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Rassegna stampa del 4 marzo 2015

GIORNALE DI SICILIA

SCALA REALE.
LA STORIA DI UN PALAZZO

Continuerà per tutto il mese di marzola mostra alla Scala Reale intitolata "La storia del Palazzo dellaProvincia', ad Agrigento in piazza Aldo Moro. Un percorso grafico edocumentale che ne ricostruisce i momenti più importanti, dallaprogettazione fino alla realizzazione finale e alla sua apertu rarisalente al 31agosto del 1869. In vetrina disegni e progettioriginali, stampe, mappe e antiche fotografie che ripercorrono fosviluppo urbanistico del centro agrigentino dove sorge, appunto, ilPalazzo della Provincia, inizialmente destinato a Reale Ospizio dibeneficenza e assegnato all'amministrazione provinciale dopol'avvento dell'Unità d'Italia. In mostra anche i decreti di ReFerdinando lidi Borbone, le fatture originali dei pagamenti deglistucchi della Scala Reale, i bandi di gara e le piante dellastruttura oltre a quattro disegni originali dell'Antico Ospizio dibeneficenza. Ingresso libero. (ACAS)

«La strada del vino»Entro giorno 20 le adesioni alworkshop.
 
Un educational ed un workshopnell'ambito del progetto dei marchi d'area sono stati organizzatidal Libero Consorzio dal 26 al 29 marzo con la presenza di buyersqualificati, rappresentanti di tour operator nazionali edinternazionali. Le adesioni potranno essere inviate via emailall'indirizzo j.cimino@provincia.agrigento.itoppure trasmessi via fax 0922593678 fino al 20marzo. (CR)


REGIONE. Oggi la giunta, presiedutadal governatore Rosario Crocetta, discuterà del Consorziouniversitario.

CUPA, UNA SPERANZA LEGATA A UN «FILOSOTTILE».
 
La speranza 'legata" ad un filosottile. Oggi la giunta regionale di governo, presieduta dalgovernatore Rosario Crocetta, su input dell'assessoreall'Istruzione e formazione, Mariella Lo Bello, discuterà delConsorzio universitario della Provincia di Agrigento che rischia dichiudere, Il passaggio tecnico riguarda la possibilità che saràdata all'ex Provincia di Agrigento di dedurre circa 3 milioni dieuro dalla spesa corrente in mo - do da poter "rientrare" nelCupa. "La Regione - ha detto Mariella Lo Bello - è pronta a farequesto passaggio che consentirà alla sede staccata dell'Universitàagrigentina di poter restare in vita". Intanto anche ieri mattinagli studenti del Polo universitario hanno mantenuto l'assembleapermanente. Non vogliono abbassare la guardia. Grazie anche allabella giornata di sole, ieri mattina sono stati sistemati i banchiall'aperto. E stato anche redatto un documento a firma dei comitatistudenteschi. "Con la cultura si mangia - è stato intitolato ilcomunicato stampa. "Continueremo a non frequentare le lezioni e anon fare attività didattica fino a quando le rassicurazioni verbaligiunte dall'assessore Mariella Lo Bello, vice presidente dellaRegione Sicilia, non si tramuteranno in fatti e quindi in documentiufficiali. Agrigento e la popolazione studentesca non meritanol'ennesima mortificazione del diritto allo studio che stavoltasembra essere decisiva. Gli studenti non escludono la possibilità diintraprendere azioni di protesta più forti rispetto a quelle attualise nel giro di pochi giorni non dovessero arrivare i primi risultaticoncreti". Domani, giovedì 5marzo alle 10 si terrà unamanifestazione aperta a tutti partendo dal quadrivio Spinasanta finoall'ex Provincia di Agrigento. Sul rischio chiusura del Cupainterviene anche Gioele Farruggia dell'associazione culturale"Vallicaldi". "Sentiamo il dovere e la necessità di prendereuna posizione netta all'interno di una vicenda caratterizzata dagrande nebulosità. Bisogna intanto chiarire che quella che glistudenti, le associazioni e i cittadini stanno portando avanti non èuna battaglia di diritto, vale a dire non si sta difendendo ildiritto allo studio, quanto piuttosto la necessità di tutelare losviluppo territoriale dell'intera Provincia di Agrigento che sitrova sempre più in grande difficoltà e per la quale la chiusuradel Polo potrebbe rappresentare il colpo di grazia definitivo.Eliminare questa opportunità sarebbe un errore politico, l'ennesimo,imperdonabile. Ci auspichiamo che la regione si esprima presto infavore del mantenimento di questo importantissimo servizio per lacittà di Agrigento e che si faccia carico di sostituire la stessaProvincia nella erogazione ditali finanziamenti". (PAPI)

REGIONE E COMUNE. Orlando: iconferimenti potrebbero ripartire da subito. La Contrafatto: pianoricevuto solo ieri.Emergenza rifiuti, oggi vertice suBellolampo.PAI.ERMOPotrebbe sbloccarsi oggi l'emergenzarifiuti scoppiata in un centinaio di Comuni, per lo più palermitani,a cui è stato impedito di scaricare a Bellolampo. Regione, Comune diPalermo, Asp e Arpa si riuniranno per stilare il nuovo piano che inun paio di giorni potrebbe riaprire le porte della discarica evitandodi ingolfare gli impianti di Agrigento, Trapani e Catania. Ma il caso ha già provocato un nuovodurissimo, scontro fra Leoluca Orlando e la Regione. Domenica èinfatti scaduta l'ordinanza di emergenza che da gennaio ha apertoBellolampo ai Comuni della provincia di Palermo. Secondo Orlando ci sarebbero state dasubito le condizioni per prorogare l'ordinanza ma la Regioneavrebbe preso tempo. «I conferimenti a Bello- lampo potrebbero, dasubito, ripartire — ha detto il presidente della Rap, SergioMarino. Ci è stato chiesto dalla Regione di integrare il piano digestione operativo con una verifica di aspetti di natura geotecnica,anche se non necessaria, perché i rilievi che sono stati fatti nonriguardano il settore in atto operativo che, tra l'altro, non ponealcun problema gestionale». In pratica, secondo il presidente dellasocietà che gestisce la discarica non ci sarebbe mai stato alcunostacolo all'ingresso dei rifiuti di altri Comuni. E Orlando harilanciato: «La Regione inventa ogni giorno pretesti per rifiutarela disponibilità di Bellolampo, discarica interamente pubblica, adaccogliere i rifiuti. La Rap ha adempiuto all'ennesima richiesta diprodurre la documentazione e il comportamento della Regione apparestrumentale e dilato- rio, come è accaduto altre volte nei mesipassati. E scandaloso». Per Orlando questa scelta «continua adanneggiare i Comuni, costretti a sopportare costi esorbitanti pertrasferire i rifiuti lontano». Ma l'assessorato regionale aiRifiuti, guidato da Vania Contrafatto, ha replicato: «Solo oggi a,le18 (ieri per chi legge, ndr) la Rap ha trasmesso il pia- nodigestione, necessario per valutare i rischi ambientali. Senza questopiano non potevamo agire. Avendolo ricevuto abbiamo già convocatotutti gli enti interessati per valutare i pareri e poi emettereeventualmente una nuova ordinanza. Siamo mossi solo dall'interessedi fare le cose bene». 

LICATAL'ORGANISMO SARA' CONVOCATO DALPREFETTO DIOMEDE.

Il commissario straordinario, Brandara: «I graviepisodi di criminalità registrati turbano la collettività"
Sicurezza, presto il Comitatoprovinciale
   
Intanto sull'emergenza PuntoNascite a commissione Sanità scrive all'assessore Borsellino e alministro Lorenzin. Il prefetto di Agrigento, NicolaDiomede, riunirà il Comitato provinciale per la sicurezza e l'ordinepubblico per affrontare il "caso Licata". La decisione è statapresa ieri, nel corso di un confronto in prefettura tra ilrappresentante del governo e Maria Grazia Brandara, commissariostraordinario del Comune. Durante l'incontro il commissariato harilevato che "i sempre più numerosi e gravi casi di criminalitàche hanno caratterizzato la vita cittadina, non ultimi un attointimidatorio ai danni di un imprenditore, l'aggressione di dueconiugi all'interno della propria abitazione di via Salso,l'aumento di furti sia in centro che nelle zone di villeggiatura,preoccupano la collettività". "Al prefetto, che ringrazio perl'immediata disponibilità dimostrata nei nostri confronti — haaggiunto l'amministratore del Comune - ho illustrato lo stato digrave preoccupazione vissuta dai nostri concittadini a causa delleprecarie situazioni di sicurezza registrate all'interno delterritorio. Il dottor Diomede, sentite le nostre ragioni, ha promessoche, a breve, alla mia presenza, indirà una riunione del Comitatoper l'ordine e la sicurezza, in modo da approfondire laproblematica ed individuare i provvedimenti da adottare, per porrefine al crescente fenomeno di criminalità e di illegalità, chetanta preoccupazione Sta generando nella società civile licatese etra i tantissimi, laboriosi ed onesti cittadini di questa splendidacittà". Intanto è stata affrontata, al Comune,un'altra emergenza che riguarda Licata: la chiusura del PuntoNascite del San Giacomo d'Altopasso. Ieri pomeriggio si è riunitala Commissione consiliare sanità ed all'assise ha partecipatoanche il commissario Brandara. "La prima delle due iniziative giàindividuate— scrive il Comune - riguarda la richiesta all'assessoreregionale alla Sanità, Lucia Borsellino, di istituire un tavolotecnico per discutere del futuro dell'ospedale di Licata , con lapresenza del direttore generale dell'Asp i di Agrigento e deldirettore sanitario del nosocomio licatese. La seconda iniziativa, suproposta avanzata dal consigliere Violetta Callea, concerne larichiesta di una proroga del mantenimento del punto nascite almenofino a quando saranno completamente messe in sicurezza tutte lestrade di collegamento con i nosocomi più vicini. A tal proposito ilMinistro della Salute, Beatrice Lorenzin, verrà formalmente invitatoa venite a Licata per rendersi conto della marginalità geografica incui si trova la nostra città". (AAU)

LA SICILIAUNIVERSITA', OGGI O MAI PIU'

Riunione decisiva della Giuntaregionale, sul tavolo un decreto di salvataggio.

Consorzio universitario, oggi è ilgiorno decisivo. Questa mattina, infatti, si riunirà la Giuntaregionale per votare un decreto con il quale si tenterà diconvincere l'ex Provincia di Agrigento a ritenere concluse le causeche avevano portato a novembre 2014 il dirigente del settoreFinanziario a dichiarare impellente la chiusura di tutte lepartecipate. Un atto firmato poi solo a dicembre dalcommissario Alessandra Di Liberto alla luce, si disse, dei tagliprevisti dall'Ance rispetto i trasferimenti ai Liberi consorzidella Sicilia che fin da subito si bollò come una situazionetemporanea, una semplice procedura burocratica che adesso, però,dopo oltre due mesi sembra complicato da "abbattere". Ierimattina Di Liberto, insieme al segretario generale di Cupa ed exProvincia Giuseppe Vella, ha avuto modo di confrontarsi a lungo conil vicepresidente della Regione Mariella Lo Bello al tavolo dellaPrefettura di Agrigento. Un "faccia a faccia" spostatosi poi alterzo piano del Palazzo di Provincia, nell'ufficio dello stessacommissario senza però ottenere risultati univoci. La proposta del Governo Crocetta rimanesempre la stessa, ovvero una sorta di "cambio merce": la Regioneinfatti è pronta a farsi carico di spese collegate ad altre voci,ovvero quelle obbligatorie per l'Ente intermedio. In piùoccasioni, infatti, l'ufficio contabile ha precisato che non si ènelle condizioni di intervenire economicamente rispetto ad esempioalle condizioni delle strade o delle scuole superiori. Tuttecompetenze esclusive dell'ex Provincia per le quali, però,bloccati come si è attualmente in una riforma praticamente sempreferma alla partenza, non si percepiscono gran parte dei fondi. Le promesse della Regione peròpotrebbero non essere sufficienti all'ex Provincia, al punto cheoggi in fase di Giunta regionale potrebbero essere parzialmenterimodulate al rialzo. Basterà? Questo non è detto, Al puntoche l'assessore Lo Bello, a specifica domanda si lascia scappareanche una battuta. " Se la Provincia pensa che si debba recuperaretutto il disavanzo di sei milioni di euro perché poi, alla fine, cisi possa occupare del Cupa sappiate che non è la nostra intenzione.Gli uffici contabili credo che debbano fare il loro lavoro guardandole carte ma lo debbono fare in modo molto distante dalle scelte chene potrebbero condizionare l'azione". Intanto gli studenti del Cupacontinuano la loro lotta "in solitaria", al momento, per ilfuturo del Consorzio. Ieri per il secondo giorno consecutivo si ètenuta un'assemblea permanente nello spazio dinnanzi ai locali divia Quartararo, che rimangono attualmente occupati. Mentre unadelegazione di ragazzi ha presentato ieri mattina all'ex Provinciaun loro documento congiunto nel quale chiedono chiarimenti rispettoall'Università agrigentina. "Continueremo a non frequentare lelezioni e a non fare attività didattica fino a quando lerassicurazioni avanzate dalla Regione non si non si tramuteranno infatti e quindi in documenti ufficiali hanno spiegato in una notastampa -, Non ci accontentiamo più di soluzioni tampone, come quelleavute in tutti questi anni, il diritto allo studio e la culturanecessitano di stabilità e certezze; obiettivi raggiungibili solo edesclusivamente con un impegno forte e duraturo da parte dellaRegione". Giovedì, è ormai confermato, alle 10ci sarà una manifestazione aperta a tutta la cittadinanza, partendodal quadrivio e giungendo alla sede della ex Provincia Regionale diAgrigento.

Il commissario straordinario Alessandra Diliberto:
"NON HO TEMPO PER LA STAMPA"
 
"Non posso rispondere alle domande,devo lavorare". A parlare è il commissario straordinario delLibero consorzio di Agrigento Alessandra Diliberto, che non appenaabbandonato il tavolo di confronto sul Cupa che era in fase disvolgimento alla Prefettura ha "schivato" qualunque interrogativodella stampa. Noi avremmo voluto chiedere al commissario (che dal suoinsediamento non ha mai ritenuto di incontrare i giornalistiagrigentini) notizie rispetto all'incontro che era appena terminato(durante il quale si decideva il futura di oltre duemila studenti),approfittando proprio del fatto che in quel momento non era impegnatain nulla di visibile Per il commissario rispondere alle domande digiornalisti, dobbiamo dedurre, è attività da svolgere quando si hatempo, quando non si sta lavorando, Attenderemo i giorni di ferie.


STOP DELLA REGIONE

Caos rifiuti Sicilia è giallo sudiscarica di Bellolampo.

PALERMO, La Regione impone lo stop alconferimento dei rifiuti nella discarica di Bellolampo ai Comuni deiPalermitano che fanno parte delle Srr 'Area Metropolitana" e"Provincia Est-Ovest". La maggior parte di questi centri fino al31 marzo sono così costretti a scaricare l'immondizia a giornialterni negli impianti di Catania della Sicula Trasporti e diSiculiana della Catanzaro Costruzioni. Queste due discariche sarannogrado di reggere l'aumento dei rifiuti o sarà ancora emergenza? L'ordinanza emanata dal governatoreRosario Crocetta si è resa necessaria perché la Rap — societàche gestisce Bello- lampo — non avrebbe presentato il nuovo pianooperativo di gestione della di- scarica, Piano diventato un vero eproprio "giallo': la Rap rende noto di averlo «trasmesso oggi(ieri, ndr) coi dettagli richiesti dalla Regione» e si dice«disponibile ad aprire le porte di Bellolampo alle amministrazionidel comprensorio evitando così di caricare sulle stesse costiesorbitanti per il conferimento in altre discariche lontano daPalermo)>. Al dipartimento Acque e rifiuti, però, il pianooperativo di gestione della discarica non sarebbe ancora arrivato.Nel corso di una conferenza di servizi tenutasi lo scorso 25febbraio, la Regione ha chiesto alla Rap, assieme ad Arpa, Asp eProvincia, garanzie sull'abbancamento dei rifiuti (circa 500tonnellate in più al giorno) e sulla raccolta del percolato. «Inquell'occasione, la Rap - fa sapere Vania Contrafatto, assessoreregionale all'Energia — non ha prodotto alcun piano, nè fornitogaranzie sulla tenuta del fronte rifiuti, messa in dubbio persino daun suo tecnico. Se e quando arriveranno queste garanzie, lesottoporremo agli organi di controllo». Ed è qui che s'innesca lapolemica politica, Il sindaco di Palermo e presidente dell'AnciSicilia, Leoluca Orlando, attacca ancora la Regione: «Ogni giornoinventa pretesti per rifiutare la disponibilità di Bellolampo,discarica intera mente pubblica, ad accogliere i rifiuti dei Comunidel Palermitano. La Rap ha adempiuto all'ennesima richiesta didocumenti, il comportamento della Regione appare strumentale edilatorio, com'è accaduto altre volte nei mesi passati. E'scandaloso che si continui a caricare sulle amministrazioni comunalii costi esorbitanti dello smaltimento a vantaggio delle discaricheprivate». Replica l'assessore Contrafatto: «Orlando farebbemeglio a documentarsi prima di rilasciare improvvide dichiarazioni;stia tranquillo e pensi a mantenere pulita Palermo. Da parte dellaRegione nessun intento di favorire una discarica a discapito diun'altra». Con la stessa ordinanza con cui hadirottato buona parte dei Comuni palermitani a Catania e Siculiana,la Regione ha anche concesso una proroga di un altro mese ai varicentri della Sicilia per il conferimento negli impianti oradisponibili. Autorizzati pure il Comuni trapanesi e Terrasini aportare l'immondizia nella discarica di Trapani,

Sicilia24h

STRADA DEL VINO: IL LIBERO CONSORZIOPROMUOVE IL PROPRIO TERRITORIO DAL 26 AL 29 MARZO 2015.
 
Un educational ed un workshopnell'ambito del progetto dei marchi d'area sono stati organizzatidal Libero Consorzio Comunale di Agrigento nei giorni dal 26 al 29marzo con la presenza di buyers qualificati, rappresentanti di touroperator nazionali ed internazionali. La sede degli eventi saràcomunicata nei prossimi giorni. Durante il workshop sarà possibile,per gli operatori locali interessati, trattare direttamente con ibuyers presenti in modo da commercializzare i propri prodotti e iservizi turistici. Inoltre è previsto un educationalriservato alle strutture ricettive e ad aziende di particolareinteresse relazionale ed enogastronomico per migliorare la loroformazione. Saranno ammessi al workshopprioritariamente agenti di viaggio che svolgono attività di incominge le agenzie ricettiviste nonché le aziende enogastronomiche delterritorio della strada del vino. Per essere ammessi è possibilecompilare la scheda di adesione presente sul sito istituzionalewww.provincia.agrigento.it nella home page. Le adesioni potranno essere inviate viaemail all'indirizzo j.cimino@provincia.agrigento.it oppuretrasmessi via fax 0922593678 fino al 20 marzo c.m. Coloro che saranno ammessi al workshopriceveranno le schede dei buyers con tutti i dati necessarisull'operatore e sul rappresentante presente sul territorio epotranno incontrarli nel work shop che si svolgerà il 27 mattino.

Agrigentooggi


DIRITTO ALLO STUDIO: UNIVERSITARI INPIAZZA

E' stata fissata per giovedìmattina la manifestazione degli universitari del Polo di Agrigento.Un corteo, dalle 10, si muoverà dal Quadrivio Spinasanta pergiungere fino a Piazza Aldo Moro, sede del Palazzo Provinciale. "Il clima di incertezza che da anniattanaglia gli studenti è divenuto insostenibile per una generazioneche ha deciso di investire le proprie capacità e il proprio futuroin un territorio difficile come quello agrigentino" si legge in unanota diffusa dal comitato di studenti che da qualche giorno haoccupato la sede del Polo Universitario. "E' necessario avere delle risposteconcrete non soltanto sulla salvezza del polo, ma anche sulleprospettive di sviluppo future dello stesso. Chiediamo - proseguela nota - che si investa nella cultura e che si lavori perconsentire ai giovani di portare le proprie professionalità ecompetenze su un territorio che più di altri necessita di nuovistimoli e orizzonti reali di sviluppo. Chiudere il Polo di Agrigentosignifica privare il territorio di migliaia di giovani, impoverendolooltremodo e distruggendone, di fatto, il futuro. La regione devefarsi carico di questa imprescindibile realtà territoriale cherischia di scomparire e le forze politiche tutte devono unirsi a noiin questa battaglia. Non intendiamo rinunciare adun'importantissima realtà culturale che negli ultimi vent'anniha arricchito l'intera provincia, favorendo lo sviluppoterritoriale e imprenditoriale e dando a migliaia di studentil'opportunità di crescere e di realizzarsi nel territorio in cuivivono e che amano. E' per questi motivi che gli studentihanno deciso di continuare a dar voce al loro risentimento mantenendoferma la decisione di proseguire con l'assemblea permanente cheoggi li ha visti simulare una lezione negli spazi esterni al Polo,con lo scopo di mantenere informato e in continuo aggiornamentol'intero corpo studentesco". Sarà possibile seguire l'evoluzionedella vicenda sulla pagina facebook dell'evento #SaveUniAg.

AGRIGENTO, PER CUPA CONTO ALLAROVESCIA.
"Una settimana di tempo. Sette giornial massimo, ed il Cupa chiuderà se non arriverà il rientro nelconsorzio dell'ex Provincia di Agrigento". Ha esordito così lapresidente del Polo universitario della Provincia di Agrigento, MariaImmordino, all'assemblea spontanea degli studenti e dei dipendentidel Cupa, che ieri mattina, preoccupati ed agitati per il futurodella sede staccata dell'ateneo di Palermo che rischia di chiudereper mancanza di finanziamenti, hanno "occupato" pacificamente lastruttura di contrada Calcarelle. "Ho notizie - ha aggiunto lapreside Immordino - da parte dell'assessore e vice presidentedella Regione, Mariella Lo Bello, che sarebbe stata trovata unasoluzione tecnica per impedire al Cupa di chiudere". E quale sarebbe questa soluzione? "Insostanza - risponde la professoressa Immordino - la Regione faràin modo di ridurre la somma che prima veniva erogata al Cupa all'exProvincia dalla spesa corrente, in modo da evitare lo sforamento delpatto di Stabilità. L'ente, quindi, potrà rientrare nel Cupa efinanziare la stessa somma che prima veniva erogata, cioè 750 milaeuro. La parte restante la metteranno gli altri soci. Naturalmente -aggiunge Immordino - se rientra la Provincia, anche la Camera dicommercio potrebbe ritornare ad essere socio del Polo universitario".Entro venerdì, quindi, sul tavolo della preside Immordino, dovràarrivare la delibera con la quale il commissario del Libero consorziocomunale di Agrigento, l'ex Provincia per intenderci, revoca lafuoriuscita e conferma il finanziamento, da socio fondatore, perl'anno in corso. "Se non riceverò questa delibera oqualsiasi altro documento scritto da parte della Regione - ha dettola professoressa Immordino con molta onestà intellettuale aglistudenti riuniti nell'auditorium inaugurato due mesi fa dalministro Angelino Alfano ed intitolato alla memoria del giudiceRosario Livatino - convocherò il Consiglio di amministrazione el'assemblea dei soci per decretare lo scioglimento del Cupa. Irevisori dei Conti - conclude la preside - mi hanno concesso solouna settimana di tempo". Gli studenti, preoccupati, ieri già dalle7,30 hanno occupato la struttura che ospita l'università."Vogliamo continuare a studiare e laurearci ad Agrigento - diconoLucrezia Gazziano e Vincenzo Spoto, entrambi pendolari di Raffadali -e la nostra battaglia la porteremo avanti per i ragazzi più piccolidi noi che si vedranno preclusa la possibilità di studiare in questauniversità". Accanto agli studenti c'erano anche idipendenti. "Il nostro futuro è incerto - dice Matteo Lo Raso,sindacalista aziendale - perché se chiude il Cupa saremo costrettia ricorrere alla mobilità. Noi siamo in 15, di cui 7 a tempodeterminato e la restante parte a tempo indeterminato. Stiamoconducendo una battaglia assieme alla preside, al direttore deiservizi di gestione, Ettore Castorina e con gli studenti per evitarela chiusura del Polo universitario". Gli studenti hanno annunciatoazioni di lotta e sensibilizzazione in attesa di atti concreti daparte della politica locale e regionale.

Lavalledeitempli

AGRIGENTO - GIOELE FARRUGGIA DELLABORATORIO VALLICALDI SUL CUPA

Alla luce dei nuovi risvoltiriguardanti il futuro del Polo Universitario di Agrigento sentiamo ildovere e la necessità di prendere una posizione netta all'internodi una vicenda caratterizzata da grande nebulosità. Bisogna intantochiarire che quella che gli studenti, le associazioni e i cittadinistanno portando avanti non è una battaglia di diritto, vale a direnon si sta difendendo il diritto allo studio, quanto piuttosto lanecessità di tutelare lo sviluppo territoriale dell'interaProvincia di Agrigento che si trova sempre più in grande difficoltàe per la quale la chiusura del Polo potrebbe rappresentare il colpodi grazia definitivo. Ma c'è di più, quello che avviene ormai daanni su questa vicenda è un accanimento morboso nei confronti diragazzi e ragazze che hanno deciso di investire in un territorio cosìdifficile e che ancora oggi si trovano costretti a combattere permantener vive le loro speranze di rinascita, nonostante i continuitira e molla di una classe politica che ha disatteso, troppe volte,le tante promesse fatte . Da quando vent'anni addietro l'Universitàdi Palermo ha istituito un suo polo di studi ad Agrigento, la cittàne ha tratto immediato beneficio nei termini molteplici della suaproiezione di crescita per l'intera comunità locale. Studenti delluogo hanno potuto usufruire di una didattica di alto profilo nellaloro città di residenza, potendo solo opzionalmente preferire la piùnota sede regionale dell'Università; studenti provenienti da tuttala Sicilia hanno altresì avuto l'opportunità di poter usufruiredi un nuovo ateneo ubicato in una città a piena misura d'uomo enota in tutto il mondo per le sue bellezze storico-archeologiche.Circostanze, queste, che hanno prodotto effetti virtuosi consignificative ricadute economiche e culturali, più segnatamentel'incremento di attività commerciali e un nuovo dinamismoimmobiliare, e, sulla collettività, un incremento del senso civico euna evidente crescita di fruizione e soprattutto di produzioneculturale. Riteniamo dunque che questo intero processo non debbaessere interrotto ma anzi potenziato, coniugando ulteriori servizi, ediffuso con maggiore chiarezza e lungimiranza affidando il futurodella Provincia ad una prospettiva di sviluppo culturale eprofessionale a lungo termine, attraverso la definizione di corsi dispecializzazione di eccellenza che sappiano esaltare le grandipotenzialità del territorio e ridefinire un nuovo e più strettolegame con lo stesso. Eliminare questa opportunità sarebbe un errorepolitico, l'ennesimo, imperdonabile. Ci auspichiamo che la regionesi esprima presto in favore del mantenimento di questoimportantissimo servizio per la città di Agrigento e che si facciacarico di sostituire la stessa Provincia nella erogazione di talifinanziamenti. Siamo determinati a portare avanti la battaglia perl'Università e ci auguriamo che la città tutta (dalle forzepolitiche ai cittadini) risponda in maniera decisa sulla necessitàdel mantenimento del polo universitario ad Agrigento.

Infoagrigento.

GLI STUDENTI DEL POLO INCONTRANO LADI LIBERTO, CONTINUA LA PROTESTA.

 Non è ancora risolta la situazione delPolo Universitario di Agrigento. Nonostante le rassicurazioni dellaclasse politica inerenti l'eventuale sostegno economico da partedella Regione siciliana e nonostante le parole pronunciate ierimattina dalla prof.ssa Immordino, presidente del Cupa, la quale erastata informata di un accordo "tecnico" con il quale la Regioneavrebbe permesso all'ex Provincia Regionale di Agrigento distanziare i fondi necessari al sostentamento temporaneo del Cupa, lasituazione rimane ancora in balìa di un'incertezza che non puòlasciare indifferenti. Dopo aver indetto un'assemblea permanenteannunciando per giovedì mattina una manifestazione cittadina,stamattina una delegazione di studenti di diverse facoltà del PoloUniversitario si sono dati appuntamento ad Agrigento per incontrareil commissario straordinario, Alessandra Di Liberto, la stessa cheaveva firmato il recesso dell'ex Provincia dal Cupa (maggiore sociodello stesso). "Il mio è un ruolo tecnico - haspiegato la Di Liberto - Non faccio politica. Sulla scorta diquello che deciderà il Governo io potrò valutare quale termineassumere per risolvere questo problema". Si tratterebbe, nellemigliori delle ipotesi, di un provvedimento temporaneo per ilcompletamento dell'anno in corso, dato che "se ci sarà undisegno di legge dedicato ai Consorzi Universitari, come il Cupa diAgrigento, quello sarà una questione successiva". Dunque, daSettembre gli studenti agrigentini potrebbero nuovamente trovarsinella condizione di dover fare le valigie, sempre per coloro chepotranno permetterselo. Ciò che non è dato sapere sono invece lemodalità con le quali la Regione si farebbe eventualmente caricodelle spese temporanee per il salvataggio del Polo, dato che lestesse sembrerebbero, ancor oggi, oggetto di trattazione di diversitavoli tecnici tenuti nel palermitano e non ancora terminati. Perdomani pomeriggio, come annunciato dallo stesso commissario, siriunirà la Giunta nella capitale siciliana dalla quale potrebberonascere ulteriori novità. Smentite invece le "voci dicorridoio" inerenti il presunto debito accumulato dal Polouniversitario di Agrigento nei confronti dell'Ateneo di Palermo. Aconfermarlo agli studenti è stato anche il direttore amministrativodel Consorzio Universitario di Agrigento, Giuseppe Vella, anche luipresente all'incontro: la questione riguarda un "contenziosoverbale" tra il Polo agrigentino e l'Università di Palermo, inquanto quest'ultima avrebbe chiesto il pagamento di alcune sommeche, in virtù della convenzione precedente a quella istituita nel2013, non erano previste. Somme che, in base all'accordo, il Cupaavrebbe dovuto pagare - grazie anche ai fondi straordinari chericeveva dalla Regione - fino ai limiti del proprio bilancio,ovvero delle risorse finanziarie disponibili; il resto sarebbe statopagato dalla sede palermitana. Un "dubbio interpretativo" cheviene tradotto in circa sei milioni e mezzo di euro di debito chePalermo vanta ma che il Cupa non riconosce, rivendicando la validitàdel precedente accordo. In sostanza, l'Università di Palermoavrebbe, successivamente all'accordo, inserito queste somme neibilanci dei Poli decentrati. Questo lo ritroviamo anche in una nota(datata febbraio 2014) di udupalermo.it dove si afferma che primadella modifica alla precedente convenzione il "Consorzio era tenutoa contribuire per il 35% alle spese relative al mantenimentodell'Offerta Formativa, per un totale di 1,8 mln di euro. A Marzo2013 viene sottoscritta una nuova convenzione secondo la quale ilConsorzio sarà tenuto a garantire la copertura del 50% delle spesedi docenza necessarie per il funzionamento dei Corsi di Studio attivinel Polo". Per quanto riguarda invece la "vecchia"proposta di creare un fondo alternativo cui destinare il 5 per milledell'imposta sul reddito al Cupa, questa sarebbe una soluzionefattibile - sempre nel rispetto di precisi criteri - ma, secondolo stesso Vella, resterebbe un progetto valido per le sole universitàe non per un consorzio come il nostro: in definita, il fondo nonverrebbe direttamente destinato al Polo di Agrigento ma alla sede diPalermo. Intanto però, se mai dovesse essere superato lo scogliotemporaneo, di imminenti progetti atti a garantire stabilità ad uncentro importantissimo come il Polo agrigentino, se ne dovràimmediatamente parlare nei prossimi mesi. In un clima incerto comequello che attualmente si respira, è forse inutile ribadire come iproblemi finanziari che colpiscono oggi Regioni e Provincie sianoforse lo specchio di un'indifferenza politica che muove da Roma pergiungere ad Agrigento per le sole campagne elettorali.


QUAL È LA SITUAZIONE DEL POLOUNIVERSITARIO? LETTERA APERTA DI ROBERTA ZICARI.

"Un paio di anni fa scrissi, leggendolo Statuto del Polo Universitario di Agrigento, che i soci hannol'obbligo statutario di conferire ogni anno alla struttura circa900.000,00 euro. Nessuno mi ha mai risposto confutando taleaffermazione. Suppongo che tale cifra serva a "coprire" le spesevive del Polo (il personale amministrativo dovrebbe essere compostoda impiegati della Provincia?!?!) Il Polo conta circa 3.000 iscritti(dato appreso dalla stampa) ; la retta universitaria credo costi inmedia circa 1.000,00 euro a studente. Ciò vuol dire che il CUPAversa ogni anno circa 3 milioni di euro nelle casse dell'ateneopalermitano, da cui dipende. L' università degli studi di Palermoe' infatti madre e potenziale carnefice del nostro Polo. E'l'ateneo palermitano a decidere le sorti dell'università diAgrigento. In compenso , mi pare di capire, che noi fruttiamo all'ateneo Palermitano circa 3 milioni di euro l'anno. La domanda e':quanto gli costiamo? Perché ci vogliono chiudere? Perché questoconsorzio non e' MAI stato messo nelle condizioni di crescere, dispecializzare i suoi corsi, di diventare attrattivo, di sviluppareimpresa? Dico questo perché il Polo NoN deve chiudere e NON devediventare oggetto di campagne elettorali. Per amore e rispetto diquesta città, che vede nel consorzio non solo occasione diformazione ma anche opportunità di crescita economica, credo che laclasse politica non solo debba trovare le somme per salvare il poloma anche e soprattutto debba dire perché questo polo non riesce adessere economicamente autosufficiente, quali corsi chiudere e qualimantenere, come hanno operato i consigli di amministrazione attuali epassati, come specializzare i corsi che resteranno portandoli adaltissimi livelli, se il polo rientri nel progetto "poli tecnici"ovvero se possa diventare una eccellenza nel campo agro/alimentare onautico ( vista la recente apertura di un istituto nautico inprovincia). Insomma, basta giocare con la testa degli Agrigentini efare campagna elettorale sulle esigenze di un territorio, e'arrivato il momento di risollevare Agrigento. In attesa di una celererisposta, che possa confutare le mie osservazioni se fallaci e/o diavere risposta alle mie domande".

Canicattìweb

NARO.

ALL'ISTITUTO TECNICOFEDERICO II ADESSO C'È ANCHE L'INDIRIZZO DI STUDI DEL TURISMO

A gennaio il Consiglio comunale,presieduto da Calogero Ferraro, ha approvato la propostadell'assessore comunale alle politiche scolastiche Lidia Mirabile,facendo voti alla Regione affinché riconoscesse all'IstitutoTecnico Federico II l'indirizzo di studi del turismo, richiesto daldirigente scolastico. All'Istituto Tecnico Federico II di Naroadesso c'è anche l'indirizzo di studi del turismo. L'assessoreregionale per la Formazione e istruzione, Mariella Lo Bello, hafirmato il decreto con cui accoglie la richiesta del dirigentescolastico Vincenzo Fontana ed istituisce nell'Istituto Tecnico diNaro l'indirizzo di studi del turismo, che va ad aggiungersi aquello di amministrazione, finanza e marketing. In effetti,l'assessore regionale Lo Bello aveva già preso questo impegno il19 dicembre dell'anno scorso, quando il sindaco Calogero Cremona haconferito la cittadinanza onoraria di Naro ai magistrati IgnazioFonzo e Luigi Patronaggio e al padre guanelliano Giorgio Simion. Inquell'occasione infatti si è parlato della promozione turistica diNaro e, su sollecitazione del presidente del consorzio agrigentinoper i beni confiscati alla mafia ed ex sindaco di Naro, Maria GraziaBrandara, è stata focalizzata la possibilità di far diventare lascuola media superiore di Naro un laboratorio naturale di turismo. ANaro difatti si ritrovano, ancora oggi, insediamenti archeologici,come le catacombe paleocristiane di contrada Canale. Si ritrovanomonumenti medievali, come il Castello, il Duomo Normanno, le Mura diCittà e la Chiesa di Santa Caterina. Ci sono conventi e chiesebarocche, come quelle di San Francesco, Sant'Agostino, San Nicola,Badia del SS Salvatore e San Calogero. Ci sono bellezze naturali epaesaggistiche, come il Lago San Giovanni, la Valle del Paradiso, ilbelvedere del Castello, le Serre e la diga di Furore. Ci sono laMostra Permanente dell'Abito d'Epoca, quella dell'Arte Graficaed il Fondo Antico della Biblioteca Feliciana , la quale custodisce56 manoscritti, 24 incunaboli, 591 cinquecentine, 3.800 libri edititra il '600 e l''800. Afferma il sindaco Cremona: "Lavocazione turistica della Città di Naro ben si concilia conl'esistenza di una scuola secondaria di secondo grado a indirizzodi studio turistico. In questo modo, infatti, si realizza unaconcreta sinergia tra le risorse turistico-culturali e quelledidattico-formative presenti nel territorio comunale."


PROVINCIA DI AGRIGENTO.
 STRADA DELVINO: IL LIBERO CONSORZIO PROMUOVE IL PROPRIO TERRITORIO DAL 26 AL29 MARZO 2015


Un educational ed un workshopnell'ambito del progetto dei marchi d'area sono stati organizzatidal Libero Consorzio Comunale di Agrigento nei giorni dal 26 al 29marzo con la presenza di buyers qualificati, rappresentanti di touroperator nazionali ed internazionali. La sede degli eventi saràcomunicata nei prossimi giorni. Durante il workshop sarà possibile,per gli operatori locali interessati, trattare direttamente con ibuyers presenti in modo da commercializzare i propri prodotti e iservizi turistici. Inoltre è previsto un educationalriservato alle strutture ricettive e ad aziende di particolareinteresse relazionale ed enogastronomico per migliorare la loroformazione. Saranno ammessi al workshopprioritariamente agenti di viaggio che svolgono attività di incominge le agenzie ricettiviste nonché le aziende enogastronomiche delterritorio della strada del vino. Per essere ammessi è possibilecompilare la scheda di adesione presente sul sito istituzionalewww.provincia.agrigento.it nella home page. Le adesioni potranno essere inviate viaemail all'indirizzo j.cimino@provincia.agrigento.it oppuretrasmessi via fax 0922593678 fino al 20 marzo. Coloro che saranno ammessi al workshopriceveranno le schede dei buyers con tutti i dati necessarisull'operatore e sul rappresentante presente sul territorio epotranno incontrarli nel work shop che si svolgerà il 27 mattino.






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