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Inaugurato il percorso museale dell'antico porto di Akragas

Una straordinaria cornice di pubblico ha caratterizzato l'inaugurazione del  il percorso museale del porto di Akragas, progetto ideato e realizzato dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento e finanziato con fondi regionali. Migliaia di persone hanno potuto apprezzare il risultato di quest'opera, che ha riqualificato un'area che da anni versava in uno stato di degrado nonostante una tradizione fatta di storia ed eventi che dagli anni '50 in avanti coinvolsero gli agrigentini in una ricerca continua di svago dopo gli stenti del periodo bellico. Il progetto ha consentito il restauro di parti del ponte di Maddalusa sul fiume Akragas, con la sostituzione delle ringhiere e la collocazione delle stesse sui due sentieri lungo il tratto finale della foce, uno dei quali porta all'area museale ricavata nei locali dell'ex Focetta. Un nome che riporta  alla memoria i fasti degli anni '60, quando, in pieno boom economico, gli agrigentini (e non solo) affollavano quei locali per serate danzanti, concerti di musica leggera, con vere e proprie stelle della musica italiana, swing e jazz, concorsi di bellezza ed altri eventi. Locali poi abbandonati e ripresi solo con qualche effimero tentativo di rinascita che aveva dovuto fare i conti con altre tendenze ed il ricambio generazionale. 
Il progetto del Libero Consorzio sin dall'esterno ricostruisce la storia dell'antico porto di Akragas, con  pannelli lungo il percorso che ricostruiscono le figure principali dei fondatori della colonia di Akragas, a partire dagli ecisti (i capi spedizione dei fondatori di nuove colonie greche). All'esterno i visitatori hanno potuto ammirare l'imponente e fedele ricostruzione su scala 1:3 della sagoma del pentecontoro, la nave da perlustrazione che per prima ha solcato il fiume Akragas, ricostruita grazie al prezioso contributo dell'archeologo navale prof. Stefano Medas, dell'Università di Bologna, che ha messo a disposizione il disegno originale. Suggestiva, all'interno dei locali, la sala espositiva, con vari pannelli espositivi, la sala immersiva e il diorama del porto realizzato da Roberto Vanadia, che ricostruisce l'ingresso alla laguna che ospitava il porto dei colonizzatori, i cantieri e le strutture a servizio del porto, 
Presenti tutte le autorità invitate: il Prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo, l'Assessore Regionale al Territorio e Ambiente Giusy Savarino, il Sindaco di Agrigento Michele Sodano, i Comandanti provinciali delle istituzioni militari e delle forze dell'ordine, il Presidente del Tribunale di Agrigento, accolti dal Presidente del Libero Consorzio Giuseppe Pendolino e dal Dirigente del Settore Turismo Achille Contino, che hanno voluto ancora una volta evidenziare nei loro interventi la finalità di questo progetto, ovvero, oltre alla riqualificazione paesaggistica, l'ampliamento dell'offerta turistica che consenta ai turisti di allungare la permanenza in una città nella quale, purtroppo, la media è limitata a poco più di un giorno. Molto apprezzata da tutti i presenti la riqualificazione dell'area, con l'auspicio, in presenza di nuovi fondi, di poter intervenire sul lato ovest della foce, nel quale è stato possibile ristrutturare il sentiero di accesso al mare con la collocazione di alcune panchine. Sono intervenuti il Presidente Giuseppe Pendolino, il Dirigente del Settore Turismo Achille Contino, Vera Greco, già Direttrice del Parco Archeologico Naxos Taormina, il Sindaco di Agrigento Michele Sodano, il Prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo, il capo di gabinetto dell'Assessorato ai Beni Culturali Gilberto Marchese Ragona e l'Assessore Regionale al Territorio Giusi Savarino. "
Molto apprezzato, alla fine della presentazione del percorso, il suggestivo spettacolo finale "Akragas il fiume degli Dei” di Daniele Salvo, con la splendida coreografia dei droni che rappresentavano gli Dei della mitologia greca a dialogare con l'ecisto (Elvio La Pira) e le naiadi (Barbara Capucci e Rosaria Salvatico) in un meraviglioso caleidoscopio di luci e colori accolto dagli applausi del numeroso pubblico.

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