Provincia di Agrigento

Rassegna stampa del 24 febbraio 10

 

GIORNALE DI SICILIA

 

(regionale)

 

LE COSE FATTE

 

Pubblichiamo una sintesi dei principali provvedimenti ammi­nistrativi varati dal nuovo gover­no nel primo mese di attività.

SGRAVI PER CHI ASSUME. Pronto il decreto che stanzia i primi 20 milioni destinati a finan­ziare gli sgravi contributivi totali agli imprenditori che assumono disoccupati, portatori di handi­cap e lavoratori svantaggiati.

NUOVI SPORTELLI MULTIFUNZIONALI. Pubblicati i bandi che assegna­no 77 milioni di fondi Fas e Ue per creare gli sportelli destinati all'orientamento professionale degli studenti degli ultimi due anni e al recupero dei lavoratori colpiti dalla crisi. Serviranno an­che a stabilizzare pera anni i 1.800 precari dei vecchi sportel­li.

FONDI CONTRO IL DISSESTO IDROGEOLOGICO. Il governo ha annunciato uno stanziamento complessivo di 220 milioni per finanziare opere contro il dissesto idrogeologico. I primi 100 milioni saranno assegnati ai Comuni entro marzo.

PROMOZIONE PRODOTTI SICILIANI, PRONTI 30 MILIONI. Pubblicata in Gazzetta la circola­re per accedere ai finanziamenti destinati ad associazioni di pro­duttori per la promozione nei mercati dei prodotti agricoli.

FONDO PER COMMERCIO, PRONTI 35 MILIONI. Sbloccato il Fondo per il commer­cio. Sarà possibile finanziare le prime richieste pervenute a Ban­ca Nuova da parte di piccole e medie imprese. Il Fondo asse­gna contributi per ampliamenti, trasformazioni dell'attività e ri­strutturazioni.

AIUTI ALL'ARTIGIANATO, STANZIATI 30 MILIONI. I fondi serviranno per ampliare locali, acquistare macchinari o coprire prestiti precedenti. Tecnicamente saranno contributi in conto interessi e capitale. Do­mande alla sede regionale di Artigiancassa.

FONDI FAS, PRIME SPESE. La giunta ha approvato le prime spese da finanziare con i Fondi Fas: 222 milioni peri cosiddetti cantieri di lavoro in cui saranno impiegati disoccupati, 41 milioni per nuovi asili nido,40 milioni per le università, 128 per opere di arredo urbano, 30 milioni per l'aeroporto di Agrigento, 2 milio­ni per finanziare opere cinemato­grafiche.

 

TRASPORTI. Riunione ieri mattina della giunta provinciale con quella di Palazzo dei Giganti. Alla fine è stato stilato un ordine del giorno

Il presidente D'Orsi: «Non uscirò dalla tenda senza aver avuto il visto per fare l'aeroporto»

Zambuto rinnova la solidarietà:«Vive nel disagio per affermare un diritto acquisito da questa provincia»

«Non uscirò da questa tenda fino a quando non otterrò, insie­me al vostro aiuto, l'autorizzazio­ne per la costruzione dell'aeropor­to di Agrigento». Lo ha detto il presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D'Orsi, partecipando insieme al sindaco di Agrigento, Marco Zam­buto, e a quello di Licata, Angelo Graci, ad una seduta congiunta delle rispettive giunte, che si è te­nuta all'aperto. Ad inizio di seduta Marco Zambuto ha voluto ringra­ziare il presidente D'Orsi per «il grande sacrificio che sta facendo nel vivere in condizioni disagiate all'interno di una tenda per riaffer­mare il diritto di questa provincia ad avere un aeroporto. Si tratta di una grande battaglia politica della quale dobbiamo assumerci il co­sto da pagare, ma sul piano politi­co dobbiamo andare avanti a tutti costi con quell'unità che oggi vie­ne espressa dalla riunione delle tre giunte. Si tratta di un percorso difficile ma sono certo che sapre­mo, ripeto, tutti insieme, portarlo fino in fondo». Il sindaco di Licata Angelo Graci ha sostenuto «l'im­portanza dell'aeroporto per l'inte­ra provincia quale punto di parten­za per la rinascita del territorio». Il presidente della provincia, Euge­nio D'Orsi, ha spiegato che »il pro­getto per l'aeroporto non è costato nulla. È stato il frutto di un intenso lavoro svolto dagli ingegneri dell' Ufficio Tecnico della Provincia che ha seguito tutte le indicazioni avute dall'Enac. Oggi viene fuori questo appunto sulla futura gestio­ne. Lo abbiamo detto più volte che lo scalo verrà gestito direttamente dalla Provincia o dalla Regione Si­cilia. Allo stato noi non chiediamo nulla, solo la firma per dare il via ai lavori. Il costo di gestione annuale dell'aeroporto ammonta a circa un milione di euro. È una cifra che la Provincia può investire. Io non uscirò da quella tenda se non ci fa­ranno fare l'aeroporto». Al termi­ne il presidente D'Orsi ha letto un ordine del giorno che è stato ap­provato all'unanimità dalla giunta provinciale e dalle Giunte dei Comuni di Agrigento e Licata, che «auspicano che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il competente Ministro alle Infra­strutture Altero Matteoli, ponga­no in essere tutti i necessari adem­pimenti politico - amministrativi per consentire la realizzazione dell'aeroporto; ed auspicano una più concreta partecipazione della classe politica della provincia di Agrigento, e della relativa deputa­zione regionale e nazionale, a tut­te le iniziative finalizzate alla rea­lizzazione dell'aeroporto».

Ieri il Presidente della Provin­cia Eugenio D'Orsi ha incontrato ­la Consulta Provinciale Studente­sca. Ad una domanda su chi impedisce la realizzazione dell'aeropor­to, il Presidente D'Orsi è stato chia­ro: «L'aeroporto non lo vogliono i poteri forti. Noi dobbiamo cambia­re il nostro futuro assicurando con­dizioni di vita migliori e l'aeropor­to è uno strumento indispensabile al nostro sviluppo economico». Anche la sezione provinciale dell' Aism (Associazione Italiana Sclero­si Multipla) ha espresso in una let­tera al Presidente D'Orsi la propria solidarietà.

 

DOCUMENTO UNITARIO: «Lo scalo è necessario»

Confindustria e sindacati: «I deputati siano uniti»

 Aeroporto, i rappresentanti di Confindustria, Cgil, CisL e Uil «ri­volgono un invito alla deputazio­ne che ora più che mai è chiamata a fare valore attorno all'aereoporto che non è di centro, di destra odi si­nistra». «I deputati con l'impegno che li caratterizza - si legge in una nota - devono fare di tùtto per Ai­tinuare a sostenere le iniziative dei-la Provincia a sostegno dell'iniziativa». Catanzaro, Lo Bello, Bernava e Broccio hanno continuato segna­lando che l'impegno di Fontana prima e di D'Orsi ora si scrintra con un sistema che continua a far rima­nere la nostra realtà priva dell'ae­reoporto. Per i rappresentanti del­le parti sociali «la vicenda aereo-porto dopo anni di attese e del suo spostamento da Racalmuto a Lica­ta pur di essere avviato a realizza­zione deve far riflettere i nostri deputati che sono chiamati ad agire sapendo di avere davanti ad essi non il solo valore oggettivo dell'ae­roporto ma la fiducia di cittadini ed imprese verso le istituzioni». «È auspicabile - conclude la no­ta - che il presidente D'Orsi possa operare in un fattivo contesto nel quale il congiunto e unitario agire della deputazione ci aiuti a cono­scere, una volta per tutte, se la no­stra provincia conserva pari digni­tà rispetto ad altre realtà italiane (almeno per l'aeroporto) sapen­do che per le famiglie i lavoratori e gli imprenditori l'aeroporto rap­presenta un'infrastruttura che ser­ve al rilancio di una provincia che nella vocazione turistica, anche per il tramite dei suoi attori istitu­zionali, ha sempre creduto : pertan­to occorre concretamente realiz­zarlo».

Viene aggredito nella notte da un ubriaco

È stato strattonato più volte, con violenza. Un quarantenne che non riusciva neanche a reggersi in piedi, tanto sarebbe stato ubriaco, ha aggredito, nella tarda serata di lunedì, il presidente della pro­vincia regionale di Agrigento Eugenio D'Orsi. D'Or­si, impegnato nella battaglia pro aeroporto, era ap­pena uscito dalla tenda della protezione civile che lui stesso ha fatto montare davanti al palazzo della prefettura, e si stava dirigendo verso Porta di Pon­te, quando è stato avvicinato da un uomo che bar­collava. L'individuo, già noto alle forze dell'ordine, lo avrebbe afferrato con violenza e lo avrebbe atti­rato a se, strattonandolo. Subito è intervenuta la polizia provinciale che ha allontanato il quaranten­ne. Pochi secondi dopo si sono precipitati sul po­sto gli agenti della sezione «volanti» della polizia di Stato. Il favarese è stato così portato in questura do­ve è stato identificato ed ascoltato.

 

CRISI DEL SETTORE. Nota dell'Azione Cattolica

Gli agricoltori in piazza, ieri momenti di tensione

Momenti di tensione ieri se­ra davanti alla Provincia. Una dele­gazione di agricoltori ha parteci­pato alla seduta del consiglio provinciale, minacciando anche di occupare l'aula consiliare. Gli agri­coltori protestano per la mancan­za di attenzioni da parte del mon­do politico verso un settore che ogni giorno di più scivola verso la crisi più profonda. I lavoratori del comparto agricolo hanno discus­so "animatamente" anche con il prefetto Umberto Postiglione che si è impegnato riferire al Governo sulle emergenze degli agricoltori. Solidarietà arriva dal mondo della Chiesa. L'azione cattolica ita­liana dell'Arcidiocesi di Agrigen­to, infatti, esprime solidarietà agli agricoltori. «È noto - si afferma in una nota- che il settore agricolo coinvolge un numero assai elevato di persone, di conseguenza da esso dipende, direttamente o indi­rettamente, una parte considere­vole dell'economia della provin­cia e dell'intera Sicilia. L'Azione Cattolica diocesana, nell'avverti­re l'urgenza che i problemi solleva­ti dagli agricoltori trovino adegua­ta attenzione nei responsabili del­la cosa pubblica a tutti i livelli, au­spica che al più presto si possano individuare le piste per la soluzio­ne della grave crisi in cui versa il mondo dell'agricoltura». Solida­rietà esprime anche il deputato re­gionale del Pd, Giacomo Di Bene­detto: «Pieno e totale sostegno al­la giusta protesta degli agricoltori agrigentini, colpiti da una profon­da crisi di mercato che rischia di produrre gravi difficoltà per le pro­prie aziende e per le proprie fami­glie».

 

AGRICOLTORI

Il consigliere Spoto esprime vicinanza ai lavoratori

Il consigliere provinciale Ni­no Spoto del gruppo consiliare Federazione della sinistra, espri­me solidarietà ai lavoratori del comparto agricolo della provin­cia di Agrigento. «Occorre inter­venire - dice - per salvare l'agri­coltura per salvaguardare oltre reddito e occupazione, anche il patrimonio culturale, paesaggi­stico e ambientale».

 

LA SICILIA

 

DOPO LA DENUNCIA DELLA FIT-CISL

Anas: «Investiremo 4 miliardi a breve il secondo lotto Ag-Cl»

PALERMO. Opere viarie incompiute, strade vecchie in attesa di manutenzione e messa in sicurezza o a ri­schio per la vulnerabilità idrogeologica, basso livel­lo di servizio reso agli automobilisti. È quanto ha de­nunciato la Fit-Cisl, che ha fatto il punto sulle caren­ze di autostrade e statali siciliane con l'Anas, che nell'Isola gestisce oltre 4 mila chilometri di rete.

Dallo scorrimento veloce Caltanissetta-Gela e la diramazione per Licata, ai viadotti della A19 Paler­mo-Catania, che da oltre 10 anni si può percorrere a carreggiata ristretta, passando per la Licodia-Eu­bea Libertina (dei tre lotti previsti ne è stato aggiu­dicato uno solo): sono alcune delle strade incom­piute citate dal sindacato, che ha posto l'accento an­che sulle opere già programmate ma da completa­re. Ovvero il potenziamento dell'anello stradale ed autostradale costiero, la dorsale Nord-Sud, la Gela­-Agrigento-Trapani, la Ragusa-Catania, l'Agrigento-Caltanissetta.

«Si tratta di opere programmate da tempo - ha detto Amedeo Benigno, segretario generale Fit-Ci­sl -, ma sulle quali pesano ritardi e rinvii. In attesa di approvazione del progetto esecutivo cantierabile e del conseguente finanziamento ci sono la Ragusa-Catania, per un importo di oltre un miliardo di eu­ro. Da aggiudicare il secondo lotto della Canicattì­ -Caltanissetta, per 990 milioni di euro. Inoltre siamo in attesa dello stanziamento del Cipe del secondo tratto della Gela-Agrigento-Castelvetrano, un pro­getto da 5 miliardi e 150 milioni che prevede i lavo­ri di costruzione di una nuova viabilità a chiusura dell'anello viario costiero siciliano».

Tra le richieste avanzate dal sindacato l'istituzio­ne di un'Agenzia per la mobilità in Sicilia, che per il segretario regionale della Cisl Maurizio Bernava, «servirebbe ad impedire interventi frammentari ed a coordinare al meglio tutte le opere viarie, an­che quelle sulla rete ferroviaria». L'Anas ha ribadi­to il suo impegno: «In Sicilia - ha detto il direttore regionale Ugo Dibennardo - abbiamo investimen­ti circa 4 miliardi e pensiamo nel giro di un paio di anni di migliorare notevolmente la viabilità. Ci so­no 40 cantieri già avviati, diverse, opere in esecuzio­ne e alcune già completate correla Catania-Siracu­sa. A breve consegneremo il secondo lotto dell'Agri­gento-Caltanissetta, così anche questa arteria di­venterà sicura». Dibennardo si è infine soffermato sulla sicurezza: «La Sicilia sembra essere diventata un paese tropicale, per questo avvieremo studi per valutare gli interventi da fare, in particolare sulle statali 113 e 114 colpite da eventi alluvionali».

 

Il presidente della Provincia si trovava all'interno della tenda. L'uomo bloccato dalla scorta

Ubriaco cerca di aggredire D'Orsi

Un episodio increscioso si è verificato la scorsa notte davanti la tenda-ufficio del presidente della Provincia Eugenio D'Or­si, in piazzale Aldo Moro. Il presidente D'Orsi ha rischiato di esse­re aggredito da un uomo ubriaco. Dopo avere trascorso la serata a bere, ubriaco fradicio si aggirava per le vie di Agrigento nel tentativo di dare un «senso» alla sua serata. L'altra notte, con l'alcol che già aveva fatto effetto, si è avvicinato alla tenda, ed eludendo per qualche secondo la sorve­glianza, è arrivato a contatto con il presi­dente D'Orsi, che è stato leggermente spintonato. A questo punto, immediato è stato l'in­tervento della scorta e degli agenti della Polizia Provinciale in servizio nella zona, che hanno bloccato l'individuo prima che potesse commettere qualcosa di grave. Allertata la sala operativa della Questu­ra di Agrigento, subito dopo sul posto so­no arrivate le auto della sezione Volante. I poliziotti hanno preso in consegna l'uomo, la cui posizione fino a ieri sera era ancora al vaglio degli investigatori. Il protagonista del gesto è residente a Favara, ed è un viso noto alle forze del­l'ordine, in quanto soprattutto nelle ore notturne, lo si vede spesso bivaccare, sotto l'effetto di bevande alcoliche nelle zone del centro storico della città dei templi. Un tentativo di aggressione che nulla ha a che fare con la protesta per l'aeropor­to portata avanti da D'Orsi da circa una settimana. Ieri mattina il presidente della Provin­cia ha cercato di minimizzare l'episodio, aggiungendo che si è trattato di un caso isolato di una persona difficile, che nell'al­col ha trovato il peggior rifugio. Dopo la movimentata notatta la batta­glia per l'aeroporto prosegue, D'orsi si è detto tranquillo e sereno, ma forse sarà il caso da parte dei responsabili delle forze dell'ordine di incrementare il numero del­le pattuglie in servizio nelle ore notturne, in modo da scongiurare aggressioni da parte di chi come il cittadino favarese, si ri­fugia nell'alcol e comincia ad aggredire o semplicemente disturbare i passanti.

Dopo la movimentata notatta la batta­glia per l'aeroporto prosegue, D'orsi si è detto tranquillo e sereno, ma forse sarà il caso da parte dei responsabili delle forze dell'ordine di incrementare il numero del­le pattuglie in servizio nelle ore notturne, in modo da scongiurare aggressioni da parte di chi come il cittadino favarese, si ri­fugia nell'alcol e comincia ad aggredire o semplicemente disturbare i passanti.

 

Tra agricoltura e aeroporto

Giornata particolarmente intensa quella di ieri per gli amministratori comunali e provinciali

Si sono rischiati incidenti ieri pomeriggio in piazza Aldo Moro all'arrivo di una folta delegazione di agricoltori. Come avveniva in contemporanea in altri capoluoghi sici­liani, questi volevano occupare l'aula con­siliare per spingere gli amministratori a sostenerli nella battaglia per affrontare in maniera adeguata e definitiva la crisi del comparto. Ma ad Agrigento hanno trovato una situazione particolare. Non tutti i pre­sidenti della Provincia infatti, dormono in una tenda davanti alla sede istituzionale e inoltre, proprio ieri sera, era stato orga­nizzato un consiglio straordinario tra il Pa­lazzo della Provincia e la Tenda di D'Orsi. Così è nata una contestazione abbastanza accesa, con gli agricoltori che hanno tolto i cartelloni sull'aeroporto pretendendo che si parlasse solo della crisi dell'agricoltura. I toni si sono alzati, sono arrivate le forze dell'ordine mentre gli agricoltori hanno cominciato una infuocata assemblea nel­l'area di un bar che era stata adibita a Con­siglio provinciale. A un certo punto è inter­venuto il prefetto Postiglione che non sen­za difficoltà è riuscito a placare gli animi. Lo stesso ha fatto subito dopo il presidente della Provincia D'Orsi il quale ha detto ai dimostranti che sono dalla stessa parte e che se c'è da andare a Palermo o a Roma a protestare, lui sarà con loro. Placata la con­testazione i è quindi potuta svolgere la riu­nione del consiglio provinciale straordi­nario, atto finale di una giornata di grande stress per il presidente D'Orsi.

In mattinata, infatti, aveva ottenuto«ampia solidarietà e condivisione per le iniziative di lotta intraprese dal Presidente della Provincia Regionale Eugenio D'Orsi per la realizzazione dell'aeroporto» dalle giunte della Provincia e dei Comuni di Agrigento e Licata riunitesi in seduta con­giunta nelle adiacenze della tenda in piaz­zale Aldo Moro dove lo stesso D'Orsi si é stabilito da alcuni giorni. Al termine della riunione é stato appro­vato un ordine del giorno con il quale i tre esecutivi «auspicano che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il compe­tente Ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli, pongano in essere tutti i necessa­ri adempimenti politico -amministrativi per consentire la realizzazione dell'aero­porto», oltre ad «una più concreta parteci­pazione della classe politica della provin­cia di Agrigento, e della relativa deputazio­ne regionale e nazionale, a tutte le iniziati­ve finalizzate alla realizzazione dell'infra­struttura». Nel corso dei lavori D'Orsi ha detto a chiare lettere che non uscirà dalla tenda «fino a quando non otterrò, insieme al vo­stro aiuto, l'autorizzazione per la costruzio­ne dell'aeroporto di Agrigento». Il sindaco di Agrigento Marco Zambuto ha ringrazia­to D'Orsi per il grande sacrificio che sta fa­cendo. «Si tratta di una grande battaglia po­litica della quale dobbiamo assumerci il costo da pagare ma sul piano politico dob­biamo andare avanti a tutti costi con quel­l'unità che oggi viene espressa dalla riunio­ne delle tre Giunte». Il Sindaco di Licata, Angelo Graci ha sostenuto l'importanza dell'aeroporto per l'intera provincia quale punto di partenza per la rinascita del terri­torio. D'Orsi ha detto chiaro e tondo che «qual­cuno rema contro e per questo qualcuno è venuto il momento di uscire allo scoperto ed assumersi le proprie responsabilità». Intanto sono proseguite le altre manife­stazioni di solidarietà. I rappresentanti di Confindustria, Cgil, Cisl E Uil hanno rivolto i un invito «alla deputazione che ora più che mai è chiamata a fare valore attorno all'ae­reoporto che non è di centro, di destra odi sinistra». Ieri mattina il presidente della Provincia ha incontrato la Consulta Provinciale Stu­dentesca. Durante l'incontro il Presidente D'Orsi ha spiegato le ragioni della sua for­te azione di protesta. Il Presidente della Consulta Daniele Cardella ha assicurato collaborazione alle iniziative del Presiden­te D'Orsi anche attraverso la raccolta di firme nelle scuole. Il segretario provinciale Confsal Snals Giuseppe Crapanzano ha espresso «la più ampia solidarietà» ed ha dichiarato «la pro­pria completa disponibilità a sostenere ogni azione a sostegno della realizzazione di tale importante struttura». Anche la sezione provinciale dell'AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) ed il sindacato autonomo Conapo dei vigi­li del fuoco hanno espresso a D'Orsi la loro solidarietà.

D'Orsi ha detto chiaro e tondo che «qual­cuno rema contro e per questo qualcuno è venuto il momento di uscire allo scoperto ed assumersi le proprie responsabilità». Intanto sono proseguite le altre manife­stazioni di solidarietà. I rappresentanti di Confindustria, Cgil, Cisl E Uil hanno rivolto i un invito «alla deputazione che ora più che mai è chiamata a fare valore attorno all'ae­reoporto che non è di centro, di destra odi sinistra». Ieri mattina il presidente della Provincia ha incontrato la Consulta Provinciale Stu­dentesca. Durante l'incontro il Presidente D'Orsi ha spiegato le ragioni della sua for­te azione di protesta. Il Presidente della Consulta Daniele Cardella ha assicurato collaborazione alle iniziative del Presiden­te D'Orsi anche attraverso la raccolta di firme nelle scuole. Il segretario provinciale Confsal Snals Giuseppe Crapanzano ha espresso «la più ampia solidarietà» ed ha dichiarato «la pro­pria completa disponibilità a sostenere ogni azione a sostegno della realizzazione di tale importante struttura». Anche la sezione provinciale dell'AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) ed il sindacato autonomo Conapo dei vigi­li del fuoco hanno espresso a D'Orsi la loro solidarietà..

I BAMBINI DEL MONDO

Il gruppo della Georgia ha vinto la coppa Aifa

Il gruppo "Aragvi" della Georgia, ha vinto la Cop­pa Aifa, il riconoscimento messo in palio dal presidente dell'Associazione International Folk Agrigento, Claudio Criscenzo, che organizza il fe­stival internazionale "I Bambini del mondo", che ha aperto la Sagra del mandorlo in fiore.

«A partire da questa edizione - spiega Cri­scenzo - abbiamo deciso di premiare il gruppo che si distingue artisticamente per le danze ed i costumi; le musiche e la rappresentazione scenica».

La scelta è andata al gruppo "Aragvi" di Tibli­si. Fondato nel 1996 il gruppo è formato da cir­ca 150 elementi suddivisi per età. Ha il suo pun­to forte nei particolari balli della tradizione georgiana, caratterizzati dallo stare sulle punte sen­za l'ausilio di nessun tipo di scarpa, con salti ve­loci e spettacolari. Considerato che il festival "I Bambini del mondo" non è solo folklore ma an­che solidarietà e promozione dei diritti dei bam­bini nel mondo, l'Aifa ha istituito anche il premio "Goccia della vita". «Con questo riconoscimento - spiega il presi­dente del festival Giovanni Di Maia - si vuole rappresentare l'impegno che il gruppo ha profu­so nel portare avanti questi valori. L'aiuto che i bambini danno agli altri bambini". A ricevere il primo premio "La goccia della vi­ta" il gruppo "Zespol Piesni i Tancak" di Lublin, Polonia.

 

TURISMO

La Provincia annuncia «Presto pronte le guide»

Saranno pronte entro poche settimane le nuove guide che la Provincia sta realizzando per il territorio di Lica­ta. La bozza è praticamente pronta, rimangono da fare le ultime correzioni e poi, sia il vademecum del turista, che la guida andranno in stampa. Entro l'estate comun­que il materiale sarà pronto e a disposizione di quan­ti visiteranno la città. Intanto, proprio riguardo gli imprenditori licatesi presenti alla Bit, l'iniziativa ha riscos­so il successo di pubblico tant'è che gli stessi impren­ditori hanno deciso di prendere parte, sabato e dome­nica prossimi, al salone del turismo che si tiene ogni anno a Ferrara. Sarà presente uno stand con il materiale relativo alle strutture che hanno scelto di aderire al­l'iniziativa promozionale. Lo stand licatese è stato visi­tato dall'assessore provinciale al turismo Carmelo Pa­ce. «Anche questa volta - ha invece riferito il consiglie­re provinciale Daniele Cammilleri - il privato ha prece­duto il pubblico, sarebbe stato meglio che l'iniziativa avesse trovato posto nell'ambito della presenza della Provincia ma quando la politica non riesce a stare die­tro agli imprenditori, questi decidono di far da sé».

 

CONTINUA LA PROTESTA DEL MONDO AGRICOLO

Tensioni ad Agrigento, Siracusa e Ragusa

Ancora tensioni nel mondo agricolo in difficoltà. Nell'Agrigentino Ad Agrigento la protesta degli agricoltori si è spostata nel capoluogo. La manife­stazione dei produttori del settore, che allarmati dalla crisi hanno deciso nei giorni scorsi l'occupa­zione di diversi Comuni, si è trasferita davanti al palazzo della Provincia. Un centinaio di persone provenienti da molti comuni dell'Agrigentino, Palma di Montechiaro, Naro, Canicattì, Ravanusa e Camastra si sono già raccolti davanti all'edificio, minacciando di occupare l'aula consiliare, così co­me hanno fatto nei giorni scorsi nei Palazzi comu­nali. Altri, invece, hanno occupato lo spazio di piazzale Aldo Moro, dove si doveva svolgere un Consiglio provinciale straordinario per fare il punto della situazione sulla vicenda aeroporto. La riunione all'aperto del Consiglio provinciale sul­la costruzione dell' aviostruttura, ha potuto ave­re inizio con un ritardo di oltre un'ora. E per questo ne è nato uno scontro. Gli agricoltori volevano che si parlasse solo di agricoltura.Ne è nato un contrasto. D'Orsi è stato trattenuto a casa per precauzione mentre la riunione del Consiglio è stata posticipata. Le forze dell'ordine hanno con­trollato la situazione. E' poi intervenuto personal­mente il prefetto di Agrigento, Umberto Postiglione che è sceso dal suo ufficio per calmare gli ani­mi e parlare con gli agricoltori: «lo sono con voi -ha dichiarato il rappresentante del Governo - so­no a disposizione per ascoltarvi. Già domani mat­tina, (oggi per chi legge) scriverò al Ministro del­l'Agricoltura per informarlo, della vostra protesta e della grave situazione che sta attraversando il settore agricolo».

Durante l'intervento del prefetto Postiglione, è arrivato anche il presidente D'Orsi, che presa la parola si è detto disponibile a passare subito a fat­ti per cercare una soluzione al gravoso problema della crisi del comparto, «Sono disponibile insieme a voi ad andare a manifestare il disagio dell'a­gricoltura davanti il palazzo della Regione», ha detto D'Orsi. Stamattina un documento sulla gra­ve crisi, approvato dal Consiglio provinciale sarà inviato a Roma presso il Ministero dell'Agricoltu­ra.

A Siracusa è stata occupata dagli agricoltori la sala degli stemmi della Provincia regionale. La protesta, che ha visto uniti proprietari e lavorato­ri aderenti al «Comitato di rete», trova le sue radi­ci nella pesante crisi che ha investito il settore. rLa rivendicazione riguarda in particolare l'assenza di sostegni economici da parte del governo regiona­le e che ha messo in ginocchio diverse aziende, al­cune delle quali sono in procinto di chiudere i bat­tenti, mentre altre si sono viste costrette a ridur­re il personale dipendente. Il «Comitato di rete», così chiamato perché accoglie aziende e dipen­denti di tutta la provincia, hanno avuto un incon­tro con il presidente del consiglio e con il compe tente assessore provinciale a cui è stato chiesto di intercedere per un confronto con il governatore Lombardo. E fino quando il presidente della Re­gione non li raggiungerà, non abbandoneranno il salone di rappresentanza dell'ente Provincia.

Soprattutto nella provincia più agricola della Si­cilia ieri il movimento dei comitati in rete, il mo­vimento che si sta occupando di rilanciare la ver­tenza del settore agricolo nell'isola, ha fatto sen­tire la sua voce. Agricoltori e produttori pronti ad avanzare richieste, auspicando risposte. La matti­nata era iniziata con l'occupazione "simbolica e pacifica" della sala del Consiglio provinciale e con il confronto avvenuto alla presenza di nume­rosi sindaci, assessori e qualche parlamentare. Dal "simbolico" si è poi passati ai fatti, visto che un presidio è rimasto anche nella notte, in parte confortato dai politici locali che hanno sospeso una riunione congiunta di Comune e Provincia sull'università. Oggi si attendono gli sviluppi direttamente da Bruxelles. Varie le richieste degli agricoltori ma in particolare si chiede la sospensione delle sca­denze previdenziali.

 

LO DICO A "LA SICILIA"

VIADOTTO MORANDI

Avere il coraggio di abbatterlo

Non è mai piaciuto. Quando è stato costruito è su­bito apparso come un pugno in un occhio alal città. Ma erano tempi diversi, erano i tempi della frana di Agrigento e la popolazione agrigentina era ancora più sottomessa di quanto lo sia oggi, alla politica. Soprattutto a quella nazionale. Quando a Roma si decideva di fare una cosa, che fosse il viadotto Akragas o il teatro Samonà di Sciacca, non ci si chiedeva se era utile, ma si faceva e basta. E la popolazione non era abituata a scendere in piaz­za per difendere la città o il territorio. Ma ora i tempi sono cambiati. Ora la popolazione quando vuole può fare sentire le proprie ragioni. Il presidente della Provincia D'Orsi è un esempio per tutti. Noi vogliamo l'aeroporto e lo dobbiamo ave­re. Lo stesso potrebbe avvenire per il Viadotto Akra­gas o Morandi che dir si voglia. E' brutto, deturpa, è pericoloso e se ne può fare a meno. ll viadotto sul fiume Drago costituisce una rapida e sicura via d'accesso alla SS 115 (Villaseta-Mon­serrato-Porto Empedocle) dalla parte bassa di Agrigento, e viceversa. L'accesso è raggiungibile anche dalla via Dante, at­traverso Fondacazzo. Altre strade, come la ss 118 e la ss 115, svincolo Viale Emporium, consentono di collegare la zona del Campo sportivo o della via Dante rapidamente con Villaseta e Porto Empedo­cle. Parliamo di uno scarto di qualche minuto in più per raggiungere gli stessi luoghi. Sarebbe un atto di responsabilità, di coraggio e di grande sensibilità ambientale se si decidesse di demolire il viadotto Morandi, occasione di suicidio per decine e decine di persone, luogo di morte per incidente stradale, e cicatrice orribile nel magni­fico panorama della Valle dei templi e del mare. Se la sua utilità si riduce ad essere quella di raddop­pio di via Dante e via Manzoni, varrebbe la pena di valutare il rapporto rischi-benefici, perchè proprio le bretelle di collegamento al viadotto costituisco­no la principale causa di incidente: quando e come sono state collaudate? quando l'ultima manuten­zione, perchè è assente la segnaletica orizzontale? perchè non ci sono guardrail?...Sia consentito ac­cesso soltanto ai turisti per la visita alla necropo­li Pezzino, come il luogo merita. O dobbiamo ricordare come le tombe furono pri­ma scoperte, poi ricoperte e tirate nuovamente fuori dopo che i piloni e la strada erano stati com­pletati?

GIUSEPPE VELLA

 

SOLE 24 ORE

 

Corte dei conti

Si impenna la consulenza agli enti locali

Le regole della finanza loca­le si complicano e il lavoro di consulenza delle sezioni regio­nali di controllo della Corte dei conti si intensifica. Nei primi sei mesi del 2009, secondo la Rassegna diffusa ieri dalla se­zione delle Autonomie, i magistrati contabili impegnati sul territorio hanno offerto 344 pa­reri, cioè il 69,7% dei 493 inter­venti resi intono il 2008. L'acce­lerazione è stata potente soprat­tutto in Campania, Lazio, Ligu­ria, Molise e Toscana, dove nel primo semestre dell'anno scor­so si è superato il totale realizza­to l'anno precedente. Patto di stabilità e disciplina del personale sono i due temi che hanno catalizzato le richie­ste avanzate dalle amministra­zioni locali alle sezioni regiona­li. Sul primo punto, la rassegna della giurisprudenza spinge la Corte a ribadire la «inaccettabi­lità» dei bilanci preventivi che non rispettano i vincoli di finan­za pubblica. «Inammissibile» anche la previsione di interven­ti che spingano i pagamenti ol­tre le soglie fissate dal Patto, e semaforo rosso anche all'inseri­mento di clausole che mettano in conto gli oneri aggiuntivi le­gati ai ritardi nei pagamenti. Li­nea dura, infine, sui criteri di cal­colo degli oneri di personale, che impongono di inserire tra le voci rilevanti per il rispetto dei limiti di spesa anche i dipen­denti degli organismi collegati.

 

Pubblico impiego. Spazio al risarcimento del danno

Il demansionamento apre la strada al mobbing

LE CONDIZIONI. A tutti i dipendenti deve essere garantito il diritto all'integrità sul piano fisico e su quello psicologico

Quando il demansiona­mento finisce per rovinare la salute al lavoratore si tratta di mobbing. Anche nel caso in cui a farne le spese sia un di­pendente pubblico. È quanto precisano le Sezioni unite del­la Cassazione con la sentenza n. 4063/10. La Corte, per arrivare a queste conclusioni, si è trovata alle prese con un lavoratore che per un periodo di tre anni ave­va svolto il lavoro di un supe­riore nella veste di direttore responsabile della sezione circoscrizionale del ministe­ro del Lavoro e che poi era sta­to trasferito presso l'Ufficio provinciale e costretto alla più completa inattività o, co­munque, ad assolvere compi­ti mortificanti. Il passaggio aveva avuto delle ripercussio­ni così forti sul prestatore da renderlo fortemente ansioso, sino al punto da rendere op­portuna la richiesta di pensio­namento.

In seguito alla vicenda vis­suta sul luogo di lavoro, il cit­tadino aveva chiesto al Tribu­nale prima e alla Corte d'ap­pello di Firenze, poi, il ricono­scimento di una somma per le differenze retributive cor­relate alle mansioni superiori e una somma prossima ai 17mila euro a titolo di danno da demansionamento. I giudi­ci in primo grado avevano ac­colto in pieno la richiesta del prestatore. Diverso, invece, era stato il giudizio in Corte d'appello ove le somme era­no state pesantemente decur­tate in quanto la nona qualifi­ca professionale era stata ri­coperta solo per un tempo de­terminato e in relazione ad al­cune operazioni. Non solo. I giudici che si erano invece pronunciati in sede di appel­lo avevano anche ritenuto che il trasferimento presso una sede periferica non do­vesse essere qualificato co­me una punizione, ma piutto­sto come l'unica via percorri­bile nell'ambito di un riasset­to organizzativo.

I giudici della Cassazione hanno fornito una chiave di lettura molto simile a quella dei giudici di primo grado. In particolare hanno ricordato come sia ravvisabile una con­dotta lesiva dell'amministra­zione quando sia a essa impu­tabile la violazione di specifi­ci obblighi di protezione dei lavoratori, nel qual caso la responsabilità - sulla base di quanto previsto dall'articolo 2087 del Codice civile -ha na­tura assolutamente contrat­tuale: assimilabile, pertanto, a quella dell'imprenditore che, nell'ambito dell'attività privata, deve provvedere a tu­telare l'integrità fisica e mora­le dei propri dipendenti. Inte­grità che certamente l'ammi­nistrazione non ha garantito, in quanto il lavoratore si è vi­sto costretto alla resa, andan­dosene di corsa in pensione. Un punto invece contro la tesi sostenuta dal lavoratore è stato quello conclusivo, cen­trato in gran parte su una ri­vendicazione di natura eco­nomica. La Corte non ha, in­vece, ritenuto che al prestato­re potesse essere assegnata una somma a titolo di diffe­renza retributiva per le man­sioni effettivamente svolte, perchè di fatto si era trattato. di una sostituzione momenta­nea di un posto vacante per cui non era stato indetto un vero e proprio procedimento di copertura. Mobbing, quin­di, a carico del dipendente pubblico, che oltre a svolgere funzioni superiori si è trova­to a operare in condizioni as­solutamente disagiate.

 

Disegno di legge bipartisan in commissione al Senato

Divieto di fumo da estendere anche agli spazi all'aperto

LA STRETTA. Coinvolti ospedali, scuole, università, bar e ristoranti Sanzioni fino a mille euro per chi vende tabacco ai minorenni

Non solo lo stop nei luoghi pubblici. Il fumo sarà off limit anche negli spazi all'aperto di scuole, università, ospedali, bar e ristoranti. I minori inter­detti dall'acquisto e dal consu­mo di tabacco, con pesanti san­zioni per i commercianti che sgarrano. Le sigarette spente per chi guida. Un Fondo anti-tabagismo sarà alimentato an­che dall'aumento delle accise su sigarette, sigari, tabacco da fumo e da fiuto. Lotta al tabac­co, seconda puntata. Dopo la "legge Sirchia" del 2003, il Par­lamento allarga la no smoking area. E lo fa una volta tanto in maniera bipartizan, nel segno della prevenzione e della dife­sa dei minori e dei non fumato­ri. In tempi anche rapidi, lob­bies permettendo. A dare il nuovo altolà al fu­mo è un disegno di legge firmato da Ignazio Marino (Pd) e An­tonio Tomassini (Pdl), che la commissione Igiene e sanità del Senato sta esaminando in sede deliberante - corsia velo­ce, dunque - e su cui ieri sono stati ufficializzati 70 emenda­menti (ma altri ne stanno arri­vando), anche del relatore Lui­gi D'Ambrosio Lettieri (Pdl) e degli stessi Tomassini e Mari­no. Le prossime settimane sa­ranno decisive ma la commis­sione ha intenzione di stringe­re i tempi. Il giro di vite anti-tabacco si consuma in dieci articoli. A par­tire dal divieto di acquisto e di consumo di «prodotti da tabac­co» per i minori di 18 anni nei luoghi pubblici o aperti al pub­blico, che però con le modifi­che si chiede di rendere "asso­luto", luogo pubblico o meno. Altrimenti, sanzioni severe per i commercianti, tenuti a chiedere un documento d'iden­tità: da 250 a 1.000 euro di mul­ta (il doppio se l'infrazione è ri­petuta) e sospensione di un mese della licenza (sei mesi dopo la prima infrazione). I distribu­tori automatici dovranno esse­re dotati di un sistema automa­tico di rilevazione dell'età dell'acquirente «tramite lettu­ra di carte a banda magnetica». Il divieto di fumo viene este­so alle «scuole di ogni ordine e grado», ma gli emendamenti, anche del relatore, vanno oltre. Il divieto si propone che valga anche «nelle aree ester­ne di pertinenza» di tutte le scuole, delle università, degli ospedali e dei luoghi di assi­stenza e cura. Una modifica dell'Idv (Bellisario) lo estende a chi è alla guida di veicoli. Stretta proposta anche sui pac­chetti di sigarette e sigari: al massimo dieci pezzi. Alle con­fezioni, inoltre, andrà allegato obbligatoriamente un fogliet­to illustrativo (come i bugiardi­ni dei farmaci) che indichi so­stanze ed effetti pericolosi per i consumatori.

Viene poi proposto un Fon­do per la prevenzione e la ridu­zione dei danni da tabagismo, con corsi obbligatori per i me­dici e tutto il personale pubbli­co. Ad alimentarlo sarà anche il 10% dell'aumento delle acci­se su «sigari, sigaretti naturali, tabacco da fumo e da fiuto». Se terrà la versione iniziale, che già fa tremare i sigari nostrani. Tanto che sta spuntando l'ipo­tesi di dedicare al Fondo lo 0,1% delle entrate delle accise attuali. Si vedrà, anche cosa ne pensa il ministro Tremonti.

 

AGRIGENTOWEB

 

Chi non vuole l'aeroporto?

Se leggessimo in chiave manzoniana la vicenda dell'aeroporto diAgrigento troveremmo sicuramente spunti interessanti anche sotto il profilo politico.Chiederci chi recita in questa vicenda la parte diDon Rodrigo che ordina "questo aeroporto non s'ha da fare" o quella del povero Don Abbondio, per citare solo alcune figure manzoniane, ci aiuterebbe a capire molto di più di tante analisi politologiche o ditante chiacchiere medianiche. Ma torniamo alla cruda realtà dei fatti. E'da vari decenni che alcune lobby si danno il turno a speculare sulprogetto di un aeroporto per la provincia di Agrigento. Si sono speseconsiderevoli somme per progetti irrealizzabili,si è fatto un po' dibaccano mediatico,si sono spenti i riflettori e tutto è finito lì. Punto e a capo. Ma il problema rimane insoluto. Ma perché, cichiediamo,una provincia con un vasto bacino d'utenza come la nostra,unacittà capoluogo con la Valle dei Templi patrimonio dell'Unesco, e non èpoco, una provincia che ha 150km di costa e magnifiche spiagge dainvidiare,rimane priva del suo principale volano economico? L'aeroportocostituisce, da sempre,per tutte le realtà territoriali unaimprescindibile opera infrastrutturale per dare maggiore impulso alleeconomie locali e renderle sempre più competitive sul mercato.

E perché non per la nostra? Quali cause ostative lo impediscono? Quali Don Rodrigo si mettono di traverso per impedirne la realizzazione? Capireciò significa partire con il piede giusto. Realizzare un aeroportonella provincia di Agrigento significa prefigurare scenari economicipiù avanzati, consolidare nuove opportunità occupazionali, aprire nuovi sbocchi di mercato ai soggetti produttivi che operano nella nostraprovincia, liberarli dal giogo dei ricatti della politica e della delinquenza organizzata, dal sottosviluppo e dal parassitismo.Ma ancora una volta assistiamo al prevalere della prepotenza dei Don Rodrigo sulla paura dei tanti Don Abbondio nostrani. Cosicché tuttorimane immobile, avvolto in un tragico silenzio surreale, il silenzio di una Sicilia che giace "stramazzata" per terra , da secoli, ammazzata dalla lupara dei suoi stessi paladini senza onore. Ed è in questo sconfortante scenario che bisogna riscoprire un concetto nuovo di popolo che sa alzare la testa, trovando in sé le energie necessarie peraffrancarsi dal sottosviluppo morale e materiale e a non abbassarladavanti ai prepotenti di ogni risma e natura. Se non saremo capaci di fare questo, saremo un popolo senza pane e senza dignità.

Emanuele Pace Componente del direttivo provinciale CGIL

 

Aeroporto. Proseguono gli attestati di solidarietà al Presidente D'Orsi

Continuano le prese di posizione in favore della protesta portata avanti dal Presidente D'Orsi per la costruzione dell'aeroporto di Agrigento. Il segretario provinciale Giuseppe Crapanzano della Conf.Sal - Snals ha scritto al Presidente D'Orsi esprimendo "la più ampia solidarietà per l'azione intrapresa dalla S.V. in favore della realizzazione dell'aeroporto nella Provincia di Agrigento e dichiarano la propria completa disponibilità a sostenere ogni azione che Ella vorrà intraprendere a sostegno della realizzazione di tale importante struttura, ormai divenuta indispensabile per la crescita e lo sviluppo del nostro territorio. Anche la sezione provinciale dell'AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) ha espresso in una lettera al Presidente D'Orsi la propria solidarietà: "considerata l'importanza che può assumere la realizzazione dell'aeroporto nella provincia di Agrigento, esprime la più ampia solidarietà in favore delle azioni forti che la S. V. sta intraprendendo in favore di tale struttura, divenuta ormai indispensabile e dichiara la più completa disponibilità a sostenere tutte le azioni che la S. V. vorrà portare avanti per la concretizzazione di tale importante opera.

 

D'Orsi aggredito davanti la tenda

Il presidente della provincia Eugenio D'Orsi è stato aggredito, alle tre della scorsa notte, da un uomo, verosimilmente ubriaco, di Favara. Il presidente D'Orsi, che si trovava all'interno della tenda sistemata davanti al palazzo della Prefettura,è stato strattonato più volte. Subito sono arrivati i poliziotti che hanno bloccato l'uomo di Favara, la cui posizione è al vaglio degli investigatori. L'aggressione non sembrerebbe essere collegabile con la protesta pro aeroporto di D'Orsi.

 

Il Presidente Eugenio D'Orsi incontra la Consulta Studentesca per discutere dell'aeroporto

Il Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ha incontrato oggi la Consulta Provinciale Studentesca in visita nella tenda allestita nella villetta adiacente al Palazzo della Provincia.

Durante l'incontro il Presidente D'Orsi ha spiegato le ragioni della sua forte azione di protesta. " Le nostre strade risalgono a più di 50 anni, ha detto il Presidente D'Orsi, nessuna grande infrastruttura è stata costruita in questi anni. Abbiamo grandi risorse storiche, turistiche e monumentali oltre a bellezze paesaggistiche. La mia protesta serve a dare un futuro ai nostri giovani. Il mondo del lavoro che conosciamo è profondamente cambiato, non si fanno più concorsi pubblici neanche nel mondo della scuola. L'aeroporto è una risposta alla voglia di riscatto della nostra terra e una condizione per creare uno sviluppo economico nuovo". Ad una domanda posta da un componente della Consulta su chi impedisce la realizzazione dell'aeroporto, il Presidente D'Orsi è stato chiaro: "L'aeroporto non lo vogliono i poteri forti. Noi non dobbiamo disturbare gli aeroporti di Catania e Palermo. Dobbiamo cambiare il nostro futuro - ha concluso D'Orsi - assicurando condizioni di vita migliori e l'aeroporto è uno strumento indispensabile al nostro sviluppo economico. Il Presidente della Consulta studentesca giovanile Daniele Cardella ha assicurato la collaborazione della Consulta alle iniziative del Presidente D'Orsi anche attraverso la raccolta di firme nelle scuole a favore della costruzione dell'aeroporto.

 

Scioglimento Ato Idrico, Di Prima: "Si torni all'acqua pubblica"

II consigliere provinciale del PD Ezio Di Prima interviene sul punto all'o.d.g. dell'odierna seduta del Consiglio Provinciale di Agrigento, riguardante il dibattito sullo scioglimento dell'Ato idrico e l'eventuale rescissione del contratto con il gestore Girgenti Acque.

"Avevo già presentato un'interrogazione sui tanti disservizi emersi in questi anni di gestione privata del servizio idrico e lo stesso Presidente D'Orsi si è espresso più volte negativamente" - dice Di Prima. "Oramai la consapevolezza della necessità di tornare all'acqua pubblica è divenuta quasi unanime. Come non ricordare le battaglie portate avanti dai Sindaci della nostra provincia per tornare all'acqua pubblica, battaglie condivise da tutti i cittadini.

Se il dibattito si concluderà con la decisione di tornare all'acqua pubblica, cosa che appare scontata, non si farà altro che andare incontro ad una diffusa e generalizzata volontà popolare. Piuttosto voglio far notare che mentre oggi i Consiglieri Provinciali di Agrigento si interrogano e discutono sulla possibilità di un ritorno alla gestione pubblica dell'acqua, proprio qualche settimana fa il Parlamento dei "nominati" aveva votato favorevolmente a maggioranza per la gestione privata dei servizi pubblici e dunque anche del servizio idrico e dell'acqua. Questo è il segno evidente della lontananza che esiste ormai tra i deputati e i senatori "nominati" dalle segreterie dei partiti e i cittadini e di contro la vicinanza tra gli "eletti" nei vari consigli comunali e provinciali che sono divenuti i veri rappresentanti del popolo. Sono loro che rappresentano la volontà popolare portandone avanti le istanze e non i parlamentari "nominati" che rispondono solo a se stessi e alle segreterie dei partiti" conclude Di Prima.

 

AGRIGENTONOTIZIE

 

Le Giunte di Agrigento e Licata al fianco di D'Orsi

Riunione di Giunta "all'aperto" questa mattina per Comune di Agrigento e Provincia regionale e Comune di Licata, in sostegno della protesta portata avanti da Eugenio D'Orsi. Assessori e consiglieri non hanno voluto mancare all'incontro, che si è svolto in un noto bar che insiste su Porta di Ponte, per partecipare ad una seduta ovviamente incentrata sulla vicenda aeroporto. D'Orsi, provato da questi giorni trascorsi in tenda e dopo aver subito un'aggressione fortunatamente senza gravi conseguenze da parte di un ubriaco, è ancora combattivo e intenzionato a proseguire con quella che ha ribadito essere una battaglia di tutto il territorio. Il presidente della Provincia ha sottolineato come la struttura aeroportuale non graverà sulle casse dello Stato e sia attesa con impazienza da compagnie aeree come Air Malta, che sarebbero intenzionate ad investire sul territorio agrigentino. "Noi non chiediamo nulla allo Stato - ha dichiarato - vogliamo solo una autorizzazione". Il presidente della Provincia, ha inoltre nuovamente "puntato" il dito verso Vito Riggio, sostenendo che le difficoltà nella realizzazione della struttura agrigentina sono da addebitare al presidente dell'Enac. D'Orsi ha anche richiamato nuovamente l'attenzione della politica, soprattutto quella nazionale. "Speriamo - ha dichiarato - che all'affetto della gente si unisca l'attenzione dei politici che contano, come ad esempio Berlusconi, che qui prende una enorme quantità di voti e poi si ricorda della Sicilia solo quando ci sono da costruire rigassificatori e centrali nucleari". Insomma, D'Orsi, pur lamentando qualche "dolorino" dovuto alla permanenza in tenda non è affatto intenzionato ad abbassare la guardia. "Non me ne andrò dalla tenda finchè non avrò comunicazioni concrete da Roma e Palermo". A chi gli chiede le dimissioni in caso di risultati non positivi sulla vicenda il presidente della Provincia risponde: "Non ci tengo a rimanere presidente senza avere il consenso della gente e della mia Giunta. Da due anni non faccio più il dirigente scolastico e mi manca maledettamente. Tornerò a fare quello, senza alcun problema". Al fianco di D'Orsi, Marco Zambuto e Angelo Graci, i quali hanno parlato della necessità del territorio di una struttura come quella aeroportuale per un rilancio del territorio. "E' una battaglia politica della quale dobbiamo assumerci il costo da pagare, ma sul piano politico - ha dichiarato Zambuto - dobbiamo andare avanti a tutti costi con quell'unità che oggi viene espressa dalla riunione delle tre Giunte. Si tratta di un percorso difficile ma sono certo che sapremo, ripeto, tutti insieme, portarlo fino in fondo". Prosegue intanto con ottimi risultati la raccolta di firme da inviare al ministero delle Infrastrutture e all'Enac per chiedere la realizzazione della struttura. Solo in una giornata, secondo quanto detto da D'Orsi, si sarebbero raccolte oltre 2500 firme.

 

A Porta di ponte arriva la tenda degli agricoltori

La protesta degli agricoltori, che aveva già fatto sentire la propria "voce" in occasione della domenica conclusiva della "Sagra del mandorlo in fiore" torna ad Agrigento e si fa più dura, rimanendo comunque pacifica. Oltre un centinaio di agricoltori provenienti da Naro, Licata, Palma di Montechiaro, Canicattì e altri comuni dell'Agrigentino hanno bloccato i lavori del Consiglio provinciale, che oggi pomeriggio in sostegno del presidente D'Orsi si stava tenendo all'aperto per sottolineare i problemi del comparto. I consiglieri presenti insieme al presidente del pubblico consesso, Raimondo Buscemi, hanno dato spazio alle proteste dei coltivatori nell'intento di elaborare un documento che è stato poi votato dal Consiglio. Risolutivo, almeno per smorzare la tensione, l'intervento del prefetto Umberto Postiglione, il quale ha espresso la sua solidarietà ai manifestanti, invitandoli a mantenere toni pacati, e impegnandosi personalmente nel portare all'attenzione del Governo sulla protesta. Intervento anche del presidente D'Orsi, che pur ponendo sempre l'attenzione sul problema dell'aeroporto, ha espresso piena condivisione dei problemi avanzati dai coltivatori, proponendo anche di portare la protesta fuori dalla provincia di Agrigento, fin sotto a palazzo D'Orleans. Dopo l'approvazione in Consiglio del documento che, in modo sostanzialmente generico, esprime la volontà del pubblico consesso di farsi promotore affinchè a livello regionale si attenzioni la crisi, gli agricoltori hanno montato una tenda, dove trascorreranno la notte, nei pressi di quella occupata da presidente D'Orsi. Tutta l'attenzione dei coltivatori è comunque al momento rivolta verso Bruxelles: nella giornata di domani, infatti, la commissione europea per l'agricoltura dovrà decidere se proclamare o meno lo stato di crisi per l'agricoltura siciliana. In tal senso, in serata l'europarlamentare Salvatore Iacolino ha garantito la sua presenza ai lavori della commissione. "La protesta nei comuni ormai dilaga - ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Paolo Giglia - perchè le aziende agricole non hanno risorse per sopravvivere. Oggi il movimento, composto da Confagricoltura, Cia e da tanti agricoltori, vuole sottolineare in modo netto questa situazione. Ci fa piacere quanto approvato dal Consiglio e detto dal prefetto, ma di certo è solo un passo che speriamo venga seguito. Un inizio di un percorso virtuoso che ci porti a risolvere i nostri problemi". "L'agricoltura - ha detto il presidente della Cia, Pippo Di Falco - ha bisogno di tante cose, come ad esempio che si risollevi il mercato e che i prezzi tornino a crescere ricompensando gli investimenti degli agricoltori. Queste iniziative di lotta sono delle tappe per ottenere risultati concreti, come ad esempio la dichiarazione dello stato di crisi, che può aprire la strada ad altri provvedimenti. Quello che ovviamente deve permanere è la volontà politica".

 

Mpa: "Solidarietà al presidente D'Orsi"

Il gruppo Mpa di San Biagio Platani condividendo la nobile battaglia politica del presidente della provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi a favore della realizzazione dell'aeroporto in provincia di Agrigento esprime solidarietà allo stesso ed al capogruppo provinciale Mpa Totò Scozzari destinatari di attacchi mediatici da parte di emittenti televisive locali che cercano di discreditarne l'impegno politico e le civili manifestazioni a sostegno degli atavici problemi che da sempre, irrisolti, lasciano la nostra provincia ai margini del territorio nazionale.

 

Ato idrico e Girgenti acque, intervento di Di Prima

Intervento del consigliere provinciale Ezio Di Prima sul punto all'ordine del giorno dell'odierna seduta del Consiglio, riguardante il dibattito sullo scioglimento dell'Ato idrico e l'eventuale rescissione del contratto con il gestore Girgenti acque. "Avevo già presentato un'interrogazione sui tanti disservizi emersi in questi anni di gestione privata del servizio idrico - ha detto Di Prima - e lo stesso presidente D'Orsi si è espresso più volte negativamente. Oramai la consapevolezza della necessità di tornare all'acqua pubblica è divenuta quasi unanime. Come non ricordare le battaglie portate avanti dai sindaci della nostra provincia per tornare all'acqua pubblica, battaglie condivise da tutti i cittadini. Se il dibattito si concluderà con la decisione di tornare all'acqua pubblica, cosa che appare scontata, non si farà altro che andare incontro ad una diffusa e generalizzata volontà popolare. Piuttosto voglio far notare che mentre oggi i consiglieri provinciali di Agrigento si interrogano e discutono sulla possibilità di un ritorno alla gestione pubblica dell'acqua, proprio qualche settimana fa il Parlamento dei 'nominati' aveva votato favorevolmente a maggioranza per la gestione privata dei servizi pubblici e dunque anche del servizio idrico e dell'acqua. Questo è il segno evidente della lontananza che esiste ormai tra i deputati e i senatori 'nominati' dalle segreterie dei partiti e i cittadini e di contro la vicinanza tra gli 'eletti' nei vari consigli comunali e provinciali che sono divenuti i veri rappresentanti del popolo. Sono loro che rappresentano la volontà popolare portandone avanti le istanze e non i parlamentari 'nominati' che rispondono solo a se stessi e alle segreterie dei partiti".

 

AGRIGENTOFLASH.IT

24/02/2010

 

Ancora sostegno al presidente D'Orsi: solidali Aism e Confsal

Continuano le prese di posizione in favore della protesta portata avanti dal Presidente D'Orsi per la costruzione dell'aeroporto di Agrigento. Il segretario provinciale Giuseppe Crapanzano della Conf.Sal - Snals ha scritto al Presidente D'Orsi esprimendo "la più ampia solidarietà per l'azione intrapresa in favore della realizzazione dell'aeroporto nella Provincia di Agrigento e dichiarano la propria completa disponibilità a sostenere ogni azione che Ella vorrà intraprendere a sostegno della realizzazione di tale importante struttura, ormai divenuta indispensabile per la crescita e lo sviluppo del nostro territorio". Anche la sezione provinciale dell'Aism(Associazione Italiana Sclerosi Multipla) ha espresso in una lettera al Presidente D'Orsi la propria solidarietà: "considerata l'importanza che può assumere la realizzazione dell'aeroporto nella provincia di Agrigento, esprime la più ampia solidarietà in favore delle azioni forti che sta intraprendendo in favore di tale struttura, divenuta ormai indispensabile e dichiara la più completa disponibilità a sostenere tutte le azioni che vorrà portare avanti per la concretizzazione di tale importante opera".

 

Folk&Smile ha portato un sorriso in più alla Sagra

E' toccato allo spettacolo Folk & Smile, domenica sera al Palacongressi, concludere definitivamente la 65esima Sagra del mandorlo in fiore. La serata, inserita nel cartellone della kermess folcloristica, faceva parte, assieme al "concerto dell'amore", realizzato al teatro Pirandello il giorno di San Valentino, e del convegno internazionale sulla pace, degli eventi collaterali che sono stati finanziati dalla Provincia. Davanti ad un numeroso il pubblico abbastanza divertito sul palco dell'auditorium si sono alternati comici, cantanti compresi alcuni gruppi focloristici che hanno partecipato al Festival internazionale tra questi il gruppo della Georgia che ha vinto l'edizione di quest'anno e il simpatico gruppo di Israele . Ha dato il via allo spettacolo il coro "I magnificat" accompagnati alla tastiera dal compositore agrigentino Pippo Flora. Dopo il breve saluto del presidente della Provincia Eugenio D'Orsi e del Prefetto Umberto Postiglione rivolto all'ambasciatore di Haiti, Geri Benoit,lo spettacolo è entrato nel clou con l'esilarante esibizione del comico siciliano Massimo Spata che con le sue battute sulle abitudini e sui modi di dire dei siciliani ha divertito il pubblico presente. Molto apprezzata l'esibizione canora di Daniele Magro che ha , nonostante abbia cantato solo tre brani, dimostrando tutto il suo talento. "Canto dell'alba" il brano tratto dal musical Nela e Sahabin di Pippo Flora è stato il primo brano con cui Daniele Magro ha iniziato la sua superlativa performance canora confermata con l'interpretazione del brano "Crazy"lo stesso che l'artista agrigentino ha presentato al suo esordio nella trasmissione televisiva X-factor che lo ha reso famoso al grande pubblico. E' invece cantando il brano "maniac" in versione acustica che Daniele Magro ha dimostrato capacità interpretative e vocali di tutto rispetto con cui è riuscito ad incantare il pubblico. Capacità musicali che sono state apprezzate da artisti famosi come Neffa e Tejera Diana, quest'ultima autrice di molti brani cantati da Tiziano Ferro, che come autori parteciperanno alla realizzazione del primo Cd del giovane cantante agrigentino che uscirà il prossimo mese di aprile. Daniele ultimamente ha partecipato al Festival della canzone siciliana assieme ad altri artisti emergenti siciliani ottenendo , nonostante per lui fosse un genere musicale del tutto nuovo, lusinghieri risultati che gli hanno consentito l'accesso alle fasi successive della kermess canora. Successivamente sul palco del Palacongressi si è esibito il gruppo musicale "i Ventunovu"di Francesco Sodano che hanno magistralmente interpretato una serie di canzoni tratte da serenate e filastrocche siciliane. Infine è toccato a Nino Frassica, accompagnato dalla band dei Los Plaggers intrattenere il pubblico presente che pare abbia apprezzato l'originale show formato da momenti musicali e di cabaret.

 

Ubriaco cerca di aggredire D'Orsi: fermato dai poliziotti

Un episodio incredibile si è verificato la scorsa notte davanti la tenda-ufficio del presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, in piazzale Aldo Moro. D'Orsi sarebbe stato spintonato da un uomo ubriaco, di Favara. Il presidente D'Orsi, che si trovava all'interno della tenda è stato spintonato e una volta anche strattonato. Immediato l'intervento della scorta e degli agenti della Polizia Provinciale in servizio nella zona che hanno bloccato l'individuo. Subito dopo sul posto sono arrivate le auto della sezione Volante della Questura, che hanno preso in consegna l'uomo, la cui posizione è al vaglio degli investigatori. Un tentativo di aggressione che nulla a che fare con la protesta "pro-aeroporto" che sta portando avanti il presidente della Provincia.

 

Aeroporto, lettera a D'Orsi da Mifsud

"A nome di tutti i partecipanti al seminario su 'Pace, giustizia e sicurezza', vorrei esprimerle la nostra più sincera e affettuosa solidarietà per la battaglia che sta sostenendo per dare alla sua splendida provincia una infrastruttura come l'aeroporto, cruciale per i cittadini e gli interessi della Sua provincia. Sono moralmente insieme con lei, nella tenda della speranza, Abdel Bari Atwan giornalista del "Al-Quds Al-Arabi", Ettore Deodato funzionario della Commissione Europea, Stefano Zurlo giornalista de "Il Giornale", Francesco Paolo Rizzi Presidente Unimed, Gianluca Sadun Bordoni Prof. dell'Università di Teramo". E' il testo della nota inviata da Joseph Mifsud presidente del Polo universitario di Agrigento al presidente della Provincia Eugenio D'Orsi.

 

Sindacato dei vigili del fuoco a sostegno della battaglia di D'Orsi

Il Conapo provinciale di Agrigento, sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco, esprime solidarietà e sostegno al presidente della Provincia Regionale Eugenio D'Orsi per l'iniziativa atta a sensibilizzare il governo centrale in favore della realizzazione dell'aeroporto. "La realizzazione dell'infrastruttura nell'agrigentino costituirebbe per il settore dei Vigili del Fuoco un aumento di organico di circa 60 unità un conseguente indotto occupazionale ed economico, oltre ad un' importante occasione di lavoro al precariato dei Vigili volontari discontinui iscritti all'Albo del Comando Vigili del fuoco di Agrigento così come avviene per l'aeroporto di Lampedusa e dove conta più di 450 unità precarie impiegate a rotazione. Siamo vicini al presidente Regionale delle Provincia di Agrigento e nelle prossime ore una delegazione dirigenziale Provinciale del Conapo Vigili del Fuoco si recherà nella tenda per attestare la propria solidarietà all'iniziativa"

 

La solidarietà a D'Orsi del gruppo Mpa di San Biagio

Il gruppo Mpa di San Biagio Platani condividendo la nobile battaglia politica del presidente della provincia Eugenio D'Orsi a favore della realizzazione dell'aeroporto in provincia di Agrigento, sicuro volano di sviluppo del nostro territorio, esprime solidarietà allo stesso ed al capogruppo provinciale Mpa Totò Scozzari "destinatari di attacchi mediatici da parte di emittenti televisive locali che cercano di discreditarne l'impegno politico e le civili manifestazioni a sostegno degli atavici problemi che da sempre, irrisolti, lasciano la nostra provincia ai margini del territorio nazionale".

 

Enti locali e federalismo: Cimino avvia tre tavoli con i Comuni

Tre tavoli tecnici permanenti tra l'assessorato regionale dell'Economia e l'Anci Sicilia per avviare un confronto sui criteri di trasferimento dei fondi regionali agli Enti Locali, sugli Ato rifiuti e sul patto di stabilita'. Questo lo strumento operativo istituito dal vicepresidente della Regione siciliana con delega all'Economia, Michele Cimino, dopo un incontro con Roberto Visentin, presidente dell'Anci Sicilia, i sindaci dei Comuni di San Giuseppe Jato e Campobello di Licata, Giuseppe Similia e Michele Termini, e il segretario generale dell'Anci, Mario Alvano. "La concertazione e' uno strumento fondamentale - ha detto Cimino - per risolvere concretamente emergenze e problemi quotidiani dei comuni. Tra questi l'accesso ai fondi europei per far in modo che anche gli enti locali piu' piccoli possano usufruirne. Il tavolo sara' lo strumento indispensabile per avviare un reale processo di federalismo fiscale".

 

Crisi agricoltura, la protesta dai Comuni si sposta alla Provincia

La protesta degli agricoltori si è spostata ad Agrigento. La manifestazione dei produttori del settore, che allarmati dalla crisi hanno deciso nei giorni scorsi l'occupazione di diversi Comuni, si è trasferita davanti al palazzo della Provincia. Un centinaio di agricoltori provenienti da molti comuni dell' Agrigentino, Palma di Montechiaro, Naro, Canicattì, Ravanusa e Camastra si sono già raccolte davanti al portone, minacciando di occupare l'aula consiliare, così come hanno fatto nei Palazzi comunali. Altri, invece, hanno occupato lo spazio di piazzale Aldo Moro, dove si doveva svolgere un Consiglio provinciale straordinario per fare il punto della situazione sulla vicenda aeroporto, dopo la prima settimana di protesta del presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, che ha spostato il proprio ufficio all'interno di una tenda. La riunione all'aperto del consiglio provinciale sulla costruzione dell'aviostruttura è iniziata con un ritardo di oltre un'ora. E per questo ne è nato uno scontro. Gli agricoltori volevano che si parlasse solo di agricoltura, cosa che non era possibile. Ne è nato un contrasto. D'Orsi è stato trattenuto a casa per precauzione mentre la riunione del consiglio è stata posticipata. Le forze dell'ordine intervenute in massa hanno controllato la situazione. A un certo punto è intervenuto personalmente il prefetto di Agrigento, Umberto Postiglione che è sceso dal suo ufficio per calmare gli animi e parlare con gli agricoltori, < io sono con voi-ha dichiarato il rappresentante del Governo sono a disposizione per ascoltarvi e fare qualsiasi passo insieme a voi. Già domani mattina scriverò al Ministro dell'Agricoltura per informarlo, della vostra protesta e della grave situazione che sta attraversando il settore agricolo . Nel corso dell'intervento del prefetto Postiglione, è arrivato anche il presidente D'Orsi, che presa la parola si è detto disponibile a passare subito a fatti per cercare una soluzione che possa risolvere in qualche maniera il gravoso problema della crisi del comparto, sono disponibile insieme a voi ad andare a manifestare il disagio dell'agricoltura davanti il palazzo della Regione ha detto D'Orsi la nostra voce dovrà essere ascoltata dal presidente Lombardo che deve aiutarci a trovare la strada per accedere ai fondi per il settore agricolo, perchè questi ci sono. Domani mattina un documento sulla grave crisi, approvato dal Consiglio provinciale sarà inviato a Roma presso il Ministero dell'Agricoltura.

 

Tutti in Giunta sotto la tenda, D'Orsi: "Non uscirò da qui, senza la certezza dell'aeroporto"

"Non uscirò da questa tenda fino a quando non otterrò, insieme al vostro aiuto, l'autorizzazione per la costruzione dell'aeroporto di Agrigento". Lo ha detto a chiare lettere il Presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi che insieme a Marco Zambuto sindaco di Agrigento ed Angelo Graci sindaco di Licata ha presieduto una riunione delle rispettive Giunte provinciale e comunali. Ad inizio di seduta Marco Zambuto ha voluto ringraziare il Presidente D'Orsi per il grande sacrificio che sta facendo nel vivere in condizioni disagiate all'interno di una tenda per riaffermare il diritto di questa provincia ad avere un aeroporto. "Si tratta di una grande battaglia politica della quale dobbiamo assumerci il costo da pagare,- ha detto con molta serenità il Sindaco di Agrigento - ma sul piano politico dobbiamo andare avanti a tutti costi con quell'unità che oggi viene espressa dalla riunione delle tre Giunte. Si tratta di un percorso difficile ma sono certo che sapremo, ripeto, tutti insieme, portarlo fino in fondo". Il Sindaco di Licata, Angelo Graci ha sostenuto l'importanza dell'aeroporto per l'intera provincia quale punto di partenza per la rinascita del territorio. Il Presidente della Provincia, Eugenio D'Orsi come è sua abitudine ha parlato senza alcuna parafrasi:" Le tre giunte oggi delibereranno il diritto di un territorio ad uscire fuori dalla marginalità. Ma qualcuno rema contro la sua realizzazione e per questo qualcuno è venuto il momento di uscire allo scoperto ed assumersi le proprie responsabilità. Il progetto per l'aeroporto non è costato nulla. E' stato il frutto di un intenso lavoro svolto dagli ingegneri dell'Ufficio Tecnico della Provincia che ha seguito tutte le indicazioni avute dall'Enac. Oggi viene fuori questo appunto sulla futura gestione. Lo abbiamo detto più volte che lo scalo verrà gestito direttamente dalla Provincia o dalla Regione Sicilia. Allo stato noi non chiediamo nulla, solo la firma per dare il via ai lavori. Il costo di gestione annuale dell'aeroporto ammonta a circa un milione di euro. E' una cifra che la Provincia può investire. Io non uscirò da quella tenda se non ci faranno fare l'aeroporto. Questo sia chiaro a tutti, anche se è una condizione di vita dura e piena di pericoli (D'Orsi ha fatto riferimento all'aggressione di un ubriaco; n.d.r.). In questo contesto chiedo a tutti di lottare insieme e soprattutto di abbassare il tono delle polemiche. Tutti hanno il diritto di esprimere il proprio pensiero ma nella diversità occorre essere uniti per una battaglia comune. E voglio ringraziare pubblicamente Marco Zambuto per il sostegno che fino ad oggi ha dato alla mia persona e soprattutto a questa battaglia di civiltà. No. Non voglio applausi, quelli li faremo tutti assieme quando costruiremo, finalmente, l'aeroporto". Al termine il Presidente D'Orsi ha letto l'Ordine del Giorno che è stato approvato all'unanimità dalla Giunta provinciale e dalle Giunte dei Comuni di Agrigento e Licata.

 

Questo il testo:

 

LA GIUNTA PROVINCIALE E LE GIUNTE COMUNALI DI AGRIGENTO E LICATA

 

RIUNITESI IN SEDUTA CONGIUNTA

Ritenuto che la realizzazione dell'aeroporto in provincia di Agrigento, costituisce un obiettivo prioritario ed improcrastinabile per lo sviluppo sociale ed economico dell'intero territorio;

Ritenuto che sin dal suo insediamento la Giunta Provinciale presieduta dal Presidente Eugenio D'Orsi ha intrapreso un percorso finalizzato a dare concreta realizzazione a questo obiettivo;

Ritenuto che nonostante l'espletamento di tutti gli adempimenti burocratici, tecnici e progettuali

siano avvenuti in stretta conformità a quanto espressamente richiesto dai competenti organi tecnici e politici, continuano ad essere frapposti ostacoli, di diversa natura, per l'adozione dei necessari provvedimenti autorizzativi;

Ritenuto che la massiccia adesione dei cittadini e di tutta l'opinione pubblica alle diverse iniziative poste in essere dalla Provincia anche in collaborazione con le diverse amministrazioni comunali interessate alla realizzazione dell'aeroporto;

Ritenuto che il raggiungimento di un obiettivo di così rilevante importanza, richieda anche la partecipazione condivisa dell'intesa classe politica espressa dalla provincia di Agrigento;

MANIFESTANO

Ampia solidarietà e condivisione per le iniziative di lotta intraprese dal Presidente della Provincia Regionale Eugenio D'orsi per la realizzazione dell'aeroporto;

Auspicano che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il competente Ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli, pongano in essere tutti i necessari adempimenti politico -amministrativi per consentire la realizzazione dell'aeroporto;

Auspicano una più concreta partecipazione della classe politica della provincia di Agrigento, e della relativa deputazione regionale e nazionale, a tutte le iniziative finalizzate alla realizzazione dell'aeroporto.

(Il documento è stato firmato dal Presidente D'Orsi, dai due sindaci e dagli assessori delle tre giunte)

 

L'aeroporto, tema dell'incontro con la Consulta studentesca

Il Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ha incontrato oggi la Consulta Provinciale Studentesca in visita nella tenda allestita nella villetta adiacente al Palazzo della Provincia.

Durante l'incontro il Presidente D'Orsi ha spiegato le ragioni della sua forte azione di protesta. " Le nostre strade risalgono a più di 50 anni, ha detto il Presidente D'Orsi, nessuna grande infrastruttura è stata costruita in questi anni. Abbiamo grandi risorse storiche, turistiche e monumentali oltre a bellezze paesaggistiche. La mia protesta serve a dare un futuro ai nostri giovani. Il mondo del lavoro che conosciamo è profondamente cambiato, non si fanno più concorsi pubblici neanche nel mondo della scuola. L'aeroporto è una risposta alla voglia di riscatto della nostra terra e una condizione per creare uno sviluppo economico nuovo".

Ad una domanda posta da un componente della Consulta su chi impedisce la realizzazione dell'aeroporto, il Presidente D'Orsi è stato chiaro: "L'aeroporto non lo vogliono i poteri forti. Noi non dobbiamo disturbare gli aeroporti di Catania e Palermo. Dobbiamo cambiare il nostro futuro - ha concluso D'Orsi - assicurando condizioni di vita migliori e l'aeroporto è uno strumento indispensabile al nostro sviluppo economico.

Il Presidente della Consulta studentesca giovanile Daniele Cardella ha assicurato la collaborazione della Consulta alle iniziative del Presidente D'Orsi anche attraverso la raccolta di firme nelle scuole a favore della costruzione dell'aeroporto.

 

"Agrigento libera" accanto a D'Orsi per l'aeroporto

Il Circolo Tematico del Movimento per le Autonomie "Agrigento Libera" continua la sua battaglia a fianco del Presidente D'Orsi per la realizzazione dell'aeroporto ad Agrigento. "Lo sforzo di un uomo - dichiara il Presidente del Circolo Francescochristian Schembri - che crede fortemente alla realizzazione di questa importantissima opera infrastrutturale, non può che vedere noi tutti uniti affinché ci sia una reale rivoluzione culturale che scuota gli animi degli agrigentini nei confronti di una classe politica nazionale che sembra essere assente e asettica alle richieste del POPOLO. Agrigento Libera - dichiara ancora Schembri - esprime altresì solidarietà e vicinanza al Presidente D'Orsi per il vile tentativo di aggressione nei suoi confronti che la notte scorsa lo ha visto vittima di un giovane ubriaco. All'uopo - conclude Schembri - l'auspicio è quello di intensificare i controlli al fine di assicurare maggiore sicurezza in un momento particolare come quello che lo vede in prima linea per un importante scopo sociale.

 
 

INFOAGRIGENTO.IT

 

Appello di Confindustria e sindacati: "tutti uniti per l'aeroporto"

I rappresentanti di Confindustria , CGIL,CISL E UIL , sono intervenuti in relazione alle comunicazioni ed alle determinazioni del Presidente D'Orsi "rivolgendo un invito alla deputazione che ora più che mai è chiamata a fare valore attorno all'aeroporto che non è di centro, di destra o di sinistra".

I deputati con l'impegno che li caratterizza devono fare di tutto per continuare a sostenere le iniziative della Provincia Regionale di Agrigento e del suo Presidente D'Orsi al quale va' riconosciuto l'impegno e la determinazione a sostegno dell'iniziativa. Catanzaro, Lo Bello, Bernava e Broccio hanno continuato segnalando che l'impegno di Fontana prima e di D'Orsi ora si scontra con un sistema che continua a far rimanere la nostra realtà priva dell'aereoporto. I rappresentanti delle parti sociali hanno altresì dichiarato che la vicenda aeroporto dopo anni di attese e del suo spostamento da Racalmuto a Licata pur di essere avviato a realizzazione deve far riflettere i nostri deputati che sono chiamati ad agire sapendo di avere davanti ad essi non il solo valore oggettivo dell'aeroporto ma la fiducia di cittadini ed imprese verso le istituzioni . "E' auspicabile- hanno continuato- che il Presidente d'Orsi possa operare in un fattivo contesto nel quale il congiunto e unitario agire della deputazione ci aiuti a conoscere, una volta per tutte, se la nostra provincia conserva pari dignità rispetto ad altre realtà italiane (almeno per l'aeroporto) sapendo che per le famiglie i lavoratori e gli imprenditori l'aeroporto rappresenta un'infrastruttura che serve al rilancio di una provincia che nella vocazione turistica, anche per il tramite dei suoi attori istituzionali, ha sempre creduto : pertanto occorre concretamente realizzarlo".

 

Lettera aperta di Legambiente a D'Orsi su disagi ferroviari

Claudia Casa del circolo Rabat di Legambiente Agrigento, ha scritto una lettera aperta al presidente della Provincia Eugenio D'Orsi dove, sostanzialmente, invita l'esponente politico a protestare, oltre che per l'aeroporto, anche per le condizioni in cui versano le ferrovie in provincia. Claudia Casa punta il dito contro i dissesti che hanno colpito la "Palermo - Agrigento" e che rendono necessario il trasbordo dei passeggeri sugli autobus appena giunti a Roccapalumba.

 

COMUNICALO.IT

 

INFRASTRUTTURE. L'aeroporto di Agrigento non si farà: non nei prossimi 10 anni, ditelo a D'Orsi

Qualcuno dovrebbe fare un'opera di carità e portare questo articolo, apparso oggi su MF, al presidente D'Orsi. Fino a quando queste valutazioni erano solo (!) nei documenti ufficiali, pazienza: poteva far finta di non conoscerli. Ma adesso che sono stampate, nero su bianco, persino sui giornali, come potrà far finta di non conoscerle o ignorarle? Che abbandoni la tenda: mandatelo a casa, tiene famiglia! Mi auguro che gli sia concessa la possibilità di portarsi a casa il modello dell'aeroporto, così ci potrà giocare nel tempo libero. Che se lo prenda, purchè se ne vada a casa.

 

Da MILANO FINANZE. Stop della Camera al federalismo degli aeroporti. (Antonio Satta a pag. 4). IN ITALIA OPERANO 100 SCALI. DA BEN 47 DECOLLANO VOLI DI LINEA: PER LA CAMERA SONO TROPPI. Un'indagine della commissione Trasporti fa il punto su inefficienze e sprechi proponendo un decalogo per eliminarli.

In ordine alfabetico è il primo aeroporto italiano considerando il traffico, invece, lo scalo di Albenga, che ha tra i suoi frequent flyer il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, si piazza al penultimo posto. Nel 2008 soltanto 1 .841 passeggeri sono transitati in quella struttura. Peggio ha fatto solo l'aeroporto (di Siena, con 798 passeggeri, mentre poco meglio sono riusciti a realizzare Taranto (2.900 transiti), Aosta (3.057 passeggeri, ma è stata colpa anche di alcuni lavori che hanno ridotto l'operatività, nel 2007 i transiti erano stati (9.863), Grosseto (5.627), Elba (10.360), Tortolì (17.229), Salerno (18.067) e Foggia (29.231). Volumi che manderebbero in fallimento una stazioncina di autobus, figuriamoci un aeroporto, che per funzionare ha bisogno (di personale di terra, vigilantes, poliziotti, vigili del fuoco, e ancora radar, mezzi antincendio, scanner e così via. Solo considerando gli stipendi e i costi di funzionamento delle strutture, è evidente che i conti della gestione non possono tornare: per non parlare dell'impossibilità di recuperare i soldi investiti nella realizzazione e nell'allestimento degli impianti. E pensare che, tanto per rimanere ad alcuni dei casi citati, Albenga è soltanto a 70 chilometri da un altro aeroporto, quello di Genova (1.170.163 passeggeri nel 2008), grosso modo la stessa distanza che intercorre tra Siena e Firenze (da quest'ultimo aeroporto sono transitati nel 2008 quasi 2 milioni di passeggeri). E si può tralasciare, per carità di patria, Tortolì, quarto scalo sardo, distante 131 km da Cagliari, 181 km da Olbia e 230 da Alghero, dove funzionano a pieno ritmo tre aeroporti che nel 2008 hanno visto transitare complessivamente circa 6 milioni di passeggeri (in una regione che pur essendo a forte vocazione turistica al di fuori dei mesi estivi supera di poco il milione e mezzo di residenti).

Il fatto è che in Italia sono in funzione 100 aeroporti. 47 dei quali sono aperti al traffico commerciale e ospitano voli di linea, ma soltanto 20 coprono il 94.76% del traffico passeggeri. Ma anche quest'ultima è una cifra un po' bugiarda, perché se si va ancora più nel dettaglio, come hanno fatto i parlamentari della commissione Trasporti della Camera, nell'indagine sul sistema aeroportuale italiano, di cui è stata appena pubblicata la relazione conclusiva, si scopre che solo sette scali nazionali superano la soglia i 5 milioni di passeggeri annui, che fa scattare l'applicazione della normativa comunitaria in materia di diritti aeroportuali: e se a questi si aggiunge l' ottavo scalo, ossia Ciampino (che viaggia intorno a 4,7 milioni di passeggeri), ecco che si è messo insieme il 70% del traffico passeggeri dell'intero Paese.

Si tratta, insomma, di una situazione ai limiti della follia, perché questa rete, diffusa oltre ogni limite, ha dragato una montagna di fondi pubblici e altrettanti ne continua ad assorbire in una gestione destinata a un rosso perenne. Nel frattempo non c'è un solo aeroporto italiano collegato alla città di riferimento da una metropolitana, o che abbia una connessione con la rete ferroviaria ad alta velocità. Come del resto mancano del tutto collegamenti intermodali per il traffico cargo. Una situazione paradossale, cui ora la commissione chiede di mettere rimedio con un piano in dieci punti delineato dal Presidente, Mario Valdticci, i cui elementi essenziali riguardano la concentrazione dei fondi pubblici nel potenziamento infrastrutturale dei collegamenti intermodali nei soli aeroporti di interesse nazionale (oltre 5 milioni di passeggeri). Per gli scali tra 1 e 5 milioni di passeggeri liberalizzazione delle tariffe e regolarizzazione semplificata per favorire la competitività: sotto il milione di passeggeri niente più fondi pubblici: e chiusura al traffico passeggeri di tutti gli scali che non abbiano funzione sociale (per esempio le isole). Gli altri serviranno agli aerei leggeri privati, agli elicotteri e al traffico merci. Fusioni o accordi strategici tra scali che sviluppino sinergie ed economie di scala sono, ovviamente, benvenuti.

 

AEROPORTO AGRIGENTO. Proseguono gli attestati di solidarietà al presidente D'Orsi

Continuano le prese di posizione in favore della battaglia del presidente D'Orsi per la costruzione dell'aeroporto di Agrigento.

Il segretario provinciale Giuseppe Crapanzano della Conf.Sal - Snals ha scritto a D'Orsi esprimendo "la più ampia solidarietà per l'azione intrapresa in favore della realizzazione dell'aeroporto nella Provincia di Agrigento e dichiarando la propria completa disponibilità a sostenere ogni azione che vorrà intraprendere a sostegno della realizzazione di tale importante struttura, ormai divenuta indispensabile per la crescita e lo sviluppo del nostro territorio".

Anche la sezione provinciale dell'AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) ha espresso in una lettera al presidente D'Orsi la propria solidarietà: "considerata l'importanza che può assumere la realizzazione dell'aeroporto nella provincia di Agrigento, esprime la più ampia solidarietà in favore delle azioni forti che la S. V. sta intraprendendo in favore di tale struttura, divenuta ormai indispensabile e dichiara la più completa disponibilità a sostenere tutte le azioni che la S. V. vorrà portare avanti per la concretizzazione di tale importante opera".

 

CRISI. Agrigento, protesta degli agricoltori blocca il Consiglio provinciale

La protesta degli agricoltori, che aveva già fatto sentire la propria "voce" in occasione della domenica conclusiva della "Sagra del mandorlo in fiore" torna ad Agrigento e si fa più dura, rimanendo comunque pacifica.

Oltre un centinaio di agricoltori provenienti da Naro, Licata, Palma di Montechiaro, Canicattì e altri comuni dell'Agrigentino hanno bloccato i lavori del Consiglio provinciale, che oggi pomeriggio in sostegno del presidente D'Orsi si stava tenendo all'aperto per sottolineare i problemi del comparto. I consiglieri presenti insieme al presidente del pubblico consesso, Raimondo Buscemi, hanno dato spazio alle proteste dei coltivatori nell'intento di elaborare un documento che è stato poi votato dal Consiglio.

Risolutivo, almeno per smorzare la tensione, l'intervento del prefetto Umberto Postiglione, il quale ha espresso la sua solidarietà ai manifestanti, invitandoli a mantenere toni pacati, e impegnandosi personalmente nel portare all'attenzione del Governo sulla protesta. Intervento anche del presidente D'Orsi, che pur ponendo sempre l'attenzione sul problema dell'aeroporto, ha espresso piena condivisione dei problemi avanzati dai coltivatori, proponendo anche di portare la protesta fuori dalla provincia di Agrigento, fin sotto a palazzo D'Orleans.

Dopo l'approvazione in Consiglio del documento che, in modo sostanzialmente generico, esprime la volontà del pubblico consesso di farsi promotore affinchè a livello regionale si attenzioni la crisi, gli agricoltori hanno montato una tenda, dove trascorreranno la notte, nei pressi di quella occupata da presidente D'Orsi.

"La protesta nei comuni ormai dilaga - ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Paolo Giglia - perchè le aziende agricole non hanno risorse per sopravvivere. Oggi il movimento, composto da Confagricoltura, Cia e da tanti agricoltori, vuole sottolineare in modo netto questa situazione.

Ci fa piacere quanto approvato dal Consiglio e detto dal prefetto, ma di certo è solo un passo che speriamo venga seguito. Un inizio di un percorso virtuoso che ci porti a risolvere i nostri problemi".

"L'agricoltura - ha detto il presidente della Cia, Pippo Di Falco - ha bisogno di tante cose, come ad esempio che si risollevi il mercato e che i prezzi tornino a crescere ricompensando gli investimenti degli agricoltori. Queste iniziative di lotta sono delle tappe per ottenere risultati concreti, come ad esempio la dichiarazione dello stato di crisi, che può aprire la strada ad altri provvedimenti. Quello che ovviamente deve permanere è la volontà politica".

 

AEROPORTO AGRIGENTO. Giunte in tenda, D'Orsi: "Uscirò quando potremo volare"

"Non uscirò da questa tenda fino a quando non otterrò, insieme al vostro aiuto, l'autorizzazione per la costruzione dell'aeroporto di Agrigento".

Lo ha detto a chiare lettere il presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D'Orsi che insieme a Marco Zambuto, sindaco della città dei templi, ed Angelo Graci, sindaco di Licata, ha presieduto una riunione delle rispettive Giunte provinciale e comunali.

Zambuto ha voluto ringraziare D'Orsi per il grande sacrificio che sta facendo nel vivere in condizioni disagiate all'interno di una tenda per riaffermare il diritto di questa provincia ad avere un aeroporto. "Si tratta di una grande battaglia politica della quale dobbiamo assumerci il costo da pagare,- ha detto con molta serenità il sindaco di Agrigento - ma sul piano politico dobbiamo andare avanti a tutti costi con quell'unità che oggi viene espressa dalla riunione delle tre Giunte. Si tratta di un percorso difficile ma sono certo che sapremo, ripeto, tutti insieme, portarlo fino in fondo".

Graci ha sostenuto l'importanza dell'aeroporto per l'intera provincia quale punto di partenza per la rinascita del territorio. D'Orsi come è sua abitudine ha parlato senza alcuna parafrasi: "Le tre giunte oggi delibereranno il diritto di un territorio ad uscire fuori dalla marginalità. Ma qualcuno rema contro la sua realizzazione e per questo qualcuno è venuto il momento di uscire allo scoperto ed assumersi le proprie responsabilità. Il progetto per l'aeroporto non è costato nulla. E' stato il frutto di un intenso lavoro svolto dagli ingegneri dell'Ufficio Tecnico della Provincia che ha seguito tutte le indicazioni avute dall'Enac. Oggi viene fuori questo appunto sulla futura gestione. Lo abbiamo detto più volte che lo scalo verrà gestito direttamente dalla Provincia o dalla Regione Sicilia. Allo stato noi non chiediamo nulla, solo la firma per dare il via ai lavori. Il costo di gestione annuale dell'aeroporto ammonta a circa un milione di euro. E' una cifra che la Provincia può investire.

Io non uscirò da quella tenda se non ci faranno fare l'aeroporto. Questo sia chiaro a tutti, anche se è una condizione di vita dura e piena di pericoli (D'Orsi ha fatto riferimento all'aggressione di un ubriaco, ndr). In questo contesto chiedo a tutti di lottare insieme e soprattutto di abbassare il tono delle polemiche. Tutti hanno il diritto di esprimere il proprio pensiero ma nella diversità occorre essere uniti per una battaglia comune. E voglio ringraziare pubblicamente Marco Zambuto per il sostegno che fino ad oggi ha dato alla mia persona e soprattutto a questa battaglia di civiltà. No. Non voglio applausi, quelli li faremo tutti assieme quando costruiremo, finalmente, l'aeroporto".

Al termine D'Orsi ha letto l'ordine del giorno che è stato approvato all'unanimità dalla Giunta provinciale e dalle Giunte dei Comuni di Agrigento e Licata.

 

AEROPORTO AGRIGENTO. D'Orsi incontra in tenda la Consulta studentesca

Il presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi ha incontrato oggi la Consulta Provinciale Studentesca in visita nella tenda allestita nella villetta adiacente al Palazzo della Provincia.

Durante l'incontro D'Orsi ha spiegato le ragioni della sua forte azione di protesta. " Le nostre strade risalgono a più di 50 anni - ha detto il presidente - nessuna grande infrastruttura è stata costruita in questi anni. Abbiamo grandi risorse storiche, turistiche e monumentali oltre a bellezze paesaggistiche. La mia protesta serve a dare un futuro ai nostri giovani. Il mondo del lavoro che conosciamo è profondamente cambiato, non si fanno più concorsi pubblici neanche nel mondo della scuola. L'aeroporto è una risposta alla voglia di riscatto della nostra terra e una condizione per creare uno sviluppo economico nuovo".

Ad una domanda posta da un componente della Consulta su chi impedisce la realizzazione dell'aeroporto, D'Orsi è stato chiaro: "L'aeroporto non lo vogliono i poteri forti. Noi non dobbiamo disturbare gli aeroporti di Catania e Palermo. Dobbiamo cambiare il nostro futuro - ha concluso D'Orsi - assicurando condizioni di vita migliori e l'aeroporto è uno strumento indispensabile al nostro sviluppo economico.

Il presidente della Consulta studentesca giovanile, Daniele Cardella, ha assicurato la collaborazione della Consulta alle iniziative del presidente D'Orsi anche attraverso la raccolta di firme nelle scuole a favore della costruzione dell'aeroporto.

 

PERLACITTA'.IT

 

D'Orsi: "Non uscirò da questa tenda fino a quando non otterrò l'autorizzazione per la costruzione dell'aeroporto"

"Non uscirò da questa tenda fino a quando non otterrò, insieme al vostro aiuto, l'autorizzazione per la costruzione dell'aeroporto di Agrigento".

Lo ha detto a chiare lettere il Presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi che insieme a Marco Zambuto sindaco di Agrigento ed Angelo Graci sindaco di Licata ha presieduto una riunione delle rispettive Giunte provinciale e comunali.

Ad inizio di seduta Marco Zambuto ha voluto ringraziare il Presidente D'Orsi per il grande sacrificio che sta facendo nel vivere in condizioni disagiate all'interno di una tenda per riaffermare il diritto di questa provincia ad avere un aeroporto.

"Si tratta di una grande battaglia politica della quale dobbiamo assumerci il costo da pagare,- ha detto con molta serenità il Sindaco di Agrigento - ma sul piano politico dobbiamo andare avanti a tutti costi con quell'unità che oggi viene espressa dalla riunione delle tre Giunte. Si tratta di un percorso difficile ma sono certo che sapremo, ripeto, tutti insieme, portarlo fino in fondo".

Il Sindaco di Licata, Angelo Graci ha sostenuto l'importanza dell'aeroporto per l'intera provincia quale punto di partenza per la rinascita del territorio. Il Presidente della Provincia, Eugenio D'Orsi ha detto: "Le tre giunte oggi delibereranno il diritto di un territorio ad uscire fuori dalla marginalità. Ma qualcuno rema contro la sua realizzazione e per questo qualcuno è venuto il momento di uscire allo scoperto ed assumersi le proprie responsabilità. Il progetto per l'aeroporto non è costato nulla. E' stato il frutto di un intenso lavoro svolto dagli ingegneri dell'Ufficio Tecnico della Provincia che ha seguito tutte le indicazioni avute dall'Enac. Oggi viene fuori questo appunto sulla futura gestione. Lo abbiamo detto più volte che lo scalo verrà gestito direttamente dalla Provincia o dalla Regione Sicilia. Allo stato noi non chiediamo nulla, solo la firma per dare il via ai lavori. Il costo di gestione annuale dell'aeroporto ammonta a circa un milione di euro. E' una cifra che la Provincia può investire. Io non uscirò da quella tenda se non ci faranno fare l'aeroporto. Questo sia chiaro a tutti, anche se è una condizione di vita dura e piena di pericoli (D'Orsi ha fatto riferimento all'aggressione di un ubriaco; n.d.r.). In questo contesto chiedo a tutti di lottare insieme e soprattutto di abbassare il tono delle polemiche. Tutti hanno il diritto di esprimere il proprio pensiero ma nella diversità occorre essere uniti per una battaglia comune. E voglio ringraziare pubblicamente Marco Zambuto per il sostegno che fino ad oggi ha dato alla mia persona e soprattutto a questa battaglia di civiltà. No. Non voglio applausi, quelli li faremo tutti assieme quando costruiremo, finalmente, l'aeroporto".

Al termine il Presidente D'Orsi ha letto l'Ordine del Giorno che è stato approvato all'unanimità dalla Giunta provinciale e dalle Giunte dei Comuni di Agrigento e Licata.

 

ORDINE DEL GIORNO

LA GIUNTA PROVINCIALE E LE GIUNTE COMUNALI DI AGRIGENTO E LICATA

RIUNITESI IN SEDUTA CONGIUNTA

 

Ritenuto che la realizzazione dell'aeroporto in provincia di Agrigento, costituisce un obiettivo prioritario ed improcrastinabile per lo sviluppo sociale ed economico dell'intero territorio;

Ritenuto che sin dal suo insediamento la Giunta Provinciale presieduta dal Presidente Eugenio D'Orsi ha intrapreso un percorso finalizzato a dare concreta realizzazione a questo obiettivo;

Ritenuto che nonostante l'espletamento di tutti gli adempimenti burocratici, tecnici e progettuali siano avvenuti in stretta conformità a quanto espressamente richiesto dai competenti organi tecnici e politici, continuano ad essere frapposti ostacoli, di diversa natura, per l'adozione dei necessari provvedimenti autorizzativi;

Ritenuto che la massiccia adesione dei cittadini e di tutta l'opinione pubblica alle diverse iniziative poste in essere dalla Provincia anche in collaborazione con le diverse amministrazioni comunali interessate alla realizzazione dell'aeroporto;

Ritenuto che il raggiungimento di un obiettivo di così rilevante importanza, richieda anche la partecipazione condivisa dell'intesa classe politica espressa dalla provincia di Agrigento;

MANIFESTANO

Ampia solidarietà e condivisione per le iniziative di lotta intraprese dal Presidente della Provincia Regionale Eugenio D'orsi per la realizzazione dell'aeroporto;

Auspicano che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il competente Ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli, pongano in essere tutti i necessari adempimenti politico -amministrativi per consentire la realizzazione dell'aeroporto;

Auspicano una più concreta partecipazione della classe politica della provincia di Agrigento, e della relativa deputazione regionale e nazionale, a tutte le iniziative finalizzate alla realizzazione dell'aeroporto.

(Il documento è stato firmato dal Presidente D'Orsi, dai due sindaci e dagli assessori delle tre giunte)

 

Il Presidente D'Orsi incontra la Consulta Studentesca per discutere dell'aeroporto

Il Presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi ha incontrato la Consulta Provinciale Studentesca in visita nella tenda allestita nella villetta adiacente al Palazzo dell'Ente.

Durante l'incontro il Presidente D'Orsi ha spiegato le ragioni della sua azione di protesta. " Le nostre strade risalgono a più di 50 anni, ha detto il Presidente D'Orsi, nessuna grande infrastruttura è stata costruita in questi anni. Abbiamo grandi risorse storiche, turistiche e monumentali oltre a bellezze paesaggistiche. La mia protesta serve a dare un futuro ai nostri giovani. Il mondo del lavoro che conosciamo è profondamente cambiato, non si fanno più concorsi pubblici neanche nel mondo della scuola. L'aeroporto è una risposta alla voglia di riscatto della nostra terra e una condizione per creare uno sviluppo economico nuovo".

Ad una domanda posta da un componente della Consulta su chi impedisce la realizzazione dell'aeroporto, il Presidente D'Orsi è stato chiaro: "L'aeroporto non lo vogliono i poteri forti. Noi non dobbiamo disturbare gli aeroporti di Catania e Palermo. Dobbiamo cambiare il nostro futuro - ha concluso D'Orsi - assicurando condizioni di vita migliori e l'aeroporto è uno strumento indispensabile al nostro sviluppo economico.

Il Presidente della Consulta studentesca Daniele Cardella ha assicurato la collaborazione della Consulta alle iniziative del Presidente D'Orsi anche attraverso la raccolta di firme nelle scuole a favore della costruzione dell'aeroporto.

 

AGRIGENTOOGGI.IT

 

La Consulta Studentesca per discutere dell'aeroporto

Il Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ha incontrato oggi la Consulta Provinciale Studentesca in visita nella tenda allestita nella villetta adiacente al Palazzo della Provincia.

Durante l'incontro il Presidente D'Orsi ha spiegato le ragioni della sua forte azione di protesta. " Le nostre strade risalgono a più di 50 anni, ha detto il Presidente D'Orsi, nessuna grande infrastruttura è stata costruita in questi anni. Abbiamo grandi risorse storiche, turistiche e monumentali oltre a bellezze paesaggistiche. La mia protesta serve a dare un futuro ai nostri giovani. Il mondo del lavoro che conosciamo è profondamente cambiato, non si fanno più concorsi pubblici neanche nel mondo della scuola. L'aeroporto è una risposta alla voglia di riscatto della nostra terra e una condizione per creare uno sviluppo economico nuovo". Ad una domanda posta da un componente della Consulta su chi impedisce la realizzazione dell'aeroporto, il Presidente D'Orsi è stato chiaro: "L'aeroporto non lo vogliono i poteri forti. Noi non dobbiamo disturbare gli aeroporti di Catania e Palermo. Dobbiamo cambiare il nostro futuro - ha concluso D'Orsi - assicurando condizioni di vita migliori e l'aeroporto è uno strumento indispensabile al nostro sviluppo economico. Il Presidente della Consulta studentesca giovanile Daniele Cardella ha assicurato la collaborazione della Consulta alle iniziative del Presidente D'Orsi anche attraverso la raccolta di firme nelle scuole a favore della costruzione dell'aeroporto.

 

CONSIGLIO PROVINCIALE ALL'ARIA APERTA, UNO SPETTACOLO

C'è la fila. A piazzale Aldo Moro nei giardinetti di fronte il palazzo della Prefettura, tutti vogliono protestare. Ci sono i turni. Se tutti vogliono arrivare ad essere intervistati e apparire nei tg della sera bisogna organizzarsi con calma e fare la fila. Iniziano gli agricoltori. Loro hanno motivi seri. Ogni anno sempre più problemi e da quando ci sono in nostri rappresentanti in Europa le cose sono peggiorate decisamente. Poi è la volta del Consiglio Provinciale. Anche loro hanno diritto a una sana protesta davanti telecamere e fotografi. Devono esprimere la loro solidarietà al Presidente della Provincia. Ogni giorno, ogni gruppo e ogni singolo consigliere ad ogni passo del presidente invia il suo bravo comunicato per dire "siamo con te". Così hanno deciso di fare la riunione del consiglio provinciale fuori dal palazzo. Visto che la sagra ha portato temperature primaverili, la pubblica assise ha deciso di riunirsi all'aperto. Non è una cattiva idea. Così facendo ognuno che passa può sentire i preziosi interventi che ogni consigliere vuole proporre. Tutti interventi di pregevole fattura. Nessuno di loro parla tanto per parlare. Anzi, e' un piacere sentirli. Quelli che passano, anche quelli che non vorrebbero, sono costretti ad ascoltare. Così la gente prende coscienza di chi ci rappresenta.

Ecco, gli agrigentini stanno ammirando il consiglio provinciale al completo. E' un vero spettacolo.

 

Ancora attestati di solidarietà al Presidente "battagliero"

Continuano le prese di posizione in favore della protesta portata avanti dal Presidente D'Orsi per la costruzione dell'aeroporto di Agrigento. Il segretario provinciale Giuseppe Crapanzano della Conf.Sal - Snals ha scritto al Presidente D'Orsi esprimendo "la più ampia solidarietà per l'azione intrapresa dalla S.V. in favore della realizzazione dell'aeroporto nella Provincia di Agrigento e dichiarano la propria completa disponibilità a sostenere ogni azione che Ella vorrà intraprendere a sostegno della realizzazione di tale importante struttura, ormai divenuta indispensabile per la crescita e lo sviluppo del nostro territorio. Anche la sezione provinciale dell'AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) ha espresso in una lettera al Presidente D'Orsi la propria solidarietà: "considerata l'importanza che può assumere la realizzazione dell'aeroporto nella provincia di Agrigento, esprime la più ampia solidarietà in favore delle azioni forti che la S. V. sta intraprendendo in favore di tale struttura, divenuta ormai indispensabile e dichiara la più completa disponibilità a sostenere tutte le azioni che la S. V. vorrà portare avanti per la concretizzazione di tale importante opera.

 

SICILIA24H.IT

 

Tre cose che so...

Chiaro e lampante: l'aeroporto ad Agrigento lo vogliamo solo noi, poveri agrigentini, che ci siamo uniti tutti alla battaglia portata avanti dal presidente della provincia Eugenio D'Orsi.

La marcata volontà di realizzare questa importante struttura non può e non deve superare i confini perimetrali della città; oltre i confini ci sono loschi figuri che come virtù principale sfoderano l'arte del prendere in giro. Il fatto di esserci ribellati tutti, grazie anche alla plateale protesta del presidente D'Orsi, ha fatto storcere il naso a qualcuno, a cominciare da quel gran signorotto di Vito Riggio, presidente Enac, che adesso mostra qualche cedimento perchè la protesta di D'Orsi rischia di diventare un caso nazionale (anche se con mille difficoltà che vi spiegheremo più sotto).

Tre elementi, uno peggiore dell'altro, sono venuti a galla nel giro di 48 ore e fanno da contorno su quanto di squallido possa girare attorno alla vicenda aeroporto Agrigento.

Elemento 1) Stamattina, a Roma, avrebbe dovuto esserci un incontro tra il presidente D'Orsi con il ministro della Giustizia Angelino Alfano; il Guardasigilli aveva promesso a D'Orsi un incontro con il ministro dei Trasporti Altero Matteoli per l'ennesima chiacchierata da bar e, forse, per una ulteriore presa per i fondelli sia al presidente della provincia che a noi poveri cristi. D'Orsi, per questo incontro, è stato perentorio: "O torno da Roma con un protocollo firmato tra Stato e Regione oppure dalla tenda non mi muovo...". Il fatto che il presidente sia rimasto ad Agrigento la dice lunga su come il ministro Alfano, ancora una volta, intende portare avanti la questione aeroporto. Sono dieci anni che ci riempiono di chiacchiere e D'Orsi, stanco di incontri "vuoti", ha preferito rifiutare questo appuntamento. Probabilmente il ministro Alfano non ha ancora capito bene su come stanno le cose dalle nostre parti; non ha capito che siamo davvero stanchi e soprattutto siamo anche nauseati dalle solite promesse da marinaio; incontri che, non solo lasciano il tempo che trovano, ma fanno perdere inesorabilmente altro tempo prezioso che ci porta direttamente alla esclusione totale per realizzare la struttura aeroportuale. Ed ecco entrare il secondo elemento. In questo caso entra a pieno titolo anche quel gran signore di Vito Riggio il quale, non potendo prendere più in giro presidente ed agrigentini, si è rivolto alla Madonna di Lourdes in attesa che un provvidenziale disegno di legge possa essere approvato dal Governo nel più breve tempo possibile. Il disegno di legge prevede lo stop alla realizzazione di qualsiasi struttura aeroportuale in Italia per tanti lunghissimi anni. Ecco perchè il signor Riggio, il ministro Matteoli e, ahimè, forse anche il ministro Alfano, stanno giocando a giro giro tondo affinchè caschi il mondo sopra di noi, in attesa di questa provvidenziale legge "salvapreseperilculo". Il terzo e più squallido elemento di cui siamo venuti a conoscenza rimarca pesantemente come la plateale protesta di D'Orsi non deve varcare i confini del territorio agrigentino. E qui, purtroppo, entra in ballo l'attività giornalistica di ognuno di noi e soprattutto il metro di valutazione di una notizia. L'azione di D'Orsi, e cioè un presidente della Provincia che si rinchiude in una tenda per protestare contro i poteri forti, non merita attenzioni "regionali" da parte dei due maggiori quotidiani cartacei siciliani. La notizia, al contrario, potrebbe diventare importante solo se "oleata" da qualche soldino.

Il fatto. La maggiore società che gestisce la pubblicità dei due quotidiani siciliani avrebbe "inviato" un proprio dipendente ad Agrigento per proporre al presidente una intera pagina pubblicitaria, finalmente regionale (!!!) per "amplificare" la notizia del trasferimento di D'Orsi in una tenda. Ovviamente il presidente della Provincia, indignato, ha rifiutato una simile proposta, preferendo, suo malgrado, far rimanere la "notizia" marginale e provinciale.

Ecco come una notizia di un certo rilievo possa passare in secondo piano. Del resto, nei giorni scorsi, abbiamo visto tutti le cronache regionali dei due quotidiani ed effettivamente di largo ce n'era ben poco. Molte altre, invece, erano le notizie degne di cronache regionali, a partire dall'atroce dilemma "tessera si tessera no" di un noto esponente politico agrigentino, che non solo sta triturando i maroni di tutti gli agrigentini, ma adesso anche quelli di una fetta di lettori regionali.

Ovviamente non entriamo nel merito sia su quella che viene definita la "libertà di stampa" e sia sul metro di valutazione di una notizia da parte del giornalista (ammesso che abbia la possibilità di poterla valutare). Siamo anche certi che, se il presidente della Provincia avrebbe approntato una grigliata di salsiccia e costine di maiale nei pressi dei giardinetti di Porta di Ponte, qualche quotidiano nazionale avrebbe fatto un titolo a nove colonne.

Forse in prima pagina...

 

Aeroporto, "Agrigento Libera": massimo sostegno alla battaglia di D'Orsi

Il Circolo Tematico del Movimento per le Autonomie "Agrigento Libera" continua la sua battaglia a fianco del Presidente D'Orsi per la realizzazione dell'aeroporto ad Agrigento. "Lo sforzo di un uomo - dichiara il Presidente del Circolo Francescochristian Schembri - che crede fortemente alla realizzazione di questa importantissima opera infrastrutturale, non può che vedere noi tutti uniti affinché ci sia una reale rivoluzione culturale che scuota gli animi degli agrigentini nei confronti di una classe politica nazionale che sembra essere assente e asettica alle richieste del popolo. Agrigento Libera - dichiara ancora Schembri - esprime altresì solidarietà e vicinanza al Presidente D'Orsi per il vile tentativo di aggressione nei suoi confronti che la notte scorsa lo ha visto vittima di un giovane ubriaco. "All'uopo - conclude Schembri - l'auspicio è quello di intensificare i controlli al fine di assicurare maggiore sicurezza in un momento particolare come quello che lo vede in prima linea per un importante scopo sociale".

 

Piazzale Aldo Moro, in tenda anche gli agricoltori

La scelta di D'Orsi di trasferirsi in tenda come forma estrema di protesta a favore della realizzazione dell'aeroporto fa scuola tanto che questa sera un nutrito gruppo di agricoltori agrigentini ha pensato bene di allestire una tenda, accanto a quella del presidente della Provincia, per protestare contro la grave crisi che attanaglia, ormai da troppo tempo, il comparto agricolo. Un gesto estremo quello messo in atto dai braccianti agricoli, figlio del clima di malcontento che ruota e che si respira in città per via della questione aeroporto che, se non altro servirà anche a tenere accesi i riflettori sulla vertenza che li vede protagonisti. Dunque, piazzale Aldo Moro diventa il simbolo di due vertenze, per certi versi drammatiche che, rappresentano le difficoltà di un territorio bistrattato e incapace di uscire dalla marginalità geografica ed economica. L'onda del malcontento del presidente D'Orsi da una parte e dagli agricoltori dall'altra rischia però di creare un effetto boomerang riducendo le due proteste a semplici provocazioni se non accompagnate da adeguate strategie politiche.

 

Aeroporto, il fantasma di Vito Riggio aleggia nella tenda di D'Orsi

Ha un nome e un volto colui il quale si oppone alla realizzazione dell'aeroporto di Agrigento. E'Vito Riggio. Dal 2003 a oggi presidente indiscusso dell'Ente Aviazione Civile. L'uomo per tutte le stagioni. Presidente dell'Enac sia con il governo Prodi che con quello di Berlusconi. E' lui, non è una novità, a tenere sotto scacco un'intera provincia che da quarantanni invoca, reclama e continuamente si vede sfumare il sogno aeroporto. L'uomo più potente del settore dell'aviazione civile è finito pubblicamente (finalmente!!) nel mirino del presidente della Provincia, Eugenio D'Orsi. Parole di fuoco quelle pronunciate da D'Orsi che, da giorni vive e dorme per protesta nella tenda allestita davanti l'Ente Provincia. "Qualcuno - ha tuonato D'Orsi - rema contro la sua realizzazione e per questo qualcuno è venuto il momento di uscire allo scoperto ed assumersi le proprie responsabilità. Il progetto per l'aeroporto non è costato nulla. E' stato il frutto di un intenso lavoro svolto dagli ingegneri dell'Ufficio Tecnico della Provincia che ha seguito tutte le indicazioni avute dall'Enac. Oggi viene fuori questo appunto sulla futura gestione. Lo abbiamo detto più volte che lo scalo verrà gestito direttamente dalla Provincia o dalla Regione Sicilia. Allo stato noi non chiediamo nulla, solo la firma per dare il via ai lavori. Il costo di gestione annuale dell'aeroporto ammonta a circa un milione di euro. E' una cifra che la Provincia può investire. Io non uscirò da quella tenda se non ci faranno fare l'aeroporto. Questo sia chiaro a tutti, anche se è una condizione di vita dura e piena di pericoli (D'Orsi ha fatto riferimento all'aggressione subita nella notte da parte di un ubriaco). In questo contesto chiedo a tutti di lottare insieme e soprattutto di abbassare il tono delle polemiche. Tutti hanno il diritto di esprimere il proprio pensiero ma nella diversità occorre essere uniti per una battaglia comune. E voglio ringraziare pubblicamente Marco Zambuto per il sostegno che fino ad oggi ha dato alla mia persona e soprattutto a questa battaglia di civiltà". L'affondo di D'Orsi arriva nel giorno in cui la Giunta provinciale e quella di Agrigento e Licata fanno fronte comune per ribadire l'indifferibilità dell'aeroporto. Obiettivo prioritario ed improcrastinabile, per lo sviluppo sociale ed economico dell'intero territorio, messo nero su bianco in un ordine del giorno sottoscritto dal capo dell'amministrazione provinciale e dai sindaci di Agrigento e Licata, Zambuto e Graci. Ad inizio di seduta Marco Zambuto ha voluto ringraziare il Presidente D'Orsi per il grande sacrificio che sta facendo nel vivere in condizioni disagiate all'interno di una tenda per riaffermare il diritto di questa provincia ad avere un aeroporto. "Si tratta di una grande battaglia politica della quale dobbiamo assumerci il costo da pagare,- ha detto con molta serenità il Sindaco di Agrigento - ma sul piano politico dobbiamo andare avanti a tutti costi con quell'unità che oggi viene espressa dalla riunione delle tre Giunte. Si tratta di un percorso difficile ma sono certo che sapremo, ripeto, tutti insieme, portarlo fino in fondo".

Il Sindaco di Licata, Angelo Graci ha sostenuto l'importanza dell'aeroporto per l'intera provincia quale punto di partenza per la rinascita del territorio.

Chiudi la versione stampabile della pagina e ritorna al sito