
GIORNALE DI SICILIA
TRASPORTI. Lettera di Vito Riggio alla Regione
Aeroporto deciderà Lombardo
Aeroporto, nuovo capitolo di quest' ingarbugliato romanzo d'annata. Ieri i presidente dell'Enac, Vito Riggio, ha inoltrato una lettera alla Regione. Scrive due cose fondamentali: la prima è che ad Agrigento può esistere solo un tipo di aeroporto con una pista di 1500 metri, dunque con caratteristiche «regionali», la seconda è (ed è collegata alla prima) che avendo questa tipologia - nella più rosea delle previsioni - può al massimo contare 200 mila passeggeri l'anno. Dunque economicamente è un investimento in perdita già in partenza. Dunque secondo buon senso non si dovrebbe o potrebbe fare. Ma è d'obbligo il condizionale, perchè una soluzione è possibile: difficile, travagliata, dispendiosa. Ma c'è. «Basta che la Regione e la Provincia - dice Riggio - dicano a chiare lettere in che modo intendono provvedere alla costruzione ma sopratutto alla gestione dello scalo. Se accettano di addossarsi le spese non c'è problema, ed il ministero avrà modo di dare il via libera. Ma senza soldi, previsti in Finanziaria o in una legge, non si va da nessuna parte»: Detto fatto. Riggio parla con cuore il gola. Lui è originario di Agrigento. Non gli vanno proprio giù le ridda di voci che lo indicano «ingiustamente, come nemico della cittadinanza agrigentina. Piuttosto mi attendo di vedere rispettate da tutti i soggetti in causa la mia competenza e la professionalità».
Per questo - costi quel che costi - mette nero su bianco, con lealtà. E con lealtà insiste col dire che la scelta della Regione non sarà facile. Non solo per una questione di soldi. C'è da fare una scelta di fondo. «L'aeroporto di Gela è già pronto ed il progetto è finito - dice il presidente Riggio-, e lo scalo è tutto opera di privati. Lombardo deve decidere: in meno di 40 chilometri non possono esistere due aeroporti, ed i privati andranno via se adue passi sanno che sarà realizata un'altra pista. Occorrerà, inevitabilmente, scegliere. Gela o Licata? Questa decisione, inevitabilmente, spetta solo a Lombardo».
Nella missiva al presidente della Regione, Riggio fa una cronistoria. Ricorda che «in base ad accordi informali con la Provincia di Agrigento, l'Enac ha invitato le proprie strutture di vagliare un'ipotesi progettuale per un'infrastruttura aeroportuale in quell'area, tecnicamente idonea e congrua sotto il profilo aeronautico, fatte salve ovviamente le competenze dell' Enav, azienda nazionale per l'assistenza al volo. A seguito di questo esame, è stata elaborata una relazione da parte della Direzione Centrale Regolazione Aeroporti dell' Enac, guidata dall'ingegner Cardi, relazione poi trasmessa ai competenti uffici del ministero per le Infrastrutture e per i Trasporti per le valutazioni di propria competenza». Riggio ricorda, in proposito, che «la legge vigente affida al ministero per le Infrastrutture e per i Trasporti, d'intesa con i presidenti delle Regioni interessate, la decisione sulla localizzazione di nuovi aeroporti. Per quanto di competenza dell'Enac, l'ipotesi di un aeroporto ad Agrigento può riferirsi ad un'infrastruttura di volo di lunghezza massima pari a 1.500 metri e una capacità pari a 200.000 passeggeri annui».
«Tali parametri non concedono al progettato aeroporto sostenibilità e autosufficienza economica», ed ecco perchè Riggio chiede alla Regione Siciliana e alla Provincia di Agrigento «di indicare in modo chiaro e inequivocabile con quali fondi intendono assicurare la copertura finanziaria per il progetto in questione».
D'Orsi che considera la presa di posizione «un passo avanti», intanto, raccoglie nuovi attestati di solidarietà. Ieri ha ha incontrato, nella tenda allestita in piazzale Moro, i componenti del Consiglio di amministrazione del Consorzio Turistico »Valle dei Templi» di Agrigento. Per domani è previsto l'arrivo del critico d'arte e sindaco dimissionario di Salemi, Vittorio Sgarbi. L'incontro si svolgerà alle ore 16 nello spazio antistante la tenda allestita dal presidente D'Orsi.
(`AB')
Inaugurazione Museo Mediterraneo - Mifsud a Bruxelles
Il Presidente del Polo Universitario della Provincia di Agrigento Joseph Mifsud in qualità di socio fondatore della Fondazione «Zefiro per l'Europa del Mediterraneo» ha partecipato a Bruxelles alla inaugurazione del Centro Muscuro, il primo europeo per il Mediterraneo. Si tratta di una iniziativa "bipartisan" - si legge in una nota - che mira a promuovere le politiche euromediterranee, in particolare attraverso il sostegno alle attività delle fondazioni e delle associazioni già esistenti e che già operano nei settori dell'energia, ìstruzione e formazione, dialogo interculturale, immigrazione, agroalimentare, reti infrastrurali e logistica e ricerca: Alla cerimonia erano presenti il vicepresidente vicario delparlamento europeo Gianni Pit tella (Pd) e Mario Mauro, capodelegazione degli eurodeputati del Pdl, insieme al Presidente della Camera Gianfranco Fini.
ATO RIFIUTI
D'ORSI E ZAMBUTO AI FERRI CORTI CON FRANCESCO TRUGLIO
Ai ferri corti il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, il sindaco Marco Zambuto ed altre amministrazioni che fanno parte della società d'ambito. Al centro della questione la gestione del nuovo presidente Francesco Truglio. Chiesto un chiarimento, possibili le dimissioni.
Sagra del Mandorlo in fiore
E' ora che venga istituito un'Ente
Messa in archivio la 65esima edizione della Sagra del mandorlo in fiore è tempo di un primo, seppur provvisorio bilancio da parte degli enti organizzatori. Un bilancio pienamente positivo per una edizione della Sagra che più degli altri anni ha portato con sé polemiche e che ha visto Comune, Provincia, Camera di commercio e Servizio turistico regionale dover fare i conti alle soglie della manifestazione con tagli dei finanziamenti regionali e con una crisi di tipo economico ma anche progettuale. Una situazione che ha portato gli enti organizzatori a decidere dí formare un "Ente Sagra" che possa in tempo utile organizzare la manifestazione e promuoverla a livello regionale e nazionale.
«I risultati di pubblico di questa edizione della Sagra - ha detto il sindaco Marco Zambuto -sono stati ottimi.
I problemi che ci sono stati sono stati sono stati di origine finanziaria che cí hanno messo davanti a due scelte: non far svolgere questa edizione o lavorare insieme, e senza questa cooperazione questa Sagra sarebbe saltata.
Stiamo lavorando affinché a breve, spero anche in settimana,si realizzi un 'Ente Sagra' o un comitato promotore in modo da partire subito per la realizzazione della prossima edizione . La cosa più importante - ha concluso Zambuto - è che si possa fare in modo che la città ne abbia un ritorno in termini economici e di promozione del territorio. La città ieri era invasa oltre 20mila persone, che hanno riempito locali, bar e ristoranti, la prova che dobbiamo lavorare per costruire eventi che portino turisti sul territorio". Sulla stessa "lunghezza d'onda" il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, che ha ti-confermato in parte quanto detto giorni addietro circa la composizione del futuro ente organizzatore.
«La Sagra di quest'anno - ha dichiarato- è nata in cinque giorni, ma credo che siamo riusciti ad offrire a tutti qualcosa di decorosoe importante. Qtlalcuno pensava che sarebbe stàtn' un flop, abbiamo dimostrato -Che con pochi mezzi e tanto lavorq siamo riusciti a portare in città diverse migliaia di persone. Adesso bisogna pensare alla prossima stagione, che sarà qrganizzata da un Ente apposito che vedrà i nomi di Giuggiù Gallo ed Enzo Lauretta».
Positivo anche il giudizio di Nuccio Catagnano, dirigente del Servizio regionale Turistico, per la prima volta impegnato nell'organizzazione dell'evento dopo anni impegnati nel Carnevale di Sciacca, iniziativa per altro legata a questa Sagra.
«È stata una bella edizione della manifestazione - ha dichiarato-. Ho qualche rammarico perchè abbiamo dovuto lavorare con una ristrettezza di tempi e di fondi che ci ha reso impossibile fare di più, ma penso che sia stata una Sagra di ottima qualità, e le presenze in termini di pubblico lo dimostrano. Abbiamo svolto il nostro compito credo nel migliore dei modi, supplendo alle mancanze con un intenso lavoro in sinergia tra gli enti organizzatori. Se penso alla prossima edizione, credo sia indispensabile iniziare a lavorare già da adesso».
LA SICILIA
Aeroporto, attesa la visita in città di Riggio, Lombardo e Sgarbi
Il presidente dell'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile Vito Riggio nei prossimi giorni verrà ad Agrigento, mentre la prossima settimana il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, al suo tredicesimo giorno nella tenda in piazzale Aldo Moro, riceverà la visita di Vittorio Sgarbi e del presidente della Regione Raffaele Lombardo.
La visita di Riggio viene categoricamente annunciata dal senatore Benedetto Adragna che lo ha incontrato dopo avere presentato, nei giorni scorsimn'interrogazione urgente al Ministro, delle Infrastrutture Altero Matteofl sulla ormai controversa questióne dell'aeroporto di Licata.
«Coi Riggio - afferma Adragna - ho avuto modo di chiarire tutte le questioni che in questi giorni si stanno dibattendo ad Agrigento soprattutto con riferimento a ruoli e responsabilità di tutti gli attori coinvolti in questa vicenda. Lo stesso Riggio mi ha assicurato che nei prossimi giorni sarà ad Agrigento per chiarire, spero definitivamente, in un'apposita conferenza stampa i compiti ed i doveri dell'Enacin merito alla realizzazione delle infrastrutture aeroportuali in Italia. Mi auguro - conclude il senatore del Pd -che si possa fare conclusivamente chiarezza su una vicenda che, sino ad oggi, ha messo a dura prova la pazienza degli agrigentini».
Lo stesso Adragna ha assicurato al presidente Riggio che, entro la fine della prossima settimana provvederà all'organizzazione dell'incontro con la stampa alla presenza di tutte le istituzioni coinvolte.
Sgarbi verrà nella nostra città domani, lunedì, mentre Lombardo, insieme con il vicepresidente della Regione Michele Cimino verranno dopodomani martedì, a confermare l'impegno della Regione per la realizzazione dello scalo, per la quale é stato già emesso il decreto di finanziamento di 30 milioni di euro a valere sui Fas. D'Orsi li riceverà all'interno della tenda. Sgarbi in particolare vuol tenere una conferenza stampa che si svolgerà nelle adiacenze della stessa tenda.
S.F.
Il presidente D'Orsi e alcuni sindaci hanno chiesto le dimissioni di Truglio
Terremoto nell'Ato rifiuti Agg. Il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ed alcuni sindaci, tra cui quello di Agrigento Marco Zambuto, hanno chiesto le dimissioni dell'Amministratore unico di Gesa Francesco Truglio.
Tutto é avvenuto venerdì sera, quando avrebbe dovuto aver luogo l'assemblea della società, alla quale però Truglio non si é presentato in quanto ha dovuto recarsi improvvisamente a Roma per motivi familiari. Assenti anche numerosi altri sindaci, ma non il presidente della Provincia, i sindaci di Agrigento e Fa-vara e qualche altro primo cittadino.
Zambuto e D'Orsi hanno dunque chiesto la testa dell'Amministratore adducendo come motivazione lo scarso coinvolgimento dei soci. In buona sostanza l'Amministratore unico di Gesa opererebbe utilizzando soprattutto il ristretto comitato di sindaci costituito qualche mese addietro, senza sentire l'assemblea dei sindaci che dovrebbe, invece, essere sovrana, come ha precisato lo stesso D'Orsi. A Truglio viene anche rimproverato di aver predisposto un piano di assunzioni per il 2010 senza avereinformato l'assemblea ed infine l'assenza alla riunione di venerdì sera. Truglio, raggiunto a Roma tramite il suo ufficio stampa, afferma di avere appreso della richiesta di dimissioni da alcuni siti internet e di essere cascato dalle nuvole. «Non capisco cosa mi possano addebbitare: ho ridotto le spese, ho eliminato tutte le consulenze, stiamo risanando le casse della società, stiamo cercando di dare efficienza al servizio in tutti i Comuni. Al ritorno da Roma vedrò cosa é successo, sentirò l'intera assemblea dei soci e poi trarrò le conclusioni e valuterò se é il caso di dimettermi o meno. Intanto però ho ricevuto da altri sindaci parecchie telefonate di solidarietà». Francesco Truglio venne eletto al vertice dell'Ato Gesa verso la fine dello scorso mese di luglio, chiamato dopo i buoni successi riscossi alla guida di Belice Ambiente. Sembrò l'uomo giusto per rimettere in sesto Gesa, che in quei giorni sembrava avviata verso una situazione drammatica, con il personale delle aziende in continua agitazione ed una situazione di cassa ai limiti del collasso. Da un canto l'opera del commissario peri pagamenti Teresa Restivo, dall'altro gli interventi del nuovo Amministratore (che eliminò subito gli altri due componenti del consiglio di amministrazione, eliminò tutte le consulenze esterne e razionalizzò l'assetto della società, valsero ad avviare Gesa verso una gestione economica più tranquilla. Nel frattempo ha avviato anche una riorganizzazione del servizio di nettezza urbana, facendo partire la raccolta differenziata ad Agrigento (predisposta in verità dalla precedente gestione, come lo stesso Truglio ha tenuto a suo tempo a precisare), mentre proprio lunedì prossimo dovrebbe pArtire la raccolta porta a porta, sempre differenziata, cominciando dal comune di Siculiana. Truglio ha lavorato in silenzio e senza proclami, probabilmente anche andando avanti come un treno per la sua strada e - stando a quello che dicono alcuni sindaci - senza informare i soci di quello che fa. Tutto questo ha evidentemente infastidito gli stessi soci che adesso gliene chiedono conto e ragione.
SALVATORE Fucà
Riggio spegne tutti gli entusiasmi
Scusate, abbiamo scherzato. E' questa l'impressione che arriva dalla lettera spedita ieri mattina dal presidente dell'Enac Vito Riggio al presidente della Regione Raffaele Lombardo in riferimento alle ipotesi di un aeroporto presso Agrigento, e a seguito delle prese di posizione espresse in proposito da vari rappresentanti di istituzioni locali siciliane. Nella missiva Riggio fa ancora una volta un excursus storico, ricordando che «in base ad accordi informali con la Provincia di Agrigento, l'Enac ha invitato le proprie strutture di vagliare un'ipotesi progettuale per un'infrastruttura aeroportuale in quell'area, tecnicamente idonea e congrua sotto il profilo aeronautico, fatte salve ovviamente le competenze dell'Enav, azienda nazionale per l'assistenza al volo. A seguito di questo esame, è stata elaborata una relazione da parte della Direzione Centrale Regolazione Aeroporti dell'Enac, guidata dall'ingegner Cardi, relazione poi trasmessa ai competenti uffici del ministero per le Infrastrutture e per i Trasporti per le valutazioni di propria competenza». E fin lì è quanto tutti sappiamo. Riggio ricorda, in proposito, che «la legge vigente affida al ministero per le Infrastrutture e per i Trasporti, d'intesa con i presidenti delle Regioni interessate, la decisione sulla localizzazione di nuovi aeroporti». Poi ecco il primo affondo: «Per quanto di competenza dell'Enac,- l'ipotesi di un aeroporto ad Agrigento può riferirsi ad un'infrastruttura di volo di lunghezza massima pari a 1.500 metri e una capacità pari a 200.000 passeggeri annui». E per sciogliere eventuali dubbi chiarisce ancora che «Tali parametri non concedono al progettato aeroporto sostenibilità e autosufficienza economica». Pertanto Riggio, come già aveva sottolineato il 9 ottobre scorso, chiedendo alla Regione Siciliana e alla Provincia Agrigento «di indicare in modo e inequivocabile con quali forze intendono assicurare la copertura finanziaria per il progetto in questione Riggio conclude la sua lettera esprimendo l'auspicio che «si ponga fine allo stillicidio di vacue dichiarazioni sul tema, ove egli viene, del tutto giustamente, indicato come nemico della cittadinanza agrigentina». Fatto questo sto il presidente dell'Enac «si attende vedere rispettate da tutti i soggetti in causa le sue competenze e la sua professionalità». Un pò come dire che la sua mera valutazione tecnica legata ruolo e alle sue competenze, nell'interesse generale del Paese.
STELIO ZACCARIA
ILSOLE24ORE
Controlli. Le proposte
Maria Teresa Nardo
L'inserimento nel Ddl anticorruzione delle disposizioni sui controlli contenute all'articolo 29 del Codice delle autonomie nasce per introdurre meccanismi per rafforeare la legalità e l'efficienza negli enti locali. Si tratta per alcuni aspetti di novità e, per altri, di istituti in verità già e obbligatori per gli enti locali fin dalle riforme degli anni '9o. L'articolo 29 del Codice delle autonomie recupera, innovandole, le disposizioni contenute nel Dlgs 267/200o, in particolare su pareri dei responsabili dei servizi (articolo 49), tipologia dei controlli interni (articolo 147) e controno di gestione (196 e seguenti). Le novità si possono sintetizzare nell'estensione del parere di regolarità contabile del responsabile di ragioneria su ogni proposta di deliberazione sottoposta a giunta e consiglio che non sia mero atto di indirizzo e possa, direttamente o indirettamente, avere ricadute sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell'ente. La normativa precedente non faceva riferimento agli aspetti patrimoniali ma si limitava a rendere obbligatorio il parere contabile in caso di impegno di spesa o diminuzione di entrata.
Per i controlli interni, l'articolo 29, comma3, ne accresce le tipologie previste dall'articolo 147 del Dlgs 267/2000 per i comuni di grandi dimensioni, cioè il controllo sulle partecipate, esercitato dalle strutture responsabili nell'ente locale, e quello sulla qualità dei servizi erogati. Sono confermati per tutti gli enti locali il controllo strategico, il controllo di gestione e il controllo di regolarità amministrativa e contabile, anche successivo sulle determinazioni di impegno di spesa, sugli atti di accertamento di entrata, sugli atti di liquidazione della spesa, sui contratti, e su altri atti amministrativi scelti secondo tecniche di campiona* mento. È previsto il controllo degli equilibri finanziari, che si deve attuare con la vigilanza del responsabile finanziario e di tutti i responsabili dei servizi, e con una formale ricognizione (è richiesta una delibera) dell'esecutivo a cadenza almeno trimestrale. Nulla è disposto, invece, sulla valutazione dei dirigenti e dei responsabili di risultato, su cui valgono iprincipi dettati dal Dlgs 15o/2009.
Per il controllo strategico, tra le principali novitàvi è la previsione di sottoporrei rapportiperiodici elaborati dall'unità preposta a tale controllo non solo all'organo esecutivo ma anche al consiglio, per la successiva predisposizione di delibere di ricognizione dei programmi. Per misurare i risultati complessivi della gestione dell'ente locale e delle aziende partecipate si introduce l'obbligo di redigere il bilancio consolidato secondo competenza economica. Nei comuni con meno di 5mila abitanti e nelle unioni, invece, il controllo di gestione è affidato al responsabile del servizio economico-finanziario o, in assenza, al segretario, creando così con una commistione di ruoli e rendendo vani gli sforzi di riordino dei controlli interni del Dlgs 286/1999.
Annalisa D'Amato
Il Dlgs 150/2009 all'articolo 24 stabilisce che dal i° gennaio 2010 l'accesso alle varie categorie o aree nelle quali è inquadrato il personale pubblico avvenga mediante concorso pubblico. La norma prevede che la crescita professionale dei dipendenti interni possa avvenire solo attraverso l'applicazione dell'istituto della riserva alle procedure concorsuali esterne.
Agli enti locali il legislatore impone di adeguarsi a tutte le disposizioni recate dal Titolo III del Dlgs, articolo 24 compreso, entro il 31 dicembre 2010. Fino a tale data sarà quindi possibile attuare le verticalizzazioni programmate prima dell'entrata in vigore del Dlgs, ferma restando la necessità di procedere rapidamente alla
revisione dei regolamenti locali.
Quest'anno i comuni potranno completare solo i piani occupazionali già vigenti alla data di entrata in vigore del Dlgs. Potranno realizzare le eventuali progressioni verticali autorizzate dalla giunta in sede di programmazione dei fabbisogni-di personale (articoli 89 e 91 del Dlgs 267/2000) e osservando le proprie norme regolamentari.
La programmazione
Il Comune ha stabilizzato nel 2008 due Lsu a tempo indeterminato part-time. Uno è stato assunto in soprannumero, non essendo stata assolta la condizione del turn over relativo all'anno precedente.
Poiché il personale stabilizzato è in ruolo nei posti all'uopo istituiti nella pianta organica, si chiede se il riassorbimento possa
considerarsi assolto con la predetta creazione del posto. Inoltre, avendo intenzione di procedere ad effettuare la progressione verticale di un operaio, si chiede se ciò, allo stato attuale, sia possibile.
« Si ritiene non corretto l'ampliamento successivo della pianta organica finalizzato al riassorbimento del personale Lsu assunto in soprannumero in quanto, essendo stata effettuata tale stabilizzazione in assenza di una preventiva cessazione, il riassorbimento non può che avvenire coerentemente con i processi di collocamento a riposo del personale, altrimenti si realizza un ingiustificato aumento della spesa di personale.
Si ritiene inoltre che le progressioni verticali a decorrere dal 1 gennaio 2010 possano essere effettuate secondo le disposizioni regolamentari vigenti al 15 novembre solo ed esclusivamente se le stesse erano già previste nella relativa programmazione triennale.
I termini
A seguito del pensionamento del responsabile del servizio
amministrativo il Comune ha istituito due settori: amministrativo e finanziario. Per la copertura del posto di responsabile finanziario è possibile ricorrere alla progressione verticale di un dipendente inquadrato in C5? In materia di progressioni verticali è intervenuto l'articolo 24 del Dlgs n.150/2009, con il quale il legislatore definisce in maniera inequivocabile che l'accesso alle diverse categorie in cui è inquadrato il personale bblico avviene mediante concorso, e dunque per gli interni si applica la riserva nell'ambito dei concorsi pubblici; sussiste tuttavia un problema interpretativo relativo all'antinomia tra la data ivi contenuta, gennaio 2010, *4-. data di entrata in vigore delle nuove disposizioni, e la data stabilita dall'articolo 31, al comma 4, per l'adeguamento degli ordinamenti locali. A parere di chi scrive prevale la seconda, ossia il 31 dicembre 2010.11legislatore, infatti, al comma 4 dell'articolo 31 espressamente prevede che nelle more dell'adeguamento degli ordinamenti delle Regioni e degli Enti locali si applicano le "disposizioni vigenti" alla data di entrata in vigore del decreto medesimo. Si ritiene dunque che possano essere portati a compimento i piani occupazionali vigenti alla data di entrata in vigore del decreto, realizzando le eventuali progressioni già programmate secondo le modalità definite nei regolamenti adottati in attuazione dell'articolo 4 del Ccnl 31-3-1999 e comunque nel pieno rispetto del principio dell'adeguato accesso.
Il trattamento economico
Il Comune deve procedere all'inquadramento economico di un dipendente categoria C4 al quale, a seguito di selezione verticale interna è stato attribuito il profilo professionale di istruttore direttivo categoria Dl. Si chiede l'esatto trattamento economico spettante allo stesso nell'attuale profilo professionale.
della progressione verticale è quèilo della categoria Dl più un assegno personale riassorbibile, pari alla differenza tra il trattamento economico C/4 e D/1. Tale assegno andrà riassorbito con la prima progressione economica orizzontale cheil dipendentefarà da D/1a D/2.
Infoagrigento
Lombardo e Cimino al Pirandello di Agrigento
domenica 28 febbraio 2010
La visita è prevista per il primo pomeriggio di giovedì prossimo. Obiettivo illustrare l'asse 6 "Sviluppo urbano sostenibile" che mira a promuovere lo sviluppo economico, la capacità attrattiva e innovativa della città in un ottica di sviluppo sostenibile e di integrazione sociale. Appuntamento giovedì 4 marzo, al teatro Pirandello di Agrigento, alle 15.30, con il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e il vicepresidente con delega all'Economia, Michele Cimino. Cimino e Lombardo incontreranno, nell'ambito della manifestazione "I Comuni e le Province con la Regione, motori dello sviluppo siciliano", gli amministratori degli enti locali interessati ai bandi per illustrare l'asse 6 del PO FERS e il piano di interventi del Fas. Saranno il Ragioniere generale, Vincenzo Emanuele, e il dirigente generale della Programmazione, Felice Bonanno, ad illustrare il lavoro gia' svolto nell'ambito dell'obiettivo dell'asse VI. Il processo e' rivolto a 26 coalizioni territoriali di enti locali che coprono l'intero territorio regionale e riguarda 10 dipartimenti regionali responsabili di 50 linee di intervento del PO per 640 milioni di euro di risorse pubbliche.
Dalle città potrà essere attivato lo strumento finanziario Jessica capace di mobilitare risorse per 148 milioni di euro per progetti di partenariato pubblico-privato. Con un percorso innovativo si punta alla predisposizione di 26 Piani integrati di sviluppo territoriale da parte delle citta' di maggiori dimensioni. Il Formez assicurerà l'assistenza tecnica.
Protesta aeroporto: lunedì arriva Vittorio Sgarbi
Il noto critico d'arte e sindaco dimissionario di Salemi, Vittorio Sgarbi, ha annunciato la sua visita ad Agrigento per lunedì prossimo primo marzo, alle ore 16 in piazzale Aldo Moro a sostegno della protesta del Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi.Per la stessa ora è prevista anche una conferenza stampa alla quale parteciperanno lo stesso Sgarbi, il Presidente D'Orsi e l'Assessore provinciale Giuseppe Arnone.
Agrigentonotizie
Vittorio Sgarbi ad Agrigento a favore dell'aeroporto
Il noto critico d'arte Vittorio Sgarbi ha annunciato la sua visita ad Agrigento per lunedì 1 marzo, a sostegno della protesta del presidente della Provincia Eugenio D'Orsi. L'incontro si svolgerà alle 16 nello spazio antistante la tenda allestita in piazzale Aldo Moro. Per la stessa ora è prevista anche una conferenza stampa alla quale parteciperanno lo stesso Sgarbi, il presidente D'Orsi e l'assessore provinciale Giuseppe Arnone.
La Mendola: "Debelliamo la cultura dei veti incrociati"
Il presidente dell'Ordine degli architetti, Rino La Mendola, esprime piena solidarietà al presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, il quale "protesta giustamente contro la 'politica del non fare o meglio 'dei veti incrociati; una politica che continua ad imperversare, impedendo la realizzazione di un'infrastruttura assolutamente indispensabile per il rilancio socio-economico della Sicilia centro-meridionale". "Oggi, finalmente - ha detto La Mendola - questo presidente della Provincia sta mettendo a nudo la debolezza dell'agrigentino nel difendere i propri diritti, stimolando comunque in esso una reazione, dapprima con la marcia lungo il viale della Vittoria dello scorso mese di novembre e, adesso, insendiandosi in tenda, davanti il suo ufficio, per protestare senza timori reverenziali contro quella cultura dei veti incrociati che, tutti insieme, dovremmo debellare. Se non sconfiggeremo questa cultura - conclude il presidente regionale degli architetti - Agrigento non riuscirà a sfruttare la sua eccezionale collocazione geografica per assumere, all'apertura del mercato del libero scambio, il ruolo di cerniera dei mercati euro-mediterranei; ruolo che potrà essere recitato autorevolmente solo se il territorio provinciale verrà dotato di un aeroporto e di un porto in grado di consentire l'attracco delle grosse imbarcazioni commerciali e delle navi da crociera che transitano nel Mediterraneo".
Giornale di Sicilia
PROVINCIA, II presidente: «0 mi danno risposte o non mi muovo»
La visita del prefetto di Ragusa Carlo Fanara, l'incontro con l'assessore regionale Roberto Di Mauro e una lunga conversazione telefonica con il ministro della Giustizia Angelino Alfano. La battaglia del presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi per trasformare in realtà il sogno dell'aeroporto va avanti. E lo fa dalla tenda che lui stesso ha fatto allestire nella villetta di piazzale Aldo Moro, davanti il palazzo della prefettura. "Entro questa settimana - ha detto ieri pomeriggio D'Orsi - conto d'avere le risposte necessarie da dare al presidente dell' Enac Vito Riggio. Air Malta, fra l'altro, proprio oggi (ieri ndr.) -
spiega il presidente della Provincia - ha ribadito la sua disponibilità a gestire lo scalo aeroportuale Agrigentino. Spero di riuscire a fare incontrare i responsabili della Air Malta con il presidente della Regione in modo da sbloccare questa situazione spiacevole». «Il prefetto di Ragusa, in quanto favarese - dice D'Orsi -mi ha portato la sua solidarietà. Di Mauro condivide la battaglia che stiamo facendo, mentre il ministro Alfano spero di riuscire ad incontrarlo al più presto, magari per farci gli auguri di Natale - conclude scherzosamente il presidente D'Orsi - perché io da qui non mi muovo». Solidarietà a D'Orsi, ieri, è stata espres‑
sa anche dal presidente dell'ordine degli architetti Rino La Mendola. «D'Orsi - dice La Mendola - protesta giustamente contro la "politica del non fare" o meglio "dei veti incrociati". Una politica che continua ad imperversare, impedendo la realizzazione di un'infrastruttura indispensabile per il rilancio socio-economico della Sicilia centro-meridloijale. L'aeroporto di terzo livello,: costerebbe meno di 3 chilometri di autostrada e potrebbe fruiredell'utenza agrigentina e parte di quella nissena, promuovendo il rilancio socio-economico della Sicilia centro-meridionale. Ma, quando si parla di aeroporto cominciano a venire fuori veti incrociati, bilanci costi-benefici o, ancora,-valutazioni catastrofiche». «L' aeroporto - dice, invece Gian Josef Morici - non risolve tutti i problemi di Agrigento, il cui bacino di utenza non credo sia sufficiente a mantenere i costi, ma condivido la battaglia di D'Orsi». ('CR')
La Sicilia
Ribera alle urne accordo tra Pd Pdl, Udc e MpA
RIBERA. Si corre ormai velocemente verso le elezioni amministrative il cui appuntamento stato fissato dalla Regione per il 30 e il 31 maggio prossimo. Di nuovo, rispetto agli incontri collegiali di tutte le forze politiche, c'è il raggiungimento di un accordo, unitario, tra le delegazioni dell'Udc, del Pdl, del PD, del Pdl Sicilia, dell'Mpa e del movimento «Alleanza per,Ri= bera». In un documento comune, viene annunciato che «dopo le dichiarazioni di intenti delle precedenti riunioni», le stesse forze politiche
hanno sancito un accordo politico--amministrativo in vista delle elezioni comunali del mese di maggio prossimo e hanno dato l'avvio all'analisi dei problemi della città di Ribera».
Il documento unitario è stato sottoscritto da Daniele Giannone e Baldassare Tramuta (Pdl),da Lillo Venturella, Giacomo Alessio e Giuseppe Mazzotta (PD), Pino Quartararo (Pdl Sicilia), Matteo Scalia (Alleanza per Ribera), Pietro D'Anna e Paolo Caternicchia (Udc), Giuseppe Brisciana e Stefano Vacante (Mpa), i quali, in rappresentanza dei partiti, si sono impegnati ad approfondire temi connessi al riordino edilizio, alla trasparenza degli atti amministrativi e allo sviluiippo economico della città. A tre mesi dalla consultazione elettorale, cominciano già a girare i nomi per la candidatura a sindaco. L'ultimo quello proposto a tutte le forze politiche dell'accordo da parte dell'ex sindaco Santo Tortorici è quello di Mimmo Macaluso, un esterno alla politica, medico chirurgo, ispettore regionale dei Beni Culturali, subacqueo ed operatore culturale. Circola da tempo anche il nome di Carmelo Pace, oggi vicepresidente della Provincia Regionale di Agrigento.
ENZO MINIO
ISTITUTO FODERÀ-BRUNELLESCHI
Firmato protocollo d'intesa fra la scuola e l'Ordine provinciale degli architetti
Prosegue il percorso di collaborazione intrapreso dall'Istituto Statale Commerciale e per Geometri "Foderà- Brunelleschi" di Agrigento, presieduto da Patrizia Pilato, con gli ordini professionali presenti nel nostro territorio. Dopo 1" accordo firmato il mese scorso con l'Ordine degli Ingegneri, ieri mattina è stata la volta degli Architetti. Il protocollo d'intesa siglato tra Dirigente Scolastico Patrizia Pilato ed il Presidente dell'Ordine professionale, Rino La Mendola, attiva una serie di iniziative ed attività inerenti la formazione dei giovani nel settore della prevenzione degli infortuni e della protezione civile, nonché relativamente all'orientamento professionale. L' istituto ha previsto di valorizzare tutte le opportunità offerte dal territorio e dí coinvolgere i giovani in attività, formative ed educative che ne rafforzino la motivazione e la partecipazione alla vita sociale. "Intendiamo consolidare - spiega il Presidente La Mendola‑ la collaborazione già in atto con gli istituti di istruzione secondaria superiore attraverso la messa in campo di sinergie diversificate che consentono di rendere la formazione scolastica dei giovani più rispondente Alle attuali richieste del mercato, fornendo un contributo per attività formative, nonché per indicazioni relative alla professione ed a quant'altro possa rientrare in una proficua collaborazione tra scuola ed ente al fine di attivare processi di collaborazione utili a conseguire risultati educativi e sociali". Saranno previsti pet gli studenti di terzo e quarto anno una serie di incontri, stage, visite nei cantieri e simulazioni di operazioni di sgombero con il personale della protezione civile. "L'iniziativa assicura ai giovani-afferma la Dirigente Patrizia Pilato - quelle competenze che la riforma ci chiede».
AGRIGENTOFLASH.IT
Ato Gesa, conferenza stampa di D'Orsi e Zambuto
Si farà chiarezza questa mattina sulla crisi scoppiata fra gli amministratori e i vertici dell'ato Gesa. Alle ore 10.30, infatti , il sindaco Marco Zambuto ed il presidente della Provincia regionale Eugenio D'Orsi terranno una conferenza-stampa al Comune sulla gestione dei rifiuti nei comuni di competenza da parte della società per azioni dell'ambito territoriale ottimale "Agrigento 2″ GE.S.A. AG 2
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L'aeroporto negato: quale sviluppo per Agrigento?
Il Presidente dell'Ordine degli Architetti Rino La Mendola esprime piena solidarietà al Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, il quale protesta giustamente contro la "politica del non fare" o meglio "dei veti incrociati"; una politica che continua ad imperversare, impedendo la realizzazione di un'infrastruttura assolutamente indispensabile per il rilancio socio-economico della Sicilia centro-meridionale. Ma, in provincia di Agrigento, è molto più facile realizzare un rigassificatore (che magari non produrrà significativi effetti economici di livello provinciale, ma soprattutto servizi per la penisola), rispetto ad un aeroporto di terzo livello, che costerebbe meno di tre chilometri di autostrada e che potrebbe fruire dell'utenza agrigentina e parte di quella nissena, promuovendo il rilancio socio-economico della provincia di Agrigento e più in generale della Sicilia centro-meridionale. Ma, quando si parla di aeroporto ad Agrigento, cominciano a venire fuori veti incrociati, strani studi o bilanci costi-benefici o, ancora, valutazioni catastrofiche sulla sostenibilità economica. Mi chiedo, continua La Mendola, come mai questi studi non vengono fuori per l'aeroporto di Birgi, considerato che Punta Raisi è raggiungibile da Trapani in meno di un'ora; mi chiedo come mai questi sudi non vengono fuori per l'aeroporto di Comiso, dove quello che dovrebbe essere un fondamentale elemento di non sostenibilità (è vicinissimo a Fontanarossa) viene trasformato in un fatto positivo: infatti, lo scalo di Comiso viene considerato prezioso, non solo per i trasferimenti Cargo nazionali ed internazionali, ma anche quale valida alternativa a Fontanarossa in caso di temporanea chiusura dello scalo catanese per scarsa visibilità, causata dalla vicina presenza dell'Etna: insomma nella Sicilia orientale, ma anche in quella occidentale (Trapani -Birgi), la politica dei veti incrociati viene sconfitta dalla ragionevolezza e dalla coesione della classe politica, a prescindere dai colori di appartenenza, mentre ad Agrigento continua ad accadere il contrario. Ma oggi, finalmente, questo Presidente della Provincia sta mettendo a nudo la debolezza dell'agrigentino nel difendere i propri diritti, stimolando comunque in esso una reazione, dapprima con la marcia lungo il Viale della Vittoria dello scorso mese di novembre e, adesso, insendiandosi in tenda, davanti il suo ufficio, per protestare senza timori reverenziali contro quella cultura dei veti incrociati che, tutti insieme, dovremmo debellare. Se non sconfiggeremo questa cultura, conclude il Presidente Regionale degli Architetti, Agrigento non riuscirà a sfruttare la sua eccezionale collocazione geografica per assumere, all'apertura del mercato del libero scambio, il ruolo di cerniera dei mercati euro-mediterranei; ruolo che potrà essere recitato autorevolmente solo se il territorio provinciale verrà dotato di un aeroporto e di un Porto in grado di consentire l'attracco delle grosse imbarcazioni commerciali e delle navi da crociera che transitano nel Mediterraneo.
Casteltermini, votata la solidarietà a D'Orsi
Su proposta del consigliere comunale Lino Genuardi, capogruppo del M.P.A. al comune di Casteltermini, il consiglio comunale ha votato all'unanimità la solidarietà al presidente della provincia Eugenio D'orsi, per la battaglia che sta portando avanti per la realizazzione dell'aeroporto nella nostra provincia. Il consiglio comunale ha votato inoltre, sempre all'unanimità, la presa d'atto della mozione del comune di Campobello di Licata circa la realizzazione dell'aeroporto nel territorio di Licata.
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Chi troppo e chi niente
Vito Riggio, uomo di Stato, presidente dell'Enac, è molto preoccupato. Dice: "L'ipotesi di un aeroporto ad Agrigento può riferirsi a una infrastruttura di volo di lunghezza massima pari a 1500 metri e una capacità pari a 200 mila passeggeri l'anno. Tali parametri, non concedono al progettato aeroporto sostenibilità e autosufficienza economica. Pertanto si chiede alla Regione Siciliana ed alla Provincia Regionale di Agrigento di indicare in modo chiaro ed inequivocabile con quali fondi intendono assicurare la copertura finanziaria per il progetto in questione". Adesso facciamo due calcoli: con una settantina di milioni di euro Agrigento potrebbe avere il proprio aeroporto. Se pensiamo a quanto è stato scoperto recentemente sui lavori fantasma del G8 in terra sarda, dove sono andati in fumo, pardon, dove si sono "ammuccati" centinaia e centinaia di miliardi per nulla, e sottolineamo per nulla, viene la voglia di una vera e propria "Strafe-Expedition" per andare a prendere a calci nel sedere tutti coloro i quali continuano ad ostare la realizzazione dell'aeroporto ad Agrigento. Come è possibile che lo Stato, così attento alle vicende agrigentine circa le spese che dovranno sostenere il progetto aeroporto di Licata, dove conta anche i millesimi, riesce poi a chiudere non solo gli occhi, ma anche naso e bocca, quando devono essere sperperati centinaia, centinaia ed ancora centinaia di miliardi che devono far arricchire ancora di più alcuni delinquenti conclamati italiani? Ma davvero nessuno si era accorto di questo grande latrocinio?
Secondo l'inchiesta, con le sole tangenti scoperte in questa sconcertante vicenda si sarebbero potuti costruire ad Agrigento cinque aeroporti internazionali.
Ma c'è di più. Ormai, in Italia, quando si apre un filone di inchieste del genere, sono entrate di diritto, oltre alle mazzette anche le prestazioni sessuali, cosa accaduta puntualmente nell'inchiesa sulla Maddalena; se a queste calcoliamo un tot di euro per ogni prestazione sessuale, possiamo tranquillamente affermare che ad Agrigento sarebbero nati tre nuovi bordelli con escort di tutto rispetto e massaggiatrici capaci di far drizzare anche (e non solo...) le schiene più colpite da gravi "deformazioni ossee". Giacchè si parla di aeroporto, quello di Perugia (conoscevate l'esistenza?) è entrato di diritto anche in questo scandalo tutto sardo; è stata prevista una spesa di decine e decine di miliardi per abbellire e sistemare l'aeroporto Sant'Egidio di Perugia in vista, udite udite, delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia!!!
Ora dico: ma il signor Riggio, tanto attento ai centesimi di euro per la gestione dell'aeroporto di Agrigento (spese, tra l'altro, già intestate alla Provincia Regionale di Agrigento) e così attento alla crisi economica aeroportuale italiana, come mai si è lasciato sfuggire tutti quei miliardini belli e pronti per essere buttati su un aeroporto del quale pochi in Italia ne conoscono l'esistenza?
E' possibile che ancora oggi il signor Riggio, tanto meticoloso nei suoi calcoli, non è capace di contare i cadaveri che passano presso gli aeroporti di Crotone, Albenga, Taranto, Vicenza, insomma di ben 27 aeroporti, su 39, e che sono drammaticamente in rosso? E' possibile che il signor Riggio sul flusso passeggeri riesca a far fede solo su previsioni (come accade per Agrigento) e non tiene conto di dati certi (le poche centinaia di passeggeri annui che si contano nei 27 aeroporti in rosso)? Ma è parente del mago Omar oppure tutti gli "scienziati" che stanno effettuando gli studi su Agrigento, prima di iniziare i lavori passano presso un centro di benessere?
E la smetta il signor Riggio di sentirsi vittima di una aggressione mediatica volta a indicare la sua persona come principale responsabile del no per l'aeroporto di Agrigento. Venga a spiegarci, semmai, visto che la protesta del presidente D'Orsi sta mettendo tutti con le spalle al muro, perchè lo Stato italiano continua a spendere "carriolate" di denaro nostro per mantenere le spese di gestione degli aeroporti di cui sopra. Si vuole evitare, forse, che facciano la fine dell'aeroporto di Salerno, ormai preda totale dei vandali? Quanti soldi sono stati spesi per l'aeroporto di Salerno e soprattutto lei, signor Riggio, dov'era?
Ma soprattutto, il signor Riggio, anzichè fare l'agnello immolato, venga a spiegare agli agrigentini a chiare lettere cosa pensano gli aeroporti di Palermo e Catania circa l'apertura di un aeroporto ad Agrigento. Noi lo sappiamo, signor Riggio, e lo sappiamo molto bene. Il problema è che lei deve trovare il coraggio di confermarlo.
L'aspettiamo.
La Mendola, l'aeroporto negato: quale sviluppo per Agrigento?
E'un coro unanime di solidarietà e stima quella rivolta al presidente della provincia, Eugenio D'Orsi, impegnato nella solitaria battaglia a favore della realizzazione di un aeroporto in provincia di Agrigento. Alla battaglia pro aeroporto si unisce pure il presidente provinciale regionale dell'Ordine degli Architetti Rino La Mendola che, nell'esprimere piena solidarietà a D'Orsi lancia, polemicamente, degli interrogativi sul futuro sviluppo socio-economico del territorio agrigentino. "In provincia di Agrigento, - tuona La Mendola - è molto più facile realizzare un rigassificatore (che magari non produrrà significativi effetti economici di livello provinciale, ma soprattutto servizi per la penisola), rispetto ad un aeroporto di terzo livello, che costerebbe meno di tre chilometri di autostrada e che potrebbe fruire dell'utenza agrigentina e parte di quella nissena, promuovendo il rilancio socio-economico della provincia di Agrigento e più in generale della Sicilia centro-meridionale. Ma, quando si parla di aeroporto ad Agrigento, cominciano a venire fuori veti incrociati, strani studi o bilanci costi-benefici o, ancora, valutazioni catastrofiche sulla sostenibilità economica". L'analisi di La Mendola va oltre allargando lo sguardo altrove. "Mi chiedo - continua - come mai questi studi non vengono fuori per l'aeroporto di Birgi, considerato che Punta Raisi è raggiungibile da Trapani in meno di un'ora. Mi chiedo come mai questi sudi non vengono fuori per l'aeroporto di Comiso, dove quello che dovrebbe essere un fondamentale elemento di non sostenibilità (è vicinissimo a Fontanarossa) viene trasformato in un fatto positivo: infatti, lo scalo di Comiso viene considerato prezioso, non solo per i trasferimenti Cargo nazionali ed internazionali, ma anche quale valida alternativa a Fontanarossa in caso di temporanea chiusura dello scalo catanese per scarsa visibilità, causata dalla vicina presenza dell'Etna: insomma nella Sicilia orientale, ma anche in quella occidentale (Trapani -Birgi), la politica dei veti incrociati viene sconfitta dalla ragionevolezza e dalla coesione della classe politica, a prescindere dai colori di appartenenza, mentre ad Agrigento continua ad accadere il contrario". Capitolo finale dedicato al presidente della provincia che, a suo dire, "sta mettendo a nudo la debolezza dell'agrigentino nel difendere i propri diritti, stimolando comunque in esso una reazione, dapprima con la marcia lungo il Viale della Vittoria dello scorso mese di novembre e, adesso, insendiandosi in tenda, davanti il suo ufficio, per protestare senza timori reverenziali contro quella cultura dei veti incrociati che, tutti insieme, dovremmo debellare". "Se non sconfiggeremo questa cultura - conclude il presidente regionale degli Architetti, Agrigento non riuscirà a sfruttare la sua eccezionale collocazione geografica per assumere, all'apertura del mercato del libero scambio, il ruolo di cerniera dei mercati euro-mediterranei. Ruolo che potrà essere recitato autorevolmente solo se il territorio provinciale verrà dotato di un aeroporto e di un Porto in grado di consentire l'attracco delle grosse imbarcazioni commerciali e delle navi da crociera che transitano nel Mediterraneo".
Aeroporto, sindaco e consiglieri di Grotte del Mpa si stringono accanto a D'Orsi
Nuovo attestato di stima e solidarietà per il presidente della Provincia D'Orsi che da giorni, dalla tenda allestita davanti la sede dell'Ente, porta avanti la clamorosa protesta a favore della realizzazione dell'aeroporto in provincia. A fianco di D'Orsi si schierano il sindaco di Grotte Paolo Pilato e i consiglieri comunali del Mpa, Michelangelo Valenza e Giacomo Costanza, i dirigenti e simpatizzanti del movimento autonomista di Grotte, che in una nota "condividono la nobile battaglia politica, del presidente della provincia di Agrigento Eugenio D'Orsi e della sua amministrazione, per la realizzazione dell'aeroporto in provincia di Agrigento riconosciuta da tutti come una valida infrastruttura in grado di contribuire allo sviluppo economico della Nostra Provincia". "Esprimiamo - concludono - la nostra solidarietà al capogruppo provinciale del Mpa Totò Scozzari, per gli attacchi ingiustificati da parte dei mass media".
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Aeroporto di Agrigento. Riggio a Lombardo: "mancano sostenibilita' e autosufficienza"
Il presidente dell'Enac Vito Riggio ha scritto al presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo riguardo all'ipotesi dell'aeroporto di Agrigento e alle prese di posizione dei rappresentanti delle istituzioni locali. Riggio ricorda che l'ente ha chiesto alle proprie strutture di vagliare un'ipotesi progettuale per un'infrastruttura aeroportuale in quell'area, "tecnicamente idonea e congrua sotto il profilo aeronautico, fatte salve ovviamente le competenze dell'Enav, azienda nazionale per l'assistenza al volo".
A seguito di questo esame, e' stata elaborata una relazione da parte della direzione centrale Regolazione aeroporti dell'Enac, relazione poi trasmessa ai competenti uffici del ministero per le Infrastrutture e per i Trasporti per le valutazioni di propria competenza. La legge affida al ministero, d'intesa con i presidenti delle Regioni, la decisione sulla localizzazione di nuovi aeroporti. Per quanto di competenza dell'Enac, l'ipotesi di un aeroporto ad Agrigento puo' riferirsi a un'infrastruttura di volo di lunghezza massima pari a 1.500 metri e una capacita' pari a 200 mila passeggeri annui. Tali parametri, viene spiegato, non concedono al progettato aeroporto sostenibilita' e autosufficienza economica.
Pertanto il presidente dell'Enac, come gia' aveva sottolineato il 9 ottobre scorso, chiede alla Regione siciliana ed alla Provincia di Agrigento di indicare "in modo chiaro ed inequivocabile con quali fondi intendono assicurare la copertura finanziaria per il progetto in questione". Vito Riggio conclude la sua lettera esprimendo l'auspicio che si ponga fine "allo stillicidio di vacue dichiarazioni sul tema", dalle quali viene, "del tutto ingiustamente", indicato come "nemico della cittadinanza agrigentina". Piuttosto il presidente dell'Enac dice di attendersi di vedere rispettate le proprie competenze e professionalita'. (AGI)
Il Presidente D'Orsi incontra il CdA del Consorzio Turistico Valle dei Templi
Il Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ha incontrato questa mattina nella tenda allestita in piazzale Moro i componenti del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Turistico "Valle dei Templi" di Agrigento. Il Presidente del Consorzio Gaetano Pendolino ha espresso la piena solidarietà e l'appoggio incondizionato alla forte protesta che da diversi giorni D'Orsi sta portando avanti per sollecitare l'approvazione del progetto di costruzione dell'aeroporto a Licata. "L'aeroporto per la nostra provincia è una priorità" ha detto Pendolino "ed ulteriori incertezze o ritardi sono incomprensibili, oltreché dannose per un territorio e un settore che attraversano una grave crisi. Il Consorzio ritiene che la filiera turistica e il relativo indotto abbiano bisogno di questa importante struttura, e se vogliamo che il turismo garantisca davvero lo sviluppo economico del nostro territorio dobbiamo avere il coraggio di alzare la voce e sostenere le ragioni del Presidente D'Orsi".
Il Presidente D'Orsi, riassumendo le ultime notizie e le perplessità espresse ancora una volta dal Presidente dell'Enac sulla sostenibilità dell'aeroporto, ha ribadito che i fondi per la costruzione esistono e che per la gestione non sarà richiesto alcuni intervento dello Stato. "Come ho più volte detto, sono diverse le compagnie straniere disposte ad investire sull'aeroporto a Licata" ha detto D'Orsi "per cui continuo a non capire l'insistenza con cui si tira fuori la storia della insostenibilità dei costi di gestione, per i quali, lo ribadisco, non chiederemo un centesimo allo Stato. Faccio presente che costruire un aeroporto a Licata costa quanto tre chilometri di autostrada, un dato reale che si commenta da solo". Prima dell'incontro con il CdA del Consorzio Turistico, il Presidente ha avuto un colloquio con il deputato nazionale Angelo Capodicasa e il reputato regionale Giacomo Di Benedetto, del PD, che hanno confermato l'appoggio al progetto. In particolare Capodicasa chiederà una risoluzione in commissione Trasporti su questa vicenda. La risoluzione verrà, tra l'altra, messa ai voti - ha aggiunto l'on. Capodicasa - e quindi sarà chiaro a quel punto quali deputati o forze politiche vogliono realmente che Agrigento abbia finalmente il suo aeroporto". Pieno sostegno alla protesta del Presidente D'Orsi è stato espresso, infine, dal Presidente dell'organizzazione ambientalista "Fareambiente", on. Nicolò Nicolosi, per il quale una struttura come quella di Licata riuscirà a garantire presenze turistiche in provincia a costi di costruzione e gestione contenuti, con un impatto minimo sull'ambiente rispetto ad altre strutture.
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Per Riggio il progettato aeroporto di Licata non ha sostenibilita' e autosufficienza economica
Il presidente dell'Enac Vito Riggio ha scritto al presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo riguardo all'ipotesi dell'aeroporto di Agrigento, con particolare riferimento alle prese di posizione dei rappresentanti delle istituzioni locali.
Il prof. Riggio ricorda che l'Enac ha chiesto alle proprie strutture di vagliare un'ipotesi progettuale per un'infrastruttura aeroportuale in quell'area, "tecnicamente idonea e congrua sotto il profilo aeronautico, fatte salve ovviamente le competenze dell'Enav, azienda nazionale per l'assistenza al volo".
"A seguito di questo esame, e' stata elaborata una relazione - continua la lettera a Lombardo - da parte della direzione centrale Regolazione aeroporti dell'Enac, relazione poi trasmessa ai competenti uffici del ministero per le Infrastrutture e per i Trasporti per le valutazioni di propria competenza".
"La legge affida al ministero, d'intesa con i presidenti delle Regioni, la decisione sulla localizzazione di nuovi aeroporti. Per quanto di competenza dell'Enac, l'ipotesi di un aeroporto ad Agrigento - precisa Riggio - puo' riferirsi a un'infrastruttura di volo di lunghezza massima pari a 1.500 metri e una capacità pari a 200 mila passeggeri annui. Tali parametri, viene spiegato, non concedono al progettato aeroporto sostenibilità e autosufficienza economica".
Pertanto il presidente dell'Enac, come già aveva sottolineato il 9 ottobre scorso, chiede alla Regione siciliana ed alla Provincia di Agrigento di indicare "in modo chiaro ed inequivocabile con quali fondi intendono assicurare la copertura finanziaria per il progetto in questione".
Vito Riggio conclude la sua lettera esprimendo l'auspicio che si ponga fine "allo stillicidio di vacue dichiarazioni sul tema", dalle quali viene, "del tutto ingiustamente", indicato come "nemico della cittadinanza agrigentina". Piuttosto il presidente dell'Enac dice di attendersi di vedere rispettate le proprie competenze e professionalità.