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Rassegna stampa del 9 ottobre 2026

 


LA SICILIA
Agrigento, rinasce l'antico porto di Akragas: aperto il percorso museale tra storia e natura
Dal ponte di Maddalusa alla foce del fiume: allestite sale immersive, pannelli storici e spazi per il birdwatching

C’era una volta il porto di Akragas. Un’iniziativa del Libero Consorzio Comunale tende oggi a riproporre virtualmente la lunga storia dell’antico porto greco, raccontata a partire dalle figure degli ecisti fondatori della colonia e da Pindaro, Empedocle, Tito Livio Cicerone, dal vescovo Gregorio e dal geografo arabo Al Idrisi.
È stato inaugurato il nuovo percorso museale del porto di Akragas, che si snoda, con partenza dal ponte di Maddalusa, sull’argine sinistro del fiume, nel tratto dove il corso d’acqua si getta nel mare. Si tratta di un percorso tra natura e storia, con una serie di pannelli esplicativi lungo la sponda con riportate citazioni e immagini che ricreano i luoghi del passato. A dare il benvenuto ai visitatori è la grande ricostruzione della sagoma del pentecontoro, l’antica imbarcazione a remi adibita a perlustrazioni ma anche utilizzata in caso di guerra, che per prima ha solcato il sacro fiume Akragas. Gran parte del percorso si snoda all’interno della ex Focetta, un tempo locale alla moda frequentato dai giovani dell’Agrigento-bene e che oggi ospita una sala espositiva, con il diorama del porto, e una sala immersiva che permette di rivivere la vita dello scalo portuale, dall’arrivo dei primi coloni fino a quando il porto fù in piena attività e con i templi che già si ergevano sulla collina retrostante. Conclude il percorso una sezione dedicata alla natura con le riproduzioni plastiche degli uccelli che popolano la foce, luogo che rappresenta un ecosistema dove l’acqua dolce incontra quella salata creando un ambiente salmastro ideale per alcuni uccelli acquatici e per la sosta di diverse specie migratorie. Grazie al progetto del Libero Consorzio il lungo fiume potrà poi essere utilizzato per il birdwatching.
«L’obiettivo finale è anche turistico – spiega il dirigente del Libero Consorzio, Achille Contino, - ossia trasformare la foce in un vero e proprio museo all’aperto i cui servizi daranno un reale valore aggiunto alla riscoperta delle vere origini dell’antica colonia».
All’inaugurazione del nuovo percorso museale sono intervenuti il presidente del Libero Consorzio, Giuseppe Pendolino e l’assessore regionale all’Ambiente, Giusy Savarino oltre al sindaco Michele Sodano e alle altre autorità istituzionali.



GRANDANGOLO
Il porto di Akragas torna a vivere, il presidente Pendolino: “Restituito ai cittadini un pezzo di storia della città”

Un nuovo look del tratto costiero di contrada Maddalusa e della foce del fiume Akragas che racconta la storia di Akràgas attraverso la vita del suo porto antico
Inaugurato oggi pomeriggio il percorso museale del porto di Akragas, progetto ideato e realizzato dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Il percorso renderà finalmente fruibile un’area ricca di storia, che si presenta con un nuovo look grazie al progetto di riqualificazione paesaggistico-ambientale, valorizzazione e fruizione del tratto costiero di contrada Maddalusa e della foce del fiume Akragas. Un progetto finanziato con fondi regionali che ha consentito di riqualificare una zona che versava in uno stato di degrado, creando un percorso museale che racconta la storia della colonia di Akràgas attraverso la vita del suo porto antico.
“L’inaugurazione è solo il punto di partenza di un percorso che restituisce ai cittadini un pezzo di storia della città e che, ne siamo certi, contribuirà ad arricchire l’offerta turistica”, ha dichiarato il Presidente del Libero Consorzio di Agrigento, Giuseppe Pendolino a margine della cerimonia che ha visto la partecipazione dell’assessore regionale Giusi Savarino, il prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo, il sindaco di Agrigento, Michele Sodano, e tante altre autorità civili e militari.
L’iniziativa da un lato consente ai residenti di riscoprire la memoria delle proprie origini rafforzando il legame identitario con il mare, valorizzando la foce dal punto di vista naturalistico (previsti anche spazi attrezzati per il birdwatching). Anche il recupero dei locali dell’ex Focetta, rimasti chiusi per troppi anni, riporta alla memoria i fasti degli anni ’60 di una città che in pieno boom economico aveva scoperto non solo la voglia di divertirsi ma anche di assistere a serate musicali di altissimo livello, nelle quali si esibirono anche vere e proprie stelle della musica italiana di allora. Oggi quei locali sono destinati al percorso, che all’esterno consente di ripercorrere la storia del porto a partire alle figure degli ecisti (i capi spedizione dei fondatori di nuove colonie greche) mediante pannelli lungo il percorso museale. Su disegno dell’archeologo navale prof. Stefano Medas, dell’Università di Bologna, è stato possibile ricostruire la sagoma del pentecontoro, la nave da perlustrazione che per prima ha solcato il fiume Akragas. All’interno dei locali dell’ex Focetta, invece, si trovano la sala espositiva, con il diorama del porto realizzato da Roberto Vanadia e varie altre informazioni, e la sala immersiva, con diverse attrazioni per visitatori e turisti, per i quali questo vero e proprio museo all’aperto rappresenterebbe un ulteriore stimolo per allungare la permanenza in città, oggi purtroppo limitata in media a poco più di un giorno.
In programma in serata il suggestivo spettacolo finale, “Akragas il fiume degli Dei” di Daniele Salvo, nel quale gli attori protagonisti dialogheranno con gli Dei rappresentati dai droni.



LENTEPUBBLICA
Le prime anticipazioni sulle misure che faranno parte della Legge di Bilancio 2027

Le prime anticipazioni legge di bilancio 2027 delineano una manovra che potrebbe intervenire su stipendi, imposte, partite IVA e investimenti delle imprese. Il Governo sta valutando diverse soluzioni per alleggerire il carico fiscale e sostenere la competitività del Paese, ma il vero interrogativo riguarda le risorse disponibili: quali interventi potranno essere effettivamente finanziati e chi ne trarrà i maggiori benefici?
Le dichiarazioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e del viceministro Maurizio Leo hanno acceso l’attenzione su alcune possibili novità: dall’ampliamento dello scaglione IRPEF al 33% fino a 60.000 euro alla tassazione agevolata degli aumenti salariali, passando per l’innalzamento del tetto del regime forfettario. Sul versante delle imprese, invece, si discutono la proroga dell’iperammortamento e nuovi contributi per l’adozione dell’intelligenza artificiale.
Per il momento, però, si tratta di proposte e orientamenti politici, non di disposizioni definitivamente approvate. E il quadro dei conti pubblici potrebbe costringere l’esecutivo a selezionare soltanto una parte degli interventi ipotizzati.
Prime anticipazioni legge di bilancio 2027: il nodo delle risorse disponibili
Il confronto sulla prossima manovra economica si sviluppa attorno a un problema che accompagna da anni le scelte di politica fiscale italiana: conciliare la riduzione delle imposte con la necessità di mantenere sostenibili i conti dello Stato.
Il Documento programmatico di finanza pubblica 2026, approvato dal Consiglio dei ministri il 2 ottobre e successivamente presentato al Parlamento, costituisce il riferimento per definire gli spazi finanziari della legge di bilancio relativa al triennio 2027-2029.
In questo scenario, ridurre le tasse non significa necessariamente garantire un vantaggio uniforme a tutti i contribuenti. La scelta delle fasce reddituali, delle categorie professionali e delle attività economiche da sostenere determinerà la reale portata redistributiva degli interventi.
La questione riguarda anche il rapporto tra agevolazioni fiscali e spesa pubblica. Ogni beneficio che riduce le entrate deve infatti trovare una copertura compatibile con gli equilibri complessivi del bilancio, mentre restano da finanziare servizi e investimenti di interesse collettivo.
IRPEF al 33% fino a 60.000 euro: cosa potrebbe cambiare per il ceto medio
Tra le modifiche più significative allo studio figura l’estensione fino a 60.000 euro del secondo scaglione IRPEF, attualmente assoggettato all’aliquota del 33% per la quota di reddito imponibile compresa tra 28.000 e 50.000 euro.
La proposta consentirebbe di applicare la percentuale ridotta anche alla parte di imponibile che oggi, superati i 50.000 euro, ricade nell’aliquota del 43%.
Qualora la modifica fosse introdotta senza ulteriori correttivi, il vantaggio teorico potrebbe raggiungere 1.000 euro annui per i contribuenti con redditi imponibili pari o superiori a 60.000 euro, prima di considerare gli effetti di eventuali modifiche alle detrazioni e agli altri meccanismi fiscali.
L’intervento, tuttavia, non inciderebbe allo stesso modo sulle diverse fasce della popolazione. L’ampliamento dello scaglione favorirebbe soprattutto chi percepisce redditi superiori all’attuale limite di 50.000 euro, mentre per i contribuenti collocati al di sotto di tale soglia non produrrebbe, da solo, un ulteriore risparmio.
È proprio questo uno degli aspetti centrali del dibattito: quale segmento del ceto medio si intende sostenere e con quali effetti sul potere d’acquisto complessivo delle famiglie?
Flat tax sugli aumenti di stipendio: l’ipotesi del 5% per i giovani
Un secondo capitolo riguarda il lavoro dipendente. L’esecutivo valuta una tassazione agevolata al 5% sugli incrementi retributivi dei lavoratori fino a 35 anni, con l’obiettivo di rendere più convenienti gli aumenti salariali concordati con le aziende.
L’eventuale beneficio non riguarderebbe automaticamente l’intero stipendio, ma la componente aggiuntiva della retribuzione individuata dalla futura normativa.
La misura nasce dall’esigenza di contrastare la perdita di potere d’acquisto e migliorare l’attrattività del mercato del lavoro italiano, soprattutto per le professionalità più giovani.
Resta tuttavia un elemento decisivo: l’agevolazione fiscale avrebbe effetti concreti soltanto in presenza di aumenti effettivamente riconosciuti dai datori di lavoro. Chi non ricevesse incrementi salariali potrebbe quindi rimanere escluso dal vantaggio.
Non sono ancora definiti i limiti reddituali, le tipologie di aumenti ammissibili e le condizioni applicative. Sarà inoltre necessario chiarire se la futura disciplina preveda ulteriori incentivi per le imprese che decidano di adeguare le retribuzioni.
Regime forfettario: la soglia potrebbe salire da 85.000 a 100.000 euro
Le partite IVA seguono con particolare interesse il possibile ampliamento del regime forfettario, che oggi consente, in presenza dei requisiti previsti dalla normativa, di applicare un’imposta sostitutiva ordinaria del 15%.
Il limite di ricavi o compensi per l’accesso e la permanenza nel regime è attualmente fissato a 85.000 euro annui. Una delle ipotesi sostenute dal ministro Giorgetti consiste nell’innalzarlo a 100.000 euro, ampliando la platea dei potenziali beneficiari.
La modifica potrebbe interessare soprattutto professionisti e piccoli imprenditori che si trovano vicino alla soglia attuale e che, aumentando il volume d’affari, rischiano di dover passare alla tassazione ordinaria.
Esiste però un ostacolo normativo di rilievo: la disciplina europea sulla franchigia IVA per le piccole imprese prevede un limite nazionale di 85.000 euro. La soglia di 100.000 euro prevista per il regime transfrontaliero europeo risponde a regole differenti e non autorizza automaticamente ad aumentare il tetto italiano.
Un’eventuale estensione richiederebbe quindi un intervento compatibile con il quadro comunitario. Fino all’approvazione di nuove disposizioni, il limite ordinario rimane quello vigente di 85.000 euro.
Affitti commerciali: possibile ritorno della cedolare secca al 21%
Nel pacchetto fiscale compare anche la proposta di applicare una cedolare secca del 21% ai redditi derivanti dalla locazione di immobili commerciali.
Il meccanismo consentirebbe, entro i limiti stabiliti dalla futura legge, di assoggettare i canoni a un’imposta sostitutiva rispetto all’ordinario trattamento fiscale.
L’Italia aveva già sperimentato una misura analoga nel 2019, limitandola a determinati nuovi contratti relativi a negozi e botteghe. Il possibile ritorno dell’agevolazione sarebbe comunque subordinato a condizioni specifiche, ancora oggetto di confronto.
L’intervento potrebbe rendere fiscalmente più conveniente la locazione di alcuni locali destinati alle attività economiche. Resta però da comprendere se il risparmio dei proprietari possa tradursi anche in canoni più accessibili per commercianti e piccoli esercenti.
Una minore tassazione dell’immobile, infatti, non garantisce automaticamente una riduzione dell’affitto pagato dall’impresa che lo utilizza.
Iperammortamento 2027: investimenti agevolati anche fino al 2029?
La futura manovra potrebbe intervenire anche sulle politiche industriali, attraverso la proroga del Nuovo Piano Transizione 5.0 basato sull’iperammortamento.
La disciplina attuale, illustrata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, riconosce una maggiorazione fiscale del costo di acquisizione dei beni strumentali agevolabili, secondo percentuali e condizioni differenziate.
Gli investimenti devono attualmente essere effettuati entro il 30 settembre 2028. Il Governo valuta la possibilità di spostare questa scadenza al 30 settembre 2029, concedendo alle aziende un anno aggiuntivo per realizzare i propri programmi.
Il prolungamento potrebbe favorire soprattutto gli investimenti industriali complessi, che richiedono tempi di progettazione, installazione e avvio superiori a quelli ordinari.
Tra le modifiche ipotizzate rientra anche l’ampliamento delle spese ammissibili ai software cloud e a particolari modelli di fornitura integrata di tecnologie e servizi.
Per le imprese sarebbe un’opportunità di pianificazione più stabile. È necessario però ricordare che l’iperammortamento opera attraverso una maggiorazione delle deduzioni fiscali: non equivale all’erogazione immediata di un contributo in denaro.
Voucher intelligenza artificiale: contributi ipotizzati fino a 15.000 euro
Un’altra proposta riguarda la trasformazione digitale delle attività produttive, con un possibile voucher per l’intelligenza artificiale destinato alle micro, piccole e medie imprese.
L’incentivo, ancora in fase di valutazione, potrebbe avere un valore compreso tra 8.000 e 15.000 euro, modulato in funzione della dimensione aziendale e delle condizioni che saranno eventualmente stabilite.
La dotazione finanziaria ipotizzata sarebbe di circa 200 milioni di euro. L’obiettivo consiste nel favorire l’acquisto di applicazioni e strumenti digitali capaci di migliorare l’organizzazione del lavoro, la gestione dei processi e la produttività.
Tra le condizioni allo studio figura una valutazione preliminare della maturità tecnologica dell’impresa, affidata a centri specializzati, seguita dall’acquisizione delle soluzioni presso fornitori individuati secondo criteri ministeriali.
La possibile impostazione risponde a un’esigenza concreta: evitare che le agevolazioni finanzino acquisti tecnologici privi di un reale progetto di innovazione.
Per ora, comunque, non esiste uno sportello aperto per questo specifico voucher della Manovra 2027. Importi, requisiti, modalità di accesso e risorse dovranno essere confermati da provvedimenti ufficiali.
Banche ed extraprofitti: il possibile contributo per finanziare la manovra
Accanto alle agevolazioni, il Governo deve individuare nuove entrate. In questo contesto è tornata al centro della discussione l’ipotesi di un contributo straordinario a carico del settore bancario.
Tra le proposte politiche figura un prelievo del 5%, con l’ambizione di reperire tra 2 e 3 miliardi di euro da destinare a interventi economici e sociali.
Il ministro Giorgetti ha tuttavia mantenuto una posizione prudente sull’impostazione della misura, richiamando anche l’importanza di una maggiore concorrenza bancaria per contenere le rendite di posizione.
Il confronto coinvolge inoltre il tema del contributo delle imprese energetiche, in un quadro segnato dalla necessità di finanziare nuove misure senza compromettere gli equilibri di bilancio.
Non è dunque possibile considerare già acquisita una specifica entrata fiscale proveniente dagli extraprofitti. La soluzione definitiva dipenderà dal confronto politico e dalle valutazioni tecniche del Ministero dell’Economia.
Quando arriveranno le novità definitive della Legge di Bilancio 2027?
Le anticipazioni disponibili permettono di individuare le priorità della prossima manovra, ma non ancora di stabilire quali interventi entreranno effettivamente in vigore dal 2027.
La presentazione del disegno di legge di bilancio e il successivo esame parlamentare saranno i passaggi decisivi per conoscere importi, requisiti, beneficiari e coperture finanziarie.
Nel frattempo, lavoratori, professionisti e imprese devono distinguere attentamente le intenzioni politiche dalle regole già applicabili, evitando di assumere decisioni economiche sulla base di agevolazioni non ancora approvate.
La questione più importante riguarda però la direzione generale della politica fiscale: la Manovra 2027 riuscirà a trasformare gli sgravi annunciati in un sostegno diffuso ai redditi e alla crescita, oppure concentrerà i benefici soltanto su alcune categorie?
La risposta dipenderà non soltanto dall’entità delle risorse stanziate, ma anche dalla capacità di costruire interventi capaci di produrre effetti duraturi sull’economia reale. Perché una legge di bilancio non si misura esclusivamente dal numero di agevolazioni introdotte, ma soprattutto da quanto queste riescono a migliorare concretamente la vita dei cittadini e le prospettive delle imprese.



REPORT SICILIA
Agrigento, rinasce il Porto di Akragas. Contino racconta il progetto che restituisce alla città la memoria del fiume

Agrigento, rinasce il Porto di Akragas. Contino racconta il progetto che restituisce alla città la memoria del fiume
Inaugurato il percorso museale a Maddalusa dopo il rinvio per maltempo del 19 settembre. L’intervento del Libero Consorzio, finanziato con fondi POC dell’Assessorato regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana, unisce recupero ambientale, storia e fruizione turistica.
Agrigento ritrova una parte della propria storia alla foce del fiume Akragas. Giovedì 8 ottobre è stato inaugurato il percorso museale del Porto di Akragas, nell’ambito del progetto di riqualificazione e valorizzazione del tratto costiero di Maddalusa e della foce.
La manifestazione era stata inizialmente fissata per il 19 settembre, ma il maltempo aveva imposto il rinvio. A illustrare le ragioni e i contenuti dell’intervento è stato Achille Contino, dirigente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, che ha fortemente voluto la rigenerazione di questo luogo.
Nel suo discorso, Contino ha tenuto insieme il valore storico del fiume, il recupero degli spazi e la necessità di proteggerli dall’abbandono e dai comportamenti che ne compromettono l’ambiente.
Il finanziamento e il recupero dell’area
Il progetto è stato realizzato dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento grazie a un finanziamento POC dell’Assessorato regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana.
L’intervento ha trasformato spazi prima occupati dalle sterpaglie in percorsi pedonali, sostituito protezioni deteriorate con ringhiere in acciaio inox e realizzato marciapiedi. La sistemazione dell’area rende più accessibili gli argini e restituisce alla fruizione un tratto del paesaggio fluviale.
Contino ha precisato la finalità dell’opera. Si tratta di un progetto di valorizzazione dei beni culturali orientato allo sviluppo turistico, nel quale la riqualificazione dei luoghi serve anche a rendere leggibile e conoscibile la loro storia.
Pannelli interattivi, diorami e un video immersivo
Il percorso museale racconta il rapporto tra l’antica Akragas, il mare e il suo porto lagunare attraverso pannelli interattivi, ricostruzioni e contenuti audiovisivi.
Tra gli elementi illustrati dal dirigente figurano la sagoma di un’antica nave, simbolo del percorso, una sala espositiva con diorami e un video immersivo dedicato alla fondazione della città e al porto nel pieno della sua attività.
Contino ha chiarito anche un aspetto essenziale per comprendere l’esperienza proposta. Il percorso attualmente non espone reperti archeologici o relitti. La sua funzione è far riemergere una memoria attraverso strumenti narrativi e ricostruzioni, accompagnando il visitatore nella conoscenza del paesaggio antico.
Il dirigente ha richiamato il pensiero dell’urbanista americano Kevin Lynch per spiegare come la comunicazione educativa possa utilizzare rappresentazioni e aggiunte creative. Una riflessione sul modo di raccontare il passato e costruire un rapporto consapevole con i luoghi.
La Focetta e la memoria più recente della città
Il recupero riguarda anche un luogo della storia contemporanea di Agrigento. Gli spazi del percorso comprendono infatti l’ex locale La Focetta, ricordato da Contino come uno dei ritrovi più conosciuti e frequentati della città nel dopoguerra e fino agli anni Ottanta.
Le fotografie collocate all’ingresso ne restituiscono l’immagine di allora. Accanto alla memoria del porto antico trova così spazio quella di un luogo di incontro che molti agrigentini hanno conosciuto direttamente.
La rigenerazione riunisce queste due dimensioni, la storia millenaria della foce e quella più recente della comunità.
Il fiume che rese possibile lo sviluppo di Akragas
Contino ha ricordato una lezione dell’archeologo Sebastiano Tusa, allora Soprintendente del Mare, tenuta nel dicembre 2017 durante un convegno dedicato alle foci agrigentine.
Secondo il contributo richiamato dal dirigente, la presenza di un fiume navigabile costituiva una condizione fondamentale per la fondazione delle colonie greche. L’Akragas offriva questa possibilità anche attraverso un’ampia laguna a sud della piana di San Gregorio, adatta all’ormeggio delle navi.
Il porto e il fiume erano dunque risorse decisive per i collegamenti, gli scambi e la crescita della città. È questo legame che il nuovo percorso intende riportare all’attenzione di cittadini e visitatori.
La denuncia di rifiuti e scarichi
Nel giorno dell’inaugurazione, Contino ha ricordato anche le condizioni dalle quali è partito il recupero. Sterpaglie, ringhiere logorate dalla salsedine, transenne e cavi penzolanti descrivevano un’area lasciata a lungo nell’abbandono.
Il dirigente ha denunciato inoltre il conferimento di rifiuti nel fiume, tra cui copertoni e recipienti, e la presenza di scarichi provenienti da immobili non collegati alla rete fognaria pubblica.
La valorizzazione culturale porta quindi con sé una richiesta di attenzione ambientale. Il percorso museale restituisce alla città la possibilità di conoscere meglio la foce, ma la tutela del fiume richiede continuità e responsabilità.
Contino ha affidato ai presenti una domanda precisa. «La sorte di questo fiume e della sua storia millenaria può essere quella rappresentata all’inizio di questo discorso?».
Dopo l’inaugurazione, il valore della rigenerazione si misurerà anche nella capacità di mantenere questi spazi accessibili e curati, proteggendo il corso d’acqua che ha accompagnato la nascita e la crescita di Agrigento.




AGRIGENTONOTIZIE.IT 
Da qui tutto ebbe inizio”: inaugurato il percorso museale del porto di AkragasIl nuovo spazio alla foce del fiume recupera la memoria dell’antico approdo e riqualifica l’area dell’ex Focetta. Pendolino: “Vogliamo superare il turismo mordi e fuggi”. Savarino punta sull’incontro tra storia e natura, mentre Sodano invita la città a riscoprire il proprio patrimonio

Dove un tempo approdarono i greci, oggi Agrigento torna a incontrare le proprie origini. Alla foce del fiume Akragas, tra il mare, il volo degli uccelli e le tracce dell’antico porto, la città ha riaperto una pagina della sua storia rimasta a lungo nascosta. Inaugurato al ponte di Maddalusa il nuovo percorso museale del porto di Akragas. Il progetto, ideato e realizzato dal Libero consorzio comunale di Agrigento grazie a fondi regionali, restituisce alla collettività un’area di grande interesse storico e naturalistico, riqualificata dopo anni di degrado. Il percorso racconta la nascita dell’antica colonia attraverso la storia del suo porto offrendo ai visitatori pannelli informativi, una sala espositiva, un diorama e uno spazio immersivo nei locali recuperati dell’ex Focetta. All’esterno è stata ricostruita anche la sagoma della Pentecontera, l’imbarcazione che ha solcato il fiume Akragas.
“Oggi finalmente inauguriamo un luogo che rappresenta l’inizio della storia di Akragas - ha detto il presidente del Libero consorzio comunale Giuseppe Pendolino -. Da qui approdarono i Greci che successivamente raggiunsero il promontorio sul quale costruirono i templi e la città. È quindi un luogo della memoria, legato anche al teatro dell’Efebo e alla cava dalla quale venne estratta la calcarenite utilizzata per le costruzioni”. Secondo Pendolino il nuovo spazio dovrà contribuire a completare l’offerta turistica del territorio creando un collegamento tra la costa, la Valle dei Templi, il museo archeologico e la città. “Vogliamo contrastare il turismo mordi e fuggi e favorire una permanenza più lunga - ha aggiunto -. Come Libero consorzio stiamo lavorando anche sulla viabilità interna per collegare la costa con l’entroterra, dove abbiamo paesaggi bellissimi e un’importante offerta enogastronomica. Puntiamo alla crescita economica dell’intera provincia rendendola sempre più appetibile per i tour operator e per i turisti”. Sulla compresenza di patrimonio storico e ambientale si è soffermata l’assessore regionale al Territorio e all’ambiente Giusi Savarino. “C’è anche molta natura: durante l’inaugurazione - ha detto - siamo stati accompagnati dagli uccelli presenti alla foce. È molto bello costruire percorsi capaci di unire storia e natura, come avviene già in diverse riserve siciliane. Grazie a un finanziamento che il Libero consorzio ha saputo utilizzare, è stato possibile rigenerare quest’area e recuperare un pezzo della nostra storia. L’obiettivo è ampliare gli itinerari che solitamente si concentrano sulla Valle dei Templi conducendo i visitatori fino al mare e offrendo nuovi motivi per trattenersi ad Agrigento. Qui possono scoprire tramonti bellissimi, eventi mirati e la possibilità di vivere la natura. Stiamo inoltre immaginando un diverso sviluppo dell’area demaniale attualmente concessa alla Lega navale. Attraverso un percorso condiviso con il Libero consorzio e il Demanio marittimo, potrebbe nascere un ulteriore punto di accoglienza, ristoro e incontro, sempre legato alla storia e a un’offerta turistica maggiormente inclusiva”.Per il sindaco Michele Sodano l’inaugurazione rappresenta anche un’occasione per riflettere sulle numerose risorse del territorio ancora da valorizzare. “Viene riconsegnata alla città - ha affermato - una parte di Agrigento di elevatissimo interesse storico che ci ricorda le nostre origini, visto che tutto partì da qui. Ma dobbiamo chiederci quanto potenziale inespresso abbia ancora Agrigento e quanti altri luoghi come questo possano essere aperti e valorizzati”.Una valorizzazione che, secondo il sindaco, non deve essere indirizzata esclusivamente ai visitatori. “Non si tratta soltanto di favorire la fruizione turistica - ha concluso Sodano - ma prima di tutto di permettere a noi stessi di riappropriarci delle nostre ricchezze. Grazie al lavoro del Libero Consorzio, la città dispone da oggi di un nuovo waterfront di straordinaria rilevanza storica che rende Agrigento ancora più bella”.I locali dell'ex Focetta, rimasti chiusi per tanti anni, riportano alla memoria i fasti degli anni ‘60 di una città che in pieno boom economico aveva scoperto non solo la voglia di divertirsi ma anche di assistere a serate musicali di altissimo livello, dove si esibirono vere e proprie stelle della musica italiana di allora, da Rocky Roberts a Peppino Di Capri solo per citarne un paio. Oggi quei locali espongono anche foto d’epoca che raccontano quel periodo. Su disegno dell'archeologo navale Stefano Medas dell'Università di Bologna è stato possibile ricostruire la sagoma della nave da perlustrazione che per prima ha solcato il fiume Akragas. E poi il diorama del porto realizzato da Roberto Vanadia e la sala immersiva con diverse attrazioni per visitatori e turisti.La serata si è conclusa con lo spettacolo finale “Akragas il fiume degli Dei” di Daniele Salvo, con gli attori che dialogavano con gli Dei rappresentati dai droni.



AGRIGENTOOGGI
San Leone, inaugurato il percorso museale del porto di Akragas: rivive la storia dell’antico approdo 

Un nuovo spazio dedicato alla storia, all’archeologia e alla valorizzazione del territorio. È stato inaugurato questo pomeriggio, al ponte di Maddalusa, a San Leone, il percorso museale del porto di Akragas, progetto ideato e realizzato dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento confinanziamenti
regionali.La cerimonia, inizialmente prevista per il 19 settembre, era stata rinviata a causa del violento nubifragio che aveva colpito la città. L’intervento ha consentito di recuperare un’area per anni segnata dal degrado, trasformandola in un percorso che racconta la storia dell’antica colonia greca e del suo porto.All’inaugurazione hanno preso parte il presidente del Libero Consorzio Giuseppe Pendolino, il prefetto Salvatore Caccamo e rappresentanti delle istituzioni. Il progetto è stato illustrato da Achille Contino, dirigente del Settore Turismo del Libero Consorzio, e da Vera Greco, già direttrice del Parco Archeologico di Naxos Taormina. Tra gli interventi istituzionali anche quelli del sindaco Michele Sodano e degli assessori regionali Giusi Savarino e Francesco Scarpinato.Il percorso si sviluppa lungo la foce del fiume Akragas, con pannelli che ricostruiscono la storia dell’antico approdo e delle spedizioni dei coloni greci. Tra gli elementi più significativi, la ricostruzione della sagoma del pentecontoro, l’antica imbarcazione utilizzata per le esplorazioni, realizzata su disegno dell’archeologo navale Stefano Medas, dell’Università di Bologna.Particolare attenzione è stata riservata al recupero dei locali dell’ex Focetta, storico luogo di ritrovo e spettacolo che negli anni Sessanta ospitò anche importanti protagonisti della musica italiana. Gli ambienti, rimasti chiusi per lungo tempo, accolgono oggi una sala espositiva con il diorama del porto realizzato da Roberto Vanadia e una sala immersiva dedicata alla storia di Akragas.L’intervento comprende anche la valorizzazione naturalistica della foce, con spazi attrezzati per il birdwatching, e punta ad arricchire l’offerta turistica della città, offrendo ai visitatori un’ulteriore occasione per conoscere il territorio.
«L’inaugurazione è solo il punto di partenza di un percorso che restituisce ai cittadini un pezzo di storia della città e che, ne siamo certi, contribuirà ad arricchire l’offerta turistica», ha dichiarato il presidente Giuseppe Pendolino.A completare la giornata, lo spettacolo “Akragas, il fiume degli Dei”, firmato da Daniele Salvo, con una rappresentazione scenica nella quale gli attori dialogano con le divinità raffigurate attraverso i droni.






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