Provincia di Agrigento

Rassegna stampa del 26/27 febbraio 10

 

26 febbraio 2010

GIORNALE DI SICILIA

Soppressa anche la Freccia del Sud
Da lunedì niente treni per Milano
Addio Freccia del Sud. Que­sta volta, sembra proprio sia sta­ta scritta la parola fine sul treno a lunga percorrenza che per decen­ni ha collegato Agrigento con il capoluogo lombardo, dando la possibilità a migliaia di persone di attraversare la penisola senza cambi di convogli e riducendo, per quanto possibile, i disagi ai passeggeri. Da lunedì prossimo tutto questo, come era nell'aria da qualche anno, non ci sarà più. Trenitalia ha deciso di sopprime-re la Freccia del Sud, dicono per ragioni di economicità. Scelta che avrà ripercussioni anche nel comparto lavorativo visto che ad essere danneggiati saranno, sono solo i passeggeri, ma anche il personale impegnato nella ge­stione e nella pulizia del grosso convoglio e di tutti quelli legati ai servizi accessori che intorno ad esso gravitano. Dunque, Agrigen­to, sempre più tagliata fuori dai circuiti e dai collegamenti viari, ferroviaria e come si sa, anche ae­roportuali. Da lunedì, chiunque vorrà andare a Milano in treno da Agrigento, dovrà partire per Pa­lermo, attendere la coincidenza, prenotare obbligatoriamente una cuccetta sul convoglio che lo porterà a destinazione finale. Il treno per Roma diventerà giorna­liero, almeno per adesso, mentre rimangono soppressi-a data da destinarsi i treni regionali da e per Palermo. I primi ad alzare la voce, sono i rappresentanti sinda­cali e i lavoratori iscritti alla Filt Cgil. «Assistiamo - dice il segretario Angelo Bellanca - a qualcosa che ha dello scandaloso. Esprimiamo il nostro disappunto e speria­mo che la politica intervenga per fare rinsavire la società». Da dieci giorni infatti, per andare nel ca­poluogo siciliano non ci sono treni ma autobus sostitutivi di Treni­talia che partono venti minuti pri­ma dell'orario del treno, fermano in tutti i paesini della tratta e arrivano a Roccapalumba dove i passeggeri, già belli e che esausti, scendono, si prendono i loro ba­gagli, salgono su un treno che li porta fino a Palermo. Stessa cosa per il ritorno. ('AMM')

ANCHE A PALMA DI MONTECHIARO 
PROTESTA AGRICOLTORI OCCUPATO IL COMUNE
Anche l'aula consiliare di Pal­ma di Montechiaro è stata, già da alcuni giorni, occupata dagli agri­coltori dei comitati spontanei agricoli locali. Striscioni di prote­sta insistono davanti l'ingresso di Palazzo degli Scolopi, sede del comune. L'assessore provinciale Stefano Castellino, presente tra gli agricoltori, ha annunciato la visita, nei prossimi giorni, di Michele Cimino. Ieri una delegazio­ne palmese tra cui anche Caloge­ro Alotto, attuale presidente del consiglio comunale e Rosario Bonfanti, consigliere, si aggiunta alle altre della provincia per recarsi a Palermo ed incontrare il Presiden­te della Regione Raffaele Lombardo. 

Il circolo dell'Mpa «Per dare Voce» incontra D'Orsi
I componenti del Circolo MpA di Agrigento «Per dare Vo­ce» domani alle 17 incontreranno il presidente della Provincia Eu-genio D'Orsi, presso la tenda alle­stita innanzi al palazzo della Pro­vincia di Agrigento. «Incontrere­mo il presidente D'Orsi per esprimergli tutta la nostra solidarietà», afferma il presidente del Cir­colo Enzo Camilleri, «ed essergli accanto nella battaglia a favore della realizzazione dell'aeropor­to agrigentino». Secondo CamilIeri «Non può questa nostra pro­vincia continuare_ ad avere un ruolo marginale nella vita econo­mica e sociale dell'intera Regione. La realizzazione di questo sca­lo aeroportuale potrà finalmen­te consentire rapidi scambi com­merciali ed una migliore ed age­vole intercomunicazione con il resto del Pese ed oltre»

LA SICILIA
   
Agricoltura, marcia su Palermo Il comparto agricolo agrigentino ha ma­nifestato nei giorni scarsi il proprio sta­to di agitazione invitando braccianti e imprenditori a svolgere un'azione sinda­cale di protesta e chiedere l'aiuto delle istituzioni. L'economia della provincia agrigentina é basata sulla piccola im­presa artigiana e sull'agricoltura: comu­ni come quelli di Canicatti', Licata, Palma di Montechiaro, Menfi,Naro, Racalmuto, Ribera, Sciacca e Sambuca di Sicilia, sono fondati sull'occupazione rurale ed ittica con una occupazione compresa fra il 30 e il 40% della popolazione.  Nei giorni scorsi le aziende agricole hanno denunciato lo stato di emergenza in cui riversano, in primis il costo per l'adeguamento alla qualità del prodotto per l'esportazione all'estero. Anche la manodopera é in sofferenza: un operaio guadagna in media 1.200 euro al mese. Gli agricoltori chiedono dunque che ven­ga utilizzato un Fondo di Solidarietà Na­zionale per le calamità e la stipula delle polizze agevolate, la conferma per il prossimo triennio della riduzione degli oneri previdenziali per aree montane svantaggiate, una maggiore trasparenza nel controllo dell'intera filiera, soprattut­to cerealicola, una indicazione del prez­zo all'origine e del prezzo finale di ven­dita dei prodotti agricoli con applicazione della Legge Regionale n. 17 del 2004, incentivazioni finanziarie per accorpamento e fusione di cooperative e cantine, favorendo le virtuose, prestiti decenna­li a tasso zero con compartecipazione re­gionale, promozione di investimenti aziendali e registrazione marchio DOC Sicilia nel settore della viticoltura. Infine una creazione della piattaforma provinciale per il comparto agricolo e concentrare l'offerta orientandola nei mercati della grande distribuzione orga­nizzata. Il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, il prefetto Umberto Postiglione e una delegazione della Confe­derazione agricola agrigentina si recheranno presto dal Governatore regionale Raffaele Lombardo, per intraprendere una strada comune in difesa dell'agricol­tura e dei lavoratori. "Se ciò non basterà andremo dal ministro dell'Agricoltura Zaia - dice l'imprenditore canicattinese Antonio Di Grigoli - non si può continua-re ad ignorare la grande importanza dell'agricoltura, vero motore di ripresa eco­nomica non solo del Mezzogiorno ma dell'intero Paese". Aggiunge Antonio Va­nadia: "E' doveroso sostenere la sacrosanta protesta dei rurali, poiché questa categoria di lavoratori è fra le più umiliate dalla politica dell'Unione europea".

SOLE 24 ORE
 
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Gran parte del milleproroghe è dedicato, direttamente o inditrettamente, alla «Pa».. Anzitutto sotto il profilo nelle Università. dei sindacati (per la quale va fatto riferimento ai dati certificati nel delle nuove regole per promozioni 2008-2009), la validità per il2010 delle graduatorie nelle assunzioni in amministrazioni soggette a limiti, lo slittamento e organici di vicequestori e ufficiali dei carabinieri, la conferma per il 2010 delle regole organizzativo: la rappresentatività per le assunzioni. Salvate anche le supplenze a scuola nel 2010-2011. Sugli enti nutili, invece, è stabilito che sono soppressi solo quelli con almeno 50 dipendenti. Rifinanziati anche molti enti, dall'Isfol al Formez.
 
«Pa». Una direttiva del ministro Brunetta indica i casi di operatività immediata
La class action prova a partire da subito
Le class action contro le pubbliche amministrazioni e i concessionari di servizi pubbli­ci possono partire subito, an­che senza aspettare i decreti del presidente del consiglio incari­cati di fissare gli «gli standard qualitativi ed economici» da ri­spettare e di valutare il loro «im­patto finanziario e amministra­tivo» nei vari settori.
L'accelerazione arriva dal ministero della Pubblica ammini­strazione, che nella direttiva 4/2010 firmata ieri da Renato Brunetta spiega che i motori si possono accendere subito. In particolare, il ministro offre il via libera alle azioni contro la violazione di termini fissati dalla legge, e a quelle che nascono dalla mancata adozione di rego­lamenti e di «atti amministrativi generali» dei quali la legge im­pone di dotarsi entro un termi­ne prefissato. I cardini, sul pri­mo punto, sono quelli fissati dalla legge 69/2009, che all'articolo 7 ha introdotto l'obbligo gene­rale per gli uffici pubblici di ri­spondere ai cittadini entro 30  giorni, salvo poi prevedere un ampio ventaglio di deroghe che dilatano i termini a 90 ciao gior­ni a seconda dei casi. Al di fuori dalla legge, possono invece rientrare nelle tipologie citate dalla Funzione pubblica gli atti legati a bandi o direttive che ab­biano una scadenza certa. Il presupposto è che in questi casi gli standard e i tempi da ri­spettare già esistono, e sono indicati da leggi o da autoregola­mentazioni, per cui non c'è moti­vo di aspettare i nuovi decreti. In questo modo, la direttiva firmata da Palazzo Vidoni sembra offrire campo libero a gran par-te delle class action pubbliche introdotte dal Dlgs 198/2009, perché dall'ambito indicato dalle istruzioni restano fuori in pratica solo le azioni collettive lega-te alla violazione degli obblighi qualitativi ed economici che saranno imposti ai concessionari di servizi pubblici dalle autorità di controllo dei diversi settori. Oltre ai termini di legge, la direttiva richiama infatti le carte dei servizi e gli altri provvedimenti analoghi in cui i gestori dei servizi pubblici fissano gli standard delle attività rivolte all'utenza e i livelli di qualità garantiti. Un panorama, quest'ultimo, destinato ad arricchirsi con l'attua­zione della riforma del pubblico impiego (Dlgs 150/2009), che all'articolo 28 ha previsto una se-rie di direttive, aggiornabili an­nualmente, con cui la presidenza del consiglio fisserà nuovi confini obbligatori per le «car­te», i criteri di misurazione della qualità dei servizi, le condizio­ni di tutela degli utenti e i casi in cui prevedere un rimborso auto­matico e forfetario.
Per aprire davvero le danze delle azioni collettive, però, è necessario che utenti e cittadini conoscano i propri diritti even­tualmente violati, e per questa ragione la direttiva impone una nuova serie di azioni di traspa­renza a uffici pubblici e conces­sionari di servizi. Tutte le pub­bliche amministrazioni, centra-li e locali, sono chiamate a pub­blicare sul sito internet istitu­zionale i «rispettivi standard qualitativi ed economici» at­tualmente in vigore, trasmet­tendoli anche alla commissio­ne per la valutazione introdotta dal Dlgs 150/2009. Procedure analoghe sono imposte anche ai concessionari di servizi pub-
blici, che dovranno catalogare, pubblicare su internet e inviare alla commissione gli obblighi e gli standard fissati dalle rispetti-ve carte dei servizi.
Il tutto, va ricordato, non porterà al rimborso dei gruppi di cittadini che usciranno vin­centi dalla class action, dal mo­mento che nel settore pubbli­co la procedura può sfociare al massimo nell'obbligo di riprendere il servizio interrotto. Il via libera alle azioni collettive può però costare parecchio ai dirigenti degli uffici coinvolti, perché chi guida un'ammini­strazione sconfitta da un'azio­ne collettiva non potrà ambire a un posto nella più alta delle fasce di merito previste dalla ri­forma del pubblico impiego, e dovrà quindi rinunciare in parte o in tutto alla propria retribuzione di risultato.

Agrigentoweb

Casteltermini, votata la solidarietà a D'Orsi 
Su proposta del consigliere comunale Lino Genuardi, capogruppo del M.P.A. al comune di Casteltermini, il consiglio comunale ha votato all'unanimità la solidarietà al presidente della provincia Eugenio D'orsi, per la battaglia che sta portando avanti per la realizazzione dell'aeroporto nella nostra provincia. Il consiglio comunale ha votato inoltre, sempre all'unanimità, la presa d'atto della mozione del comune di Campobello di Licata  circa la realizzazione dell'aeroporto nel territorio di Licata.
 
Infoarigento
 
UNA PROVINCIA SULL'ORLO DEL BARATRO: E LA COLPA E' DEI SOLITI NOTI 

Agrigento precipita sempre più nel sottosviluppo: naufragato il "sogno" dell'aeroporto, la provincia continua a "sprofondare" il tutti i sensi. E ha ragione il Presidente D'Orsi ad attaccare la classe politica. Di Pietro Fattori.  Diciamolo chiaramente: questa terra è destinata a trasformarsi in un deserto. Siamo arrivati alla frutta. La disoccupazione continua ad aumentare in maniera vertiginosa, i pochi giovani rimasti vivono delle elemosine di nonni e genitori, nessun progetto imprenditoriale serio (fatta qualche piccola eccezione) all'orizzonte. E naufragando definitivamente il progetto aeroporto, ogni ipotesi di sviluppo va a farsi benedire. Agrigento è la testimonianza diretta che al peggio non c'è mai fine. Quei pochi uomini di "buona volontà" che hanno ancora il coraggio di spendersi ed investire meditano una repentina fuga dalla città morta e marcia nelle sue stesse fondamenta. La situazione è ben più tragica di quanto i media (tutti) fanno comprendere: le risorse scarseggiano, entro qualche anno non avremo nemmeno l'opportunità di usufruire di fondi europei, entrando a pieno titolo nel quarto mondo. E la colpa non è certo dell'Europa che, anzi, ha messo i nostri "amministratori" nelle condizioni di poter creare sviluppo e superare la plurisecolare questione meridionale, cosi come sta avvenendo in altre regioni d'Europa, in Polonia, in Romania ed in altre zone dove si assiste a piccoli miracoli economici. La colpa, signori, è di questa vergognosa classe politica. La medesima che, avendo contezza della gravità della situazione, sta provvedendo in fretta e furia, e alle spalle dei cittadini, a salvaguardare i propri interessi personali, impiegando amici e parenti a destra e a manca, e assicurandosi in qualche modo i voti per poter continuare a calpestare i diritti del popolo siciliano negli anni a venire. Fino ad oggi, noi per primi, abbiamo cercato di spronare gli agrigentini, soprattutto i giovani, ad alzare la testa, a guardare avanti ed essere protagonisti di una nuova stagione all'insegna del riscatto sociale ed economico. Per come si stanno evolvendo le cose, il futuro di questa provincia appare definitivamente segnato. Nessuno riesce ad immaginare il turismo; nessuno riesce ad immaginare (e a concretizzare) progetti di sviluppo economico realistici; nessuno ha cercato di mettere le imprese nelle condizioni di investire e creare lavoro. Agrigento è terra di baroni, di pochi eletti che si spartiscono pane e pesci. Sono loro i colpevoli del disastro. Sono loro i responsabili del tracollo di un territorio, un tempo, tra i più ricchi al mondo. 
Vergogna.
Pietro Fattori 
 

Agrigentoflash

Anche Sgarbi sotto la tenda di D'Orsi
Il noto critico d'arte e sindaco dimissionario di Salemi, Vittorio Sgarbi, ha annunciato la sua visita ad Agrigento per lunedì 1 marzo, a sostegno della protesta del Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi. L'incontro si svolgerà alle 16 nello spazio antistante la tenda allestita in piazzale Aldo Moro dal Presidente D'Orsi. Per la stessa ora è prevista anche una conferenza stampa alla quale parteciperanno lo stesso Sgarbi, il Presidente D'Orsi e l'Assessore provinciale Giuseppe Arnone.
 
Nuova frenata di Vito Riggio
Con riferimento alle ipotesi di un aeroporto in provincia di Agrigento, e a seguito delle prese di posizione espresse in proposito da vari rappresentanti di istituzioni locali siciliane, il presidente dell'Ente Vito Riggio, ha scritto stamattina una lettera al presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo. Nella missiva Riggio ricorda che "in base ad accordi informali con la Provincia di Agrigento, l'Enac ha invitato le proprie strutture di vagliare un'ipotesi progettuale per un'infrastruttura aeroportuale in quell'area, tecnicamente idonea e congrua sotto il profilo aeronautico, fatte salve ovviamente le competenze dell'Enav, azienda nazionale per l'assistenza al volo. A seguito di questo esame, è stata elaborata una relazione da parte della Direzione Centrale Regolazione Aeroporti dell'Enac, guidata dall'ingegner Cardi, relazione poi trasmessa ai competenti uffici del ministero per le Infrastrutture e per i Trasporti per le valutazioni di propria competenza". Riggio ricorda, in proposito, che "la legge vigente affida al ministero per le Infrastrutture e per i Trasporti, d'intesa con i presidenti delle Regioni interessate, la decisione sulla localizzazione di nuovi aeroporti. Per quanto di competenza dell'Enac, l'ipotesi di un aeroporto ad Agrigento può riferirsi ad un'infrastruttura di volo di lunghezza massima pari a 1.500 metri e una capacità pari a 200.000 passeggeri annui. Tali parametri non concedono al progettato aeroporto sostenibilità e autosufficienza economica". Pertanto Riggio, come già aveva sottolineato il 9 ottobre scorso, chiede alla Regione Siciliana e alla Provincia di Agrigento "di indicare in modo chiaro e inequivocabile con quali fondi intendono assicurare la copertura finanziaria per il progetto in questione". Riggio conclude la sua lettera esprimendo l'auspicio che "si ponga fine allo stillicidio di vacue dichiarazioni sul tema, ove egli viene, del tutto ingiustamente, indicato come nemico della cittadinanza agrigentina. Piuttosto il presidente dell'Enac si attende di vedere rispettate da tutti i soggetti in causa le sue competenze e la sua professionalità".
 
Aeroporto, Adragna:"Riggio verrà ad Agrigento"
Intensa e frenetica l'attività politica portata avanti in questi giorni dal senatore Benedetto Adragna in favore della vicenda che riguarda l'aeroporto di Agrigento.
Dopo aver presentato nei giorni scorsi un'interrogazione urgente al Ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli il senatore agrigentino ha incontrato il presidente dell'Enac, Vito Riggio. "Con Riggio - dichiara Adragna - ho avuto modo di chiarire tutte le questioni che in questi giorni si stanno dibattendo ad Agrigento soprattutto con riferimento a ruoli e responsabilità di tutti gli attori coinvolti in questa vicenda. Lo stesso Riggio - prosegue il Senatore del Pd - mi ha assicurato che nei prossimi giorni sarà ad Agrigento per chiarire, spero definitivamente, in un'apposita conferenza stampa i compiti ed i doveri dell'Enac in merito alla realizzazione delle infrastrutture aeroportuali in Italia. Mi auguro - conclude Adragna - che si possa fare conclusivamente chiarezza su una vicenda che, sino ad oggi, ha messo a dura prova la pazienza degli agrigentini". Il Sen. Adragna ha assicurato al Presidente Riggio che, entro la fine della prossima settimana provvederà all'organizzazione dell'incontro con la stampa alla presenza di tutte le istituzioni coinvolte.

Sicilia 24h

Aeroporto, scende in campo Vittorio Sgarbi
Il presidente della provincia Eugenio D'Orsi, in prima linea, da una decina di giorni, nella battaglia pro aeroporto, incassa l'appoggio di Vittorio Sgarbi. Il noto critico d'arte e sindaco di Salemi, sarà lunedì ad Agrigento a sostegno della clamorosa protesta del presidente della Provincia che, come si sa, ha trasferito il suo Ufficio nella tenda allestita davanti la sede dell'Ente. La visita di Sgarbi potrebbe rappresentare l'occasione giusta per far conoscere oltre i confini regionali la questione aeroporto di Agrigento dopo le polemiche seguite alla scarso interesse manifestato, in questi giorni, dai media nazionali alla protesta. L'incontro è previsto per le 16 nello spazio antistante la tenda allestita in piazzale Aldo Moro dal presidente D'Orsi. Per la stessa ora è in programma anche una conferenza stampa alla quale parteciperanno lo stesso Sgarbi, il presidente D'Orsi e l'assessore provinciale Giuseppe Arnone.
 
Agrigentonotizie

Ato rifiuti, l'assemblea mette Francesco Truglio alla porta
di Silvio Schembri
L'assemblea dell'Ato rifiuti Ag2 ha chiesto le dimissioni di Francesco Truglio, l'amministratore unico della Gesa, il raggruppamento d'imprese che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti nell'Ambito territoriale "Agrigento 2", ovvero in 19 comuni della provincia. La decisione sarebbe stata presa nel primo pomeriggio di oggi dal presidente della Provincia regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi e dal sindaco di Agrigento Marco Zambuto. Le motivazioni saranno spiegate domattina nel corso di una conferenza stampa.
 
Vittorio Sgarbi ad Agrigento a favore dell'aeroporto
Il noto critico d'arte Vittorio Sgarbi ha annunciato la sua visita ad Agrigento per lunedì 1 marzo, a sostegno della protesta del presidente della Provincia Eugenio D'Orsi. L'incontro si svolgerà alle 16 nello spazio antistante la tenda allestita in piazzale Aldo Moro. Per la stessa ora è prevista anche una conferenza stampa alla quale parteciperanno lo stesso Sgarbi, il presidente D'Orsi e l'assessore provinciale Giuseppe Arnone.
 
Comunicalo.it
 
Il Popolo di facebook al fianco del Presidente D'Orsi
Non poteva certo mancare la solidarietà del popolo agrigentino su Facebook al presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, da una settimana "rifugiato" in tenda per protesta contro il "no" dell'Enac all'aeroporto agrigentino individuato a Licata.
Ha già riunito 3550 fans il gruppo Facebook "Sosteniamo il presidente D'Orsi per l'aeroporto" fondato da Francesco Schembri e amministrato da Giuseppe Morgana, Giusy Gammacurta, Antonio Marchetta, Luca Spataro. "E' un gruppo - spiegano - a sostegno della forma di protesta del presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D'Orsi, che da giorni dimora e svolge le sue funzioni istituzionali in tenda per la realizzazione dell'aeroporto ad Agrigento".
In pochi giorni hanno già aderito in molti, gli iscritti al gruppo continuano a crescere di ora in ora. Ci sono giovani studenti e lavoratori, disoccupati, politici, giornalisti, uomini di cultura e di spettacolo, professionisti, imprenditori, a condividere la protesta di D'Orsi. Tutti insieme per reclamare il diritto ad avere un aeroporto.
"La crescita di questo gruppo - commenta Luca Spataro - dimostra l'unanimità della volontà degli agrigentini di tutta la provincia nella battaglia pro aeroporto e alla consapevolezza del benessere che questo potrebbe portare".
"Nel nostro piccolo - posta Angelo Bonsignore  - ognuno di noi può contribuire alla lotta portata avanti dal nostro presidente D'Orsi, non saremo certo noi a cambiare le cose, ma almeno possiamo dar voce a nome di tutti quelli che sperano finalmente nella realizzazione dell'aeroporto nella nostra provincia. Presidente siamo con lei". "Finalmente qualcuno si muove, ce la faremo, grazie presidente", scrive Maria Cardella.
"E' necessario un sussulto di orgoglio generale - scrive Antonio Marchetta - un grande moto di ribellione di tutti quanti, forza presidente D'Orsi, siamo tutti con te". "Voglio sollecitare un po' tutti - ricorda Francesco Schembri  - ad apporre la firma pro-aeroporto presso lo stand sito in Piazzale Aldo Moro nei pressi della tenda presidenziale".

 

27 febbraio 10

GIORNALE DI SICILIA
 
Giovedì Lombardo presenta i bandi delle nove province
Agrigento per un giorno al centro dell'atten­zione perla presentazione di tutti i bandi regionali Pisu e Pist che sono stati finalmente pubblicati dal-la Regione Siciliani. Giovedì pomeriggio alle 15 nel foyer del Teatro «Luigi Pirandello», il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, l'asses­sore alla programmazione Michele Cimino, il sin­daco Marco Zambuto e il presidente della Provin­cia Eugenio D'Orsi, insieme al capo dellaprogram­mazione della regione Bonanno, presenteranno i bandi per i finanziamenti comunitari per tutti gli assi, dal turismo alle opere pubbliche alla cultura e altro. Con loro altri sindaci dei comuni interessati e i presidenti delle Province regionali siciliane. «È un'occasione importante per Agrigento - di-ce il sindaco Zambuto - perchè il nostro è un terri­torio che come e forse più degli altri. necessita di fondi e di finanziamenti». ('AMM')
 
LA SICILIA
 
Agricoltori delusi da Buffardeci
(c.v.) Una delegazione di agricoltori canicatti­nesi é stata ricevuta dall'assessore regionale Titti Bufardeci. L'incontro, é stato convocato su iniziativa del prefetto Umberto Postiglione dopo che lo stesso era intervenuto martedì scorso ai lavori del Consiglio provinciale di Agrigento. Da lì é scaturito l'incontro con l'as­s`essore regionale all'agricoltura. Se da un lato l'assessore si è impegnato a potenziare i con­trolli nei porti attraverso la formazione di 200 nuovi ispettori, all'istituzione di un numero verde contro le frodi agroalimentari e a mag­giori controlli sul prezzo dei carburanti per uso irriguo, gli agricoltori hanno fatto notare all'assessore che il prezzo cambia da un pae­se all'altro. Gli agricoltori, inoltre, hanno ri­marcato l'impossibilità di accedere ai bandi in quanto per la grave crisi sono insolventi con le banche e anche con l'Inps, di conseguenza sprovvisti del «pass» indispensabile per fare le richieste. Bufardeci ha spiegato anche di ave-re firmato la delibera per l'aiuto disaccoppia­to per vigneti da mosto, che significa per gli agricoltori un aiuto diretto di circa 360 euro per ettaro a partire dalla prossima campa­gna. Ma la cosa più importante di tutte, e cioé la dichiarazione dello stato di crisi, rimane in alto mare. Infatti é ancora tutto impantanato a Bruxelles in attesa che l'Italia dimostri che gli agricoltori abbiano subito un danno medio negli ultimi 3 anni del 30% (legge Alemanno). Ed é per questo motivo che gli agricoltori non sono per niente soddisfatti ed hanno annunciato l'intensificazione della lotta.
 
Lavori appaltati non consegnati
Istituti Marconi e Livatino: niente nuova sede, la Provincia non può sforare nella spesa
Gli studenti dell'Istituto professionale Guglielmo Marconi" e quelli dell'Agrario Rosario Livatino di Canicattì do­vranno attendere ancora per avere una nuova sede. La Provincia, infatti, nonostante la gara d'appalto sia stata espletata ormai da tempo non ha consegnato i lavori per problemi che riguardano il patto di stabilità dell'ente che deve finanziare la somma necessaria alla realizzazione delle opere. L'importo complessivo della gara era stato di circa 8 milioni di euro. Il nuovo istituto che in un primo momento doveva essere consegnato entro il 2010 verrà realizzato in contrada Carlino e sarà composto da 25 aule, più aule speciali e laboratori per gli studenti oltre agli uffici per il personale scolastico e per i docenti. Comples­sivamente la nuova scuola potrà contenere oltre 500 studenti. Attualmente gli studenti del Marconi sono siste­mati in alcuni magazzini che si trovano nel complesso «Pantalena» di proprietà del comune di Canicattì al qua-le viene versato l'affitto. Si tratta di una sistemazione molto precaria poiché i magazzini sono bui, strutturalmente carenti e non permettono di svolgere regolarmente le lezioni. Inoltre gli spazi dove sono sistemate le aule ed i laboratori sono molto esigui. Anche gli alunni del professionale per l'Agricoltura, intitolato al giudice Rosario Livatino, hanno sofferto non pochi disagi a causa del-la carenza di aule. Attualmente la scuola è ubicata in una vecchia struttura sanitaria ma non è sicuramente idonea alle esigenze degli studenti che la frequentano. Si tratta di ambienti in pessime condizioni logistiche dovute a lo-cali frammentati, senza unitaria continuità, con presen­za di dislivelli interni ed ambienti sotterranei parzial­mente privi di adeguata luce naturale ed aerazione. Il professionale é balzato agli onori della cronaca naziona­le qualche anno addietro perché da una indagine condot­ta da «Cittadinanzattiva» é risultato tra gli istituti più in-sicuri di tutta Italia. Un caso che fece molto discutere e venne ripreso dai media nazionali che diedero una foto-grafia non certo bella della scuola canicattinese. Seguiro­no una serie di scioperi che coinvolsero studenti, docen­ti e personale ma ad oggi la situazione é sempre la stessa.
CARMELO VELLA

 
AEROPORTO, SOLIDARIETA' A D'ORSI
Riceviamo e pubblichiamo due lettere di una agrigentina e del presidente del consorzio Valle dei Templi, solidali e sostenitri­ci del presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D'Or­si, nell'ambito della vicenda per l'aeroporto.
Gentilissimo presidente Eugenio D'Orsi, tante parole non sempre rendono interessanti i discorsi, a volte unasola pa­rola racchiude un profondo significato: Grazie! Grazie: per il coraggio e la determinazione con cui sta lottando per il be­ne della nostra città. Grazie: per l'umiltà che ha sempre di-mostrato nonostante il suo importante ruolo. Grazie: per l'umanità che muove il suo agire in ogni campo, sociale e professionale. Grazie: per aver dimostrato un alto senso morale e valori tradizionali. Soprattutto in questo Momen­to difficile, sento il bisogno di esprimere il mio sostegno e quello di tanti altri e farle "toccare con mano'' l'affetto e la profonda stima che nutriamo nei suoi confronti. Spero che queste poche righe possano trasmettere la forza e lo stimo-lo per continuare la sua "battaglia" che é soprattutto la bat­taglia di tutti noi! A nome mio e di tutti coloro che là sosten gono: grazie di cuore signor presidente.
ILENIA VIRONE

"Domani anche noi nella tenda".
Ancora una volta, purtroppo, per la nostra terra e per le ipotesi di sviluppo del nostro territorio dall'alto vengono posti veti visibilmente immotivati seppur apparentemente giustificati da pseu­do note tecniche. Ancora una volta non il territorio ma chi sta a Roma, e con il quasi totale silenzio dei nostti parlamentari, deve decidere cosa bisigna realizzare nel nostro territorio e come bisogna avviare ipotesi di insediamenti, legati all'industria chimica pesante, che certamente arric­chiranno non il nostro territorio ma chi gestirà tali impian­ti a danno dell'economia locale. E' il momento di alzare la testa e dire basta a questa miope attività di sfruttamento indiscriminato della nostra terra senza pensare alle reali potenzialità di sviluppo che può arrivare attraverso il tu­rismo. Ed é per questo motivo che il Consorzio turistico Valle dei Templi esprime solidarietà e vicinanza all'azio­ne di civile protesta messa in atto dal Presidente della Pro­vincia Eugenio D'Orsi. Il CDA del Consorzio, a tal Proposi­to, ha deciso di convocare ed effettuare il prossimo Con­siglio di Amministrazione in tenda, alla presenza del Presidente della Provincia prof. Eugenio D'Orsi, per oggi alle ore 10 con unico punto all'ordine del giorno: ipotesi di svi­luppo dell'economia turistica agrigentina con la costruzione dell'aeroporto.
 
L'Istituto Toscanini sbarca ad Agrigento
(RIBERA. e.m.) L'istituto superiore di studi musicali Toscanini realizzerà dei corsi musicali ad Agrigento che tra breve potrebbe avere anche una sezione decentrata accreditata dal ministero dell'Università e della Ricerca. E' stato raggiunto in tal senso un accordo ed é stato sottoscritto un protocollo di intesa tra il direttore, Claudio Montesano (nella foto), e la società Il Sestante per dare vita, sotto la sovrintendenza didattica del Toscanini, breve a dei corsi di musica di natura presso il Club Village di Agrigento, in conformità ai requisiti idonei di legge per attività culturali e di formazione. L'obiettivo finale resta quello di avviare la programmazione e la realizzazione di una sede distaccata dell'istituto Toscanini ad Agrigento. L'istituzione dell'alta formazione musicale del territorio costituisce punto prioritario di riferimento quale  pold d'eccellenza nell'ambito della formazione musicale e per esercitare intese e convenzioni con altri soggetti pubblici e privati. Sarà l'istituto riberesé, che dipende dalla provincia Regionale di Agrigento, a designare i docenti, a curare l'andamento didattico dei corsi, a selezionare gli studenti meritevoli per attività di produzione e borse di studio. «I corsi di musica ad Agrigento - dice il direttore Montesano - saranno curati dal Toscanini che si occuperà dei livelli di qualità del servizio. L'iniziativa vuole offrire ai cittadini agrigentini e dei centri vicini un servizio di formazione musicale».

Agrigentoweb
 
Aeroporto, D'Orsi incontra Capodicasa e Di Benedetto
Scritto da Angelo Gelo | 27 feb 2010 - 15:06 |
Il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, prosegue la sua "solitaria" battaglia (in termini politici) per ottenere l'autorizzazione a realizzare l'aeroporto di Piano Romano.
Mentre in prossimità della tenda sistemata in Piazzale Aldo Moro prosegue la raccolta di firme, ne sarebbero state raccolte circa 12mila in città, mentre altri punti di raccolta sono stati organizzati in altri comuni, come Licata e Palma di Montechiaro, D'Orsi ha ricevuto questa mattina gli onorevoli Capodicasa e Di Benedetto che hanno voluto conoscere dalla viva voce del Presidente le sue richieste non nascondendo alcuni dubbi sulla fattività dell'opera.
"In un mese con una conferenza di servizi tra Regione, Provincia e Comuni, potremmo passare alla seconda fase, quella esecutiva, a prescindere dalle autorizzazioni del ministero" ha detto D'Orsi.
Per fare ciò è necessaria la volontà del Governo Regionale di sostenerlo da un punto di vista economico.
Oltre i 30 milioni già stanziati, secondo D'Orsi, alla Regione l'aeroporto di Agrigento graverebbe non più di uno-due milioni di euro l'anno per la gestione.
A fronte  di quanto sostenuto da Capodicasa, secondo il quale ne servirebbero non meno di 4-5, D'Orsi ha replicato garantendo uno sforzo della Provincia di Agrigento, risparmiando 1,4 milioni di euro dall'Università (alla quale si continuerebbero a garantire i 700 mila stabiliti per Statuto), 1,1 milioni di euro dal "Toscanini" che da quest'anno diventa ente autonomo, e potendo contare sull'aiuto di diverse compagnie aeree.
"Le risorse pubbliche per gestirlo ci sono, fermo restando che molti privati sono interessati alla struttura" ha detto D'Orsi. "Air Malta è disponibile a sottoscrivere un protocollo d'intesa con la Provincia assumendosi la responsabilità della gestione dell'aeroporto.
In questo momento di fibrillazione, anche una compagnia turca ed una spagnola si sono fatte avanti".
Capodicasa sottolinea come, secondo Riggio il flusso di traffico principale, sarebbe concentrato su Catania e Palermo.
"I dubbi di Riggio sui flussi di traffico dello scalo agrigentino, erano gli stessi espressi per Trapani", ribatte prontamente D'Orsi. "Trapani - prosegue - è letteralmente esploso grazie agli accordi con Ryanair, con oltre un milione e duecento mila passeggeri l'anno. Lo stesso Riggio è rimasto esterrefatto. Come si può pensare di aprire una farmacia e pensare di avere 10-15 clienti? Nemmeno fosse un profeta. Mi pare assurdo che ciò non possa ripetersi anche per Agrigento visti anche i contatti con Malta e Tunisia".
Di Benedetto rappresenta che alcuni dubbi sono dati dalla capacità di trasporto degli aerei che potrebbero atterrare.
"La pista - replica D'Orsi - permetterebbe l'atterraggio di ATR 70 con capacità di 80 passeggeri a volo. Non vogliamo diventare come Fiumicino. Poi - aggiunge D'Orsi rivolgendosi a Capodicasa - l'aeroporto di Foggia ha un traffico di 22mila passeggeri l'anno, Viterbo, a 50 chilometri da Fiumicino, ha il suo aeroporto".
Sulla quanto espresso in un documento dalla commissione trasporti della Camera D'Orsi precisa: "Il documento è pesante quando parla di oneri a carico dello Stato, non posso credere che noi non abbiamo un deputato che presenti un emendamento dove si dica che rinunciamo agli aiuti dello Stato. Tutti gli scogli sono stati superati - prosegue il presidente della Provincia - qui si tratta di avere la volontà politica di farlo, e questa volontà deve essere quella dei governanti.
Abbiamo soltanto avuto un rigurgito, quello del Senatore Adragna che ha presentato un'interrogazione, poi il silenzio assoluto. Io per primo dico che Lombardo dovrebbe essere qua, forse per il momento pensa ad Ognina, ma dovrebbe anche pensare ad Agrigento. Lo dico con molta serenità.
Sto facendo una battaglia perché ci credo. Non è possibile: il rigassificatore ce lo portano, la centrale nucleare la portano senza che nessuno batta ciglio e noi non possiamo fare un aeroporto perché Riggio non vuole?"
Al termine dell'incontro Capodicasa si è impegnato a presentare una risoluzione da votare in commissione. Vedremo che è favorevole e chi non lo è.
"Un aeroporto nella nostra zona significherebbe dare una grossa mano al turismo" ha detto Capodicasa che ha riscosso il "grazie anticipato" di D'Orsi.  "Non è la prima volta che manifestate la vostra vicinanza - ha concluso il Presidente - abbiamo un agrigentino assessore alle infrastrutture, altri due al territorio e al bilancio, mi sembrerebbe uno schiaffo non riuscire ad ottenere questa struttura vitale per la Provincia".

 
Infoagrigento
 
D'Orsi e Pendolino: "l'aeroporto è necessario" 
sabato 27 febbraio 2010

Incontro "in tenda" tra il Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ed i componenti del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Turistico "Valle dei Templi": unanime la volontà di realizzare lo scalo aeroportuale. "L'aeroporto per la nostra provincia è una priorità" . A sostenerlo è il Presidente del consorzio Valle dei Templi di Agrigento, Gaetano Pendolino, secondo il quale ulteriori incertezze o ritardi sono incomprensibili, oltreché dannose per un territorio e un settore che attraversano una grave crisi. "Il Consorzio - ha detto Pendolino al Presidente D'Orsi ritiene che la filiera turistica e il relativo indotto abbiano bisogno di questa importante struttura, e se vogliamo che il turismo garantisca davvero lo sviluppo economico del nostro territorio dobbiamo avere il coraggio di alzare la voce".  Il Presidente D'Orsi, dal canto suo, riassumendo le ultime notizie e le perplessità espresse ancora una volta dal Presidente dell'Enac sulla sostenibilità dell'aeroporto, ha ribadito che i fondi per la costruzione esistono e che per la gestione non sarà richiesto alcuni intervento dello Stato. "Sono diverse - ha detto il Presidente della Provincia - le compagnie straniere disposte ad investire sull'aeroporto a Licata per cui continuo a non capire l'insistenza con cui si tira fuori la storia della insostenibilità dei costi di gestione, per i quali, lo ribadisco, non chiederemo un centesimo allo Stato. Faccio presente che costruire un aeroporto a Licata costa quanto tre chilometri di autostrada, un dato reale che si commenta da solo". Eugenio D'Orsi ha, altresì incontrato il deputato nazionale Angelo Capodicasa e il reputato regionale Giacomo Di Benedetto, del PD, che hanno confermato l'appoggio al progetto". "In particolare Capodicasa chiederà una risoluzione in commissione Trasporti su questa vicenda. La risoluzione verrà, tra l'altra, messa ai voti - ha aggiunto l'on. Capodicasa - e quindi sarà chiaro a quel punto quali deputati o forze politiche vogliono realmente che Agrigento abbia finalmente il suo aeroporto". 
 
Grandangolo
 
Aeroporto. Riggio scrive a Lombardo 
Sabato 27 Febbraio 2010 17:09
Il presidente dell'Enac Vito Riggio, ha scritto una lettera al presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo in relazione alla vicenda dell'aeroporto in provincia di Agrigento, e a seguito delle prese di posizione espresse in proposito da vari rappresentanti di istituzioni locali siciliane. Nella missiva Riggio ricorda che "in base ad accordi informali con la Provincia di Agrigento, l'Enac ha invitato le proprie strutture di vagliare un'ipotesi progettuale per un'infrastruttura aeroportuale in quell'area, tec nicamente idonea e congrua sotto il profilo aeronautico, fatte salve ovviamente le competenze dell'Enav, azienda nazionale per l'assistenza al volo. A seguito di questo esame, è stata elaborata una relazione da parte della Direzione centrale regolazione aeroporti dell'Enac, guidata dall'ingegner Cardi, relazione poi trasmessa ai competenti uffici del ministero per le Infrastrutture e per i Trasporti per le valutazioni di propria competenza". Riggio ricorda, in proposito, che "la legge vigente affida al ministero per le Infrastrutture e per i Trasporti, d'intesa con i presidenti delle Regioni interessate, la decisione sulla localizzazione di nuovi aeroporti. Per quanto di competenza dell'Enac, l'ipotesi di un aeroporto ad Agrigento può riferirsi ad un'infrastruttura di volo di lunghezza massima pari a 1.500 metri e una capacità pari a 200.000 passeggeri annui. Tali parametri non concedono al progettato aeroporto sostenibilità e autosufficienza economica". Pertanto Riggio, come già aveva sottolineato il 9 ottobre scorso, chiede alla Regione Siciliana e alla Provincia di Agrigento "di indicare in modo chiaro e inequivocabile con quali fondi intendono assicurare la copertura finanziaria per il progetto in questione". Riggio conclude la sua lettera esprimendo l'auspicio che "si ponga fine allo stillicidio di vacue dichiarazioni sul tema, ove egli viene, del tutto ingiustamente, indicato come nemico della cittadinanza agrigentina. Piuttosto il presidente dell'Enac si attende di vedere rispettate da tutti i soggetti in causa le sue competenze e la sua professionalità". Intanto, Il noto critico d'arte e sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi ha annunciato la sua visita ad Agrigento per lunedì 1 marzo, a sostegno della protesta del presidente della provincia Eugenio D'Orsi. L'incontro si svolgerà alle 16 nello spazio antistante la tenda allestita in piazzale Aldo Moro. Per la stessa ora è prevista anche una conferenza stampa alla quale parteciperanno lo stesso Sgarbi, il presidente D'Orsi e l'assessore provinciale Giuseppe Arnone. 
 

Aeroporto: D'Orsi incontra Capodicasa           
Sabato 27 Febbraio 2010 17:26
Il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ha incontrato questa mattina nella tenda allestita in piazzale Moro i componenti del Consiglio di amministrazione del Consorzio turistico "Valle dei templi" di Agrigento. Il presidente del Consorzio Gaetano Pendolino ha espresso la piena solidarietà e l'appoggio incondizionato alla forte protesta che da diversi giorni D'Orsi sta portando avanti per sollecitare l'approvazione del progetto di costruzione dell'aeroporto a Licata. "L'aeroporto per la nostra provincia è una priorità" ha detto Pendolino "ed ulteriori incertezze o ritardi sono incomprensibili, oltreché dannose per un territorio e un settore che attraversano una grave crisi. Il Consorzio ritiene che la filiera turistica e il relativo indotto abbiano bisogno di questa importante struttura, e se vogliamo che il turismo garantisca davvero lo sviluppo economico del nostro territorio dobbiamo avere il coraggio di alzare la voce e sostenere le ragioni del Presidente D'Orsi". Il presidente D'Orsi, riassumendo le ultime notizie e le perplessità espresse ancora una volta dal Presidente dell'Enac sulla sostenibilità dell'aeroporto, ha ribadito che i fondi per la costruzione esistono e che per la gestione non sarà richiesto alcuni intervento dello Stato. "Come ho più volte detto, sono diverse le compagnie straniere disposte ad investire sull'aeroporto a Licata" ha detto D'Orsi "per cui continuo a non capire l'insistenza con cui si tira fuori la storia della insostenibilità dei costi di gestione, per i quali, lo ribadisco, non chiederemo un centesimo allo Stato. Faccio presente che costruire un aeroporto a Licata costa quanto tre chilometri di autostrada, un dato reale che si commenta da solo".  Prima dell'incontro con il CdA del Consorzio Turistico, il presidente ha avuto un colloquio con il deputato nazionale Angelo Capodicasa e il reputato regionale Giacomo Di Benedetto, del PD, che hanno confermato l'appoggio al progetto. In particolare Capodicasa chiederà una risoluzione in commissione Trasporti su questa vicenda. La risoluzione verrà, tra l'altra, messa ai voti - ha aggiunto l'on. Capodicasa - e quindi sarà chiaro a quel punto quali deputati o forze politiche vogliono realmente che Agrigento abbia finalmente il suo aeroporto". Pieno sostegno alla protesta del presidente D'Orsi è stato espresso, infine, dal Presidente dell'organizzazione ambientalista "Fareambiente", on. Nicolò Nicolosi, per il quale una struttura come quella di Licata riuscirà a garantire presenze turistiche in provincia a costi di costruzione e gestione contenuti, con un impatto minimo sull'ambiente rispetto ad altre strutture.

Agrigentooggi

Il Presidente D'Orsi incontra il CdA del Consorzio Turistico Valle dei Templi
27 febbraio 2010
Il Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ha incontrato questa mattina nella tenda allestita in piazzale Moro i componenti del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Turistico "Valle dei Templi" di Agrigento. Il Presidente del Consorzio Gaetano Pendolino ha espresso la piena solidarietà e l'appoggio incondizionato alla forte protesta che da diversi giorni D'Orsi sta portando avanti per sollecitare l'approvazione del progetto di costruzione dell'aeroporto a Licata. "L'aeroporto per la nostra provincia è una priorità" ha detto Pendolino "ed ulteriori incertezze o ritardi sono incomprensibili, oltreché dannose per un territorio e un settore che attraversano una grave crisi. Il Consorzio ritiene che la filiera turistica e il relativo indotto abbiano bisogno di questa importante struttura, e se vogliamo che il turismo garantisca davvero lo sviluppo economico del nostro territorio dobbiamo avere il coraggio di alzare la voce e sostenere le ragioni del Presidente D'Orsi". Il Presidente D'Orsi, riassumendo le ultime notizie e le perplessità espresse ancora una volta dal Presidente dell'Enac sulla sostenibilità dell'aeroporto, ha ribadito che i fondi per la costruzione esistono e che per la gestione non sarà richiesto alcuni intervento dello Stato. "Come ho più volte detto, sono diverse le compagnie straniere disposte ad investire sull'aeroporto a Licata" ha detto D'Orsi "per cui continuo a non capire l'insistenza con cui si tira fuori la storia della insostenibilità dei costi di gestione, per i quali, lo ribadisco, non chiederemo un centesimo allo Stato. Faccio presente che costruire un aeroporto a Licata costa quanto tre chilometri di autostrada, un dato reale che si commenta da solo". Prima dell'incontro con il CdA del Consorzio Turistico, il Presidente ha avuto un colloquio con il deputato nazionale Angelo Capodicasa e il reputato regionale Giacomo Di Benedetto, del PD, che hanno confermato l'appoggio al progetto. In particolare Capodicasa chiederà una risoluzione in commissione Trasporti su questa vicenda. La risoluzione verrà, tra l'altra, messa ai voti - ha aggiunto l'on. Capodicasa - e quindi sarà chiaro a quel punto quali deputati o forze politiche vogliono realmente che Agrigento abbia finalmente il suo aeroporto". Pieno sostegno alla protesta del Presidente D'Orsi è stato espresso, infine, dal Presidente dell'organizzazione ambientalista "Fareambiente", on. Nicolò Nicolosi, per il quale una struttura come quella di Licata riuscirà a garantire presenze turistiche in provincia a costi di costruzione e gestione contenuti, con un impatto minimo sull'ambiente rispetto ad altre strutture.





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