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rassegna stampa del 12 marzo 2015

GIORNALE DI SICILIA

GESTIONE IDRICA.
Dopo la marcia di protesta la società scrive a sindaci e associazione: forniremo i chiarimenti

GIRGENTI ACQUE, PROVE DI DIALOGO CON «I RIBELLI».

  «Un civile e costruttivo confronto sulle problematiche del servizio idrico». Per organizzate un incontro Girgenti Acque, ieri, ha lanciato un appello all'Inter.Co.Pa. e a tutte le associazioni ed ai comitati di protesta che si sono adoperati ad organizzare la manifestazione di sabato scorso. «Girgenti Acque sarà lieta - scrive l'azienda in un comunicato stampa - di fornire ogni possibile chiarimento e recepirà tutti i suggerimenti volti al miglioramento del servizio e del rapporto con gli utenti». Un invito, dunque, quello lanciato ieri nell'interesse generale. Un invito per avviare una vera e propria collaborazione e fare chiarezza. La società, per organizzare l'incontro facendo riferimento al direttore generale, ha anche messo a disposizione dei numeri di telefono e l'indirizzo mail: 335-5642202, 0922441539, fax 0922441877 e l'indirizzo e-mail segreteriagenerale@girgentiacque.com. Franco Zammuto dell'inter. Co. PA., durante la marcia, aveva parlato di "perdite dalla rete idrica", 'di inquinamento" e di "tariffe non coerenti coni! servizio idrico erogato". «Le ragioni delle inadempienze addebitate a Girgenti Acque - aveva detto Zammuto, chiedendo "percome sancito dal referendum del 2011', una "gestione pubblica dell'acqua", - sono le ragioni che viviamo giornalmente». Anche i sindaci presenti alla marcia di sabato scorso, da piazza Cavour fino al palazzo della Prefettura, avevano ufficialmente chiesto "di abbassare le tariffe", di "garantire un servizio efficiente e costi adeguati perché l'acqua è un bene di prima necessità". «Nell'Agrigentino il costo del servizio è a livelli abbastanza elevati, ma questo accade a prescindere dalla gestione pubblica o privata del servizio - aveva spiegato, lo stesso giorno della protesta, Giandomenico Ponzo, direttore di Girgenti Acque». La società aveva anche, ancora una volta, chiarito che le reti idriche "colabrodo" sono state ereditate. Un botta e risposta, dunque. Ma adesso dalla Girgenti Acque arriva iniziativa di organizzare un costruttivo incontro per fare chiarezza. La società si dice anche disposta ad accogliere eventuali suggerimenti per migliorare il servizio idrico e il rapporto con gli utenti. Intanto si sono autoconvocati per il prossimo 17marzo in seduta straordinaria in Piazza Parlamento a Palermo i consigli comunali dei comuni che si battono per il ritorno all'acqua pubblica. (C.R)

I NODI DELLA REGIONE.
Il presidente tratta coi sindacati ma nel quadro degli impegni assunti a Roma. Resta aperto il caso di chi ha vinto i concorsi nei Beni culturali. FINANZIARIA, SI TRATTA SUI TAGLI ALLE PENSIONI Giacinto Pipitone

Mentre ancora aleggia lo spettro di una impugnativa del bilancio provvisorio che paralizzerebbe la spesa della Regione, Rosario Crocetta prova oggi a varare la nuova Finanziaria in giunta. E fino all'ultimo si lavora a ritocchi al testo per renderne più facile il cammino dentro e fuori dall'Ars. Sono le pensioni l'oggetto della trattativa. Martedì pomeriggio i sindacati, per la prima volta unitariamente, hanno annunciato due giorni di sciopero. Ma da martedì sera sono in corso contatti fra Palazzo d'Orleans e le segreteria sindacali per cercare di evitare lo scontro. E c'è un nuovo testo che circola sulla norma più contestata, quel la che equipara il trattamento pensionistico regionale a quello statale cercando anche di sfoltire gli organici attraverso i prepensionamenti. Il nuovo testo rinvia di un anno proprio i prepensionamenti, che sarebbero dunque possibile dal 2016 al 2019. Mentre l'equiparazione dell'assegno di quiescenza fra statali e regionali scatterebbe subito ma con qualche correttivo che renda digeribile la norma: un'equiparazione totale provocherebbe un taglio del 20% alle pensioni, quello in fase di studio limita al 10% la perdita. «La Uil - spiega Luca Crimi - è stata fra i primi a chiedere un rinvio dei prepensionamenti. E abbiamo anche chiesto di chiudere alcuni enti inutili come Arsea e Istituto per l'incremento ippico eliminando così i veri sprechi senza incidere sul personale». E il capo della segreteria dell'assessorato alla Funzione pubblica, Giovanni Pistorio, conferma che «il nuovo trattamento pensionistico regionale sarà una via di mezzo fra quello attuale e quello statale. Sulle formule e sui tempi è in corso un dibattito». Inoltre i sindacati pressano per non recepire in modo secco ed esplicito la cosiddetta pre-Fornero, cioè la legge che a livello nazionale autorizza i prepensionamenti coni requisiti vigenti prima della riforma dell'ex ministro. Il motivo è tattico: quella norma prevede che i prepensionamenti vengano agganciati ad esuberi, con l'effetto di bloccare le piante organiche e impedire future assunzioni. La proposta a cui si è lavorato ieri prevede di applicare in Sicilia i requisiti indicati dalla pre-Fornero senza richiamare esplicitamente questa norma: in questo modo non si sbarrerebbe la strada al vincitori del concorso ai Beni culturali che ancora non sono arrivati al traguardo e non sì precluderebbe la stabilizzazione di circa 700 precari prevista comunque dopo il 2016. I testi della Finanziaria vengono aggiornati di ora in ora e per questo è imprevedibile la formulazione che oggi arriverà sul tavolo della giunta. Di sicuro non possono essere diversi da quello che la Regione si è impegnata a portare al tavolo romano, come ha ribadito lo stesso Crocetta. E in ogni caso la norma sulle pensioni prevederà dei tagli alla spesa attuale, anche per gli assegni di reversibilità. Per il resto però la manovra conterrà tutte le altre misure annunciate sul personale: tagli a premi di rendimento e straordinari, riduzione di l300 postazioni dirigenziali, mobilità obbligatoria entro i 50 km dal luogo di residenza, dimezzamento dei permessi sindacali e riduzione da 45 a 3 dei permessi retribuiti annuali. Tutte misure che costituiscono il cuore dElla Finanziaria dell'assessore Alessandro Baccei e che però i deputati dell'Ars si preparano a emendare corposamente. Ma da queste - lo ha ricordato Crocetta - dipende il successivo aiuto dello Stato per chiudere un bilancio che al momento vede un buco da 3,5 miliardi.

LA SICILIA
IGIENE AMBIENTALE
Pubblicato ieri mattina il bando di gara. Affidamento biennale, costo 16 milioni Dopo annidi proroghe, il servizio di igiene ambientale ad Agrigento verrà affidato con gara d'appalto, anche se a "tempo determinato".

Nella giornata di ieri, infatti, l'ufficio igiene pubblica del Comune ha pubblicato il bando di due anni per la gestione dell'intera "filiera del rifiuto" per un importo complessivo di oltre 16 milioni e duecentomila euro. Di questi quasi 11 milioni di euro non sono soggetti a ribasso d'asta, considerato che si tratta di oneri di sicurezza ma, soprattutto, di costi del personale (10.852.442 euro). Nel dettaglio, infatti, un autista costa 27,75 euro l'ora, così come un motocarrista, mentre un operatore ecologico costa 26,38 euro l'ora. Costi previsti da contratto, ovviamente, così come bloccato è il numero di operatori, considerato che quelli che attualmente già sono in servizio andranno a transitare integralmente in chiunque si aggiudichi l'appalto (in allegato al bando è pubblicato anche l'elenco dei dipendenti e le loro qualifiche). La domanda più importante, ovviamente, è: costa di più o di meno del passato? Si tratta di una risposta che non sapremmo darvi leggendo solo le carte attualmente pubblicate. In linea teorica, infatti, se lo studio di fattibilità fatto realizzare dal Comune alla Ingegneria ambientale di Bonuso individuava un costo annuo di 10 milioni di euro per lo svolgimento del servizio (quattro milioni in meno di quanto pagato fino ad oggi), i circa 9 milioni di euro messi a gara adesso (di cui una parte saranno poi oggetto di ribasso d'asta) ci sembrano troppo pochi. E in effetti è così, considerato che, ci spiegano dal Comune, ci saranno una serie di voci non incluse nel totale o perché non inseribili (come per esempio I'iva) o perché il servizio non sarebbe prestato dall'aggiudicatario, come le quasi 900mila euro annue versate all'Ato Gesa per il personale che svolge servizio per conto del Comune di Agrigento rispetto ai centri comunali di raccolta o per gli aspetti amministrativi. Di certo, comunque, ci sono circa un milione e mezzo di euro (per due anni) che serviranno per il potenziamento estivo. Si preannuncia quindi una nuova proroga. Quella attuale, infatti, scade il 30 aprile e le offerte per la partecipazione alla gara dovranno essere presentate il 12 maggio. Ciò significa che il Comune sarà costretto a prorogare tutto almeno di 3-4 mesi, per guadagnare il margine necessario all'aggiudicazione.
G. S.

GIRGENTI ACQUE.

La Regione vuole capire cosa c'è di vero nelle accuse mosse al gestore
Arrivano gli ispettori Girgenti acque e Ato Idrico, la Regione nomina una commissione ispettiva per verificare "la correttezza delle procedure poste in essere nella determinazione tariffaria e nell'aggiornamento del piano economico finanziario" dal 2012 ad oggi.
A disporlo, con un proprio provvedimento firmato ieri è stato il dirigente generale del settore Rifiuti e Acqua Domenico Armenio, il quale prende spunto dalle segnalazioni che erano stata avanzate attraverso una interpellanza del 24 novembre scorso dal gruppo 5 stelle all'Ars, con primo firmatario Matteo Mangiacavallo. Un atto nato nel momento di maggior tensione sociale rispetto al tema dei tagli delle utenze idriche (si chiamava appunto "misure urgenti a seguito di distacchi di utenza e per calmierare le tariffe nei comuni che hanno consegnato le reti al gestore privato dell'Agrigentino") e che tra le altre cose avanzava specifiche accuse circa l'approvazione delle tariffe stesse nel 2012. Ad esempio, si legge nell'interpellanza, il costo sarebbe stato ricavato senza stralciare "l'utile del 7% abolito dal referendum 2001 sulla componente per la remunerazione del capitale investito" e sarebbe stata indicata "un'eccessiva quota fissa, oltre il consumo, di gran lunga molto al di sopra di quella prevista dalle deliberazioni Cip e Cipe in contrasto con l'art. 7 del D. M. 1/8/1996". Non solo, scrivevano i M5S, ma la Girgenti Acque "addebita nelle bollette la quota di depurazione per le utenze non servite dal depuratore e quando i depuratori non esistono, non funzionano o non sono idonei, in contrasto con la legge e la sentenza della Corte costituzionale". Così la richiesta alla Regione, accusata comunque di essere colpevole di non aver provveduto, dopo la "morte" degli Ato, a prendere una posizione "netta, chiara, pulita" in vista della legge di riforma del settore, chiedono da parte del 5 Stelle era quella di verificare i passaggi tecnici ma anche la presenza di clausole vessatorie nel Regolamento di Utenza di ultima approvazione". Così il Dipartimento, "ritenuto per quanto contenuto nell'interpellanza parlamentare di dover costituire una commissione ispettiva per verificare la correttezza delle procedure poste in essere dall'Ato Idrico di Agrigento e dal gestore del Servizio idrico integrato nella determinazione tariffaria e nell'aggiornamento del Pef relativi ai bienni 2012/2013 e 2014/2015 in applicazione delle del ibere" ha no minato una commissione di quattro funzionari in carico allo stesso settore, ovvero gli ingegneri Marco Bonvissuto e Mario Cassarà e i dottori Giovanni Licari e Giuseppe Di Giovanni. L'incarico, prescrivono dal Dipartimento, dovrà essere portato a termine entro sessanta giorni dalla notifica del provvedimento, "mediante la produzione di specifica relazione che dia contezza dell'attività espletata e dalle conclusioni alle quali la Commissione è giunta".
GIOACCHINO SCHCCHI

PROPOSTA DI GIRGENTI ACQUE AI COMITATI

«Sediamoci e discutiamo!»
 Girgenti Acque a sorpresa tende la mano a quanti sostengono il ritorno alla gestione pubblica dell'acqua. Con un comunicato stampa il gestore privato del servizio idrico integrato «fa appello all'Inter. Co. Pa. e a tutte le associazioni ed i comitati di protesta che si sono adoperati ad organizzare la manifestazione di sabato 7 marzo 2015 per un civile e costruttivo confronto sulle problematiche del servizio». Nelle intenzioni dei responsabili della società l'invito è rivolto «a chi, con animo propositivo, nell'interesse generale degli utenti, vuole collaborare per fare chiarezza sulla situazione del servizio idrico integrato nelle provincia di Agrigento. La Girgenti Acque sarà lieta di fornire ogni possibile chiarimento ed a recepire tutti i suggerimenti volti al miglioramento del servizio e del rapporto con gli utenti". Al fine di potere organizzare l'incontro ha indicato i recapiti del Direttore Generale al numero 335-5642202 o all'indirizzo e-mail segreteriagenerale@girgentiacque. com oppure ai numeri 0922-441539 e fax 0922-441877.

Agrigentoflash

AGRIGENTO, LADRI IN AZIONE AL LICEO MAJORANA
 
Ladri in azione al liceo Majorana, di via Platone, ad Agrigento. Dopo avere forzato una finestra i malviventi sono penetrati all'interno della struttura scolastica. Hanno "visitato" diverse aule, poi hanno scassinato i distributori automatici di caffè e merendine, prelevando le monetine. Circa 100 euro. La scoperta del furto è stata fatta dal personale scolastico, che ha chiamato il 112. Indagini sono in corso dei carabinieri della Compagnia di Agrigento.

Agrigentoweb
DISCARICA DI SICULIANA, RASO (CGIL) AL PREFETTO: "CHI DIFENDE LA NOSTRA PROVINCIA?"
   
Il segretario generale della CGIL, Massimo Raso, ha inviato al Prefetto di Agrigento una nuova lettera avente ad oggetto la discarica di Siculiana. "Apprendo dalla stampa di oggi (Giornale di Sicilia pag. 8) - scrive Massimo Raso - che con una ulteriore ordinanza il Presidente Crocetta aumenta ancora la quantità di rifiuti da "dirottare" verso la discarica di Siculiana. Leggo anche con enorme stupore e disappunto che altre provincie si sono rifiutate di accogliere rifiuti provenienti da altri territori. Ma chi la difende la nostra di provincia? E quando anche la nostra discarica sarà satura, dove e a che prezzo manderemo i nostri rifiuti? Se nelle prossime ore non avremo notizie - prosegue il segretario della CGIL -, preannuncio che come Sindacato proporremo alle popolazioni dei Comuni interessati e alle loro Amministrazioni di dare vita ad eclatanti forme di protesta. Non è accettabile che, malgrado le continue sollecitazioni, niente cambi e che, anzi, la situazione peggiori! Non è accettabile che Siculiana e Montallegro diventino la pattumiera della Sicilia!" conclude Massimo Raso.

Agrigentonotizie
ACQUA PUBBLICA, "BATTAGLIA" ONLINE: CAMPAGNA DEI SINDACI AGRIGENTINI
 
Intanto partirà la campagna di sensibilizzazione in rete, e il 25 marzo prossimo, alle 14.30 in piazza del Parlamento a Palermo, si riuniranno Amministrazioni, Consigli e cittadini provenienti da ogni parte della Sicilia L'obiettivo, da quel che sembra, i sindaci lo stanno perseguendo strenuamente, nonostante le difficoltà di approvazione da parte dell'Ars del ddl che, tra l'altro, sancirebbe la ripubblicizzazione del servizio idrico così come vorrebbero coloro i quali hanno partecipato al referendum e così come vorrebbe la legge 2 del 2013. Dopo incontri tra loro e con i vertici regionali, manifestazioni di piazza, il rifiuto di consegnare le reti idriche, sedute dei Consigli comunali per concordare l'eventuale "respingimento" dei commissari inviati dalla Regione dopo la diffida a consegnare gli impianti, l'impegno prosegue adesso con una campagna di sensibilizzazione in rete. Oggi un'altra azione simbolica si è svolta all'Ars, con una trentina di primi cittadini agrigentini, con tanto fascia tricolore. Per il deputato del Pd Giovanni Panepinto, sindaco di uno dei comuni non consegnatari e tra i fautori delle iniziative per il ritorno alla gestione pubblica, si è trattato di far sentire "un grido del territorio". "La presenza dei sindaci della provincia di Agrigento che simbolicamente hanno indossato la fascia tricolore all'interno dell'aula dell'Ars è la dimostrazione di un grido che si alza a gran voce dai territori siciliani per chiedere il completamento della riforma del servizio idrico. Il presidente dell'Ars, Ardizzone, ha assicurato l'impegno per l'approvazione del ddl in tempi brevi. Siamo sicuri che a questo punto il Governo si renderà conto del'importanza di portare avanti il ddl già in commissione, - continua il parlamentare - e che il presidente Crocetta e l'assessore all'Energia rispetteranno gli impegni assunti con i siciliani". Intanto partirà la menzionata campagna di sensibilizzazione in rete, e il 25 marzo prossimo, alle 14.30 in piazza del Parlamento a Palermo, si riuniranno Amministrazioni, Consigli e cittadini provenienti da ogni parte della Sicilia.

Canicattìweb

PROVINCIA DI AGRIGENTO, MANIFESTAZIONE PER L'ACQUA PUBBLICA: LA GIRGENTI ACQUE APRE AI COMITATI

La Girgenti Acque fa appello all'Inter.Co.Pa. e a tutte le associazioni ed i comitati di protesta che si sono adoperati ad organizzare la manifestazione di sabato 07 marzo 2015 per un civile e costruttivo confronto sulle problematiche del servizio idrico. L'invito è rivolto a chi, con animo propositivo, nell'interesse generale degli utenti, vuole collaborare per fare chiarezza sulla situazione del servizio idrico integrato nelle provincia di Agrigento. La Girgenti Acque sarà lieta di fornire ogni possibile chiarimento ed a recepire tutti i suggerimenti volti al miglioramento del servizio e del rapporto con gli utenti. Al fine di potere organizzare l'incontro facendo riferimento al Direttore Generale al numero 335-5642202 o all'indirizzo e-mail segreteriagenerale@girgentiacque.com oppure ai recapiti tel. 0922-441539 e fax 0922-441877.
LIvesicilia

IL M5S: "LA RIFORMA DELLE PROVINCE? STA ANDANDO A PEZZI"

PALERMO - Per il M5s "perde altri pezzi la riforma che avrebbe dovuto mandare in soffitta le ex Province". Entro un anno dall'approvazione delle legge, secondo quanto approvato oggi in commissione Affari Istituzionali all'Ars, Consorzi e aree metropolitane potranno decidere se optare per l'elezione diretta del presidente o meno. "Rientra dalla finestra praticamente - dicono i deputati M5S Salvatore Siragusa e Francesco Cappello - quello che era uscito dalla porta. La legge pensata in partenza è stata smontata quasi pezzo per pezzo, riportandoci alla situazione del 1985. I confini dei nuovi organismi sono uguali. E uguali sono le competenze dei liberi consorzi, delle quali è stata fatta una sorta di copia e incolla. Cambia, ma in peggio, solo la situazione del personale, il cui destino resta molto incerto". Oltre al danno anche la beffa che arriva per i Comuni che erano ricorsi al referendum per decidere il loro destino: Gela, Piazza Armerina, Niscemi e Licodia Eubea. "Tutta carta straccia - dicono i deputati - con un danno economico valutabile intorno ai 300 mila euro".




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