatoria è formata, non la si tratta come una bozza. Se i criteri premiali sono stati previsti, li si applica come scritti. Se l’avvalimento premiale è invocato, si controlla la sostanza del contratto. Se emerge un vizio, si usa l’autotutela con serietà, non con la leggerezza di chi pensa che basti riconvocare la commissione per sistemare tutto.
La gara pubblica non è un reality show amministrativo nel quale, dopo il verdetto, si apre il televoto del ripensamento. È una procedura vincolata da regole che devono essere scritte bene prima e rispettate fino alla fine. L’offerta economicamente più vantaggiosa non è una formula magica per attribuire punteggi discrezionali senza controllo. I criteri premiali non sono coriandoli valoriali da lanciare nella lex specialis. La graduatoria non è una plastilina. L’autotutela non è una gomma da cancellare. E il principio del risultato non è il condono universale delle scorciatoie.
Una gara efficiente richiede regole stabili
In conclusione, la fase dell’aggiudicazione richiede una stazione appaltante adulta: capace di progettare criteri seri, valutare con coerenza, premiare solo ciò che è verificabile, rispettare la graduatoria e intervenire sui vizi con strumenti appropriati. Il d.lgs. 36/2023 chiede velocità, certo. Chiede risultato, senza dubbio. Ma chiede anche tecnica, stabilità e responsabilità. Perché una gara che cambia pelle alla fine non è una gara efficiente. È solo una procedura che ha scoperto troppo tardi di non sapere bene cosa voleva premiare.



AGRIGENTONOTIZIE.IT

Borse di studio 2025/2026, disponibili le carte Postepay: come ritirarle e dove utilizzarleGli studenti beneficiari delle scuole superiori possono ottenere la carta in qualsiasi ufficio postale. L’importo assegnato è destinato a libri di testo, trasporti e servizi culturali

Libri di testo, mobilità e trasporti, ma anche cinema, teatri e musei. Sono gli acquisti per i quali gli studenti beneficiari potranno utilizzare le borse di studio dell’anno scolastico 2025/2026, disponibili attraverso le carte Postepay da ritirare in qualsiasi ufficio postale.A comunicarlo è il presidente del Libero consorzio comunale di Agrigento Giuseppe Pendolino. La misura riguarda gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado individuati dalla Regione come aventi diritto.Per ottenere la carta bisogna presentarsi all’ufficio postale con un documento d’identità valido e il codice fiscale dello studente beneficiario. Se lo studente è minorenne, sono necessari anche il documento e il codice fiscale del genitore. Allo sportello occorre chiedere la consegna della “Carta Postepay Borsa di Studio”.“Con questa carta si potrà utilizzare l’importo assegnato per gli acquisti online e nei negozi fisici dedicati all’acquisto di libri di testo, per la mobilità e il trasporto oltre che per l’accesso a beni e servizi di natura culturale come cinema, teatri e musei”, spiega Maria Antonietta Testone, dirigente del settore Pubblica istruzione del Libero consorzio.La carta è abilitata esclusivamente agli acquisti negli esercizi commerciali fisici e online convenzionati con il circuito Visa. Agli sportelli Postamat può essere utilizzata soltanto per verificare il saldo e consultare la lista dei movimenti.Gli studenti e le famiglie che hanno bisogno di assistenza possono inviare segnalazioni all’indirizzo iostudio@istruzione.it. Il servizio non riguarda l’individuazione dei beneficiari e la trasmissione dei relativi atti, che restano di competenza delle Regioni.



GRANDNANGOLOAGRGENTO.IT 
Ecco il porto di Akragas, giovedì l’inaugurazione del percorso musealeIl percorso renderà finalmente fruibile un’area ricca di storia, che si presenta con un nuovo look grazie al progetto di riqualificazione paesaggistico-ambientale, valorizzazione e fruizione del tratto costiero di contrada Maddalusa

Sarà inaugurato giovedì prossimo, 8 ottobre alle ore 17:30 al ponte di Maddalusa (San Leone) il percorso museale del porto di Akragas, progetto ideato e realizzato dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento. L’evento, atteso da tempo, come si ricorderà era in programma lo scorso 19 settembre, quando un violento e inatteso nubifragio, oltre ad arrecare notevoli danni alla città e disagi a molti cittadini, costrinse il Libero Consorzio ad annullare e rinviare tutto a nuova data. Il percorso renderà finalmente fruibile un’area ricca di storia, che si presenta con un nuovo look grazie al progetto di riqualificazione paesaggistico-ambientale, valorizzazione e fruizione del tratto costiero di contrada Maddalusa e della foce del fiume Akragas. Un progetto finanziato con fondi regionali che ha consentito di riqualificare una zona che versava in uno stato di degrado, creando un percorso museale che racconta la storia della colonia di Akràgas attraverso la vita del suo porto antico. L’inaugurazione prevede i saluti del Presidente del Libero Consorzio di Agrigento Giuseppe Pendolino e del Prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo, mentre i dettagli del progetto saranno illustrati da Achille Contino, Dirigente del Settore Turismo del Libero Consorzio, e da Vera Greco, già Direttrice del Parco Archeologico Naxos Taormina. Previsti anche gli interventi del Sindaco di Agrigento Michele Sodano, dell’Assessore Regionale al Territorio Giusi Savarino e dell’Assessore Regionale ai Beni Culturali Francesco Scarpinato. L’iniziativa da un lato consente ai residenti di riscoprire la memoria delle proprie origini rafforzando il legame identitario con il mare, valorizzando la foce dal punto di vista naturalistico (previsti spazi attrezzati per il birdwatching).
Anche il recupero dei locali dell’ex Focetta, rimasti chiusi per troppi anni, riporta alla memoria i fasti degli anni ’60 di una città che in pieno boom economico aveva scoperto non solo la voglia di divertirsi ma anche di assistere a serate musicali di altissimo livello, nelle quali si esibirono anche vere e proprie stelle della musica italiana di allora. Oggi quei locali sono destinati al percorso, che all’esterno consente di ripercorrere la storia del porto a partire alle figure degli ecisti (i capi spedizione dei fondatori di nuove colonie greche) mediante pannelli lungo il percorso museale. Su disegno dell’archeologo navale prof. Stefano Medas, dell’Università di Bologna, è stato possibile ricostruire la sagoma del pentecontoro, la nave da perlustrazione che per prima ha solcato il fiume Akragas. All’interno dei locali dell’ex Focetta, invece, si trovano la sala espositiva, con il diorama del porto realizzato da Roberto Vanadia e varie altre informazioni, e la sala immersiva, con diverse attrazioni per visitatori e turisti, per i quali questo vero e proprio museo all’aperto rappresenterebbe un ulteriore stimolo per allungare la permanenza in città, oggi purtroppo limitata in media a poco più di un giorno. “L’inaugurazione è solo il punto di partenza di un percorso che restituisce ai cittadini un pezzo di storia della città” afferma il Presidente Pendolino “e che, ne siamo certi, contribuirà ad arricchire l’offerta turistica”. Confermato per giovedì prossimo anche il suggestivo spettacolo finale, “Akragas il fiume degli Dei” di Daniele Salvo, nel quale gli attori protagonisti dialogheranno con gli dei rappresentati dai droni.


AGRIGENTOOGGI.IT
Vito Terrana riconfermato presidente della Srr Ato 4 Agrigento provincia Est

Vito Terrana, sindaco di Campobello di Licata, è stato riconfermato presidente della Società per la Regolamentazione del servizio di gestione dei Rifiuti – Srr Ato 4 Agrigento Provincia Est, per il triennio 2026-2029. La nomina è stata deliberata nel corso della riunione del Consiglio di amministrazione, convocato nel pomeriggio di ieri. Nel corso della seduta sono stati inoltre designati la vicepresidente Giordana Bonanno, consigliere comunale di Sant’Angelo Muxaro, e il componente Alessandro Pietro Mallia, sindaco di Realmonte. La riconferma di Terrana rappresenta un segnale di continuità nel percorso avviato dalla società, impegnata nel miglioramento del servizio di gestione dei rifiuti e nel rafforzamento della collaborazione tra i Comuni del territorio.“Ringrazio i componenti del Consiglio di amministrazione per la fiducia rinnovata – dichiara il presidente Vito Terrana –. Accolgo questo incarico con senso di responsabilità e con la consapevolezza delle importanti sfide che attendono la Srr Ato 4 Agrigento Provincia Est. Proseguiremo il lavoro con spirito di condivisione, puntando a rendere il sistema sempre più efficiente, sostenibile e vicino alle esigenze delle comunità- Sarà fondamentale – aggiunge Terrana – consolidare il dialogo con i Comuni soci, migliorare la qualità dei servizi e promuovere una gestione attenta delle risorse pubbliche e della tutela ambientale. Ringrazio la vicepresidente Giordana Bonanno e il componente Alessandro Pietro Mallia per la disponibilità, certo che insieme potremo affrontare con determinazione il nuovo mandato”.











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