
GIORNALE DI SICILIA
«L'aeroporto non decolla» Altra protesta
Aeroporto, riparte la protesta del presidente D'Orsi. Da ieri ha trasferito il suo ufficio in una tenda in segno di protesta. «So che alcuni potranno espormi al pubblico ludibrio, che alcuni saranno pronti a contestarmi» esordisce il Presidente - «e so che ad altri la mia scelta potrà apparire folle, ma non posso astenermi dal reclamare segnali di trasparenza e risposte certe dal governo nazionale». D'Orsi è vistosamente adirato dagli eventi attuali. Il riferimento è ad un appunto in carta libera che ha ricevuto dall'Ufficio di Gabinetto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, nel quale si legge che «l'istruttoria tecnica dell'Enac pur rilevando l'idoneità dell'area indicata e che le dimensioni dell' aeroporto risultano compatibili con le tipologie di attività individuate in quest'ultimo studio, non ritiene ipotizzabile una gestione in grado di raggiungere l'equilibrio economico» e, si continua a leggere nella nota, che «anche la direzione generale per il Trasporto Aereo concorderebbe con gli esiti dell'istruttoria, segnalando che l'aumento del numero degli aeroporti sul territorio al di fuori di una pianificazione e programmazione e l'apertura di un nuovo aeroporto può comportare ulteriori oneri a carico dello Stato per l'espletamento dei vari servizi connessi all'attività». Proprio su questa nota tuonano le parole del presidente D'Orsi che afferma perentoriamente di «avere in disponibilità dalla Regione i 30 milioni di euro per la realizzazione della struttura e l'appoggio solidale del Presidente Lombardo e di Roberto Di Mauro. Nessun onere, dunque, per lo Stato ma solamente affermazioni pretestuose e infondate». La nota dell'Ufficio di Gabinetto del Ministro difatti conclude asserendo che «allo stato attuale e sulla base delle istruttorie svolte, pur nel rispetto delle prerogative regionali di pianificazione, non sussisterebbero presupposti e condizioni tali da potere dare seguito alla richiesta della Provincia di Agrigento». D'Orsi rilancia dunque la sua protesta ed il mantenimento dei suoi uffici nella tenda fino a quando non si concluda la campagna civile per la costruzione del servizio aeroportuale paventando che dietro la negazione ad autorizzare da parte del Ministero vi siano altri interessi e difformi giudizi. Si ritiene infatti che anche il recente rilancio del progetto per l'aeroporto su Gela sia un espediente per il boicottaggio del piano di lavoro della Provincia Regionale e che l'appunto odierno, sul quale D'Orsi non ha mancato di ironizzare per la sua forma, non possa consentire comunque di abbandonare un progetto che già gode del sostegno politico e popolare e dei fondi necessari alla sua prossima esecuzione concreta. «Ritengo che la misura sia colma: un funzionario trasmette uno scarno foglietto definito "appunto" nel quale si espongono dubbi su un progetto che ha avuto il benestare dell'Enac - ha detto D'Orsi nel corso di un incontro con i giornalisti all'interno della tenda -*e per il quale la Provincia ha impegnato risorse e uomini, garantendo anche i costi di gestione e senza chiedere un centesimo allo Stato. Al di là di tutto, una totale mancanza di rispetto per la Provincia come istituzione». «È un problema di mafia - ha dichiarato D'Orsi. I mafiosi non vogliono che facciamo l'aeroporto. Se la politica deve farsi sopraffare dalla mafia vuol dire che anche i politici sono mafiosi». Ieri mattina il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, si è recato in piazzale Aldo Moro, nella "tenda" allestita dalla Provincia per esprimere la piena solidarietà al presidente D'Orsi: «Non è più concepibile - ha dichiarato - che questa terra continui ad essere bistratta dalla cosiddetta "politica ufficiale". Da oltre cinquant'anni i nostri rappresentanti istituzionali a tutti i livelli continuano ad ignorare le reali esigenze di sviluppo del territorio agrigentino».
Sagra del mandorlo, settima giornata
Teatro stracolmo per vedere Buzzurro
Oggi i gruppi ricevuti alla Provincia e dal prefetto
Gioacchino Schicchi
La Sagra arriva alla "boa" del settimo giorno di manifestazione. Dopo la Fiaccolata della pace e dell' amicizia e il concerto al teatro "Pirandello" di Agrigento del chitarrista agrigentino Francesco Buzzurro, che ha eseguito tra gli altri brani tratti dal suo nuovo cd, "L'esploratore", la giornata di ieri è stata dedicata interamente al fondare. Fin dalla mattina diversi gruppi folk hanno attraversato le strade del centro cittadino e si sono esibiti davanti ad un buon numero di spettatori. Si è trattato dei gruppi "Alanfousci" dell'Egitto, "Busuicol dance ensamble" della Romania, "Academi art asso ciation" del Cipro, "Halleluyah dance group" dell' Israele é "C'acatl escuela superior danza folc" del Messico e delle due bande musicali presenti, la "Banda de gaitas, centro gallego" spagnola e la "Mehter military band" turca, quest'ultima particolarmente apprezzata dagli spettatori sia per le capacità musicali che per i costumi. Come già nei giorni scorsi, alcuni hanno sfilato lungo la via Atenea fino a piazza Marconi mentre altri si sono esibiti sul palco di piazza Cavour davanti ad un folto e partecipe pubblico. A giudicare dalla reazione della gente forse la cosa più azzeccata di questa 65esima edizione della Sagra è il motto "E' Sagra.. è festa" coniato dalla direzione artistica: al di là delle polemiche, delle problematiche organizzative, degli intoppi, ciò che resta, alla fine, è la gioia di piccoli e grandi. Dal centro cittadino lo spettacolo si è poi spostato al Palacongressi di Agrigento per i primi spettacoli al "chiuso" del 55esimo Festival internazionale del folklore, presentati da Carmelo J277aro e Margherita Trupiano. Ad aprire la manifestazione, nel corso della quale gli spettatori potranno votare il gruppo preferito attraverso specifiche tessere, una breve cerimonia dai valori soprattutto simbolici che ha visto una donna sfilare lungo gli scalini del Palacongressi simboleggiando la Sagra. A salire per primi sul palcoscenico, anche se fuori concorso, il gruppo folk agrigentino "Amici del folklore mediterraneo", formato anche da ragazzi con deficit uditivo e che già avevano partecipato alla Sagra lo scorso anno. Tra lo spettacolo pomeridiano e quello serale sul palco si so-"no esibiti Senegal, Bosnia, Messico, Romania, Cipro, Bulgaria, " Gergent", Portogallo, Egitto, Pera, Serbia e i "Tammurinara di Girgenti", mentre alle 18 sbandieratori e bande musicali hanno attraversato il centro città. Il programma di oggi prevede l'incontro delle rappresentanze dei gruppi folk con sindaco, presidente della Provincia e prefetto, altre esibizioni in città e al Palacongressi e poi, alle 17, presso l'aula «Giglia» del Palazzo di Provincia, il convegno sul tema «Pace, sicurezza e giustizia: il dialogo delle culture nel Mediterraneo». (vs.)
«Dedalo», proclamato lo sciopero
La Dedalo Ambiente non ha ancora pagato lo stipendio di gennaio ai dipendenti ed i sindacati ieri hanno proclamato lo sciopero generale per il primo di marzo. Ad annunciarlo sono stati Cgil, Cisl e Uil, della funzione pubblica, con una nota indirizzata all'Ato Ag3 ed al prefetto di Agrigento Umberto Postiglione. Ma c'è di più. Oltre allo sciopero i confederali hanno reso noto che dal 23 al 27 febbraio, dunque per cinque giorni, nelle ultime due ore di ogni turno si riuniranno in assemblea permanente. "Il 10 febbraio - fanno rilevare Cgil, Cisl e Uil - riguardo la vertenza dei lavoratori del settore igiene ambientale dell'ambito territoriale ottimale Ag 3, è stata avviata la procedura di raffreddamento. Le organizzazioni sindacali non sono state convocate nei tempi previsti, pertanto la procedura si ritiene chiusa con esito negativo". I sindacati lamentano "il mancato pagamento dello stipendio di gennaio ai lavoratori dipendenti della Dedalo Ambiente, e non si ravvisa alcuna prospettiva per il pagamento della retribuzione relativa alla mensilità di febbraio". Nella lettera alla società con la quale si annuncia la proclamazione di ben cinque giorni di assemblea permanente, Cgil, Cisl e Uil fanno notare che "l'inadempienza relativa al fatto che lo stipendio non viene percepito nei tempi stabiliti dal contratto nazionale di lavoro si verifica da più di un anno. Pertanto i lavoratori si trovano in uno stato di incertezza sul diritto primario". Secondo i confederali "questa situazione costituisce grave violazione degli obblighi contrattuali ed arreca grave danno ai lavoratori, quasi tutti monoreddito, che non possono far fronte ai propri impegni e alle esigenze primarie delle loro famiglie".
Il 23, i124, i125, il 26 ed i127 febbraio, dunque, i dipendenti della Dedalo Ambiente termineranno il loro turno con due ore di anticipo rispetto al solito e si riuniranno in assemblea. Il primo di marzo sciopereranno e verranno garantiti solo i servizi minimi previsti dalla legge. "Occorre partecipare compatti - hanno concluso Cgil, Cisl e Uil - per sostenere la vertenza e far sentire forte la voce e la determinazione dei lavoratori del settore".
LA SICILIA
SI STA LAVORANDO PER L'AEROPORTO
Un vertice operativo tra Comune e Provincia ma può saltare tutto
Le procedure necessarie per il rilascio dei permessi relativi alla valutazione di impatto ambientale e di valutazione ambientale strategica potrebbero rallentare la realizzazione dell'aeroporto di Piano Romano. Se ne è parlato mercoledi pomeriggio nella sede della Provincia regionale di Agrigento, alla presenza del capo dell'esecutivo provinciale, Eugenio D'Orsi, del sindaco di Licata Angelo Graci e degli assessori Giuseppe Mulè, Gaetano Lombardo e Giovanni Giambra, e dal dirigente del dipartimento urbanistica del Comune, Vincenzo Ortega. Lunedì o al massimo martedì si terrà un nuovo incontro in Provincia nel corso del quale verranno analizzate le soluzioni che verranno prospettate per cerca- re di accorciare i tempi necessari alla redazione della Via e della Vas. Mercoledi, alla presenza anche del progettista dell'aeroporto, Pietro Hamel il punto relativo all'iter burocratico che bisognerà seguire per cercare di accorciare i tempi di approvazione di tutti gli strumenti urbanistici e tecnici necessari per la realizzazione della struttura. In particolare si è posto l'accento sulle modalità da seguire per quanto concerne l'elaborazione della valutazione di impatto ambientale e della valutazione ambientale strategica, ci cui tempi previsti dalla normativa vigente farebbero slittare le previsioni di realizzazione dell'aeroporto rispetto a quelli sperati dal capo dell'esecutivo provinciale. Da parte del sindaco è stata data ampia disponibilità a collaborare con l'amministrazione provinciale per la soluzione dei problemi individuati. Tra i problemi di cui si stanno occupando gli uffici comunali c'è quello relativo agli espropri delle particelle (circa quattrocento) che dovranno essere acquisite per fare spazio all'aeroporto e alla modifica delle prescrizioni del piano regolatore generale. Attualmente la zona è agricola ed ospita colture in serra intensive.
Tra gli espropri da effettuare anche alcuni piccoli fabbricati ed alcuni ruderi. Gli ultimi sviluppi della vicenda riguardante la struttura aeroportuale farebbero comunque pensare a un clamoroso tramonto del sogno. Proprio il presidente della Provincia ha deciso di protestare platealmente piazzandosi con una tenda da campeggio nella villa dinanzi la sede della Provincia, contro la decisione del Governo nazionale e dell'Enac di non autorizzare la struttura di trasporto in provincia di Agrigento.
Sarebbe un peccato davvero, vista anche la fattiva collaborazione tra Comune e Provincia che proprio in questi giorni sta nascendo, con l'obiettivo di superare tutti gli ostacoli burocratici.
Solidali prefetto, Di Mauro e Zambuto
Poche le reazioni alla risposta, sia pure informale, che il ministero delle Infrastrutture ha fatto pervenire al presidente D'Orsi. «Credo che non si tratti di una risposta definitiva - ha commentato il prefetto Postiglione - mi sa piuttosto di una valutazione interlocutoria mandata dal Ministero in modo piuttosto informale. Certamente é una notizia incapace di produrre delle conseguenze sul piano pratico e ai fini dell'attuazione del progetto. Prendiamolo come uno stimolo a cercare ulteriori motivazioni a supporto della costruzione dello scalo. lo stesso cercherò di raccogliere altri argomenti da presentare al governo per venire incontro alle aspirazioni degli agrigentini. Insomma al progetto per l'aeroporto non mancherà certamente il mio sostegno».
«Non mi allarmerei più di tanto - afferma l'assessore regionale al Territorio e ambiente Roberto Di Mauro - non é la prima volta che a Roma ed all'Enac in particolare sostengono che l'aeroporto ad Agrigento non sarebbe conveniente. D'Orsi adesso deve soltanto preparare una relazione o, meglio, un dossier con il quale far presente che i costi di gestione ricadranno sulla Regione, sulla provincia e in particolare sui privati. Mi sarei preoccupato di più se avessero mosso dei rilievi sul progetto, ma sui costi non credo che possano farci rilievi, nel momento in cui per lo Stato non ci sarà da spendere un solo centesimo. D'Orsi comunque sa che non mancherà l'appoggio del governo regionale per la realizzazione della struttura».
Polemico invece il sindaco di Agrigento Marco Zambuto: «Sono deciso a portare avanti insieme a D'Orsi questa battaglia politica - ha detto - per un territorio, come il nostro, che rischia di continuare ad essere preso in giro e del quale ci si ricorda soltanto nelle competizioni elettorali. Siamo costretti a combattere per assicurare alle nostre comunità quei servizi pubblici (acqua, rifiuti, aeroporto, eccetera) dei quali i cittadini dovrebbero fruire in modo automatico, senza sforzo. Tuttavia sia il sottoscritto che D'Orsi siamo decisi a portare avanti questa battaglia insieme ai nostri cittadini affinché la provincia di Agrigento possa lasciare al più presto quell'ultimo posto, che tanto pesa, nelle graduatorie nazionali. Insomma siamo pronto a portare avanti quelle battaglie che già avrebbero dovuto essere combattute e vinte da almeno 50 anni».
IL CASO AEROPORTO
Il presidente della Provincia D'Orsi da ieri mattina si è trasferito nella tenda in piazza Moro per denunciare il boicottaggio che si sta attuando sull'infrastruttura
Schiacciati dallo strapotere
Per D'Orsi c'è qualcuno che ha deciso di non fare crescere questo territorio
«Allo stato attuale e sulla base delle istruttorie svolte, pur nel rispetto delle prerogative regionali di pianificazione, non sussisterebbero presupposti e condizioni tali da poter dare seguito alla richiesta della Provincia di Agrigento». Questa é la conclusione che si legge in un appunto, redatto su carta non intestata, senza alcuna firma, trasmesso dal capo di gabinetto del ministero delle infrastrutture al presidente della Provincia Eugenio D'Orsi a proposito dell'aeroporto di Agrigento. Se non é un no definitivo, poco ci manca, ma é bastato per mandare su tutte le furie D'Orsi che ieri mattina ha tenuto una conferenza stampa all'interno della tenda che ha fatto montare nella villetta di piazzale Aldo Moro e nella quale ha deciso di trasferire il proprio ufficio. «E' una vergogna - ha detto con la rabbia in corpo - e sono stufo di essere preso in giro. Abbiamo detto in tutti i modi che la costruzione e la gestione dell'aeroporto di Agrigento non avrebbe pesato sul bilancio dello Stato: per la costruzione ci sono 30 milioni di euro della Regione, mentre la Provincia tramite i privati si assumerebbe l'onere della gestione. Lo Stato, ribadisco, non dovrebbe scucire un solo centesimo. Come devo farglielo capire?».
- Ma cosa dice la nota del ministero delle infrastrutture?
«Ma quale nota? anche sul piano formale hanno mancato di rispetto non tanto a me quanto alla popolazione agrigentina. lo non so se Matteoli é al corrente di questa cosa, ma se lo é dovrebbe vergognarsi insieme al suo capo di gabinetto Claudio la folla che firma una lettera di quattro righe per la trasmissione di una cartellina dattiloscritta su carta bianca, senza alcuna intestazione e senza firma. Lui stesso lo definisce un appunto nel quale si rifà la storia dell'aeroporto di Agrigento per giungere poi alla conclusione che lo scalo non sarebbe conveniente». Nella nota si legge che «l'istruttoria tecnica dell'Enac, pur rilevando l'idoneità dell'area indicata e che le dimensioni dell'aeroporto risultano compatibili con le tipologie di attività individuate in quest'ultimo studio, non ritiene ipotizzabile una gestione in grado di raggiungere l'equilibrio economico, sia per le caratteristiche intrinseche sia per le prospettive di sviluppo del traffico». Si aggiunge inoltre che su queste conclusioni concorderebbe anche la Direzione generale per il trasporto aereo la quale segnala «da una parte l'aumento del numero degli aeroporti sul territorio al di-fuori di una pianificazione e programmazione e dall'altra che l'apertura di un nuovo aeroporto può comportare ulteriori oneri a carico dello Stato per l'espletamento dei vari servizi connessi all'attività». E dire che anche per la Vas e la Via si era trovato il modo per ridurre al minimo i tempi burocratici: «Grazie agli ingegneri Carlino e Ortega siamo in grado di dimezzare tali tempi, ma tutto rischia di diventare inutile». D'Orsi se la prende con il presidente dell'Enac Vito Riggio: «Queste conclusioni é come se portassero la sua firma. Ma io non mi muoverò dalla tenda fino a quando non avremo risposte ufficiali e fino a quando continueranno a prenderci in giro in questo modo».
SALVATORE FUCA'
AGRIGENTOFLASH.IT
Aeroporto: lettera indignata di Gerlando Gibilaro
Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta indirizzata al Presidente Eugenio D'Orsi da parte di Gerlando Gibilaro, in merito alla mancata approvazione dell'Enac del progetto-aeroporto. "Vostro tramite vorrei esprimere il mio disappunto per la mancata approvazione da parte dell'Enac del progetto Aeroportuale.
Egregio Presidente D'Orsi condivido la sua amarezza e non posso fare a meno di RicordarLe che da più di mezzo secolo la Provincia di Agrigento aspetta uno scalo che forse non arriverà mai. Personalmente credo che l'Aereoporto di Agrigento non è stato mai voluto dai Poteri forti, è chiaro che il nostro scalo andrebbe ad impattare sui piani di sviluppo degli scali regionali esistenti nello specifico ( scalo di Palermo e Catania ) e sui piani di trasporto regionali e nazionali.
La mancata approvazione del "progetto", rivela ancora una volta, come il nostro territorio viene mortificato e scarsamente valorizzato sotto il profilo turistico.
La mancata realizzazione dell'Aereoporto altro non è, che un grave colpo assestato alla vocazione turistica della città Agrigento e di tutta la Provincia.
In compenso avremo il Rigassificatore, forse la Centrale Nucleare a Palma di Montechiaro e se saremo buoni anche un Termovalorizzatore e forse un deposito di Scorie Radioattive nelle miniere dimesse. Confermo la mia stima per il suo lodevole impegno e nel contempo invito Lei e tutta la deputazione nazionale e regionale ad attivarsi affinché il nostro territorio possa essere dotato di questa importante opera".
Protocollo d'intesa tra il "Toscanini" e "Il Sestante"
Siglato un protocollo d'intesa, qui allegato, tra l'Istituto Superiore di Studi Musicali "Toscanini" di Ribera e la Società "Il Sestante" di Favara per attivare a breve dei Corsi di Musica di natura privatistica ad Agrigento presso il Club Village di Agrigento - Villaggio Mosè sotto la sovrintendenza didattica del "Toscanini". Il Direttore prof. Claudio Montesano rilascia la seguente dichiarazione: "I Corsi di Musica che si realizzaranno ad Agrigento saranno curati dall'ISSM "Toscanini" che terrà in monitoraggio i livelli di qualità del servizio offerto. Scopo dell'iniziativa è quello di offrire ai cittadini agrigentini e dei centri vicini un servizio di formazione musicale garantito dal nostro istituto ed avviare nel mercato del lavoro didattico i nostri Diplomati e Tirocinanti nonchè Collaboratori orchestrali esterni che siano disoccupati. L'intesa prevede altresì la possibilità di valutare la nascita nel capoluogo di una sede decentrata accreditata dal Ministero dell'Università e Ricerca."
Aeroporto, la solidarietà del sindaco nella tenda della Provincia
Il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto ha voluto testimoniare la solidarietà della città e dell'amministrazione comunale al presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi. Zambuto si è incontrato con il Presidente all'interno della tenda issata in una delle villette adiacenti il Palazzo del Governo. Si è trattato di un breve, ma significativo incontro, nel corso del quale il capo della municipalità agrigentina ha manifestato tutta la propria solidarietà per questa battaglia di civiltà in favore della nostra provincia. Domani, venerdì 19 febbraio il Presidente della Provincia ed il Sindaco di Agrigento pranzeranno insieme all'interno della tenda in piazza Aldo Moro. "Non è più concepibile - ha dichiarato Zambuto - che questa terra continui ad essere bistratta dalla cosiddetta "politica ufficiale". Da oltre cinquant'anni i nostri rappresentanti istituzionali a tutti i livelli continuano ad ignorare le reali esigenze di sviluppo del territorio agrigentino. Per questo condividiamo pienamente la lotta avviata dal Presidente D'Orsi tendente a mostrare la dignità e la fierezza di un popolo che non può più sopportare tentennamenti e prese in giro da parte di chiunque. Riteniamo giusto che non si guardi in faccia nessuno: chi è chiamato democraticamente ad amministrare una comunità non ha nessuno, se non la stessa comunità che lo ha chiamato a rappresentarla, a cui rendere conto. Ed oggi il vero interesse della gente della nostra provincia è quello di avere tale importante infrastruttura. Ogni altra considerazione è superflua."
AGRIGENTONOTIZIE.IT
D'Orsi: "La mafia non vuole l'aeroporto e noi protestiamo"
Una tenda della Protezione civile, un lettino, un mini frigorifero ed una stufa. Ecco la nuova sede della Provincia regionale di Agrigento, dentro la quale il Presidente D'Orsi oggi si è trasferito insieme ai sui assessori ed a tutto lo staff operativo. Una protesta che da oggi il presidente D'Orsi ha deciso di compiere. "E' una vergogna", questa la frase che il presidente ha ripetuto più volte in conferenza stampa all'interno della tenda, per protestare contro chi ancora oggi ostacola la realizzazione di un'importante struttura aeroportuale ad Agrigento. "A qualcuno non va già questo aeroporto - ha detto D'Orsi - e voglio capire il perché. E' soltanto un problema mafioso perché i mafiosi non vogliono l'aeroporto e se i politici non lo vogliono vuol dire che anche loro sono mafiosi". Ecco arrivare da Roma un appunto sulla struttura che fa andare su tutte le furie il presidente. "In relazione a quanto richiesto dal presidente della Provincia regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi, con la nota del 25 novembre sulla possibilità di realizzare una infrastruttura aeroportuale nella provincia, sulla base di quanto espresso, sia dall'Enac sia dalla direzione generale per gli aeroporti ed il trasporto si rappresenta quanto segue: nel caso specifico l'Enac ha svolto un esame tecnico sui progetti presentati tra il 2004 ed il 2008 al fine di verificare la possibilità di realizzare nella provincia di Agrigento una struttura aeroportuale. L'esito di tale esame esprimeva considerazioni oggettive che ostavano alla realizzazione dell'infrastruttura: i progetti risultavano al di fuori della pianificazione, della programmazione e dall'indirizzo del ministero previste dall'articolo 702 del codice della navigazione; i progetti presentavano lacune dal punto di vista tecnico-operativo; le previsioni di traffico non tali da giustificare la realizzazione dell'opera per i correlati costi di costruzione prima e di gestione poi. Successivamente la Provincia, dopo una serie di incontri con l'Enac, ha ripresentato un ulteriore nuovo progetto, ridimensionato rispetto ai precedenti da un punto di vista infrastrutturale. Nelle previsioni della Provincia, la nuova struttura aeroportuale, comprendente anche un eliporto, ubicata nella parte centro meridionale della Sicilia, potrebbe soddisfare un traffico a domanda soprattutto per gli aeroporti principali dell'isola, senza impatto sui piani di sviluppo degli scali esistenti e sui piani di trasporto regionali e nazionali. L'istruttoria tecnica dell'Enac, pur rilevando l'idoneità dell'aerea indicata e che le dimensioni dell'aeroporto risultano compatibili con le tipologie di attività individuate in quest'ultimo studio, non ritiene ipotizzabile, una gestione in grado di raggiungere l'equilibrio economico sia per le caratteristiche intrinseche sia per le prospettive di sviluppo del traffico. Sulla medesima questione, anche la direzione generale per il trasporto aereo concorderebbe con gli esiti dell'istruttoria dell'Enac segnalando da una parte l'aumento del numero aeroportuale sul territorio al di fuori di una pianificazione e programmazione e dall'altra che l'apertura di un nuovo aeroporto può comportare ulteriori oneri a carico dello stato per l'espletamento dei vari servizi connessi all'attività. Pertanto allo stato attuale e sulla base delle istruttorie svolte, pur nel rispetto delle prerogative regionali di pianificazione, non sussisterebbero presupposti e condizionamenti tali da poter dare seguito alla richiesta della Provincia".
Casa anziani a Ribera, accordo tra Provincia e Comune
Gli assessori provinciali Carmelo Pace e Mariano Ragusa, insieme al presidente Eugenio D'Orsi ed a Girolamo Ganci, commissario straordinario del Comune di Ribera, hanno presentato il progetto di restyling dell'immobile sito a Ribera da adibire a casa albergo per la terza età e residenza sanitaria assistita.
Un progetto iniziato nel 1987, quando l'immobile a seguito di un atto notarile da parte di una famiglia, fu donato alla Provincia con la promessa che l'avrebbero trasformato poi in casa di riposo per gli anziani. Un progetto che adesso è diventato realtà grazie alla firma della determinazione tra la Provincia ed il Comune di Ribera che ha accolto l'avvio del project financing per il ripristino e la gestione dell'immobile da parte della Provincia. Questo è un intervento che rientra nel piano triennale dei lavori pubblici 2009-2011 per il recupero e la valorizzazione per fini sociali della struttura. Un'importanza straordinaria perché consentirà l'alloggio per circa 120 persone e creerà nello stesso tempo diversi posti di lavoro.
Marco Zambuto appoggia la protesta di Eugenio D'Orsi
Questa mattina il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, si è recato in piazzale Aldo Moro, nella tenda allestita dalla Provincia regionale, per esprimere la piena solidarietà della città capoluogo alla Provincia regionale che, guidata dal suo presidente Eugenio D'Orsi, ha avviato una plateale forma di protesta per favorire la realizzazione dell'aeroporto. "Non è più concepibile - ha dichiarato a tal fine Zambuto - che questa terra continui ad essere bistratta dalla cosiddetta 'politica ufficiale'. Da oltre cinquant'anni i nostri rappresentanti istituzionali a tutti i livelli continuano ad ignorare le reali esigenze di sviluppo del territorio agrigentino. Per questo condividiamo pienamente la lotta avviata dal presidente D'Orsi tendente a mostrare la dignità e la fierezza di un popolo che non può più sopportare tentennamenti e prese in giro da parte di chiunque. Riteniamo giusto che non si guardi in faccia nessuno: chi è chiamato democraticamente ad amministrare una comunità non ha nessuno, se non la stessa comunità che lo ha chiamato a rappresentarla, a cui rendere conto. Ed oggi il vero interesse della gente della nostra provincia è quello di avere tale importante infrastruttura. Ogni altra considerazione è superflua.
AGRIGENTOWEB.IT
Niente aeroporto. L'Enac da parere negativo
Addio sogni di sviluppo, di speranza, di turismo.
L'Enac ha comunicato ufficialmente il parere negativo sulla realizzazione dell'aeroporto di Piano Romano, a Licata.
Nonostante gli sforzi profusi in questi mesi da parte dell'amministrazione D'Orsi che ha rivisto e corretto il precedente progetto, ridimensionando la struttura che avrebbe potuto soddisfare un traffico a domanda soprattutto con gli aeroporti principali dell'Isola, senza impatto sui piani di sviluppo degli scali esistenti e sui piani di trasporto regionali e nazionali, arriva la mannaia di Riggio che, pur rilevando l'idoneità dell'area indicata e che le dimensioni dell'aeroporto risultano compatibili con le tipologie di attività individuate nell'ultimo studio, non ritiene ipotizzabile una gestione in grado di raggiungere l'equilibrio economico sua per le caratteristiche intrinseche sia per le prospettive di sviluppo del traffico. Sulla medesima questione, anche la Direzione generale per il trasporto aereo concorderebbe con gli esiti dell'istruttoria dell'Enac, segnalando da una parte l'aumento del numero degli aeroporti sul territorio al di fuori di una pianificazione e programmazione e dall'altra che l'apertura di un nuovo aeroporto può comportare ulteriori oneri a carico dello Stato per l'espletamento connessi all'attività. E così, allo stato attuale, "pur nel rispetto delle prerogative regionali di pianificazione, non sussisterebbero presupposti e condizioni tali da poter dare seguito alla richiesta della Provincia di Agrigento". In buona sostanza: saluti e baci.
Aeroporto, l'amministrazione comunale di Licata incontra D'Orsi
Nel pomeriggio di ieri, il Sindaco Angelo Graci, accompagnato dagli assessori Giuseppe Mulè, Gaetano Lombardo e Giovanni Giambra, e dal dirigente del dipartimento urbanistica del Comune, Vincenzo Ortega, ha partecipato ad un incontro per la realizzazione dell'Aeroporto di Licata, tenutosi presso la sede della Provincia Regionale, alla presenza del Presidente Eugenio D'Orsi, dell'ing. Hamel e di altri tecnici provinciali, per fare il punto relativo all'iter burocratico che bisognerà seguire per cercare di accorciare i tempi di approvazione di tutti gli strumenti urbanistici e tecnici necessari per la realizzazione della struttura.
In particolare si è posto l'accento sulle modalità da seguire per quanto concerne l'elaborazione della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), ci cui tempi previsti dalla normativa vigente farebbero slittare le previsioni di realizzazione dell'aeroporto rispetto a quelli sperati dal capo dell'esecutivo provinciale. Da parte del Sindaco, degli amministratori comunali licatesi e dell'ing. Ortega è stata data ampia disponibilità a collaborare con l'Amministrazione provinciale per la soluzione dei problemi individuati.
A tal fine, già lunedì o martedì, prossimo, verrà ricostituito il tavolo tecnico con un incontro che si terrà nuovamente alla Provincia, nel corso del quale verranno analizzate le soluzioni che verranno prospettate per cercare di accorciare i tempi necessari alla redazione della VIA e della VAS.
Aeroporto, da Naro solidarietà a D'Orsi
"Esprimo tutta la mia solidarietà al Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi e mi associo alla sua protesta per i silenzi ed i ritardi sulla vicenda dell'aeroporto.
Il trasferimento dell' Ufficio del Presidente della Provincia nella tenda che è in corso di allestimento nella villa di Piazza Moro servirà ad accendere i riflettori sul progetto dell'aeroporto da costruire nella piana di Licata.
L'aeroporto porterebbe indubbi benefici economici alla maggior parte dei Comuni della Provincia di Agrigento ed ad alcuni Comuni della Provincia di Caltanissetta. Esso, inoltre, sarebbe un toccasana per l'incremento delle presenze turistiche in numerose cittadine che, come Naro, hanno un prezioso patrimonio monumentale ed artistico.
In tale prospettiva, la mia adesione alla protesta del Presidente Eugenio D'Orsi è piena ed incondizionata, auspicando che grazie ad essa la Provincia di Agrigento possa avere entro tempi brevi il suo aeroporto".
Lo dichiara il presidente del consiglio comunale di Naro Lillo Valvo.
Aeroporto, ma non era tutto ok?
L'aeroporto vola via, almeno per adesso. Malgrado la determinazione di D'Orsi, la mobilitazione popolare dello scorso novembre alla quale hanno partecipato tutte le forze politiche, sociali, sindacali, ecc. ecc., ecco giungere, come una sonoro "suono emesso con la bocca in segno di scherno", l'ennesimo "No" all'unico grande progetto di rilancio della provincia per il quale il presidente sta investendo tutte le sue energie fisiche e mentali, e per di più senza chiedere un centesimo allo Stato.
D'Orsi, che denuncia la presenza di forze che remano contro gli interessi degli agrigentini e lo sviluppo della nostra provincia, si è già attivato chiamando il Ministro Alfano, il Presidente della Regione Lombardo che gli hanno garantito il loro immediato impegno e delle risposte in merito.
Ma perché poi non si dovrebbero attivare anche tutti gli altri che erano alla manifestazione? Un dubbio sorge spontaneo: questo "No" potrebbe essere legato ai rischi che un aeroporto potrebbe comportare nei pressi di una centrale nucleare? Dubbio che potrebbe essere sciolto tra meno di tre mesi, e cioè quando il Governo dovrà ufficializzare i siti dove saranno costruite le quattro centrali previste. Ovviamente speriamo di no. Speriamo che le richieste "risposte in merito" arrivino prima dei tre mesi. Quanto mai in questo momento, chi veramente crede che lo sviluppo possa passare anche attraverso l'aeroporto, deve far sentire la propria voce e soprattutto rispondere con i fatti. Altrimenti il rischio è anche quello di ricordare, tra 100 anni, D'Orsi come il Presidente del rigassificatore, della centrale nucleare e dell'aeroporto (non costruito). Ma per l'ultimo punto sarebbe in buona compagnia.
Ato Idrico e i disservizi di Girgenti Acque. Sarà proposta una commissione di inchiesta
Il Consiglio Provinciale di Agrigento ha calendarizzato per martedì 23 febbraio la proposta del presidente della Commissione Lavori Pubblici della Provincia di Agrigento, Carmelo D'Angelo, di inserire all'odg il punto sullo scioglimento dell'Ato Idrico e l'eventuale rescissione al gestore Girgenti Acque.
«Proporrò al Consiglio», ha dichiarato il consigliere provinciale «di istituire una commissione di inchiesta sulla gestione integrata dei rifiuti e della acque in Provincia di Agrigento, con l'obiettivo di far emergere in maniera chiara ed evidente che la politica ha commesso un errore nell'affidare ai privati questi servizi, come in maniera esemplare ha raccontato il giornalista Riccardo Iacona su raitre».
«Una commissione» ha continuato D'Angelo «che politicamente potrà approfondire e relazionare sui disservizi, sulle inefficienze e sulla scelta politica sbagliata di affidare a terzi questa attività, con aggravio di costi per il cittadino, senza quegli investimenti previsti e promessi per migliorare il servizio come ipotizzato inizialmente».
«Oltre alla Commissione d'inchiesta» ha concluso il presidente della commissione ll.pp. «proporrò al Consiglio Provinciale di valutare l'invio alla Commissione Affari generali del testo sulla proposta di legge per la ripubblicizzazione delle acque in Sicilia in modo da poter attivare la procedura, prevista dalla legge, per proporre, come consiglio provinciale, una modifica legislativa all'assemblea regionale siciliana».
Il Sindaco Zambuto in visita alla tenda . Venerdì pranzerà insieme a D'Orsi
Il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto ha voluto testimoniare la solidarietà della città e dell'amministrazione comunale al presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi.
Zambuto si è incontrato con il Presidente all'interno della tenda issata in una delle villette adiacenti il Palazzo del Governo.
Si è trattato di un breve, ma significativo incontro, nel corso del quale il capo della municipalità agrigentina ha manifestato tutta la propria solidarietà per questa battaglia di civiltà in favore della nostra provincia.
"Non è più concepibile - ha dichiarato a tal fine Zambuto - che questa terra continui ad essere bistratta dalla cosiddetta "politica ufficiale". Da oltre cinquant'anni i nostri rappresentanti istituzionali a tutti i livelli continuano ad ignorare le reali esigenze di sviluppo del territorio agrigentino. Per questo condividiamo pienamente la lotta avviata dal Presidente D'Orsi tendente a mostrare la dignità e la fierezza di un popolo che non può più sopportare tentennamenti e prese in giro da parte di chiunque. Riteniamo giusto che non si guardi in faccia nessuno: chi è chiamato democraticamente ad amministrare una comunità non ha nessuno, se non la stessa comunità che lo ha chiamato a rappresentarla, a cui rendere conto. Ed oggi il vero interesse della gente della nostra provincia è quello di avere tale importante infrastruttura. Ogni altra considerazione è superflua."
Domani, venerdì 19 febbraio il Presidente della Provincia ed il Sindaco di Agrigento pranzeranno insieme all'interno della tenda in piazza Aldo Moro.
Aeroporto, intervento di Giuseppe Ciulla
A seguito della presa di posizione del Presidente della Provincia Regionale di Agrigento sulla vicenda aeroporto, interviene l'Assessore Provinciale Giuseppe Ciulla, dichiarando quanto segue:
"Questa volta il "teatrino" della politica ha raggiunto l'inimmaginabile. Assistere attoniti - dichiara Ciulla - alle decisioni discordanti di burocrati e politici che prendono in giro Agrigento e gli agrigentini ha dell'assurdo.
È davvero l'ora di mobilitarci tutti affinché il nostro territorio possa finalmente avere le giuste considerazioni da parte di una classe politica regionale e nazionale che sembra essere ASSENTE alle necessità della provincia.
Il coraggio del Presidente della Provincia D'Orsi - continua Ciulla - non può che essere ammirato e sostenuto dall'intera popolazione, perché quello che sta accadendo è una sconfitta di tutta la comunità.
Quando si decidono di impiantare rigassificatori e centrali nucleari nessuno batte ciglio e tali opere vengono compiute; se c'è da riscattare un territorio bisognoso di interventi ed opere importanti, come per l'appunto l'aeroporto, mille intoppi burocratici e politici ostacolano il tutto. È una vergogna e un'indecenza cui tutti devono prendere atto affinché ci sia una "vera" rivoluzione culturale che possa scuotere gli animi degli agrigentini.
PERLACITTA'.IT
La tenda per protestare contro lo Stato assente e sordo
Eugenio D'Orsi aveva preannunciato la sua decisione di trasferire la sua attività di pubblico amministratore all'interno di una tenda collocata in piazza Aldo Moro per protestare contro la lungaggine sulla definizione dell'iter per la costruzione dell'aeroporto di Licata, oggi lo ha fatto.
Il presidente della provincia è volato a Roma diverse volte per incontrare il Ministro Mattioli e si è perso il conto dei colloqui avuti con Raffaele Lombardo.
D'Orsi ha voluto e organizzato una partecipata marcia di protesta in favore dell'aeroporto agrigentino.
Oggi, quando tutto sembrava andare per il verso giusto, d'urgenza ha convocato una conferenza stampa nella sua tenda.
Lo troviamo con due fogli in mano e fuori dalla grazia di Dio. I fogli, o meglio il foglio, ché l'altro è un semplice allegato neppure firmato, è una comunicazione inviata dal Capo di gabinetto del Ministro delle Infrastrutture con la quale si azzera la speranza di avere l'aeroporto.
"L'istruttoria tecnica dell'Enac - si legge nel secondo foglio denominato "appunto" - pur rilevando l'idoneità dell'aria indicata e che le dimensioni dell'aeroporto risultano compatibili con le tipologie di attività individuate in quest'ultimo studio, non ritiene ipotizzabile una gestione in grado di raggiungere l'equilibrio economico sia per le caratteristiche intrinseche sia per le prospettive di sviluppo del traffico.
Sulla medesima questione, anche la direzione generale per il trasporto aereo concorderebbe con gli esiti dell'istruttoria dell'Enac, segnalando da una parte l'aumento del numero degli aeroporti sul territorio al di fuori di una pianificazione e programmazione e dall'altra che l'apertura di un nuovo aeroporto può comportare ulteriori oneri a carico dello Stato per l'espletamento dei vari servizi connessi all'attività.
Pertanto, allo stato attuale e sulla base delle istruttorie svolte, pur nel rispetto delle prerogative regionali di pianificazione, non sussisterebbero presupposti e condizioni tali da poter dare seguito alla richiesta della Provincia di Agrigento".
Tutto è bocciato.
Tecnicamente è idoneo, la Provincia regionale ha dato piena disponibilità compresa la finanziaria, il territorio è povero a causa del suo isolamento, la struttura che si vuole fare è la risposta adeguata al rilancio economico dell'agrigentino, ma "può comportare ulteriori oneri a carico dello Stato".
Sembrerebbe che lo Stato si accorga di Agrigento solo in occasioni di oneri da sostenere. Provando a girare i termini della questione ci si accorge che il territorio non può rinunciare alla struttura. La sua stessa economia è stata ed è fortemente penalizzata dall'assenza di collegamenti.
Lo Stato dov'è?
I paesi dell'agrigentino si spopolano, nel generale fuggi, fuggi alla ricerca di lavoro in quella parte della Nazione dove lo Stato c'è e non si pone il problema degli oneri a suo carico.
Eugenio D'Orsi con il suo coraggio sta facendo di tutto, marce e tenda comprese.
Ieri, un istante dopo avere ricevuto nella peggiore delle forme la comunicazione, ha chiamato il Ministro Alfano e il Presidente della Regione, Raffaele Lombardo.
"Mi è stato detto - a parlare è Eugenio D'Orsi - che si attiveranno e mi daranno le loro risposte in merito. Io confido nel loro operato e aspetto fiducioso senza, comunque, abbandonare la mia protesta. Ritengo che la misura sia colma: un funzionario trasmette uno scarno foglietto definito "appunto" nel quale si espongono dubbi su un progetto che ha avuto il benestare dell'Enac e per il quale la Provincia ha impegnato risorse e uomini, garantendo anche i costi di gestione e senza chiedere un centesimo allo Stato.
Al di là di tutto, una totale mancanza di rispetto per la Provincia come istituzione.
C'è l'impegno del Presidente della Regione Lombardo e dell'Assessore Di Mauro, che si sono prodigati per farci assegnare i fondi FAS, ma continuiamo a lottare contro forze che remano contro gli interessi degli agrigentini e lo sviluppo della nostra provincia. I cittadini devono sapere che per realizzare l'aeroporto di Licata occorrono gli stessi soldi necessari a costruire una manciata di chilometri della nuova strada statale 640.
Questa non è soltanto la protesta di D'Orsi, bensì quella di un territorio che da troppi anni attende risposte serie".
AGRIGENTOOGGI.IT
Pace, Sicurezza e Giustizia il dialogo della cultura nel Mediterraneo tema del seminario internazionale di studi
Pace, sicurezza e giustizia: il dialogo della cultura nel Mediterraneo" è il tema del seminario di studi che si terrà Venerdì 19 Febbraio 2010 alle ore 17,00
nell'aula consiliare della Provincia Regionale di Agrigento nel Piazzale Aldo Moro 1 ad Agrigento.
I lavori inizieranno con i contributi di Eugenio D'Orsi Presidente della Provincia Regionale di Agrigento e di Marco Zambuto sindaco del Comune di Agrigento sui temi della pace.
Introdurrà i lavori Joseph Mifsud Presidente del Consorzio Universitario della Provincia di Agrigento. Di seguito le relazioni di Abdel Bari Atwan autore del libro "La storia segreta di Al Qaida", Franco Rizzi, autore del libro "L'Islam giudica l'Occidente", Stefano Zurlo autore del libro "La legge siamo noi".
Gli interventi saranno coordinati dal giornalista Stelio Zaccaria, mentre i servizi di traduzione saranno curati da Jaana Helena Simpanen. Concluderà i lavori Ettore Deodato Funzionario del Dipartimento Cultura della Commissione Europea.
Il seminario organizzato dalla Provincia Regionale di Agrigento, dal Polo Universitario della Provincia di Agrigento e dal Comune di Agrigento si inserisce nel programma collaterale della 65.a edizione della Sagra del mandorlo in fiore per sostenere i valori universali della pace e del dialogo tra i popoli.
Da questo seminario - ha detto il Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi -ci aspettiamo un rilancio della centralità della provincia di Agrigento nel Mediterraneo quale luogo di dialogo e convivenza pacifica tra popoli con culture, tradizioni e fedi religiose differenti ma legati da un destino ed interessi comuni.
La solidarietà del sindaco Zambuto
Il sindaco di Agrigento Marco Zambuto, ha espresso la piena solidarietà al presidente della Provincia Eugenio D'Orsi dopo la sua vibrata protesta contro chi non vuole l'aeroporto. L'incontro tra i due amministratori è avvenuto sotto la tenda allestita in piazzale Aldo Moro.
Anche per il sindaco, non è più concepibile che la nostra terra continui ad essere bistrattata. Marco Zambuto si è riferito alla "politica ufficiale", ovvero quella che raccoglie deputati, senatori e assessori regionali che in questo momento sulla vicenda aeroporto pare si trovino tutti quanti in letargo.
"Da oltre cinquant'anni - dice Zambuto - i nostri rappresentanti istituzionali a tutti i livelli, continuano ad ignorare le reali esigenze di sviluppo del territorio agrigentino. Per questo condividiamo pienamente la lotta avviata dal presidente D'Orsi tendente a mostrare la dignità e la fierezza di un popolo che non può più sopportare tentennamenti e prese in giro da parte di chiunque".
Per Zambuto è giusto che non si guardi in faccia nessuno.
"Oggi - conclude il sindaco - il vero interesse della gente della nostra provincia è quello di avere l'aeroporto".
Accuse che sono macigni
Il presidente D'Orsi con l'Assessore Luca Salvato
Eugenio D'Orsi, dopo il trasferimento in tenda del suo ufficio, lancia dei grossi "macigni" all'indirizzo di chi l'aeroporto non lo vuole.
E' stata una conferenza stampa infuocata quella che il presidente ha tenuto in mattinata per esternare tutta quanta la rabbia di un uomo che rifiuta con forza i tentativi di far saltare tutto. La protesta nasce da una nota ricevuta da Roma, a firma del capo di gabinetto del ministro Matteoli, che pone interrogativi sulla utilità dell'aeroporto a Licata. Si tratta di un foglio che, intanto, secondo D'Orsi non tiene conto di un minimo rispetto delle Istituzioni. Anche perché deve essere il ministro in persona, caso mai, a sottoscrivere gli appunti e dare risposte, non il suo capo di gabinetto.
"Facciano le persone serie - ha detto Eugenio D'Orsi - finora, serie non lo sono state". Abbiamo visto un presidente della Provincia quasi furioso, più del solito, a dimostrazione di quanto il problema gli stia a cuore.
Il minimo che potranno fare i destinatari della sua rabbia è arrossire per la vergogna. Perché il loro comportamento è soltanto vergognoso e insopportabile.
E' andato giù duro Eugenio D'Orsi quando ha parlato di politica e mafia.
"Se non si vuole l'aeroporto - ha sostenuto - è un problema di mafia. I mafiosi non vogliono che facciamo l'aeroporto e se la politica si fa sopraffare dalla mafia, vuol dire che anche i politici siamo dei mafiosi".
Non aveva da dimostrare nulla di nuovo il capo della provincia rispetto a quanto conosciamo già di lui.
E non finiremo mai di ringraziarlo per l'impegno profuso riguardo proprio l'aeroporto. Conoscendolo, sappiamo quanto sarà difficile che egli abbandoni l'impresa.
Ma è dovere di ogni agrigentino che tiene alla propria dignità non lasciarlo solo ma continuare a lottare contro chi vuol prendersi ancora gioco di tutti noi.
Ed ha ancora ragione lui, quando dice che "Non possiamo aspettare 50 anni per alzare la testa".
Pace, Sicurezza e Giustizia il dialogo della cultura nel Mediterraneo tema del seminario internazionale di studi
Pace, sicurezza e giustizia: il dialogo della cultura nel Mediterraneo" è il tema del seminario di studi che si terrà Venerdì 19 Febbraio 2010 alle ore 17,00
nell'aula consiliare della Provincia Regionale di Agrigento nel Piazzale Aldo Moro 1 ad Agrigento.
I lavori inizieranno con i contributi di Eugenio D'Orsi Presidente della Provincia Regionale di Agrigento e di Marco Zambuto sindaco del Comune di Agrigento sui temi della pace. Introdurrà i lavori Joseph Mifsud Presidente del Consorzio Universitario della Provincia di Agrigento. Di seguito le relazioni di Abdel Bari Atwan autore del libro "La storia segreta di Al Qaida", Franco Rizzi, autore del libro "L'Islam giudica l'Occidente", Stefano Zurlo autore del libro "La legge siamo noi".
Gli interventi saranno coordinati dal giornalista Stelio Zaccaria, mentre i servizi di traduzione saranno curati da Jaana Helena Simpanen. Concluderà i lavori Ettore Deodato Funzionario del Dipartimento Cultura della Commissione Europea.
Il seminario organizzato dalla Provincia Regionale di Agrigento, dal Polo Universitario della Provincia di Agrigento e dal Comune di Agrigento si inserisce nel programma collaterale della 65.a edizione della Sagra del mandorlo in fiore per sostenere i valori universali della pace e del dialogo tra i popoli.
Da questo seminario - ha detto il Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi -ci aspettiamo un rilancio della centralità della provincia di Agrigento nel Mediterraneo quale luogo di dialogo e convivenza pacifica tra popoli con culture, tradizioni e fedi religiose differenti ma legati da un destino ed interessi comuni.
SICILIAINFORMAZIONI.COM
Aeroporto di Agrigento, lo sfogo di D'Orsi: "La mafia non lo vuole"
"E' un problema di mafia. I mafiosi non vogliono che facciamo l'aeroporto. Se la politica deve farsi sopraffare dalla mafia vuol dire che anche i politici sono mafiosi". A sostenerlo è il presidente della provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi (Mpa), che questa mattina per protesta ha fatto installare una tenda nella villetta davanti al palazzo provinciale, dove ha trasferito il proprio ufficio. La decisione è stata presa dopo una nota del ministero delle infrastrutture, in cui si sostiene che non sussisterebbero i presupposti per potere dare seguito alla richiesta dell'amministrazione provinciale, che ha presentato all'Enac un progetto per la realizzazione di un aeroporto nell'agrigentino. "C'è qualcosa che non va - dice D'Orsi - nell'appunto anonimo non firmato, allegato alla nota del ministero, si dice che l'istruttoria tecnica dell'Enac ha rilevato l'idoneità tecnica dell'area da noi indicata e che le dimensioni dell'aeroporto risultano compatibili con le tipologie di attività. Poi però aggiungono che non si ritiene ipotizzabile una gestione in grado di raggiungere l'equilibrio economico sia per le caratteristiche intrinseche sia per le prospettive di sviluppo del traffico. E' assurdo perché avevo già fatto presente al ministero che della gestione ce ne saremmo fatti carico noi con le risorse della Provincia e grazie anche alla assicurazioni ricevute in proposito dal governo regionale".
Infoagrigento
IL MINISTERO BOCCIA L'AEROPORTO DI AGRIGENTO
Inviato da Mauro Indelicato
giovedì 18 febbraio 2010
Infuocata conferenza stampa questa mattina "nell'ufficio" provvisorio allestito per protesta dentro un tendone dal Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi. Il motivo della protesta scaturisce dalla bocciature del Ministero delle Infrastrutture del progetto dell'aeroporto di Piano Romano. "E' una vergogna! Un ennesimo scacco ad una provincia che da anni viene snobbata ed io non ci sto." Con queste parole il presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi ha esordito in una conferenza stampa infuocata, convocata appositamente dentro il tendone montato dagli operai dell'ente in piazza Vittorio Emanuele per mostrare ai giornalisti il documento con cui il capo di Gabinetto del Ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli annuncia un secco "no" alla realizzazione dell'Aeroporto di Piano Romano. Non usa mezzi termini Eugenio D'Orsi, puntando il dito in primis contro il presidente dell'ENAC Vito Riggio, accusato di aver consigliato malamente il Ministro Matteoli per il semplice scopo di ostacolare la realizzazione dello scalo aeroportuale: "Credo che questo documento firmato dal Ministero delle Infrastrutture esprima in realtà un parere di Vito Riggio, che da sempre non ha fatto
mistero di non vedere di buon occhio l'aeroporto ad Agrigento e, visto e considerato che da un punto di vista tecnico non si può più obiettare nulla, adesso si usa di altri enti e di altre scuse per ottenere i suoi obiettivi" è il pensiero del Presidente. Nella nota del Ministero delle Infrastrutture si evidenzia come a frenare il progetto dello scalo licatese siano i costi di cui lo Stato dovrebbe farsi carico per la realizzazione e la manutenzione dell'eventuale aeroporto e dunque "non si ritiene ipotizzabile una gestione in grado di raggiungere l'equilibrio economico sia per le caratteristiche intrinseche sia per le prospettive di sviluppo del traffico" come si legge testualmente nella stessa nota.Ma il Presidente D'Orsi ribatte affermando che a farsi carico dell'aeroporto sarebbero la Provincia e la Regione e che le stesse modalità di comunicazione della nota sono alquanto dubbie: "Pensate un po' il rispetto che si dà a questa Provincia, a cui gli viene comunicato un "no" per la realizzazione di un'importante infrastruttura tramite un anonimo appunto scritto su un qualsiasi pezzo di carta allegato alle lettera del Ministero. Questo la dice lunga anche su chi sono i veri mandanti della missiva; è
tutta gente che non vuole l'Aeroporto ed oltra a Riggio dico apertamente che sono personaggi di Palermo e Catania ed anche della mafia a non volere l'opera." Un attacco a tutto tondo quindi, che culmina con la clamorosa protesta che lo stesso D'Orsi vuole portare avanti, consistente nell'alloggiare dentro la tenda prima citata fino a quando dagli organi competenti non arrivino le necessarie autorizzazioni per aprire i cantieri a Piano Romano.Inoltre, secondo alcune indiscrezioni, pare sia pronta una raccolta di firme a Porta di Ponte contro lo stesso Vito Riggio, con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica agrigentina su questa importante tematica.Va quindi in scena l'ennesima puntata della telenovela che da circa cinquant'anni i cittadini della città dei templi e della sua provincia subiscono per la realizzazione del tanto agoniato aeroporto; vedremo nei prossimi giorni quale sarà il proseguo della storia.
Comunicalo.it
AGRIGENTO. Battaglia per l'aeroporto, il sindaco Zambuto con D'Orsi nella tenda
Questa mattina il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, si è recato in piazzale Aldo Moro, nella "tenda" allestita dalla Provincia regionale, per esprimere la piena solidarietà della città capoluogo alla Provincia regionale che, guidata dal Suo Presidente D'Orsi, ha avviato una plateale forma di protesta per favorire la realizzazione dell'aeroporto. "Non è più concepibile - ha dichiarato a tal fine Zambuto - che questa terra continui ad essere bistratta dalla cosiddetta "politica ufficiale". Da oltre cinquant'anni i nostri rappresentanti istituzionali a tutti i livelli continuano ad ignorare le reali esigenze di sviluppo del territorio agrigentino. Per questo condividiamo pienamente la lotta avviata dal Presidente D'Orsi tendente a mostrare la dignità e la fierezza di un popolo che non può più sopportare tentennamenti e prese in giro da parte di chiunque. Riteniamo giusto che non si guardi in faccia nessuno: chi è chiamato democraticamente ad amministrare una comunità non ha nessuno, se non la stessa comunità che lo ha chiamato a rappresentarla, a cui rendere conto. Ed oggi il vero interesse della gente della nostra provincia è quello di avere tale importante infrastruttura. Ogni altra considerazione è superflua."
INFRASTRUTTURE. L'Enac dice no all'aeroporto di Agrigento, D'Orsi va in campeggio per protesta
Questa mattina il presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi ha trasferito il proprio ufficio nella tenda allestita nella villetta di fronte la sede centrale della Provincia Regionale nei pressi di via Atenea. Un gesto di plateale protesta in seguito ad una nota del capo di gabinetto del Ministero dei Trasporti che, di fatto, pone seri dubbi sull'economicità della realizzazione e gestione dell'aeroporto a Licata. "Ritengo che la misura sia colma: un funzionario trasmette uno scarno foglietto definito "appunto" nel quale si espongono dubbi su un progetto che ha avuto il benestare dell'Enac - ha detto D'Orsi nel corso di un incontro con i giornalisti all'interno della tenda - e per il quale la Provincia ha impegnato risorse e uomini, garantendo anche i costi di gestione e senza chiedere un centesimo allo Stato. Al di là di tutto, una totale mancanza di rispetto per la Provincia come istituzione. C'è l'impegno del presidente della Regione Lombardo e dell'assessore Di Mauro, che si sono prodigati per farci assegnare i fondi FAS, ma continuiamo a lottare contro forze che remano contro gli interessi degli agrigentini e lo sviluppo della nostra provincia. I cittadini - ha concluso D'Orsi - devono sapere che per realizzare l'aeroporto di Licata occorrono gli stessi soldi necessari a costruire una manciata di chilometri della nuova strada statale 640. Questa non è soltanto la protesta di D'Orsi, bensì quella di un territorio che da troppi anni attende risposte serie". "L'istruttoria dell'Enac pur rilevando idoneità dell'area indicata e che le dimensioni dell'aeroporto risultano compatibili con le tipologie di attività individuate in quest'ultimo studio, non ritiene ipotizzabile - sarebbe il contenuto dell'appunto del Ministero - una gestione in grado di raggiungere l'equilibrio economico sia per le caratteristiche intrinseche sia per le prospettive di sviluppo del traffico. Pertanto, allo stato attuale e sulla base delle istruttorie svolte, pur nel rispetto delle prerogative regionali di pianificazione, non sussisterebbero presupposti e condizioni tali da poter dare seguito alla richiesta della Provincia di Agrigento".
Grandangolo
Aeroporto: solidarietà a D'Orsi
Il presidente del Consiglio comunale di Naro, Lillo Valvo interviene sulla vicenda aeroporto e sulla protesta del presidente della Provincia, D'Orsi: Esprimo tutta la mia solidarietà al presidente della Provincia Eugenio D'Orsi e mi associo alla sua protesta per i silenzi ed i ritardi sulla vicenda dell'aeroporto. Il trasferimento dell' Ufficio del Presidente della Provincia nella tenda che è in corso di allestimento nella villa di Piazza Moro servirà ad accendere i riflettori sul progetto dell'aeroporto da costruire nella piana di Licata. L'aeroporto porterebbe indubbi benefici economici alla maggior parte dei Comuni della Provincia di Agrigento ed ad alcuni Comuni della Provincia di Caltanissetta. Esso, inoltre, sarebbe un toccasana per l'incremento delle presenze turistiche in numerose cittadine che, come Naro, hanno un prezioso patrimonio monumentale ed artistico. In tale prospettiva, la mia adesione alla protesta del Presidente Eugenio D'Orsi è piena ed incondizionata, auspicando che grazie ad essa la Provincia di Agrigento possa avere entro tempi brevi il suo aeroporto.
Aeroporto: il sogno è sfumato
Questa mattina il presidente D'Orsi ha trasferito il proprio ufficio nella tenda allestita nella villetta situata di fronte la sede centrale della Provincia regionale. Un gesto di plateale protesta in seguito ad una nota del capo di gabinetto del Ministero dei Trasporti che, di fatto, poneva seri dubbi sull'economicità della realizzazione e gestione dell'aeroporto a Licata. Scrive Carmelo Lentini riportando le dichiarazioni di D'Orsi, su www.agrigentoflash.it: "Ritengo che la misura sia colma: un funzionario trasmette uno scarno foglietto definito "appunto" nel quale si espongono dubbi su un progetto che ha avuto il benestare dell'Enac - ha detto D'Orsi nel corso di un incontro con i giornalisti all'interno della tenda - e per il quale la Provincia ha impegnato risorse e uomini, garantendo anche i costi di gestione e senza chiedere un centesimo allo Stato. Al di là di tutto, una totale mancanza di rispetto per la Provincia come istituzione. C'è l'impegno del Presidente della Regione Lombardo e dell'Assessore Di Mauro, che si sono prodigati per farci assegnare i fondi FAS, ma continuiamo a lottare contro forze che remano contro gli interessi degli agrigentini e lo sviluppo della nostra provincia. I cittadini - ha concluso D'Orsi - devono sapere che per realizzare l'aeroporto di Licata occorrono gli stessi soldi necessari a costruire una manciata di chilometri della nuova strada statale 640. Questa non è soltanto la protesta di D'Orsi, bensì quella di un territorio che da troppi anni attende risposte serie". Ed Angelo Gelo su www.agrigentoweb.it propone questa riflessione: Addio Aeroporto. Addio sogni di sviluppo, di speranza, di turismo. L'Enac ha comunicato ufficialmente il parere negativo sulla realizzazione dell'aeroporto di Piano Romano, a Licata. Nonostante gli sforzi profusi in questi mesi da parte dell'amministrazione D'Orsi che ha rivisto e corretto il precedente progetto, ridimensionando la struttura che avrebbe potuto soddisfare un traffico a domanda soprattutto con gli aeroporti principali dell'Isola, senza impatto sui piani di sviluppo degli scali esistenti e sui piani di trasporto regionali e nazionali, arriva la mannaia di Riggio che, pur rilevando l'idoneità dell'area indicata e che le dimensioni dell'aeroporto risultano compatibili con le tipologie di attività individuate nell'ultimo studio, non ritiene ipotizzabile una gestione in grado di raggiungere l'equilibrio economico sua per le caratteristiche intrinseche sia per le prospettive di sviluppo del traffico. Sulla medesima questione, anche la Direzione generale per il trasporto aereo concorderebbe con gli esiti dell'istruttoria dell'Enac, segnalando da una parte l'aumento del numero degli aeroporti sul territorio al di fuori di una pianificazione e programmazione e dall'altra che l'apertura di un nuovo aeroporto può comportare ulteriori oneri a carico dello Stato per l'espletamento connessi all'attività. E così, allo stato attuale, "pur nel rispetto delle prerogative regionali di pianificazione, non sussisterebbero presupposti e condizioni tali da poter dare seguito alla richiesta della Provincia di Agrigento". In buona sostanza: saluti e baci.