12 aprile - sabato
LA SICILIA
Per Mariella lo Bello si apre
qualche spiraglio
RIMPASTO ALLA REGIONE SICILIANA
Fatta fuori, ma forse solo
temporaneamente, per una questione di "giochi territoriali". Dopo
l'annuncio del Crocetta bis da parte del governatore della Sicilia,
l'assessore al Territorio e Ambiente Mariella Lo Bello interviene
per la prima volta da va sottolineato amministratore ancora
in carica.
«Non vi è stato alcun insediamento
della nuova Giunta annunciata dal presidente spiega infatti
né un ritiro delle deleghe agli assessori attualmente in carica».
Tutto, in questo istante, sembra ancora "congelato" e qualcuno
parla a livello palermitano di una sorta di "rimpasto del
rimpasto". «La mia presenza ha detto Lo Bello - era prevista
nel cosiddetto 'Crocetta bis', poi all'ultimo momento i giochi
che avevano a che vedere con le rappresentanze territoriali hanno
determinato l'esigenza di un nuovo governo». I bene informati
parlano infatti di una telefonata alle prime luci del mattino tra
Crocetta e Lo Bello, con la quale il presidente avrebbe spiegato che
era necessario dare in quel momento una risposta all'area del
siracusano. La partita, tuttavia, non è ancora chiusa, e alcuni
sospettano anzi che alcune cose siano destinate a cambiare, Lo Bello,
intanto, rispetto ai distinguo di alcuni mesi fa conferma la sua
appartenenza al Partito democratico. «E' i! mio partito - spiega -
ma quando si assume un ruolo di governo si mettono da parte gli
interessi del partito. In quella veste aggiunge - bisogna intanto
fare, aldilà di equilibri ed equilibrismi politici che porterebbero
a non poter fare delle scelte. Anche la vicenda delle candidature per
le europee ha aggiunto - ha mostrato che nell'idea di un
rinnovamento a tutti i costi probabilmente la Sicilia ha pagato un
prezzo molto alto». Lo Bello, comunque, si dichiara pronta alla
campagna elettorale, che condurrà verosimilmente per Nelli Scilabra,
che con lei ha creato una corrente interna al partito. L'attuale
assessore alla Formazione, però, potrebbe dover lasciare il posto in
giunta proprio perché candidata.
GIOACCHINO SCHICCHI
GIORNALE DI SICILIA
PROVINCIA. Nuove possibilità di
crescita professionale e occupazione per giovani
Lavoro, opportunità dal «Green
Jobs»
Nuove opportunità di crescita
professionale e di lavoro per i giovani nell'ambito delle
cosiddette "professioni verdi" per vincere la disoccupazione: il
progetto 'Gjo- Green bbs Opportunities" entra in una fase
fondamentale e per questo motivo il Libero Consorzio-Provincia di
Agrigento, partner del progetto, organizza un infoday che si terrà
il prossimo martedì 15 aprile, a partire dalle 10, nell'aula
"Crescente" del Polo Universitario. Parteciperanno Benito
lnfurnari (Commissario Straordinario del Libero Consorzio - Provincia
di Agrigento), Bernardo Barone (Direttore del Settore Ambiente,
Politiche comunitarie e Attività nego-
ziale" Libero Consorzio - Provincia
di Agrigento), Giacomo Minio (Vice Direttore Confindustria Centro
Sicilia), Sergio Vella (Amministratore Unico della SEAP s.r.l.),
Giuseppe Lo Pilato (Direttore Giardino Kolimbetra) e Ignazio
Vassallo, dell'Azienda Fattoria Vassallo.
11 progetto GJO (acronimo di Green Jobs
Opportunities) è promosso e cofinanziato dall'Unione Province
Italiane nell'ambito del programma Azione ProvincEGiovani 2013, in
partenariato con la Provincia di Lecce (ente capofila), la Provincia
di Agrigento e il Cts. L'obiettivo è quello di ideare e realizzare
una serie di iniziative finalizzate alla promozione dei "lavori
verdi" e della sostenibilità nelle province di Lecce e Agrigento,
rivolte a giovani studenti universitari o neolaureati, di età
compresa tra i 20 e i 30 anni. E' ormai accertato, infatti, che in
un preoccupante scenario di crisi economica la green economy può
rappresentare un'importante occasione professionale per i giovani,
oltre che un valido strumento per l'approfondimento della
conoscenza del territorio e per la promozione della gestione
sostenibile delle risorse, in particolare in regioni come Sicilia e
Puglia che hanno in comune un notevole patrimonio culturale e
ambientale e, purtroppo, elevati tassi di disoccupazione. (PAPI)
TERRITORIO E AMBIENTE. Fissata
l'audizione in Commissione per il 23 aprile
Piano paesaggistico, ne parla l'Ars
Si tornerà a parlare del Piano
Paesaggistico provinciale subito dopo Pasqua anche all'Assemblea
regionale. È stato calendarizzato per il 23 aprile alla quarta
commissione legislativa «Ambiente e Territorio», su richiesta del
deputato regionale del M5s Matteo Mangiacavallo, l'audizione del
gruppo di lavoro interprofessionale degli Ordini e Collegi di
agronomi, architetti, geologi, geometri e ingegneri della provincia
di Agrigento in merito all'iter e agli effetti sul territorio
agrigentino della pubblicazione e dell'adozione del Piano
Paesaggistico provinciale. Saranno presenti anche i membri della
commissione e del Governo.
Per quella data è stata altresì
fissatala discussione di una risoluzione presentata dal Cinquestelle
Mangiacavallo, con la quale si chiede la revoca per gravi vizi
procedurali del Decreto numero 7 del 29 luglio 2013 dell'assessore
regionale ai Beni culturali che riguarda l'adozione del Piano
Paesaggistico degli Ambiti2, 3,5,6, l0, 11 e 15 nella provincia di
Agrigento.
»A prescindere da quelle che sono le
valutazioni di merito, sulle quali il dibattito risulta aperto e
acceso, - afferma il parlamentare M5s Mangiacavallo - non sussistono
le condizioni formali affinché il Piano paesaggistico della
provincia di Agrigento possa essere adottato. Tale Piano, infatti, è
stato predisposto in applicazione del preesistente Piano Territoriale
Paesaggistico Regionale del '99 che avrebbe dovuto essere
sottoposto a verifica entro il 2008. Verifica che non ci risulta
essere stata mai effettuata, per cui con l'atto presentato in
commissione invitiamo il governo a revocare immediatamente il decreto
di adozione. Nei giorni scorsi, gli ordini tecnici della provincia
avevano non solo, espresso perplessità sul Piano in se, ma anche
proposto le modifiche da apportare per renderlo fruibile ed
utilizzabile. (AMM)
13 aprile - domenica
LA SICILIA
PROVINCIA, TAGLI AL PERSONALE
Ufficializzata l'eccedenza, ma
l'Inps stoppa il pensionamento anticipato di 11 dipendenti
Francesco Di Mare
La «dieta» nel personale dipendente
della Provincia regionale non potrà iniziare almeno fino al prossimo
1 luglio.
Questa storia comincia il 25 ottobre
dell'anno scorso, quando venne dichiarata ufficialmente l'eccedenza
per ragioni finanziarie del personale in dotazione all'ente,
prossimo a diventare consorzio di Comuni.
Quello che per anni è stato dipinto -
a torto o a ragione - come carrozzone «buono» solo per collocare
amici e compagni cli partito politico, sta vivendo una metamorfosi
che passa, appunto, anche dal taglio di alcuni «rami».
E i primi rami individuati per essere
recisi sono quelli più «antichi», ovvero i dipendenti di vario
livelli quasi prossimi alla pensione.
Con decisione unilaterale il
commissario Benito Infurnari, sulla scorta della presa d'atto
dell'eccedenza, dispose la risoluzione del rapporto dal primo
maggio prossimo. Maria Pia Agrò, Mario Arcadipane, Salvatore
Galluzzo, Piero Hamel, Antonino Lino, Salvatore Lo Bue, Antonino
Micalizio, Rocco Minacori, Vita Minacori, Rosanna Montana Lampo,
Giuseppe Morreale, Sono loro coloro i quali, secondo la disposizione
del commissario straordinario avrebbero dovuto prepararsi alla
pensione, più o meno anticipata di circa un anno. Il colpo di scena
è deflagrato alcuni giorni fa, quando dall'lnps è giunto un
clamoroso «stop» al progetto di «dimagrimento» dell'ente
provinciale.
L'istituto nazionale di previdenza
sociale ha infatti fermato tutto, informando la Provincia di bloccare
il rilascio di qualsiasi certificato con riferimenti alle leggi
partorire prima del famigerato decreto Fornero. Dunque, per i
dipendenti della Provincia è scattato un grottesco allarme. Dopo
anni di lavoro si sono ritrovati con una pensione dietro l'angolo,
ma senza la certezza di avere l'emolumento spettante. Senza lavoro,
senza pensione insomma a causa di una specie di corto circuito
burocratico,
Roba da rimanere senza parole. L'lnps
ha comunicato al Commissario che avrebbe dato il via libera alla
«dieta» decisa dall'Ente appena sarebbero arrivate certezze in
merito a questo tipo di procedure, ovvero entro alcune settimane.
Il Commissario Infurnari, con estrema
celerità, ha disposto il rinvio al prossimo 1 luglio l'inizio della
risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro, Fino a quella data la
Provincia e l'lnps - si spera - avranno modo di chiarire la
situazione e mettere in ordine tutta la documentazione previdenziale
degli undici esperti dipendenti.
Dunque, dopo annidi onorato servizio in
vari settori amministrativi per Agrò, Arcadipane, Galluzzo, Hamel,
Lino, Lo Bue, Micalizio, i due Minacori, Montana Lampo, Morreale
almeno al certezza che la pensione inizierà tra 4 mesi e non il
giorno della festa del lavoro.
IMMIGRAZIONE L'arrivo massiccio di
tanti stranieri desta preoccupazione, ma l'Asp tranquiillzza
«Nessuna malattia infettiva»
La massiccia presenza di immigrati per
le strade di Agrigento se da un lato ha stimolato gli agrigentini ad
una encomiabile e toccante opera di solidarietà su vasta scala,
dall'altra ha toccato corde mai sopite che vedono nell'altro,
nello straniero, un pericolo.
Una vera e propria psicosi infezione,
infatti, si è diffusa nelle scorse ore nella nostra città, In
strada o sui social network sembra non si parli di altro: il rischio
contagio di malattie pericolose è altissimo, si dice. Ci sono già i
primi casi, si aggiunge. Dobbiamo fermarli, si sentenzia.
Eppure a smentire categoricamente ogni
forma di diffusione di patologie contagiose è ad oggi l'Azienda
sanitaria provinciale di Agrigento. Fino a questo momento, infatti,
non sono stati segnalati contrariamente a quanto diffuso dalle
voci di "strada"- nè casi di scabbia nè di casi di tubercolosi.
Da quanto comunicatoci non vi sarebbe al momento nessun ricovero per
problematiche di questa natura nè tanto meno segnalazioni della
presenza delle patologie tra i migranti sbarcati da parte dell'equipe
dell'Azienda sanitaria di Agrigento che interviene già allo
sbarco.
I rischi di contagio delle due
patologie sopra indicate, tra l'altro, sono estremamente basse. Se
la scabbia si tra smette attraverso contatto fisico prolungato (già
con bassa possibilità di contraria per contatto con biancheria
infetta, considerato anche che l'acaro che la provoca sopravvive
fino a 36 ore lontano dal corpo), allo stesso modo la tubercolosi,
presentando sintomi visibili come una forte tosse, è più "semplice"
da individuare e ha, comunque, un tasso di contagiosità
relativamente basso. E l'ebola? E' infatti ormai notizia diffusa
come in alcune regioni dell'Africa sia in corso una violenta
epidemia della febbre emorragica, al punto che si sta intensificando
il controllo alle dogane aeroportuali. Questa ipotesi viene ritenuta
dall'Asp di Agrigento una "follia", anche se il Ministero della
Salute ha attivato i protocolli perché vengano disposti controlli
agli aeroporti. Il rischio nella nostra città, tuttavia, non
dovrebbe esistere, dato che la malattia sta in questo momento agendo
in aree dell'Africa centrale come la Guinea e, soprattutto, ha una
evoluzione troppo rapida e violenta (mista a sintomi molto evidenti
come pustole, febbre forte, vomito misto a sangue ecc) per poter
sfuggire ad un controllo e consentire ad un ammalato di raggiungere
vivo il lungo viaggio della "speranza" che ci separa dalle coste
della Libia. L'attenzione, comunque, è sempre massima, sebbene il
nostro territorio non abbia ancora un centro per le malattie
infettive. Per sconfiggere il virus della paura, però, non c'è
ancora una cura. GIOACCHINO SCHICCHI
ASP, RITORNA MESSINA
Era stato rimosso dall'assessore
regionale alla Sanità Lucia Borsellino lo scorso 11 gennaio
Il Tar bocciò la sua richiesta di
sospensione del provvedimento, ma il Cga ora l'ha accolta
Salvatore Messina da lunedì tornerà
ad essere commissario dell'Asp di Agrigento. Il Consiglio di
giustizia amministrativa di Palermo, infatti, ha accolto il ricorso
presentato dall'ex dirigente dell'Azienda sanitaria provinciale
che era stato rimosso dall'Assessorato regionale alla Sanità l'11
gennaio scorso. Durissima, nella propria determina di revoca, era
stata l'assessore regionale Borsellino, che aveva spiegato come
fosse venuto meno il rapporto fiduciario la cui sussistenza
costituisce il presupposto necessario per la continuità
dell'incarico", a causa del persistere dì alcune gravi criticità
gestionali, sia sotto il profilo dell'assistenza sanitaria che per
taluni aspetti relativi alle procedure di approvvigionamento di beni
e servizi; queste ultime, in gran parte non osservanti le normative
in materia di certificazione antimafìa", Accuse cui Messina fece
seguire una infuocata conferenza stampa, nella quale respingeva ogni
addebito e soprattutto un ricorso al Tar, il quale però rigettò in
prima istanza la richiesta di sospensione della revoca. Adesso il Cga
riformula quel pronunciamento, spiegando che il provvedimento di
revoca impugnato non appare sorretto dalla necessaria fase
interlocutoria, anche in considerazione del rapporto
di fiducia istituzionale e di tutela
della reputazione che deve comunque connotare le relazioni tra
l'Amministrazione e il commissario straordinario in carica".
Questo, dice ancora il Consiglio di giustizia, "manifesta anche
sotto il profilo del periculum sufficientielementi che giustifichino
la richiesta misura cautelare".
"Lunedì spiega adesso Messina
sarò a Palermo in Assessorato, ma il giorno successivo riprenderò
servizio presso l'Asp di Agrigento. Questa ordinanza è il
riconoscimento che le tesi da me sostenute erano corrette ma ancora
di più del fatto che il lavoro condotto da me e dalla mia squadra è
stato buono e rispettoso delle regole".
Cosa succederà adesso? 11 primo
effetto immediato, è ovvio, sarà l'insediamento di Messina al
posto di Giuseppe Termine, l'attuale commissario e, verosimilmente,
un nuovo cambiamento dei direttori amministrativi e sanitari
dell'Azienda. Il pronuncia- mento del Cga, tuttavia, non va a
mutare la nomina di Salvatore Ficarra come futuro direttore generale
dell'Asp agrigentina, anche se Messina ha presentato un altro
ricorso al Tar che andrà in discussione il 9 giugno proprio
rispetto alle procedure concorsuali per l'individuazione dei nuovi
manager.
G. SCHICCHI
GIORNALE DI SICILIA
Lyons contrari a tagliare fondi al
«Toscanini»
Dal prossimo maggio, secondo i dati
forniti da sindaco Pace, non si sa quale potrà essere il destino del
Conservatorio
Un vero e proprio appello alle
istituzioni per assicurare un futuro diverso da quello che si
prospetta alla luce dei tagli di fondi per l'Istituto musicale
"Arturo Toscanini", istituito dalla Provincia regionale di
Agrigento negli anni '80 e con sede nella "città delle arance".
E' quel che è venuto fuori dall'incontro promosso dal Lyons club
di Ribera, contrario ai tagli ai danni dell'ente culturale, per
cercare di stimolare le autorità di governo a darsi da fare per non
penalizzare quello che continua ad essere considerato un "fiore
all'occhiello" nel panorama musicale della Sicilia e che l'anno
scorso ha visto ridimensionare notevolmente i fondi assicurati fino
ad un certo punto dalla Provincia, che ha erogato circa un milione e
duecento mila euro e che per quest'anno, prima della soppressione
dell'ente, ha previsto per il funzionamento dell'ente una somma
di appena 100 mila euro. E' proprio la mancanza di fondi che
preoccupa maggiormente se il sindaco Carmelo Pace ha lanciato un vero
e proprio grido di allarme: dal primo maggio prossimo - ha chiarito
il primo cittadino riberese - non sappiamo più quale sarà il futuro
dell'istituto musicale "Toscanini". L'unica certezza è che i
fondi ci saranno fino al 30 aprile, ha chiarito Pace. E poi? A questa
domanda ha cercato di dare una risposta l'onorevole Margherita La
Rocca Ruvolo, che ha presentato un apposito disegno di legge per
salvare l'istituto, disegno di legge che andrà la prossima
settimana all'esame della prima Commissione regionale. Il problema
è capire da dove arriveranno i fondi. Un altro problema aperto è
quello legato alla creazione dei liberi consorzi. Cosa accacirà
adesso? Chi dovrà prendersi cura del Toscanini? Secondo l'onorevole
La Rocca sarà il comune di Ribera. Chi dovrà cercare di superare
quelle che il direttore Claudio Montesano ha chiamato "criticità
finanziarie"? Si tratta di domande alle quali per il momento appare
difficile dare una risposta, mentre gli studenti, che sono guidati da
Maria Brucceri, è probabile che nei prossimi giorni tornino a
muoversi per manifestare il proprio disagio. (Tc)
14 aprile - lunedì
LA SICILIA
Oggi riunione di tutti gli
amministratori della provincia ché contestano lo strumento
Piano paesaggistico: ricorso al Tar
RIBERA. Ricorreranno con un legale al
Tardi Palermo i sindaci della provincia di Agrigento che contestano
il piano paesaggistico provinciale e che chiedono la sua immediata
revoca. Una riunione degli amministratori comunali è stata
programmata a Ribera nella sala consiliare del palazzo comunale di
Ribera, alle ore 12 di oggi, per adottare una strategia provinciale
unitaria finalizzata prima alla revoca del piano paesaggistico e poi
per avviare la concertazione con le amministrazioni locali per la
salvaguardia e per lo sviluppo del territorio agrigentino.
Alla riunione provinciale di Ribera
hanno annunciato la partecipazione, per gli ambiti 2,3,5,6,10, 11,
15, ricadenti nel territorio agrigentino, gli amministratori
comunali, i responsabili degli uffici tecnici, i rappresentanti di
tutti gli organi professionali, i consiglieri comunali di diversi
centri della provincia, alla presenza dell'avvocato Girolamo
Rubino.
Nel corso della riunione di sabato dei
sindaci e degli amministratori comunali presso la segreteria
provinciale del Partito Democratico, ad Agrigento, l'architetto
Giuseppe Mazzotta di Ribera, in rappresentanza del dipartimento
Ambiente del Pd e degli Ordini Professionali, ha detto che il piano
paesaggistico presenta perfino degli errori nella cartografia e che
manca di una strategia di carattere provinciale nella pianificazione
territoriale.
La presenza alla riunione di Ribera
dell'avvocato Rubino viene spiegata con il fatto che gli
amministratori della cosa pubblica pare abbiano intenzione di
coalizzarsi e di presentare un eventuale ricorso al Tar, alla luce
anche del recente incontro, svoltosi a Palermo all'assessorato
regionale ai Beni culturali, dal quale i rappresentanti degli Ordini
Professionali della provincia di Agrigento pare non abbiano ricevuto
alcuna assicurazione circa l'eventuale revoca del decreto, il
sindaco di Bivona, Giovanni Panepinto, afferma: «Con le diverse
realtà territoriali siamo arrivati alla conclusione di voler
predisporre un Odg che venga condiviso da tutti i consigli comunali e
che chieda la sospensione dell'efficacia del piano paesaggistico
provinciale. Siamo convinti che sussistono alcune criticità e che il
piano necessiti di alcune correzioni. Per questo ho chiesto di
incontrare l'assessore regionale ai Beni Culturali ed il presidente
Crocetta».
ENZO MINIO
GIORNALE DI SICILIA
PD. Chiesta a sospensione della sua
efficacia
«Piano paesaggistico» Arriva il no
di Panepinto
Nella sede di Via San Vito ad
Agrigento, il Partito democratico si è riunito insieme agli
amministratori locali della provincia con al centro del dibattito il
piano paesaggistico. Al forum oltre agli amministratori locali ed ai
segretari dei circoli del Pd, è intervenuto il deputato all' Ars
Giovanni Panepinto, che ha dichiarato: "in questo incontro proficuo
con le diverse realtà territoriali siamo arrivati alla conclusione
di voler predisporre un Odg che veliga condiviso da tutti i consigli
comunali e che chieda la sospensione dell'efficacia del piano
paesaggistico provinciale. Siamo convinti - prosegue Panepinto - che
sussistono alcune criticità e che il piano necessiti di alcune
correzioni, anche per questo mi sono fatto carico di voler incontrare
l'assessore regionale ai beni culturali ed il Presidente Rosario
Crocetta". A Panepinto ha fatto eco il segretario provinciale Peppe
Zambito: "è la politica che deve occuparsi della questione perché
non si può imporre un piano paesaggistico che incide fortemente nel
territorio senza una vera concertazione, abbiamo l'interesse che il
piano sia conforme al nostro territorio sia in termini di tutela, che
di sviluppo".
Sicilia24h
Martedì 15 aprile infoday sul
progetto GJO al CUPA di Agrigento
Opportunità di crescita professionale
e di lavoro per i giovani nell'ambito delle cosiddette "professioni
verdi" per vincere la disoccupazione: il progetto "GJO- GREEN
JOBS OPPORTUNITIES" entra in una fase fondamentale e per questo
motivo il Libero Consorzio-Provincia di Agrigento, partner del
progetto, organizza un infoday che si terrà il prossimo martedì 15
aprile, a partire dalle ore 10.00, nell'aula "Crescente" del
Polo Universitario.
Parteciperanno Benito Infurnari
(Commissario Straordinario del Libero Consorzio - Provincia di
Agrigento), Bernardo Barone (Direttore del Settore "Ambiente,
Politiche comunitarie e Attività negoziale" Libero Consorzio -
Provincia di Agrigento), Giacomo Minio (Vice Direttore Confindustria
Centro Sicilia), Sergio Vella (Amministratore Unico della SEAP
s.r.l.), Giuseppe Lo Pilato (Direttore Giardino Kolimbetra) e Ignazio
Vassallo, dell'Azienda Fattoria Vassallo.
Il progetto GJO (acronimo di GREEN JOBS
OPPORTUNITIES) è promosso e cofinanziato dall'Unione Province
Italiane nell'ambito del programma Azione ProvincEGiovani 2013, in
partenariato con la Provincia di Lecce (ente capofila), la Provincia
di Agrigento e il CTS. L'obiettivo è quello di ideare e realizzare
una serie di iniziative finalizzate alla promozione dei "lavori
verdi" e della sostenibilità nelle province di Lecce e Agrigento,
rivolte a giovani studenti universitari o neolaureati, di età
compresa tra i 20 e i 30 anni. E' ormai accertato, infatti, che in
un preoccupante scenario di crisi economica la green economy può
rappresentare un'importante occasione professionale per i giovani,
oltre che un valido strumento per l'approfondimento della
conoscenza del territorio e per la promozione della gestione
sostenibile delle risorse, in particolare in regioni come Sicilia e
Puglia che hanno in comune un notevole patrimonio culturale e
ambientale e, purtroppo, elevati tassi di disoccupazione.
Si punterà all'informazione e
all'orientamento di studenti universitari o neolaureati nella
valorizzazione di beni ambientali e culturali, e, successivamente, al
sostegno nella ideazione e creazione di idee imprenditoriali
innovative nel settore della green economy.
Agrigentonotizie
Accolto il ricorso al Cga, Salvatore
Messina torna vertice dell'Asp di Agrigento
Messina era stato al centro della
polemica riguardante il guasto della Tac all'ospedale "San
Giovanni di Dio" di Agrigento, e in quell'occasione il deputato
regionale Calogero Firetto aveva chiesto la sua rimozione.
Al posto di Messina, la Regione aveva
nominato il nuovo commissario, Giuseppe Termine; pochi giorni fa la
nomina del presidente dell'Asp: Salvatore Ficarra, il quale però non
si è ancora insediato.