1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
Provincia di Agrigento
Sei in: Home » URP e Stampa » Rassegna stampa » 2009 » Febbraio » Rassegna stampa del 24 Febbraio 09 - COPIA -

Contenuto della pagina

Rassegna stampa

 

Rassegna stampa del 25 Febbraio 09

Mercoledì 25 Febbraio 2009

LA SICILIA 
 
SAMBUCA DI SICILIA
Il sindaco requisisce la condotta
SAMBUCA. Sempre tesi i rapporti tra Girgenti Acque ed il sindaco Martino Maggio che, nei giorni scorsi, ha dovuto fornire spiegazioni agli organi inquirenti in seguito ad una denuncia a suo carico da parte della società. Il primo cittadino, come ha avuto modo di dichiarare, «per evitare eventuali disordini popolari a causa della ingiustificata e assurda interruzione per oltre una settimana di un pubblico servizio primario quale l'erogazione dell'acqua» aveva fatto ricorso «ai pieni poteri previsti dalla vigente normativa, emettendo una apposita ordinanza per garantire il servizio e dare una concreta risposta ai cittadini costretti a ricorrere alle autobotti per rifornirsi del prezioso liquido). Successivamente, cessata l'emergenza, aveva consegnato gli impianti all'Ato Idrico. E' tutto pronto intanto, per la manifestazione del 28 febbraio prossimo «per chiedere la rescissione di ogni contratto con una società che sarebbe sull'orlo del fallimento e coinvolgere tutti i parlamentari nazionali e regionali perché venga modificata l'attuale legge e l'acqua, in quanto bene essenziale per la vita, come l'aria, la luce, il sole sia sottratta ad ogni speculazione ed a ogni logica di profitto». Nel frattempo ai cittadini che si rivolgono al sindaco per lamentare continui disservizi, viene raccomandato di segnalare tale stato di cose per iscritto, compilando un apposito modulo. «Abbiamo bisogno di prove documentali concrete - dice - per procedere nelle apposite sedi nei confronti della Girgenti Acque e chiedere eventuali risarcimenti per i disagi apportati alla nostra comunità». E' uno spettacolo penoso vedere l'acqua disperdersi per le strade di Sambuca per le perdite della condotta che nessuno riesce a riparare.
GIUSEPPE MERLO


Premi record per i dirigenti
Provincia. D'Orsi: «Appena mi sono insediato ho notato l'anomalia e li ho ridimensionati»
Le indennità di posizione e i premi di rendimento dei dirigenti della Provincia Regionale degli ultimi dieci anni sono nel mirino della Corte dei Conti che ha accertato un aumento pari al 383 per cento nel solo periodo compreso tra il 1998 ed il 2005. La sezione di controllo della Corte, infatti, ha accertato nel corso di un'apposita indagine condotta su scala regionale e dunque a carico di tutte le province regionali della Sicilia, che la spesa annua della Provincia agrigentina é passata da 180 mila euro di dieci anni addietro a 869 mila euro del 2005. L'aumento, se si guarda alle percentuali, é stato il più consistente tra gli enti isolani. In particolare i magistrati contabili hanno osservato che nella valutazione del rendimento dei dirigenti non sono stati preventivamente definiti gli obiettivi e i loro indicatori. Ciò nonostante si é ugualmente proceduto all'erogazione delle somme sulla base di schede di autovalutazione redatte dai dirigenti o dagli amministratori. Questo appunto é stato mosso alla Provincia di Agrigento ed a quelle di Catania, Enna e Siracusa. Le risultanze dell'intera indagine, che ha accertato anche altre anomalie nelle rimanenti province dell'Isola, sono state poi trasmesse dalla sezione di controllo alla Procura della stessa Corte dei Conti alla quale adesso spetterà di accertare se esistono ipotesi di danno nei confronti dell'erario e se quindi non ci sono responsabilità contabili a carico di chi ha determinato questa situazione. «Ci siamo resi conto già da tempo insieme ai dirigenti che si erano raggiunte cifre troppo elevate - commenta l'attuale presidente della Provincia regionale di Agrigento Eugenio D'Orsi. - Non si conciliavano peraltro con la situazione economica della Provincia. Per questo già nei mesi scorsi, in tempi sicuramente ancora non sospetti, se vi ricordate, abbiamo disposto una sostanziosa decurtazione proprio alle indennità dei dirigenti, facendo storcere il muso probabilmente a qualcuno. Tuttavia adesso i fatti ci danno ragione. Tutto questo dimostra che le mie iniziative non sono dettate da isterismi o da nevrosi del momento, ma da una ragionata azione mirante a ristabilire criteri di sana amministrazione in piena sintonia con il mio programma elettorale».

Come si può riqualificare San Leone
Sabato mattina la cerimonia conclusiva del concorso Waterfront e la scelta del progetto vincitore
La «balordaggine urbanistica» che ha accompagnato la nascita e lo sviluppo dei quartieri, ha di fatto bloccato la crescita di questa città, turistica solo potenzialmente.
C'è molto da fare e da riqualificare se prendiamo in riferimento la località balneare di San Leone. Proposte e idee migliorative sono state suggerite dal concorso «Watefront San Leone» bandito da Provincia e Darc Sicilia, giunto alla fase conclusiva. Diversi ed integrati gli obiettivi: dalla riqualificazione delle aree dunali e della foce del fiume Akragas al recupero dei rapporto terra-mare, ed ancora il ripristino di una viabilità basata sull'intermodalità, attraverso la creazione di parcheggi scambiatori a monte della frazione con l'utilizzo correlato di mezzi pubblici. Il concetto di sviluppo turistico non prescinde da una sistemazione di edifici e spazi pubblici, nonché degli impianti sportivi. Senza dimenticare il potenziamento ed il completamento di cui necessita il porticciolo turistico sprovvisto di quei servizi atti a favorire l'attracco e la fruizione da parte di imbarcazioni, anche da diporto, più significative. Queste dunque le premesse per una seria valorizzazione di San Lene; a queste bisognerà puntare, mettendo da parte ampollosi e dispendiosi progetti. Quest'ultimi infatti dovranno costituire una sintesi tra qualità urbanistica, inserimento ambientale e paesaggistico, conservazione delle bellezze naturali e architettoniche. Occorre lavorare per il recupero de costruito e dell'ambiente, attraverso ('accessibilità alle strutture balneari, alle spiagge, al mare. Una riqualificazione che interessa tutti, dal cittadino agrigentino al turista. Concorsi di idee come questo, se utilizzati proficuamente, possono produrre cambiamenti importanti. Lo stesso Comune di Agrigento sostiene di volerne attingere già dai prossimi mesi, ponendolo a base di molti tavoli tematici del Piano Strategico. Il concorso che ha visto gareggiare 42 progetti, ne ha selezionati 7. Sabato mattina in via Acrone è atte-sa la cerimonia conclusiva del progetto con la premiazione del vincitore ed un ampio dibattito, cui parteciperanno Lo stesso presidente della provincia D'Orsi, l'assessore regionale Antinoro il sindaco Zambuto e l'architetto La Mendola.
DEBORAH ANNOLINO


GIORNALE DI SICILIA
 
GIRGENTI ACQUE. Per il 10 marzo è attesa la sentenza del Tar che deciderà sulla legittimità dell'affidamento alla società
Aragona, acqua e privatizzazione
Assemblea di sindaci e consiglieri
Il «Comitato»ha organizzato per sabato mattina al cinema Astor di Agrigento, una riunione per discutere della revoca del contratto. IN VENTISETTE COMUNI SOSPESA LA CONSEGNA DELLE RETI IDRICHE
Sabato sarà il giorno della «conta». Il giorno in cui i sindaci e i consiglieri comunali di buona parte dei comuni dell'agrigentino aderiranno o me-no alla manifestazione provinciale indetta alle 10 al cinema Astor di Agrigento, dal Comitato dei sindaci della provincia, contrari alla privatizzazione del servizio idrico ed allargata a tutte le amministrazioni siciliane. Una «conta», che arriva a dieci giorni circa dall'attesa sentenza del 10 marzo prossimo in cui il Tar sarà chiamato a decidere sul ricorso dei Comuni sulla leggittimità del commissario nell'assegnazione del servizio a Girgenti Acque. Poi le strade che si apriranno saranno due. Una è quella che se la legge darà ragione ai sindaci, il contratto potrà essere rescisso salvo il pagamento di qualcosa come 12 milioni e mezzo di euro, se non di più, a Girgenti acque che i Comuni, e quindi i cittadini, dovranno pagare alla società, oppure la seconda ipotesi, con la legge che darà ragione alla Girgenti Acque e che vedrà la politica «costretta» a consegnare, come da appalto, le condotte. Se questa sarà la linea che prevarrà, la società acquisirà le condotte e tra una cosa e l'altra, dovrà anche continuare, come da capitolato, alle centinaia di assunzioni previste. Da qui, l'importanza politica, della «conta» di sabato. Intanto il Comitato dei sindaci, ha avuto un'altra riunione lunedì sera ad Aragona, proprio per pianificare e mettere a punto una comune di protesta che ha sintetizzato le posizioni dei rispettivi Consigli che oltre all'avvio delle procedure perla risoluzione del contratto con il gestore privato chiedono la promozione di un disegno di legge di iniziativa popolare, da presentare all'Ars, che restituisca agli enti locali la gestione pubblica del servizio idrico. ('AMM")


LAVORO IN NERO. Costruzione della strada di collegamento fra le aree interne dell'agrigentino, Mussomeli e la statale 189
San Giovanni, blitz in un cantiere
Sentiti 35 lavoratori: scattate denunce
L'OPERAZIONE DEI CARABINIERI SU DELEGA DELLA PROCURA
Gli accertamenti sulle ditte che si stanno occupando del-la costruzione della strada non sembrerebbero essersi conclusi. 
Concetta Rizzo
SAN GIOVANNI SEMINI
»ad Blitz dei carabinieri della compagnia di Cammarata, assieme ai militari specializzati del nucleo tutela del lavoro, ieri mattina, al cantiere edile per la costruzione della strada di collegamento fra le aree interne di Mussomeli e San Giovanni Gemini e la statale 189 che collega Agrigento con Palermo. Diverse leviolazioni riscontrate che hanno fatto scattare due denunce, in stato di libertà, e delle sanzioni per complessive 33 mila euro. Al vaglio dei militari dell'ispettorato del lavoro di Agrigento, poi, la posizione di 35 lavoratori che sono stati identificati e sentiti direttamente sul luogo di lavoro. II blitz, secondo quanto è stato ricostruito dai carabinieri, coordinati dal comandante provinciale dell'Arma, il colonnello Mario Di lulio, e dal tenente della compagnia di Cammarata Alessandro Trovato, è stato effettuato su delega della Procura della Repubblica di Agrigento e rientra nell'ampio quadro dei servizi per evitare il lavoro nero ed assicurare la sicurezza e dunque la prevenzione degli infortuni nei cantieri. Il cantiere edile che è stato ispezionato da ci-ma a fondo è stato quello relativo all'appalto pubblico commissionato dalla Provincia regionale di Agrigento per un importo di circa 15 milioni di euro. Ma gli accerta menti sulle ditte che si stanno occupando della costruzione della strada di collegamento fra Mussomeli, San Giovanni Gemini e lo scorrimento veloce non sembrerebbero essersi conclusi. Ulteriori verifiche, secondo quanto è stato ricostruito dai militari dell'Arma, sarebbero in corso per appurare la regolarità amministrativa delle ditte interessate e della documentazione che è stata acquisita. Al vaglio anche la posizione di 35 lavoratori fra i quali i militari non escludono che possano trovare anche dei lavoratori in nero. L'operazione, che sembrerebbe essere destinata ad avere ulteriori sviluppi, è stata resa possibile dalla sinergia fra gli uomini dell'Arma della compagnia con il nucleo dei carabinieri tutela del lavoro, coordinato dal maresciallo Antonio Arnese. (aie)


SOLE 24 ORE
 
Welfare. Il bilancio dell'intervento di parificazione «minimo» per le dipendenti pubbliche
Con l'allineamento a 65 anni risparmi di spesa contenuti
Davide Colombo ROMA
san L'intervento messo a punto per adeguare le pensioni Inpdap alla sentenza della Corte europea non comporterà grandi risparmi di spesa. Il testo elaborato in sede di coordinamento interministeriale dai tecnici del Lavoro non va oltre il semplice ritocco dei requisiti di vecchiaia fissati nell'articolo 2 della legge 335 del1995. A parti-re dal primo gennaio 2010 l'età di pensionamento salirà di un anno, a 61, poi seguiranno altri quattro gradini, uno ogni 24 mesi, per arrivare, nel 2018, all'allineamento pieno del requisito di donne e uomini a 65 anni. Si tratta di un intervento di parificazione «minimo» per ottemperare alle richieste dei giudici del Lussemburgo, come aveva scritto Leonello Tronti, consigliere economico del ministro Renato Brunetta, in un intervento pubblicato settimane fa sul sito www.lavoce.info. Si renderà «obbligatorio e non più facoltativo anche per le donne l'accesso alla pensione di vecchiaia a 65 anni», con gradualità e nel pieno rispetto dei diritti acquisiti e lì ci si fermerebbe. In attesa di conoscere il parere della Commissione europea su questa modifica che non toccherà le pensioni Inps, il gruppo di studio avviato dal ministro Brunetta (oltre a Trontine fanno parte Giuliano Cazzola, Fiorella Kostoris, Filippo Patroni Griffi, Germana Panzironi, Maria Cozzolino e Riccardo Rosetti) completerà l'analisi dell'impatto finanziario. Numeri sui quali dovrà pronunciarsi anche la Ragioneria generale. Finora l'unica stima di risparmi circolata, e riferita però a un'ipotesi allargata dell'allineamento a 65 dell'età di pensionamento di tutti i dipendenti (pubblici e privati), appartiene a Tito Boeri e Agar Brugiavini. I due economisti de la voce.info, sempre in un intervento sul sito, hanno parlato di risparmi cumulati per 1467 milioni di euro entro il 2020 (con un picco di 250 milioni nel 2013-2014). Una cifra che si re-stringerebbe di molto se, come previsto, i gradini scatteranno solo per le statali. Lo schema di intervento che verrà sottoposto all'esame informale di Bruxelles, se adottato senza modifiche, introdurrà invece una disparità tra dipendenti pubbliche e private (per le quali ultime il requisito di vecchiaia rimane a 60 anni, contro i 65 degli uomini). Un distinguo che non era stato considerato interessante dai giudici europei perché il regime previdenziale Inpsè di tipo "legale", e quindi in linea con la normativa comunitaria, mentre il regime Inpdap è stato considerato di tipo "professionale", con trattamento pensionistico pagato al lavoratore direttamente dal datore di lavoro. Tra le ipotesi considerate dal gruppo di esperti di Brunetta era stata considerata anche questa soluzione: estendere ai dipendenti pubblici il regime "legale" Inps mantenendo la differenza di età tra uomini e donne. Ma la strada è stata subito archiviata: «comporterebbe una riforma di tutto il sistema previdenziale più radicale di quanto finora considerato anche dai progetti del passato Governo - ha annotato sempre Leonello Tronti nel suo intervento su lavoce.info: l'Inpdap dovrebbe essere completamente assorbito dall'Inps fino a scomparire, e così il sistema delle contribuzioni figurative, le peculiarità del trattamento di fine servizio (Tfs) e i regimi speciali, con costi ed effetti di difficile quantificazione».

L'anticipazione
Sul Sole 24 Ore di ieri la definizione delle tappe per l'innalzamento del requisito per la pensione di vecchiaia delle donne impiegate nella Pubblica amministrazione (un anno ogni 24mesi),Il piano è emerso venerdì scorso nel corso di un coordinamento tra i capi gabinetto dei ministeri per la Pa e l'Innovazione, le Politiche comunitarie, il Lavoro, l'Economia, gli Esteri e le Pari opportunità

Agrigentoweb

S. Giovanni Gemini, blitz nel cantiere da 15 milioni di euro
Blitz dei carabinieri della compagnia di Cammarata e del personale del nucleo tutela del lavoro dell'ispettorato al cantiere edile per la costruzione di una strada di collegamento fra le aree interne di Mussomeli, San Giovanni Gemini e lo scorrimento veloce Agrigento - Palermo. L'appalto della Provincia regionale è di circa 15 milioni di euro. Il blitz è stato realizzato su delega della procura della Repubblica di Agrigento per verificare la regolarità amministrativa del personale impiegato nel cantiere e l'applicazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro e rientra nell'ambito di una più vasta e capillare attività. Secondo quanto è emerso dall'attività ispettiva dei militari dell'Arma sarebbero state riscontrate diverse violazioni, per un ammontare di circa 33 mila euro, contestate ai titolari delle ditte che si stanno occupando degli interventi. Ma le indagini non si sono concluse al blitz visto che secondo quanto filtra dai militari del nucleo tutela del lavoro di Agrigento si sta verificando la documentazione acquisita e la posizione dei 35 lavoratori che sono stati sentiti direttamente sul posto di lavoro. L'operazione effettuata nel territorio di San Giovanni Gemini è stata coordinata direttamente dal comandante provinciale di Agrigento, il colonnello Mario Di Iulio. 
 
Spoto e Avarello solidali con Vito Scilabra
I consiglieri provinciali Nino Spoto di "Rifondazione Comunista" e Carmelo Avarello de "La Sinistra", esprimono la loro personale solidarietà, per i gravi atti subiti da don Vito Scilabra, responsabile della Caritas Diocesana di Agrigento. Spoto e Avarello sottolineano la grave situazione dell'immigrazione nella nostra provincia, terra ormai di continui sbarchi, ma soprattutto, di quotidiane e continue difficoltà sui temi dell'immigrazione che sembrano non trovare soluzioni. Dopo, infatti, i gravi episodi di violenza esplosi a Lampedusa, sembra che i problemi stiano coinvolgendo l'intero territorio agrigentino. Spoto e Avarello auspicano che episodi di violenza, soprattutto, a danno di coloro che lavorano e si prodigano a favore dei più bisognosi, e dei più deboli, senza, peraltro, guardare mai il colore della pelle, non si ripetano più e infine, che si riescano a risolvere i problemi all'immigrazione, trovando le giuste soluzioni a sostegno a chi, quotidianamente lavora in questa direzione.

Provincia, 19 punti all'ODG del prossimo consiglio
Sono diciannove i punti all'ordine del giorno del Consiglio provinciale convocato dal Presidente Raimondo Buscemi giovedì 26 febbraio alle ore 18:00, tra cui l'interrogazione dei consiglieri Avarello e Spoto relativa alla strada provinciale "mare-monti", quella relativa alla sospensione dell'acquisto di quotidiani alla biblioteca provinciale e l'interrogazione del Consigliere Daniele Cammilleri sull'Istituto Linares di Licata. In discussione inoltre nove debiti fuori bilancio, le iniziative collegate alla presentazione all'Assemblea Regionale Siciliana del progetto di legge avente per oggetto "norme in materia di organizzazione territoriale e di disciplina del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani", l'ordine del giorno del consigliere Ripepe relativo alla s.p. 189. Gli ultimi punti riguardano l'ordine del giorno dei consiglieri Spoto e Avarello sulla privatizzazione dell'acqua e l'ordine del giorno dei consiglieri Spoto e Avarello sull'emergenza immigrazione a Lampedusa. Continua, intanto l'iter per l'approvazione del bilancio di previsione 2009. I Consiglieri provinciali hanno tempo fino al 2 Marzo per la presentazione degli emendamenti. Da questo termine i direttori dei settori hanno altri 5 giorni di tempo per dare il loro parere alle proposte di modifica. Finita questa fase, il bilancio potrà essere discusso ed approvato in aula dal Consiglio

Agrigentoflash
 
Convocato il Consiglio provinciale
Sono diciannove i punti all'ordine del giorno del Consiglio provinciale convocato dal Presidente Raimondo Buscemi giovedì 26 febbraio alle ore 18:00, tra cui l'interrogazione dei consiglieri Avarello e Spoto relativa alla strada provinciale "mare-monti", quella relativa alla sospensione dell'acquisto di quotidiani alla biblioteca provinciale e l'interrogazione del Consigliere Daniele Cammilleri sull'Istituto Linares di Licata. In discussione inoltre nove debiti fuori bilancio, le iniziative collegate alla presentazione all'Assemblea Regionale Siciliana del progetto di legge avente per oggetto "norme in materia di organizzazione territoriale e di disciplina del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani", l'ordine del giorno del consigliere Ripepe relativo alla s.p. 189. Gli ultimi punti riguardano l'ordine del giorno dei consiglieri Spoto e Avarello sulla privatizzazione dell'acqua e l'ordine del giorno dei consiglieri Spoto e Avarello sull'emergenza immigrazione a Lampedusa. Continua, intanto l'iter per l'approvazione del bilancio di previsione 2009. I Consiglieri provinciali hanno tempo fino al 2 Marzo per la presentazione degli emendamenti. Da questo termine i direttori dei settori hanno altri 5 giorni di tempo per dare il loro parere alle proposte di modifica. Finita questa fase, il bilancio potrà essere discusso ed approvato in aula dal Consiglio.

L'assessore Salvato esprime solidarietà al direttore della Caritas Diocesana di Agrigento
"Esprimo la mia vicinanza e la mia solidarietà, al direttore della Caritas Diocesana di Agrigento, don Vito Scilabra, per le minacce ricevute. Condivido pienamente la politica della solidarietà verso gli immigrati, nel garantire loro un'accoglienza dignitosa". Così afferma l'assessore provinciale Luca Salvato e continua: "Non sono accettabili né giustificabili, episodi di intolleranza e razzismo verso gli exstracomunitari, perché rappresentano un brutto segnale, che non ha riscontri, nell'atteggiamento ospitale e solidale che ha sempre contraddistinto la popolazione agrigentina. Occorre isolare questi atti incresciosi E riuscire a fare un discernimento. bISOGNA lottare contro quelle chiusure mentali di deviazione xenofoba, per spingere la società a riflettere e ad essere sempre capace di osservare, senza giudicare o condannare per il colore della pelle o per il Paese di origine". Infine conclude: "Ringrazio don Vito Scilabra e tutti i volontari della Caritas per quanto hanno fatto e per quanto continueranno a fare, tra non poche difficoltà, assistendo sempre questi fratelli meno fortunati e in maggiore difficoltà, con grande spirito di sacrificio e con tanta umanità".
 
Agrigentonotizie
 
Solidarietà del presidente D'Orsi a don Vito Scilabra
Il presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D'Orsi, ha espresso la propria solidarietà al direttore della Caritas diocesana, don Vito Scilabra, che ieri ha ricevuto minacce verbali. D'Orsi ha anche manifestato preoccupazione per il clima di intolleranza razziale ed ha espresso l'auspicio che questi episodi rimangano isolati e rappresentino soltanto manifestazioni individuali. "Questa amministrazione - ha affermato il presidente - sin dal suo insediamento, ha voluto prestare attenzione alle esigenze degli svantaggiati e degli ultimi intervenendo anche economicamente in favore delle organizzazioni che si occupano quotidianamente di assistenza agli extracomunitari".

Pino Miccichè (An): "Sul Cupa basta polemiche, si pensi alla città"
Intervento del consigliere comunale di An Pino Miccichè in merito alle polemiche sulla rimozione di Bartolomeo Romano dalla presidenza del Cupa di Agrigento. Miccichè invita tutti alla calma e a concentrarsi sulle problematiche del territorio piuttosto che alle "aspre polemiche che appaiono fuorvianti ed inutili rispetto alla stuazione di grave crisi economica ed occupazionale che attanaglia la cttà".
"In questo senso - dichiara Miccichè -, invito l'amministrazione attiva a predisporre immediatamente il piano progettuale, in grado di captare le risorse finanziare di agenda 2007-2013, che rappresentano un veicolo imprescindibile per la crescita strutturale ed economica della città. Occorre - conclude Miccichè - abbandonare le diatribe e le prese di posizione che non portano alcun risultato, ed avviare, da subito, un percorso di sana e fattiva collaborazione, al fine di individuare le strategie utili per il bene della collettività".
Il consigliere di An, comunque, dichiara opportuna la scelta di D'Orsi di sostituire Romano sempre che "la nomina del nuovo commissario sia una breve fase transitoria , che conduca alla nomina del nuovo cda, ideale espressione collegiale del concorso di idee, e non sia, al contrario, un atto coattivo di presa di potere individuale".
 
Convocata per giovedì prossimo la seduta del consiglio provinciale
Il Presidente Raimondo Buscemi ha convocato il consiglio provinciale per giovedì, 26 febbraio, alle 18. Diciannove i punti all'ordine del giorno, tra cui l'interrogazione dei consiglieri Avarello e Spoto relativa alla strada provinciale Maremonti, quella relativa alla sospensione dell'acquisto di quotidiani alla biblioteca provinciale e l'interrogazione del consigliere Daniele Cammilleri sull'Istituto Linares di Licata. In discussione inoltre nove debiti fuori bilancio, le iniziative collegate alla presentazione alla Regione del progetto di legge avente per oggetto "norme in materia di organizzazione territoriale e di disciplina del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani", l'ordine del giorno del consigliere Ripepe relativo alla strada provinciale 189. Gli ultimi punti riguardano le proposte dei consiglieri Spoto e Avarello sulla privatizzazione dell'acqua e sull'emergenza immigrazione a Lampedusa.
Continua, intanto l'iter per l'approvazione del bilancio di previsione 2009. I consiglieri provinciali hanno tempo fino al 2 marzo per la presentazione degli emendamenti. Da questo termine i direttori dei settori hanno altri cinque giorni di tempo per dare il loro parere alle proposte di modifica. Finita questa fase, il bilancio potrà essere discusso ed approvato in aula dal consiglio.

 

Rassegna stampa del 26 Febbraio 09

Giovedì 26 Febbraio 2009

LA SICILIA 
 
TRA SVILUPPO E POLEMICHE
Salvatore Moncada non combatte solo, con lui pure Terna
Si fa «elettrizzante» la polemica a distanza tra la burocrazia della Regione Sicilia e l'imprenditore agrigentino Salvatore Moncada.
Sul rilascio delle autorizzazioni per realizzare parchi eolici in Sicilia non c'è infatti «solo» un esposto alla procura di Palermo ma, da ieri - come anticipato dal nostro giornale - anche una denuncia in questura.
L'ha presentata proprio «Totò» Moncada, amministratore della 'Moncada Energy' dopo la replica - tramite un'agenzia di stampa - del dirigente dell'assessorato regionale al Territorio Pietro Tolomeo. Moncada, carte alla mano, è entrato in questura ed ha spiegato chi, secondo lui, lo ostacola e perchè. Poi ha scritto una lettera al direttore di Terna, Gianni Vittorio Armani per informarlo che il suo gruppo ha «presentato alle autorità competenti specifico esposto-denuncia nei confronti di Tolomeo
per comportamento omissivo con contestuale richiesta di risarcimento danni».
Poi Moncada ha chiesto a Terna di rappresentare formalmente la sua posizione ufficiale «così da dirimere ogni qualsiasi controversia».
Il 5 marzo scorso, in un comunicato stampa congiunto, Terna, l'Anev (Associazione nazionale Energia del Vento) e l'Aper (Associazione per le energie rinnovabili) avevano affermato che «lo sviluppo dell'eolico in Italia non è limitato da motivi tecnici relativi alle connessioni degli impianti alla Rete di Trasmissione Nazionale» sottolineando come «Terna, in quanto gestore della rete, ha l'obbligo di connettere tutti i soggetti che ne facciano richiesta».
Una posizione dunque nettamente favorevole a Moncada. Terna, dal canto suo ha ribadito che «in nessuna parte del territorio nazionale, così come in Sardegna e in Sicilia, esistono limitazioni alla potenza installabile per l'eolico, e che tale posizione Terna ha dichiarato in tutte le sedi».
In una nota di ieri, ancora Terna ha affermato poi che «occorre tuttavia ribadire che la crescita dell'eolico prevista nei prossimi anni rende quanto mai necessario accelerare lo sviluppo della rete, e che pertanto è essenziale che le Amministrazioni nazionali e regionali rilascino quanto prima le autorizzazioni necessarie per la costruzione di nuovi elettrodotti». La vicenda promette altri colpi di scena.

IL PROGETTO DEL GOVERNO
Lista «segreta» di 34 siti, convincere le comunità è lo scoglio da superare
Roma. Piano nucleare in tre mosse: individuazione delle aree entro quest'anno, posa della prima pietra nel 2013 e avvio della produzione nel 2020. Firmato a Roma il «patto sull'atomo» Italia-Francia, resta da delineare il percorso, sulla carta complesso e tortuoso (a partire dai siti da scegliere alla luce della pioggia di no subiti arrivati da alcuni governatori), ma che il governo considera comunque attuabile per la fase di lancio entro la fine della legislatura.
Nell'illustrare le tappe il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola ha dettato ieri i tempi di realizzazione delle stazioni nucleari: «Per costruire una centrale con tutti i permessi ci vogliono cinque anni, per avere tutte le autorizzazioni ne sono necessari tre o quattro, l'obiettivo è mettersi in movimento entro il 2013». I tempi saranno quelli dell'approvazione del disegno di legge sullo sviluppo, che ha ottenuto il sì alla Camera e che in questi giorni è in discussione al Senato. «Mi auguro che entro metà aprile il provvedimento diventi leggi ha aggiunto il ministro assicurando che il governo non ha nessuna intenzione di fare "un'alleanza paritetica con la Francia nella quale utilizzare la tecnologia finlandese Epr ma insieme alla nostra realtà industriale costruire centrali in Italia e anche in paesi terzi insieme alla Francia". Il governo intende usufruire delle tecnologie più moderne e avviare contatti non so lo con Edf ma con altre imprese: «Sarà il mercato a decidere cosa fare».
Al di là degli accordi futuri per installare centrali anche in altre aree straniere, il problema più difficile è l'individuazione dei siti. Al referendum che abolì il nucleare, vinsero quei comuni nelle quali si trovano le centrali». La mappa della nuova Italia dell'atomo allo studio della commissione è dunque ancora tutta da scrivere. Scajola ha assicurato di avere in tasca un elenco «segreto» di 34 comuni pronti ad ospitare le centrali tra cui uno in Sicilia e uno in Sardegna, restano però in pole position le stesse cinque aree dove già vent'anni fa era in funzione l'atomo italiano: Trino Vercellese, Latina, Garigliano(Caserta), Caorso (Piacenza) e Montalto di Castro (Viterbo).
Convincere il territorio è il vero problema e l'accettabilità sociale il nodo principale proprio perché il progetto deve essere condiviso con le realtà locali e al tempo stesso incentivato. E a dimostrazione di quanto si annuncia in salita il percorso di individuazione degli impianti tre governatori di Piemonte, Toscana e Puglia, hanno già detto no al nucleare. «Abbiamo scelto di puntare sulle energie rinnovabili, investendo 300 milioni di euro fino al 2013» è stata la pronta risposta del presidente del Piemonte, Mercedes Bresso, secondo il quale i conti sui presunti risparmi del nucleare sono pure sbagliati.

POLEMICHE. La scelta degli scienziati era stata fatta già lo scorso anno e il paese del Gattopardo si era diviso
Palma Montechiaro, per il Cnr il nucleare è possibile
Gli impianti sono sicuri e costano 3,5 miliardi ciascuno. Del resto saranno installati dappertutto
C'è già in Sicilia un'area «individuata» per realizzare una centrale nucleare. Ed è in territorio di Palma di Montquale sarà il beneficio per il territorio, non solo in termini di posti di lavoro, ma anche di abbassamento della bolletta energetica.
In Sicilia la paura del nucleare c'è stata vent'anni fa. Se andate in provincia di Ragusa troverete all'ingresso di numerosi Comuni, come Vittoria e Comiso, una tabella con questa dicitura: «Comune denuclearizzato». Erano i tempi in cui alla base Nato di Comiso c'erano i Cruise e questa aveva destato allarme nelle popolazioni. Ma i tempi cambiano e le discussioni di un tempo, che si fecero anche a Siracusa, non hanno più senso perché il mondo si è convertito. Il sito era stato attenzionato dagli scienziati del CNR per le sue caratteristiche morfologiche e territoriali, per il fatto che nel comprensorio comunale ci sono zone «non sismiche), che ha vicino il mare (il nucleare consuma molta acqua) e che a pochi chilometri si trova la dismessa miniera di salgemma del «Passarello» dove potrebbero essere seppellite le scorie. La vicinanza del mare è fondamentale in quanto serve per il raffreddamento e, in un impianto come quello francese (l'EPR, European pressurized reactor) anche per moderare la reazione atomica. Il nostro giornale se n'è già occupato l'anno scorso quando il ministro Scajola cominciò a fare dei sondaggi sulla possibilità di un ritorno al nucleare. Nella città del gattopardo l'opinione pubblica si divise, ora torna d'attualità la possibilità di costruire la centrale nucleare a Palma di Montechiaro e si riproporranno le polemiche.
La paura del nucleare è ancestrale, la stessa parola suscita inquietudine. Ma è sbagliato per un semplice ovvio motivo. In Italia sicostruiranno altre centrali nucleari, lo stesso accadrà in Slovenia e forse anche a Malta, senza parlare dei quasi 40 siti francesi e degli altri disseminati in Europa. Insomma, siamo circondati da centrali nucleari e dobbiamo ricordarci che quando ci fu il disastro di Chernobyl il fallout arrivò fino in Sicilia. Questo vuol dire che fare pregiudizialmente la guerra al nucleare non ha senso: primo perché gli impianti di terza generazione hanno dimostrato di essere sicuri, e poi perché, nell'improbabile caso che qualcosa dovesse andare storto, sarebbe coinvolta mezza Europa. Ma sono spauracchi con cui dovremo convivere per il futuro. Piuttosto bisognerà vedere per necessità di cose al nucleare. E se nucleare dev'essere, essendo tutti sulla stessa barca, tanto vale ospitarlo. Ogni sito costerà 3,5 miliardi di euro (quasi quanto il Ponte) e i lavori dureranno vent'anni.
Il ministro Scajola ha detto che la prima pietra della prima centrale potrebbe essere posta nel 2013, c'è anche tempo per qualche riflessione e qualche miglioramento dei previsti impianti perché le centrali di quarta generazione al momento non sono pronte.
Quando nel 1987 il referendum bocciò il nucleare bloccando Montalto di Castro furono gettati al vento 5000 miliardi di lire. E Montalto di Castro, nonostante l'opposizione della "lega di Capalbio", è tuttora la più indicata per le sue caratteristiche. Si potrebbero riesumare le centrali che erano in funzione prima del 1987, e cioè quelle di Trino Vercellese, di Caorso, di Latina e del Garigliano, così come tre delle quattro centrali potrebbero trovare posto nel grande sito di Montalto di Castro. I rappresentanti dell'intellighentia di sinistra che trascorrono l'estate all' «ultima spiaggia» di Capalbio-stazione passeranno sempre da Montalto e storceranno il naso. Ma dovranno portare pazienza.  
 
Il sito era stato scelto l'anno scorso da una equipe di esperti del Cnr ma la scelta spetta al governo
Centrale nucleare a Palma? 
L'accordo stretto dal presidente del Consiglio dei Ministri italiano Silvio Berlusconi e dal presidente della repubblica francese Nicholas Sarkozy ha riacceso i riflettori su Palma di Montechiaro, uno dei tredici siti che secondo una ricerca del Cnr sarebbero idonei ad ospitare una centrale nucleare.
Lo studio è stato effettuato nel 2008 da Francesco Meneguzzo, uno dei tecnici del Consiglio Nazionale delle Ricerche. I siti sono stati scelti valutando la popolosità del luogo, il rischio sismico e il rischio alluvionale. Oltre a Palma le altre località ottimali per la costruzione di una centrale nucleare sono risultate Trino (Vicenza), San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) Fossano (Cuneo), Caorso (Piacenza), Monfalcone (Gorizia), Chioggia (Venezia), Ravenna, Scarlino (Grosseto), Latina, Garigliano (Caserta), Termoli (Campobasso), Mola (Bari), Scanzano fonico (Matera) e Oristano.
Per i palmesi non è comunque una novità visto che già nel marzo scorso la «scelta» di Palma di Montechiaro era emersa (con il nostro giornale che ne diede ampiamente conto con una intera pagina dedicata all'argomento). All'epoca il ritorno al nucleare era stato paventato dal ministro per le attività produttive Claudio Scajola. Peraltro, sempre in tema di nucleare, solo pochi mesi prima l'allora assessore provinciale all'ambiente ed attuale presidente del Consorzio Asi Stefano Catuara, aveva dichiarato la disponibilità del territorio alla costruzione di una centrale nucleare. L'unico sito in Sicilia considerato idoneo ad ospitare un impianto nucleare - e comunque di terza generazione considerato "sicuro" - è comunque Palma di Montechiaro.
Scajola l'anno scorso aveva comunque escluso Palma dalla mappa delle prime centrali anche perché tra le valutazioni necessarie vi è anche la disponibilità di infrastrutture adeguate al trasporto del combustibile atomico (in genere Uranio). Va detto però che con l'iter per il rigassificatore di Porto Empedocle così avanzato e con la prevista ristrutturazione e completamento del porto anche dal punto di vista infrastrutturale Palma diventerebbe "appettibile". Persino Salvatore Moncada, l'imprenditore re dell'eolico si era detto d'accordo con la realizzazione di impianti nucleari ("La presenza di impianti per la produzione di energia eolica - disse - non esclude l'altra ipotesi"). Lo stesso Moncada, ma non è l'unico ha anche rilevato che se si guarda all'Europa, l'Italia è circondata da centrali.
Lo stesso sindaco di Palma di Montechiaro Rosario Gallo aveva detto "di non essere pregiudizialmente contrario" ma ha rilevato che "bisogna vedere se c'è un vantaggio economico". Gallo, ancora ieri, aveva comunque dubbi sull'attendibilità della mappa del Cnr: «Bisogna vedere chi ha redatto questa mappa».

LE REAZIONI
Primi consensi favorevoli ma si vogliono conoscere prima le misure compensative
«Sono senz'altro favorevole perché bisogna creare le condizioni per ottenere energia pulita». Eugenio D'Orsi non ha dubbi quando si parla della possibilità che una centrale nucleare possa essere realizzata in territorio di Palma di Montechiaro. «Ormai i parametri di sicurezza sono estremamente elevati e gli impianti offrono delle garanzie tali che gli incidenti appaiono come una eventualità molto remota. D'altra parte se dovesse esserci un incidente in Francia o in Germania pensate che noi saremmo immuni dalle conseguenze? forse le radiazioni si fermerebbero al confine? In una malaugurata ipotesi di questo genere ne piangeremmo le conseguenze come gli altri, tanto vale cercare di trarne almeno dei benefici. Potremmo infatti ottenere parecchio in sede di misura di compensazione. E poi dobbiamo cambiare mentalità, vedere quello che più conviene al nostro territorio in maniera autonoma: devono finire í tempi dei padroni e dei servi. Vediamo cosa ci conviene di più a facciamolo. lo scommetto che se gli agrigentini dell'età classica avessero avuto la testa dei loro concittadini di oggi non avremmo nemmeno i templi...»
«lo sostengo da tempo che non possiamo fare a meno del nucleare - afferma Stefano Catuara, presidente del Consorzio per l'Area di Sviluppo Industriale - e sono sempre stato convinto che a questa soluzione prima o poi ci saremmo arrivati. Per
quanto riguarda la possibilità che una centrale possa essere costruita in Sicilia o, più specificatamente, nel territorio della nostra provincia, non ci vedo nulla di strano. Se i tecnici assicurano che esistono i siti idonei, in linea di principio sono sicuramente favorevole».
«In linea di principio non sono contrario - ha aggiunto l'assessore provinciale alla cultura Stefano Castellino, anch'egli, come D'Orsi, originario di Palma Montechiaro - purché si tratti di centrali di ultima generazione e quindi particolarmente sicure, Si tratta, infatti, di un tipo di impianto che non ha immissione di anidride carbonica nell'atmosfera e non ha bisogno dell'arricchimento dell'uranio. C'é dunque un passaggio in meno nel procedimento di produzione dell'energia ed inoltre i tempi di costruzione scendono da 15 a cinque anni. E non é tutto: le scorie vengono smaltite in un impianto a parte che produce anch'esso energia. Dunque rischio zero, nessun inquinamento, ma d'altra parte la possibilità di chiedere misure compensative e garanzie di sviluppo per il nostro territorio. Ecco, se gli impianti sono di ultima generazione e ci sono vantaggi per l'intera provincia non vedo perché si debba essere contrari. D'altra parte il referendum del 1989 fu una presa in giro: la Francia infatti costruì le sue centrali sulle Alpi con la conseguenza che un eventuale incidente avrebbe comunque conseguenze su di noi, ed a parte questo paghiamo 149 mila miliardi delle vecchie lire per la fornitura del'energia».

GIORNALE DI SICILIA
 
PROVINCIA. Sabato sarà presentata l'idea che ha vinto
Progetti per «rifare» San Leone - Concluso il concorso Waterfront
Cresce la curiosità nel vedere come potrebbe diventare San Leone, che grazie al concorso di idee, denominato "Waterfront San Leone" può adesso disporre di una serie di idee progettuali di alto valore, che se prese nella giusta considerazione, potrebbero riqualificare l'area del lungomare agrigentino. Sabato prossimo alle 10,30 presso la sala convegni della Provincia Regionale in via Acrone, sarà celebrata la premiazione del concorso internazionale. Con il tempo si è presa coscienza che il litorale agrigentino con enormi potenzialità turistiche, andava rivisitato secondo nuovi concetti progettuali e tenendo presente una condizione essenziale, restituire il fronte mare alla città. Con questo preciso obiettivo, la Provincia Regionale di Agrigento con il Darc Sicilia, un anno addietro hanno istituito un concorso di idee, rivolto a giovani professionisti del territorio. Le intenzioni, erano quelle di acquisire una pluralità di proposte innovative e di qualità, per la valorizzazione e la riqualificazione dell'area urbana. I progetti e le proposte in concorso non sono mancante e tutte hanno contribuito in ugual misura a ridisegnare la zona che dal porticciolo turistico si estende a destra e sinistra di esso. La vera sfida è stata quella di ridisegnare un lungomare che oggi vanta un primato ampiamente riconosciuto, quello di non consentire ai passanti la vista del mare.

UNIVERSITA'
Riunione al Cupa per la commissione della Provincia 
Convocata dal presidente Nino Spoto una riunione del commissione vigilanza sulla gestione del bilancio per domani alle ore 10.30 nei locali dei Cupa di Agrigento. La riunione sarà riservata alla discussione della situazione del Polo Universitario 
e alle prospettive di rilancio della struttura universitaria.

UNIVERSITÀ
Pino Miccichè (An): "Giuste le scelte fatte da D'Orsi" 
Il consigliere comunale di Pino Miccichè interviene sulla mozione di Bartolomeo Romano dalla presidenza del Cupa di Agrigento. Miccichè invita all calma e a concentrarsi sulle problematiche del territorio. Il consigliere di An dichiara opportuna la scelta di D'Orsi di sostituire Romano sempre che "la nomina del nuovo commissario sia una breve fase transitoria".

Energia solare, oggi si presenta il progetto «Solco» 
È convocata per oggi, alle ore 16.30, presso l'Ordine degli Ingegneri di Agrigento, la riunione del Comitato Locale del Progetto Europeo Solco dedicato alla diffusione del condizionamento solare. Saranno presentati i risultati del progetto Solco giunto ormai alle fasi conclusive. All'ordine del giorno anche le prossime opportunità di finanziamento pubblico nell'ambito del nuovo bando europeo del Programma Iee e l'imminente pubblicazione del nuovo bando regionale sul solare termico. Per ulteriori informazioni consultare il sito internet.

Trasporti, mozione di Giuseppe Arnone al congresso
Carenze infrastrutturali, aeroporto, vocazione turistica, questione lampedusana. Sono alcuni dei tempi che saranno trattati al congresso nazionale dell'MPA a Roma che si svolgerà il 27 e 28 marzo prossimi in una mozione che presenterà l'assessore provinciale di Agrigento, Giuseppe Arnone: «Occorre puntare i riflettori, afferma Arnone, sulla provincia di Agrigento che ha nel Presidente D'Orsi una grande guida amministrativa che cerca di ridurre le distanze tra ente e cittadini».
 
Da ieri in visita il generale Stefano Orlando 
Il comandante interregionale dei carabinieri, generale di corpo d'armata, Stefano Orlando oggi sarà in visita istituzionale dall'arcivescovo Franco Montenegro, dal prefetto Umberto Postiglione, dal presidente della Provincia Eugenio D'Orsi e al comando provinciale dei carabinieri.


SOLE 24 ORE
 
Documenti Il disegno di legge sulla riforma della «Pa»
Nove mesi per cambiare il lavoro pubblico

Pubblichiamoli testo del disegno di legge recante «Delega al Governo finalizzata all'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e sua efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni nonché disposizioni integrative delle funzioni attribuite al Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro e alla Corte dei conti» che è stato approvato ieri in via definitiva 'dal Senato.

ARTICOLO 1
Modifica all'articolo 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, in materia di derogabilità delle disposizioni applicabili solo ai dipendenti pubblici
1.11 secondo periodo del com-`ma 2 dell'articolo 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, è sostituito dal seguente: «Eventuali disposizioni di legge, regolamento o statuto, che introducano discipline dei rapporti di lavoro la cui applicabilità sia limitata ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche, o a categorie di essi, possono essere derogate da successivi contratti o accordi collettivi e, per la parte derogata, non sono ulterormente applicabili, solo qualora ciò sia espressamente previsto dalla legge».
2. L'articolo 2, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, come modificato dal comma del presente articolo, si applica alle disposizioni emanate o adottate successivamente alla data di 'entrata in vigore della presente legge.
ARTICOLO 2
Delega al Governo in materia di riforma del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni
1. Il Governo è delegato ad adottare, senza o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, entro il termine di no-ve mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi volti a riformare, anche mediante modifiche al decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, la disciplina del rapporto di lavoro dei di-pendenti delle pubbliche amministrazioni, di cui all'articolo 2, comma 2, del medesimo decreto legislativo, come modificato dall'articolo dellapresente legge, e della relativa contrattazione collettiva per il raggiungi-mento dei seguenti obiettivi:
a) convergenza degli assetti regolativi del lavoro pubblico con quelli del lavoro privato, con particolare riferimento al sistema delle relazioni sindacali;
b) miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia delle procedure della contrattazione collettiva;
c) introduzione di sistemi in-terni ed esterni di valutazione del personale e delle strutture, finalizzati ad assicurare l'offerta di servizi conformi agli standard internazionali qualità e a consentire agli organi di vertice politici delle pubbliche amministrazioni l'accesso diretto alle informazioni relative alla valutazione del personale dipendente;
d) garanzia della trasparenza dell'organizzazione del lavoro nelle pubbliche amministrazioni e dei relativi sistemi retributivi;
e) valorizzazione del merito e conseguente riconoscimento di meccanismi premiali per i singoli dipendenti sulla base dei risultati conseguiti dalle relative strutture amministrative; 
f) definizione di un sistema più rigoroso di responsabilità dei dipendenti pubblici;
g) affermazione del principio di concorsualità per l'accesso al lavoro pubblico e per le progressioni di carriera;
h) introduzione di strumenti che assicurino una più efficace organizzazione delle procedure concorsuali su base territoriale, conformemente al principio della parità di condizioni per l'accesso ai pubblici uffici, da garantire, mediante specifiche disposizioni del bando, con riferimento al luogo di residenza dei concorrenti, quando tale requisito sia strumentale all'assolvimento di servizi altrimenti non attuabili o almeno non attuabili con identico risultato; i) previsione dell'obbligo di permanenza per almeno un quinquennio nella sede della prima destinazione anche per i vincitori delle procedure di progressione verticale, considerando titolo preferenziale nelle medesime procedure di progressione verticale la permanenza nelle sedi carenti di organico.
2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono 'adottati nell'osservanza dei principi e criteri direttivi fissati dai seguenti arti-coli, nonché nel rispetto del principio di pari opportunità, su proposta del ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, di concerto con il ministro dell'economia e delle finanze, e, previa intesa in se-de di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281, e successive modificazioni, relativamente all'attuazione delle disposizioni di cui agli articoli 3, comma 2, lettera a), 4, 5 e 6, nonché previo parere della medesima Conferenza relativa-mente all'attuazione delle re-stanti disposizioni della presente legge, sono trasmessi alle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, le quali esprimono il proprio parere entro sessanta giorni dalla data della trasmissione; decorso tale termine, i decreti sono adottati anche in mancanza del parere. Qualora il termine per l'espressione del parere parlamentare scada nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto al comma 1, o successivamente, quest'ultimo termine è prorogato di sessanta giorni. 3. Entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui al comma i, il Governo può adottare eventuali disposizioni integrative e correttive, con le medesime modalità e nel rispetto dei medesimi principi e criteri.
4. I decreti legislativi di cui al comma 1 individuano le disposizioni rientranti nella competenza legislativa esclusiva dello Stato, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, della Costituzione, e quelle contenenti principi generali dell'ordinamento giuridico, ai quali si adeguano le regioni e gli enti loca-li negli ambiti di rispettiva competenza.
5. Le disposizioni della presente legge si applicano alla presidenza del Consiglio dei ministri, salvo che risultino incompatibili con la specificità del relativo ordinamento.
ARTICOLO 3
Principi e criteri in materia di con-trattazione collettiva e integrativa e funzionalità delle amministrazioni pubbliche
1. L'esercizio della delega nel-la materia di cui al presente articolo è finalizzato a modificare la disciplina della contrattazione collettiva nel settore pubblico al fine di conseguire una migliore organizzazione del lavoro e ad assicurare il rispetto della ripartizione tra le materie sottoposte alla legge, nonché, sulla base di questa, ad atti organizzativi e all'autonoma determinazione dei dirigenti, e quelle sottoposte alla contrattazione collettiva.
2. Nell'esercizio della delega nella materia di cui al presente articolo il Governo si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi:
a) precisare, ai sensi dell'articolo 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, come modificato, da ultimo, dall'articolo i della presente legge, gli ambiti della disciplina del rapporto di lavoro pubblico riservati rispettivamente alla contrattazione collettiva e alla legge, fermo restando che è riservata alla con-trattazione collettiva la determinazione dei diritti e delle obbligazioni direttamente pertinenti al rapporto di lavoro;
b) fare in ogni caso salvo quanto previsto dagli articoli 2, comma 2, secondo periodo, e 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni;
c) prevedere meccanismi di monitoraggio sull'effettività e congruenza della ripartizione delle materie attribuite alla regolazione della legge o dei contratti collettivi;
d) prevedere l'applicazione del-le disposizioni di cui agli articoli 1339 e 1419, secondo comma, del codice civile, inciso dinullità delle clausole contrattuali per violazione di norme imperative e dei limiti fissati alla contrattazione collettiva;
e) individuare criteri per la fissazione divincoli alla contrattazione collettiva al fine di assicurare il rispetto dei vincoli di bilancio, anche mediante limiti massimi di spesa ovvero limiti minimi e massimi di spesa;
f) prevedere, ai fini dell'accertamento dei costi della contrattazione integrativa, uno schema standardizzato di relazione tecnica recante i contenuti minimi necessari perla valutazione degli organi di controllo sulla compatibilità economico-finanziaria, nonché adeguate forme di pubblicizzazione ai fini della valutazione, da parte dell'utenza, dell'impatto della contrattazione integrativa sul funzionamento evidenziando le richieste e le previsioni di interesse per la collettività;
g) potenziare le amministrazioni interessate al controllo attraverso il trasferimento di personale immobilità ai sensi dell'articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n.127;
h) riordinare le procedure di contrattazione collettiva nazionale, in coerenza con il settore privato e nella salvaguardia delle specificità sussistenti nel settore pubblico, nonché quelle della contrattazione integrativa e riformare, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran), con particolare riguardo alle competenze, alla struttura ed agli organi della medesima Agenzia, secondo i seguenti criteri:
1) rafforzamento dell'indipendenza dell'Aran dalle organizzazioni sindacali anche attraverso la revisione dei requisiti soggettivi e delle incompatibilità dei componenti dei relativi organi, con particolare riferimento ai periodi antecedenti e successivi allo svolgimento dell'incarico, e del personale dell'Agenzia;
2) potenziamento del potere di rappresentanza delle regioni e degli enti locali;
3) ridefinizione della struttura e delle competenze dei comitati di settore, rafforzandone il potere direttivo nei confronti dell'Aran;
4) riduzione del numero dei comparti e delle aree di contrattazione, ferma restando la competenza della contrattazione collettiva per l'individuazione della relativa composizione, anche con riferimento alle aziende ed enti di cui all'articolo 70, comma 4, del decreto legislativo n. 165 del 2001, e successive modificazioni;
5) modificazione, in coerenza con il settore privato, della durata dei contratti al fine di ridurre i tempi e i ritardi dei rinnovi e di far coincidere il periodo di regolamentazione giuridica con quello di regolamentazione economica;
6) rafforzamento del regime dei vigenti controlli sui contratti collettivi integrativi, in particolare prevedendo specifiche responsabilità della parte contraente pubblica e degli organismi deputati al controllo sulla compatibilità dei costi;
7) semplificazione del procedimento di contrattazione - anche attraverso l'eliminazione di quei controlli che non sono strettamente funzionali a verificare la compatibilità dei costi degli accordi collettivi;
i) introdurre norme di raccordo per armonizzare con gli interventi di cui alla lettera h) i procedimenti negoziali, di con-trattazione e di concertazione di cui all'articolo 112 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, e ai decreti legislativi 12 maggio 1995, n. 195,19 maggio 2000, n.139, 13 ottobre 2005, n. 217, e15 febbraio 2006, n. 63;
1) prevedere che le pubbliche amministrazioni attivino autonomi livelli di contrattazione collettiva integrativa, nel rispetto dei vincoli di bilancio risultanti dagli strumenti di programmazione annuale e pluriennale di ciascuna amministrazione, sulle materie e nei limiti stabiliti dai contratti collettivi nazionali, tra i soggetti e con le procedure negoziali che questi ultimi prevedono, con possibilità di ambito territoriale e di riferimento a più amministrazioni;
m) prevedere l'imputabilità della spesa per il personale rispetto ai servizi erogati e definire le modalità di pubblicità degli atti riguardanti la spesa per il personale e dei contratti attraverso gli istituti e gli strumenti previsti dal codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.
n) prevedere, al fine di ridurre il ricorso a contratti di lavoro a termine, a consulenze e a collaborazioni, disposizioni dirette ad agevolare i processi di mobilità, anche volontaria, finalizzati a garantire lo svolgimento delle funzioni pubbliche; di competenza da parte delle amministrazioni che presentino carenza di organico;
o) prevedere, al fine di favorire i processi di mobilità inter-compartimentale del personale delle pubbliche amministrazioni, criteri per la definizione mediante regolamento di una tabella di comparazione fra i livelli di inquadramento previsti dai contratti collettivi relativi ai diversi comparti di contrattazione.
I-Continua

Agrigentoweb
 
Mozione di Arnone al congresso nazionale dell'MPA
Scritto da Redazione, 25-02-2009 16:38 
Pubblicato in : News, Politica
Carenze infrastrutturali, aeroporto, vocazione turistica, questione lampedusana. Sono alcuni dei tempi che saranno trattati al congresso nazionale dell'MPA a Roma che si svolgerà il 27 e 28 marzo prossimi in una mozione che presenterà l'assessore provinciale di Agrigento, Giuseppe Arnone, leader dei democratici autonomisti nella qualità di delegato al congresso.
"Occorre puntare i riflettori, afferma Arnone, sulla provincia di Agrigento che ha nel Presidente D'Orsi una grande guida amministrativa che cerca di ridurre le distanze tra ente e cittadini. Un nuovo modo di concepire la politica in linea con il leader dell'MPA e governatore della Sicilia, Lombardo."

Girgenti Acque. I sindaci uniti verso la rescissione del contratto
Scritto da Franco Pullara, 25-02-2009 20:59
Pubblicato in : News, Primo Piano
Il risultato raggiunto dall'assemblea dei sindaci è di procedere verso la rescissione del contratto con Girgenti acque per inadempienza della stessa azienda.
All'unanimità, i primi cittadini si sono impegnati a verbalizzare le eventuali inadempienze del servizio e di comunicarle all'Ato idrico. E' stato dato mandato a Eugenio D'Orsi di rappresentare l'attuale stato dell'arte all'Agenzia regionale delle acque e di chiedere la sospensione dell'attività dei commissari regionali nominati per assicurare il passaggio delle competenze nei Comuni che si oppongono a consegnare le loro reti idriche a Girgenti acque. E' passata la proposta di Calogero Pumilia, sindaco di Caltabellotta, integrata da Marco Zambuto. Ma all'attuale primo risultato si è arrivati con la spallata di Eugenio D'Orsi che ha voluto la "pesatura" chiamando all'appello i sindaci della provincia. Vince la gente. I politici si sono sentiti sul collo il fiato dell'opinione pubblica e si sono messi le ali ai piedi, mentre non pochi hanno smesso di difendere l'indifendibile. Se è un contratto "fatto con i piedi", così come definito dal presidente dell'Ato, non possono essere certamente i cittadini a pagarne le spese. Questo è il dato di fatto fondamentale sul quale la politica farebbe bene a riflettere e a rimediare. Ai cittadini spetta di compito di autodifendersi non mollando la presa dell'attenzione sulla problematica.  
 
Agrigentonotizie
 
Il nucleare in provincia: Palma di Montechiaro possibile sito  
Una centrale nucleare Palma di Montechiaro potrebbe essere un sito adeguato per la costruzione di una delle 4 centrali nucleari previste in Italia. La lista delle "zone compatibili" è quella fatta in seguito all'accordo stipulato tra i presidenti Berlusconi e Sarkozy. Tra i nomi delle zone dove poter costruire una centrale nucleare c'è proprio Palma di Montechiaro.
Insieme alla città del Gattopardo, nella lista figurano Caorso, nel Piacentino, Trino Vercellese (Vercelli), Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, e poi ancora la Sardegna, la Basilicata ed alcune aree della Puglia. Il Veneto si è fatto avanti proponendo Porto Tolle (Rovigo), ma nella lista anche Monfalcone (Gorizia), Chioggia (Venezia), Ravenna, Termoli (Campobasso), Mola (Bari), Scanzano Jonico (Matera) e Oristano. In Sicilia, oltre, a Palma di Montechiaro, è stata segnalata la zona della provincia di Ragusa.
L'area siciliana tuttavia si fa escludere per il rischio sismico visto che la Sicilia sud orientale e quella occidentale sono classificate nella mappa nazionale come "zone rosse". Il governo da parte sua pensa ad incentivi per fare accettare alle comunità locali i nuovi impianti. L'ipotesi più probabile tuttavia, come riferiscono fonti ministeriali, è quella di rilanciare intanto i quattro siti dove sono state già costruite le centrali nucleari ora dismesse.

Agrigentoflash
 
Casteltermini, approvato all'unanimità un documento contro la privatizzazione dell'acqua
Politica - Provincia — 26 Febbraio 2009 10:03
Il Consiglio Comunale riunito stamattina alle 9,30, ha approvato all'unanimità una direttiva di indirizzo vincolante, affinché il Sindaco, nella sua qualità di membro del C.d.A. dell'ATO idrico metta in essere, tutte le azioni per evitare l'affidamento in concessione a rilevanza pubblica alla "Girgenti Acque spa". Nella discussione in aula, il Consigliere Daniele Scozzari, ha evidenziato che dopo la privatizzazione del servizio di raccolta rifiuti solidi urbani, è costato la quadruplicazione delle tariffe, non possiamo permettere che anche l'acqua che è un bene pubblico sia privatizzato a spese dei cittadini. Infatti, dopo la cessione della rete idrica alla Girgenti acque, l'attivazione di una nuova utenza, è passata dai 300 euro che chiedeva l'EAS alle attuali 1.300 euro richieste dalla Girgenti acque, inoltre per eventuali segnalazioni di guasti, la Girgenti acque per inviare un tecnico, chiede all'utente la somma di 80 euro come contributo di segnalazione guasto. Infine, nel documento approvato, oltre alle varie azioni da intraprendere per rendere pubblica la gestione dell'acqua, il Consiglio Comunale, liberamente, parteciperà alla manifestazione di sabato 28 febbraio 2009 contro la privatizzazione dell'acqua organizzata dal Comitato dei Comuni Agrigentini.
 
Adnkronos
 
AGRIGENTO: COMANDANTE INTERREGIONALE DEI CARABINIERI ORLANDO IN VISITA ALLA PROVINCIA
Agrigento, 26 feb. (Ufficio Stampa Provincia Regionale di Agrigento) - Il Generale di Corpo d'Armata Stefano Orlando, Comandante interregionale Sicilia e Calabria dei Carabinieri sarà oggi in visita ad Agrigento.
Il Generale Orlando sarà ricevuto del Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi alle ore 11.15 nei locali della Presidenza.