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Rassegna stampa dell'8 ottobre 2026

 

AGRIGENTONOTIZIE.IT 
Inaugurazione del percorso museale al fiume Akragas, divieti e modifiche alla viabilità: come muoversi a San Leone
Il provvedimento sarà in vigore dalle 16 di giovedì 8 ottobre fino al termine dell’evento che era stato programmato nelle scorse settimane e poi rinviato per maltempo


Divieti di sosta con rimozione forzata e circolazione temporaneamente interrotta in alcune strade di San Leone. Il Comune ha disposto le modifiche alla viabilità in occasione dell’inaugurazione del percorso museale del porto Akragas in programma giovedì 8 ottobre alle 17,30. Il provvedimento entrerà in vigore dalle 16 e resterà valido fino a cessate esigenze. Il corteo delle autorità partirà dal ponte di via Maddalusa e raggiungerà l'ex locale “La Focetta” dove sono previsti gli interventi istituzionali. Subito dopo l’inaugurazione si svolgerà l’evento “Akragas, il fiume degli dei” che prevede, tra l'altro, uno spettacolo con i droni.
Il divieto di sosta con rimozione forzata riguarderà via Maddalusa nel tratto compreso tra il civico 25 e l’incrocio con via Elio Vittorini. La stessa misura sarà applicata sul lato destro di via Elio Vittorini, all’uscita del ponte, fino all’intersezione con via Nino Savarese.Sarà inoltre vietata la circolazione nel tratto compreso tra l’incrocio di viale Viareggio con via Maddalusa e quello tra via Nino Savarese e via Elio Vittorini. Il passaggio resterà consentito ai residenti, alle persone con disabilità munite di contrassegno, alle forze dell’ordine e alla polizia locale oltre che ai mezzi di soccorso e antincendio, ai taxi e alle vetture Ncc.La polizia locale predisporrà un servizio d’ordine anche per fare rispettare i divieti di sosta già presenti sul lato destro di via Maddalusa. L’entrata in vigore delle disposizioni sarà subordinata all’installazione della segnaletica provvisoria. Le modifiche sono state adottate per garantire la sicurezza stradale, tutelare l’incolumità dei partecipanti e assicurare l’accesso ai mezzi di emergenza durante la manifestazione.

AGRIGENTOOGGI
Aeroporto di Agrigento, l’MPA porta il tema in Consiglio: interrogazione al sindaco Sodano

Alonge, Settembrino, Vaccarello e Vullo chiedono all’amministrazione quale sia la posizione sul progetto e quali iniziative intenda assumere
L’aeroporto di Agrigento torna al centro del confronto politico cittadino. I consiglieri comunali del Movimento per l’Autonomia Dino Alonge, Ilaria Settembrino, Angelo Vaccarello e Marco Vullo hanno protocollato un’interrogazione consiliare indirizzata al sindaco Michele Sodano, chiedendo chiarimenti sul percorso legato alla possibile realizzazione dello scalo.
Al centro dell’iniziativa c’è la posizione dell’amministrazione comunale su un’infrastruttura che l’MPA considera strategica per la mobilità e per le prospettive economiche del territorio. I consiglieri chiedono, in particolare, di conoscere quali iniziative siano state già intraprese e quali siano quelle che l’amministrazione intende mettere in campo.
Nel documento vengono richiamati alcuni degli elementi tecnici già emersi nel dibattito sull’ipotesi aeroportuale. Tra questi, il bacino potenziale di circa 800 mila residenti individuato dallo studio KPMG e la questione dell’accessibilità agli scali aeroportuali, con riferimento ai parametri del Piano nazionale degli aeroporti.
L’MPA cita inoltre una stima di 150 milioni di euro per la realizzazione dell’opera, mettendola a confronto con i costi indicati per alcune infrastrutture stradali e ferroviarie. Nel comunicato diffuso dai consiglieri viene indicato anche in circa cinque anni il tempo necessario per la realizzazione dell’aeroporto.
Il nodo dei flussi turistici e degli altri scali
Tra le argomentazioni portate dai consiglieri c’è anche quella legata al turismo. La Valle dei Templi, secondo i dati richiamati dall’MPA, registra circa 1,5 milioni di visitatori all’anno.
I consiglieri sottolineano inoltre le criticità che, a loro giudizio, interessano gli aeroporti di Catania e Palermo, a partire dalla saturazione degli scali e dal problema del costo dei collegamenti aerei. Nel caso di Catania viene richiamata anche la possibilità di interruzioni dell’operatività legate all’attività dell’Etna.
Per l’MPA, l’insieme di questi fattori rafforzerebbe la necessità di affrontare il tema dell’aeroporto agrigentino in una prospettiva strategica.
Gli studi già finanziati dal Libero Consorzio
L’interrogazione pone l’attenzione anche sulle risorse già investite negli studi relativi al progetto. Secondo quanto riferito dai consiglieri, il Libero Consorzio Comunale di Agrigento avrebbe impegnato complessivamente 467.287 euro per studi e analisi tecniche, dei quali 359 mila euro negli ultimi due anni.
Proprio su questo punto l’MPA chiede maggiore chiarezza, ritenendo necessario verificare lo stato degli approfondimenti effettuati e capire quali possano essere i successivi passaggi istituzionali.
«La città non può restare spettatrice»
L’interrogazione arriva quindi a chiedere al sindaco di esplicitare la posizione dell’amministrazione e di riferire sulle iniziative che intende assumere per sostenere il progetto nei diversi livelli istituzionali.
«Agrigento non può restare spettatrice di decisioni che riguardano il suo futuro», affermano i consiglieri MPA, secondo i quali il territorio avrebbe bisogno di una rappresentanza più incisiva nei tavoli istituzionali nazionali.
Per Alonge, Settembrino, Vaccarello e Vullo, quello dell’aeroporto non è soltanto un tema infrastrutturale, ma una questione che investe mobilità, turismo, competitività e collegamenti del territorio.
Ora la palla passa all’amministrazione comunale, chiamata a chiarire quale sia la propria posizione sul progetto e quali passi intenda eventualmente compiere.



LIVESICILIA
Strade provinciali nel caos, Figuccia: “Servono nuove assunzioni”Il deputato: "Dopo la legge Delrio enti svuotati. I cittadini della provincia non sono di serie B"

 “La Città Metropolitana di Palermo deve tornare ad essere un ente realmente operativo, capace di garantire servizi, manutenzione e sicurezza ai cittadini della provincia. Per questo ho presentato un’interrogazione parlamentare con la quale chiedo al Governo regionale di intervenire affinché venga avviato un piano di nuove assunzioni, a partire dai cantonieri e dal personale tecnico-operativo necessario alla gestione della viabilità provinciale”.
Lo dichiara Vincenzo Figuccia, deputato Questore dell’Assemblea Regionale Siciliana, intervenendo sulle gravi criticità che interessano le strade degli 82 comuni della della città metropolitana di Palermo a causa anche della progressiva riduzione del personale addetto alla manutenzione e al controllo della rete viaria.
Dalla legge Delrio allo svuotamento dell’ente
“Da quando la Regione Siciliana ha recepito il processo di riforma avviato a livello nazionale con la cosiddetta legge Delrio – sottolinea Figuccia – le vecchie Province sono state trasformate e progressivamente svuotate di funzioni, risorse e personale. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: quello che in passato era un ente dotato di uomini, mezzi e capacità di intervento sul territorio è diventato, di fatto, un organismo fortemente depotenziato, che troppo spesso non riesce più a garantire con la necessaria efficienza servizi essenziali ai cittadini».
“I sindaci dei comuni della provincia denunciano giustamente condizioni stradali ormai insostenibili. Buche, dissesti, vegetazione incontrollata, cunette da pulire, segnaletica da ripristinare e situazioni di pericolo richiedono una presenza continua sul territorio. Ma se mancano cantonieri, tecnici e operatori è inevitabile che gli interventi rallentino e che la sicurezza degli automobilisti venga messa a repentaglio”.
Secondo Figuccia, “non è possibile continuare a pretendere efficienza da un ente che negli anni è stato privato proprio degli strumenti necessari per svolgere le proprie funzioni. La tecnologia e i sistemi di monitoraggio possono essere utili, ma non potranno mai sostituire gli uomini che devono controllare le strade, intervenire sui dissesti e garantire una manutenzione quotidiana”.
Con l’interrogazione parlamentare Figuccia chiede quindi al Governo regionale di verificare l’effettiva consistenza dell’organico della Città Metropolitana di Palermo, le carenze presenti nel settore della viabilità e le iniziative che si intendono assumere per consentire all’Ente di rafforzare il proprio personale.
“Non servono assunzioni indiscriminate”
“La Regione deve assumersi la responsabilità politica di accompagnare questo processo – prosegue Figuccia – sollecitando la Città Metropolitana ad avviare nuove assunzioni e individuando, per quanto di propria competenza, strumenti e risorse che consentano di ricostruire una macchina amministrativa e operativa oggi fortemente indebolita. Non chiediamo assunzioni indiscriminate, ma personale commisurato alle reali necessità di un territorio vastissimo. Servono nuovi cantonieri, tecnici e operatori per restituire alla Città Metropolitana quella capacità di intervento che le Province avevano in passato e che oggi si è progressivamente perduta”.
“Chi vive nei comuni della provincia di Palermo non può essere considerato un cittadino di serie B. Ha diritto agli stessi livelli di sicurezza, manutenzione e servizi di chi vive nel capoluogo. Occorre invertire la rotta: restituire funzioni, personale ed efficienza alla Città Metropolitana significa restituire dignità ai territori e soprattutto garantire la sicurezza dei cittadini”, conclude Figuccia.






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