
GIORNALE DI SICILIA
Al «Cupa»sessione di lingua spagnola
Nei giorni 21 e 22 maggio prossimi presso il Polo Universitario di Agrigento si terrà la sessione dí esami per il conseguimento del diploma di spagnolo come lingua straniera, unico titolo ufficiale attestante il grado di competenza e dominio della lingua, rilasciato dall'Istituto Cervantes di Madrid per conto del Ministero della Pubblica Istruzione. Al fine di venire incontro agli studenti, avendo tra i suoi scopi l'Università della Città dei Templi quello di promuovere e coordinare la didattica linguistica, il presidente Joseph Mifsud il 5 febbraio scorso ha sottoscritto una convenzione con il direttore Miguel Spottorno y Robles, dell'Istituto Cervantes di Palermo Ente certificatore per a lingua spagnola, accreditato dal MIUR. L'Istituto Cervantes offre al Consorzio Universitario li Agrigento attività di supporto e di consulenza.
Agrigento e Malta Accordi sullo sviluppo
La Provincia di Agrigento apre a Malta. Una collaborazione finalizzata alla promozione del turismo, per l'integrazione socio-economica con l'isola dei Cavalieri e la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale comune. E' questo il progetto di cui la Provincia di Agrigento è capofila grazie anche alla collaborazione del presidente del Polo universitario di Agrigento Joseph Mifsud. Il portavoce a Malta sarà il vice presidente della Provincia Carmelo Pace. "Vogliamo - ha detto Pace - ampliare i nostri spazi d'azione per quanto riguarda il turismo. Il Presidente Eugenio D'Orsi mi ha delegato come suo vice, essendo anche assessore al turismo, perché in questo momento sta combattendo una durissima lotta per la realizzazione dell'aeroporto. Stiamo cercando di non perdere mai di vista i nostri obbiettivi: la realizzazione dello scalo aeroportuale e allo stesso tempo continuare a lavorare per il rilancio del turismo. Parto con l'aliscafo, per contenere al minimo le spese di missione. Peccato che ancora non ci sia l'aeroporto ad Agrigento, altrimenti ci sarei andato con l'aereo e avrei raggiunto più facilmente la mia destinazione". Infatti una fase importante di questo progetto Sicilia - Malta prevede la collaborazione tra i due paesi dal punto di vista dei collegamenti che sono essenziali, per rendere il nostro territorio facilmente raggiungibile dai turisti. Oggi Malta raggiunge 11 milioni presenze turistiche in un anno mentre tutta la Sicilia arriva a 14 milioni. Questo è un dato che deve indurre a riflettere chi opera nel settore. Con questo progetto vogliamo dunque "entrare in sinergia" con il turismo maltese, per offrire un pacchetto unico che comprenda la visita della Sicilia e di Malta". Un rafforzamento, dunque, della promozione turistica
dei due paesi.
AtoRifiuti,contro Truglio solo D'Orsi e Zambuto
Non si placano le polemiche che vedono al centro l'amministratore delegato dell'Ato Rifiuti Gesa2, Francesco Truglio, la cui gestione è stata è stata messa accusa dal sindaco Marco Zambuto e dal presidente della Provincia Eugenio D'Orsi. Ed a proposito delle richieste di dimissioni avanzate nei confronti di Truglio, c'è da registrare l'intervento del sindaco di San Giovanni Gemini, Valerio Viola.
«A chiedere le dimissioni, dice, sono stati esclusivamente D'Orsi e Zambuto. Gli altri tre sindaci presenti, di Favara, Casteltermini e Sant'Angelo, non si sono associati a tale richiesta, ma hanno sollecitato la convocazione urgente di una nuova assemblea con la presenza di tutti i sindaci. In attesa di tale evento su sta predisponendo un incontro con tutti i componenti dell'assemblea. Per quanto riguarda comune di San Giovanni Gemini, posso affermare che l'amministratore Truglio si è adoperato per l'apertura del centro comunale di raccolta, che sta raggiungendo ottimi traguardi, con l'entusiasmo dei cittadini per la raccolta differenziata monomateriale. La Provincia ed il comune capoluogo non rappresentano la maggioranza delle quote azionarie, bensì il 35 per cento».
Sulla vicenda intervengono pure il presidente regionale di Le‑
gambiente, Minmno Fontana e Claudia Casa del circolo Rabat: «cosa si cela, chiedono, dietro la richiesta di dimissioni avanzata dal Presidente D'Orsi e dal sindaco Zambuto? Invitiamo entrambi a fuggire la tentazione di far prevalere i vecchi riti della politica siciliana, magari al fine di assecondare i desiderata dei mestatori di professione o di coloro che vedono nel raggiungimento di una maggiore efficienza del servizio un danno per i propri interessi particolaristici: se nella gestione-Truglio vi sono delle pecche, delle manchevolezze o, addirittura, degli abusi, che si abbia il coraggio di dirlo pubblicamente all'opinione pubblica e, se del caso, agli Organi inquirenti
CIMINO: " SOSTENIAMO ANCORA IL PROGETTO, NESSUN IMMOBILISMO"
Dato «Che cosa c'è "nella testa" del signor Cimino, in merito all'aeroporto, non può non essere chiaro a tutti, avendo fatto seguire, alle parole, scelte politiche e operative certe ed inoppugnabili». Replica così l'assessore e vice presidente della Regione, Michele Cimino, alle dichiarazioni rilasciate dal presidente della Provincia Eugenio D'Orsi a proposito dell'atteggiamento tenuto dai politici agrigentini sulla vicenda aeroporto. «Non tocca a me rispondere dell'operato dei colleghi deputati regionali e nazionali della nostra provincia, ma mi corre l'obbligo morale, sai‑
ve Cimino a D'Orsi, di ricordare due fatti politicamente importanti, di cui anche l'elettorato agrigentino è a conoscenza: il primo, che non è certamente il più importante ma che è la logica consequenziale del mio operato, è la solidarietà pubblica da te avuta sia da parte mia che da parte del gruppo che fa a me riferimento. L'altro fatto, ben più importante delle parole o delle forme di solidarietà di maniera, è stato 1' impegno da me profuso, nella qualità di vice presidente della Regione con delega per l'Economia, affinché nella programmazione dei fondi per le Aree sottoutiliz‑zate, attività che rientra tra quelle a me delegate dal Presidente della Regione, rientrasse il finanziamento dell'aeroporto di Agrigento, tal-ché nella succitata programmazione sono stati, a tal fine, stanziati 30.000.000 di euro».
C'è pure da registrare - a proposito della venutali Riggio ad Agrigento - l'intervento del sen. Benedetto Adragna. «Il presidente dello 'Enac, dice mi ha confermato quello che ha sempre ed in ogni sede affermato: non c'è spazio oggi in Italia per nuove infrastrutture aeroportuali anche per le determinazioni che il Parlamento sta assumendo in ossequio a precise direttive della Comunità europea. Cosa diversa è un aviopista con le caratteristiche presentate dalla provincia di Agrigento sulla quale l'Enac non ha dato alcun parere contrario. Sabato ha inizio un'operazione verità affinché in questa provincia la si smetta di sparare nel mucchio un'operazione verità affinché in questa provincia la si smetta di sparare nel mucchio».
Cooperazione Italia- tunisia . in provincia quattro progetti.
La Giunta provinciale di Agrigento su proposta dell'assessore Giuseppe Arnone, ha approvato una delibera con la quale sono stati approvati cinque progetti comunitari riguardanti la cooperazione Italia-Tunisia. Il primo progetto «Agro Energia - una risorsa per lo sviluppo del Mediterraneo» proposto dalla «Sistemi ambientali srl» di Siracusa, utilizzerà le somme della misura 2.3 del programma di Cooperazione Transfrontaliera «Enpi Italia-Tunisia 2007/013», per una durata di 24 mesi, importo complessivo di 792.000 euro, di cui il 90% finanziato dall'Ue. L'obiettivo, si legge in una nota, «è lo studio, la ricerca e l' implementazione di impianti idonei alla produzione energetica proveniente da fonti rinnovabili attraverso la creazione di un circuito di produttori di agro energie nell'area del bacino del Mediterraneo, contesto nel quale assurgono ad elemento di eccellenza la posizione sinergica della provincia e la sua specifica vocazione agricola con una particolare rilevanza ai fini della promozione dello sviluppo economico sostenibile». Il secondo progetto «interprete enogastronomico del mare bianco», proposto dal Centro Studi Interform di Palermo, che utilizza le somme previste dalla misura 3.3 del programma di Cooperazione Transfrontaliera, per una durata di 24 mesi per un importo complessivo di 407.500 euro, di cui il 90% finanziato dall'Ue, prevede un partenariato composto da soggetti provenienti dai territori previsti nel programma di finanziamento (Sicilia e Tunisia), inclusa la provincia di Agrigento. Il terzo progetto «Time to market», a valere sulla misura 1.1 del programma di Cooperazione Transfrontaliera «Enpi Italia-Tunisia 2007/013», durata di 24 mesi per un importo complessivo di 600.000 euro, di cui 1' 87% finanziato dall'Ue, proposto dalla MKTG soc. coop di Palermo, ha come obiettivo l'integrazione della filiera agricola della provincia con la filiera del Governatorato tunisino scelto per un rafforzamento delle filiere di commercializzazione attraverso la creazione di associazioni di produttori/ consorzi di carattere transnazionale per lo scambio di esperienze con particolare riferimento alla tracciabilità 'con una evidente ricaduta sullo sviluppo economico del settore agricolo in provincia di Agrigento. Il quarto progetto presentato dall'Università di Palermo «S.t.a.r.», misura 1.3, si propone di studiare geologicamente e geofisicamente il canale siculo tunisino, in modo da forni-,re le conoscenze base per la valutazione del rischio da onde di tzunami in siti particolarmente vulnerabili. L'ultimo progetto «CO.S.T. - T.R.I.M. Cooperazione Sicilia tunisia per il turismo relazionale integrato nel mediterraneo», che utilizza la misura 1.1 del programma di Cooperazione Transfrontaliera «Enpi Italia-Tunisia 2007/013», per una durata biennale dall'importo complessivo di 800.000 euro, di cui il 90% finanziato dall'Ue, è stato proposto dalla )(seria srl di Palermo. Questo progetto mira allo sviluppo di un turismo verde sostenibile e di un turismo culturale con particolare attenzione alla promozione di prodotti.
Aeroporto, sabato "faccia a faccia" di fronte ci saranno D'Orsi e Riggio
a Finalmente sarà «faccia a faccia» tra il presidente della Provincia, Eugenio D'Orsi, ed il presidente dell'Enac Vito Riggio. L'incontro si terrà sabato alla 10 e trenta in prefettura. Sino ad ora i due presidenti se le sono mandate a dire a forza di comunicati e di dichiarazioni rilasciate alle stampa. Ed i toni non sono stati morbidi, con il presidente e D'Orsi ad accusare «l' agrigentino Riggio di nutrire una inspiegabile reiterata avversione per Agrigento». La conferma della venuta del presidente dell'Enac ad Agrigento si è avuta nella tardissima mattinata, preceduta da un lungo «cerimoniale». Era stato il sen. Benedetto Adragna, nei giorni scorsi, ad anticipare la probabile visita di Riggio. «Ci penso io, aveva detto». Ed è stato di parola. Si però, come viene? Ecco lo stratagemma: la Provincia si è così fatta carico di formalizzare il tutto con un invito ufficiale inviando a Riggio, intorno alle 10,30, un telegramma. Subito stabilito il programma. Il faccia a faccia si terrà alla presenza del prefetto Umberto Postiglione. Sarà lui l'arbitro dell'incontro. E forse non a 'caso, sicuramente per parlare dell'incontro di sabato, il prefetto ieri è andato a trovare in tenda D'Orsi.«Cosa dirò a Raggio? Innanzitutto, dice il presidente della Provincia, gli farò vedere i dati i dati relativa al traffico passeggeri di tutti gli aeroporti italiani. Ci sono scali che hanno addirittura appena 3 mila passeggeri, altri poco più di 16 mila. Se per questi aeroporti non si sono posti il problema della gestione economica perchè, invece, viene sollevato, sino al punto di ritenerlo un ostacolo insormontabile, per quello che intendiamo realizzare ad Agrigento? Cosa costerebbe, aggiunge D'Orsi, al ministero delle infrastrutture dare una possibilità di riscatto della nostra provincia che non ha alcuna prospettiva, quando gli interlocutori di questa territorio si fanno carico della gestione finanziaria con privati e con la Regione?». «Noi, aggiunge il presidente della Provincia, non mettiamo in discussione l'Enac ed il suo presidente per le competenze che ha dal punto di vista tecnico. Ma Riggio, questo deve essere chiarito una volta per tutte, non può discutere delle cose che non gli competono. Sono tanti gli interrogativi, davvero inquietanti, che ruotano attorno a tutta questa vicenda. Ci sono poteri forti che non vogliono lo scalo. Diamo fastidio a Palermo e Catania».
Riggio, comunque può stare tranquillo e poi arbitrerà l'incontro il prefetto...
«...penso che oltre all'arbitro, ci sarà bisogno di tutte e componenti che intervengono in una partita di calcio, come la forza pubblica, i guardalinee ed il quarto uomo... Ma certo, aggiunge sorridendo, tutto filerà liscio. Riggio non ha nulla da temere». Sarà vero?
Appello ad Alfano "Se vuole lo scalo si farà
Arriva Riggio. Ma il presidente Eugenio D'Orsi, con il passare dei giorni, sì va sempre più convincendo che la partita-aeroporto si sta giocando a Roma. «lo sono convinto, dice, che se il ministro Angelino Alfano lo vuole, -porto si farà». «Ma io, aggiunge, sono pure convinto che Alfano l'aeroporto lo vuole. No, non sono preoccupato del suo silenzio. In questo momento mi preoccuperei se parlasse per dire cose diverse da quelle che ha detto sino a poco tempo fa, quando ha dichiarato che lo scalo aeroportuale è una priorità della sua azione politica». Ecco allora l'appello ad Alfa-no, affinché intervenga nei confronti del ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, che con il suo capo di gabinetto nei giorni scorsi ha gettato scompiglio, sostenendo in pratica che il governo è contrario. «Sono colleghi, ag giunge ancora D'Orsi, che si stimano. Non vedo perché Matteoli debba svilire la battaglia di Alfa-no nei confronti del proprio territorio. E dico questo senza alcuna polemica, convinto che è arrivato il momento di fare chiarezza». «Sì perchè, continua, se a dire che vuole fare l'aeroporto è mio figlio, è giusto chiedergli come intende realizzarlo. Se a dirlo è il ministro Alfano vuol dire che che ha le capacità necessarie per poterlo fare». D'Orsi ha intanto nominato l'avv. Girolamo Rubino, esperto dei presidente per le problematiche inerenti l'aeroporto
LA SICILIA
PORTO EMPEDOCLE. Il Genio civile opere marittime ha ultimato i rilievi tecnici propedeutici alla realizzazione della banchina destinata alle grandi navi per turi
Industria e turismo.
Secondo alcuni è un «matrimonio» che non si deve fare.
A Porto Empedocle però si sta facendo di tutto per riuscire a celebrare queste «nozze» che da più parti vengono ritenute irrealizzabili. Fuor di metafora, nella cittadina marinara si stanno concretamente gettando le basi per la realizzazione della banchina destinata ad accogliere le navi da crociera tanto sognate negli scorsi decenni.
Com'è noto il Comune empedoclino e l'Enel hanno visto convergere i rispettivi progetti relativi al prolungamento della banchina dove da sempre attraccano i mercantili carichi di carburante destinato ad alimentare la i centrale Enel. La banchina dove molti vanno a pescare, dove a luglio ci si reca per ammirare l'«antinna a mari», durante la festa in onore della Madonna del Carmine.In questo sito, verrà effettuato il prolungamento del braccio a mare, tanto da consentire l'approdo in sicurezza delle navi cariche di migliaia di villeggianti, diretti nella Valle dei Templi e dintorni. Il Comune un progetto nel cassetto l'aveva da tempo, l'Enel nel contesto del rigassíficatore e delle misure per esso compensative si è offerta di realizzare con proprie risorse questo prolungamento. Alla luce di questa comunione d'intenti, il Comune si è mosso per dare il via all'iter tecnico - burocratico.
Il sindaco Calogero Firetto e i suoi più stretti collaboratori hanno sollecitato il Genio Civile opere marittime a i cosiddetti «carotaggi» la banchina esistente.
Si tratta di prelievi di materiali dispensabili ad accertare la reale consistenza delle masse che componi il punto d'approdo.
Ultimati questi test, Comuni Enel possono proseguire nell'iter da qui a qualche mese dovrebbe prodare nella concessione di ti nulla osta all'avvio dei lavori di prolungamento del braccio a mare.
Da evidenziare come questo approdo per navi da crociera s'inserirebbe perfettamente in un contesto che a breve vedrà l'apertura del Museo regionale del mare e la creazione di un porticciolo turistico, degno delle rinomate località meta di villeggianti amanti del diportismo.
Senza esami tecnici sul posto tutti i progetti rimangono nei cassetti. A Porto Empedocle questi esami tecnici scattati e sono già a buon punto. Le «nozze» tra turismo e industria dunque sono sempre in programma.
QUESTIONE ATO LESA:Truglio prepara un dossier per rispondere
Francesco Truglio, amministratore unico di Gesa, del quale il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ed il sindaco di Agrigento Marco Zambuto hanno chiesto le dimissioni, non ha reagito. Nessuna dichiarazione, nessun commento, tuttc quelle che si riesce a sapere dal suo staff é che sta preparando un dossier per rispondere a quanto affermato lunedì scorso da D'Orsi e Zambuto e che tale risposta verrebbe data in una conferenza stampa che dovrebbe svolgersi domani giovedì. Come si sa, la settimana scorsa avrebbe dovuto esserci un'assemblea dei soci di Gesa, nel corso della quale il presidente defila Provincia ed il sindaco del capoluogo avevano intenzione di manifestare le loro
perplessità su alcuni comportamenti del responsabile della società d'ambito. Truglio
però alla vigilia ha fatto sapere di essere indisponibile per motivi familiari ed all'assemblea sono andati pochi sindaci. Questa assenza é stata "inserita"però da D'Orsi e Zambuto nell'elenco delle contestazioni: «un'assemblea convocata per iscritto - affermano - non può essere annullata
con una telefonata». Poi ci sono gli altri rilievi, quelli relativi alla mancata emissione del bando di gara per il nuovo appalto del prelievo e smalti-mento dei rifiuti: l'appalto attuale scade il 16 marzo e, in mancanza della celebrazione di tale gara, si do-vrà andare ad una proroga. Inoltre la presentazione in assemblea di un ordine del giorno non supportato dagli atti, compreso il piano delle assunzioni per il 2010. «Non ci ha messo- hanno detto ancora D'Orsi e Zambuto - nelle condizioni di vigilare, come sarebbe nostro dovere fare per impedire l'eventuale infiltrazione di comitati d'affari».
Sulla vicenda si registra l'intervento del consigliere comunale Udc Giuseppe Salsedo il quale afferma che «alimentare polemiche ed accuse reciproche non produce nessuna soluzione , anzi al contrario innesca un meccanismo che non porta nulla di positivo. Bisogna abbassare i toni ed assumere impegni e comportamenti concreti affinché il comparto dei rifiuti non si tramuti in un interesse privilegiato ma in un servizio che possa pesare il meno possibile nelle tasche dei contribuenti». Egli invita «D'Orsi, Zambuto e Truglio a mettere da parte le polemiche e gli scontri auspicando un dialogo costruttivo e sereno tra le parti».
Quotidiano di Sicilia
Agrigento - Aeroporto: scontro D'Orsi-Riggio. è una lotta che si gioca in tenda
di Paolo Picone
L'esponente dell'Mpa ostenta sicurezza: "Sono convinto che ad Agrigento nel 2013 si potrà volare". Prosegue la protesta messa in atto dal vertice dell'amministrazione provinciale.
Tags: Agrigento, Aeroporto, Vito Riggio, Alessandro Cardi
AGRIGENTO - È stata una doccia fredda per il presidente della Provincia, Eugenio D'Orsi, e per tutta la popolazione agrigentina. Nella tenda sistemata in piazza Aldo Moro, proprio di fronte al palazzo della Prefettura dove da due settimane vive, dorme e lavora, il capo dell'amministrazione provinciale ha ricevuto la notizia (anche se non era una novità) che il presidente dell'Enac, Vito Riggio, ritiene che lo scalo aeroportuale di contrada Piano Romano, tra Licata e Palma di Montechiaro, sia antieconomico (non riuscirebbe ad autofinanziarsi con il traffico passeggeri). Riggio, che tra le altre cose è agrigentino, originario di Burgio, sostiene che l'aeroporto di Agrigento avrebbe costi esorbitanti per l'impiego dei Vigili del fuoco e altre incombenze, che lo Stato non può sostenere. Di parere opposto è il presidente D'Orsi, che continua a ribadire come per "la gestione dello scalo ci penserà la Provincia". "Non vogliamo soldi dal Governo nazionale - ha detto D'Orsi -chiediamo soltanto al ministro per le Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, di autorizzare la realizzazione dello scalo". Il presidente, esponente dell'Mpa, dentro la tenda ha ricevuto ambasciatori, sindaci (tra cui quello del capoluogo, Marco Zambuto), vescovo, cittadini, rappresentanti delle istituzioni. "Non uscirò da qui - ha annunciato - e non smonterò questa tenda fino a quando non mi consegneranno l'autorizzazione a realizzare lo scalo". Adesso la salute del presidente inizia a risentirne, visto che la tenda non offre certamente ogni tipo di moderno comfort. Tra le altre cose, D'Orsi è stato anche aggredito da un ubriaco durante una delle notti trascorse all'addiaccio. La decisione di montare il presidio è stata presa dal presidente dopo che alla Provincia era stata recapitata una lettera "riservata" che l'Enac ha sottoposto al ministro Matteoli in cui i funzionari dell'Ente per l'aviazione civile spiegano che l'aeroporto di Agrigento non ha motivo di esistere. D'Orsi ha subito iniziato a protestare e, per farlo desistere, il capo di gabinetto del ministro Matteoli, ha inviato un fax in cui si tendeva a sminuire il documento descrivendolo come una minuta che non doveva andare a finire nelle mani del presidente della Provincia di Agrigento. "Allora perché l'avete mandata - ha tuonato D'Orsi - senza risparmiare critiche ad alcuno". Nel mirino soprattutto Riggio che, secondo D'Orsi, è un agrigentino che "calpesta la volontà di 450 mila cittadini che vogliono l'aeroporto. Lui ha deciso che non si farà, io invece sono convinto che da Agrigento nel 2013 si potrà volare". Previsioni. L'ottimismo del presidente della Provincia.
AGRIGENTO - Quaranta milioni di euro. A tanto ammonta la spesa per la costruzione dell'aeroporto. "Praticamente - ha spiegato il presidente della Provincia, Eugenio D'Orsi nel buio della sua tenda allestita in piazza Aldo Moro - tanto quanto costa realizzare tre chilometri di autostrada, visto che per il raddoppio della strada statale 640 che collega con Caltanissetta, in tutto 33 chilometri, lo Stato spende 500 milioni di euro". Il progetto per lo scalo agrigentino è pronto. L'Enac ha detto, in camera caritatis, che va bene ma ha bocciato il progetto perché i costi di gestione sono altissimi. Ma D'Orsi, per rimediare a questa anomalia gioca la sua carta: "Ci pensa la Provincia a pagare i Vigili del fuoco e poi, con il traffico aereo, dimostreremo che l'aeroporto potrà autofinanziarsi". Da una parte l'Enac che sostiene che a usufruire dello scalo agrigentino saranno si e no 200 mila passeggeri, dall'altra D'Orsi che si lancia in previsioni centuplicate.
Siciliainternazionale.it
Agrigento presenta cinque progetti per Italia -Tunisia
mercoledì 03 marzo 2010
AGRIGENTO - La Giunta provinciale di Agrigento, presieduta dal presidente Eugenio D'Orsi, su proposta dell'assessore Giuseppe Arnone, ha approvato una delibera con la quale sono stati approvati cinque progetti comunitari riguardanti la cooperazione Italia-Tunisia. Il primo progetto "Agro Energia - una risorsa per lo sviluppo del Mediterraneo" (ATA), proposto dalla "Sistemi ambientali srl" di Siracusa, utilizzera' le somme della misura 2.3 del programma di Cooperazione Transfrontaliera "Enpi Italia-Tunisia 2007/013", per una durata di 24 mesi, importo complessivo di 792.000 euro, di cui il 90% finanziato dall'Ue. L'obiettivo, si legge in una nota, "e'lo studio, la ricerca e l'implementazione di impianti idonei alla produzione energetica proveniente da fonti rinnovabili attraverso la creazione di un circuito di produttori di agro energie nell'area del bacino del Mediterraneo, contesto nel quale assurgono ad elemento di eccellenza la posizione sinergica della provincia di Agrigento e la sua specifica vocazione agricola con una particolare rilevanza ai fini della promozione dello sviluppo economico sostenibile nella provincia". Il secondo progetto "interprete enogastronomico del mare bianco", proposto dal Centro Studi Interform di Palermo, che utilizza le somme previste dalla misura 3.3 del programma di Cooperazione Transfrontaliera "Enpi Italia-Tunisia 2007/013", per una durata di 24 mesi per un importo complessivo di 407.500 euro, di cui il 90% finanziato dall'Ue, prevede un partenariato composto da soggetti provenienti dai territori previsti nel programma di finanziamento (Sicilia e Tunisia), inclusa la provincia di Agrigento. Il terzo progetto "Time to market", a valere sulla misura 1.1 del programma di Cooperazione Transfrontaliera "Enpi Italia-Tunisia 2007/013", avente la durata di 24 mesi per un importo complessivo di 600.000 euro, di cui l' 87% finanziato dall'Ue, proposto dalla MKTG soc. coop di Palermo, ha come obiettivo l'integrazione della filiera agricola della provincia di Agrigento con la filiera del Governatorato tunisino scelto per un rafforzamento delle filiere di commercializzazione attraverso la creazione di associazioni di produttori/consorzi di carattere transnazionale per lo scambio di esperienze con particolare riferimento alla tracciabilita' con una evidente ricaduta sullo sviluppo economico del settore agricolo in provincia di Agrigento. Il quarto progetto presentato dall'Universita' di Palermo "S.t.a.r.", misura 1.3, si propone di studiare geologicamente e geofisicamente il canale siculo tunisino, in modo da fornire le conoscenze base per la valutazione del rischio da onde di tzunami in siti particolarmente vulnerabili. L'ultimo progetto "CO.S.T. - T.R.I.M. Cooperazione sicilia tunisia per il turismo relazionale integrato nel mediterraneo", che utilizza la misura 1.1 del programma di Cooperazione Transfrontaliera "Enpi Italia-Tunisia 2007/013", per una durata biennale dall'importo complessivo di 800.000 euro, di cui il 90% finanziato dall'Ue, e' stato proposto dalla Xseria srl di Palermo. Questo progetto mira allo sviluppo di un turismo verde sostenibile e di un turismo culturale con particolare attenzione alla promozione di prodotti turistici innovativi, alla produzione locale ed agroalimentare, ai beni culturali.
AGRIGENTOFLASH.IT
Vito Riggio sabato ad Agrigento, Adragna: "Sarà un'operazione verità"
Il Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ha invitato ufficialmente il Presidente dell'Enac Vito Riggio sabato prossimo alle 10,30 per discutere dell'aeroporto di Agrigento. La richiesta del presidente D'Orsi scaturisce dai colloqui con il senatore Adragna che ha sentito il Presidente dell'Enac Vito Riggio. "Da questo incontro - ha detto il Presidente D'Orsi - si dovranno avere chiare risposte sulla possibilità di realizzare l'aeroporto, per sgombrare il campo da tutti gli equivoci e dai rimpalli di responsabilità a cui abbiamo assistito in questi mesi". Vito Riggio, sarà ad Agrigento per incontrare anche il Prefetto, Umberto Postiglione. Alle 11,30, presso la Prefettura, Riggio terrà una conferenza stampa. Dopo le polemiche dei giorni scorsi a seguito delle contrastanti note del Ministero delle infrastrutture il senatore Adragna, dopo aver presentato un'interrogazione parlamentare urgente sulla vicenda, ha incontrato il Presidente Riggio facendosi interprete della necessità di un definitivo chiarimento su ruoli e responsabilità di tutte le istituzioni coinvolte in questa fase preliminare per la realizzazione dell'importante infrastruttura. "Riggio - dichiara Adragna - mi ha confermato quello che ha sempre ed in ogni sede affermato: non c'è spazio oggi in Italia per nuove infrastrutture aeroportuali anche per le determinazioni che il Parlamento sta assumendo in ossequio a precise direttive della Comunità europea. Cosa diversa è un aviopista con le caratteristiche presentate dalla provincia di Agrigento sulla quale l'Enac non ha dato alcun parere contrario. Naturalmente - prosegue Adragna - per un'infrastruttura simile non ci sarebbe alcun concorso economico da parte dello Stato e la sua localizzazione attiene alla responsabilità del Ministro delle infrastrutture di concerto con il Presidente della Regione Sicilia. L'Enac ha solo precisato che un'aviopista del genere non potrebbe autosostenersi dal punto di vista economico. Ma su questo punto - continua Adragna - mi auguro che la determinazione dimostrata dalla Provincia regionale di Agrigento con la messa in liquidazione dell'AAVT e con la disponibilità a sostenere i costi di gestione per due milioni di euro all'anno possa essere sufficiente a superare ogni perplessità. Sabato - conclude il Senatore del Pd - ha inizio un'operazione verità affinché in questa provincia la si smetta di sparare nel mucchio consentendo così di mascherare le responsabilità e nascondere le verità. E sono pronto a proseguire in tal senso anche sulle altre grandi questioni che interessano la nostra provincia: dalla disastrosa situazione della gestione del servizio idrico a quella, altrettanto grave, dei rifiuti".
Provincia, approvati 5 progetti di cooperazione Italia-Tunisia
La Giunta provinciale di Agrigento, presieduta dal presidente Eugenio D'Orsi, su proposta dell'assessore Giuseppe Arnone, ha approvato una delibera con la quale sono stati approvati cinque progetti comunitari riguardanti la cooperazione Italia-Tunisia. Il primo progetto "Agro Energia - una risorsa per lo sviluppo del Mediterraneo" (ATA), proposto dalla "Sistemi ambientali srl" di Siracusa, utilizzerà le somme della misura 2.3 del programma di Cooperazione Transfrontaliera "Enpi Italia-Tunisia 2007/013″, per una durata di 24 mesi, importo complessivo di 792.000 euro, di cui il 90% finanziato dall'Ue. L'obiettivo, si legge in una nota, "è lo studio, la ricerca e l'implementazione di impianti idonei alla produzione energetica proveniente da fonti rinnovabili attraverso la creazione di un circuito di produttori di agro energie nell'area del bacino del Mediterraneo, contesto nel quale assurgono ad elemento di eccellenza la posizione sinergica della provincia di Agrigento e la sua specifica vocazione agricola con una particolare rilevanza ai fini della promozione dello sviluppo economico sostenibile nella provincia". Il secondo progetto "interprete enogastronomico del mare bianco", proposto dal Centro Studi Interform di Palermo, che utilizza le somme previste dalla misura 3.3 del programma di Cooperazione Transfrontaliera "Enpi Italia-Tunisia 2007/013″, per una durata di 24 mesi per un importo complessivo di 407.500 euro, di cui il 90% finanziato dall'Ue, prevede un partenariato composto da soggetti provenienti dai territori previsti nel programma di finanziamento (Sicilia e Tunisia), inclusa la provincia di Agrigento. Il terzo progetto "Time to market", a valere sulla misura 1.1 del programma di Cooperazione Transfrontaliera "Enpi Italia-Tunisia 2007/013″, avente la durata di 24 mesi per un importo complessivo di 600.000 euro, di cui l' 87% finanziato dall'Ue, proposto dalla MKTG soc. coop di Palermo, ha come obiettivo l'integrazione della filiera agricola della provincia di Agrigento con la filiera del Governatorato tunisino scelto per un rafforzamento delle filiere di commercializzazione attraverso la creazione di associazioni di produttori/consorzi di carattere transnazionale per lo scambio di esperienze con particolare riferimento alla tracciabilità con una evidente ricaduta sullo sviluppo economico del settore agricolo in provincia di Agrigento. Il quarto progetto presentato dall'Università di Palermo "S.t.a.r.", misura 1.3, si propone di studiare geologicamente e geofisicamente il canale siculo tunisino, in modo da fornire le conoscenze base per la valutazione del rischio da onde di tzunami in siti particolarmente vulnerabili. L'ultimo progetto "CO.S.T. - T.R.I.M. Cooperazione sicilia tunisia per il turismo relazionale integrato nel mediterraneo", che utilizza la misura 1.1 del programma di Cooperazione Transfrontaliera "Enpi Italia-Tunisia 2007/013″, per una durata biennale dall'importo complessivo di 800.000 euro, di cui il 90% finanziato dall'Ue, è stato proposto dalla Xseria srl di Palermo. Questo progetto mira allo sviluppo di un turismo verde sostenibile e di un turismo culturale con particolare attenzione alla promozione di prodotti turistici innovativi, alla produzione locale ed agroalimentare, ai beni culturali.
Cimino a D'Orsi: "Alle parole ho fatto seguire scelte politiche e operative"
Il vice presidente della Regione Michele Cimino non accetta in silenzio le accuse mossegli dal presidente della Provincia Eugenio D'Orsi. Replica invece , esprimendo rammarico per le parole del presidente e ribadendo l'impegno profuso per lo sviluppo di Agrigento e per l'aeroporto, ma soprattutto rinnovando il suo sostegno, malgrado l'amarezza."Non tocca a me rispondere dell'operato dei colleghi Deputati regionali e nazionali della nostra provincia - scrive Cimino - , ma mi corre l'obbligo morale di ricordarTi due fatti politicamente importanti, di cui anche l'elettorato agrigentino è a conoscenza: il primo, che non è certamente il più importante ma che è la logica consequenziale del mio operato, è la solidarietà pubblica da Te avuta sia da parte mia che da parte del gruppo che fa a me riferimento; altro fatto, ben più importante delle parole o delle forme di solidarietà di maniera, è stato l' impegno da me profuso, nella qualità di Vice Presidente della Regione con delega di Assessore per l'Economia, affinché nella programmazione dei Fondi per le Aree Sotto utilizzate, attività che rientra tra quelle a me delegate dal Presidente della Regione, rientrasse il finanziamento dell'aeroporto di Agrigento, talché nella succitata programmazione sono stati, a tal fine, stanziati 30.000.000 di euro. Pertanto che cosa c' è " nella testa " del Signor Cimino, in merito all'aeroporto in provincia di Agrigento, non può non essere chiaro a tutti. avendo fatto seguire, alle parole , scelte politiche e operative certe ed inoppugnabili" conclude Cimino rinnovando la sua solidarietà.
Primavera favarese contro Vito Riggio per l'aeroporto
"La lettera del presidente dell'Enac, Vito Riggio inviata al presidente della regione Raffaele Lombardo, in ordine alla costruzione dell'aeroporto di Agrigento, è una vera doccia fredda, un pugno allo stomaco di quanti credevano - e, malgrado tutto, continuano a credere - nella realizzazione dell'importante infrastruttura di trasporto che potrebbe rappresentare, unitamente alla realizzazione delle autostrade Agrigento-Catania e Agrigento-Palermo il volano per lo sviluppo economico-sociale-turistico dell'intera provincia". Sono le parole del coordinatore della Primavera Favarese, Rosario Manganella.
"Riggio, nel dire "NO" all'aeroporto agrigentino - sostiene Manganella - mette le mani avanti, affermando che " viene ...ingiustamente... indicato come nemico della cittadinanza agrigentina".
E, come potrebbe essere bollato uno che dice sempre "No" alla legittima aspirazione di un popolo, come quello agrigentino?
Non sappiamo quali interessi intenda salvaguardare il presidente dell'Enac - puntualizza Manganella - ma, siamo certi, non quelli degli agrigentini, i quali non intendono arrendersi di fronte a queste spudorate prese di posizioni che rischiamo seriamente di turbare le coscienze dei cittadini e mettere a serio repentaglio la conservazione dell'ordine pubblico".
Per queste ragioni, Primavera Favarese, nell'esprimere piena solidarietà al presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi, impegnato in una dura ed estenuante battaglia, ribadisce il proprio impegno a sostegno delle iniziative di lotta che saranno intraprese per dare agli agrigentini l'aeroporto da tanto tempo atteso; ritiene che occorra intensificare la sacrosanta e legittima richiesta della costruzione dell'aeroporto agrigentino, chiamando nuovamente in piazza il popolo.
Nello stesso tempo, Primavera Favarese chiede al presidente Lombardo, alla deputazione agrigentina all'Ars, ai Parlamenti nazionale ed europeo, ai sindaci, ai consigli comunali, ai sindacati, alla chiesa, alle associazioni, alla società civile di sostenere gli sforzi del presidente D'Orsi, al fianco del quale c'è l'intera provincia agrigentina.
Il gatto D'Orsi e la volpe Riggio
Gentile direttore,
seguo da anni la vicenda dell'aeroporto di Agrigento e non riesco a capire ancora il comportamento di certa gente, o quanto meno, spero di non averlo capito bene. Non capisco, ad esempio, perchè il nisseno Riggio, che ha avuto in eredità dalla sua famiglia la presidenza dell'Enac, si scervelli da anni per non fare costruire l'aeroporto di Agrigento per il quale la città, o almeno una sua parte, lotta dal lontano 1970, ovvero quando non c'erano ancora Comiso e Birgi che avevano cambiato destinazione d'uso. Non sto qui a fare l'elenco delle scuse che sono state cambiate da allora perchè ci vorrebbe un libro. Ma quelle più recenti sono davvero ridicole: prima le montagne, poi lo studio dei venti, quindi la lunghezza e alla fine, l'antieconomicità. E certo, se mi autorizzi un aeroporto giocattolo è certo che non ci posso recuperare le spese. Ma Riggio resta un bel volpino e così, come abbiamo capito tutti, rassicura Palermo e Catania che certamente non bramano per far nascere l'aeroporto di Agrigento. Ma non capisco nemmeno quella parte ottusa degli agrigentini che dicono che non è necessaria. Che abbiamo bisogno di altro.
Noi qui nel sud della Sicilia abbiamo bisogno di tutto, anche dell'aria e dell'acqua, come ha ben compreso l'intelligente prefetto che abbiamo. Non possiamo vestire i tradizionali abiti agrigentini degli snob e rinunciare a qualcosa. E' troppo facile rinunciare, non lottare, criticare. Insomma quello che abbiamo sempre fatto e che non ci ha mai fatto avere niente. E' certamente molto più difficile e meno nobile combattere, vivere in tenda, organizzare cortei e litigare con i politici di Roma e Palermo. Agrigentini, cambiamo atteggiamento, non giustifichiamo chi ci schiaccia e al contrario, aiutiamo chi lotta per noi.
Antonino Vella
AGRIGENTONOTIZIE.IT
Aeroporto, Il presidente dell'Enac ad Agrigento
Sabato 6 marzo, alle 10.30, il presidente dell'Enac Vito Riggio, accompagnato dal senatore del Partito democratico Benedetto Adragna, sarà ad Agrigento per incontrare il prefetto, Umberto Postiglione, e le autorità locali al fine di fare il punto sulla ormai intricata vicenda dell'aeroporto. Alle 11.30, presso la Prefettura, Riggio terrà una conferenza stampa.
La visita avviene a seguito di un invito ufficiale del presidente della Provincia. Eugenio D'Orsi. La richiesta del presidente scaturisce dai colloqui con il senatore Adragna che ha sentito il presidente dell'Enac Vito Riggio. "Da questo incontro - ha detto il Presidente D'Orsi - si dovranno avere chiare risposte sulla possibilità di realizzare l'aeroporto, per sgombrare il campo da tutti gli equivoci e dai rimpalli di responsabilità a cui abbiamo assistito in questi mesi".
Dopo le polemiche dei giorni scorsi a seguito delle contrastanti note del ministero delle Infrastrutture, il senatore Adragna, dopo aver presentato un'interrogazione parlamentare urgente sulla vicenda, ha incontrato il presidente Riggio facendosi interprete della necessità di un definitivo chiarimento su ruoli e responsabilità di tutte le istituzioni coinvolte in questa fase preliminare per la realizzazione dell'importante infrastruttura.
Italia-Tunisia, la Provincia capofila dei progetti dell'Ue
La Giunta provinciale, presieduta dal presidente D'Orsi, su proposta dell'assessore Giuseppe Arnone, ha approvato una delibera con la quale sono stati approvati cinque progetti comunitari riguardanti la cooperazione Italia-Tunisia.
"Agro Energia - Una risorsa per lo sviluppo del Mediterraneo" (Ata), proposto dalla "Sistemi ambientali" di Siracusa, utilizzerà le somme della misura 2.3 del programma di cooperazione transfrontaliera "Enpi Italia-Tunisia 2007/013", per una durata di 24 mesi e un importo complessivo di 792 mila di cui il 90 percento finanziato dalla Ue. Il progetto suddetto ha come obiettivo lo studio, la ricerca e l'implementazione di impianti idonei alla produzione energetica proveniente da fonti rinnovabili attraverso la creazione di un circuito di produttori di agro energie nell'area del Bacino del Mediterraneo, contesto nel quale assurgono ad elemento di eccellenza la posizione sinergica della provincia di Agrigento e la sua specifica vocazione agricola con una particolare rilevanza ai fini della promozione dello sviluppo economico sostenibile in provincia di Agrigento.
Il secondo progetto "Interprete enogastronomico del mare bianco", proposto dal centro studi Interform di Palermo, che utilizza le somme previste dalla misura 3.3 del programma di cooperazione transfrontaliera "Enpi Italia-Tunisia 2007/013", per una durata di 24 mesi e un importo complessivo di 407 mila 500 euro di cui il 90 percento finanziato dall'Ue, prevede un partenariato composto da soggetti provenienti dai territori previsti nel programma di finanziamento (Sicilia e Tunisia), inclusa la Provincia regionale di Agrigento.
Il terzo progetto "Time to market", a valere sulla misura 1.1 del programma di cooperazione transfrontaliera "Enpi Italia-Tunisia 2007/013", avente la durata di 24 mesi per un importo complessivo di 600 mila euro di cui l' 87 percento finanziato dall'Ue, proposto dalla Mktg di Palermo, ha come obiettivo l'integrazione della filiera agricola della provincia di Agrigento con la filiera del Governatorato tunisino scelto per un rafforzamento delle filiere di commercializzazione attraverso la creazione di associazioni di produttori/consorzi di carattere transnazionale per lo scambio di esperienze con particolare riferimento alla tracciabilità con una evidente ricaduta sullo sviluppo economico del settore agricolo in provincia di Agrigento.
Il quarto progetto presentato dall'università di Palermo "Star misura 1.3" si propone di studiare geologicamente e geofisicamente il canale siculo tunisino, che fornisca le conoscenze base per la valutazione del rischio da onde di tzunami in siti particolarmente vulnerabili.
L'ultimo progetto "Cost- Trim cooperazione Sicilia-Tunisia per il turismo relazionale integrato nel Mediterraneo", che utilizza la misura 1.1 del programma di cooperazione transfrontaliera "Enpi Italia-Tunisia 2007/013", per una durata biennale dall' importo complessivo di 800 mila di cui il 90 percento finanziato dall'Ue è stato proposto da la Xseria di Palermo focalizzando le proprie risorse sul settore dell'industria turistica integrata transfrontaliera nel bacino mediterraneo. Questo progetto mira allo sviluppo di un turismo verde sostenibile e di un turismo culturale con particolare attenzione alla promozione di prodotti turistici innovativi, alla produzione locale ed agroalimentare, ai beni culturali.
AGRIGENTOWEB.IT
Aeroporto, D'Orsi invita Vito Riggio ad Agrigento
Il Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ha invitato ufficialmente il Presidente dell'Enac Vito Riggio sabato prossimo 6 marzo alle ore 10:30 per discutere dell'aeroporto di Agrigento.
La richiesta del Presidente D'Orsi scaturisce dai colloqui con il Senatore Adragna che ha sentito il Presidente dell'Enac Vito Riggio.
"Da questo incontro - ha detto il Presidente D'Orsi - si dovranno avere chiare risposte sulla possibilità di realizzare l'aeroporto, per sgombrare il campo da tutti gli equivoci e dai rimpalli di responsabilità a cui abbiamo assistito in questi mesi".
Come si ricorderà, dopo le polemiche dei giorni scorsi a seguito delle contrastanti note del Ministero delle infrastrutture il Senatore Adragna, dopo aver presentato un'interrogazione parlamentare urgente sulla vicenda, ha incontrato il Presidente Riggio facendosi interprete della necessità di un definitivo chiarimento su ruoli e responsabilità di tutte le istituzioni coinvolte in questa fase preliminare per la realizzazione dell'importante infrastruttura.
"Riggio - dichiara Adragna - mi ha confermato quello che ha sempre ed in ogni sede affermato: non c'è spazio oggi in Italia per nuove infrastrutture aeroportuali anche per le determinazioni che il Parlamento sta assumendo in ossequio a precise direttive della Comunità europea. Cosa diversa è un aviopista con le caratteristiche presentate dalla provincia di Agrigento sulla quale l'Enac non ha dato alcun parere contrario.
Naturalmente - prosegue Adragna - per un'infrastruttura simile non ci sarebbe alcun concorso economico da parte dello Stato e la sua localizzazione attiene alla responsabilità del Ministro delle infrastrutture di concerto con il Presidente della Regione Sicilia. L'Enac ha solo precisato che un'aviopista del genere non potrebbe autosostenersi dal punto di vista economico.
Ma su questo punto - continua Adragna - mi auguro che la determinazione dimostrata dalla Provincia regionale di Agrigento con la messa in liquidazione dell'AAVT e con la disponibilità a sostenere i costi di gestione per due milioni di euro all'anno possa essere sufficiente a superare ogni perplessità.
Sabato - conclude il Senatore del Pd - ha inizio un'operazione verità affinché in questa provincia la si smetta di sparare nel mucchio consentendo così di mascherare le responsabilità e nascondere le verità. E sono pronto a proseguire in tal senso anche sulle altre grandi questioni che interessano la nostra provincia: dalla disastrosa situazione della gestione del servizio idrico a quella, altrettanto grave, dei rifiuti".
Rigassificatore, il comitato del NO incontra D'Orsi
Nonostante il silenzio calato sull'argomento della costruzione a Porto Empedocle di un impianto di rigassificazione, il Comitato No al Rigassificatore ha continuato e continua ad essere attivo e lavora per poter percorrere tutte le strade possibili per contrastare la costruzione dell'impianto.
In tal senso il Comitato di associazioni contro il rigassificatore ha chiesto e ottenuto per questo pomeriggio un incontro con il presidente della Provincia Regionale di Agrigento Eugenio D'Orsi che si terrà alle 19.00 all'interno della tenda in piazza Aldo Moro.
Il Comitato ha infatti apprezzato le dichiarazioni di questi giorni del Presidente D'Orsi che avendo avviato una battaglia a favore dell'aeroporto, e quindi dello sviluppo turistico della provincia, ha anche criticato quegli impianti, come il rigassificatore e la centrale nucleare, che trasformeranno la provincia in una "pattumiera".
Con il presidente Eugenio D'Orsi il Comitato cercherà di trovare una linea d'azione comune che possa rilanciare una battaglia a favore di tutte quelle scelte che puntino sulla vocazione turistica del territorio respingendo - contemporaneamente - rigassificatore, centrale nucleare e tutto ciò che rischia di mettere seriamente a repentaglio la nostra provincia trasformandola in una "pattumiera".
INFOAGRIGENTO.IT
Primavera favarese: "Riggio nemico del popolo agrigentino"
Il segretario del movimento "Primavera Favarese", Rosario Manganella, esprime solidarietà al Presidente D'Orsi ed accusa il numero uno dell'ENAC Vito Riggio di essere "nemico del popolo agrigentino".
"La lettera del presidente dell'Enac, Vito Riggio inviata al presidente della regione Raffaele Lombardo, in ordine alla costruzione dell'aeroporto di Agrigento, è una vera doccia fredda, un pugno allo stomaco di quanti credevano - e, malgrado tutto, continuano a credere - nella realizzazione dell'importante infrastruttura di trasporto che potrebbe rappresentare, unitamente alla realizzazione delle autostrade Agrigento-Catania e Agrigento-Palermo il volano per lo sviluppo economico-sociale-turistico dell'intera provincia". A parlare è il segretario del movimento Primavera favarese, Sasà Manganella.
"Vito Riggio - sostiene Manganella - nel dire "NO" all'aeroporto agrigentino, mette le mani avanti, affermando che " viene ...ingiustamente... indicato come nemico della cittadinanza agrigentina".E, come potrebbe essere bollato uno che dice sempre "No" alla legittima aspirazione di un popolo, come quello agrigentino?Non sappiamo quali interessi intenda salvaguardare il presidente dell'Enac, ma, siamo certi, non quelli degli agrigentini, i quali non intendono arrendersi di fronte a queste spudorate prese di posizioni che rischiamo seriamente di turbare le coscienze dei cittadini e mettere a serio repentaglio la conservazione dell'ordine pubblico".
Primavera Favarese, nell'esprimere solidarietà al presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi, ribadisce il proprio impegno a sostegno delle iniziative di lotta che saranno intraprese per dare agli agrigentini l'aeroporto da tanto tempo atteso e ritiene che occorra intensificare la sacrosanta e legittima richiesta della costruzione dell'aeroporto agrigentino, chiamando nuovamente in piazza il popolo.
"Nello stesso tempo, Primavera Favarese chiede al presidente Lombardo, alla deputazione agrigentina all'Ars, ai Parlamenti nazionale ed europeo, ai sindaci, ai consigli comunali, ai sindacati, alla chiesa, alle associazioni, alla società civile di sostenere gli sforzi del presidente D'Orsi, al fianco del quale c'è l'intera provincia agrigentina", conclude Manganella.
"Diplomi di spagnolo" al CUPA di Agrigento
Nei giorni 21 e 22 maggio prossimi presso il Polo Universitario di Agrigento si terrà la sessione di esami per il conseguimento del diploma di spagnolo come lingua straniera, unico titolo ufficiale attestante il grado di competenza e dominio della lingua, rilasciato dall'Istituto Cervantes di Madrid per conto del Ministero della Pubblica Istruzione.
Al fine di venire incontro agli studenti, avendo tra i suoi scopi l'Università della Città dei Templi quello di promuovere e coordinare la didattica linguistica, il presidente Joseph Mifsud il 5 febbraio scorso ha sottoscritto una convenzione con il direttore Miguel Spottorno y Robles, dell'Istituto Cervantes di Palermo Ente certificatore per la lingua spagnola, accreditato dal MIUR.
L'Istituto Cervantes offre al Consorzio Universitario di Agrigento attività di supporto e di consulenza, anche mediante l'eventuale fornitura di materiali didattici che si rendessero necessari; organizzare ed effettuare le prove di certificazione nelle date convenute in ragione del numero di iscritti nei locali messi a disposizione dal Polo Universitario; un trattamento economico preferenziale; nominare per la realizzazione delle prove scritte ed orali, gli esaminatori ed il personale che collabora alla realizzazione delle stesse; garantire la realizzazione degli esami.
I Diplomi di Spagnolo (DELE) rispondono all'obiettivo di ottenere una maggiore proiezione in un'Europa plurilingue che spinga la cooperazione e la mobilità tra i cittadini, promuovendo un migliore riconoscimento di titoli e di cicli educativi così come un miglioramento quantitativo e qualitativo dell'apprendimento delle lingue dell'Unione Europea. I DELE certificano il livello raggiunto dal candidato indipendentemente da dove e quando abbia realizzato i propri studi di lingua. Tali titoli non hanno scadenza.
PERLACITTA'.IT
La Provincia di Agrigento capofila di progetti finanziati dalla UE
La Giunta provinciale di Agrigento, presieduta dal presidente Eugenio D'Orsi, su proposta dell'Assessore Giuseppe Arnone, ha approvato una delibera con la quale sono stati approvati cinque progetti comunitari riguardanti la cooperazione Italia-Tunisia.
"Agro Energia - Una risorsa per lo sviluppo del Mediterraneo" (ATA), proposto dalla "SISTEMI AMBIENTALI SRL" di Siracusa, utilizzerà le somme della misura 2.3 del programma di Cooperazione Transfrontaliera "ENPI Italia-Tunisia 2007/013", per una durata di 24 mesi, importo complessivo di €. 792.000,00, di cui il 90% finanziato dall' UE.
Il secondo progetto "INTERPRETE ENOGASTRONOMICO DEL MARE BIANCO", proposto dal Centro Studi INTERFORM di Palermo che utilizza le somme previste dalla misura 3.3 del programma di Cooperazione Transfrontaliera "ENPI Italia-Tunisia 2007/013", per una durata di 24 mesi per un importo complessivo di €. 407.500,00 di cui il 90% finanziato dall' UE, prevede un partenariato composto da soggetti provenienti dai territori previsti nel programma di finanziamento (Sicilia e Tunisia), inclusa la Provincia Regionale di Agrigento.
Il terzo progetto "TIME TO MARKET", a valere sulla misura 1.1 del programma di Cooperazione Transfrontaliera "ENPI Italia-Tunisia 2007/013", avente la durata di 24 mesi per un importo complessivo di €. 600.000,00 di cui l' 87% finanziato dall' UE proposto dalla MKTG Soc, Coop di Palermo, ha come obiettivo l'integrazione della filiera agricola della provincia di Agrigento con la filiera del Governatorato tunisino scelto per un rafforzamento delle filiere di commercializzazione attraverso la creazione di associazioni di produttori/consorzi di carattere transnazionale per lo scambio di esperienze con particolare riferimento alla tracciabilità con una evidente ricaduta sullo sviluppo economico del settore agricolo in provincia di Agrigento.
Il quarto progetto presentato dall'Università di Palermo "S.t.a.r. misura 1.3 si propone di studiare geologicamente e geofisicamente il canale siculo tunisino, che fornisca le conoscenze base per la valutazione del rischio da onde di tzunami in siti particolarmente vulnerabili.
L'ultimo progetto "CO.S.T. - T.R.I.M. COOPERAZIONE SICILIA TUNISIA PER IL TURISMO RELAZIONALE INTEGRATO NEL MEDITERRANEO", che utilizza la misura 1.1 del programma di Cooperazione Transfrontaliera "ENPI Italia-Tunisia 2007/013", per una durata biennale dall' importo complessivo di €. 800.000,00 di cui il 90% finanziato dall' UE è stato proposto da la XSERIA Srl di Palermo focalizzando le proprie risorse sul settore dell'industria turistica integrata transfrontaliera nel bacino mediterraneo.
D'Orsi invita Riggio a discutere dell'aeroporto di Agrigento
Il Presidente della Provincia Regionale, Eugenio D'Orsi, ha invitato ufficialmente il Presidente dell'Enac Vito Riggio sabato prossimo 6 marzo '10 alle ore 10:30 per discutere dell'aeroporto di Agrigento.
La richiesta di D'Orsi scaturisce dai colloqui con il senatore Benedetto Adragna che ha sentito il Presidente dell'Enac Vito Riggio.
Da questo incontro - ha detto il Presidente D'Orsi - si dovranno avere chiare risposte sulla possibilità di realizzare l'aeroporto, per sgombrare il campo da tutti gli equivoci e dai rimpalli di responsabilità a cui abbiamo assistito in questi mesi.
AGRIGENTOOGGI.IT
Ato Gesa Ag2: "D'Orsi e Zambuto hanno solo il 30%" Viola e Salsedo difendono Truglio
Il Consigliere comunale Giuseppe Salsedo con una nota stampa è intervenuto sulla vicenda Ato Rifiuti, che nei giorni scorsi ha visto il Presidente della Provincia Regionale di Agrigento e il sindaco della città capoluogo, chiedere le dimissioni del presidente dell'Ato, Truglio. "Invito D'Orsi, Zambuto e Truglio a mettere da parte le polemiche e gli scontri - ha detto Salsedo - auspicando in un dialogo costruttivo e sereno tra le parti al fine di rafforzare i rapporti per il bene della collettività".
"Ritengo che alimentare polemiche ed accuse reciproche - ha aggiunto il consigliere comunale dell'Udc - non produce nessuna soluzione , anzi al contrario innesca un meccanismo che non porta alcun beneficio alla collettività a cui invece interessa avere un servizio che funzioni a costi bassi". Intanto con un'altra nota stampa il sindaco di San Giovanni Gemini ha voluto prendere le distanze dalla posizione di D'Orsi e Zambuto. "Per correttezza d'informazione - ha detto Valerio Viola - si comunica che a chiedere le dimissioni dell'Amministratore Delegato ATO GESA 2, sono stati esclusivamente il Presidente della provincia ed il Sindaco di Agrigento. Gli altri tre Sindaci presenti - aggiunge - Favara, Casteltermini e Sant'Angelo, non si sono associati a tale richiesta, ma hanno sollecitato la convocazione urgente di una nuova assemblea con la presenza di tutti componenti del consiglio d'amministrazione.
Per quanto riguarda il Comune che rappresento - conclude Viola - posso affermare che l'Amministratore Truglio si è adoperato per l'apertura del centro comunale di raccolta, che sta raggiungendo ottimi traguardi, con l'entusiasmo dei cittadini per la raccolta differenziata monolaterale".
Vito Riggio sabato in tenda
Il Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ha invitato ufficialmente il Presidente dell'Enac Vito Riggio sabato prossimo 6 marzo '10 alle ore 10:30 per discutere dell'aeroporto di Agrigento.
La richiesta del Presidente D'Orsi scaturisce dai colloqui con il Senatore Adragna che ha sentito il Presidente dell'Enac Vito Riggio.
Da questo incontro - ha detto il Presidente D'Orsi - si dovranno avere chiare risposte sulla possibilità di realizzare l'aeroporto, per sgombrare il campo da tutti gli equivoci e dai rimpalli di responsabilità a cui abbiamo assistito in questi mesi.
La Provincia di Agrigento verso Tunisi
La Giunta provinciale presieduta dal presidente D'Orsi, su proposta dell'Assessore Giuseppe Arnone, ha approvato una delibera con la quale sono stati approvati cinque progetti comunitari riguardanti la cooperazione Italia-Tunisia.
COMUNICALO.IT
AEROPORTO. Riggio ad Agrigento, Adragna (Pd): "Inizia l'operazione verità".
Il senatore del pd, Benedetto Adragna, accompagnerà nella città dei templi il presidente dell'Enac.
Sabato 6 marzo alle ore 10,30, il presidente dell'Enac Vito Riggio, accompagnato dal senatore del Partito democratico Benedetto Adragna, sarà ad Agrigento per incontrare il Prefetto, Umberto Postiglione e le autorità locali al fine di fare il punto sulla ormai intricata vicenda dell'aeroporto.
Alle 11,30, presso la Prefettura Riggio terrà una conferenza stampa. Dopo le polemiche dei giorni scorsi a seguito delle contrastanti note del Ministero delle infrastrutture il senatore Adragna, dopo aver presentato un'interrogazione parlamentare urgente sulla vicenda, ha incontrato il Presidente Riggio facendosi interprete della necessità di un definitivo chiarimento su ruoli e responsabilità di tutte le istituzioni coinvolte in questa fase preliminare per la realizzazione dell'importante infrastruttura.
"Riggio - dichiara Adragna - mi ha confermato quello che ha sempre ed in ogni sede affermato: non c'è spazio oggi in Italia per nuove infrastrutture aeroportuali anche per le determinazioni che il Parlamento sta assumendo in ossequio a precise direttive della Comunità europea. Cosa diversa è un aviopista con le caratteristiche presentate dalla provincia di Agrigento sulla quale l'Enac non ha dato alcun parere contrario.
Naturalmente - prosegue Adragna - per un'infrastruttura simile non ci sarebbe alcun concorso economico da parte dello Stato e la sua localizzazione attiene alla responsabilità del Ministro delle infrastrutture di concerto con il Presidente della Regione Sicilia. L'Enac ha solo precisato che un'aviopista del genere non potrebbe autosostenersi dal punto di vista economico.
Ma su questo punto - continua Adragna - mi auguro che la determinazione dimostrata dalla Provincia regionale di Agrigento con la messa in liquidazione dell'AAVT e con la disponibilità a sostenere i costi di gestione per due milioni di euro all'anno possa essere sufficiente a superare ogni perplessità.
Sabato - conclude il senatore del Pd - ha inizio un'operazione verità affinché in questa provincia la si smetta di sparare nel mucchio consentendo così di mascherare le responsabilità e nascondere le verità. E sono pronto a proseguire in tal senso anche sulle altre grandi questioni che interessano la nostra provincia: dalla disastrosa situazione della gestione del servizio idrico a quella, altrettanto grave, dei rifiuti".
SICILIA24H.IT
Aeroporto, Sgarbi incontra D'Orsi
L'annunciato incontro con il noto critico d'arte e sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi, a sostegno della protesta del presidente della provincia Eugenio D'Orsi avverrà oggi alle ore 17. Con questo incontro, fortemente voluto dal Presidente Eugenio D'Orsi, si intende coinvolgere anche il mondo della cultura e della politica per portare avanti la battaglia per l'aeroporto. "Riteniamo, ha detto il presidente Eugenio D'Orsi che, l'autorevole voce del sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi aiuti a squarciare il velo di indifferenza che relega la vicenda della costruzione dell'aeroporto di Agrigento entro i confini provinciali".
La provincia di Agrigento capofila di progetti finanziati dall'Unione Europea
La Giunta provinciale presieduta dal presidente D'Orsi, su proposta dell'assessore Giuseppe Arnone, ha approvato una delibera con la quale sono stati approvati cinque progetti comunitari riguardanti la cooperazione Italia-Tunisia. "Agro Energia - Una risorsa per lo sviluppo del Mediterraneo" (ATA), proposto dalla "SISTEMI AMBIENTALI SRL" di Siracusa, utilizzerà le somme della misura 2.3 del programma di Cooperazione Transfrontaliera "ENPI Italia-Tunisia 2007/013", per una durata di 24 mesi, importo complessivo di €. 792.000,00, di cui il 90% finanziato dall' UE. Il progetto suddetto ha come obiettivo lo studio, la ricerca e l'implementazione di impianti idonei alla produzione energetica proveniente da fonti rinnovabili attraverso la creazione di un circuito di produttori di agro energie nell'area del Bacino del Mediterraneo, contesto nel quale assurgono ad elemento di eccellenza la posizione sinergica della provincia di Agrigento e la sua specifica vocazione agricola con una particolare rilevanza ai fini della promozione dello sviluppo economico sostenibile in provincia di Agrigento. Il secondo progetto "INTERPRETE ENOGASTRONOMICO DEL MARE BIANCO", proposto dal Centro Studi INTERFORM di Palermo che utilizza le somme previste dalla misura 3.3 del programma di Cooperazione Transfrontaliera "ENPI Italia-Tunisia 2007/013", per una durata di 24 mesi per un importo complessivo di €. 407.500,00 di cui il 90% finanziato dall' UE, prevede un partenariato composto da soggetti provenienti dai territori previsti nel programma di finanziamento (Sicilia e Tunisia), inclusa la Provincia Regionale di Agrigento. Il terzo progetto "TIME TO MARKET", a valere sulla misura 1.1 del programma di Cooperazione Transfrontaliera "ENPI Italia-Tunisia 2007/013", avente la durata di 24 mesi per un importo complessivo di €. 600.000,00 di cui l' 87% finanziato dall' UE proposto dalla MKTG Soc, Coop di Palermo, ha come obiettivo l'integrazione della filiera agricola della provincia di Agrigento con la filiera del Governatorato tunisino scelto per un rafforzamento delle filiere di commercializzazione attraverso la creazione di associazioni di produttori/consorzi di carattere transnazionale per lo scambio di esperienze con particolare riferimento alla tracciabilità con una evidente ricaduta sullo sviluppo economico del settore agricolo in provincia di Agrigento. Il quarto progetto presentato dall'Università di Palermo "S.t.a.r. misura 1.3 si propone di studiare geologicamente e geofisicamente il canale siculo tunisino, che fornisca le conoscenze base per la valutazione del rischio da onde di tzunami in siti particolarmente vulnerabili.
L'ultimo progetto "CO.S.T. - T.R.I.M. COOPERAZIONE SICILIA TUNISIA PER IL TURISMO RELAZIONALE INTEGRATO NEL MEDITERRANEO", che utilizza la misura 1.1 del programma di Cooperazione Transfrontaliera "ENPI Italia-Tunisia 2007/013", per una durata biennale dall' importo complessivo di €. 800.000,00 di cui il 90% finanziato dall' UE è stato proposto da la XSERIA Srl di Palermo focalizzando le proprie risorse sul settore dell'industria turistica integrata transfrontaliera nel bacino mediterraneo. Questo progetto mira allo sviluppo di un turismo verde sostenibile e di un turismo culturale con particolare attenzione alla promozione di prodotti turistici innovativi, alla produzione locale ed agroalimentare, ai beni culturali.
VITO RIGGIO AD AGRIGENTO
Già nei giorni scorsi Adragna, che sull'argomento ha anche presentato un'interrogazione al ministro Altero Matteoli («solleciterò con cadenza quotidiana la risposta», ha annunciato) aveva detto che si sarebbe interessato per una visita del responsabile per l'aviazione civile ad Agrigento.
In tal senso il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi gli ha anche rivolto un invito ufficiale.
Ieri la conferma. «Riggio - dichiara il senatore Adragna - mi ha confermato che non c'è spazio oggi in Italia per nuovi aeroporti. Cosa diversa è un aviopista con le caratteristiche presentate dalla provincia di Agrigento sulla quale l'Enac non ha dato alcun parere contrario. Ha solo precisato però che tale aviopista non potrebbe autosostenersi dal punto di vista economico. Ma su questo mi auguro che la determinazione dimostrata dalla Provincia regionale di Agrigento con la disponibilità a sostenere i costi di gestione possa essere sufficiente a superare ogni perplessità. Sabato - conclude Adragna -. ha inizio un'operazione verità affinché in questa provincia la si smetta di sparare nel mucchio consentendo così di mascherare le responsabilità e nascondere le verità. Andiamo alla fonte dei problemi 'e vediamo qual è la realtà delle cose. E sono pronto a proseguire in tal senso anche sulle al tre grandi questioni che interessano la nostra provincia».
Riggio, da parte sua, ancora una volta ha ribadito che "La valutazione strettamente tecnica sul progetto - ha detto - é positiva, salvo evidentemente ancora il parere che dovrà esprimere 1'Enav: una pista di 1500 metri in quella zona ci può stare, ma proprio le ristrette dimensioni della struttura suscitano perplessità: su quella pista potrebbero atterrare aeromobili di piccola portata, con un movimento di passeggeri non superiore a 200 mila l'anno. Troppo poco, perché possa stare in piedi da solo. Sarebbe antieconomico e comunque in questa fase lo Stato é vincolato, non può costruire nuovi aeroporti ed anzi deve chiudere quelli più piccoli ed antieconomici. Quando parliamo di Stato naturalmente intendiamo anche le casse della Provincia, che é anch'esso un ente pubblico».
Sintetizzando quindi il pensiero di Riggio si può dire: spazio per altri aeroporti non ce n'è. Si può fare solo un'aviosuperifice che però non conviene, quindi?D'Orsi non ci sta e risponde subito che sarebbero dei privati a gestire l'impianto e che quindi non è problema economico per le istituzioni pubbliche... «Se il progetto venisse presentato da un privato che si assume la responsabilità della gestione, allora in quel caso non ci sarebbero proble-
Intanto D'Orsi ha confermato l'incarico di esperto legale all'avv. Girolamo Rubino. Continuerà ad occuparsi dell'emissione di pareri all'Amministrazione, ma in questa fase particolare farà anche parte del gruppo di lavoro per la realizzazione dell'aeroporto.
Seguirà gli aspetti amministrativi della variante allo strumento urbanistico di Licata e fornirà tutti gli altri pareri connessi con, le vicende dell'aeroporto legate agli aspetti urbanistici e della conferenza di servizi che dovrebbe svolgersi tra Ministero delle infrastrutture, Regione ed Enac. Qualora si d
QUESTIONE ATO LESA:Truglio prepara un dossier per rispondere
Francesco Truglio, amministratore unico di Gesa, del quale il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ed il sindaco di Agrigento Marco Zambuto hanno chiesto le dimissioni, non ha reagito. Nessuna dichiarazione, nessun commento, tuttc quelle che si riesce a sapere dal suo staff é che sta preparando un dossier per rispondere a quanto affermato lunedì scorso da D'Orsi e Zambuto e che tale risposta verrebbe data in una conferenza stampa che dovrebbe svolgersi domani giovedì. Come si sa, la settimana scorsa avrebbe dovuto esserci un'assemblea dei soci di Gesa, nel corso della quale il presidente defila Provincia ed il sindaco del capoluogo avevano intenzione di manifestare le loroperplessità su alcuni comportamenti del responsabile della società d'ambito. Truglioperò alla vigilia ha fatto sapere di essere indisponibile per motivi familiari ed all'assemblea sono andati pochi sindaci. Questa assenza é stata "inserita"però da D'Orsi e Zambuto nell'elenco delle contestazioni: «un'assemblea convocata per iscritto - affermano - non può essere annullata
con una telefonata». Poi ci sono gli altri rilievi, quelli relativi alla mancata emissione del bando di gara per il nuovo appalto del prelievo e smalti-mento dei rifiuti: l'appalto attuale scade il 16 marzo e, in mancanza della celebrazione di tale gara, si do-vrà andare ad una proroga. Inoltre la presentazione in assemblea di un ordine del giorno non supportato dagli atti, compreso il piano delle
assunzioni per il 2010. «Non ci ha messo- hanno detto ancora D'Orsi e Zambuto - nelle condizioni di vigilare, come sarebbe nostro dovere fare per impedire l'eventuale infiltrazione di comitati d'affari».
Sulla vicenda si registra l'intervento del consigliere comunale Udc Giuseppe Salsedo il quale afferma che «alimentare polemiche ed accuse reciproche non produce nessuna soluzione , anzi al contrario innesca un meccanismo che non porta nulla di positivo. Bisogna abbassare i toni ed assumere impegni e comportamenti concreti affinché il comparto dei rifiuti non si tramuti in un interesse privilegiato ma in un servizio che possa pesare il meno possibile nelle tasche dei contribuenti». Egli invita «D'Orsi, Zambuto e Truglio a mettere da parte le polemiche e gli scontri auspicando un dialogo costruttivo e sereno tra le parti».
PORTO EMPEDOCLE. Il Genio civile opere marittime ha ultimato i rilievi tecnici propedeutici alla realizzazione della banchina destinata alle grandi navi per turi
Industria e turismo.
Secondo alcuni è un «matrimonio» che non si deve fare.
A Porto Empedocle però si sta facendo di tutto per riuscire a celebrare queste «nozze» che da più parti vengono ritenute irrealizzabili. Fuor di metafora, nella cittadina marinara si stanno concretamente gettando le basi per la realizzazione della banchina destinata ad accogliere le navi da crociera tanto sognate negli scorsi decenni.
Com'è noto il Comune empedoclino e l'Enel hanno visto convergere i rispettivi progetti relativi al prolungamento della banchina dove da sempre attraccano i mercantili carichi di carburante destinato ad alimentare la i centrale Enel. La banchina dove molti vanno a pescare, dove a luglio ci si reca per ammirare l'«antinna a mari», durante la festa in onore della Madonna del Carmine.In questo sito, verrà effettuato il prolungamento del braccio a mare, tanto da consentire l'approdo in sicurezza delle navi cariche di migliaia di villeggianti, diretti nella Valle dei Templi e dintorni. Il Comune un progetto nel cassetto l'aveva da tempo, l'Enel nel contesto del rigassíficatore e delle misure per esso compensative si è offerta di realizzare con proprie risorse questo prolungamento. Alla luce di questa comunione d'intenti, il Comune si è mosso per dare il via all'iter tecnico - burocratico.
Il sindaco Calogero Firetto e i suoi più stretti collaboratori hanno sollecitato il Genio Civile opere marittime a i cosiddetti «carotaggi» la banchina esistente.
Si tratta di prelievi di materiali dispensabili ad accertare la reale consistenza delle masse che componi il punto d'approdo.
Ultimati questi test, Comuni Enel possono proseguire nell'iter da qui a qualche mese dovrebbe prodare nella concessione di ti nulla osta all'avvio dei lavori di prolungamento del braccio a mare.
Da evidenziare come questo approdo per navi da crociera s'inserirebbe perfettamente in un contesto che a breve vedrà l'apertura del Museo regionale del mare e la creazione di un porticciolo turistico, degno delle rinomate località meta di villeggianti amanti del diportismo.
Senza esami tecnici sul posto tutti i progetti rimangono nei cassetti. A Porto Empedocle questi esami tecnici scattati e sono già a buon punto. Le «nozze» tra turismo e industria dunque sono sempre in programma.
VITO RIGGIO AD AGRIGENTO
Il presidente dell'Enac Vito Riggio sarà sabato prossimo ad Agrigento per incontrare il prefetto Umberto Postiglione, il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ed il sindaco Marco Zambuto.
Promotore dell'iniziativa è il senatore del Pd Benedetto Adragna con il pieno appoggio del prefetto Umberto Postiglione.
Già nei giorni scorsi Adragna, che sull'argomento ha anche presentato un'interrogazione al ministro Altero Matteoli («solleciterò con cadenza quotidiana la risposta», ha annunciato) aveva detto che si sarebbe interessato per una visita del responsabile per l'aviazione civile ad Agrigento.
In tal senso il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi gli ha anche rivolto un invito ufficiale.
Ieri la conferma. «Riggio - dichiara il senatore Adragna - mi ha confermato che non c'è spazio oggi in Italia per nuovi aeroporti. Cosa diversa è un aviopista con le caratteristiche presentate dalla provincia di Agrigento sulla quale l'Enac non ha dato alcun parere contrario. Ha solo precisato però che tale aviopista non potrebbe autosostenersi dal punto di vista economico. Ma su questo mi auguro che la determinazione dimostrata dalla Provincia regionale di Agrigento con la disponibilità a sostenere i costi di gestione possa essere sufficiente a superare ogni perplessità. Sabato - conclude Adragna -. ha inizio un'operazione verità affinché in questa provincia la si smetta di sparare nel mucchio consentendo così di mascherare le responsabilità e nascondere le verità. Andiamo alla fonte dei problemi 'e vediamo qual è la realtà delle cose. E sono pronto a proseguire in tal senso anche sulle al tre grandi questioni che interessano la nostra provincia».
Riggio, da parte sua, ancora una volta ha ribadito che "La valutazione strettamente tecnica sul progetto - ha detto - é positiva, salvo evidentemente ancora il parere che dovrà esprimere 1'Enav: una pista di 1500 metri in quella zona ci può stare, ma proprio le ristrette dimensioni della struttura suscitano perplessità: su quella pista potrebbero atterrare aeromobili di piccola portata, con un movimento di passeggeri non superiore a 200 mila l'anno. Troppo poco, perché possa stare in piedi da solo. Sarebbe antieconomico e comunque in questa fase lo Stato é vincolato, non può costruire nuovi aeroporti ed anzi deve chiudere quelli più piccoli ed antieconomici. Quando parliamo di Stato naturalmente intendiamo anche le casse della Provincia, che é anch'esso un ente pubblico».
Sintetizzando quindi il pensiero di Riggio si può dire: spazio per altri aeroporti non ce n'è. Si può fare solo un'aviosuperifice che però non conviene, quindi?D'Orsi non ci sta e risponde subito che sarebbero dei privati a gestire l'impianto e che quindi non è problema economico per le istituzioni pubbliche... «Se il progetto venisse presentato da un privato che si assume la responsabilità della gestione, allora in quel caso non ci sarebbero proble-
Intanto D'Orsi ha confermato l'incarico di esperto legale all'avv. Girolamo Rubino. Continuerà ad occuparsi dell'emissione di pareri all'Amministrazione, ma in questa fase particolare farà anche parte del gruppo di lavoro per la realizzazione dell'aeroporto.
Seguirà gli aspetti amministrativi della variante allo strumento urbanistico di Licata e fornirà tutti gli altri pareri connessi con, le vicende dell'aeroporto legate agli aspetti urbanistici e della conferenza di servizi che dovrebbe svolgersi tra Ministero delle infrastrutture, Regione ed Enac. Qualora si dovesse rendere necessario, Rubino é anche pronto ad intraprendere pure le azioni legali necessarie di fronte ad eventuale inerzia delle amministrazioni coinvolte nella vicenda.
Infine c'è da registrare una risposta polemica del vicepresidente della Regione Michele Cimino a D'Orsi che lo aveva accusato di immobilismo su questo tema. «Non tocca a me rispondere dell'operato dei colleghi Deputati della nostra provincia, - afferma - ma mi corre l'obbligo morale di ricordarti due fatti politicamente importanti, di cui anche l'elettorato agrigentino è a conoscenza: il primo, che non è certamente il più importante ma che è la logica consequenziale del mio operato, è la solidarietà pubblica da te avuta sia da parte mia che da parte del gruppo che fa a me riferimento; altro fatto, ben più importante delle parole o delle forme di solidarietà di maniera, è stato l' impegno da me profuso, nella qualità di Vice Presidente della Regione con delega di Assessore per l'Economia, affinché nella programmazione dei Fondi per le Aree Sottoutilizzate, attività che rientra tra quelle a me delegate dal Presidente della Regione, rientrasse il finanziamento dell'aeroporto di Agrigento, talché nella succitata programmazione sono stati, a tal fine, stanziati 30.000.000 di euro».
VITO RIGGIO AD AGRIGENTO
Il presidente dell'Enac Vito Riggio sarà sabato prossimo ad Agrigento per incontrare il prefetto Umberto Postiglione, il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ed il sindaco Marco Zambuto.
Promotore dell'iniziativa è il senatore del Pd Benedetto Adragna con il pieno appoggio del prefetto Umberto Postiglione.
Già nei giorni scorsi Adragna, che sull'argomento ha anche presentato un'interrogazione al ministro Altero Matteoli («solleciterò con cadenza quotidiana la risposta», ha annunciato) aveva detto che si sarebbe interessato per una visita del responsabile per l'aviazione civile ad Agrigento.
In tal senso il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi gli ha anche rivolto un invito ufficiale.
Ieri la conferma. «Riggio - dichiara il senatore Adragna - mi ha confermato che non c'è spazio oggi in Italia per nuovi aeroporti. Cosa diversa è un aviopista con le caratteristiche presentate dalla provincia di Agrigento sulla quale l'Enac non ha dato alcun parere contrario. Ha solo precisato però che tale aviopista non potrebbe autosostenersi dal punto di vista economico. Ma su questo mi auguro che la determinazione dimostrata dalla Provincia regionale di Agrigento con la disponibilità a sostenere i costi di gestione possa essere sufficiente a superare ogni perplessità. Sabato - conclude Adragna -. ha inizio un'operazione verità affinché in questa provincia la si smetta di sparare nel mucchio consentendo così di mascherare le responsabilità e nascondere le verità. Andiamo alla fonte dei problemi 'e vediamo qual è la realtà delle cose. E sono pronto a proseguire in tal senso anche sulle al tre grandi questioni che interessano la nostra provincia».
Riggio, da parte sua, ancora una volta ha ribadito che "La valutazione strettamente tecnica sul progetto - ha detto - é positiva, salvo evidentemente ancora il parere che dovrà esprimere 1'Enav: una pista di 1500 metri in quella zona ci può stare, ma proprio le ristrette dimensioni della struttura suscitano perplessità: su quella pista potrebbero atterrare aeromobili di piccola portata, con un movimento di passeggeri non superiore a 200 mila l'anno. Troppo poco, perché possa stare in piedi da solo. Sarebbe antieconomico e comunque in questa fase lo Stato é vincolato, non può costruire nuovi aeroporti ed anzi deve chiudere quelli più piccoli ed antieconomici. Quando parliamo di Stato naturalmente intendiamo anche le casse della Provincia, che é anch'esso un ente pubblico».
Sintetizzando quindi il pensiero di Riggio si può dire: spazio per altri aeroporti non ce n'è. Si può fare solo un'aviosuperifice che però non conviene, quindi?D'Orsi non ci sta e risponde subito che sarebbero dei privati a gestire l'impianto e che quindi non è problema economico per le istituzioni pubbliche... «Se il progetto venisse presentato da un privato che si assume la responsabilità della gestione, allora in quel caso non ci sarebbero proble-
Intanto D'Orsi ha confermato l'incarico di esperto legale all'avv. Girolamo Rubino. Continuerà ad occuparsi dell'emissione di pareri all'Amministrazione, ma in questa fase particolare farà anche parte del gruppo di lavoro per la realizzazione dell'aeroporto.
Seguirà gli aspetti amministrativi della variante allo strumento urbanistico di Licata e fornirà tutti gli altri pareri connessi con, le vicende dell'aeroporto legate agli aspetti urbanistici e della conferenza di servizi che dovrebbe svolgersi tra Ministero delle infrastrutture, Regione ed Enac. Qualora si dovesse rendere necessario, Rubino é anche pronto ad intraprendere pure le azioni legali necessarie di fronte ad eventuale inerzia delle amministrazioni coinvolte nella vicenda.
Infine c'è da registrare una risposta polemica del vicepresidente della Regione Michele Cimino a D'Orsi che lo aveva accusato di immobilismo su questo tema. «Non tocca a me rispondere dell'operato dei colleghi Deputati della nostra provincia, - afferma - ma mi corre l'obbligo morale di ricordarti due fatti politicamente importanti, di cui anche l'elettorato agrigentino è a conoscenza: il primo, che non è certamente il più importante ma che è la logica consequenziale del mio operato, è la solidarietà pubblica da te avuta sia da parte mia che da parte del gruppo che fa a me riferimento; altro fatto, ben più importante delle parole o delle forme di solidarietà di maniera, è stato l' impegno da me profuso, nella qualità di Vice Presidente della Regione con delega di Assessore per l'Economia, affinché nella programmazione dei Fondi per le Aree Sottoutilizzate, attività che rientra tra quelle a me delegate dal Presidente della Regione, rientrasse il finanziamento dell'aeroporto di Agrigento, talché nella succitata programmazione sono stati, a tal fine, stanziati 30.000.000 di euro».
VITO RIGGIO AD AGRIGENTO
Il presidente dell'Enac Vito Riggio sarà sabato prossimo ad Agrigento per incontrare il prefetto Umberto Postiglione, il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ed il sindaco Marco Zambuto.
Promotore dell'iniziativa è il senatore del Pd Benedetto Adragna con il pieno appoggio del prefetto Umberto Postiglione.
Già nei giorni scorsi Adragna, che sull'argomento ha anche presentato un'interrogazione al ministro Altero Matteoli («solleciterò con cadenza quotidiana la risposta», ha annunciato) aveva detto che si sarebbe interessato per una visita del responsabile per l'aviazione civile ad Agrigento.
In tal senso il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi gli ha anche rivolto un invito ufficiale.
Ieri la conferma. «Riggio - dichiara il senatore Adragna - mi ha confermato che non c'è spazio oggi in Italia per nuovi aeroporti. Cosa diversa è un aviopista con le caratteristiche presentate dalla provincia di Agrigento sulla quale l'Enac non ha dato alcun parere contrario. Ha solo precisato però che tale aviopista non potrebbe autosostenersi dal punto di vista economico. Ma su questo mi auguro che la determinazione dimostrata dalla Provincia regionale di Agrigento con la disponibilità a sostenere i costi di gestione possa essere sufficiente a superare ogni perplessità. Sabato - conclude Adragna -. ha inizio un'operazione verità affinché in questa provincia la si smetta di sparare nel mucchio consentendo così di mascherare le responsabilità e nascondere le verità. Andiamo alla fonte dei problemi 'e vediamo qual è la realtà delle cose. E sono pronto a proseguire in tal senso anche sulle al tre grandi questioni che interessano la nostra provincia».
Riggio, da parte sua, ancora una volta ha ribadito che "La valutazione strettamente tecnica sul progetto - ha detto - é positiva, salvo evidentemente ancora il parere che dovrà esprimere 1'Enav: una pista di 1500 metri in quella zona ci può stare, ma proprio le ristrette dimensioni della struttura suscitano perplessità: su quella pista potrebbero atterrare aeromobili di piccola portata, con un movimento di passeggeri non superiore a 200 mila l'anno. Troppo poco, perché possa stare in piedi da solo. Sarebbe antieconomico e comunque in questa fase lo Stato é vincolato, non può costruire nuovi aeroporti ed anzi deve chiudere quelli più piccoli ed antieconomici. Quando parliamo di Stato naturalmente intendiamo anche le casse della Provincia, che é anch'esso un ente pubblico».
Sintetizzando quindi il pensiero di Riggio si può dire: spazio per altri aeroporti non ce n'è. Si può fare solo un'aviosuperifice che però non conviene, quindi?D'Orsi non ci sta e risponde subito che sarebbero dei privati a gestire l'impianto e che quindi non è problema economico per le istituzioni pubbliche... «Se il progetto venisse presentato da un privato che si assume la responsabilità della gestione, allora in quel caso non ci sarebbero proble-
Intanto D'Orsi ha confermato l'incarico di esperto legale all'avv. Girolamo Rubino. Continuerà ad occuparsi dell'emissione di pareri all'Amministrazione, ma in questa fase particolare farà anche parte del gruppo di lavoro per la realizzazione dell'aeroporto.
Seguirà gli aspetti amministrativi della variante allo strumento urbanistico di Licata e fornirà tutti gli altri pareri connessi con, le vicende dell'aeroporto legate agli aspetti urbanistici e della conferenza di servizi che dovrebbe svolgersi tra Ministero delle infrastrutture, Regione ed Enac. Qualora si dovesse rendere necessario, Rubino é anche pronto ad intraprendere pure le azioni legali necessarie di fronte ad eventuale inerzia delle amministrazioni coinvolte nella vicenda.
Infine c'è da registrare una risposta polemica del vicepresidente della Regione Michele Cimino a D'Orsi che lo aveva accusato di immobilismo su questo tema. «Non tocca a me rispondere dell'operato dei colleghi Deputati della nostra provincia, - afferma - ma mi corre l'obbligo morale di ricordarti due fatti politicamente importanti, di cui anche l'elettorato agrigentino è a conoscenza: il primo, che non è certamente il più importante ma che è la logica consequenziale del mio operato, è la solidarietà pubblica da te avuta sia da parte mia che da parte del gruppo che fa a me riferimento; altro fatto, ben più importante delle parole o delle forme di solidarietà di maniera, è stato l' impegno da me profuso, nella qualità di Vice Presidente della Regione con delega di Assessore per l'Economia, affinché nella programmazione dei Fondi per le Aree Sottoutilizzate, attività che rientra tra quelle a me delegate dal Presidente della Regione, rientrasse il finanziamento dell'aeroporto di Agrigento, talché nella succitata programmazione sono stati, a tal fine, stanziati 30.000.000 di euro».
QUESTIONE ATO LESA:Truglio prepara un dossier per rispondere
Francesco Truglio, amministratore unico di Gesa, del quale il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ed il sindaco di Agrigento Marco Zambuto hanno chiesto le dimissioni, non ha reagito. Nessuna dichiarazione, nessun commento, tuttc quelle che si riesce a sapere dal suo staff é che sta preparando un dossier per rispondere a quanto affermato lunedì scorso da D'Orsi e Zambuto e che tale risposta verrebbe data in una conferenza stampa che dovrebbe svolgersi domani giovedì. Come si sa, la settimana scorsa avrebbe dovuto esserci un'assemblea dei soci di Gesa, nel corso della quale il presidente defila Provincia ed il sindaco del capoluogo avevano intenzione di manifestare le loroperplessità su alcuni comportamenti del responsabile della società d'ambito. Truglioperò alla vigilia ha fatto sapere di essere indisponibile per motivi familiari ed all'assemblea sono andati pochi sindaci. Questa assenza é stata "inserita"però da D'Orsi e Zambuto nell'elenco delle contestazioni: «un'assemblea convocata per iscritto - affermano - non può essere annullata
con una telefonata». Poi ci sono gli altri rilievi, quelli relativi alla mancata emissione del bando di gara per il nuovo appalto del prelievo e smaltimento dei rifiuti: l'appalto attuale scade il 16 marzo e, in mancanza della celebrazione di tale gara, si do-vrà andare ad una proroga. Inoltre la presentazione in assemblea di un ordine del giorno non supportato dagli atti, compreso il piano delle
assunzioni per il 2010. «Non ci ha messo- hanno detto ancora D'Orsi e Zambuto - nelle condizioni di vigilare, come sarebbe nostro dovere fare per impedire l'eventuale infiltrazione di comitati d'affari».
Sulla vicenda si registra l'intervento del consigliere comunale Udc Giuseppe Salsedo il quale afferma che «alimentare polemiche ed accuse reciproche non produce nessuna soluzione , anzi al contrario innesca un meccanismo che non porta nulla di positivo. Bisogna abbassare i toni ed assumere impegni e comportamenti concreti affinché il comparto dei rifiuti non si tramuti in un interesse privilegiato ma in un servizio che possa pesare il meno possibile nelle tasche dei contribuenti». Egli invita «D'Orsi, Zambuto e Truglio a mettere da parte le polemiche e gli scontri auspicando un dialogo costruttivo e sereno tra le parti».
PORTO EMPEDOCLE. Il Genio civile opere marittime ha ultimato i rilievi tecnici propedeutici alla realizzazione della banchina destinata alle grandi navi per turi
Industria e turismo.
Secondo alcuni è un «matrimonio» che non si deve fare.
A Porto Empedocle però si sta facendo di tutto per riuscire a celebrare queste «nozze» che da più parti vengono ritenute irrealizzabili. Fuor di metafora, nella cittadina marinara si stanno concretamente gettando le basi per la realizzazione della banchina destinata ad accogliere le navi da crociera tanto sognate negli scorsi decenni.
Com'è noto il Comune empedoclino e l'Enel hanno visto convergere i rispettivi progetti relativi al prolungamento della banchina dove da sempre attraccano i mercantili carichi di carburante destinato ad alimentare la i centrale Enel. La banchina dove molti vanno a pescare, dove a luglio ci si reca per ammirare l'«antinna a mari», durante la festa in onore della Madonna del Carmine.In questo sito, verrà effettuato il prolungamento del braccio a mare, tanto da consentire l'approdo in sicurezza delle navi cariche di migliaia di villeggianti, diretti nella Valle dei Templi e dintorni. Il Comune un progetto nel cassetto l'aveva da tempo, l'Enel nel contesto del rigassíficatore e delle misure per esso compensative si è offerta di realizzare con proprie risorse questo prolungamento. Alla luce di questa comunione d'intenti, il Comune si è mosso per dare il via all'iter tecnico - burocratico.
Il sindaco Calogero Firetto e i suoi più stretti collaboratori hanno sollecitato il Genio Civile opere marittime a i cosiddetti «carotaggi» la banchina esistente.
Si tratta di prelievi di materiali dispensabili ad accertare la reale consistenza delle masse che componi il punto d'approdo.
Ultimati questi test, Comuni Enel possono proseguire nell'iter da qui a qualche mese dovrebbe prodare nella concessione di ti nulla osta all'avvio dei lavori di prolungamento del braccio a mare.
Da evidenziare come questo approdo per navi da crociera s'inserirebbe perfettamente in un contesto che a breve vedrà l'apertura del Museo regionale del mare e la creazione di un porticciolo turistico, degno delle rinomate località meta di villeggianti amanti del diportismo.
Senza esami tecnici sul posto tutti i progetti rimangono nei cassetti. A Porto Empedocle questi esami tecnici scattati e sono già a buon punto. Le «nozze» tra turismo e industria dunque sono sempre in programma.
VITO RIGGIO AD AGRIGENTO
Il presidente dell'Enac Vito Riggio sarà sabato prossimo ad Agrigento per incontrare il prefetto Umberto Postiglione, il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ed il sindaco Marco Zambuto.
Promotore dell'iniziativa è il senatore del Pd Benedetto Adragna con il pieno appoggio del prefetto Umberto Postiglione.
Già nei giorni scorsi Adragna, che sull'argomento ha anche presentato un'interrogazione al ministro Altero Matteoli («solleciterò con cadenza quotidiana la risposta», ha annunciato) aveva detto che si sarebbe interessato per una visita del responsabile per l'aviazione civile ad Agrigento.
In tal senso il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi gli ha anche rivolto un invito ufficiale.
Ieri la conferma. «Riggio - dichiara il senatore Adragna - mi ha confermato che non c'è spazio oggi in Italia per nuovi aeroporti. Cosa diversa è un aviopista con le caratteristiche presentate dalla provincia di Agrigento sulla quale l'Enac non ha dato alcun parere contrario. Ha solo precisato però che tale aviopista non potrebbe autosostenersi dal punto di vista economico. Ma su questo mi auguro che la determinazione dimostrata dalla Provincia regionale di Agrigento con la disponibilità a sostenere i costi di gestione possa essere sufficiente a superare ogni perplessità. Sabato - conclude Adragna -. ha inizio un'operazione verità affinché in questa provincia la si smetta di sparare nel mucchio consentendo così di mascherare le responsabilità e nascondere le verità. Andiamo alla fonte dei problemi 'e vediamo qual è la realtà delle cose. E sono pronto a proseguire in tal senso anche sulle al tre grandi questioni che interessano la nostra provincia».
Riggio, da parte sua, ancora una volta ha ribadito che "La valutazione strettamente tecnica sul progetto - ha detto - é positiva, salvo evidentemente ancora il parere che dovrà esprimere 1'Enav: una pista di 1500 metri in quella zona ci può stare, ma proprio le ristrette dimensioni della struttura suscitano perplessità: su quella pista potrebbero atterrare aeromobili di piccola portata, con un movimento di passeggeri non superiore a 200 mila l'anno. Troppo poco, perché possa stare in piedi da solo. Sarebbe antieconomico e comunque in questa fase lo Stato é vincolato, non può costruire nuovi aeroporti ed anzi deve chiudere quelli più piccoli ed antieconomici. Quando parliamo di Stato naturalmente intendiamo anche le casse della Provincia, che é anch'esso un ente pubblico».
Sintetizzando quindi il pensiero di Riggio si può dire: spazio per altri aeroporti non ce n'è. Si può fare solo un'aviosuperifice che però non conviene, quindi?D'Orsi non ci sta e risponde subito che sarebbero dei privati a gestire l'impianto e che quindi non è problema economico per le istituzioni pubbliche... «Se il progetto venisse presentato da un privato che si assume la responsabilità della gestione, allora in quel caso non ci sarebbero proble-
Intanto D'Orsi ha confermato l'incarico di esperto legale all'avv. Girolamo Rubino. Continuerà ad occuparsi dell'emissione di pareri all'Amministrazione, ma in questa fase particolare farà anche parte del gruppo di lavoro per la realizzazione dell'aeroporto.
Seguirà gli aspetti amministrativi della variante allo strumento urbanistico di Licata e fornirà tutti gli altri pareri connessi con, le vicende dell'aeroporto legate agli aspetti urbanistici e della conferenza di servizi che dovrebbe svolgersi tra Ministero delle infrastrutture, Regione ed Enac. Qualora si dovesse rendere necessario, Rubino é anche pronto ad intraprendere pure le azioni legali necessarie di fronte ad eventuale inerzia delle amministrazioni coinvolte nella vicenda.
Infine c'è da registrare una risposta polemica del vicepresidente della Regione Michele Cimino a D'Orsi che lo aveva accusato di immobilismo su questo tema. «Non tocca a me rispondere dell'operato dei colleghi Deputati della nostra provincia, - afferma - ma mi corre l'obbligo morale di ricordarti due fatti politicamente importanti, di cui anche l'elettorato agrigentino è a conoscenza: il primo, che non è certamente il più importante ma che è la logica consequenziale del mio operato, è la solidarietà pubblica da te avuta sia da parte mia che da parte del gruppo che fa a me riferimento; altro fatto, ben più importante delle parole o delle forme di solidarietà di maniera, è stato l' impegno da me profuso, nella qualità di Vice Presidente della Regione con delega di Assessore per l'Economia, affinché nella programmazione dei Fondi per le Aree Sottoutilizzate, attività che rientra tra quelle a me delegate dal Presidente della Regione, rientrasse il finanziamento dell'aeroporto di Agrigento, talché nella succitata programmazione sono stati, a tal fine, stanziati 30.000.000 di euro».
QUESTIONE ATO GESA:Truglio prepara un dossier per rispondere
Francesco Truglio, amministratore unico di Gesa, del quale il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ed il sindaco di Agrigento Marco Zambuto hanno chiesto le dimissioni, non ha reagito. Nessuna dichiarazione, nessun commento, tuttc quelle che si riesce a sapere dal suo staff é che sta preparando un dossier per rispondere a quanto affermato lunedì scorso da D'Orsi e Zambuto e che tale risposta verrebbe data in una conferenza stampa che dovrebbe svolgersi domani giovedì. Come si sa, la settimana scorsa avrebbe dovuto esserci un'assemblea dei soci di Gesa, nel corso della quale il presidente defila Provincia ed il sindaco del capoluogo avevano intenzione di manifestare le loroperplessità su alcuni comportamenti del responsabile della società d'ambito. Truglioperò alla vigilia ha fatto sapere di essere indisponibile per motivi familiari ed all'assemblea sono andati pochi sindaci. Questa assenza é stata "inserita"però da D'Orsi e Zambuto nell'elenco delle contestazioni: «un'assemblea convocata per iscritto - affermano - non può essere annullata
con una telefonata». Poi ci sono gli altri rilievi, quelli relativi alla mancata emissione del bando di gara per il nuovo appalto del prelievo e smalti-mento dei rifiuti: l'appalto attuale scade il 16 marzo e, in mancanza della celebrazione di tale gara, si do-vrà andare ad una proroga. Inoltre la presentazione in assemblea di un ordine del giorno non supportato dagli atti, compreso il piano delle assunzioni per il 2010. «Non ci ha messo- hanno detto ancora D'Orsi e Zambuto - nelle condizioni di vigilare, come sarebbe nostro dovere fare per impedire l'eventuale infiltrazione di comitati d'affari».
Sulla vicenda si registra l'intervento del consigliere comunale Udc Giuseppe Salsedo il quale afferma che «alimentare polemiche ed accuse reciproche non produce nessuna soluzione , anzi al contrario innesca un meccanismo che non porta nulla di positivo. Bisogna abbassare i toni ed assumere impegni e comportamenti concreti affinché il comparto dei rifiuti non si tramuti in un interesse privilegiato ma in un servizio che possa pesare il meno possibile nelle tasche dei contribuenti». Egli invita «D'Orsi, Zambuto e Truglio a mettere da parte le polemiche e gli scontri auspicando un dialogo costruttivo e sereno tra le parti».
PORTO EMPEDOCLE. Il Genio civile opere marittime ha ultimato i rilievi tecnici propedeutici alla realizzazione della banchina destinata alle grandi navi per turi
Industria e turismo.
Secondo alcuni è un «matrimonio» che non si deve fare.
A Porto Empedocle però si sta facendo di tutto per riuscire a celebrare queste «nozze» che da più parti vengono ritenute irrealizzabili. Fuor di metafora, nella cittadina marinara si stanno concretamente gettando le basi per la realizzazione della banchina destinata ad accogliere le navi da crociera tanto sognate negli scorsi decenni.
Com'è noto il Comune empedoclino e l'Enel hanno visto convergere i rispettivi progetti relativi al prolungamento della banchina dove da sempre attraccano i mercantili carichi di carburante destinato ad alimentare la i centrale Enel. La banchina dove molti vanno a pescare, dove a luglio ci si reca per ammirare l'«antinna a mari», durante la festa in onore della Madonna del Carmine.In questo sito, verrà effettuato il prolungamento del braccio a mare, tanto da consentire l'approdo in sicurezza delle navi cariche di migliaia di villeggianti, diretti nella Valle dei Templi e dintorni. Il Comune un progetto nel cassetto l'aveva da tempo, l'Enel nel contesto del rigassíficatore e delle misure per esso compensative si è offerta di realizzare con proprie risorse questo prolungamento. Alla luce di questa comunione d'intenti, il Comune si è mosso per dare il via all'iter tecnico - burocratico.
Il sindaco Calogero Firetto e i suoi più stretti collaboratori hanno sollecitato il Genio Civile opere marittime a i cosiddetti «carotaggi» la banchina esistente.
Si tratta di prelievi di materiali dispensabili ad accertare la reale consistenza delle masse che componi il punto d'approdo.
Ultimati questi test, Comuni Enel possono proseguire nell'iter da qui a qualche mese dovrebbe prodare nella concessione di ti nulla osta all'avvio dei lavori di prolungamento del braccio a mare.
Da evidenziare come questo approdo per navi da crociera s'inserirebbe perfettamente in un contesto che a breve vedrà l'apertura del Museo regionale del mare e la creazione di un porticciolo turistico, degno delle rinomate località meta di villeggianti amanti del diportismo.
Senza esami tecnici sul posto tutti i progetti rimangono nei cassetti. A Porto Empedocle questi esami tecnici scattati e sono già a buon punto. Le «nozze» tra turismo e industria dunque sono sempre in programma.