
6 MARZO
GIORNALE DI SICILIA
ATO RIFIUTI. Il Cda ha respinto le dimissioni dell'amministratore unico che deciderà in settimana Gesa, l'assemblea dei sindaci:«Massima fiducia a Truglio»
Dimissioni respinte. I sindaci del Cda della Gesa Ag2 non vogliono che Francesco Truglio lasci la carica di amministratore unico deli'Ato rifiuti. Non lo vuole nessuno, nemmeno il primo cittadino di Agrigento Marco Zambuto da cui tutto questo ha avuto origine, Il voto è arrivato all'unanimità, nel corso del vertice di giovedì sera a Comi tini dove gli amministratori si sono confrontati finendo anche con l'assegnare al sindaco di Favara Minimo Russello, il compito di fare da ambasciatore» con Truglio per chiedergli di restare. Dal canto suo, Truglio ha deciso di prendersi qualche giorno per riflettere ma dal suo entourage, non filtrano assicurazioni eccessive circa questa possibilità. Se Truglio lasciasse, la prima conseguenza temporale sarebbe una immediata proroga del milionario appalto per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti di questo ATO che scade proprio il 15 marzo prossimo. Poi ci sarebbe la gestione degli scioperi già indetti per giorno 12 e dei rapporti che lo stesso Truglio ha intrapreso con un istituto di credito per ottenere finanziamenti immediati pe pagare gli stipendi ai lavoratori. Insomma, un quadro non rassicurante, dipinto con colori per niente chiari e che ha insinuato in tutti più di una perplessità. Alla scelta di Truglio è legata anche quella del sindaco empedoclino Lillo Firetto, elemento non di secondo piano di questo cda che è in atto dimissionario e che ha ribadito la fiducia nell'operato di Truglio proprio sulla contestazione fatta da Zambuto a proposto della predisposizione del nuovo bando di gara per l'appalto decennale che si aggirerebbe intorno ai 35 milioni di euro. Un allarme condiviso anche da Cgil, Cisl e Uil di categoria che in una nota congiunta spiegano che la Gesa, se Truglio lasciasse, tornerebbe indietro anni luce rispetto alle importanti novità che ha apportato sia nell'organizzazione del lavoro, ottimizzando le risorse umane, sia con tagli a sprechi e costi di carattere generale di cui evidentemente l'azienda può farne a meno. Sulla vicenda si interroga anche Legambiente. «I cittadini - scrive Claudia Casa - hanno il diritto di sapere sull'altare di chi o di che cosa si è deciso, di attaccare pesantemente e del tutto ingiustificatamente un professionista che stava lavorando per portare la Gesa ai livelli dell'Ato TP2». E Truglio incassa anche la solidarietà della sezione di Aragona della Rete regionale siciliana «Rifiuti zero». «Nella gestione dei rifiuti -scrive il referente Franco Cipolla -Truglio ha ottenuto in soli sei mesi due risultati brillanti che il precedente cda di nomina politica, non ha saputo ottenere, quali la riduzione delle spese generali di gestione e la non indifferente diminuzione dei rifiuti conferiti in discarica». Sulla vicenda interviene anche il deputato regionale del Pd Giacomo Di Benedetto che sottolinea come la conduzione dell'Ato agrigentino appariva avviata verso un sicuro miglioramento e ad una gestione positiva, pur permanendo enormi problemi legati alla situazione finanziaria ed organizzativa. Infine, i consiglieri comunali agrigentini Ennio Saeva, Francesco Alfano, Davide Lo Presti, Elisa Virone, Angela Galvano, Giovanni Civiltà, Maria pia Vita, Maurizio Calabrese e Antonino Amato hanno chiesto al sindaco Zambuto di relazionare, nella prossima riunione di Consiglio, sulle perplessità da lui lanciate sull'operato di Truglio». Sulla vicenda aveva sollecitato chiarimenti anche il consigliere provinciale Roberto Gallo che hachiesto di conoscere con chiarezza le motivazioni che hanno indot‑to a chiedere le dimisisoni di Truglio».
Agrigento, la Regione darà all'aeroporto un partner privato AGRIGENTO
C'era il progetto, mancavano i soldi. Non quelli per la costruzione (sono disponibili 30 milioni di fondi Fas). Ma l'Enac prima di esprimere un parere sull'aeroporto di Agrigento chiedeva di sapere con quali soldi si sarebbe provveduto alla gestione. Una domanda legittima che parte dal convincimento che la tipologia dello scalo (pista da 1.500 metri) non potrà portare più di 200 mila passeggeri l'anno: dunque parte in perdita. Per questo, finora, Vito Riggio ha puntato i piedi. Ma giovedì ad Agrigento è arrivato il presidente Raffaele Lombardo, ed ha incontrato il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi da 15 giorni arroccato nella sua tenda per sollecitare la realizzazione dell'aeroporto. Così il governatore ha preso il telefono ha parlato direttamente con Riggio (e poi ha messo nero su bianco), impegnandosi in prima persona a trovare un partner privato per dare alla struttura la necessaria autonomia gestionale. E sulla parola del presidente Lombardo l'Enac ha squarciato l'ultimo velo di resistenza. «Diamo parere positivo - scrive Riggio in una lettera indirizzata al prefetto Umberto Postiglione - salvo i necessari ulteriori approfondimenti. La conferma da parte della Regione delle intenzioni di procedere al finanziamento solo nei confronti di una gestione in partnership con il privato che assuma i relativi costi, supera le perplessità espresse da me e dall'Enac». «La questione - aggiunge il presidente Riggio - è pertanto rimessa alla conferenza di servizi che il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti potrà convocare su richiesta del presidente della Regione Sicilia». Dunque la «palla» passa al presidente Raffaele Lombardo: dovrà chiedere al ministro Matteoli la convocazione della riunione operativa ed in quella sede, ovviamente, dichiarare i nomi dei partner privati che si
D'Orsi ha concluso la protesta Aeroporto; passo in avanti per il decollo
Un passo importante è stato fatto verso la realizzazione dell'aeroporto di Piano Romano. Le dichiarazione del presidente della Regione, Raffaele Lombardo hanno convinto l'Ente di Aviazione Civile a cambiare rotta ed esprimersi favorevolmente sulla realizzazione dello scalo agrigentino. Dichiarazioni che hanno riportato il sorriso sul volto del presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, che dopo 16 notti passate in tenda, ha deciso di ritornare a casa. Ieri Vito Riggio ha inviato una nota al Prefetto di Agrigento Umberto Postiglione: «L'esame preliminare informale condotto sulla base di un progetto presentato dalla Provincia di Agrigento ha consentito di esprimere, salvo i necessari ulteriori approfondimenti, un parere positivo. La conferma, poi, da parte della Regione, delle intenzioni di procedere al finanziamento solo nei confronti di una gestione in partnership con privato che assuma i relativi costi, supera le perplessità espresse da me e dall'Enac».Le parole di Riggio appaiono molto chiare. Se ci sono i finanziamenti e privati disposti ad accollarsi la gestione, nessuna remora sullo scalo.«Prima c'era un'idea dell'aeroporto, oggi siamo in una fase più concreta, spiega il prefetto Umberto Postiglione. Il nodo da abbattere era la compatibilità economica. Ora basterà dimostrare che i privati di cui tanto si parla hanno un nome e cognome. Ed allora l'aeroporto sarà una realtà, una conquista per questo territorio ed anche un traguardo. Come lo è la vicenda del porto di P. Empedocle. Risultati che offrono concreti scenari di sviluppo e futuro». In virtù della evoluzione della vicenda è stata annullata la visita del presidente dell'Enac, prevista per lunedì mattina ed organizzata dal senatore Benedetto Adragna. Per il presidente D'Orsi l'aeroporto di Licata non è più una speranza, ma certezza. Lo ha detto ieri nel corso di una conferenza stampa. «Sia nella visita in tenda sia al Teatro Pirandello alla presenza di tre Assessori regionali e almeno 200 amministratori locali -ha ricordato il presidente della Provincia - Lombardo ha assunto pienamente la responsabilità politica della realizzazione della struttura aeroportuale. Non ha parlato solo dei 30 milioni dei fondi FAS, ma ha detto che la Regione Siciliana vuole l'aeroporto ad Agrigento, che non si tratta di un contributo a fondo perduto bensì di un vero investimento con la partecipazione dei privati».Se qualcuno ha dubbi sull'eventuale partecipazione dei privati. Il presidente capace di una protesta che per connotati e contenuti sicuramente rimarrà negli annali, è pronto a giocarsi l'asso nella manica. «Ho tantissime compagnie interessate - assicura - da Air Malta che è in cerca di uno scalo da poter gestire, ma anche Turchi, Portoghesi e Spagnoli, oltre che svizzeri». Praticamente mezza Europa ha gli occhi puntati sulla piana di Licata. «Siamo sicuri - aggiunge D'Orsi - che l'aeroporto potrà vivere in totale autonomia, che i privati entreranno nella gestione, come richiesto dal Presidente Lombardo, e che la sua realizzazione avrà un effetto domino sull'economia dell'intera provincia». Salvo nuovi imprevisti, con i dovuti scongiuri, siamo alla resa dei conti. Se son fiori, fioriranno.
EMERGENZA. il vicesindaco: «Abbiamo chiesto i finanziamenti alla Provincia e alla Regione»Lampedusa è invasa dai randagi Maraventano subito un canile
Un canile municipale subito. Oppure i randagi che circolano per le vie di Lampedusa verranno accalappiati e trasferiti sulla terraferma di Agrigento dove, dopo un'apposita convenzione, potranno essere ospitati nella struttura municipale del capoluogo. L'emergenza randagismo; che sulla più grande delle isole Pelagie sembra dilagare, non lascia alcun' altra via d'uscita. Occorre intervenire subito. Prima che sia estate e che la stagione turistica esploda con migliaia di presenze. "L'emergenza randagismo a Lampedusa - spiega il vice sindaco Angela Maraventano - non nasce certo oggi. E' una situazione che si trascina da tempo, purtroppo. Il sindaco, per farle fronte, aveva aperto un canile, in parte abusivo, in contrada Imbriacola. La struttura è stata chiusa e il sindaco denunciato. Adesso, abbiamo deciso di riaffrontare il problema e abbiamo chiesto le necessarie autorizzazioni e i finanziamenti a Provincia e Regione. Proprio questa sera (ieri ndr.) incontrerò l'assessore regionale alla Sanità Massimo Russo. Vedremo di capire se c'è l'intenzione di questi enti a darci una mano d'aiuto visto che il Comune - non può permettersi un investimento di questa portata". Se i soldi non arriveranno con urgenza al Comune di Lampedusa non rimane che un'unica strada. "Se la carenza di fondi di Provincia e Regione o la lentezza della burocratzia - aggiunge la senatrice della'Lega Nord Maraventano - non ci permetteranno di mettere mano immediatamente al progetto di un nuovo canile municipale per Lampedusa, non potremo che stipulare una convenzione con il canile di Agrigento, caricare i randagi che circolano sull'isola sul traghetto, dopo averli sistemati in apposite gabbie, e trasferirli nel capoluogo. Una soluzione - tiene a ribadire, concludendo, Angela Maraventano - che non potrà che essere temporanea, fino a quando cioè anche la realtà di Lampedusa non avrà una sua struttura capace di ospitare, curare e sterilizzare i randagi.
Provincia: La Maraventano ieri ha incontrato il Presidente
Il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ha incontrato ieri mattina la senatrice della le- ga Nord Angela Maraventano, «che ha voluto conoscere personalmente il Presidente D'Orsi, condividendo e sostenendo la sua battaglia per la realizzazio-ne dell'aeroporto di Licata». «D'Orsi e Maraventano - si legga una nota - hanno parlato dei problemi delle isole Pelagie e condiviso l'idea che la Provincia) debba sostenere le istanze degli abitanti di Lampedusa e Linosa.«Si è parlato dei problemi ma anche delle legittime aspettative delle Pelagie» ha detto Presidente D'Orsi «alle quali probabilmente in questi primi due anni di attività amministrativa non abbiamo dedicato le giuste attenzioni e che soffrono di annosi problemi legati sia alla marginalità geografica, sia al fatto di essere la prima vera frontiera europea».
LA SICILIA
Verso una ricomposizione, Ato Gesa Ag 2. Giovedì si sono riuniti i sindaci per affrontare il problema e trovare una soluzione
Potrebbe profilarsi una ricomposizione della vicenda che ha portato alle dimissioni dell'Amministratore unico di Gesa Agrigento due Francesco Truglio.
Nella serata di giovedì i sindaci di alcuni comuni aderenti a Gesa si sono incontrati per esaminare la situazione. Presenti tra gli altri quello di Agrigento Marco Zambuto, oltre a quelli di Favara Domenico Russello, Porto Empedocle Lillo Firetto ed ancora quelli di Aragona, Comitini, loppolo Giancaxio, Casteltermini, Raffadali, San Giovanni Gemini e Sant'Angelo Muxaro. Marco Zambuto ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto qualche giorno addietro a fare insieme al presidente della Provincia Eugenio D'Orsi le dichiarazioni che poi hanno spinto Truglio a decidere di lasciare la guida di Gesa.Si è trattato di una riunione informale, della quale non è stato stilato alcun verbale ed alla quale probabilmente non si voleva nemmeno dare eccessiva pubblicità. Molti dei presenti hanno cercato di capire cosa stesse succeden do e l'incontro in questo senso è valso a chiarire le posizioni in vista della prossima assemblea societaria nel corso della quale si dovrà decidere se accogliere le dimissioni di Truglio.«Voglio sottolineare - ha commentato Marco Zambuto - che il problema relativo alla questione morale rimane: confermo che occorre mantenere alta l'attenzione e vigilare in modo attento e rigoroso affinché tutto proceda nel rispetto della legalità. Tuttavia il gesto di Truglio è stato quello di una persona per bene. lo non avevo certamente dubbi su di lui e sulla sua correttezza, questo sia chiaro, ma le sue dimissioni sono un'ulteriore conferma che egli è estraneo a qualsiasi manovra e che siamo di fronte ad una persona pulita e dalle indubbie capacità. Resta invece il valore politico della denuncia che abbiamo effettuato con D'Orsi».- E sul costo del servizio?«Quello attiene i criteri di gestione della società. lo confermo che Agrigento non può pagare più di tutti, anche se siamo il centro più grosso, ma di questo avremo occasione di parlare con chi sarà chiamato ad amministrare Gesa».Già, ma chi sarà il nuovo amministratore? Difficile in questo momento fare delle previsioni. Zambuto pare che si sia anche sentito con Truglio, chiarendo la sua posizione e spiegandogli le motivazioni che lo hanno spinto a fare le dichiarazioni che ha fatto. Degli altri sindaci nessuno, a cominciare da quello di Favara Russello, ha chiesto le dimissioni di Truglio. Alla fine, stante quanto detto ora da Zambuto, non sarebbe da scartare l'ipotesi di un respingimento delle dimissioni, ma a quel punto bisognerebbe vedere cosa farebbe Truglio, se cioè a quel punto vorrà riprendere il suo posto oppure se renderà irrevocabile la sua decisione di mollare. In quest'ultimo caso si renderà necessario trovare una persona di elevate capacità, in grado di continuare il lavoro avviato dal responsabile di Belice Ambiente.
AEROPORTO. Il presidente dell'Enac ha preso atto dell'intervento del Governatore Lombardo- Vito Riggio ha detto sì.
Stavolta sembra fatta davvero! Finalmente anche il presidente dell'Enac Vito Riggio ha dato il proprio via libera all'aeroporto di Agrigento.Lo ha fatto con una lettera inviata nella tarda mattinata di ieri al prefetto Umberto Postiglione che si era fatto da tramite istituzionale.«L'orientamento statale in materia di aeroporti, - si legge nella nota - secondo il documento della Commissione trasporti della Camera, approvato lo scorso mese, è quello di non procedere alla costruzione di nessun nuovo aeroporto di livello statale, salvo le delocalizzazioni funzionali, come nel caso di Ciampino e di Capodichino, a totale carico degli attuali concessionari. Per quanto riguarda le infrastrutture di volo, di competenza regionale in base all'articolo 117 della Costituzione - prosegue - all'Enac spetta solo il compito di valutare insieme ad Enav ed eventualmente all'Aeronautica militare, l'idoneità sotto il profilo tecnico-aeronautico. La localizzazione è comunque di competenza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, sentiti l'Enac e l'Enav, d'intesa con il presidente della Regione interessata. Per quanto riguarda Agrigento, l'esame preliminare informale condotto dagli uffici diretti dall'ingegner Cardi, sulla base di un progetto presentato dalla Provincia di Agrigento, ha consentito di esprimere, salvo i necessari ulteriori approfondimenti, un parere positivo. La conferma da parte della Regione delle intenzioni di procedere al finanziamento solo nei confronti di una gestione in partnership con privato che assuma i relativi costi, supera le perplessità espresse da me e dall'Enac. La questione - conclude Riggio - è pertanto rimessa alla conferenza di servizi che il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti potrà formalmente convocare su richiesta del presidente della Regione Sicilia ed alla quale volentieri l'Enac parteciperà».Una lettera che ha mandato comprensibilmente in visibilio Eugenio D'Orsi, anche perché nel frattempo, nel corso degli ultimi mesi, si é assicurato la possibilità di avere a disposizione un certo numero di privati tra i quali poter scegliere il futuro partner per la gestione dello scalo.«Nei giorni scorsi - ha spiegato ieri mattina lo stesso presidente della Provincia durante una conferenza stampa - ho parlato della Bluairon di Messina, ma ci sono anche i turchi, un grosso imprenditore maltese, lo stesso Lombardo ha parlato anche di una grossa società russa che sarebbe interessata all'aeroporto di Agrigento. Aggiungo che il prossimo 1 aprile ho appuntamento a Venezia coni responsabili della società che gestisce l'aeroporto di quella città. Insomma abbiamo l'imbarazzo della scelta».
- Adesso che succede?«Lunedì mattina incontreremo Riggio.
Nelle ore pomeridiane ho convocato il gruppo di lavoro dei tecnici con gli ingegneri Carlino ed Ortega e l'avv. Rubino. Ho avuto assicurazioni che il problema della Vas e della Via può essere risolto nel giro di qualche settimana. Anche la variante allo strumento urbanistico di Licata é questione di poco tempo. Tutte queste cose potranno accelerare la firma dell'accordo di programma tra ministero delle infrastrutture, regione ed Enac. Nel frattempo nei prossimi giorni incaricherò un esperto a predisporre un "businnes plain", un piano industriale che pianifichi tutta la gestione della struttura».
D'Orsi ha tenuto a ringraziare «tutti coloro i quali in questi giorni mi sono stati vicini. La gente, anzitutto, il prefetto, l'arcivescovo, tutte le associazioni, i rappresentanti politici locali che sono intervenuti a vari livelli a sostegno dell'iniziativa, la Cgil e la Cisl come le organizzazioni dei consumatori. Non vorrei dimenticarne qualcuno perchè sono stati davvero tanti quelli che i sono stati vicini».Ma Riggio nel frattempo ha fatto sapere che non verrà più ad Agrigento. Essendo venuto meno l'argomento di discussione, non ha motivo d'incontrarsi con il presidente D'Orsi e con i rappresentanti del Comune di Licata che avevano chiesto di parlare con lui.
7 MARZO
GIORNALE DI SICILIA
VERSO LE ELEZIONI. Vertice del centrodestra - Palma, Stefano Castellino non sottoscrive l'accordo
Si è svolta a Palma di Montechiaro un incontro tra i maggiori esponenti locali del centrodestra per cercare, attraverso un confronto diretto di idee, di arrivare uniti all'appuntamento elezioni comunali fissate per il 30-31 maggio prossimo. Erano presenti oltre che i rappresentanti dell' UDC, del MPA, di Alleanza Azzurra, del PDL (lealisti) e PDL Sicilia, anche i delegati della lista civica facente capo a Rosario Bonfanti, nonché quelli della lista civica, che pare già partorita, denominata Autonomia Palmese. Firmato nell'occasione un documento con il quale i presenti hanno condiviso la necessità di tenere unita la coalizione di centrodestra e di impegnarsi al fine di proporre agli elettori un candidato scelto unanimemente da tutte le forze che si collocano in questa area. Un nuovo incontro è stato, comunque, programmato per la prossima settimana. Malumore ha suscitato, in ogni caso, il rifiuto a sottoscrivere il documento da parte dei rappresentanti del PDL Sicilia. "È un documento perfettamente inutile con il quale non si stabilisce un bel niente..." dice Stefano Castellino massimo esponente del PDL Sicilia "siamo seriamente." delusi da questo modo di fare politica". Castellino ha voluto inoltre puntualizzare che nessun accordo esiste tra di loro e il PD, contrariamente a quanto silegge sugli organi di stampa. "Ci stiamo semplicemente confrontando con tutti, cercando di mettere da parte l'ideologia partitica per il bene della città... Sono, in ogni caso, convinto che con questa situazione, non possiamo che andare avanti per la nostra strada e con il nostro candidato a sindaco Angelo Cottitto.
COMUNE. Interviene anche Nino Bosco Crisi politica a Favara i partiti si mobilitano
Una giunta di salute pubblica per accendere il motore della ripresa economico e sociale. E' quanto auspica il deputato regionale favarese Nino Bosco secondo cui la politica locale non può più pensare alla spartizione delle poltrone ma deve preoccuparsi a lavorare per il bene della coattività. Il messaggio di Bosco arriva alla vigilia dell'incontro tra il sindaco e i partiti del centro destra, un incontro a sua volta preceduto dall'ultimatum del primo cittadino sfiancato dal continuo differimento della soluzione della crisi politico-amministrativa."Sicuramente la recente tragedia che ha colpito la nostra città - dice Bosco - ha determinato in tutti noi un rinnovato spirito politico che oggi ci vede, più che mai, protagonisti nel dare il nostro fattivo contributo alla rinascita di Favara". Chiede pertanto che sia invertita "la rotta politica" e che si esca dall'anomalia della "confusione politica" che avrebbe contrassegnato l'amministrazione Russello. "Auspico uno scatto di orgoglio - dice - nel senso che sia messo da parte ogni indugio e, abbandonando la linea della ricerca esasperata di poltrone, si faccia prevalere l'interesse collettivo attraverso la formazione di una giunta di salute pubblica in grado di coinvolgere il consiglio comunale, le forze sociali e imprenditoriali della città per riuscire a dare finalmente segnali visibili sulle vere emergenze che sono lavoro, centro storico, qualità della vita e legalità".Si dichiara di stare dalla parte di Bosco l'assessore provinciale Giuseppe Arnone, anche lui di Favara. "Raccolgo e rilancio il suo invito a superare gli steccati politici che fin qui hanno frenato l'azione amministrativa al Comune di Favara, creando nei cittadini quella sorta di disaffezione alla classe politica e alle istituzioni", dichiara Arnone.La proposta di Bosco trova concordi anche i consiglieri del Pd che, attraverso il loro capogruppo, Luigi Sferrazza, si dichiarano disponibili ad un'amministrazione istituzionale che abbia come obiettivo il superamento dell'emergenza. "Davanti alla tragedia che si è compiuta e al disorientamento dei cittadini - dice Sferrazza - è possibile solo un'amministrazione che abbia la capacità e il coraggio di assumere sulle proprie spalle le responsabilità del degrado sociale e del degrado fisico della nostra città.
ATO RIFIUTI. Domani riunione con i sindaci Gesa, nuovo vertice Truglio verso l'addio
L'ATO Gesa potrebbe doversi andare a cercare un nuovo amministratore unico. A meno di ripensamenti, non sembra infatti essere intenzionato a tornare sui propri passi Francesco Truglio, dimessosi il 3 marzo scorso in risposta alla richiesta partita dal sindaco di Agrigento che non ha però trovato sponda negli altri componenti del cda. Domani mattina a mezzogiorno, a Favara, è in programma una riunione tra lo stesso Truglio, il sindaco «ambasciatore» Mimmo Russello e gli altri componenti dell'assemblea dei soci. Si tratta di un incontro importante che se anche non sarà la se de in cui Truglio scioglierà la sua riserva se lasciare o meno la Gesa, servirà a capire nel dettaglio, i delicati passaggi che hanno generato la crisi. Il nodo sembra stare tutto su tagli operati da Truglio ma forze soprattutto sul famoso bando per il servizio. «Essere arrivati al 2 marzo ribadisce Truglio - alla redazione della bozza del capitolato, bando e disciplinare di gara ed ad una definitiva redazione delle linee guida, nonché ad una avanzata fase di elaborazione del progetto tecnico, costituisce un notevole traguardo considerando che quando ci siamo insediati lo scorso settembre, nessuna azione era stata assunta dai vecchi organi amministrativi della società per l'elaborazione degli atti della nuova gara d'appalto per il servizio». Truglio in 6 mesi ha tagliato spese e costi abolendo la figura del direttore generale, del consulente legale, del consulente per la sicurezza sui luoghi di lavoro, del consulente per il contenzioso tributario, della esternalizzazione della contabilità, che unito alla riduzione dei componenti del Cda e dei compensi per il Collegio sindacale ha prodotto economie per circa 300 mila euro.
Premio Saetta e Livatino le domande entro marzo
Un premio letterario, riservato agli studenti delle scuole secondarie della provincia di Agrigento, per perpetuare la memoria dei magistrati Antonio Saetta e Rosario Livatino, barbaramente trucidati dalla mafia il 25 settembre del 1988 e il 21 settembre del 1990. Scade il prossimo 31 marzo il bando, indetto dalla Provincia regionale, che mira ad incentivare la riflessione, la comprensione profonda degli avvenimenti e una forte presa di coscienza, da parte dei giovani, contro la mafia e la mentalità mafiosa, sviluppando la coscienza della cittadinanza attiva promossa dalla carta costituzionale .Il lavoro consiste nella stesura di una poesia, di una canzone o di un racconto o anche di una composizione multimediale. I lavori dovranno essere inediti ed individuali. Solo nel caso di canzone o lavoro multimediale è ammessa la partecipazione di più studenti. Per ogni scuola è ammessa la partecipazione di soli tre lavori. Le opere, sottoscritte dagli autori, dovranno pervenire alla Provincia, soltanto attraverso gli istituti scolastici, non oltre mercoledì 31 marzo. I lavori vanno indirizzati al settore Politiche del lavoro e dell' istruzione, in via Demetra 1, ad Agrigento. Il direttore del settore è Amelia Scibetta.
AVIOPISTA D LICATA Adragna: «Fatto passo avanti, ora occorre vigilare»
Aviopista di Licata, parla il senatore Benedetto Adragna che si dichiara soddisfatto dell'esito avuto dalla vicenda: «L'operazione verità - dichiara Adragna - inizia a dare i suoi frutti. Il Presidente della Regione ha assicurato un finanziamento di 30 milioni di euro per la realizzazione dell'infrastruttura sottolineando però la necessità di un indispensabile concorso dell'imprenditoria privata. A questo punto - continua Adragna - il Ministro Matteoli, su richiesta del Presidente della Regione, dovrà procedere alla convocazione di una conferenza di servizi in cui tutte le istituzioni interessate dovranno individuare quali privati siano interessati alla realizzazione ed alla gestione dello scalo. È un buon inizio. da parte mia continuerò a chiedere posizioni trasparenti ed inequivocabili affinché non si continui a parlare di aria fritta».
LA SICILIA
Bosco e Russello, «c'eravamo tanto amati» Favara. Mentre il deputato «alfaniano» auspica una Giunta di salute pubblica, il sindaco oggi presenta i nuovi assessori
La formazione di una Giunta di salute pubblica in grado di coinvolgere l'intero consiglio comunale, le forze sociali, e imprenditoriali della città, per riuscire a dare finalmente segnali visibili sulle vere emergenze di Favara: lavoro, centro storico, qualità 'della vita e legalità. Questa la proposta del deputato regionale del Pdl, Nino Bosco, per la risoluzione della crisi politico-amministrativa di Favara. «Le continue ed estenuanti schermaglie politiche sulla composizione della giunta comunale - scrive - devono essere accantonate per potere, tutti assieme, affrontare le emergenze che attanagliano la popolazione favarese, sempre più alle prese con una disoccupazione dilagante, l'invivibilità del centro storico e il degrado urbano della città». Una proposta forte che arriva dopo 5 mesi dalla riapertura ai partiti da parte del sindaco Russello e che trova concorde il Pd che dichiara la propria disponibilità ad una amministrazione istituzionale che abbia come obiettivo il superamento della emergenza. Proposta che era stata avanzata pochi giorni fa proprio dal capogruppo del Pd Luigi Sferrazza dopo l'ennesimo rinvio delle contrattazioni da parte dei partiti di centro destra che non riuscivano a trovare un accordo.«Oggi chiedo di invertire la rotta e di uscire dalla anomalia della confusione politica che ha contrassegnato questa amministrazione -continua Bosco - sono convinto che questo scorcio di legislatura debba essere caratterizzato da un impegno complessivo della politica, delle istituzioni, delle forze sociali e imprenditoriali che, raccogliendo l'appello della chiesa a lavorare per il bene comune, sinergicamente riescano ad attenzionare i problemi del popolo favarese». «Raccolgo e rilancio l'invito di Bosco - dichiara l'assessore provinciale, Giuseppe Arnone - di superare gli steccati politici che, fin qui hanno frenato l'azione amministrativa al Comune di Favara».
Per questo motivo il più giovane inquilino di Sala d'Ercole chiede alla politica «uno scatto d'orgoglio - afferma Bosco - per mettere da parte ogni indugio e abbandonare la lineadella ricerca esasperata di poltrone per fare prevalere l'interesse collettivo attraverso la formazione di una giunta di salute pubblica».Proposta che però non ha trovato d'accordo gli alleati del centrodestra che seppur con sfumature diverse hanno deciso di accogliere la richiesta del sindaco Russello e dar vita alla nuova giunta comunale. Mpa, An, Pdl-Cimino ed anche, l'Udc, che fino all'ultimo aveva auspicato una coalizione unita e compatta, questa mattina, a meno di improbabili ripensamenti, comunicheranno al sindaco, come richiesto dallo stesso, i nomi degli assessori che formeranno il Russello ter.
8 MARZO
GIORNALE DI SICILIA
IL PROGRAMMA. Incontri al Comune. Otto marzo, le iniziative Per le donne
L'otto marzo? Negli anni Settanta in particolare anche ad Agrigento era davvero una giornata dì festa e di lotta. Le giovani di oggi non sanno che devono molto all'impegno di tante donne che in quegli anni scesero in piazza e s'impegnarono per cambiare la società». Mara Barbagallo, ex direttrice della biblioteca comunale Santo Spirito, ricorda bene le battaglie femministe ad Agrigento: «In quegli anni si poteva essere esclusi da una graduatoria e perdere il lavoro perché eri incinta. Stava accadendo ad Agrigento ad una ragazza che grazie alla legge sull'occupazione giovanile era in graduatoria per un incarico in un ufficio statale. Le dissero che però era stata depennata da tale graduatoria perché al momento dell'assunzione era in stato interessante. Grazie alle nostre lotte è stata assunta e da oltre trent'anni lavora. Ma ci sono state altre lotte che purtroppo non hanno avuto successo. Penso agli asili nido.Ad Agrigento quelli pubblici sono ancora oggi assolutamente insufficienti».Storie come queste erano anche molto comuni alcuni decenni fa. «Oggi la situazione è ancora allarmante -dice Mariella Lo Bello, segretaria provinciale della Cgil - E' ancora grave Io sfruttamento delle donne. In un rapporto tra sfruttati ogni tre lavoratori, due sono donne. Il lavoro femminile è sfruttato il doppio. Il lavoro nel commercio è spessissimo al nero e quello che si svolge negli studi professionali molto spesso è fatto da donne ed è al nero. C' è chi fa risultare che si tratta di lavoro par time, mentre il realtà le ore realmente lavorate sono almeno il doppio».«L'anniversario dell'8 marzo ha un'importanza sociale e storica decisamente significativa, anche se spesso il modo in cui viene celebrato non ha alcun nesso con la rievocazione del tragico evento da cui trae origine», lo scrive in una nota la coordinatrice provinciale Donne Cisl Lilly Mazza che sottolinea «come anche nella realtà agrigentina, sono numerosi i datori di lavoro che operano nella illegalità danneggiando lavoratori, famiglie e le altre imprese che subiscono la concorrenza sleale di quanti non versano regolarmente i contributi per i dipendenti senza alternative, spesso sotto-pagati e costretti a lavorare per portare benefici esclusivamente a datori di lavoro privi di scrupoli».Difficile la condizione del lavoro anche per un assessore donna. Rosai-da Passarello ha più di una lamentela da fare: «Nella giunta del Sindaco Zambuto per la prima volta nella storia della città ci sono tre donne. Abbiamo però qualche difficoltà a fare riconoscere le nostre esigenze di donne che sono anche mogli e madri. Le riunioni di giunta ad esempio iniziano alle ore 19 e si concludono a mezzanotte. Orari problematici per una donna. Le quote rosa in politica sono un riconoscimento importante, ma non tutte le amministrazioni le rispettano. Nella giunta provinciale non ci sono donne, nonostante la loro presenza sia prevista dall'articolo 16 dello statuto».Questi e altri problemi dell'universo femminile verranno esaminati oggi nelle piazze e nelle scuole. Oggi la Cgil incontra le donne in piazza Cavour dove saranno numerosi gli appuntamenti con la musica, l'arte, l' artigianato, il cinema ed anche con i dibattiti. Gli studenti del liceo scientifico Majorana rifletteranno sul difficile rapporto tra genitori e figli, discutendone dopo la visione di un film.All'istituto Nicolò Gallo a tema "il ruolo della donna nella società del terzo millennio". Alle ore 10 nell'ex collegio dei padri filippini il Sindaco, Marco Zambuto, e l'Assessore per le Pari Opportunità, Enza lerna, presenteranno le iniziative formative, culturali e ricreative del progetto " Per te donna" , giunto alla seconda edizione , ed avente come tema " il ruolo della donna nell'attuale contesto socio- economico".Scopo dell'iniziativa è di rendere le donne artefici e pro motrici di gestione delle risorse attraverso delle attività formative e di laboratorio. L'iniziativa oltre che dall'amministrazione è promossa da diverse associazioni locali che si occupano dei migranti, dei malati di Alzheimer, di solidarietà sociale e di cultura.
SICUREZZA NEL CENTRO STORICO «Protesta in tenda davanti al Duomo di San Gerlando» «Siamo pronti a montare una tenda come ha fatto il presidente della Provincia, D'Orsi, al fine di rivendicare un nostro diritto: la sicurezza». Lo dice Carmelo Terrasi, rappresentante degli. abitanti del quartiere di via Duomo. Pochi giorni fa il sindaco di Agrigeto, Marco Zambuto, ha ordinato lo sgombero di alcune abitazioni per il rischio crollo del palazzo Lo Iacono, un'antica struttura nella salita Itria. Oggi, però, i residenti continuano ad insorgere per chiedere maggiore sicurezza. Questa sera si riuniranno nell'oratorio della chiesa di San Gerlando per decidere le prossime forme di protesta. L'idea è infatti quella di trasferirsi in una tenda da campeggio in piazza Don Minzoni, davanti alla Cattedrale. Sui lavori al palazzo Lo Jacono il sindaco ha chiesto delucidazioni all'impresa che ha avuto l'incarico di consolidare la struttura. Rimasta pericolante.
LA SICILIA
Dalla Valtellina arriva il «no» agli studenti di Favara anti-polizia. Niente lavoro come tirocinante per un ragazzo che frequenta l'istituto alberghiero
«Venite dall'Istituto alberghiero Ambrosini di Favara? Non c' è posto per voi». Porte sbarrate per uno studente di Favara che aveva inoltrato una richiesta di lavoro per la prossima stagione estiva in una struttura alberghiera della Valtellina. Dopo la vicenda dei giorni scorsi con i poliziotti presi di mira con lancio di oggetti e insultati da alcuni studenti della scuola favarese, appresa la notizia dagli organi d'informazione, il proprietario dell'albergo ha risposto alla richiesta di lavoro del ragazzo. Ma non si è rivolto direttamente a lui, bensì ha inviato una e-mail direttamente alla posta elettronica dell'Ambrosini, attraverso la quale spiegava, che mai, e poi mai avrebbe assunto da oggi in avanti nelle sue strutture lavorative uno studente \ proveniente dall'Istituto alberghiero di Favara, per i noti fatti di cronaca dei giorni scorsi. E nella risposta dell'albergatore lombardo ritorna un film già visto, quello di mettere nello stesso calderone la buona educazione e il sapere vivere in maniera civile della stragrande maggioranza degli studenti dell'istituto alberghiero e il gesto grave, inspiegabile, quanto inquietante, di un gruppo di studenti. Da molti anni a questa parte alla fine dell'anno scolastico, tantissimi studenti dell'Ambrosini partecipano a stage o vanno a lavorare per la stagione estiva in alberghi, ristoranti e strutture turistiche del nord Italia, per fare esperienza e crescere professionalmente. Da sempre per questi studenti c'è stata disponibilità, ricambiata con sacrificio, lavoro e tanta voglia di apprendere il mestiere. Anche quest'anno diversi studenti andranno nei mesi estivi a fare esperienza nelle città turistiche del settentrione. Adesso il no a uno studente della scuola favarese è la prima conseguenza del grave atto di inciviltà perpetrato ai danni della Nessuno per il momento, dirigente scolastico, insegnanti e studenti ha voluto rispondere all'albergatore, non c'è voglia di generare altre polemiche inutili. Questo mentre l'Ufficio scolastico provinciale ha inviato un ispettore per accertare cosa sia accaduto in tutti i particolari venerdì 26 febbraio scorso, quando il dirigente della sezione Volante della questura di Agrigento, Stefania Marino, e due poliziotti di quartiere - interventi per un incontro sulla legalità, sono stati insultati da alcuni studenti.
Il presidente, Lino Sorce, ha convocato per oggi il Consiglio di istituto straordinario dell'alberghiero "Ambrosini". All'ordine del giorno, ovviamente, il grave fatto che sta offuscando l'immagine di un istituto scolastico da tutti considerato d'eccellenza nel panorama scolastico provinciale ed anche regionale. La risonanza della notizia degli insulti alla polizia è arrivata anche al Nord Italia e il timore è quello di compromettere l'occupazione dei tanti giovani studenti che ogni estate trovano lavoro nei ristoranti e negli alberghi dell'Italia settentrionale. «La nostra preoccupazione è legata ai segnali scoraggianti che già ci arrivano da quelle zone - afferma Sorce - Infatti, alcune associazioni di albergatori e ristoratori del nord Italia attraverso i siti web hanno fatto intendere che non intendono ingaggiare i nostri studenti».I dirigenti dell'istituto sono preoccupati pure per le iscrizioni del prossimo anno che potrebbero subire contrazioni.
Convocato il Consiglio d'istituto
FAVARA. Dopo i fatti di venerdì, si temono ripercussioni per l'Ambrosini
Mentre l'Ufficio scolastico provinciale ha inviato un ispettore all'Istituto per accertare cosa sia accaduto in tutti i particolari venerdì 26 febbraio scorso, quando il dirigente della sezione Volanti della Questura di Agrigento, Stefania Marino, e due poliziotti di quartiere intervenuti per un incontro sulla legalità, sono stati insultati da alcuni studenti, il presidente, Lino Sorce, ha convocato per oggi il Consiglio di istituto straordinario dell'alberghiero Ambrosini. All'ordine del giorno, ovviamente, il grave fatto che sta offuscando l'immagine di un istituto scolastico da tutti considerato d'eccellenza nel panorama scolastico provinciale ed anche regionale. La risonanza della notizia dell'insulto alla Polizia è arrivata anche al Nord Italia ed il timore è quello di compromettere l'occupazione dei tanti giovani studenti che ogni estate trovano lavoro nei ristoranti e negli alberghi dell'Italia settentrionale.«La nostra preoccupazione è legata ai segnali scoraggianti che già ci arrivano da quelle zone - afferma Sorce - infatti, alcune associazioni di albergatori e ristoratori del Nord Italia attraverso i siti web hanno fatto intendere che non intendono ingaggeranno i nostri studenti». L'istituto è preoccupato pure per l'iscrizione del prossimo anno che potrebbero subire contrazione. «Attualmente - afferma il presidente del Consiglio d'Istituto - l'alberghiero Ambrosini annovera 1.280 alunni, parecchi dei quali provenienti dai comuni vicini. Quando un genitore sente che in questo istituto si pratica la violenza, che i poliziotti sono addirittura aggrediti, come riportato delle cronaca dei giornali, sicuramente rifletterà prima di operare l'iscrizione». Intanto, si registrano ancora attestati di solidarietà. L'assessore provinciale Gaetano Cani, esprime solidarietà, stima e affetto per il questore, il prefetto, il colonnello dei carabinieri e tutti i rappresentanti delle forze dell'ordine. Tema su cui la Provincia e l'assessore alla Pubblica istruzione stanno lavorando portando avanti diverse iniziative. L'assessore comunale alla Cultura, Antonio Patti, ricorda invece che quest'anno la Festa della Legalità coinvolgerà tutte le forze dell'ordine.
AEROPORTO, D'0RSI SMONTA LA TENDA. INTERVENTO DI ADRAGNA
Eugenio D'Orsi ha fatto smontare la tenda ubicata in piazzale Aldo Moro dove per 15 giorni ha dormito e svolto le sue mansioni istituzionali. Ottenuto l'impegno del presidente della Regione Salvatore Lombardo ed anche il via libera dall'Enac, già nella serata di giovedì scorso aveva sospeso la protesta e se n'era tornato a dormire a casa, mentre venerdì e ieri ha lavorato nel proprio ufficio.«Non mi resta - ha tenuto a sottolineare - che ringraziare la mia scorta, la polizia provinciale, ma anche le altre forze dell'ordine per quello che hanno fatto vigilando sulla mia sicurezza in queste due settimane. Un ringraziamento particolare al prefetto, al questore ed aí comandanti provinciali dei carabinieri e della guardia di finanza per la vicinanza che mi hanno dimostrato e per quello che i loro uomini hanno fatto».Intanto si registra l'intervento del senatore Benedetto Adragna.gione ha assicurato un finanziamento di 30 milionidi euro per la realizzazione dell'infrastruttura sottolineando però la necessità diun indispensabile concor‑so dell'imprenditoria privata che ne assumesse i costidi gestione. A questo punto- il Ministro Matteoli, su richiesta del Presidente della Regione, dovrà procedere alla convocazione di una conferenza di servizi in cui tutte le istituzioni interessate dovranno individuare quali privati siano interessati. Da parte mia - conclude Adragna - continuerò a chiedere al Ministro Matteoli risposte chiare sull'interrogazione parlamentare presentata e mi auguro che nei prossimi mesi, tutti coloro che hanno veramente a cuore lo sviluppo della nostra città e dell'intera provincia di Agrigento, assumano posizioni trasparenti ed inequivocabili».
STUDENTE DI FAVARA? SGRADITO IN VALTELLINA
È accaduto ciò che temevamo, la contestazione di alcuni studenti contro i poliziotti alla fine di una lezione sulla legalità all'Istituto Alberghiero Ambrosini di Favara ha generato i suoi frutti avvelenati. Una struttura alberghiera della Valtellina' ha respinto la domanda per uno stage estivo di un allievo della scuola del comune agrigentino. Si teme che tanti altri rifiuti possano seguireLa reazione ovviamente è spropositata, con una lieve venatura di razzismo, perché tende a fare di ogni erba un fascio, visto che non opera le dovute distinzioni accomunando colpevoli e innocenti nella stessa condanna cieca. Con i siciliani purtroppo accade sempre così: bastano due o tre mafiosetti a rovinare l'immagine di una comunità onesta e laboriosa. Così alcuni studenti hanno rovinato la reputazione di un'intera scuola di 1280 allievi. Solo un folle potrebbe sostenere che sono tutti aspiranti affiliati di Cosa nostra. Un pazzo o un cretino. E tuttavia il cortocircuito mentale, quando si tratta di Sicilia e siciliani, è pronto a scattare per un antico pregiudizio antimeridionale.
Nella lontana Valtellina non perdono tempo a fare sottili distinzioni, a riflettere sul fatto che nell'istituto Ambrosini molti ragazzi hanno assistito alla lezione sulla legalità, hanno tratto spunti per rafforzare il loro forte senso civico e morale, hanno trovato puntelli all'intransigenza e al rifiuto dei compromessi tipici dei giovani in generale e molto più radicati in realtà difficili come Favara.
Perciò riteniamo che lo schiaffo a tutti i ragazzi dell'Ambrosini sia immeritato. Riflettano intellina, ma riflettano anche i colleghi di quei facinorosi, li isolino e li facciano sentire dei perfetti imbecilli.
«Acqua pubblica» una raccolta di firme per il referendum
Cinque sindaci agrigentini hanno preso parte a Roma all'assemblea del coordinamento nazionale degli Enti Locali che ha discusso, nel dorso del forum italiano a cui hanno preso parte una cinquantina di amministratori pubblici siciliani e centinaia di sindaci arrivati nella capitale da tutto il territorio nazionale, dell'acqua potabile come bene comune e pubblico, da non sottoporre alle leggi della privatizzazione. E' passata la mozione che prevede, a partire da aprile e fino a tutto giugno, sull'intero territorio nazionale, la raccolta con una petizione di firme per indire un referendum nazionale in programma per il prossimo autunno o nella primavera del 2011.Hanno partecipato per la provincia di Agrigento, e con dettagliati interventi hanno relazionato sulle battaglie condotte in Sicilia dalle civiche amministrazioni, alcuni comuni che si sono rifiutati nel 2009 di consegnare gli impianti e le sorgenti alle società addette alla distribuzione del prezioso liquido. Erano presenti i sindaci Vito Ferrantelli di Burgio, Carmelo Pilato di Grotte, Vito Mangiapane di Cammarata, Michele Botta di Menfi e Francesco Santoro di Santa Margherita Belice. Ha partecipato all'incontro il presidente del Consiglio comunale di Burgio Andrea Puleo. Come risoluzione finale dell'assemblea, alla luce anche di alcune esperienze maturate nei comuni agrigentini, è stato approvato un ordine del giorno che prevede una petizione popolare per la raccolta di firme in tutta la penisola, subito dopo lo svolgimento delle elezioni regionali.«Lo scopo - dice Ferrantelli - è quello di indire il referendum che avrà tre punti sui quali saranno chiamati a pronunciarsi gli italiani. L'abolizione dell'articolo 23 bis della legge n. 133 del 2008 che trasferisce ai privati la gestione e distribuzione dell'acqua. La cancellazione dell'articolo n. 152 del decreto del 2006 sulla forma di gestione del servizio. L'abrogazione dell'articolo n. 154 sull'adeguatezza del sistema tariffario che viene a gravare sulla pelle della popolazione tartassata dalla crisi globale. I sindaci italiani hanno apprezzato la determinazione degli amministratori comunali agrigentini e siciliani che hanno deliberato di inserire nello statuto comunale la voce dell'acqua bene pubblico». Gli appuntamenti che i sindaci si sono dati riguardano i prossimi giorni. Quelli siciliani parteciperanno mercoledì 10 marzo alla conferenza stampa all'Ars per la presentazione del disegno di legge sull'acqua pubblica. Quelli italiani alla manifestazione nazionale di Roma, il 20 marzo prossimo, per lanciare l'iniziativa del referendum sul territorio nazionale.
Tarsu, Marchetta replica alla denuncia dell Adiconsum
Sulla vicenda relativa alle bollette della Tarsu del 2004, recapitate ad inizio di gennaio agli utenti agrigentini e che andranno in scadenza la prossima settimana, della quale si é occupato anche l'Adiconsum, interviene il vicepresidente vicario del consiglio comunale Pietro Marchetta. «Poco meno di un mese addietro - spiega - insieme con il presidente del Consiglio Carmelo Callari ed i capigruppo consiliari abbiamo incontrato il responsabile dell'Inpa Forello. A lui abbiamo chiesto di realizzare una casistica degli errori più ricorrenti che erano stati commessi nella bollettazione. Una specie di decalogo che avrebbe dovuto poi essere pubblicato su manifesti murali per spiegare ai cittadini che, riconoscendosi in una delle situazioni elencate nei manifesti, avrebbero potuto recarsi negli uffici dell'Inpa per chiedere alla società di ritirare in autotutela la relativa fattura. Gli abbiamo anche chiesto di non chiedere documenti alla gente, ma di accontentarsi dell'autocertificazione. Sarebbe stato un gesto di grande trasparenza e di grande correttezza».
- L'Inpa cosa ha risposto? «Forello ha garantito che, tornando in ufficio, avrebbe provveduto a fare quanto gli avevamo chiesto. Invece lo scorso 4 marzo ha inviato una lettera interlocutoria al presidente del Consiglio, senza assumere alcun impegno».
- Cosa é successo?
«Non lo so. So solo che é un comportamento strano, specie se lo colleghiamo con un altro fatto: ricorderete che al momento di predisporre la delibera per la salvaguarda degli equilibri di bilancio emerse un buco di circa due milioni di euro. L'Amministrazione pensò di colmarlo vendendo l'ex caserma dei vigili del fuoco del viale della Vittoria, ma la disponibilità all'acquisto da parte della Provincia venne meno. Allora l'ufficio ragioneria del Comune tirò fuori un impegno dell'lnpa, relativo alla Tarsu 2004, che certificava un credito di poco meno di due milioni di euro. Questo salvò la situazione: la delibera con gli equilibri di bilancio poté essere approvata con i voti di tutti tranne quelli del Mpa».
- Ma questi crediti del 2004 non sono prescritti? «Secondo me si. Loro affermano che il termine per la denuncia delle infedeli dichiarazioni scade il 20 gennaio dell'anno successivo a quello di riferimento, per cui il riferimento per la prescrizione sarebbe il 20 gennaio 2005. Ma uguale notifica hanno fatto per il 2003: se l'infedele dichiarazione si riferisce al 2003 perché notificarla di nuovo per i12004?. Insomma sarebbe il caso che l'Inpa alla fine mantenga l'impegno assunto con i capigruppo evitando ai cittadini il fastidio di dover fare ricorsi per i quali peraltro ora non c'é più il tempo».
AGRIGENTOFLASH.IT
6/3/10
Arnone: "Si apra una nuova stagione politica a Favara"
"Raccolgo e rilancio l'invito del deputato regionale, Nino Bosco - dichiara l' assessore provinciale, Giuseppe Arnone - di superare gli steccati politici che, fin qui hanno frenato l'azione amministrativa al Comune di Favara, creando nei cittadini quella sorta di disaffezione alla classe politica e alle istituzioni. Sono fermamente convinto che la nuova giunta comunale debba prevedere non solo la partecipazione di tutte le forze politiche ma anche della città. E' giunta l'ora di aprire una nuova stagione politica per la città di Favara proponendo nella scelta degli assessori anche personalità espressione della società civile, ma soprattutto persone che hanno voglia di mettersi a disposizione della popolazione. Vogliamo girare pagina rilanciando l'azione amministrativa al fine di dare quelle risposte che la nostra collettività da tempo attende" conclude Arnone.
Ato Rifiuti: si smorza la polemica?
Si ricompatta la vicenda Ato? Giovedì scorso molti sindaci direttamente interessati tra i quali Marco Zambuto, Lillo Firetto, Domenico Russello ed altri colleghi della provincia, hanno analizzato dettagliatamente l'intera vicenda, spiegando le dichiarazioni fatte assieme al presidente D'Orsi, e che poi hanno spinto Truglio a decidere di lasciare la guida di Gesa. Una riunione informale che è valsa a chiarire le posizioni in vista della prossima assemblea societaria nel corso della quale si dovrà decidere se accogliere le dimissioni di Truglio."Voglio sottolineare - ha commentato Marco Zambuto - che il problema relativo alla questione morale rimane: confermo che occorre mantenere alta l'attenzione e vigilare in modo attento e rigoroso affinché tutto proceda nel rispetto della legalità. Tuttavia il gesto di Truglio è stato quello di una persona per bene. Io non avevo certamente dubbi su di lui e sulla sua correttezza, questo sia chiaro, ma le sue dimissioni sono un'ulteriore conferma che egli è estraneo a qualsiasi manovra e che siamo di fronte ad una persona pulita e dalle indubbie capacità. Resta invece il valore politico della denuncia che abbiamo effettuato con D'Orsi".A questo punto non sarebbe da scartare l'ipotesi di un respingimento delle dimissioni, ma bisognerebbe vedere cosa farebbe Truglio, se cioè a quel punto vorrà riprendere il suo posto oppure se renderà irrevocabile la sua decisione di mollare. In quest'ultimo caso si renderà necessario trovare un'alternativa valida in grado di continuare il lavoro avviato dal responsabile di Belice Ambiente.
AGRIGENTONOTIZIE.IT
ENAC: arriva il via libera per realizzare l'aeroporto
L'Enac ha dato il via libera alla realizzazione dell'aeroporto a Licata. Lo ha reso noto lo stesso presidente dell'Ente nazionale per l'aviazione civile Vito Riggio, in una lettera inviata al prefetto di Agrigento dopo il chiarimento fornito dal presidente della Regione Raffaele Lombardo sulla sostenibilità degli oneri finanziari della gestione. Riggio precisa che l'esame preliminare informale condotto sul progetto presentato dalla Provincia di Agrigento "ha consentito di esprimere, salvo i necessari ulteriori approfondimenti, un parere positivo". La conferma da parte della Regione delle intenzioni di "procedere al finanziamento solo nei confronti di una gestione in partnership con privato che assuma i relativi costi supera le perplessità espresse da me e dall'Enac. La questione - prosegue il presidente dell'Enac - è pertanto rimessa alla Conferenza di servizi che il ministro delle Infrastrutture potrà formalmente convocare su richiesta del presidente della Regione Sicilia ed alla quale volentieri l'Enac parteciperà, consapevole del rilievo sociale ed economico che una tale infrastruttura, unitamente a quelle necessarie per i collegamenti, può assumere per lo sviluppo della comunità provinciale". "Come ho già detto - ha commentato il presidente della Provincia - ritengo che sia stato decisivo l'intervento chiarificatore del presidente della Regione Raffaele Lombardo. Se all'Enac spetta solo il compito di valutare il progetto sul piano strettamente tecnico, e Vito Riggio si è espresso in questi termini, vuol dire che il nostro progetto era ed è valido. Non ho più dubbi sul fatto che tra qualche anno la provincia di Agrigento finalmente avrà il suo aeroporto, e l'intervento di Riggio mi sembra in questo senso abbastanza eloquente".
Turismo, la commissione provinciale incontra i lavoratori del settore
La quinta commissione della Provincia regionale di Agrigento ha incontrato l'associazione delle Guide turistiche "Città di Agrigento". La riunione si è sviluppata sul tema della collaborazione tra istituzioni locali ed operatori del settore turistico. In particolare si è discusso di problematiche legate all'accoglienza, a partire dalla critica situazione della cartellonistica turistica e della insufficiente normale cartellonistica stradale, e del problema degli itinerari turistici sul territorio provinciale.Al termine della riunione la commissione ha preso l'impegno di avviare una precisa richiesta per migliorare il problema della cartellonistica stradale e turistica. La commissione incontrerà nuovamente le guide turistiche il prossimo 17 marzo, stavolta allargando l'incontro ai Consorzi turistici e ad altri addetti ai lavori.
Marino: "Termini ha tradito Vincenzo Farruggio"
Il consigliere provinciale del gruppo An-Pdl della Provincia regionale di Agrigento, Rosario Marino, esprime, a nome suo personale e dell'intero gruppo consiliare, la più convinta solidarietà all'ormai ex assessore comunale Vincenzo Farruggio.
"Dissentiamo fortemente nei confronti del sindaco di Campobello di Licata - dichiara Marino - per la modalità con cui ha letteralmente cacciato fuori dalla giunta comunale Vincenzo Farruggio, persona per bene ed ottimo amministratore. E' davvero singolare e pretestuoso estromettere dalla compagine amministrativa un proprio assessore che ha fatto fino all'ultimo il proprio dovere e lavorando per la comunità campobellese senza risparmiarsi minimamente a differenza del sindaco. Il sindaco Termini ha tradito ogni accordo preso durante la campagna elettorale alla presenza degli onorevoli assessori regionali Cimino e Gentile dove si era deciso che alla lista più votata sarebbe andata la vicesindacatura, ma il signor sindaco fregandosene degli accordi, dopo appena quattro mesi di amministrazione, toglie la delega di vice sindaco e il 26 febbraio scorso, completa l'opera defenestrandolo definitivamente. E' giusto ricordare che l'amico Farruggio - continua Marino - era stato eletto al Consiglio comunale e, quindi, per ricoprire l'incarico di assessore si era dovuto dimettere. Abbiamo fatto ogni sforzo per far comprendere al sindaco che era giusto discutere e approfondire la questione, proponendo anche un'altra figura per ricoprire tale ruolo, ma il sindaco non ha voluto sentire ragioni, agendo autonomamente, dimostrando così, che non si tratta di un problema personale bensì di un problema politico. Prendendo atto di questa mascalzonata, il gruppo consiliare An-Pdl alla Provincia regionale di Agrigento, alla luce delle prossime scadenze elettorali, valuterà bene le proprie posizioni, agendo di conseguenza. Noi - conclude Marino - sosteniamo fermamente che questo modo di fare politica è semplicemente vergognoso e privo di ogni ratio ed è frutto di una arroganza che spesso dà alla testa a coloro i quali vanno a ricoprire ruoli apicali, senza avere maturato la giusta esperienza. Siamo vicini all'ex assessore Farruggio e alla lista 'Campobello nel cuore per il tradimento umano e politico subito".
AGRIGENTOWEB.IT
Montecitorio, blitz della Lega Nord. Cancellati gli Ato rifiuti e idrici
La Camera dei deputati ha approvato la soppressione degli Ato rifiuti e degli Ato idrici.
La Lega Nord, presentando un emendamento "comma quinquies all'art. 1″ del Decrto Legge n. 2 del 25 gennaio 2010, titolato "interventi urgenti per enti locali e regioni", ha eliminato le grandi società d'acqua e di rifiuti. Una novità legislativa che interessa tutta l'Italia ed in particolare la Sicilia. La Lega, ha beneficiato dei voti di tutta la maggioranza che distrattamente, o forse inconsapevolmente, ha votato compatta. Nella specifico, è stato abrogato il Decreto Legislativo 152/06, che prevedeva un sistema di gestione fondato sugli Ato. In alcune regioni del Nord, questo sistema è risultato virtuoso, mentre nelle regioni del Sud ha prodotto illegalità e gli Ato sono stati trasformati in "postifici". Per quanto riguarda la gestione delle acque, verranno eliminati i nove Ato idrici siciliani, come la "Girgenti Acque" di Agrigento, la "Acque Potabili Siciliane" di Palermo, e così via. Dunque, da oggi, saranno le regioni a decidere, con legge propria, le forme e le modalità organizzative del servizio di erogazione dell'acqua e di raccolta e smaltimento rifiuti.
Il Presidente D'Orsi incontra la senatrice Angela Maraventano
Il Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ha incontrato questa mattina la senatrice della Lega Nord Angela Maraventano, che ha voluto conoscere personalmente il Presidente D'Orsi, condividendo e sostenendo la sua battaglia per la realizzazione dell'aeroporto di Licata. D'Orsi e Maraventano hanno parlato dei problemi delle isole Pelagie e condiviso l'idea che la Provincia debba sostenere le istanze degli abitanti di Lampedusa e Linosa. "Si è parlato dei problemi ma anche delle legittime aspettative delle Pelagie" ha detto il Presidente D'Orsi "alle quali probabilmente in questi primi due anni di attività amministrativa non abbiamo dedicato le giuste attenzioni e che soffrono di annosi problemi legati sia alla marginalità geografica, sia al fatto di essere la prima vera frontiera europea. La senatrice Maraventano è stata eletta nelle liste della Lega Nord ma è una lampedusana doc e crede che solo attraverso una piena sinergia con le amministrazioni di questa regione si possano migliorare le condizioni generali di Lampedusa e Linosa. Da parte nostra abbiamo garantito il massimo impegno e la piena collaborazione".
Abolizione ATO, soddisfazione de "La Destra"
Il movimento politico "La Destra" esprime soddisfazione per il provvedimento legislativo votato alla Camera dei deputati sugli Enti Locali che abolisce gli ATO rifiuti ed idrici. "Se al Nord il sistema funzionava - dice Roberto Gallo, consigliere provinciale di Agrigento - qui da noi c'e' stato un peggioramento del servizio ed una crescita spaventosa delle bollette , mettendo in crisi intere famiglie dal punto di vista economico. Inoltre finora gli ATO, qui da noi, hanno alimentato quel sistema di clientelismo e malaffare che sono il vero cancro dello sviluppo, ed al contempo le armi migliori per i furbi ed anche la criminalita' comune e mafiosa... Quindi, nella speranza che rapidamente il governo Regionale recepisca tutta la norma sulla cancellazione degli ATO, riteniamo giusto il ritorno alla gestione degli Enti Locali (Comuni e Province..) il sevizio idrico in particolare ma anche quello dei rifiuti. Il tutto , avviando una revisione delle tariffe che devono tener conto che l'acqua e' un bene essenziale di tutti ed il cittadino deve partecipare alla spesa nella giusta misura. "Vi è di più - conclude Gallo - secondo noi le Province che cosi' come sono attualmente andrebbero riformate o abolite, potrebbero benissimo gestire questi fondamentali servizi per i cittadini".
Aeroporto, soddisfatto Adragna
Sull'aviopista di Licata torna oggi a dire la sua Benedetto Adragna. Il Senatore del Pd si dichiara soddisfatto dell'esito avuto dalla vicenda anche a seguito del suo intervento: era infatti stato proprio Adragna, dopo aver presentato sulla vicenda un'interrogazione parlamentare urgente al Ministro delle infrastrutture, ad organizzare la vista del Presidente dell'Enac ad Agrigento, affinché, con la collaborazione del Prefetto, le istituzioni locali sciogliessero dubbi, equivoci ed incomprensioni. A seguito dell'intervento del Presidente della Regione, il Presidente Riggio dopo aver inviato al Prefetto una nota con un sostanziale parere positivo da parte dell'Enac, ha convenuto - con il massimo rappresentante del governo ad Agrigento - che non fosse necessario l'incontro di lunedì prossimo. "L'operazione verità, come è stata ribattezzata dagli organi di stampa - dichiara Adragna - inizia a dare i suoi frutti e, nonostante, coerentemente, Vito Riggio ed il Presidente della Regione non hanno fatto altro che confermare quanto in precedenza dichiarato, sembra siano stati fatti significativi passi avanti. E' bene però che cittadini e istituzioni abbiano ben chiare le caratteristiche della vicenda di cui stiamo parlando. La provincia di Agrigento - prosegue il Senatore del Pd -, dopo aver liquidato l'AAVT, ha presentato uno studio preliminare per la realizzazione di un'aviopista in territorio di Licata. L'Enac, per quanto di sua competenza, ne ha ritenuto, salvi necessari ulteriori approfondimenti, fattibile la realizzazione trattandosi di un intervento di competenza regionale con una pista non superiore a 1500 metri ma proprio per tali caratteristiche ha espresso alcuni dubbi sulla sostenibilità economica dell'iniziativa. Il Presidente della Regione ha assicurato un finanziamento di 30 milioni di euro per la realizzazione dell'infrastruttura sottolineando però la necessità di un indispensabile concorso dell'imprenditoria privata sia per la realizzazione che per la futura gestione dell'aviopista affinché proprio i privati ne assumano i relativi costi. A questo punto - continua Adragna - il Ministro Matteoli, su richiesta del Presidente della Regione, dovrà procedere alla convocazione di una conferenza di servizi in cui tutte le istituzioni interessate dovranno individuare quali privati siano interessati alla realizzazione ed alla gestione dello scalo.
E' un buon inizio - conclude Adragna -. Da parte mia, continuerò a chiedere al Ministro Matteoli risposte chiare sull'interrogazione parlamentare presentata e mi auguro che nei prossimi mesi, tutti coloro che hanno veramente a cuore lo sviluppo della nostra città e dell'intera provincia di Agrigento, assumano posizioni trasparenti ed inequivocabili affinché invece di impegnarci tutti per la realizzazione di un'aeroporto-aviopista non si continui a parlare di aria fritta".
Aeroporto. Iacolino: subito la Conferenza dei servizi per attivare il progetto ed acquisire anche i finanziamenti dell'Unione Europea
"Lo sforzo corale che la politica interessata allo sviluppo sostenibile della Provincia di Agrigento ha profuso, in particolare negli ultimi tempi, esige - afferma l'On. Salvatore Iacolino - che il presidente della Regione Siciliana assolva con tempestività all'onere di richiedere formalmente al Governo nazionale l'indizione della conseguente Conferenza dei Servizi che costituisce il presupposto essenziale per la realizzazione del progetto relativo alla costruzione dell'aeroporto di Agrigento. La possibilità di rendere questa linea di trasporto coerente con altre di tipo marittimo e terrestre potrà quindi garantire l'acquisizione di risorse aggiuntive da parte dell'Unione Europea che valorizza il trasporto intermodale in particolare nelle regioni come la nostra destinataria delle risorse previste dall'obiettivo Convergente (ex Obiettivo 1). Il concorso responsabile di tutti i livelli di Governo regionale, nazionale, ed europeo potrà in tal modo rendere possibile questo traguardo ambizioso nel quale il partenariato privato più intraprendente ed avveduto potrà rendere sostenibile la gestione economico di questa rilevante ed ambiziosa infrastruttura".
INFOAGRIGENTO.IT
Aeroporto, quale verità ?
Grande confusione attorno alla vicenda aeroporto: Riggio prima dice si, poi ritorna sui suoi passi, ed infine, a sorpresa, esprime nuovamente parere favorevole. Come stanno effettivamente le cose? Alla fine della giostra, l'aeroporto si farà oppure no ? C'è fin troppo confusione ad una vicenda ingarbugliata e che ha tenuto banco in questi mesi, tra promesse, marce, minacce, clima politico avvelenato e, dulcis in fundo, tendopoli in centro città. Adesso siamo punto e a capo. Vito Riggio ha nuovamente espresso parere favorevole in ordine alla costruzione di un aeroporto in provincia di Agrigento, rassicurato, a quanto pare, dalle affermazioni del Presidente Lombardo che si spenderà in prima persona per trovare partner privati per tenere in piedi (e quindi giustificare) l'infrastruttura.
Bene: a quanti altri colpi di scena dovremo assistere ancora nelle prossime settimane? Intanto Vito Riggio, lunedì prossimo, sarà ad Agrigento e, finalmente, potrà rispondere alle tante domande dei giornalisti sulla vicenda. Di certo, ulteriori prese per in fondelli a danno della vessata popolazione agrigentina, sono inaccettabili. Pretendiamo una risposta definitiva.
Progetto Aeroporto, Iacolino: "necessario attingere da fondi europei"
"Lo sforzo corale che la politica interessata allo sviluppo sostenibile della Provincia di Agrigento ha profuso, in particolare negli ultimi tempi, esige - afferma l'On. Salvatore Iacolino - che il presidente della Regione Siciliana assolva con tempestività all'onere di richiedere formalmente al Governo nazionale l'indizione della conseguente Conferenza dei Servizi che costituisce il presupposto essenziale per la realizzazione del progetto relativo alla costruzione dell'aeroporto di Agrigento". Lo ha detto il deputato europeo del PdL Salvatore Iacolino.
COMUNICALO.IT
AEROPORTO AGRIGENTO. Adragna (Pd): L'operazione verità comincia a dare i suoi frutti
Sull'aviopista di Licata torna oggi a dire la sua Benedetto Adragna. Il Senatore del Pd si dichiara soddisfatto dell'esito avuto dalla vicenda anche a seguito del suo intervento: era infatti stato proprio Adragna, dopo aver presentato sulla vicenda un'interrogazione parlamentare urgente al Ministro delle infrastrutture, ad organizzare la vista del Presidente dell'Enac ad Agrigento, affinché, con la collaborazione del Prefetto, le istituzioni locali sciogliessero dubbi, equivoci ed incomprensioni.
A seguito dell'intervento del Presidente della Regione, il Presidente Riggio dopo aver inviato al Prefetto una nota con un sostanziale parere positivo da parte dell'Enac, ha convenuto - con il massimo rappresentante del governo ad Agrigento - che non fosse necessario l'incontro di lunedì prossimo. "L'operazione verità, come è stata ribattezzata dagli organi di stampa - dichiara Adragna - inizia a dare i suoi frutti e, nonostante, coerentemente, Vito Riggio ed il Presidente della Regione non hanno fatto altro che confermare quanto in precedenza dichiarato, sembra siano stati fatti significativi passi avanti. E' bene però che cittadini e istituzioni abbiano ben chiare le caratteristiche della vicenda di cui stiamo parlando. La provincia di Agrigento - prosegue il Senatore del Pd -, dopo aver liquidato l'AAVT, ha presentato uno studio preliminare per la realizzazione di un'aviopista in territorio di Licata. L'Enac, per quanto di sua competenza, ne ha ritenuto, salvi necessari ulteriori approfondimenti, fattibile la realizzazione trattandosi di un intervento di competenza regionale con una pista non superiore a 1500 metri ma proprio per tali caratteristiche ha espresso alcuni dubbi sulla sostenibilità economica dell'iniziativa. Il Presidente della Regione ha assicurato un finanziamento di 30 milioni di euro per la realizzazione dell'infrastruttura sottolineando però la necessità di un indispensabile concorso dell'imprenditoria privata sia per la realizzazione che per la futura gestione dell'aviopista affinché proprio i privati ne assumano i relativi costi. A questo punto - continua Adragna - il Ministro Matteoli, su richiesta del Presidente della Regione, dovrà procedere alla convocazione di una conferenza di servizi in cui tutte le istituzioni interessate dovranno individuare quali privati siano interessati alla realizzazione ed alla gestione dello scalo. E' un buon inizio - conclude Adragna -. Da parte mia, continuerò a chiedere al Ministro Matteoli risposte chiare sull'interrogazione parlamentare presentata e mi auguro che nei prossimi mesi, tutti coloro che hanno veramente a cuore lo sviluppo della nostra città e dell'intera provincia di Agrigento, assumano posizioni trasparenti ed inequivocabili affinché invece di impegnarci tutti per la realizzazione di un'aeroporto-aviopista non si continui a parlare di aria fritta".
GRANDANGOLO.IT
Aeroporto: soddisfazione di Adragna
Sull'aviopista di Licata torna oggi a dire la sua Benedetto Adragna. Il Senatore del Pd si dichiara soddisfatto dell'esito avuto dalla vicenda anche a seguito del suo intervento: era infatti stato proprio Adragna, dopo aver presentato sulla vicenda un'interrogazione parlamentare urgente al Ministro delle infrastrutture, ad organizzare la vista del Presidente dell'Enac ad Agrigento, affinché, con la collaborazione del Prefetto, le istituzioni locali sciogliessero dubbi, equivoci ed incomprensioni. A seguito dell'intervento del presidente della Regione, il presidente Riggio dopo aver inviato al Prefetto una nota con un sostanziale parere positivo da parte dell'Enac, ha convenuto - con il massimo rappresentante del governo ad Agrigento - che non fosse necessario l'incontro di lunedì prossimo. "L'operazione verità, come è stata ribattezzata dagli organi di stampa - dichiara Adragna - inizia a dare i suoi frutti e, nonostante, coerentemente, Vito Riggio ed il Presidente della Regione non hanno fatto altro che confermare quanto in precedenza dichiarato, sembra siano stati fatti significativi passi avanti. E' bene però che cittadini e istituzioni abbiano ben chiare le caratteristiche della vicenda di cui stiamo parlando. La provincia di Agrigento - prosegue il Senatore del Pd -, dopo aver liquidato l'Aavt, ha presentato uno studio preliminare per la realizzazione di un'aviopista in territorio di Licata. L'Enac, per quanto di sua competenza, ne ha ritenuto, salvi necessari ulteriori approfondimenti, fattibile la realizzazione trattandosi di un intervento di competenza regionale con una pista non superiore a 1500 metri ma proprio per tali caratteristiche ha espresso alcuni dubbi sulla sostenibilità economica dell'iniziativa. Il presidente della Regione ha assicurato un finanziamento di 30 milioni di euro per la realizzazione dell'infrastruttura sottolineando però la necessità di un indispensabile concorso dell'imprenditoria privata sia per la realizzazione che per la futura gestione dell'aviopista affinché proprio i privati ne assumano i relativi costi. A questo punto - continua Adragna - il ministro Matteoli, su richiesta del Presidente della Regione, dovrà procedere alla convocazione di una conferenza di servizi in cui tutte le istituzioni interessate dovranno individuare quali privati siano interessati alla realizzazione ed alla gestione dello scalo. E' un buon inizio - conclude Adragna -. Da parte mia, continuerò a chiedere al ministro Matteoli risposte chiare sull'interrogazione parlamentare presentata e mi auguro che nei prossimi mesi, tutti coloro che hanno veramente a cuore lo sviluppo della nostra città e dell'intera provincia di Agrigento, assumano posizioni trasparenti ed inequivocabili affinché invece di impegnarci tutti per la realizzazione di un aeroporto-aviopista non si continui a parlare di aria fritta".
AGRIGENTOOGGI.IT
Fiducia a Truglio, "torni e garantisca efficenza"
Giuseppe Salsedo, consigliere comunale ad Agrigento, dell'Udc, ribadisce tutta la sua stima nei confronti dell'avvocato Francesco Truglio. Secondo Salsedo, sarebbe un errore accettare che un manager che ha dimostrato il suo valore, vada via da Agrigento. "Auspico invece - ha detto il consigliere comunale - che Zambuto e D'Orsi possano ritornare sui propri passi, valutando la possibilità che Truglio possa tornare alla guida dell'Ato Gesa Ag2 nell'interesse di tutti". Truglio, ha presentato formali dimissioni, dopo che era stato accusato pubblicamente, dal presidente della Provincia regionale di Agrigento e dal sindaco della stessa città, di non garantire la trasparenza dell'Ente. "A mio avviso - aggiunge Salsedo - Truglio, può garantire trasparenza ed efficienza, nell'interesse della collettività. E' importante - conclude il consigliere dell'Udc - che l'avvocato operi nel rispetto della collettività, garantendo non solo efficienza e innovazione, ma anche un abbassamento dei costi, che gravano sulle teste dei contribuenti". Intanto, l'assemblea dei sindaci dell'Ato Gesa Ag 2, riunitasi lo scorso giovedì, respinge le dimissioni dell'avvocato Truglio. Dimissioni che non vuole nessuno, nemmeno lo stesso sindaco Marco Zambuto che sembra sia tornato sui suoi passi. Truglio al momento si è preso alcuni giorni per decidere. Sull'ente, grava la scadenza di un bando di gara di oltre 100 mila euro, per lo smaltimento e la raccolta dei rifiuti. Bando che secondo la legge, dev'essere formalizzato entro e non oltre il 15 marzo. Altro nodo da risolvere, la questione stipendi. Gli operatori ecologici sono a credito di alcune mensilità. Giorno 12 è previsto uno sciopero del settore.
Lettere last minute e voli low cost, l'iter dell'aeroporto
Se son rose fioriranno. Continua il lungo iter dell'aeroporto di Agrigento, fatto di alti e bassi, di proteste, ma soprattutto di pareri. Pareri positivi, pareri inequivocabili e pareri da interpretare. Pareri documentati e pareri raccontati. Vito Riggio ha fatto sapere che lunedì ad Agrigento non ci sarà. Ha fatto sapere anche, con una nota inviata al Prefetto di Agrigento Umberto Postiglione che le dichiarazioni del presidente della Regione, Raffaele Lombardo sono piaciute all'Ente di Aviazione Civile. Dichiarazioni che hanno riportato il sorriso sul volto del presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, che dopo 16 notti passate in tenda, ha deciso di ritornare a casa. La tenda però rimarrà al suo posto, non si sa mai. Anche se nella lettera che il presidente dell'Enac ha inviato al Prefetto, perché al Prefetto poi e non direttamente a D'Orsi, ci sono segnali positivi, per il momento il simbolo della protesta, la tenda, rimarrà al suo posto. "L'esame preliminare informale condotto sulla base di un progetto presentato dalla Provincia di Agrigento, ha scritto Riggio - ha consentito di esprimere, salvo i necessari ulteriori approfondimenti, un parere positivo". La conferma, poi, da parte della Regione, delle intenzioni di procedere al finanziamento solo nei confronti di una gestione in partnership con privato che assuma i relativi costi, "supera le perplessità espresse da me e dall'Enac. La questione - prosegue il presidente dell'Enac - è pertanto rimessa alla Conferenza di servizi che il ministro delle Infrastrutture potrà formalmente convocare su richiesta del presidente della Regione Sicilia e alla quale volentieri l'Enac parteciperà, consapevole del rilievo sociale ed economico che una tale infrastruttura unitamente a quelle necessarie per i collegamenti, può assumere per lo sviluppo della comunità provinciale". Le parole di Riggio sono chiare. Se ci sono i finanziamenti e privati disposti ad accollarsi la gestione, nessuna remora sullo scalo. Per il presidente D'Orsi tanto basta per esprimere la convinzione che l'aeroporto di Licata non è più una speranza bensì una certezza. Il presidente della Provincia, capace di una protesta che per connotati e contenuti sicuramente rimarrà negli annali, adesso però deve dare nome e cognome ai possibili gestori dello scalo da realizzare. "Ho tantissime compagnie interessate - assicura - da Air Malta che non vede l'ora di gestire uno scalo tutto suo in Italia, ai Turchi, Portoghesi e Spagnoli, oltre che Svizzeri". Insomma l'entusiasmo non manca. Del resto i rapporti con Malta sono buoni, diremmo ottimi. Abbiamo qui anche il Maradona della cultura, chissà che presto non arrivi il Pelè degli aeroporti. Facili battute a parte, sulla questione il presidente ha poca voglia di scherzare ed è serio come non mai. "Siamo sicuri - ha detto D'Orsi - che l'aeroporto potrà vivere in totale autonomia, che i privati entreranno nella gestione, come richiesto dal Presidente Lombardo e che la sua realizzazione avrà un effetto domino sull'economia dell'intera provincia". Salvo nuovi imprevisti, con i dovuti scongiuri, siamo alla resa dei conti e Agrigento finalmente avrà le risposte che merita.
AGRIGENTOFLASH.IT
7/3/10
La soppressione del Parlarmento degli Ato rifiuti e idrici: soddisfatto Mario Lazzano
Il consigliere Mario Lazzano ha espresso piena soddisfazione per l'approvazione a stragrande maggioranza da parte del Parlamento Nazionale, che su un emendamento proposto dalla Lega ha soppresso gli ATO rifiuti e gli Ato Idrici abrogando il Decreto Legislativo 152/06 sugli Enti Locali. Quindi via dalla gestione affaristico-clientelare che fino ad oggi ha caratterizzato tutto ciò.
I vari disservizi,le cattive gestioni degli ATO sia al Nord che al Sud hanno svegliato le coscienze della classe politica che, sollecitata da numerosi amministratori e da cittadini comuni si sono finalmente resi conto che non si poteva più andare avanti di questo passo. La maggioranza di Centro-Destra ha ascaltotato la gente. Ad oggi gli ATO hanno solo prodotto danni e disservizi per i Cittadini utenti,caro bollette,gestione pressappochista ed arraffazzonata. Ci si augura che il Governo della Regione recepisca la Legge votata dal Parlamento Nazionale facendo altrettanto.Un auspicio,sarebbe quello che la gestione dell'acqua e dei rifiuti venga data alle Provincie Italiane.
PERLACITTA'.IT
Si decolla, salvo i necessari ulteriori approfondimenti
"L'esame preliminare informale condotto sulla base di un progetto presentato dalla Provincia di Agrigento, ha consentito di esprimere, salvo i necessari ulteriori approfondimenti, un parere positivo". Lo ha scritto Vito Riggio, in una lettera inviata al prefetto di Agrigento Umberto Postiglione dopo il chiarimento fornito dal presidente della Regione Raffaele Lombardo sulla sostenibilità degli oneri finanziari della gestione aeroportuale dell'aviopista di Licata.
E' questo il passaggio centrale della missiva che fa guardare con fiducia alla Conferenza dei servizi che il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, dovrebbe ora convocare su richiesta del presidente della Regione Sicilia e "alla quale - ha aggiunto Riggio - volentieri l'Enac parteciperà, consapevole del rilievo sociale ed economico che una tale infrastruttura unitamente a quelle necessarie per i collegamenti, può assumere per lo sviluppo della comunità provinciale".
Sarà la Conferenza dei servizi il vero approdo finale di questa lunga e tormentata vicenda o bisogna temere quell'inciso della lettera del presidente dell'Enac dove si precisa: "salvo i necessari ulteriori approfondimenti"?
Via libera dell'Enac all'aeroporto a Licata, "salvo i necessari ulteriori approfondimenti"
L'Enac ha dato il via libera alla realizzazione dell'aeroporto a Licata. Lo ha reso noto lo stesso presidente dell'Enac, Vito Riggio, in una lettera inviata al prefetto di Agrigento Umberto Postiglione dopo il chiarimento fornito dal presidente della Regione Raffaele Lombardo sulla sostenibilità degli oneri finanziari della gestione. Riggio ha precisato che l'esame preliminare informale condotto sul progetto presentato dalla Provincia di Agrigento "ha consentito di esprimere, salvo i necessari ulteriori approfondimenti, un parere positivo". La conferma da parte della Regione delle intenzioni di "procedere al finanziamento solo nei confronti di una gestione in partnership con privato che assuma i relativi costi supera le perplessità espresse da me e dall'Enac. La questione - prosegue il presidente dell'Enac - è pertanto rimessa alla Conferenza di servizi che il ministro delle Infrastrutture potrà formalmente convocare su richiesta del presidente della Regione Sicilia ed alla quale volentieri l'Enac parteciperà, consapevole del rilievo sociale ed economico che una tale infrastruttura, unitamente a quelle necessarie per i collegamenti, può assumere per lo sviluppo della comunità provinciale". La nota inviata da Vito Riggio è stata così commentata dal Presidente D'Orsi: "Come ho già detto, ritengo che sia stato decisivo l'intervento chiarificatore del Presidente della Regione Raffaele Lombardo. Se all'Enac spetta solo il compito di valutare il progetto sul piano strettamente tecnico, e Vito Riggio si è espresso in questi termini, vuol dire che il nostro progetto era ed è valido. Non ho più dubbi sul fatto che tra qualche anno la provincia di Agrigento finalmente avrà il suo aeroporto, e l'intervento di Riggio mi sembra in questo senso abbastanza eloquente".
Favara - Arnone: "Andiamo oltre la proposta di Bosco"
Nino Bosco ha dato uno scossone alla politica risvegliandola dal suo torpore.
Sulla sua recente proposta sulla giunta di salute pubblica, interviene l'assessore provinciale Giuseppe Arnone. "Andiamo oltre - ci dice Arnone - con la formazione di una nuova giunta che preveda non solo la partecipazione di tutte le forze politiche, ma anche della città. In questo particolare momento di grave difficoltà è necessario aprire il portane del Palazzo, anzi toglierlo.
Le barriere che hanno separato la classe politica con la gente impedendo la partecipazione dei cittadini si sono dimostrate deleterie per il procedere del progresso. Approvo il progetto di Nino Bosco e propongo che nella scelta degli assessori si debba puntare a cercare personalità espressione dei partiti e nello stesso tempo vicine alla gente". Tutte buone e valide le idee, ma hanno un comune aspetto negativo che è quello dell'essere arrivate in forte ritardo con la scadenza che la stessa politica si è data. Tra circa 24 ore scade "l'ultimatum" del sindaco, che potrà leggere le recenti novità come un'ulteriore invenzione della politica per fargli perdere tempo. "Una simile lettura dei fatti, sarebbe un errore - conclude Giuseppe Arnone - da parte del sindaco. La stragrande maggioranza di noi favaresi vuole riparare al sacrificio delle due bambine, girando pagina e puntando al rilancio della nostra città".
SICILIA24H.IT
Soppressione Ato, Lazzano (Pdl):" La Regione recepisca le direttive del Parlamento"
In merito alla decisione della Camera dei deputati di procedere alla soppressione degli Ato rifiuti e degli Ato idrici si registra l'intervento del consigliere provinciale del Pdl, Mario Lazzano che esprime tutta la sua soddisfazione per l'approvazione, a stragrande maggioranza, da parte del Parlamento al provvedimento. Secondo Lazzano, la soppressione degli Ato va nella direzione di cancellare un tipo di gestione affaristico-clientelare che fino ad oggi li ha caratterizzati. "I vari disservizi, le cattive gestioni degli Ato sia al nord che al sud -afferma il consigliere provinciale - hanno svegliato le coscienze della classe politica che, sollecitata da numerosi amministratori e da cittadini comuni si sono finalmente resi conto che non si poteva più andare avanti di questo passo. Ad oggi gli Ato hanno prodotto solo danni e disservizi per i cittadini utenti, caro bollette, gestione pressappochista ed raffazzonata. Ci si augura adesso che il Governo regionale recepisca la legge votata dal Parlamento. Un auspicio sarebbe quello che la gestione dell'acqua e dei rifiuti venga data alle province italiane".
La Destra, Gallo: "Ok abolizione Ato Rifiuti e Idrici, si torni alla gestione pubblica"
Soddisfazione viene espressa da La Destra per il provvedimento legislativo votato alla Camera dei deputati sugli Enti locali che abolisce, in un sol colpo, gli Ato Rifiuti ed Idrici. "Se al nord il sistema funzionava, qui da noi - scrive il segretario provinciale, Roberto Gallo - c'e' stato un peggioramento del servizio ed una crescita spaventosa delle bollette, mettendo in crisi intere famiglie dal punto di vista economico. Gli Ato, dalle nostre parti, hanno alimentato quel sistema di clientelismo e malaffare che sono il vero cancro dello sviluppo, ed al contempo le armi migliori per i furbi ed anche la criminalità comune e mafiosa". Quindi il segretario provinciale auspica che il governo Regionale recepisca, al più presto, tutta la norma sulla cancellazione degli Ato. "Riteniamo giusto - aggiunge Roberto Gallo - il ritorno alla gestione pubblica del sevizio idrico e quello dei rifiuti. Il tutto, avviando una revisione delle tariffe che devono tener conto che l'acqua e' un bene essenziale di tutti ed il cittadino deve partecipare alla spesa nella giusta misura". "Auspichiamo inoltre - conclude il leader provinciale - che le Province che cosi come sono attualmente andrebbero riformate o abolite, potrebbero benissimo gestire questi fondamentali servizi per i cittadini".
AGRIGENTOFLASH.IT
8/3/10
Aeroporto, D'Orsi smonta la tenda e torna a casa
Il presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi, ha fatto smontare la tenda di piazzale Aldo Moro dove per 15 giorni aveva dormito e svolto le sue mansioni istituzionali. Ottenuto l'impegno del presidente della Regione, Salvatore Lombardo, ed anche il via libera dall'Enac, già nella serata di giovedì ha sospeso la protesta tornando a dormire a casa, mentre venerdì e ieri ha lavorato nel proprio ufficio. "Non mi resta - ha dichiarato - che ringraziare la mia scorta, la Polizia provinciale, ma anche le altre forze dell'ordine per quello che hanno fatto vigilando sulla mia sicurezza in queste due settimane. Un ringraziamento particolare al prefetto, al questore ed ai comandanti provinciali dei carabinieri e della guardia di finanza per la vicinanza che mi hanno dimostrato e per quello che i loro uomini hanno fatto".
IL SOLE 24 ORE
I correttivi per il trattamento degli introiti da cessioni di quote societarie e alienazione
Esclusione obbligata per chi ha sfruttato l'opzione nel 2009
La questione di fiducia ha congelato i lavori intorno al testo della legge di conversione del decreto enti locali, che sarà votato domani dalla Camera per poi passare al Senato dove, a causa dei tempi ristretti, sono improbabili nuovi correttivi. Il bottino di modifiche al patto di stabilità raccolto dal testo in commissione è decisamente più magro di quanto speravano le autonomie, e si concentra in modifiche che non sempre si traducono in un alleggerimento del patto. Tre gli aspetti principali: sterilizzazione delle entrate extra 2007, che alzando la base di calcolo gonfiano in maniera artificiosa gli obiettivi da rispettare, esclusione delle spese collegate ai «grandi eventi» di competenza della Protezione civile e via libera ai finanziamenti europei.
Entrate extra. Sul primo tema, il maxiemendamento presentato dai relatori si compone di un doppio intervento. Il primo è dedicato a tutti i comuni che nel 2007 hanno ottenuto introiti eccezionali da cessioni di quote o alienazioni di patrimonio, il secondo si concentra invece sui dividendi straordinari delle società quotate (il caso Brescia, per intendersi). L'intervento più ampio ripropone l'esclusione dai saldi rilevanti ai fini del patto di tipologie di entrata (indicate all'articolo 7-quater, comma 10 del Dl 5/2009): quelle derivanti da «cessione di azioni o quote di società operanti nel settore dei servizi pubblici locali», dalla «distribuzione dei dividendi da operazioni straordinarie» delle stesse società, quando quotate, e infine i frutti della vendita del patrimonio immobiliare, quando questi siano destinati a investimenti o alla riduzione del debito. Ci si trova di fronte, in pratica, a una nuova puntata della tormentata vicenda delle esclusioni avviata dall'articolo 77-bis, comma 8 della manovra d'estate 2008 (Dl 112/2008). Come ricordano bene i responsabili finanziari di comuni e province, la norma aveva scatenato un vespaio di discussioni sui possibili effetti in termini di saldo, che si era concluso (ingloriosamente) con la sua abolizione da parte del decreto anticrisi approvato definitivamente a marzo del 2009 (articolo 7-quater, comma 9, lettera a del D15/2009). Questa abolizione "salvava" però i bilanci approvati entro il io marzo 2009, che potevano quindi continuare a calcolare il rispetto del patto di stabilità senza abbracciare nel conto le entrare extra. Agli enti in queste condizioni, il nuovo intervento estende automaticamente l'esclusione di queste voci anche al 2010 e 2011; un piacere a chi ha alienato molto nel 2007, un ostacolo per chi ha in programma vendite più consistenti per quest'anno o per il prossimo. Agli enti interessati dai dividendi extra delle quotate (il comune di Brescia è il capofila, con i 63 milioni incassati nel 2007 dalla fusione dell'Asm con l'Aem), il maxiemendamento offre una novità in più: le percentuali di miglioramento necessarie per rispettare il patto si applicheranno al saldo medio (sempre di competenza mista) del quinquennio 2003/2007, e non più a quello del triennio 2005/2007, in modo tale da sterilizzare ulteriormente il picco nell'entrata.
Grandi eventi. Anche la partita delle spese collegate ai «grandi eventi» si gioca sul terreno dell'esclusione dai saldi rilevanti ai fini del patto, ma con limiti ben precisi. La norma equipara queste uscite a quelle sostenute perle calamità naturali, togliendo quindi dai calcoli relativi al patto solo i trasferimenti statali e le spese da questi finanziate. Nessuna novità, invece, per gli sforzi che i comuni operano con risorse proprie, che rimangono rilevanti ai fini del patto anche se collegate ai grandi eventi. Per Milano, di conseguenza, l'intervento risulta del tutto neutro, e non libera dai vincoli gli oltre 400 milioni di euro che il comune ha messo a preventivo nel 2010 per la realizzazione delle nuove metropolitane. La notizia è invece migliore per i comuni che hanno già ottenuto fondi statali per «grandi eventi» verificati negli anni scorsi, e che non hanno ancora finito di pagarne il conto. Ha, un obiettivo contabile ma non sostanziale anche la norma che libera dai vincoli del patto di stabilità le risorse giunte «direttamente o indirettamente» dall'Unione europea, e le spese sostenute con questi fondi dagli enti locali. Il correttivo nasce per neutralizzare le partite extra di origine comunitaria, che avrebbero gonfiato le voci monitorate dal patto di stabilità, ma è molto più limitato rispetto al «via libera» tradizionale, che escludeva dal patto le risorse locali utilizzate dai comuni in aggiunta ai fondi europei.
Il Peg e il programma degli obiettivi attuano la riforma Brunetta - Piano delle performance già attivo in molti comuni
La riforma Brunetta muove i primi passi in regioni ed enti locali. I dubbi iniziali sugli adattamenti e rimandi contenuti nel Dlgs 150/2009 iniziano a dissiparsi alla luce delle diverse interpretazioni offerte anche dalle linee guida dell'Anci (su cui si veda anche Il Sole 24 Ore del 4 e dell'8 febbraio).
La manovra prevede norme subito applicabili e altre a cui occorre adeguarsi entro precisi termini, oltre a disposizioni che invece non rimandano agli enti locali e che dunque, anche secondo l'Anci, non vanno applicate. Per esempio il piano della performance (articolo 10 del Dlgs) da realizzare entro il 31 gennaio di ogni anno; è una norma non vincolante per regioni e comuni, e secondo l'Anci con la relazione previsionale e programmatica, il piano esecutivo digestione (Peg), e il piano dettagliato degli obiettivi l'ente realizza già il ciclo di gestione della performance. Questo strumento sembra nato per le Pa che non hanno, a oggi, sistemi di programmazione delle attività, ma ciò non accade negli enti locali. L'adeguamento entro il2olo non sarà quindi troppo complesso, tenuto conto che già il Dlgs 267/2000 individua adempimenti programmatici da tempo realizzati. Nell'ambito della propria autonomia le amministrazioni, fatta salva l'eventuale individuazione di altre modalità, potranno quindi far coincidere gli strumenti esistenti con le nuove regole La definizione degli obiettivi e l'allocazione delle risorse hanno un riferimento diretto con relazione previsionale e Peg. L'analisi della gestione in corso d'anno ha un richiamo immediato all'articolo 193 del Dlgs 267/2000 (verifica dello stato di attuazione dei programmi), e la relazione finale è un'eventuale integrazione di quella che già oggi la giunta allega al rendiconto della gestione. L'interrogativo più forte riguarda la valutazione delle prestazioni. Ogni ente deve fare un esame per capire se gli strumenti già adottati hanno i caratteri richiesti dal legislatore. Tre sono gli ambiti oggetto di valutazione: l'amministrazione nel suo complesso, i settori, i singoli dipendenti. Sull'ultimo aspetto tutti gli enti locali adottano una valutazione dei soggetti basata sul raggiungimento degli obiettivi e sulle modalità (t, resa delle prestazioni, spesso riassunte in schede di fine anno. Anche l'analisi per settori e aree è ormai attuata soprattutto dove tali sistemi individuano, oltre alla retribuzione di risultato dei responsabili e dei dirigenti, anche l'analisi degli obiettivi per ogni area Qualche difficoltà in più si rileva nella valutazione della struttura, a cui non tutti gli enti sono abituati. L'ultima questione di rilievo da affrontare è l'istituzione delle fasce di merito (articolo 19 del Dlgs). È pacifico che regioni ed enti locali abbiano solo i vincoli previsti dall'articolo 31, comma 2, con l'obbligo di destinare la quota prevalente della performance alla fascia di merito alta e prevedere almeno tre fasce. Sorge però il dubbio: chi e come deve individuare tale articolazione? L'articolo 29, in combinazione con il riscritto articolo 40 del Dlgs 165/2001, afferma che il sistema delle fasce di merito sarà in capo alla contrattazione nazionale, e in seconda battuta di quella integrativa Dall'altra l'articolo 31, comma 2, prospetta un «esercizio delle rispettive potestà normative» facendo ipotizzare una regolamentazione autonoma da parte di ciascun ente locale. Salvo ulteriori chiarimenti, si ritiene più coerente la prima soluzione considerando anche che non sembrano esserci dubbi sul fatto che l'utilizzo delle risorse accessorie sia di competenza della contrattazione.
Segretari inadeguati ai controlli contabili
Dal controllo di regolarità contabile e amministrativa dipende l'attendibilità dei bilanci dell'ente locale e, con ciò, la stessa tenuta dei conti pubblici locali. Per questo il Ddl «anti-corruzione » cerca di intervenire sull'argomento, in particolare introducendo, all'articolo 47-bis del Dlgs 267/2000, una nuova forma di verifica, successiva, che riguarda impegni, accertamenti, contratti. Gli atti da esaminare vanno «scelti secondo una selezione casuale effettuata con motivate tecniche di campionamento», mentre il controllo va attuato «secondo principi generali di revisione aziendale e modalità definite nell'ambito dell'autonomia organizzativa dell'ente, sotto la direzione del Segretario in base alla normativa vigente». Il compito è affidato al segretario. Questi obblighi sono in realtà già di competenza del responsabile dei servizi finanziari e del collegio dei revisori, unico organo dove si ritrovano soggetti in grado di adottare tecniche di campionamento e di audit. Al contrario il segretario, con il suo background giuridico, non pare la figura idonea a governare questo processo ed è difficile immaginare che possa essere davvero incisivo. Non si capisce perché, ancora, si voglia ampliare il ruolo di questa figura a 360° gradi, invece di valorizzarne le competenze giuridiche, magari arrivando a consentirgli di stare in giudizio a difesa dell'ente in modo da ridurre le spese di consulenza. Non è finita qui, perché l'esito del controllo deve essere trasmesso anche ai revisori dei „conti. Gli atti seguono quindi un percorso di questo tipo: ricevono il visto preventivo del responsabile dei servizi finanziari, vengono controllati dal segretario comunale e infine comunicati ai revisori. Ma cosa accadrà se il segretario registra una grave irregolarità all'organo di revisione? Esso sarà costretto a fare ciò a cui il segretario dovrebbe avere già provveduto, e cioè a comunicare il tutto alla magistratura competente. Una sorta di tutti contro tutti? Parlare di cultura della sfiducia pare un eufemismo ma, oltre a ciò, si tratta di una procedura che avrebbe messo in imbarazzo perfino la burocrazia borbonica, visto che crea una circolarità di verifiche farraginosa e formalistica. Il legislatore, in sostanza, dimostra una forte e comprensibile sfiducia nei confronti dei controlli interni, ma al tempo stesso non riesce a intervenire con l'incisività necessaria. Difficile pensare, infatti, che introdurre un terzo "incomodo", per altri nominato dal sindaco, possa risolvere qualcosa. Sarebbe stato necessario intervenire per assicurare professionalità e garantire autonomia a chi già oggi è chiamato a svolgere una funzione di tutela dèlla regolarità, ossia al responsabile dei servizi finanziari e ai revisori. Per quanto riguarda il responsabile dei servizi finanziari, il legislatore avrebbe dovuto modificare l'articolo 153 del Tuel, che attribuisce eccessiva discrezionalità al singolo ente locale in termini di collocazione gerarchica del responsabile del servizio finanziario e non affronta la questione della sua qualificazione professionale. Invece, silenzio assoluto. La norma tratta invece il meccanismo di nomina dei membri dell'organo di revisione, altra nota dolente del sistema previgente, in modo però del tutto formale. Si prevede soltanto che siano «eletti a maggioranza dei due terzi dei componenti del Consiglio dell'ente locale» e, forse avendo timore di avere troppo osato, «salvo diversa disposizione statutaria». Resta quindi la dipendenza dalla politica locale, che è di fatto spesso il vero motivo della "timidezza" dei revisori. L'unica soluzione, invece, sarebbe la loro nomina da parte di un ente terzo, ad esempio la Corte dei conti. Insomma, si sono individuati i problemi, ma ancora una volta è mancata la volontà di risolverli davvero.