TELEMONTEKRONIO
Libero consorzio. Cambiano le deleghe di Grassadonio, ora ha il Turismo
Nel 2025, dopo le elezioni di secondo grado del Libero consorzio tra comuni di Agrigento, quelle che portarono alla vittoria dell'attuale sindaco di Aragona Giuseppe Pendolino, al consigliere provinciale (vicepresidente del consiglio comunale di Sciacca) Alessandro Grassadonio erano state affidate le deleghe per così dire "assessoriali" di Agricoltura, Pesca e Attività produttive. L'uscita di scena del dottor Nino Amato, non rieletto al consiglio comunale di Agrigento, ha permesso a Pendolino di affidare quelle che erano state le sue deleghe al Turismo, Ambiente e Giardino Botanico, a Grassadonio, affidando così quelle di Grassadonio al nuovo consigliere provinciale Giuseppe D'Angelo. "Erano le deleghe che volevo", dice oggi Grassadonio al nostro Telegiornale.
Grassadonio poi definisce positivo il bilancio della sua presenza in seno al Libero consorzio.
L'occasione di un'intervista è stata propizia per chiedere a Grassadonio se l'intesa Pd-Forza Italia-Mpa che ha permesso a Pendolino di vincere le elezioni di secondo grado possa riprodursi anche in occasione delle prossime amministrative di Sciacca. Il vicepresidente del consiglio comunale non si sbilancia ma al tempo stesso non dice che questo scenario sia impossibile.
SCRIVOLIBERO
Agrigento, crisi del comparto agricolo: incontro al Libero Consorzio con il Prefetto
La grave crisi del comparto agricolo è stata al centro stamani nell’aula consiliare “Giglia” del Libero Consorzio Comunale di Agrigento di un incontro istituzionale dedicato al difficile momento del comparto agricolo. L’incontro fa seguito a quello di venerdì scorso con sindaci ed associazioni di categoria ed è stato convocato dal Prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo, su richiesta del Presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, per un importante momento di confronto tra le istituzioni, i Sindaci del territorio e i rappresentanti del mondo agricolo provinciale. Presente anche il consigliere provinciale Vito Terrana (sindaco di Campobello di Licata). Al centro di tutti gli interventi dei sindaci l’insostenibilità dei costi di produzione a fronte di un abbassamento dei prezzi di mercato che senza un’inversione di tendenza porteranno alla chiusura di moltissime attività.
“Parliamo di aumenti dei costi di oltre il 300 per cento rispetto a pochi anni fa” ha detto il Presidente Pendolino “a fronte di una contrazione di quasi il 50 per cento del prezzo di mercato dell’olio e del grano. Costi che riguardano carburante, fertilizzante, fitofarmaci e mezzi meccanici. Di questo passo si rischia di far saltare la raccolta delle olive e l’abbandono dei terreni a vocazione cerealicola, e a cascata sarà una vera e propria tragedia sociale perchè il danno ricadrà anche sulle aziende del comparto zootecnico, già in crisi per gli incendi dello scorso luglio che hanno devastato pascoli e riserve di foraggio, e che non possono permettersi di rinunciare alla semina, finendo con l’indebitarsi ulteriormente per sostenere la loro attività. Finiranno per fallire anche le imprese della viticoltura e della frutticoltura, già danneggiate dalla politica dei dazi, e di conseguenza il dramma sarà sociale, le misure contro lo spopolamento delle aree interne rimarranno sulla carta perchè i territori saranno abbandonati. Non servono misure tampone ma interventi strutturali. Impossibile programmare una stagione senza certezze, ad esempio, sul prezzo del gasolio agricolo, ormai insostenibile per tutte le aziende. E serve chiarezza anche sulle importazioni di cereali e olio da altri Paesi. Noi per esportare i nostri prodotti dobbiamo fornire garanzie e certificazioni, mentre qui vengono immessi in circolazione quantitativi di olio e cereali proveniente da altri Paesi senza controlli sulla tracciabilità”.
Il Prefetto di Agrigento ha condiviso le preoccupazioni dei Sindaci, che con diversi interventi hanno testimoniato le criticità delle diverse aree e dei settori maggiormente coinvolti, annunciando di avere già preso contatti con il Ministero competente per evidenziare tutti gli aspetti della crisi, inclusa quella ambientale per il rischio idrogeologico aumentato in seguito agli incendi. Serve tuttavia un lavoro organico, diversificato per ciascun comune a seconda delle peculiarità produttive di quel territorio. I sindaci peraltro hanno evidenziato anche le difficoltà di commercializzazione delle produzione, chiedendo un prezzo equo per tutti i prodotti del territorio che restano di altissima qualità ma che non possono essere venduti sotto una certa soglia di prezzo. Necessari, dunque, interventi che impediscano che lo stato di emergenza si protragga nel tempo anche con interventi sul lavoro per incentivare l’assunzione di manodopera specializzata. Indispensabile a questo punto che la Regione Siciliana chieda al Governo centrale lo stato di crisi.
LENTEPUBBLICA
Rinnovo CCNL enti locali 2025-2027: cosa cambia per gli straordinari
Nell’intesa sull’ipotesi di accordo del Rinnovo CCNL enti locali 2025-2027 c’è spazio anche per gli straordinari: ma per capire che cosa può cambiare nella busta paga dei dipendenti bisogna partire da alcuni importanti chiarimenti.
Un conto sono le somme che l’amministrazione può destinare alle prestazioni aggiuntive; un altro è il compenso spettante per ciascuna ora lavorata. La preintesa interviene sul primo aspetto, attraverso una disposizione che collega il finanziamento dello straordinario alle risorse espressamente previste dalla legge.
Il tema riguarda direttamente l’organizzazione dei servizi pubblici. Per un Comune, disporre di stanziamenti utilizzabili significa poter affrontare esigenze ulteriori con una copertura economica individuata. Per il personale, invece, è essenziale sapere quali attività possono essere remunerate, con quali maggiorazioni e a quali condizioni.
È questa la chiave di lettura dell’articolo 39 dell’ipotesi di accordo sottoscritta il 21 luglio 2026 tra Aran e organizzazioni sindacali: comprendere come le disponibilità finanziarie possano tradursi nel pagamento delle ore effettivamente svolte.
Rinnovo CCNL enti locali 2025-2027: straordinari e nuove risorse
La disposizione consente di incrementare le risorse destinate allo straordinario quando una norma di legge assegna espressamente finanziamenti a questa finalità per determinate categorie di personale.
Il passaggio decisivo è proprio la destinazione espressa. La presenza di denaro nel bilancio dell’ente, da sola, non coincide con la possibilità di impiegarlo attraverso questo specifico meccanismo. Occorre individuare la disposizione che autorizza l’utilizzo, i lavoratori interessati e le attività finanziabili.
L’articolo richiama il Fondo per la sicurezza urbana e il lavoro aggiuntivo della Polizia locale. Si tratta, tuttavia, di un esempio: la formulazione lascia spazio ad altre previsioni legislative che soddisfino le medesime condizioni, quindi si tratta di una disposizione applicabile a tutto il personale degli enti locali.
Per gli uffici del personale e per i responsabili finanziari, la conseguenza operativa è chiara. Ogni incremento deve essere collegato alla propria fonte normativa, evitando di confondere risorse vincolate a uno specifico servizio con disponibilità utilizzabili indistintamente dall’intera amministrazione.
Il fondo per lo straordinario: da dove nasce la disciplina
Il riferimento di partenza rimane l’articolo 14 del CCNL del 1° aprile 1999. Quella disposizione ha costruito il finanziamento delle prestazioni aggiuntive su un parametro storico, collegato alle risorse destinate nel 1998 al relativo fondo, con gli adeguamenti previsti dal contratto.
Lo stesso articolo consentiva già integrazioni derivanti da leggi dedicate alla tutela di particolari attività, citando soprattutto consultazioni elettorali ed eventi eccezionali. La clausola contenuta nella preintesa si inserisce quindi in un impianto preesistente, specificando il collegamento con finanziamenti rivolti a determinate categorie.
Nel testo del 1999 compaiono anche la riduzione del 3% delle risorse, disposta con decorrenza dal 31 dicembre di quell’anno, e il limite individuale di 180 ore annue. Sono elementi della disciplina storica: non rappresentano nuovi tagli o nuovi limiti introdotti dal rinnovo 2025-2027.
Quest’ultima precisazione evita un equivoco frequente. Leggere una vecchia disposizione richiamata dal nuovo accordo senza considerarne la decorrenza può far apparire attuale una misura applicata molti anni prima.
Quanto vengono pagati gli straordinari negli enti locali
Le maggiorazioni contrattuali distinguono le prestazioni in base al momento in cui vengono effettuate. Il quadro ordinario prevede:
Prestazione straordinaria Maggiorazione
Diurna 15%
Festiva oppure notturna 30%
Notturna e festiva 50%
Per il lavoro notturno, il riferimento è la fascia dalle ore 22 alle ore 6. Le percentuali si applicano alla base oraria individuata dal contratto, non all’intero importo netto del cedolino.
Queste maggiorazioni non sono aumenti introdotti dall’articolo 39. Per esempio, ipotizzando una base utile di 12 euro lordi, un’ora di straordinario diurno vale 13,80 euro; una festiva oppure notturna 15,60 euro; una notturna e festiva 18 euro. Sono esempi di calcolo, non tariffe valide per ogni dipendente.
Gli aumenti dello stipendio possono incidere sul valore dell’ora
Un ulteriore effetto economico emerge dalla lettura degli articoli 35 e 36 della preintesa. Gli incrementi tabellari si riflettono, dalle rispettive decorrenze, sugli istituti che utilizzano lo stipendio tabellare come riferimento, salvo disposizioni differenti.
Di conseguenza, l’adeguamento della base retributiva può modificare il valore dello straordinario anche senza cambiare le percentuali di maggiorazione. L’importo individuale deve essere ricostruito considerando inquadramento, voci utili e periodo della prestazione.
La data della preintesa, però, non coincide automaticamente con quella di pagamento: l’applicazione delle clausole contrattuali va collegata alla stipulazione definitiva e alle decorrenze previste.
Polizia locale: cosa prevede il decreto Sicurezza
Per gli agenti della municipale, in particolare, il collegamento legislativo è l’articolo 6 del decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23, convertito dalla legge 24 aprile 2026, n. 54.
Il comma 3 permette di destinare le risorse del Fondo per la sicurezza urbana ai compensi per le prestazioni straordinarie della Polizia locale, anche derogando ai limiti di spesa fissati da legge e contratti collettivi. Il riferimento completo al Fondo è l’articolo 35-quater del decreto-legge n. 113/2018, convertito dalla legge n. 132/2018.
Lo stesso articolo 6 contempla altri due canali:
Imposta di soggiorno: il comma 4 consente di finanziare iniziative di sicurezza urbana, comprese assunzioni temporanee e prestazioni straordinarie degli agenti, con le deroghe indicate dalla disposizione.
Proventi delle sanzioni stradali: il comma 5 permette di utilizzare gli incentivi collegati al potenziamento dei controlli per remunerare, nel medesimo esercizio finanziario, ore aggiuntive della Polizia locale.
Le deroghe vanno lette separatamente: quelle previste per una fonte di finanziamento non possono essere estese automaticamente alle altre.
Più finanziamenti non eliminano autorizzazioni e controlli
Lo straordinario richiede un’autorizzazione espressa e risponde a esigenze eccezionali. Non può diventare lo strumento ordinario con cui coprire stabilmente l’orario dei servizi. La disponibilità finanziaria, pertanto, deve accompagnarsi a una corretta gestione delle prestazioni.
Anche il riferimento alle 180 ore annue va letto insieme alle disposizioni successive e alle deroghe applicabili. Il numero indicato dal contratto storico non basta, isolatamente, a risolvere ogni situazione concreta.
Per amministrazioni e dipendenti è utile distinguere tre verifiche: copertura della spesa, legittimità delle ore richieste e correttezza del compenso. Sono passaggi collegati, ma ciascuno risponde a una domanda diversa.
Cosa verificare prima di liquidare i compensi
La lettura del rinnovo CCNL enti locali 2025-2027 sugli straordinari deve quindi arrivare fino agli atti dell’amministrazione. Quale finanziamento viene utilizzato? A chi è destinato? Quali ore risultano autorizzate e registrate? Quale base retributiva deve essere applicata?
Un ente che impiega fondi destinati alla sicurezza urbana, per esempio, deve poter ricostruire il collegamento tra quelle somme e le prestazioni degli agenti. Analogamente, il dipendente deve poter comprendere dal conteggio come si arriva all’importo liquidato.
La novità assume così un significato concreto: ampliare le possibilità di finanziare attività aggiuntive nei casi previsti dalla legge, mantenendo riconoscibili la destinazione delle risorse e i criteri di pagamento. È su questa corrispondenza tra finanziamento, servizio svolto e retribuzione che si misura l’effetto effettivo per gli enti e per chi vi lavora.
TELEACRAS
Provincia Agrigento, confronto su crisi comparto agricolo
La crisi del comparto agricolo è stata all’ordine del giorno di un confronto nella sala Giglia della Provincia, convocato dal prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo, su richiesta del presidente della Provincia, Giuseppe Pendolino, con i sindaci e i rappresentanti del settore. Si è discusso dell’aumento dei costi di produzione, cresciuti oltre il 300% rispetto a pochi anni addietro, e il calo di quasi il 50% dei prezzi di mercato di olio e grano. Pendolino ha evidenziato il rischio di abbandono dei terreni e chiusura delle aziende agricole, con conseguenze anche su zootecnia, viticoltura e frutticoltura. Il prefetto ha annunciato contatti con il ministero competente. I sindaci invocano interventi strutturali, prezzi equi e maggiori controlli sulle importazioni. Sollecitata alla Regione la richiesta dello stato di crisi al Governo nazionale.
GRANDANGOLOAGRIGENTO.IT
Crisi del comparto agricolo, vertice al Libero Consorzio con Prefetto e sindaci della provinciaMomento di confronto tra le istituzioni, i Sindaci del territorio e i rappresentanti del mondo agricolo provinciale
La grave crisi del comparto agricolo è stata al centro stamani nell’aula consiliare “Giglia” del Libero Consorzio Comunale di Agrigento di un incontro istituzionale dedicato al difficile momento del comparto agricolo. L’incontro fa seguito a quello di venerdì scorso con sindaci ed associazioni di categoria ed è stato convocato dal Prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo, su richiesta del Presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, per un importante momento di confronto tra le istituzioni, i Sindaci del territorio e i rappresentanti del mondo agricolo provinciale. Presente anche il consigliere provinciale Vito Terrana (sindaco di Campobello di Licata). Al centro di tutti gli interventi dei sindaci l’insostenibilità dei costi di produzione a fronte di un abbassamento dei prezzi di mercato che senza un’inversione di tendenza porteranno alla chiusura di moltissime attività. “Parliamo di aumenti dei costi di oltre il 300 per cento rispetto a pochi anni fa” ha detto il Presidente Pendolino “a fronte di una contrazione di quasi il 50 per cento del prezzo di mercato dell’olio e del grano. Costi che riguardano carburante, fertilizzante, fitofarmaci e mezzi meccanici. Di questo passo si rischia di far saltare la raccolta delle olive e l’abbandono dei terreni a vocazione cerealicola, e a cascata sarà una vera e propria tragedia sociale perchè il danno ricadrà anche sulle aziende del comparto zootecnico, già in crisi per gli incendi dello scorso luglio che hanno devastato pascoli e riserve di foraggio, e che non possono permettersi di rinunciare alla semina, finendo con l’indebitarsi ulteriormente per sostenere la loro attività. Finiranno per fallire anche le imprese della viticoltura e della frutticoltura, già danneggiate dalla politica dei dazi, e di conseguenza il dramma sarà sociale, le misure contro lo spopolamento delle aree interne rimarranno sulla carta perchè i territori saranno abbandonati. Non servono misure tampone ma interventi strutturali. Impossibile programmare una stagione senza certezze, ad esempio, sul prezzo del gasolio agricolo, ormai insostenibile per tutte le aziende. E serve chiarezza anche sulle importazioni di cereali e olio da altri Paesi. Noi per esportare i nostri prodotti dobbiamo fornire garanzie e certificazioni, mentre qui vengono immessi in circolazione quantitativi di olio e cereali proveniente da altri Paesi senza controlli sulla tracciabilità”. Il Prefetto di Agrigento ha condiviso le preoccupazioni dei Sindaci, che con diversi interventi hanno testimoniato le criticità delle diverse aree e dei settori maggiormente coinvolti, annunciando di avere già preso contatti con il Ministero competente per evidenziare tutti gli aspetti della crisi, inclusa quella ambientale per il rischio idrogeologico aumentato in seguito agli incendi. Serve tuttavia un lavoro organico, diversificato per ciascun comune a seconda delle peculiarità produttive di quel territorio. I sindaci peraltro hanno evidenziato anche le difficoltà di commercializzazione delle produzione, chiedendo un prezzo equo per tutti i prodotti del territorio che restano di altissima qualità ma che non possono essere venduti sotto una certa soglia di prezzo. Necessari, dunque, interventi che impediscano che lo stato di emergenza si protragga nel tempo anche con interventi sul lavoro per incentivare l’assunzione di manodopera specializzata. Indispensabile a questo punto che la Regione Siciliana chieda al Governo centrale lo stato di crisi.
AGRIGENTONOTIZIE.IT
Crisi agricola, sindaci e prefetto discutono dei problemi ma i produttori avvertono: “Senza le risposte adeguate blocchiamo tutto”
Al vertice voluto dal presidente del Libero consorzio comunale era presenta anche una delegazione dei comitati siciliani che sono i promotori dei recenti sit-in di protestaSi è parlato della grave crisi che colpisce il comparto agricolo nell’aula consiliare del Libero consorzio comunale di Agrigento, il caro gasolio, gli eccessivi costi del lavoro, i rincari nei prezzi dei concimi e un’importazione indiscriminata dall’estero di materie prime, stanno mettendo in ginocchio gli agricoltori siciliani. Alla vigilia dell’apertura della campagna olearia, il presidente del Libero consorzio comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, nella duplice veste di rappresentate politico e di produttore oleario, ha convocato nell’aula consiliare i sindaci dei 43 comuni della provincia affinché gli stessi, illustrino al prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo, le singole criticità territoriali che sono molteplici. Si è discusso quindi delle molteplici difficoltà settoriali che investono per esempio gli agrumicoltori di Ribera, così come quelle degli olivicoltori di Caltabellotta o dei produttori dell’uva Italia di Canicattì.Il paniere agrigentino dei prodotti agricoli di eccellenza è ampio e variegato. Oggi è accomunato dalla quasi impossibilità delle aziende agricole a continuare a fare impresa. Nonostante l’impennata dei prezzi del carburante, un litro di olio extra vergine d’oliva viene pagato 5 euro agli agricoltori, lo scorso anno per lo steso quantitativo, il prezzo era di circa 100 euro, per un chilo di grano siciliano invece all’agricoltore vanno in tasca 20 centesimi mentre i depositi delle aziende multinazionali, sono pieni di frumento di dubbia qualità provenienti dai paesi extra Ue. All’incontro promosso dal Libero consorzio comunale di Agrigento era presenta anche Giuseppe D’Angelo, in rappresentanza dei Comitati agricoli siciliani. D’Angelo chiede risposte concrete alla classe politica, interventi strutturali che siano in grado di risollevare il comparto agricolo e non le singole azioni tampone che certamente non risolvono i problemi. Il rappresentante dei comitati agricoli, attende adesso il prossimo incontro istituzionale con i vertici del governo regionale, se dal tavolo palermitano non avranno risposte concrete, gli agricoltori si dicono pronti a nuovi blocchi stradali di protesta. Il prefetto di Agrigento, dopo aver ascoltato i problemi illustrati dai sindaci, si è setto disponibile a farsi portavoce nelle sedi governative competenti.
AGRIGENTOOGGI.IT
Momentum torna ad Agrigento e scommette sulla destagionalizzazione
Dopo il successo delle precedenti edizioni, Momentum torna sabato 17 ottobre al Teatro dell’Efebo con un nuovo appuntamento che unisce musica, promozione del territorio e attrattività turistica. L’evento vedrà protagonista Marten Lou, affiancato dagli artisti agrigentini Pepito e TheAunt, dalla palermitana Ornella P e dal catanese Simone Santagati. Ancora una volta, Momentum si conferma un’iniziativa che guarda oltre il semplice intrattenimento: rappresenta, infatti, un’occasione per richiamare visitatori provenienti da diverse aree della Sicilia e da altre parti d’Italia, contribuendo a sostenere il comparto turistico, ricettivo e commerciale del territorio agrigentino.Non è casuale la scelta del Teatro dell’Efebo come sede dell’evento. Inserito in un contesto di grande interesse storico e archeologico, il sito rappresenta uno degli spazi culturali più significativi della città. Ospitare qui un appuntamento come Momentum significa creare un dialogo tra la contemporaneità della musica e un luogo che custodisce memoria, cultura e identità del territorio agrigentino.L’appuntamento assume inoltre un particolare valore in un periodo dell’anno successivo alla stagione estiva, contribuendo a mantenere viva l’attenzione su Agrigento anche nei mesi autunnali. Eventi di questo tipo favoriscono infatti la destagionalizzazione dei flussi turistici e rafforzano il ruolo della città come destinazione capace di attrarre visitatori durante tutto l’anno.“Momentum nasce con l’obiettivo di creare eventi che sappiano andare oltre il semplice intrattenimento – dichiarano Mirko Franco e Andrea Franco, ideatori e organizzatori di Momentum – Crediamo che la musica possa rappresentare uno strumento efficace per raccontare il territorio e promuoverne le eccellenze. Portare pubblico ad Agrigento, anche al di fuori della stagione estiva, significa offrire un contributo concreto all’indotto locale e valorizzare luoghi che meritano di essere vissuti e conosciuti. Continuiamo a investire su una formula che mette al centro la qualità dell’esperienza, la bellezza dei luoghi e le potenzialità della nostra città”.Momentum conferma così il proprio impegno nel creare occasioni di incontro tra cultura contemporanea, territorio e turismo, contribuendo a rafforzare l’immagine di Agrigento come città dinamica, accogliente e sempre più protagonista nel panorama degli eventi culturali e musicali.