Provincia di Agrigento

Rassegna stampa del 6/7/8 marzo 10

 

6 MARZO
 
GIORNALE DI SICILIA
 
ATO RIFIUTI. Il Cda ha respinto le dimissioni dell'amministratore unico che deciderà in settimana Gesa, l'assemblea dei sindaci:«Massima fiducia a Truglio»
Dimissioni respinte. I sindaci del Cda della Gesa Ag2 non vo­gliono che Francesco Truglio lasci la carica di amministratore unico deli'Ato rifiuti. Non lo vuole nessu­no, nemmeno il primo cittadino di Agrigento Marco Zambuto da cui tutto questo ha avuto origine, Il vo­to è arrivato all'unanimità, nel cor­so del vertice di giovedì sera a Comi tini dove gli amministratori si sono confrontati finendo anche con l'assegnare al sindaco di Fava­ra Minimo Russello, il compito di fare da ambasciatore» con Tru­glio per chiedergli di restare. Dal canto suo, Truglio ha deciso di prendersi qualche giorno per riflet­tere ma dal suo entourage, non fil­trano assicurazioni eccessive cir­ca questa possibilità. Se Truglio la­sciasse, la prima conseguenza tem­porale sarebbe una immediata proroga del milionario appalto per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti di questo ATO che scade proprio il 15 marzo prossimo. Poi ci sarebbe la gestione degli sciope­ri già indetti per giorno 12 e dei rap­porti che lo stesso Truglio ha intrapreso con un istituto di credito per ottenere finanziamenti immediati pe pagare gli stipendi ai lavoratori. Insomma, un quadro non rassicu­rante, dipinto con colori per nien­te chiari e che ha insinuato in tutti più di una perplessità. Alla scelta di Truglio è legata anche quella del sindaco empedoclino Lillo Firet­to, elemento non di secondo pia­no di questo cda che è in atto di­missionario e che ha ribadito la fi­ducia nell'operato di Truglio proprio sulla contestazione fatta da Zambuto a proposto della predi­sposizione del nuovo bando di ga­ra per l'appalto decennale che si aggirerebbe intorno ai 35 milioni di euro. Un allarme condiviso an­che da Cgil, Cisl e Uil di categoria che in una nota congiunta spiega­no che la Gesa, se Truglio lascias­se, tornerebbe indietro anni luce rispetto alle importanti novità che ha apportato sia nell'organizzazio­ne del lavoro, ottimizzando le ri­sorse umane, sia con  tagli a spre­chi e costi di carattere generale di cui evidentemente l'azienda può farne a meno. Sulla vicenda si in­terroga anche Legambiente. «I cittadini - scrive Claudia Casa - han­no il diritto di sapere sull'altare di chi o di che cosa si è deciso, di at­taccare pesantemente e del tutto ingiustificatamente un professio­nista che stava lavorando per por­tare la Gesa ai livelli dell'Ato TP2». E Truglio incassa anche la solida­rietà della sezione di Aragona del­la Rete regionale siciliana «Rifiuti zero». «Nella gestione dei rifiuti -scrive il referente Franco Cipolla -Truglio ha ottenuto in soli sei mesi due risultati brillanti che il prece­dente cda di nomina politica, non ha saputo ottenere, quali la ridu­zione delle spese generali di gestio­ne e la non indifferente diminuzio­ne dei rifiuti conferiti in discari­ca». Sulla vicenda interviene an­che il deputato regionale del Pd Giacomo Di Benedetto che sottoli­nea come la conduzione dell'Ato agrigentino appariva avviata ver­so un sicuro miglioramento e ad una gestione positiva, pur perma­nendo enormi problemi legati alla situazione finanziaria ed organiz­zativa. Infine, i consiglieri comuna­li agrigentini Ennio Saeva, France­sco Alfano, Davide Lo Presti, Elisa Virone, Angela Galvano, Giovanni Civiltà, Maria pia Vita, Maurizio Calabrese e Antonino Amato han­no chiesto al sindaco Zambuto di relazionare, nella prossima riunione di Consiglio, sulle perplessità da lui lanciate sull'operato di Truglio». Sulla vicenda aveva sollecitato chiarimenti anche il consigliere provinciale Roberto Gallo che hachiesto di conoscere con chiarezza le motivazioni che hanno indot‑to a chiedere le dimisisoni di Truglio».  

Agrigento, la Regione darà all'aeroporto un partner privato AGRIGENTO
C'era il progetto, mancava­no i soldi. Non quelli per la costru­zione (sono disponibili 30 milioni di fondi Fas). Ma l'Enac prima di esprimere un parere sull'aeropor­to di Agrigento chiedeva di sapere con quali soldi si sarebbe provve­duto alla gestione. Una domanda legittima che parte dal convinci­mento che la tipologia dello scalo (pista da 1.500 metri) non potrà portare più di 200 mila passeggeri l'anno: dunque parte in perdita. Per questo, finora, Vito Riggio ha puntato i piedi. Ma giovedì ad Agrigento è arrivato il presidente Raffaele Lombardo, ed ha incon­trato il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi da 15 giorni arroc­cato nella sua tenda per sollecita­re la realizzazione dell'aeroporto. Così il governatore ha preso il tele­fono ha parlato direttamente con Riggio (e poi ha messo nero su bianco), impegnandosi in prima persona a trovare un partner pri­vato per dare alla struttura la ne­cessaria autonomia gestionale. E sulla parola del presidente Lom­bardo l'Enac ha squarciato l'ulti­mo velo di resistenza. «Diamo pa­rere positivo - scrive Riggio in una lettera indirizzata al prefetto Um­berto Postiglione - salvo i necessa­ri ulteriori approfondimenti. La conferma da parte della Regione delle intenzioni di procedere al fi­nanziamento solo nei confronti di una gestione in partnership con il privato che assuma i relativi costi, supera le perplessità espresse da me e dall'Enac». «La questione - aggiunge il presidente Riggio - è pertanto rimessa alla conferenza di servizi che il ministro delle In­frastrutture e dei trasporti potrà convocare su richiesta del presi­dente della Regione Sicilia». Dun­que la «palla» passa al presidente Raffaele Lombardo: dovrà chiede­re al ministro Matteoli la convoca­zione della riunione operativa ed in quella sede, ovviamente, dichia­rare i nomi dei partner privati che si

D'Orsi ha concluso la protesta Aeroporto; passo in avanti per il decollo
Un passo importante è stato fatto verso la realizzazione dell'aeroporto di Piano Roma­no. Le dichiarazione del presi­dente della Regione, Raffaele Lombardo hanno convinto l'Ente di Aviazione Civile a cam­biare rotta ed esprimersi favore­volmente sulla realizzazione dello scalo agrigentino. Dichia­razioni che hanno riportato il sorriso sul volto del presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, che dopo 16 notti passate in ten­da, ha deciso di ritornare a ca­sa. Ieri Vito Riggio ha inviato una nota al Prefetto di Agrigen­to Umberto Postiglione: «L'esa­me preliminare informale con­dotto sulla base di un progetto presentato dalla Provincia di Agrigento ha consentito di esprimere, salvo i necessari ul­teriori approfondimenti, un pa­rere positivo. La conferma, poi, da parte della Regione, delle in­tenzioni di procedere al finan­ziamento solo nei confronti di una gestione in partnership con privato che assuma i relati­vi costi, supera le perplessità espresse da me e dall'Enac».Le parole di Riggio appaiono molto chiare. Se ci sono i finan­ziamenti e privati disposti ad ac­collarsi la gestione, nessuna re­mora sullo scalo.«Prima c'era un'idea dell'ae­roporto, oggi siamo in una fase più concreta, spiega il prefetto Umberto Postiglione. Il nodo da abbattere era la compatibili­tà economica. Ora basterà di­mostrare che i privati di cui tan­to si parla hanno un nome e co­gnome. Ed allora l'aeroporto sa­rà una realtà, una conquista per questo territorio ed anche un traguardo. Come lo è la vi­cenda del porto di P. Empedo­cle. Risultati che offrono con­creti scenari di sviluppo e futu­ro». In virtù della evoluzione della vicenda è stata annullata la visita del presidente del­l'Enac, prevista per lunedì matti­na ed organizzata dal senatore Benedetto Adragna. Per il presi­dente D'Orsi l'aeroporto di Lica­ta non è più una speranza, ma certezza. Lo ha detto ieri nel corso di una conferenza stampa. «Sia nella visita in tenda sia al Teatro Pirandello alla presenza di tre Assessori regionali e alme­no 200 amministratori locali -ha ricordato il presidente della Provincia - Lombardo ha assun­to pienamente la responsabili­tà politica della realizzazione della struttura aeroportuale. Non ha parlato solo dei 30 milio­ni dei fondi FAS, ma ha detto che la Regione Siciliana vuole l'aeroporto ad Agrigento, che non si tratta di un contributo a fondo perduto bensì di un vero investimento con la partecipa­zione dei privati».Se qualcuno ha dubbi sull'eventuale partecipazione dei privati. Il presidente capace di una protesta che per connotati e contenuti sicuramente rimar­rà negli annali, è pronto a gio­carsi l'asso nella manica. «Ho tantissime compagnie interes­sate - assicura - da Air Malta che è in cerca di uno scalo da po­ter gestire, ma anche Turchi, Portoghesi e Spagnoli, oltre che svizzeri». Praticamente mezza Europa ha gli occhi puntati sul­la piana di Licata. «Siamo sicuri - aggiunge D'Orsi - che l'aero­porto potrà vivere in totale auto­nomia, che i privati entreranno nella gestione, come richiesto dal Presidente Lombardo, e che la sua realizzazione avrà un effetto domino sull'economia dell'intera provincia». Salvo nuovi imprevisti, con i dovuti scongiuri, siamo alla resa dei conti. Se son fiori, fioriranno. 
 
EMERGENZA. il vicesindaco: «Abbiamo chiesto i finanziamenti alla Provincia e alla Regione»Lampedusa è invasa dai randagi Maraventano subito un canile
Un canile municipale subi­to. Oppure i randagi che circola­no per le vie di Lampedusa ver­ranno accalappiati e trasferiti sul­la terraferma di Agrigento dove, dopo un'apposita convenzione, potranno essere ospitati nella struttura municipale del capoluo­go. L'emergenza randagismo; che sulla più grande delle isole Pelagie sembra dilagare, non la­scia alcun' altra via d'uscita. Oc­corre intervenire subito. Prima che sia estate e che la stagione tu­ristica esploda con migliaia di presenze. "L'emergenza randagi­smo a Lampedusa - spiega il vice sindaco Angela Maraventano - non nasce certo oggi. E' una situa­zione che si trascina da tempo, purtroppo. Il sindaco, per farle fronte, aveva aperto un canile, in parte abusivo, in contrada Im­briacola. La struttura è stata chiu­sa e il sindaco denunciato. Ades­so, abbiamo deciso di riaffronta­re il problema e abbiamo chiesto le necessarie autorizzazioni e i fi­nanziamenti a Provincia e Regio­ne. Proprio questa sera (ieri ndr.) incontrerò l'assessore regionale alla Sanità Massimo Russo. Ve­dremo di capire se c'è l'intenzio­ne di questi enti a darci una ma­no d'aiuto visto che il Comune - non può permettersi un investimento di questa portata". Se i soldi non arriveranno con urgenza al Comune di Lampedusa non ri­mane che un'unica strada. "Se la carenza di fondi di Provincia e Re­gione o la lentezza della burocratzia - aggiunge la senatrice della'Lega Nord Maraventano - non ci permetteranno di mettere mano immediatamente al progetto di un nuovo canile municipale per Lampedusa, non potremo che sti­pulare una convenzione con il ca­nile di Agrigento, caricare i randa­gi che circolano sull'isola sul tra­ghetto, dopo averli sistemati in apposite gabbie, e trasferirli nel capoluogo. Una soluzione - tiene a ribadire, concludendo, Angela Maraventano - che non potrà che essere temporanea, fino a quando cioè anche la realtà di Lampedusa non avrà una sua struttura capace di ospitare, cura­re e sterilizzare i randagi. 

Provincia: La Maraventano ieri ha incontrato  il Presidente
Il presidente della Provin­cia Eugenio D'Orsi ha incontrato ieri mattina la senatrice della le- ga Nord Angela Maraventano, «che ha voluto conoscere personalmente il Presidente D'Orsi, condividendo e sostenendo la sua battaglia per la realizzazio-ne dell'aeroporto di Licata». «D'Orsi e Maraventano - si legga una nota - hanno parlato dei problemi delle isole Pelagie e condiviso l'idea che la Provincia) debba sostenere le istanze degli abitanti di Lampedusa e Linosa.«Si è parlato dei problemi ma anche delle legittime aspettative delle Pelagie» ha detto Presidente D'Orsi «alle quali probabilmente in questi primi due anni di at­tività amministrativa non abbiamo dedicato le giuste attenzioni e che soffrono di annosi problemi legati sia alla marginalità geografica, sia al fatto di essere la prima vera frontiera europea». 

LA SICILIA  

Verso una ricomposizione, Ato Gesa Ag 2. Giovedì si sono riuniti i sindaci per affrontare il problema e trovare una soluzione
Potrebbe profilarsi una ricomposizione della vicenda che ha portato alle dimissioni dell'Am­ministratore unico di Gesa Agrigento due Fran­cesco Truglio.
Nella serata di giovedì i sindaci di alcuni co­muni aderenti a Gesa si sono incontrati per esa­minare la situazione. Presenti tra gli altri quel­lo di Agrigento Marco Zambuto, oltre a quelli di Favara Domenico Russello, Porto Empedocle Lillo Firetto ed ancora quelli di Aragona, Comi­tini, loppolo Giancaxio, Casteltermini, Raffada­li, San Giovanni Gemini e Sant'Angelo Muxaro. Marco Zambuto ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto qualche giorno addietro a fare insieme al presidente della Provincia Eugenio D'Orsi le dichiarazioni che poi hanno spinto Truglio a decidere di lasciare la guida di Gesa.Si è trattato di una riunione informale, della quale non è stato stilato alcun verbale ed alla quale probabilmente non si voleva nemmeno dare eccessiva pubblicità. Molti dei presenti hanno cercato di capire cosa stesse succeden­ do e l'incontro in questo senso è valso a chiari­re le posizioni in vista della prossima assem­blea societaria nel corso della quale si dovrà de­cidere se accogliere le dimissioni di Truglio.«Voglio sottolineare - ha commentato Marco Zambuto - che il problema relativo alla questio­ne morale rimane: confermo che occorre man­tenere alta l'attenzione e vigilare in modo at­tento e rigoroso affinché tutto proceda nel ri­spetto della legalità. Tuttavia il gesto di Truglio è stato quello di una persona per bene. lo non avevo certamente dubbi su di lui e sulla sua correttezza, questo sia chiaro, ma le sue di­missioni sono un'ulteriore conferma che egli è estraneo a qualsiasi manovra e che siamo di fronte ad una persona pulita e dalle indubbie capacità. Resta invece il valore politico della de­nuncia che abbiamo effettuato con D'Orsi».- E sul costo del servizio?«Quello attiene i criteri di gestione della so­cietà. lo confermo che Agrigento non può paga­re più di tutti, anche se siamo il centro più grosso, ma di questo avremo occasione di par­lare con chi sarà chiamato ad amministrare Gesa».Già, ma chi sarà il nuovo amministratore? Difficile in questo momento fare delle previsio­ni. Zambuto pare che si sia anche sentito con Truglio, chiarendo la sua posizione e spiegan­dogli le motivazioni che lo hanno spinto a fare le dichiarazioni che ha fatto. Degli altri sindaci nessuno, a cominciare da quello di Favara Rus­sello, ha chiesto le dimissioni di Truglio. Alla fi­ne, stante quanto detto ora da Zambuto, non sarebbe da scartare l'ipotesi di un respingi­mento delle dimissioni, ma a quel punto biso­gnerebbe vedere cosa farebbe Truglio, se cioè a quel punto vorrà riprendere il suo posto oppu­re se renderà irrevocabile la sua decisione di mollare. In quest'ultimo caso si renderà neces­sario trovare una persona di elevate capacità, in grado di continuare il lavoro avviato dal re­sponsabile di Belice Ambiente.
 

AEROPORTO. Il presidente dell'Enac ha preso atto dell'intervento del Governatore Lombardo- Vito Riggio ha detto sì.
Stavolta sembra fatta davvero! Fi­nalmente anche il presidente del­l'Enac Vito Riggio ha dato il pro­prio via libera all'aeroporto di Agri­gento.Lo ha fatto con una lettera invia­ta nella tarda mattinata di ieri al prefetto Umberto Postiglione che si era fatto da tramite istituzionale.«L'orientamento statale in mate­ria di aeroporti, - si legge nella no­ta - secondo il documento della Commissione trasporti della Came­ra, approvato lo scorso mese, è quello di non procedere alla costru­zione di nessun nuovo aeroporto di livello statale, salvo le delocaliz­zazioni funzionali, come nel caso di Ciampino e di Capodichino, a tota­le carico degli attuali concessiona­ri. Per quanto riguarda le infrastrut­ture di volo, di competenza regio­nale in base all'articolo 117 della Costituzione - prosegue - all'Enac spetta solo il compito di valutare in­sieme ad Enav ed eventualmente all'Aeronautica militare, l'idoneità sotto il profilo tecnico-aeronautico. La localizzazione è comunque di competenza del ministro delle In­frastrutture e dei Trasporti, sentiti l'Enac e l'Enav, d'intesa con il presi­dente della Regione interessata. Per quanto riguarda Agrigento, l'esa­me preliminare informale condot­to dagli uffici diretti dall'ingegner Cardi, sulla base di un progetto pre­sentato dalla Provincia di Agrigen­to, ha consentito di esprimere, sal­vo i necessari ulteriori approfondi­menti, un parere positivo. La con­ferma da parte della Regione delle intenzioni di procedere al finanzia­mento solo nei confronti di una ge­stione in partnership con privato che assuma i relativi costi, supera le perplessità espresse da me e dall'E­nac. La questione - conclude Riggio - è pertanto rimessa alla conferen­za di servizi che il ministro delle In­frastrutture e dei trasporti potrà formalmente convocare su richie­sta del presidente della Regione Si­cilia ed alla quale volentieri l'Enac parteciperà».Una lettera che ha mandato com­prensibilmente in visibilio Eugenio D'Orsi, anche perché nel frattempo, nel corso degli ultimi mesi, si é as­sicurato la possibilità di avere a di­sposizione un certo numero di pri­vati tra i quali poter scegliere il fu­turo partner per la gestione dello scalo.«Nei giorni scorsi - ha spiegato ie­ri mattina lo stesso presidente del­la Provincia durante una conferen­za stampa - ho parlato della Bluai­ron di Messina, ma ci sono anche i turchi, un grosso imprenditore mal­tese, lo stesso Lombardo ha parlato anche di una grossa società russa che sarebbe interessata all'aeroporto di Agrigento. Aggiungo che il prossimo 1 aprile ho appuntamento a Venezia coni responsabili della società che  gestisce l'aeroporto di quella città. Insomma abbiamo l'imbarazzo della scelta».
- Adesso che succede?«Lunedì mattina incontreremo Riggio.
Nelle ore pomeridiane ho convocato il gruppo di lavoro dei tecnici con gli ingegneri Carlino ed Ortega e l'avv. Rubino. Ho avuto assicurazioni che il problema della Vas e della Via può essere risolto nel giro di qualche settima­na. Anche la variante allo strumen­to urbanistico di Licata é questione di poco tempo. Tutte queste cose potranno accelerare la firma del­l'accordo di programma tra mini­stero delle infrastrutture, regione ed Enac. Nel frattempo nei prossimi giorni incaricherò un esperto a pre­disporre un "businnes plain", un piano industriale che pianifichi tut­ta la gestione della struttura».
D'Orsi ha tenuto a ringraziare «tutti coloro i quali in questi giorni mi sono stati vicini. La gente, anzi­tutto, il prefetto, l'arcivescovo, tut­te le associazioni, i rappresentanti politici locali che sono intervenuti a vari livelli a sostegno dell'iniziativa, la Cgil e la Cisl come le organizzazioni dei consumatori. Non vorrei dimenticarne qualcuno perchè so­no stati davvero tanti quelli che i sono stati vicini».Ma Riggio nel frattempo ha fatto sapere che non verrà più ad Agri­gento. Essendo venuto meno l'argo­mento di discussione, non ha moti­vo d'incontrarsi con il presidente D'Orsi e con i rappresentanti del Comune di Licata che avevano chie­sto di parlare con lui.
 
7 MARZO 

GIORNALE DI SICILIA  

VERSO LE ELEZIONI. Vertice del centrodestra - Palma, Stefano Castellino non sottoscrive l'accordo
Si è svolta a Palma di Montechiaro un incontro tra i maggiori esponenti locali del centrodestra per cercare, attraverso un con­fronto diretto di idee, di arrivare uniti all'appuntamento elezioni comunali fissate per il 30-31 mag­gio prossimo. Erano presenti ol­tre che i rappresentanti dell' UDC, del MPA, di Alleanza Azzur­ra, del PDL (lealisti) e PDL Sicilia, anche i delegati della lista civica facente capo a Rosario Bonfanti, nonché quelli della lista civica, che pare già partorita, denomina­ta Autonomia Palmese. Firmato nell'occasione un documento con il quale i presenti hanno con­diviso la necessità di tenere unita la coalizione di centrodestra e di impegnarsi al fine di proporre agli elettori un candidato scelto unanimemente da tutte le forze che si collocano in questa area. Un nuovo incontro è stato, co­munque, programmato per la prossima settimana. Malumore ha suscitato, in ogni caso, il rifiu­to a sottoscrivere il documento da parte dei rappresentanti del PDL Sicilia. "È un documento per­fettamente inutile con il quale non si stabilisce un bel niente..." dice Stefano Castellino massimo esponente del PDL Sicilia "siamo seriamente." delusi da questo mo­do di fare politica". Castellino ha voluto inoltre puntualizzare che nessun accordo esiste tra di loro e il PD, contrariamente a quanto silegge sugli organi di stampa. "Ci stiamo semplicemente confron­tando con tutti, cercando di met­tere da parte l'ideologia partitica per il bene della città... Sono, in ogni caso, convinto che con que­sta situazione, non possiamo che andare avanti per la nostra strada e con il nostro candidato a sinda­co Angelo Cottitto. 

COMUNE. Interviene anche Nino Bosco Crisi politica a Favara i partiti si mobilitano
Una giunta di salute pubblica per accendere il motore della ripresa economico e so­ciale. E' quanto auspica il depu­tato regionale favarese Nino Bosco secondo cui la politica lo­cale non può più pensare alla spartizione delle poltrone ma deve preoccuparsi a lavorare per il bene della coattività. Il messaggio di Bosco arriva alla vigilia dell'incontro tra il sindaco e i partiti del centro de­stra, un incontro a sua volta pre­ceduto dall'ultimatum del pri­mo cittadino sfiancato dal con­tinuo differimento della solu­zione della crisi politico-ammi­nistrativa."Sicuramente la recente tra­gedia che ha colpito la nostra città - dice Bosco - ha determi­nato in tutti noi un rinnovato spirito politico che oggi ci vede, più che mai, protagonisti nel dare il nostro fattivo contri­buto alla rinascita di Favara". Chiede pertanto che sia inverti­ta "la rotta politica" e che si esca dall'anomalia della "con­fusione politica" che avrebbe contrassegnato l'amministra­zione Russello. "Auspico uno scatto di orgoglio - dice - nel senso che sia messo da parte ogni indugio e, abbandonando la linea della ricerca esasperata di poltrone, si faccia prevalere l'interesse collettivo attraverso la formazione di una giunta di salute pubblica in grado di coinvolgere il consiglio comu­nale, le forze sociali e imprendi­toriali della città per riuscire a dare finalmente segnali visibili sulle vere emergenze che sono lavoro, centro storico, qualità della vita e legalità".Si dichiara di stare dalla par­te di Bosco l'assessore provin­ciale Giuseppe Arnone, anche lui di Favara. "Raccolgo e rilan­cio il suo invito a superare gli steccati politici che fin qui han­no frenato l'azione ammini­strativa al Comune di Favara, creando nei cittadini quella sor­ta di disaffezione alla classe po­litica e alle istituzioni", dichia­ra Arnone.La proposta di Bosco trova concordi anche i consiglieri del Pd che, attraverso il loro capo­gruppo, Luigi Sferrazza, si di­chiarano disponibili ad un'am­ministrazione istituzionale che abbia come obiettivo il su­peramento dell'emergenza. "Davanti alla tragedia che si è compiuta e al disorientamento dei cittadini - dice Sferrazza - è possibile solo un'amministra­zione che abbia la capacità e il coraggio di assumere sulle pro­prie spalle le responsabilità del degrado sociale e del degrado fi­sico della nostra città.
 
ATO RIFIUTI. Domani riunione con i sindaci Gesa, nuovo vertice Truglio verso l'addio
 L'ATO Gesa  potrebbe doversi andare a cercare un nuovo amministratore unico. A meno di ripensamenti, non sembra in­fatti essere intenzionato a torna­re sui propri passi Francesco Truglio, dimessosi il 3 marzo scorso in risposta alla richiesta partita dal sindaco di Agrigento che non ha però trovato sponda negli altri componenti del cda. Domani mattina a mezzogior­no, a Favara, è in programma una riunione tra lo stesso Tru­glio, il sindaco «ambasciatore» Mimmo Russello e gli altri com­ponenti dell'assemblea dei soci. Si tratta di un incontro impor­tante che se anche non sarà la se de in cui Truglio scioglierà la sua riserva se lasciare o meno la Gesa, servirà a capire nel detta­glio, i delicati passaggi che han­no generato la crisi. Il nodo sem­bra stare tutto su tagli operati da Truglio ma forze soprattutto sul famoso bando per il servi­zio. «Essere arrivati al 2 marzo ribadisce Truglio - alla redazio­ne della bozza del capitolato, bando e disciplinare di gara ed ad una definitiva redazione del­le linee guida, nonché ad una avanzata fase di elaborazione del progetto tecnico, costituisce un notevole traguardo conside­rando che quando ci siamo in­sediati lo scorso settembre, nes­suna azione era stata assunta dai vecchi organi amministrati­vi della società per l'elaborazio­ne degli atti della nuova gara d'appalto per il servizio». Tru­glio in 6 mesi ha tagliato spese e costi abolendo la figura del diret­tore generale, del consulente le­gale, del consulente per la sicu­rezza sui luoghi di lavoro, del consulente per il contenzioso tributario, della esternalizzazio­ne della contabilità, che unito alla riduzione dei componenti del Cda e dei compensi per il Colle­gio sindacale ha prodotto eco­nomie per circa 300 mila euro. 

Premio Saetta e Livatino le domande entro marzo
Un premio letterario, riser­vato agli studenti delle scuole se­condarie della provincia di Agri­gento, per perpetuare la memo­ria dei magistrati Antonio Saetta e Rosario Livatino, barbaramen­te trucidati dalla mafia il 25 set­tembre del 1988 e il 21 settem­bre del 1990. Scade il prossimo 31 marzo il bando, indetto dalla Provincia regionale, che mira ad incentivare la riflessione, la com­prensione profonda degli avve­nimenti e una forte presa di coscienza, da parte dei giovani, contro la mafia e la mentalità mafiosa, sviluppando la coscien­za della cittadinanza attiva pro­mossa dalla carta costituzionale .Il lavoro consiste nella stesu­ra di una poesia, di una canzone o di un racconto o anche di una composizione multimediale. I lavori dovranno essere inediti ed individuali. Solo nel caso di canzone o lavoro multimediale è ammessa la partecipazione di più studenti. Per ogni scuola è ammessa la partecipazione di soli tre lavori. Le opere, sotto­scritte dagli autori, dovranno pervenire alla Provincia, soltanto attraverso gli istituti scolastici, non oltre mercoledì 31 mar­zo. I lavori vanno indirizzati al settore Politiche del lavoro e dell' istruzione, in via Demetra 1, ad Agrigento. Il direttore del setto­re è Amelia Scibetta.
 

AVIOPISTA D LICATA Adragna: «Fatto passo avanti, ora occorre vigilare»
Aviopista di Licata, parla il senatore Bene­detto Adragna che si dichiara soddisfatto dell'esi­to avuto dalla vicenda: «L'operazione verità - di­chiara Adragna - inizia a dare i suoi frutti. Il Presi­dente della Regione ha assicurato un finanzia­mento di 30 milioni di euro per la realizzazione dell'infrastruttura sottolineando però la necessi­tà di un indispensabile concorso dell'imprendi­toria privata. A questo punto - continua Adragna - il Ministro Matteoli, su richiesta del Presidente della Regione, dovrà procedere alla convocazio­ne di una conferenza di servizi in cui tutte le isti­tuzioni interessate dovranno individuare quali privati siano interessati alla realizzazione ed alla gestione dello scalo. È un buon inizio. da parte mia continuerò a chiedere posizioni trasparenti ed inequivocabili affinché non si continui a parlare di aria fritta».
 
LA SICILIA
 

Bosco e Russello, «c'eravamo tanto amati» Favara. Mentre il deputato «alfaniano» auspica una Giunta di salute pubblica, il sindaco oggi presenta i nuovi assessori
La formazione di una Giunta di salute pubblica in grado di coinvolgere l'intero con­siglio comunale, le forze sociali, e imprendi­toriali della città, per riuscire a dare final­mente segnali visibili sulle vere emergenze di Favara: lavoro, centro storico, qualità 'della vita e legalità. Questa la proposta del deputato regionale del Pdl, Nino Bosco, per la risoluzione della crisi politico-amministrativa di Favara. «Le continue ed estenuanti schermaglie politi­che sulla composizione della giunta comuna­le - scrive - devono essere accantonate per potere, tutti assieme, affrontare le emergen­ze che attanagliano la popolazione favarese, sempre più alle prese con una disoccupazio­ne dilagante, l'invivibilità del centro storico e il degrado urbano della città». Una proposta forte che arriva dopo 5 mesi dalla riapertura ai partiti da parte del sindaco Russello e che trova concorde il Pd che dichiara la propria di­sponibilità ad una amministrazione istituzionale che abbia come obiettivo il supera­mento della emergenza. Proposta che era stata avanzata pochi gior­ni fa proprio dal capogruppo del Pd Luigi Sferrazza dopo l'ennesimo rinvio delle con­trattazioni da parte dei partiti di centro destra che non riuscivano a trovare un accordo.«Oggi chiedo di invertire la rotta e di uscire dalla anomalia della confusione politica che ha contrassegnato questa amministrazione -continua Bosco - sono convinto che questo scorcio di legislatura debba essere caratteriz­zato da un impegno complessivo della politi­ca, delle istituzioni, delle forze sociali e im­prenditoriali che, raccogliendo l'appello del­la chiesa a lavorare per il bene comune, siner­gicamente riescano ad attenzionare i proble­mi del popolo favarese». «Raccolgo e rilancio l'invito di Bosco - dichiara l'assessore pro­vinciale, Giuseppe Arnone - di superare gli steccati politici che, fin qui hanno frenato l'a­zione amministrativa al Comune di Favara».
Per questo motivo il più giovane inquilino di Sala d'Ercole chiede alla politica «uno scat­to d'orgoglio - afferma Bosco - per mettere da parte ogni indugio e abbandonare la lineadella ricerca esasperata di poltrone per fare prevalere l'interesse collettivo attraverso la formazione di una giunta di salute pubblica».Proposta che però non ha trovato d'accordo gli alleati del centrodestra che seppur con sfumature diverse hanno deciso di accoglie­re la richiesta del sindaco Russello e dar vita alla nuova giunta comunale. Mpa, An, Pdl-Cimino ed anche, l'Udc, che fi­no all'ultimo aveva auspicato una coalizione unita e compatta, questa mattina, a meno di improbabili ripensamenti, comunicheranno al sindaco, come richiesto dallo stesso, i nomi degli assessori che formeranno il Russello ter.
 

8 MARZO
 

GIORNALE DI SICILIA
 

IL PROGRAMMA. Incontri al Comune. Otto marzo, le iniziative Per le donne
L'otto marzo? Negli anni Set­tanta in particolare anche ad Agri­gento era davvero una giornata dì fe­sta e di lotta. Le giovani di oggi non sanno che devono molto all'impe­gno di tante donne che in quegli an­ni scesero in piazza e s'impegnarono per cambiare la società». Mara Barbagallo, ex direttrice del­la biblioteca comunale Santo Spiri­to, ricorda bene le battaglie femmini­ste ad Agrigento: «In quegli anni si poteva essere esclusi da una gradua­toria e perdere il lavoro perché eri in­cinta. Stava accadendo ad Agrigento ad una ragazza che grazie alla legge sull'occupazione giovanile era in gra­duatoria per un incarico in un ufficio statale. Le dissero che però era stata depennata da tale graduatoria per­ché al momento dell'assunzione era in stato interessante. Grazie alle no­stre lotte è stata assunta e da oltre trent'anni lavora. Ma ci sono state al­tre lotte che purtroppo non hanno avuto successo. Penso agli asili nido.Ad Agrigento quelli pubblici sono ancora oggi assolutamente insuffi­cienti».Storie come queste erano anche molto comuni alcuni decenni fa. «Og­gi la situazione è ancora allarmante -dice Mariella Lo Bello, segretaria pro­vinciale della Cgil - E' ancora grave Io sfruttamento delle donne. In un rapporto tra sfruttati ogni tre lavora­tori, due sono donne. Il lavoro fem­minile è sfruttato il doppio. Il lavoro nel commercio è spessissimo al nero e quello che si svolge negli studi pro­fessionali molto spesso è fatto da donne ed è al nero. C' è chi fa risulta­re che si tratta di lavoro par time, mentre il realtà le ore realmente lavo­rate sono almeno il doppio».«L'anniversario dell'8 marzo ha un'importanza sociale e storica deci­samente significativa, anche se spes­so il modo in cui viene celebrato non ha alcun nesso con la rievocazione del tragico evento da cui trae origi­ne», lo scrive in una nota la coordina­trice provinciale Donne Cisl Lilly Mazza che sottolinea «come anche nella realtà agrigentina, sono nume­rosi i datori di lavoro che operano nella illegalità danneggiando lavora­tori, famiglie e le altre imprese che su­biscono la concorrenza sleale di quanti non versano regolarmente i contributi per i dipendenti senza al­ternative, spesso sotto-pagati e co­stretti a lavorare per portare benefici esclusivamente a datori di lavoro pri­vi di scrupoli».Difficile la condizione del lavoro anche per un assessore donna. Rosai-da Passarello ha più di una lamente­la da fare: «Nella giunta del Sindaco Zambuto per la prima volta nella sto­ria della città ci sono tre donne. Ab­biamo però qualche difficoltà a fare riconoscere le nostre esigenze di donne che sono anche mogli e ma­dri. Le riunioni di giunta ad esempio iniziano alle ore 19 e si concludono a mezzanotte. Orari problematici per una donna. Le quote rosa in politica sono un riconoscimento importan­te, ma non tutte le amministrazioni le rispettano. Nella giunta provincia­le non ci sono donne, nonostante la loro presenza sia prevista dall'artico­lo 16 dello statuto».Questi e altri problemi dell'uni­verso femminile verranno esaminati oggi nelle piazze e nelle scuole. Oggi la Cgil incontra le donne in piazza Ca­vour dove saranno numerosi gli ap­puntamenti con la musica, l'arte, l' artigianato, il cinema ed anche con i dibattiti. Gli studenti del liceo scienti­fico Majorana rifletteranno sul diffi­cile rapporto tra genitori e figli, discu­tendone dopo la visione di un film.All'istituto Nicolò Gallo a tema "il ruolo della donna nella società del terzo millennio". Alle ore 10 nell'ex collegio dei padri filippini il Sindaco, Marco Zambuto, e l'Assessore per le Pari Opportunità, Enza lerna, pre­senteranno le iniziative formative, culturali e ricreative del progetto " Per te donna" , giunto alla seconda edizione , ed avente come tema " il ruolo della donna nell'attuale conte­sto socio- economico".Scopo dell'iniziativa è di rendere le donne artefici e pro motrici di ge­stione delle risorse attraverso delle attività formative e di laboratorio. L'iniziativa oltre che dall'ammini­strazione è promossa da diverse as­sociazioni locali che si occupano dei migranti, dei malati di Alzhei­mer, di solidarietà sociale e di cultu­ra.
 

SICUREZZA NEL CENTRO STORICO «Protesta in tenda davanti al Duomo di San Gerlando» «Siamo pronti a montare una tenda come ha fatto il presidente della Provincia, D'Orsi, al fi­ne di rivendicare un nostro diritto: la sicurezza». Lo dice Carmelo Terrasi, rappresentante degli. abitanti del quartiere di via Duomo. Pochi giorni fa il sindaco di Agrigeto, Marco Zambuto, ha or­dinato lo sgombero di alcune abitazioni per il ri­schio crollo del palazzo Lo Iacono, un'antica struttura nella salita Itria. Oggi, però, i residenti continuano ad insorgere per chiedere maggiore sicurezza. Questa sera si riuniranno nell'oratorio della chiesa di San Gerlando per decidere le pros­sime forme di protesta. L'idea è infatti quella di trasferirsi in una tenda da campeggio in piazza Don Minzoni, davanti alla Cattedrale. Sui lavori al palazzo Lo Jacono il sindaco ha chiesto deluci­dazioni all'impresa che ha avuto l'incarico di consolidare la struttura. Rimasta pericolante.
 

LA SICILIA
 

Dalla Valtellina arriva il «no» agli studenti di Favara anti-polizia. Niente lavoro come tirocinante per un ragazzo che frequenta l'istituto alberghiero
«Venite dall'Istituto alberghiero Ambrosini di Favara? Non c' è posto per  voi». Porte sbarrate per uno studente di Favara che aveva inoltrato una richiesta di lavoro per la prossima stagione estiva in una struttura alberghiera della Valtel­lina. Dopo la vicenda dei giorni scorsi con i poliziotti presi di mira con lancio di oggetti e insultati da alcuni studenti della scuola favarese, appresa la notizia dagli organi d'informazione, il proprie­tario dell'albergo ha risposto alla richie­sta di lavoro del ragazzo. Ma non si è ri­volto direttamente a lui, bensì ha invia­to una e-mail direttamente alla posta elettronica dell'Ambrosini, attraverso la quale spiegava, che mai, e poi mai avrebbe assunto da oggi in avanti nelle sue strutture lavorative uno studente \ proveniente dall'Istituto alberghiero di Favara, per i noti fatti di cronaca dei giorni scorsi. E nella risposta dell'alber­gatore lombardo ritorna un film già vi­sto, quello di mettere nello stesso calde­rone la buona educazione e il sapere vi­vere in maniera civile della stragrande maggioranza degli studenti dell'istituto alberghiero e il gesto grave, inspiegabi­le, quanto inquietante, di un gruppo di studenti. Da molti anni a questa parte alla fine dell'anno scolastico, tantissimi studen­ti dell'Ambrosini partecipano a stage o vanno a lavorare per la stagione estiva in alberghi, ristoranti e strutture turisti­che del nord Italia, per fare esperienza e crescere professionalmente. Da sempre per questi studenti c'è stata disponibi­lità, ricambiata con sacrificio, lavoro e tanta voglia di apprendere il mestiere. Anche quest'anno diversi studenti an­dranno nei mesi estivi a fare esperienza nelle città turistiche del settentrione. Adesso il no a uno studente della scuola favarese è la prima conseguenza del grave atto di inciviltà perpetrato ai danni della Nessuno per il mo­mento, dirigente scolastico, insegnanti e studenti ha voluto rispondere all'alber­gatore, non c'è voglia di generare altre polemiche inutili. Questo mentre l'Uffi­cio scolastico provinciale ha inviato un ispettore per accertare cosa sia accadu­to in tutti i particolari venerdì 26 feb­braio scorso, quando il dirigente della sezione Volante della questura di Agri­gento, Stefania Marino, e due poliziotti di quartiere - interventi per un incontro sulla legalità, sono stati insultati da alcuni studenti.
Il presidente, Lino Sorce, ha convoca­to per oggi il Consiglio di istituto straor­dinario dell'alberghiero "Ambrosini". All'ordine del giorno, ovviamente, il gra­ve fatto che sta offuscando l'immagine di un istituto scolastico da tutti conside­rato d'eccellenza nel panorama scolasti­co provinciale ed anche regionale. La ri­sonanza della notizia degli insulti alla polizia è arrivata anche al Nord Italia e il timore è quello di compromettere l'oc­cupazione dei tanti giovani studenti che ogni estate trovano lavoro nei ristoran­ti e negli alberghi dell'Italia settentrio­nale. «La nostra preoccupazione è lega­ta ai segnali scoraggianti che già ci arri­vano da quelle zone - afferma Sorce - In­fatti, alcune associazioni di albergatori e ristoratori del nord Italia attraverso i si­ti web hanno fatto intendere che non in­tendono ingaggiare i nostri studenti».I dirigenti dell'istituto sono preoccu­pati pure per le iscrizioni del prossimo anno che potrebbero subire contrazioni.


Convocato il Consiglio d'istituto
FAVARA. Dopo i fatti di venerdì, si temono ripercussioni per l'Ambrosini
Mentre l'Ufficio scolastico provinciale ha inviato un ispettore all'Istituto per accertare cosa sia accaduto in tutti i particolari venerdì 26 febbraio scorso, quando il di­rigente della sezione Volanti della Questura di Agrigento, Stefania Marino, e due poliziotti di quartiere intervenu­ti per un incontro sulla legalità, sono stati insultati da al­cuni studenti, il presidente, Lino Sorce, ha convocato per oggi il Consiglio di istituto straordinario dell'alberghiero Ambrosini. All'ordine del giorno, ovviamente, il grave fat­to che sta offuscando l'immagine di un istituto scolasti­co da tutti considerato d'eccellenza nel panorama scola­stico provinciale ed anche regionale. La risonanza della notizia dell'insulto alla Polizia è arrivata anche al Nord Ita­lia ed il timore è quello di compromettere l'occupazione dei tanti giovani studenti che ogni estate trovano lavoro nei ristoranti e negli alberghi dell'Italia settentrionale.«La nostra preoccupazione è legata ai segnali scorag­gianti che già ci arrivano da quelle zone - afferma Sorce - infatti, alcune associazioni di albergatori e ristoratori del Nord Italia attraverso i siti web hanno fatto intendere che non intendono ingaggeranno i nostri studenti». L'istituto è preoccupato pure per l'iscrizione del pros­simo anno che potrebbero subire contrazione. «Attualmente - afferma il presidente del Consiglio d'I­stituto - l'alberghiero Ambrosini annovera 1.280 alunni, parecchi dei quali provenienti dai comuni vicini. Quando un genitore sente che in questo istituto si pratica la vio­lenza, che i poliziotti sono addirittura aggrediti, come ri­portato delle cronaca dei giornali, sicuramente rifletterà prima di operare l'iscrizione». Intanto, si registrano ancora attestati di solidarietà. L'assessore provinciale Gaetano Cani, esprime solida­rietà, stima e affetto per il questore, il prefetto, il colonnel­lo dei carabinieri e tutti i rappresentanti delle forze del­l'ordine. Tema su cui la Provincia e l'assessore alla Pubbli­ca istruzione stanno lavorando portando avanti diverse iniziative. L'assessore comunale alla Cultura, Antonio Patti, ricorda invece che quest'anno la Festa della Legalità coinvolgerà tutte le forze dell'ordine.
 
AEROPORTO, D'0RSI SMONTA LA TENDA. INTERVENTO DI ADRAGNA
Eugenio D'Or­si ha fatto smontare la tenda ubicata in piazzale Aldo Moro dove per 15 giorni ha dormito e svolto le sue mansioni istitu­zionali. Ottenuto l'impegno del presidente della Regione Salvatore Lombardo ed an­che il via libera dall'Enac, già nella serata di giovedì scorso aveva sospeso la protesta e se n'era tornato a dormire a casa, mentre venerdì e ieri ha lavorato nel proprio ufficio.«Non mi resta - ha tenuto a sottolineare - che ringra­ziare la mia scorta, la polizia provinciale, ma anche le al­tre forze dell'ordine per quello che hanno fatto vigi­lando sulla mia sicurezza in queste due settimane. Un ringraziamento particolare al prefetto, al questore ed aí comandanti provinciali dei carabinieri e della guardia di finanza per la vicinanza che mi hanno dimostrato e per quello che i loro uomini hanno fatto».Intanto si registra l'intervento del sena­tore Benedetto Adragna.gione ha assicurato un finanziamento di 30 milionidi euro per la realizzazione dell'infrastruttura sottolineando però la necessità diun indispensabile concor‑so dell'imprenditoria privata che ne assumesse i costidi gestione. A questo punto- il Ministro Matteoli, su ri­chiesta del Presidente della Regione, dovrà procedere alla convocazione di una confe­renza di servizi in cui tutte le istituzioni in­teressate dovranno individuare quali priva­ti siano interessati. Da parte mia - conclu­de Adragna - continuerò a chiedere al Mi­nistro Matteoli risposte chiare sull'interro­gazione parlamentare presentata e mi au­guro che nei prossimi mesi, tutti coloro che hanno veramente a cuore lo sviluppo della nostra città e dell'intera provincia di Agrigento, assumano posizioni trasparen­ti ed inequivocabili». 

STUDENTE DI FAVARA? SGRADITO IN VALTELLINA
È  accaduto ciò che temeva­mo, la contestazione di al­cuni studenti contro i po­liziotti alla fine di una lezione sul­la legalità all'Istituto Alberghiero Ambrosini di Favara ha generato i suoi frutti avvelenati. Una struttu­ra alberghiera della Valtellina' ha respinto la domanda per uno stage estivo di un allievo della scuola del comune agrigentino. Si teme che tanti altri rifiuti possano seguireLa reazione ovviamente è spro­positata, con una lieve venatura di razzismo, perché tende a fare di ogni erba un fascio, visto che non opera le dovute distinzioni acco­munando colpevoli e innocenti nella stessa condanna cieca. Con i siciliani purtroppo accade sempre così: bastano due o tre mafiosetti a rovinare l'immagine di una comunità onesta e laboriosa. Così alcuni studenti hanno rovi­nato la reputazione di un'intera scuola di 1280 allievi. Solo un folle potrebbe sostenere che sono tutti aspiranti affiliati di Cosa nostra. Un pazzo o un cretino. E tuttavia il cor­tocircuito mentale, quando si trat­ta di Sicilia e siciliani, è pronto a scattare per un antico pregiudizio antimeridionale.
Nella lontana Valtellina non per­dono tempo a fare sottili distinzio­ni, a riflettere sul fatto che nell'isti­tuto Ambrosini molti ragazzi han­no assistito alla lezione sulla lega­lità, hanno tratto spunti per raffor­zare il loro forte senso civico e mo­rale, hanno trovato puntelli all'in­transigenza e al rifiuto dei com­promessi tipici dei giovani in gene­rale e molto più radicati in realtà difficili come Favara.
Perciò riteniamo che lo schiaffo a tutti i ragazzi dell'Ambrosini sia immeritato. Riflettano intellina, ma riflet­tano anche i colleghi di quei facino­rosi, li isolino e li facciano sentire dei perfetti imbecilli. 

«Acqua pubblica» una raccolta di firme per il referendum
Cinque sindaci agrigentini hanno preso parte a Roma all'assemblea del coordinamento nazionale degli Enti Locali che ha discusso, nel dorso del forum italiano a cui hanno preso parte una cinquantina di amministra­tori pubblici siciliani e centinaia di sindaci arrivati nella capitale da tut­to il territorio nazionale, dell'acqua potabile come bene comune e pub­blico, da non sottoporre alle leggi della privatizzazione. E' passata la mo­zione che prevede, a partire da aprile e fino a tutto giugno, sull'intero territorio nazionale, la raccolta con una petizione di firme per indire un referendum nazionale in programma per il prossimo autunno o nella primavera del 2011.Hanno partecipato per la provincia di Agrigento, e con dettagliati in­terventi hanno relazionato sulle battaglie condotte in Sicilia dalle civi­che amministrazioni, alcuni comuni che si sono rifiutati nel 2009 di consegnare gli impianti e le sorgenti alle società addette alla distribu­zione del prezioso liquido. Erano presenti i sindaci Vito Ferrantelli di Burgio, Carmelo Pilato di Grotte, Vito Mangiapane di Cammarata, Mi­chele Botta di Menfi e Francesco Santoro di Santa Margherita Belice. Ha partecipato all'incontro il presidente del Consiglio comunale di Burgio Andrea Puleo. Come risoluzione finale dell'assemblea, alla luce anche di alcune esperienze maturate nei comuni agrigentini, è stato approva­to un ordine del giorno che prevede una petizione popolare per la rac­colta di firme in tutta la penisola, subito dopo lo svolgimento delle ele­zioni regionali.«Lo scopo - dice Ferrantelli - è quello di indire il referendum che avrà tre punti sui quali saranno chiamati a pronunciarsi gli italiani. L'aboli­zione dell'articolo 23 bis della legge n. 133 del 2008 che trasferisce ai privati la gestione e distribuzione dell'acqua. La cancellazione dell'ar­ticolo n. 152 del decreto del 2006 sulla forma di gestione del servizio. L'abrogazione dell'articolo n. 154 sull'adeguatezza del sistema tariffa­rio che viene a gravare sulla pelle della popolazione tartassata dalla cri­si globale. I sindaci italiani hanno apprezzato la determinazione degli amministratori comunali agrigentini e siciliani che hanno deliberato di inserire nello statuto comunale la voce dell'acqua bene pubblico». Gli appuntamenti che i sindaci si sono dati riguardano i prossimi giorni. Quelli siciliani parteciperanno mercoledì 10 marzo alla confe­renza stampa all'Ars per la presentazione del disegno di legge sull'ac­qua pubblica. Quelli italiani alla manifestazione nazionale di Roma, il 20 marzo prossimo, per lanciare l'iniziativa del referendum sul territo­rio nazionale. 

Tarsu, Marchetta replica alla denuncia dell Adiconsum
Sulla vicenda relativa alle bollette della Tarsu del 2004, recapitate ad inizio di gennaio agli utenti agrigentini e che andranno in scadenza la prossi­ma settimana, della quale si é occupato anche l'A­diconsum, interviene il vicepresidente vicario del consiglio comunale Pietro Marchetta. «Poco meno di un mese addietro - spiega - in­sieme con il presidente del Consiglio Carmelo Callari ed i capigruppo consiliari abbiamo in­contrato il responsabile dell'Inpa Forello. A lui ab­biamo chiesto di realizzare una casistica degli er­rori più ricorrenti che erano stati commessi nel­la bollettazione. Una specie di decalogo che avrebbe dovuto poi essere pubblicato su manife­sti murali per spiegare ai cittadini che, ricono­scendosi in una delle situazioni elencate nei ma­nifesti, avrebbero potuto recarsi negli uffici del­l'Inpa per chiedere alla società di ritirare in auto­tutela la relativa fattura. Gli abbiamo anche chie­sto di non chiedere documenti alla gente, ma di accontentarsi dell'autocertificazione. Sarebbe stato un gesto di grande trasparenza e di grande correttezza».
- L'Inpa cosa ha risposto? «Forello ha garantito che, tornando in ufficio, avrebbe provveduto a fare quanto gli avevamo chiesto. Invece lo scorso 4 marzo ha inviato una lettera interlocutoria al presidente del Consiglio, senza assumere alcun impegno».

- Cosa é successo?
«Non lo so. So solo che é un comportamento strano, specie se lo colleghiamo con un altro fat­to: ricorderete che al momento di predisporre la delibera per la salvaguarda degli equilibri di bi­lancio emerse un buco di circa due milioni di eu­ro. L'Amministrazione pensò di colmarlo venden­do l'ex caserma dei vigili del fuoco del viale del­la Vittoria, ma la disponibilità all'acquisto da par­te della Provincia venne meno. Allora l'ufficio ragioneria del Comune tirò fuori un impegno dell'lnpa, relativo alla Tarsu 2004, che certificava un credito di poco meno di due milioni di euro. Questo salvò la situazione: la delibera con gli equilibri di bilancio poté essere approvata con i voti di tutti tranne quelli del Mpa».
- Ma questi crediti del 2004 non sono pre­scritti? «Secondo me si. Loro affermano che il termine per la denuncia delle infedeli dichiarazioni scade il 20 gennaio dell'anno successivo a quello di ri­ferimento, per cui il riferimento per la prescrizio­ne sarebbe il 20 gennaio 2005. Ma uguale notifi­ca hanno fatto per il 2003: se l'infedele dichiara­zione si riferisce al 2003 perché notificarla di nuovo per i12004?. Insomma sarebbe il caso che l'Inpa alla fine mantenga l'impegno assunto con i capigruppo evitando ai cittadini il fastidio di do­ver fare ricorsi per i quali peraltro ora non c'é più il tempo». 

AGRIGENTOFLASH.IT
6/3/10


Arnone: "Si apra una nuova stagione politica a Favara"                       

"Raccolgo e rilancio l'invito del deputato regionale, Nino Bosco - dichiara l' assessore provinciale, Giuseppe Arnone - di superare gli steccati politici che, fin qui hanno frenato l'azione amministrativa al Comune di Favara, creando nei cittadini quella sorta di disaffezione alla classe politica e alle istituzioni. Sono fermamente convinto che la nuova giunta comunale debba prevedere non solo la partecipazione di tutte le forze politiche ma anche della città. E' giunta l'ora di aprire una nuova stagione politica per la città di Favara proponendo nella scelta degli assessori anche personalità espressione della società civile, ma soprattutto persone che hanno voglia di mettersi a disposizione della popolazione. Vogliamo girare pagina rilanciando l'azione amministrativa al fine di dare quelle risposte che la nostra collettività da tempo attende" conclude Arnone.

Ato Rifiuti: si smorza la polemica?
Si ricompatta la vicenda Ato? Giovedì scorso molti sindaci direttamente interessati tra i quali Marco Zambuto, Lillo Firetto, Domenico Russello ed altri colleghi della provincia, hanno analizzato dettagliatamente l'intera vicenda, spiegando le dichiarazioni fatte assieme al presidente D'Orsi, e   che poi hanno spinto Truglio a decidere di  lasciare la guida di Gesa. Una riunione informale che è valsa a chiarire le posizioni in vista della prossima assemblea societaria nel corso della quale si dovrà decidere se accogliere le dimissioni di Truglio."Voglio sottolineare - ha commentato Marco Zambuto - che il problema relativo alla questione morale rimane: confermo che occorre mantenere alta l'attenzione e vigilare in modo attento e rigoroso affinché tutto proceda nel rispetto della legalità. Tuttavia il gesto di Truglio è stato quello di una persona per bene. Io non avevo certamente dubbi su di lui e sulla sua correttezza, questo sia chiaro, ma le sue dimissioni sono un'ulteriore conferma che egli è estraneo a qualsiasi manovra e che siamo di fronte ad una persona pulita e dalle indubbie capacità. Resta invece il valore politico della denuncia che abbiamo effettuato con D'Orsi".A questo punto non sarebbe da scartare l'ipotesi di un respingimento delle dimissioni, ma  bisognerebbe vedere cosa farebbe Truglio, se cioè a quel punto vorrà riprendere il suo posto oppure se renderà irrevocabile la sua decisione di mollare. In quest'ultimo caso si renderà necessario trovare un'alternativa valida  in grado di continuare il lavoro avviato dal responsabile di Belice Ambiente.

AGRIGENTONOTIZIE.IT

ENAC: arriva il via libera per realizzare l'aeroporto
L'Enac ha dato il via libera alla realizzazione dell'aeroporto a Licata. Lo ha reso noto lo stesso presidente dell'Ente nazionale per l'aviazione civile Vito Riggio, in una lettera inviata al prefetto di Agrigento dopo il chiarimento fornito dal presidente della Regione Raffaele Lombardo sulla sostenibilità degli oneri finanziari della gestione. Riggio precisa che l'esame preliminare informale condotto sul progetto presentato dalla Provincia di Agrigento "ha consentito di esprimere, salvo i necessari ulteriori approfondimenti, un parere positivo". La conferma da parte della Regione delle intenzioni di "procedere al finanziamento solo nei confronti di una gestione in partnership con privato che assuma i relativi costi supera le perplessità espresse da me e dall'Enac. La questione - prosegue il presidente dell'Enac - è pertanto rimessa alla Conferenza di servizi che il ministro delle Infrastrutture potrà formalmente convocare su richiesta del presidente della Regione Sicilia ed alla quale volentieri l'Enac parteciperà, consapevole del rilievo sociale ed economico che una tale infrastruttura, unitamente a quelle necessarie per i collegamenti,  può assumere per lo sviluppo della comunità provinciale". "Come ho già detto - ha commentato il presidente della Provincia - ritengo che sia stato decisivo l'intervento chiarificatore del presidente della Regione Raffaele Lombardo. Se all'Enac spetta solo il compito di valutare il progetto sul piano strettamente tecnico, e Vito Riggio si è espresso in questi termini, vuol dire che il nostro progetto era ed è valido. Non ho più dubbi sul fatto che tra qualche anno la provincia di Agrigento finalmente avrà il suo aeroporto, e l'intervento di Riggio mi sembra in questo senso abbastanza eloquente".

Turismo, la commissione provinciale incontra i lavoratori del settore
La quinta commissione della Provincia regionale di Agrigento ha incontrato l'associazione delle Guide turistiche "Città di Agrigento". La riunione si è sviluppata sul tema della collaborazione tra istituzioni locali ed operatori del settore turistico. In particolare si è discusso di problematiche legate all'accoglienza, a partire dalla critica situazione della cartellonistica turistica e della insufficiente normale cartellonistica stradale, e del problema degli itinerari turistici sul territorio provinciale.Al termine della riunione la commissione ha preso l'impegno di avviare una precisa richiesta per migliorare il problema della cartellonistica stradale e turistica.  La commissione incontrerà nuovamente le guide turistiche il prossimo 17 marzo, stavolta allargando l'incontro ai Consorzi turistici e ad altri addetti ai lavori.

Marino: "Termini ha tradito Vincenzo Farruggio"   
Il consigliere provinciale del gruppo An-Pdl della Provincia regionale di Agrigento, Rosario Marino, esprime, a nome suo personale e dell'intero gruppo consiliare, la più convinta solidarietà all'ormai ex assessore comunale Vincenzo Farruggio.
"Dissentiamo fortemente nei confronti del sindaco di Campobello di Licata - dichiara Marino - per la modalità con cui ha letteralmente cacciato fuori dalla giunta comunale Vincenzo Farruggio, persona per bene ed ottimo amministratore. E' davvero singolare e pretestuoso estromettere dalla compagine amministrativa un proprio assessore che ha fatto fino all'ultimo il proprio dovere e lavorando per la comunità campobellese senza risparmiarsi minimamente a differenza del sindaco. Il sindaco Termini ha tradito ogni accordo preso durante la campagna elettorale alla presenza degli onorevoli assessori regionali Cimino e Gentile dove si era deciso che alla lista più votata sarebbe andata la vicesindacatura, ma il signor sindaco fregandosene degli accordi, dopo appena quattro mesi di amministrazione, toglie la delega di vice sindaco e il 26 febbraio scorso, completa l'opera defenestrandolo definitivamente. E' giusto ricordare che l'amico Farruggio - continua Marino - era stato eletto al Consiglio comunale e, quindi, per ricoprire l'incarico di assessore si era dovuto dimettere. Abbiamo fatto ogni sforzo per far comprendere al sindaco che era giusto discutere e approfondire la questione, proponendo anche un'altra figura per ricoprire tale ruolo, ma il sindaco non ha voluto sentire ragioni, agendo autonomamente, dimostrando così, che non si tratta di un problema personale bensì di un problema politico. Prendendo atto di questa mascalzonata, il gruppo consiliare An-Pdl alla Provincia regionale di Agrigento, alla luce delle prossime scadenze elettorali, valuterà bene le proprie posizioni, agendo di conseguenza. Noi - conclude Marino - sosteniamo fermamente che questo modo di fare politica è semplicemente vergognoso e privo di ogni ratio ed è frutto di una arroganza che spesso dà alla testa a coloro i quali vanno a ricoprire ruoli apicali, senza avere maturato la giusta esperienza. Siamo vicini all'ex assessore Farruggio e alla lista 'Campobello nel cuore per il tradimento umano e politico subito".
 

AGRIGENTOWEB.IT

Montecitorio, blitz della Lega Nord. Cancellati gli Ato rifiuti e idrici
La Camera dei deputati ha approvato la soppressione degli Ato rifiuti e degli Ato idrici.
La Lega Nord, presentando un emendamento "comma quinquies all'art. 1″ del Decrto Legge n. 2 del 25 gennaio 2010, titolato "interventi urgenti per enti locali e regioni", ha eliminato le grandi società d'acqua e di rifiuti. Una novità legislativa che interessa tutta l'Italia ed in particolare la Sicilia. La Lega, ha beneficiato dei voti di tutta la maggioranza che distrattamente, o forse inconsapevolmente, ha votato compatta. Nella specifico, è stato abrogato il Decreto Legislativo 152/06, che prevedeva un sistema di gestione fondato sugli Ato. In alcune regioni del Nord, questo sistema è risultato virtuoso, mentre nelle regioni del Sud ha prodotto illegalità e gli Ato sono stati trasformati in "postifici". Per quanto riguarda la gestione delle acque, verranno eliminati i nove Ato idrici siciliani, come la "Girgenti Acque" di Agrigento, la "Acque Potabili Siciliane" di Palermo, e così via. Dunque, da oggi, saranno le regioni a decidere, con legge propria, le forme e le modalità organizzative del servizio di erogazione dell'acqua e di raccolta e smaltimento rifiuti. 

Il Presidente D'Orsi incontra la senatrice Angela Maraventano
Il Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi ha incontrato questa mattina la senatrice della Lega Nord Angela Maraventano, che ha voluto conoscere personalmente il Presidente D'Orsi, condividendo e sostenendo la sua battaglia per la realizzazione dell'aeroporto di Licata. D'Orsi e Maraventano hanno parlato dei problemi delle isole Pelagie e condiviso l'idea che la Provincia debba sostenere le istanze degli abitanti di Lampedusa e Linosa. "Si è parlato dei problemi ma anche delle legittime aspettative delle Pelagie" ha detto il Presidente D'Orsi "alle quali probabilmente in questi primi due anni di attività amministrativa non abbiamo dedicato le giuste attenzioni e che soffrono di annosi problemi legati sia alla marginalità geografica, sia al fatto di essere la prima vera frontiera europea. La senatrice Maraventano è stata eletta nelle liste della Lega Nord ma è una lampedusana doc e crede che solo attraverso una piena sinergia con le amministrazioni di questa regione si possano migliorare le condizioni generali di Lampedusa e Linosa. Da parte nostra abbiamo garantito il massimo impegno e la piena collaborazione". 

Abolizione ATO, soddisfazione de "La Destra"
Il movimento politico "La Destra" esprime soddisfazione per il provvedimento legislativo votato alla Camera dei deputati sugli Enti Locali che abolisce gli ATO rifiuti ed idrici. "Se al Nord il sistema funzionava - dice Roberto Gallo, consigliere provinciale di Agrigento -  qui da noi c'e' stato un peggioramento del servizio ed una crescita spaventosa delle bollette , mettendo in crisi intere famiglie dal punto di vista economico. Inoltre finora gli ATO, qui da noi, hanno alimentato quel sistema di clientelismo e malaffare che sono il vero cancro dello sviluppo, ed al contempo le armi migliori per i furbi ed anche la criminalita' comune e mafiosa... Quindi, nella speranza che rapidamente il governo Regionale recepisca tutta la norma sulla cancellazione degli ATO, riteniamo giusto il ritorno alla gestione degli Enti Locali (Comuni e Province..) il sevizio idrico in particolare ma anche quello dei rifiuti. Il tutto , avviando una revisione delle tariffe che devono tener conto che l'acqua e' un bene essenziale di tutti ed il cittadino deve partecipare alla spesa nella giusta misura. "Vi è di più - conclude Gallo - secondo noi le Province che cosi' come sono attualmente andrebbero riformate o abolite, potrebbero benissimo gestire questi fondamentali servizi per i cittadini". 

Aeroporto, soddisfatto Adragna
Sull'aviopista di Licata torna oggi a dire la sua Benedetto Adragna. Il Senatore del Pd si dichiara soddisfatto dell'esito avuto dalla vicenda anche a seguito del suo intervento: era infatti stato proprio Adragna, dopo aver presentato sulla vicenda un'interrogazione parlamentare urgente al Ministro delle infrastrutture, ad organizzare la vista del Presidente dell'Enac ad Agrigento, affinché, con la collaborazione del Prefetto, le istituzioni locali sciogliessero dubbi, equivoci ed incomprensioni. A seguito dell'intervento del Presidente della Regione, il Presidente Riggio dopo aver inviato al Prefetto una nota con un sostanziale parere positivo da parte dell'Enac, ha convenuto - con il massimo rappresentante del governo ad Agrigento - che non fosse necessario l'incontro di lunedì prossimo. "L'operazione verità, come è stata ribattezzata dagli organi di stampa - dichiara Adragna - inizia a dare i suoi frutti e, nonostante, coerentemente, Vito Riggio ed il Presidente della Regione non hanno fatto altro che confermare quanto in precedenza dichiarato, sembra siano stati fatti significativi passi avanti. E' bene però che cittadini e istituzioni abbiano ben chiare le caratteristiche della vicenda di cui stiamo parlando. La provincia di Agrigento - prosegue il Senatore del Pd -, dopo aver liquidato l'AAVT, ha presentato uno studio preliminare per la realizzazione di un'aviopista in territorio di Licata. L'Enac, per quanto di sua competenza, ne ha ritenuto, salvi necessari ulteriori approfondimenti, fattibile la realizzazione trattandosi di un intervento di competenza regionale con una pista non superiore a 1500 metri ma proprio per tali caratteristiche ha espresso alcuni dubbi sulla sostenibilità economica dell'iniziativa. Il Presidente della Regione ha assicurato un finanziamento di 30 milioni di euro per la realizzazione dell'infrastruttura sottolineando però la necessità di un indispensabile concorso dell'imprenditoria privata sia per la realizzazione che per la futura gestione dell'aviopista affinché proprio i privati ne assumano i relativi costi. A questo punto - continua Adragna - il Ministro Matteoli, su richiesta del Presidente della Regione, dovrà procedere alla convocazione di una conferenza di servizi in cui tutte le istituzioni interessate dovranno individuare quali privati siano interessati alla realizzazione ed alla gestione dello scalo.
E' un buon inizio - conclude Adragna -. Da parte mia, continuerò a chiedere al Ministro Matteoli risposte chiare sull'interrogazione parlamentare presentata e mi auguro che nei prossimi mesi, tutti coloro che hanno veramente a cuore lo sviluppo della nostra città e dell'intera provincia di Agrigento, assumano posizioni trasparenti ed inequivocabili affinché invece di impegnarci tutti per la realizzazione di un'aeroporto-aviopista non si continui a parlare di aria fritta". 

Aeroporto. Iacolino: subito la Conferenza dei servizi per attivare il progetto ed acquisire anche i finanziamenti dell'Unione Europea
 "Lo sforzo corale che la politica interessata allo sviluppo sostenibile della Provincia di Agrigento ha profuso, in particolare negli ultimi tempi, esige - afferma l'On. Salvatore Iacolino - che il presidente della Regione Siciliana assolva con tempestività all'onere di richiedere formalmente al Governo nazionale l'indizione della conseguente Conferenza dei Servizi che costituisce il presupposto essenziale per la realizzazione del progetto relativo alla costruzione dell'aeroporto di Agrigento. La possibilità di rendere questa linea di trasporto coerente con altre di tipo marittimo e terrestre potrà quindi garantire l'acquisizione di risorse aggiuntive da parte dell'Unione Europea che valorizza il trasporto intermodale in particolare nelle regioni come la nostra destinataria delle risorse  previste dall'obiettivo Convergente (ex Obiettivo 1). Il concorso responsabile di tutti i livelli di Governo regionale, nazionale, ed europeo potrà in tal modo rendere possibile questo traguardo ambizioso nel quale il partenariato privato più intraprendente ed avveduto potrà rendere sostenibile la gestione economico di questa rilevante ed ambiziosa infrastruttura". 

INFOAGRIGENTO.IT
 
Aeroporto, quale verità ?       
Grande confusione attorno alla vicenda aeroporto: Riggio prima dice si, poi ritorna sui suoi passi, ed infine, a sorpresa, esprime nuovamente parere favorevole. Come stanno effettivamente le cose? Alla fine della giostra, l'aeroporto si farà oppure no ? C'è fin troppo confusione ad una vicenda ingarbugliata e che ha tenuto banco in questi mesi, tra promesse, marce, minacce, clima politico avvelenato e, dulcis in fundo, tendopoli in centro città. Adesso siamo punto e a capo. Vito Riggio ha nuovamente espresso parere favorevole in ordine alla costruzione di un aeroporto in provincia di Agrigento, rassicurato, a quanto pare, dalle affermazioni del Presidente Lombardo che si spenderà in prima persona per trovare partner privati per tenere in piedi (e quindi giustificare) l'infrastruttura.
 Bene: a quanti altri colpi di scena dovremo assistere ancora nelle prossime settimane? Intanto Vito Riggio, lunedì prossimo, sarà ad Agrigento e, finalmente, potrà rispondere alle tante domande dei giornalisti sulla vicenda.  Di certo, ulteriori prese per in fondelli a danno della vessata popolazione agrigentina, sono inaccettabili. Pretendiamo una risposta definitiva.   

Progetto Aeroporto, Iacolino: "necessario attingere da fondi europei" 
"Lo sforzo corale che la politica interessata allo sviluppo sostenibile della Provincia di Agrigento ha profuso, in particolare negli ultimi tempi, esige - afferma l'On. Salvatore Iacolino - che il presidente della Regione Siciliana assolva con tempestività all'onere di richiedere formalmente al Governo nazionale l'indizione della conseguente Conferenza dei Servizi che costituisce il presupposto essenziale per la realizzazione del progetto relativo alla costruzione dell'aeroporto di Agrigento". Lo ha detto il deputato europeo del PdL Salvatore Iacolino.   

COMUNICALO.IT 

AEROPORTO AGRIGENTO. Adragna (Pd): L'operazione verità comincia a dare i suoi frutti 
Sull'aviopista di Licata torna oggi a dire la sua Benedetto Adragna. Il Senatore del Pd si dichiara soddisfatto dell'esito avuto dalla vicenda anche a seguito del suo intervento: era infatti stato proprio Adragna, dopo aver presentato sulla vicenda un'interrogazione parlamentare urgente al Ministro delle infrastrutture, ad organizzare la vista del Presidente dell'Enac ad Agrigento, affinché, con la collaborazione del Prefetto, le istituzioni locali sciogliessero dubbi, equivoci ed incomprensioni.
A seguito dell'intervento del Presidente della Regione, il Presidente Riggio dopo aver inviato al Prefetto una nota con un sostanziale parere positivo da parte dell'Enac, ha convenuto - con il massimo rappresentante del governo ad Agrigento - che non fosse necessario l'incontro di lunedì prossimo. "L'operazione verità, come è stata ribattezzata dagli organi di stampa - dichiara Adragna - inizia a dare i suoi frutti e, nonostante, coerentemente, Vito Riggio ed il Presidente della Regione non hanno fatto altro che confermare quanto in precedenza dichiarato, sembra siano stati fatti significativi passi avanti. E' bene però che cittadini e istituzioni abbiano ben chiare le caratteristiche della vicenda di cui stiamo parlando. La provincia di Agrigento - prosegue il Senatore del Pd -, dopo aver liquidato l'AAVT, ha presentato uno studio preliminare per la realizzazione di un'aviopista in territorio di Licata. L'Enac, per quanto di sua competenza, ne ha ritenuto, salvi necessari ulteriori approfondimenti, fattibile la realizzazione trattandosi di un intervento di competenza regionale con una pista non superiore a 1500 metri ma proprio per tali caratteristiche ha espresso alcuni dubbi sulla sostenibilità economica dell'iniziativa. Il Presidente della Regione ha assicurato un finanziamento di 30 milioni di euro per la realizzazione dell'infrastruttura sottolineando però la necessità di un indispensabile concorso dell'imprenditoria privata sia per la realizzazione che per la futura gestione dell'aviopista affinché proprio i privati ne assumano i relativi costi. A questo punto - continua Adragna - il Ministro Matteoli, su richiesta del Presidente della Regione, dovrà procedere alla convocazione di una conferenza di servizi in cui tutte le istituzioni interessate dovranno individuare quali privati siano interessati alla realizzazione ed alla gestione dello scalo. E' un buon inizio - conclude Adragna -. Da parte mia, continuerò a chiedere al Ministro Matteoli risposte chiare sull'interrogazione parlamentare presentata e mi auguro che nei prossimi mesi, tutti coloro che hanno veramente a cuore lo sviluppo della nostra città e dell'intera provincia di Agrigento, assumano posizioni trasparenti ed inequivocabili affinché invece di impegnarci tutti per la realizzazione di un'aeroporto-aviopista non si continui a parlare di aria fritta".
 
GRANDANGOLO.IT
 
Aeroporto: soddisfazione di Adragna   
Sull'aviopista di Licata torna oggi a dire la sua Benedetto Adragna. Il Senatore del Pd si dichiara soddisfatto dell'esito avuto dalla vicenda anche a seguito del suo intervento: era infatti stato proprio Adragna, dopo aver presentato sulla vicenda un'interrogazione parlamentare urgente al Ministro delle infrastrutture, ad organizzare la vista del Presidente dell'Enac ad Agrigento, affinché, con la collaborazione del Prefetto, le istituzioni locali sciogliessero dubbi, equivoci ed incomprensioni. A seguito dell'intervento del presidente della Regione, il presidente Riggio dopo aver inviato al Prefetto una nota con un sostanziale parere positivo da parte dell'Enac, ha convenuto - con il massimo rappresentante del governo ad Agrigento - che non fosse necessario l'incontro di lunedì prossimo. "L'operazione verità, come è stata ribattezzata dagli organi di stampa - dichiara Adragna - inizia a dare i suoi frutti e, nonostante, coerentemente, Vito Riggio ed il Presidente della Regione non hanno fatto altro che confermare quanto in precedenza dichiarato, sembra siano stati fatti significativi passi avanti. E' bene però che cittadini e istituzioni abbiano ben chiare le caratteristiche della vicenda di cui stiamo parlando. La provincia di Agrigento - prosegue il Senatore del Pd -, dopo aver liquidato l'Aavt, ha presentato uno studio preliminare per la realizzazione di un'aviopista in territorio di Licata. L'Enac, per quanto di sua competenza, ne ha ritenuto, salvi necessari ulteriori approfondimenti, fattibile la realizzazione trattandosi di un intervento di competenza regionale con una pista non superiore a 1500 metri ma proprio per tali caratteristiche ha espresso alcuni dubbi sulla sostenibilità economica dell'iniziativa. Il presidente della Regione ha assicurato un finanziamento di 30 milioni di euro per la realizzazione dell'infrastruttura sottolineando però la necessità di un indispensabile concorso dell'imprenditoria privata sia per la realizzazione che per la futura gestione dell'aviopista affinché proprio i privati ne assumano i relativi costi. A questo punto - continua Adragna - il ministro Matteoli, su richiesta del Presidente della Regione, dovrà procedere alla convocazione di una conferenza di servizi in cui tutte le istituzioni interessate dovranno individuare quali privati siano interessati alla realizzazione ed alla gestione dello scalo. E' un buon inizio - conclude Adragna -. Da parte mia, continuerò a chiedere al ministro Matteoli risposte chiare sull'interrogazione parlamentare presentata e mi auguro che nei prossimi mesi, tutti coloro che hanno veramente a cuore lo sviluppo della nostra città e dell'intera provincia di Agrigento, assumano posizioni trasparenti ed inequivocabili affinché invece di impegnarci tutti per la realizzazione di un aeroporto-aviopista non si continui a parlare di aria fritta".
 
AGRIGENTOOGGI.IT 

 Fiducia a Truglio, "torni e garantisca efficenza"
Giuseppe Salsedo, consigliere comunale ad Agrigento, dell'Udc, ribadisce tutta la sua stima nei confronti dell'avvocato Francesco Truglio. Secondo Salsedo, sarebbe un errore accettare che un manager che ha dimostrato il suo valore, vada via da Agrigento. "Auspico invece - ha detto il consigliere comunale - che Zambuto e D'Orsi possano ritornare sui propri passi, valutando la possibilità che Truglio possa tornare alla guida dell'Ato Gesa Ag2 nell'interesse di tutti". Truglio, ha presentato formali dimissioni, dopo che era stato accusato pubblicamente, dal presidente della Provincia regionale di Agrigento e dal sindaco della stessa città, di non garantire la trasparenza dell'Ente. "A mio avviso - aggiunge Salsedo - Truglio, può garantire trasparenza ed efficienza, nell'interesse della collettività. E' importante - conclude il consigliere dell'Udc - che l'avvocato operi nel rispetto della collettività, garantendo non solo efficienza e innovazione, ma anche un abbassamento dei costi, che gravano sulle teste dei contribuenti". Intanto, l'assemblea dei sindaci dell'Ato Gesa Ag 2, riunitasi lo scorso giovedì, respinge le dimissioni dell'avvocato Truglio. Dimissioni che non vuole nessuno, nemmeno lo stesso sindaco Marco Zambuto che sembra sia tornato sui suoi passi. Truglio al momento si è preso alcuni giorni per decidere. Sull'ente, grava la scadenza di un bando di gara di oltre 100 mila euro, per lo smaltimento e la raccolta dei rifiuti. Bando che secondo la legge, dev'essere formalizzato entro e non oltre il 15 marzo. Altro nodo da risolvere, la questione stipendi. Gli operatori ecologici sono a credito di alcune mensilità. Giorno 12 è previsto uno sciopero del settore.  

Lettere last minute e voli low cost, l'iter dell'aeroporto
Se son rose fioriranno. Continua il lungo iter dell'aeroporto di Agrigento, fatto di alti e bassi, di proteste, ma soprattutto di pareri. Pareri positivi, pareri inequivocabili e pareri da interpretare. Pareri documentati e pareri raccontati. Vito Riggio ha fatto sapere che lunedì ad Agrigento non ci sarà. Ha fatto sapere anche, con una nota inviata al Prefetto di Agrigento Umberto Postiglione che  le dichiarazioni   del presidente della Regione, Raffaele Lombardo sono piaciute all'Ente di Aviazione Civile. Dichiarazioni che hanno riportato il sorriso sul volto del presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, che dopo 16 notti passate in tenda, ha deciso di ritornare a casa. La tenda però rimarrà al suo posto, non si sa mai. Anche se nella lettera che il presidente dell'Enac ha inviato al Prefetto, perché al Prefetto poi e non direttamente a D'Orsi, ci sono segnali positivi, per il momento il simbolo della protesta, la tenda, rimarrà al suo posto. "L'esame preliminare informale condotto sulla base di un progetto presentato dalla Provincia di Agrigento, ha scritto Riggio - ha consentito di esprimere, salvo i necessari ulteriori approfondimenti, un parere positivo". La conferma, poi, da parte della Regione, delle intenzioni di procedere al finanziamento solo nei confronti di una gestione in partnership con privato che assuma i relativi costi, "supera le perplessità espresse da me e dall'Enac. La questione - prosegue il presidente dell'Enac - è pertanto rimessa alla Conferenza di servizi che il ministro delle Infrastrutture potrà formalmente convocare su richiesta del presidente della Regione Sicilia e alla quale volentieri l'Enac parteciperà, consapevole del rilievo sociale ed economico che una tale infrastruttura unitamente a quelle necessarie per i collegamenti, può assumere per lo sviluppo della comunità provinciale". Le parole di Riggio sono chiare. Se ci sono i finanziamenti e privati disposti ad accollarsi la gestione, nessuna remora sullo scalo. Per il presidente D'Orsi tanto basta per esprimere la convinzione che l'aeroporto di Licata non è più una speranza bensì una certezza. Il presidente della Provincia, capace di una protesta che per connotati e contenuti sicuramente rimarrà negli annali, adesso però deve dare nome e cognome ai possibili gestori dello scalo da realizzare. "Ho tantissime compagnie interessate - assicura - da Air Malta che non vede l'ora di gestire uno scalo tutto suo in Italia, ai Turchi, Portoghesi e Spagnoli, oltre che Svizzeri". Insomma l'entusiasmo non manca. Del resto i rapporti con Malta sono buoni, diremmo ottimi. Abbiamo qui anche il Maradona della cultura, chissà che presto non arrivi il Pelè degli aeroporti. Facili battute a parte, sulla questione il presidente ha poca voglia di scherzare ed è serio come non mai. "Siamo sicuri  - ha detto D'Orsi - che l'aeroporto potrà vivere in totale autonomia, che i privati entreranno nella gestione, come richiesto dal Presidente Lombardo e che la sua realizzazione avrà un effetto domino sull'economia dell'intera provincia".  Salvo nuovi imprevisti, con i dovuti scongiuri, siamo alla resa dei conti e Agrigento finalmente avrà le risposte che merita.
 

AGRIGENTOFLASH.IT
7/3/10
 
La soppressione del Parlarmento degli Ato rifiuti e idrici: soddisfatto Mario Lazzano
Il consigliere Mario Lazzano ha espresso piena soddisfazione per l'approvazione a stragrande maggioranza da parte del Parlamento Nazionale, che su un emendamento proposto dalla Lega ha soppresso gli ATO rifiuti e gli Ato Idrici abrogando il Decreto Legislativo 152/06 sugli Enti Locali. Quindi via dalla gestione affaristico-clientelare che fino ad oggi ha caratterizzato tutto ciò.
I vari disservizi,le cattive gestioni degli ATO sia al Nord che al Sud hanno svegliato le coscienze della classe politica che, sollecitata da numerosi amministratori e da cittadini comuni si sono finalmente resi conto che non si poteva più andare avanti di questo passo. La maggioranza di Centro-Destra ha ascaltotato la gente. Ad oggi gli ATO hanno solo prodotto danni e disservizi per i Cittadini utenti,caro bollette,gestione pressappochista ed arraffazzonata. Ci si augura che il Governo della Regione recepisca la Legge votata dal Parlamento Nazionale facendo altrettanto.Un auspicio,sarebbe quello che la gestione dell'acqua e dei rifiuti venga data alle Provincie Italiane.
 

PERLACITTA'.IT 

Si decolla, salvo i necessari ulteriori approfondimenti
  "L'esame preliminare informale condotto sulla base di un progetto presentato dalla Provincia di Agrigento, ha consentito di esprimere, salvo i necessari ulteriori approfondimenti, un parere positivo". Lo ha scritto Vito Riggio, in una lettera inviata al prefetto di Agrigento Umberto Postiglione dopo il chiarimento fornito dal presidente della Regione Raffaele Lombardo sulla sostenibilità degli oneri finanziari della gestione aeroportuale dell'aviopista di Licata.
E' questo il passaggio centrale della missiva che fa guardare con fiducia alla Conferenza dei servizi che il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, dovrebbe ora convocare su richiesta del presidente della Regione Sicilia e "alla quale - ha aggiunto Riggio - volentieri l'Enac parteciperà, consapevole del rilievo sociale ed economico che una tale infrastruttura unitamente a quelle necessarie per i collegamenti, può assumere per lo sviluppo della comunità provinciale".
Sarà la Conferenza dei servizi il vero approdo finale di questa lunga e tormentata vicenda o bisogna temere quell'inciso della lettera del presidente dell'Enac dove si precisa: "salvo i necessari ulteriori approfondimenti"? 

Via libera dell'Enac all'aeroporto a Licata, "salvo i necessari ulteriori approfondimenti"
L'Enac ha dato il via libera alla realizzazione dell'aeroporto a Licata. Lo ha reso noto lo stesso presidente dell'Enac, Vito Riggio, in una lettera inviata al prefetto di Agrigento Umberto Postiglione dopo il chiarimento fornito dal presidente della Regione Raffaele Lombardo sulla sostenibilità degli oneri finanziari della gestione. Riggio ha precisato che l'esame preliminare informale condotto sul progetto presentato dalla Provincia di Agrigento "ha consentito di esprimere, salvo i necessari ulteriori approfondimenti, un parere positivo". La conferma da parte della Regione delle intenzioni di "procedere al finanziamento solo nei confronti di una gestione in partnership con privato che assuma i relativi costi supera le perplessità espresse da me e dall'Enac. La questione - prosegue il presidente dell'Enac - è pertanto rimessa alla Conferenza di servizi che il ministro delle Infrastrutture potrà formalmente convocare su richiesta del presidente della Regione Sicilia ed alla quale volentieri l'Enac parteciperà, consapevole del rilievo sociale ed economico che una tale infrastruttura, unitamente a quelle necessarie per i collegamenti,  può assumere per lo sviluppo della comunità provinciale". La nota inviata da Vito Riggio è stata così commentata dal Presidente D'Orsi: "Come ho già detto, ritengo che sia stato decisivo l'intervento chiarificatore del Presidente della Regione Raffaele Lombardo. Se all'Enac spetta solo il compito di valutare il progetto sul piano strettamente tecnico, e Vito Riggio si è espresso in questi termini, vuol dire che il nostro progetto era ed è valido. Non ho più dubbi sul fatto che tra qualche anno la provincia di Agrigento finalmente avrà il suo aeroporto, e l'intervento di Riggio mi sembra in questo senso abbastanza eloquente". 

Favara - Arnone: "Andiamo oltre la proposta di Bosco"
Nino Bosco ha dato uno scossone alla politica risvegliandola dal suo torpore.
Sulla sua recente proposta sulla giunta di salute pubblica, interviene l'assessore provinciale Giuseppe Arnone. "Andiamo oltre - ci dice Arnone - con la formazione di una nuova giunta che preveda non solo la partecipazione di tutte le forze politiche, ma anche della città. In questo particolare momento di grave difficoltà è necessario aprire il portane del Palazzo, anzi toglierlo.
Le barriere che hanno separato la classe politica con la gente impedendo la partecipazione dei cittadini si sono dimostrate deleterie per il procedere del progresso. Approvo il progetto di Nino Bosco e propongo che nella scelta degli assessori si debba puntare a cercare personalità espressione dei partiti e nello stesso tempo vicine alla gente". Tutte buone e valide le idee, ma hanno un comune aspetto negativo che è quello dell'essere arrivate in forte ritardo con la scadenza che la stessa politica si è data. Tra circa 24 ore scade "l'ultimatum" del sindaco, che potrà leggere le recenti novità come un'ulteriore invenzione della politica per fargli perdere tempo. "Una simile lettura dei fatti, sarebbe un errore - conclude Giuseppe Arnone - da parte del sindaco. La stragrande maggioranza di noi favaresi vuole riparare al sacrificio delle due bambine, girando pagina e puntando al rilancio della nostra città". 

SICILIA24H.IT 

Soppressione Ato, Lazzano (Pdl):" La Regione recepisca le direttive del Parlamento"
In merito alla decisione della Camera dei deputati di procedere alla soppressione degli Ato rifiuti e degli Ato idrici si registra l'intervento del consigliere provinciale del Pdl, Mario Lazzano che esprime tutta la sua soddisfazione per l'approvazione, a stragrande maggioranza, da parte del Parlamento al provvedimento. Secondo Lazzano, la soppressione degli Ato va nella direzione di cancellare un tipo di gestione affaristico-clientelare che fino ad oggi li ha caratterizzati. "I vari disservizi, le cattive gestioni degli Ato sia al nord che al sud -afferma il consigliere provinciale - hanno svegliato le coscienze della classe politica che, sollecitata da numerosi amministratori e da cittadini  comuni si sono finalmente resi conto che non si poteva più andare avanti di questo passo. Ad oggi gli Ato hanno prodotto solo danni e disservizi per i cittadini utenti, caro bollette, gestione pressappochista ed raffazzonata.  Ci si augura adesso che il Governo regionale recepisca la legge votata dal Parlamento. Un auspicio sarebbe quello che la gestione dell'acqua e dei rifiuti venga data alle province italiane". 

La Destra, Gallo: "Ok abolizione Ato Rifiuti e Idrici, si torni alla gestione pubblica"
Soddisfazione viene espressa da La Destra per il provvedimento legislativo votato alla Camera dei deputati sugli Enti locali che abolisce, in un sol colpo, gli Ato Rifiuti ed Idrici. "Se al nord il sistema funzionava, qui da noi - scrive il segretario provinciale, Roberto Gallo - c'e' stato un peggioramento del servizio ed una crescita spaventosa delle bollette, mettendo in crisi intere famiglie dal punto di vista economico. Gli Ato, dalle nostre parti, hanno alimentato quel sistema di clientelismo e malaffare che sono il vero cancro dello sviluppo, ed al contempo le armi migliori per i furbi ed anche la criminalità comune e mafiosa". Quindi il segretario provinciale auspica che il governo Regionale recepisca, al più presto, tutta la norma sulla cancellazione degli Ato. "Riteniamo giusto - aggiunge Roberto Gallo - il ritorno alla gestione pubblica del sevizio idrico e quello dei rifiuti. Il tutto, avviando una revisione delle tariffe che devono tener conto che l'acqua e' un bene essenziale di tutti ed il cittadino deve partecipare alla spesa nella giusta misura". "Auspichiamo inoltre - conclude il leader provinciale - che le Province che cosi come sono attualmente andrebbero riformate o abolite, potrebbero benissimo gestire questi fondamentali servizi per i cittadini". 

AGRIGENTOFLASH.IT

8/3/10
 
Aeroporto, D'Orsi smonta la tenda e torna a casa
Il presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi, ha fatto smontare la tenda di piazzale Aldo Moro dove per 15 giorni aveva dormito e svolto le sue mansioni istituzionali. Ottenuto l'impegno del presidente della Regione, Salvatore Lombardo, ed anche il via libera dall'Enac, già nella serata di giovedì ha sospeso la protesta tornando a dormire a casa, mentre venerdì e ieri ha lavorato nel proprio ufficio. "Non mi resta - ha dichiarato - che ringraziare la mia scorta, la Polizia provinciale, ma anche le altre forze dell'ordine per quello che hanno fatto vigilando sulla mia sicurezza in queste due settimane. Un ringraziamento particolare al prefetto, al questore ed ai comandanti provinciali dei carabinieri e della guardia di finanza per la vicinanza che mi hanno dimostrato e per quello che i loro uomini hanno fatto".

 
IL SOLE 24 ORE

I correttivi per il trattamento degli introiti da cessioni di quote societarie e alienazione
Esclusione obbligata per chi ha sfruttato l'opzione nel 2009
La questione di fiducia ha congelato i lavori intorno al te­sto della legge di conversione del decreto enti locali, che sarà votato domani dalla Camera per poi passare al Senato dove, a causa dei tempi ristretti, sono improbabili nuovi correttivi. Il bottino di modifiche al patto di stabilità raccolto dal testo in commissione è decisamente più magro di quanto speravano le autonomie, e si concentra in modifiche che non sempre si traducono in un alleggerimen­to del patto. Tre gli aspetti principali: ste­rilizzazione delle entrate ex­tra 2007, che alzando la base di calcolo gonfiano in maniera ar­tificiosa gli obiettivi da rispettare, esclusione delle spese collegate ai «grandi eventi» di competenza della Protezione civile e via libera ai finanzia­menti europei.

Entrate extra. Sul primo tema, il maxiemenda­mento presentato dai relatori si compone di un doppio interven­to. Il primo è dedicato a tutti i co­muni che nel 2007 hanno ottenu­to introiti eccezionali da cessio­ni di quote o alienazioni di patri­monio, il secondo si concentra invece sui dividendi straordina­ri delle società quotate (il caso Brescia, per intendersi). L'intervento più ampio ripro­pone l'esclusione dai saldi rile­vanti ai fini del patto di tipologie di entrata (indicate all'articolo 7-quater, comma 10 del Dl 5/2009): quelle derivanti da «cessione di azioni o quote di società operanti nel settore dei servizi pubblici locali», dalla «distribuzione dei dividendi da operazioni straordinarie» delle stesse società, quando quotate, e infine i frutti della vendita del patrimonio immo­biliare, quando questi siano de­stinati a investimenti o alla ridu­zione del debito. Ci si trova di fronte, in prati­ca, a una nuova puntata della tormentata vicenda delle esclusioni avviata dall'articolo 77-bis, comma 8 della manovra d'estate 2008 (Dl 112/2008). Co­me ricordano bene i responsa­bili finanziari di comuni e pro­vince, la norma aveva scatena­to un vespaio di discussioni sui possibili effetti in termini di saldo, che si era concluso (ingloriosamente) con la sua abo­lizione da parte del decreto an­ticrisi approvato definitiva­mente a marzo del 2009 (artico­lo 7-quater, comma 9, lettera a del D15/2009). Questa abolizione "salvava" però i bilanci ap­provati entro il io marzo 2009, che potevano quindi continua­re a calcolare il rispetto del pat­to di stabilità senza abbraccia­re nel conto le entrare extra. Agli enti in queste condizioni, il nuovo intervento estende automaticamente l'esclusione di queste voci anche al 2010 e 2011; un piacere a chi ha alienato mol­to nel 2007, un ostacolo per chi ha in programma vendite più consistenti per quest'anno o per il prossimo. Agli enti interessati dai divi­dendi extra delle quotate (il comune di Brescia è il capofi­la, con i 63 milioni incassati nel 2007 dalla fusione dell'Asm con l'Aem), il maxie­mendamento offre una novità in più: le percentuali di miglio­ramento necessarie per rispet­tare il patto si applicheranno al saldo medio (sempre di com­petenza mista) del quinquen­nio 2003/2007, e non più a quel­lo del triennio 2005/2007, in modo tale da sterilizzare ulte­riormente il picco nell'entrata.
Grandi eventi. Anche la partita delle spese col­legate ai «grandi eventi» si gioca sul terreno dell'esclusione dai saldi rilevanti ai fini del patto, ma con limiti ben precisi. La nor­ma equipara queste uscite a quel­le sostenute perle calamità natu­rali, togliendo quindi dai calcoli relativi al patto solo i trasferi­menti statali e le spese da questi finanziate. Nessuna novità, inve­ce, per gli sforzi che i comuni operano con risorse proprie, che rimangono rilevanti ai fini del patto anche se collegate ai grandi eventi. Per Milano, di con­seguenza, l'intervento risulta del tutto neutro, e non libera dai vincoli gli oltre 400 milioni di eu­ro che il comune ha messo a pre­ventivo nel 2010 per la realizza­zione delle nuove metropolita­ne. La notizia è invece migliore per i comuni che hanno già otte­nuto fondi statali per «grandi eventi» verificati negli anni scor­si, e che non hanno ancora finito di pagarne il conto. Ha, un obiettivo contabile ma non sostanziale anche la norma che libera dai vincoli del patto di stabilità le risorse giunte «diret­tamente o indirettamente» dall'Unione europea, e le spese sostenute con questi fondi dagli enti locali. Il correttivo nasce per neutralizzare le partite extra di origine comunitaria, che avrebbero gonfiato le voci moni­torate dal patto di stabilità, ma è molto più limitato rispetto al «via libera» tradizionale, che escludeva dal patto le risorse lo­cali utilizzate dai comuni in ag­giunta ai fondi europei. 

Il Peg e il programma degli obiettivi attuano la riforma Brunetta - Piano delle performance già attivo in molti comuni
La riforma Brunetta muo­ve i primi passi in regioni ed en­ti locali. I dubbi iniziali sugli adattamenti e rimandi conte­nuti nel Dlgs 150/2009 inizia­no a dissiparsi alla luce delle di­verse interpretazioni offerte anche dalle linee guida dell'An­ci (su cui si veda anche Il Sole 24 Ore del 4 e dell'8 febbraio).
La manovra prevede norme subito applicabili e altre a cui oc­corre adeguarsi entro precisi ter­mini, oltre a disposizioni che in­vece non rimandano agli enti lo­cali e che dunque, anche secon­do l'Anci, non vanno applicate. Per esempio il piano della perfor­mance (articolo 10 del Dlgs) da realizzare entro il 31 gennaio di ogni anno; è una norma non vin­colante per regioni e comuni, e secondo l'Anci con la relazione previsionale e programmatica, il piano esecutivo digestione (Peg), e il piano dettagliato degli obietti­vi l'ente realizza già il ciclo di ge­stione della performance. Questo strumento sembra na­to per le Pa che non hanno, a og­gi, sistemi di programmazione delle attività, ma ciò non accade negli enti locali. L'adeguamento entro il2olo non sarà quindi trop­po complesso, tenuto conto che già il Dlgs 267/2000 individua adempimenti programmatici da tempo realizzati. Nell'ambito della propria autonomia le am­ministrazioni, fatta salva l'even­tuale individuazione di altre mo­dalità, potranno quindi far coin­cidere gli strumenti esistenti con le nuove regole La definizione degli obiettivi e l'allocazione delle risorse han­no un riferimento diretto con relazione previsionale e Peg. L'analisi della gestione in corso d'anno ha un richiamo imme­diato all'articolo 193 del Dlgs 267/2000 (verifica dello stato di attuazione dei programmi), e la relazione finale è un'even­tuale integrazione di quella che già oggi la giunta allega al rendi­conto della gestione. L'interrogativo più forte riguarda la valutazione delle pre­stazioni. Ogni ente deve fare un esame per capire se gli stru­menti già adottati hanno i carat­teri richiesti dal legislatore. Tre sono gli ambiti oggetto di valutazione: l'amministrazio­ne nel suo complesso, i settori, i singoli dipendenti. Sull'ultimo aspetto tutti gli en­ti locali adottano una valutazio­ne dei soggetti basata sul rag­giungimento degli obiettivi e sul­le modalità (t, resa delle presta­zioni, spesso riassunte in schede di fine anno. Anche l'analisi per settori e aree è ormai attuata so­prattutto dove tali sistemi indivi­duano, oltre alla retribuzione di risultato dei responsabili e dei di­rigenti, anche l'analisi degli obiet­tivi per ogni area Qualche diffi­coltà in più si rileva nella valuta­zione della struttura, a cui non tutti gli enti sono abituati. L'ultima questione di rilievo da affrontare è l'istituzione delle fasce di merito (articolo 19 del Dlgs). È pacifico che regioni ed enti locali abbiano solo i vincoli previsti dall'articolo 31, comma 2, con l'obbligo di destinare la quota prevalente della perfor­mance alla fascia di merito alta e prevedere almeno tre fasce. Sor­ge però il dubbio: chi e come de­ve individuare tale articolazio­ne? L'articolo 29, in combinazio­ne con il riscritto articolo 40 del Dlgs 165/2001, afferma che il si­stema delle fasce di merito sarà in capo alla contrattazione na­zionale, e in seconda battuta di quella integrativa Dall'altra l'ar­ticolo 31, comma 2, prospetta un «esercizio delle rispettive pote­stà normative» facendo ipotizzare una regolamentazione au­tonoma da parte di ciascun ente locale. Salvo ulteriori chiarimen­ti, si ritiene più coerente la pri­ma soluzione considerando an­che che non sembrano esserci dubbi sul fatto che l'utilizzo del­le risorse accessorie sia di com­petenza della contrattazione. 

Segretari inadeguati ai controlli contabili
Dal controllo di regolari­tà contabile e ammini­strativa dipende l'atten­dibilità dei bilanci dell'ente lo­cale e, con ciò, la stessa tenuta dei conti pubblici locali. Per questo il Ddl «anti-corruzio­ne » cerca di intervenire sull'ar­gomento, in particolare intro­ducendo, all'articolo 47-bis del Dlgs 267/2000, una nuova forma di verifica, successiva, che riguarda impegni, accer­tamenti, contratti. Gli atti da esaminare vanno «scelti se­condo una selezione casuale effettuata con motivate tecni­che di campionamento», mentre il controllo va attua­to «secondo principi genera­li di revisione aziendale e mo­dalità definite nell'ambito dell'autonomia organizzati­va dell'ente, sotto la direzio­ne del Segretario in base alla normativa vigente». Il compi­to è affidato al segretario. Questi obblighi sono in real­tà già di competenza del re­sponsabile dei servizi finanzia­ri e del collegio dei revisori, unico organo dove si ritrova­no soggetti in grado di adotta­re tecniche di campionamen­to e di audit. Al contrario il se­gretario, con il suo back­ground giuridico, non pare la figura idonea a governare que­sto processo ed è difficile im­maginare che possa essere davvero incisivo. Non si capi­sce perché, ancora, si voglia ampliare il ruolo di questa figu­ra a 360° gradi, invece di valo­rizzarne le competenze giuri­diche, magari arrivando a con­sentirgli di stare in giudizio a difesa dell'ente in modo da ri­durre le spese di consulenza. Non è finita qui, perché l'esi­to del controllo deve essere tra­smesso anche ai revisori dei „conti. Gli atti seguono quindi un percorso di questo tipo: ri­cevono il visto preventivo del responsabile dei servizi finan­ziari, vengono controllati dal segretario comunale e infine comunicati ai revisori. Ma cosa accadrà se il segre­tario registra una grave irre­golarità all'organo di revisio­ne? Esso sarà costretto a fare ciò a cui il segretario dovreb­be avere già provveduto, e cioè a comunicare il tutto alla magistratura competente. Una sorta di tutti contro tut­ti? Parlare di cultura della sfi­ducia pare un eufemismo ma, oltre a ciò, si tratta di una pro­cedura che avrebbe messo in imbarazzo perfino la burocra­zia borbonica, visto che crea una circolarità di verifiche farraginosa e formalistica. Il legislatore, in sostanza, di­mostra una forte e comprensi­bile sfiducia nei confronti dei controlli interni, ma al tempo stesso non riesce a intervenire con l'incisività necessaria. Difficile pensare, infatti, che introdurre un terzo "inco­modo", per altri nominato dal sindaco, possa risolvere qual­cosa. Sarebbe stato necessa­rio intervenire per assicurare professionalità e garantire au­tonomia a chi già oggi è chia­mato a svolgere una funzione di tutela dèlla regolarità, ossia al responsabile dei servizi fi­nanziari e ai revisori. Per quanto riguarda il responsabile dei servizi finanzia­ri, il legislatore avrebbe dovu­to modificare l'articolo 153 del Tuel, che attribuisce eccessiva discrezionalità al singolo ente locale in termini di collocazio­ne gerarchica del responsabile del servizio finanziario e non affronta la questione della sua qualificazione professionale. Invece, silenzio assoluto. La norma tratta invece il meccani­smo di nomina dei membri dell'organo di revisione, altra nota dolente del sistema previgente, in modo però del tutto formale. Si prevede soltanto che siano «eletti a maggioran­za dei due terzi dei compo­nenti del Consiglio dell'ente locale» e, forse avendo timo­re di avere troppo osato, «sal­vo diversa disposizione statu­taria». Resta quindi la dipen­denza dalla politica locale, che è di fatto spesso il vero motivo della "timidezza" dei revisori. L'unica soluzione, invece, sarebbe la loro nomi­na da parte di un ente terzo, ad esempio la Corte dei con­ti. Insomma, si sono indivi­duati i problemi, ma ancora una volta è mancata la volon­tà di risolverli davvero.

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