
Sabato 19 Febbraio 2005
Giornale di Sicilia
Retribuzioni tra sette giorni. Il direttore dell'azienda: Ci mancano un miliardo 350 milioni con pesanti ripercussioni sulla spesa corrente, su retribuzioni e consumi .
Terme, stipendio per 100 dipendenti. Ma Ambrosetti lancia un nuovo allarme.
(gp) La prossima settimana riscuoteranno lo stipendio di gennaio i 100 dipendenti dell'azienda delle Terme, ma la situazione rimane critica ed incerte le prospettive per l'immediato futuro. Sono in arrivo all'azienda circa 130 mila euro dall'AsI per prestazioni effettuate e l'anticipazione di cassa richiesta dal diretto- - re amministrativo, Alfredo Ambrosetti, al Banco di Sicilia. I sindacati, intanto, attendono di potere incontrare l'assessore regionale al turismo, Fabio Granata. «La mancanza di liquidità potrebbe registrarsi anche nei prossimi mesi - dice il direttore Ambrosetti - visto che i trasferimenti della Regione sono stati ridotti, per il 2005, a 5 miliardi delle vecchie lire. Ci mancano, rispetto al 2004, un miliardo 350 milioni con ripercussioni sulla spesa corrente, retribuzioni e consumi». L'azienda ha debiti con i creditori, alcuni dei quali hanno attivato procedimenti ingiuntivi, ma anche crediti. «L'Asl, per esempio, è già ritardataria - dice Ambrosetti - perchè ci sta pagando fatture di luglio dello scorso anno. In più, sempre dall'Asl, dobbiamo riscuotere 2 miliardi e 400 milioni di lire, che sono in contestazione, per prestazioni fisioterapiche rese, e circa 5 miliardi di lire da vecchi gestori del Grand Hotel delle Terme». I sindacati chiedono che si insedi un tavolo tecnico alla Regione «per affrontare globalmente - dice Raffaello Pilotto, della Cisl - i problemi del personale dipendente, degli Lsu, degli stagionali e degli operatori della Mediterm». Ieri ad Agrigento si sono riunite le commissioni consiliari "Promozione Culturale" della Provincia, guidata da Mario Lazzano, ed "Attività Produttive" del Comune, presieduta da Silvio Caracappa. Durante l'incontro, al quale hanno partecipato anche l' assessore al Turismo Pietro Macedonio, ed il presidente del Consiglio Fabrizio Di Paola, è stato ribadito che i due enti devono entrare a fare parte della società per azioni. «Apprendere dai quotidiani locali che presso la Provincia si è discusso delle problematiche legate alla trasformazione dell'azienda delle Terme di Sciacca non coinvolgendo le organizzazioni sindacali - sostiene Maurizio Saia, al vertice della Fisascat Cils è stata la dimostrazione di come la politica sia lontana.
COMUNE. Interventi di Hamel, Lauricella e Licata: «Maggioranza incapace a governare.
Fontana: tempi brevi per il rimpasto in giunta
(gg) «Sì, ci sarà il rimpasto». Rompe ogni indugio il presidente della provincia Vincenzo Fontana ed annuncia novità nel proprio esecutivo. Novità che potrebbe indirettamente coinvolgere il Comune, dove le dimissioni dell'on Alfano, continuano a fare registrare reazioni. PROVINCIA. «Non parlerei, dice Fontana, di una verifica. È invece sicuramente tempo di un rimpasto. C'è il sen. Ruvolo che deve andare via. C'è poi la situazione dell'assessore Martello, che non so come si chiuderà e quella di Baldacchino che si è dimesso, anzitempo. Non era il caso di farlo perché ancora la coalizione non aveva comunque deciso come chiudere l'accordo. Ieri mi sono visto con l'on. Alfano. Abbiamo concordato di incontrarci lunedì per stilare un programma». COMUNE. Intervengono i consiglieri dell'Ulivo Hamel, Lauricella e Licata «Da un lato, dicono, c'è il sindaco che tace di fronte a fatti gravissimi e a denunce di abusi ed illegalità, dall'altro l'On. Alfano che fugge alle sue responsabilità, abbandona il campo e conferma il fallimento della grande svolta annunciata dopo la sua entrata in giunta. L'amministrazione è incapace di affrontare con determinazione e chiarezza vicende come quella dei grandi centri commerciai e dei debiti fuori bilancio. È indispensabile che il indaco Piazza rompa il silenzio e fornisca risposte chiare, oppure rassegni le dimissioni uscendo dignitosamente di scena prima del disastro finale».Domani al Caffè letterario di contrada Caos
Rifondazione comunista a congresso, Di Benedetto prende il posto di Frenda.
Dopo 4 anni alla guida della segreteria provinciale di rifondazione comunista si conclude 'esperienza di Alfonso Frenda. Domani infatti il partito, che all'interno dei locali del caffè letteraio Pirandello di contrada Caos celebrerà il sesto congresso provinciale, sarà chiamato ad eleggere 1 nuovo segretario ed a rinnovare il direttivo. Il testimone potrebbe passare a Giovanni Di Benedetto che sembra essere stato individuato dalle sezioni comunali, come nuove segretario di rifondazione ad Agrigento. Il congresso, che avrà come tema 'un mediterraneo di pace", avrà inizio alle 9,30 e i aprirà con la relazione del segretario uscente. Alle 10,30 si insedieranno le commissioni. Nel pomeriggio invece sarà dato spazio agli interventi; subito dopo si passerà alla votazione ed allo scrutinio. All'assise provinciale parteciperà, per la segreteria nazionale di rifondazione comunista, Marco Di Martino. L'assemblea, oltre ad eleggere il segretario ed il direttivo sarà chiamata a discutere e votare le mozioni congressuali: c'e ne sono 5 ma quella che avrà maggiore attenzione sarà sicuramente la mozione Bertinotti. Da questa discussione usciranno fuori le linee guida per il futuro del partito. Dopo 4 anni di esperienza alla segreteria provinciale della federazione di Rifondazione Comunista di Agrigento - ha affermato ieri il Segretario uscente Alfonso Frenda, durante una conferenza stampa convocata per illustrare i temi del Congresso - lascio la guida del partito a persone che sapranno, meglio di me, portare avanti quelle iniziative ispirate ai valori in cui rifondazione crede. Tra questi c'è senza dubbio il valore della pace che è stato scelto come tema per il nostro congresso provinciale».
Ceramica agrigentina Una guida della Provincia
(mm) Lunedì prossimo alle ore 10, presso la sala Giglia della Provincia regionale, sarà presentata la guida di percorsi di turismo artigianale dal tema «Itinerari turistici tra la ceramica agrigentina». saranno presenti l'assessore provinciale al turismo, Pietro Macedonio, il dirigente del settore Achille Contino, l'autore del testo Massimo Lombardo e rappresentanti delle città di Burgio e Sciacca.
Elettrosmog a Monserrato Protestala circoscrizione
(mm) Il presidente della quarta circoscrizione di Agrigento, Villaseta-Monserrato, chiede in una nota l'immediata misurazione delle onde elettromagnetiche emesse da un'antenna collocata su un edificio al civico 79 della via Zunica al fine di verificarne i parametri di emissione. Il presidente Giuseppe Ciulla ha indirizzato la lettera di verifica anche all'Azienda sanitaria locale ed alDiparti mento della Protezione civile per gli ulteriori accertamenti.
Università, iniziativa congiunta con il museo
(amm) È in programma per martedì prossimo alle 13 al Museo archeologico di San Nicola ad Agrigento, l'avvio della ricerca del corso di laurea in ingegneri informatica connessa alla sperimentazione di un robot guida per la fruizione dei beni museali e il controllo di sicurezza degli stessi. L'iniziativa si svolgerà alla presenza, tra gli altri, del presidente della Provincia Fontana, del presidente del Cupa Lagalla e del direttore del museo Castellana.
L'ASSESSORATO: più arrivi e presenze rispetto all'anno prima
Turismo, 2004 positivo per l'isola
TAORMINA. (acaf) Il turismo siciliano non subisce gli effetti delle crisi internazionali, aumenta la crescita di arrivi e presenze e Taormina è il gioiello più -prezioso da mostrare. La direzione generale dell'assessorato al Turismo fornisce i dati sui flussi 2004 resi noti alla Bit di Milano e indicati nel corso della presentazione al Comune del 53° congresso nazionale Multidistretto 108 Italia del Lions International che si terrà nella perla dello Ionio dal 26 al 29 maggio. Assente per un attacco influenzale l'assessore Fabio Granata, le cifre le ha fornite il direttore generale al Turismo, Agostino Porretto, commissario ad acta della locale Aast. Nel 2004 la Sicilia ha portato gli arrivi a 4.179.513 e le presenze a 13.206.790; nel 2003 le soste nell' isola erano state 13.088.696 e gli arrivi 4.070.631. Le presenze maggiori restano quelle degli italiani con 8.291.736, gli stranieri giunti in Sicilia sono stati 4.915.054. Gli italiani in arrivo sono stati nel 2004 2.682.671 gli arrivi stranieri 1.496.842. I "Bed and Breakfast" siciliani, al 31 dicembre 2004, sono saliti a 614 contro i 413 del 2003; negli ultimi 12 mesi i posti letto totali hanno registrato un +4.000. «La Sicilia - dice Porretto - è lo zoccolo duro del turismo italiano, oggi ci rivolgiamo al viaggiatore che non vuole soltanto sole e mare ma anche cultura e gastronomia tipica». Granata ha fatto pervenire un fax ai presenti: «Taormina Arte - ha scritto Granata - vivrà una stagione straordinaria, rafforzata da eventi finanziati dall' assessorato per la prima volta, come la mostra sul futurismo siciliano e la presenza con uno "Stand Taormina" sulla "Croisette", in occasione del festival di Cannes». Il presidente del comitato organizzatore del convegno dei Lions, Rosario Cacciola ha presentato le manifestazioni di maggio patrocinate dalla Presidenza della Repubblica. Il presidente del congresso, Luciano Aldo Ferrari, ha spiegato alla platea (presente il sindaco Aurelio Turiano) che il tesa principale dell'incontro sarà «I Lions promotori di benessere umanitario per la sfida del XXI secolo».
È formato da 26 persone. Si occuperanno di tutela dell'ambiente con la repressione dei reati legati all'inquinamento. Nell'organico in servizio figura anche una donna.
Alla Provincia nasce il nucleo di polizia. Eviteranno che sorgano altre discariche
(cr) Dovranno occuparsi della tutela dell'ambiente con la repressione di tutti i reati legati all'inquinamento. Tenteranno di stroncare il bracconaggio e di tenere d'occhio anche la pesca in acque dolci. Avranno l'arduo compito della vigilanza sulle strade provinciali, prevenire e intervenire in maso d'incidenti e obiettivi di polizia amministrativa e di pubblica sicurezza. E' con questi incarichi che è ufficialmente nato, ieri, il corpo della Polizia provinciale. Un'istituzione composta da 27 persone che a partire dalla prossima estate diventerà operativa su tutto il territorio Agrigentino. Concentrandosi in maniera particolare sulle strade provinciali. A tenere a "battesimo", ieri mattina, il nuovo Corpo, nell'aula "Giglia" della Provincia regionale m'erano l'assessore Calogero Firetto e la segretaria generale Rita Vita per la Provincia, il capitano dei Carabinieri della Compagnia di Agrigento Angelo Franchi, il dirigente della Polizia stradale Calogero La Porta e il comandate dei vigili urbani Vincenzo Numera. Durante la cerimonia d'inaugurazione attenzione particolare è stata dedicata al morso di formazione che porterà ufficiali, sottoufficiali e agenti alla piena operatività. Nell'organico, fra 26 uomini, figura anche una donna: Loredana Montana lampo che, in via privilegiata, s'occuperà dei problemi legati alla caccia e alla pesca. "Uno dei compiti fondamentali di cui mi siamo fatti carico - ha detto il comandante del neonato Corpo Vincenzo Giglio - è quello di tentare di stroncare il bracconaggio. Ovviamente gli agenti avranno compiti di polizia stradale sull' intera rete stradale provinciale, di polizia amministrativa e compiti di rappresentanza e di smorta al Gonfalone dell' Ente". A far parte dell'istituzione, sono 27 impiegati della Provincia che hanno partecipato e vinto un concorso interno. Si tratta di Vincenzo Giglio, Pietro Crapanzano, Salvatore Lombardo, Claudio Alaimo, Michelangelo Alaimo, Salvatore Armuri, Salvatore Avenia, Piero Barbaro, Michele Cacciabaudo, Enzo Cacciatore, Salvatore Castelli, Calogero Cilia, Pino D'Agostino, Giuseppe Ferrera, Gerlando Garlisi, Girolamo lacono Manno, Angelo Longo, Gianpaolo Macca, Gaetano Mendola, Antonino Micalizio, Loredana Montana Lampo, Giuseppe Pagano, Vincenzo Rotolo, Salvatore Tutino, Domenico Urso, Alfonso Valenti e Pasquale Vassallo. Già bandita la gara d'appalto per la fornitura delle divise e delle relative armi consistente in una pistola automatica calibro 9. "Il Corpo - è stato spiegato ieri mattina - disporrà per il servizio di vigilanza, in questa fase iniziale, di cinque autovetture facilmente individuabili con i simboli istituzionali". Un parco macchine che nei prossimi mesi potrà essere potenziato per migliorare al massimo le prestazioni dell'istituzione. Presenti alla cerimonia di ieri, anche i docenti che terranno il corso di formazione di agenti, sottoufficiali e ufficiali del Corpo.
C. R.
La Sicilia
Provincia. L'Assessore di A.N. Conferma le proprie dimissioni ed il futuro della Giunta si complica.
Martellate sulla maggioranza
Si è chiusa a tarda sera, senza trovare un accordo, la riunione di ieri dei vertici di Alleanza nazionale. L'assessore provinciale alla Pesca, Calogero Martello, ha infatti confermato le sue dimissioni «irrevocabili» dalla carica, in polemica con il commissario del partito nonché deputato nazionale Pippo Scalia. Lo stesso Scalia nei prossimi giorni potrebbe seguire Angelino Alfano e lasciare pure lui la Giunta comunale. Circostanza che di fatto aprirebbe una crisi anche a Palazzo dei Giganti. La situazione più delicata resta comunque quella della Provincia con il presidente Enzo Fontana che ha intanto annunciato una serie di incontri bilaterali per cercare di dirimere la questione del rimpasto. Un annuncio che fa il paio con la dichiarazione del coordinatore di Forza Italia Marinello secondo cui ci sarebbe una base per l'accordo che prevede due assessori per Forza Italia. Intanto oggi la direzione del Nuovo Psi è chiamato a dibattere la vicenda del secondo assessore socialista promesso, ma fin'ora mai nominato. I socialisti potrebbero decidere di lasciare la maggioranza.
FONTANA PERDE UN ASSESSORE
Calogero Martello (An) ha ribadito la volontà di tirarsi indietro.Di fatto apre una crisi nel partito del commissario Pippo Scalia
Torna a farsi sentire il Nuovo Psi che ribadisce di essere deciso a far rispettare gli accordi preelettorali (due posti in Giunta)
L'accordo tra Calogero Martello e il gruppo a lui vicino e i vertici provinciali di Alleanza nazionale non è stato trovato. A nulla è servita la riunione di ieri sera che ha probabilmente acuito le divergenze interne ad An. Il risultato - ma la riunione è finita a tardissima sera - secondo quanto si è appreso è che le dimissioni di Calogero Martello da assessore provinciale all'agricoltura e pesca sono state confermate. Non è ancora chiaro se sia stato l'esponente politico empedoclino a confermarle o se siano stati i vertici di An a indurlo. E anche partita la corsa alla successione che si intreccia con la vicenda del rimpasto alla Provincia, peraltro ancora tutto da vedere.
Del resto, anche se non lo dà a vedere, il più infastidito per questa verifica politica lunga ormai quasi un anno è il presidente della Provincia Enzo Fontana. Anche lui, messo «ko» dall'influenza, sperava, finita la convalescenza, di trovare una Casa delle Libertà più decisa a collaborare nello spirito della coalizione, invece che per mantenere le proprie posizioni. Intanto si trova con soli sette assessori operativi (anche se sulla carta restano nove perché l'unico che ha presentato ufficialmente le dimissioni alla segreteria è Calogero Baldacchino e forse lunedì a questo punto si aggiungerà Martello) invece dei dieci previsti dallo Statuto. «Ho già spiegato - ha detto ieri il presidente Fontana di ritorno da Palermo - che questa situazione va chiusa nel più breve tempo possibile. Ora comincerò dei contatti bilaterali con i deputati, i segretari di partito e con i capigruppo per vedere qual è il da farsi». L'impressione è che, per ora, si navighi a vista, anche se il coordinatore provinciale di Forza Italia Giuseppe Marinello ha confidato che «c'è una base per trovare un accordo». Qual è non si sa: «Preferisco - ha spiegato il capo di Forza Italia ad Agrigento - tenerlo riservato. Di sicuro c'è che Forza Italia confermerà i suoi due assessorati alla Provincia». Lo stesso Enzo Fontana, poco prima, aveva spiegato che «in questo momento può succedere di tutto». Sempre ieri il segretario provinciale dell'Udc, Marco Zambuto, in una pausa di una delle tante riunioni che in queste settimane si tengono nel partito, ha tenuto a precisare sul «rimpasto non ci sono novità». Ma ha anche aggiunto - forse per rassicurare i suoi a cui sono arrivati gli «spifferi» secondo cui alla fine potrebbe essere proprio I'Udc a sacrificarsi, magari in cambio di un sottogoverno ~ che lo Scudocrociato «sicuramente» non avrà modifiche nella quantità di assessori alla Provincia. In realtà ieri sera tutti gli occhi erano puntati sul vertice di Alleanza nazionale convocato dal commissario provinciale Pippo Scalia per dirimere la controversia interna che ha portato alle dimissioni dell'assessore provinciale Martello. E intanto oggi si riunisce la direzione provinciale del Nuovo Psi, alla presenza del segretario Filippo Lentini, ma anche del deputato e segretario regionale Vincenzo Milioto. Si discuterà pure del ritardo con cui gli alleati stanno procedendo alla rideterminazione degli assetti della Giunta che, per i socialisti, prevede il secondo assessorato. Un accordo preelettorale che però ancora non si è concretizzato, nonostante la minaccia di abbandonare la maggioranza. È probabile che a questo punto la minaccia venga rinnovata con maggior vigore.
FABIO RUSSELLO
Bilancio positivo per la fiera Medifostak
Chiuso il circuito della prima Fiera dei sapori dei mediterraneo si muovono già i primi passi verso il prosieguo dell'iniziativa gastronomica lanciata da Medifostak. La fiera che si è svolta nei giorni scorsi ad Agrigento grazie al patrocinio del Comune di Favara, della Provincia regionale di Agrigento ha esaltato i sapori tipici dei paesi che si affacciano sulle sponde del mediterraneo. Molto impegnativo il lavoro di tessitura, coordinato dall'Architetto Giacomo Sorce, il quale oltre a ringraziare il sindaco di Favara Airò, l'Assessore provinciale Plicato e il Presidente della Provincia Fontana, si compiace dell'impegno profuso dal Comitato tecnico. Tra i collaboratori Paolo Hamel, referente della Provincia regionale di Agrigento, Salvatore Collura referente Ice area vini, Vittorio Collura Slow Food area presidi, Francesco Guarasci responsabile area formaggi, Massimo Brucato responsabile area Oli, Ignazio Vassallo responsabile area Mandorle, Giuseppe Sferrazza area Pistacchi, Salvatore Presti referente dell'istituto alberghiero di Favara «Ambrosini» e responsabile area gastronomica di Tendasia. Infine Hamrouni Azaiez referente della comunità Tunisina e Najet Bessali mediatrice culturale per il Marocco. «Assieme a questo corteo di validi agrigentini, - dice Sorce -, siamo riusciti a costruire il percorso e la funzionalità dei laboratori dei sapori, offrendo deliziose degustazioni guidate a cittadini e scolaresche. Si tratta di professionisti, aggiunge, che hanno contribuito con la loro esperienza di operatori di settore, ad incassare risultati brillanti».
Giornale di Sicilia
Provincia, aggiornamento per i lavoratori degli Urp
Si è svolta ieri mattina nell'Aula Ciglia della Provincia regionale di Agrigento, la prima delle due giornate del corso di formazione su «La comunicazione nel settore pubblico» organizzato dal settore stampa e pubbliche relazioni della Provincia. Il seminario è stato tenuto dai docenti del Centro Studi Enti locali Cesel di Palermo ed è rivolto al personale dipendente, ai lavoratori con i contratti di diritto privato, agli articolisti e ai componenti della Cooperativa Penelope che lavorano da anni proprio negli Uffici relazioni con il pubblico della Provincia. Il corso si concluderà sabato prossimo.
ALLA PROVINCIA
Guida turistica tra le ceramiche
Sarà presentata domani alle 11, nella sala Luigi Ciglia del palazzo della Provincia, la guida ai percorsi di turismo artigianale intitolata « Itinerari turistici tra la ceramica agrigentina». Saranno presenti l'assessore provinciale al turismo Pietro Macedonio, il dirigente Achille Contino, l'autore del testo Massimo Lombardo ed alcuni rappresentati delle città della ceramica Sciacca e Burgio.
La Sicilia
Il fallimento agrigentino alla Bit specchio del nostro turismo
L'assessore provinciale Macedonio: «La politica sbagliata di Palermo ci induce a spostare i nostri interessi verso i Paesi nordafricani»
Chissà cosa penserebbe Andrea Camilleri, scaramantico come non mai, se si fosse visto «incorniciato» in quella gigantografia in bianco e nero fra Pirandello, Sciascia e Tomasi di Lampedusa, gli autori agrigentini «presenti» (si fa per dire) nello stand della Provincia Regionale che alla Bit ha incuriosito, se non il pubblico della domenica, almeno i turisti-viaggiatori alla ricerca di qualche novità alla Borsa Internazionale del Turismo.
«A chi mi chiede se sono tutti agrigentini questi scrittori - racconta divertito il consigliere comunale di Porto Empedocle, Salvo Scimè, che «staziona» nei pressi e compone la delegazione agrigentina a Milano - rispondo che, poiché dalle nostre parti la gente non viaggia, dato che mancano le autostrade, preferisce dedicarsi alla scrittura ...».
Ne è uscita un po' malconcia l'immagine turistica di Agrigento nella tre giorni milanese, «soffocata» tra altri mille piccoli e grandi stands del padiglione Sicilia e soprattutto «schiacciata» da una serie di eventi collaterali che hanno finito per relegarla agli ultimi posti, quasi fosse la Cenerentola tra le provincie siciliane. E il primo a lamentarsi di ciò è stato l'assessore provinciale al turismo Piero Macedonio che, dopo 2 giorni di presenza alla Bit, al termine della conferenza stampa istituzionale dell'assessorato regionale (dove in. 2 ore si è parlato di tutto e di tutti, ma non si è spesa una parola a proposito della realtà turistica di Agrigento) è andato su tutte le furie: ««Qui non si viene per parlare di turismo, ma solo per fare passerella e presentare eventi che, secondo me, con il vero turismo hanno poco a che fare».
E voleva pure intervenire, Macedonio, per contestare all'assessore regionale Granata questo modo di fare programmazione, ma alla fine ha preferito abbandonare l'anfiteatro dove si svolgeva l'incontro con la stampa e gli operatori, per evitare di creare nuovi scontri politico-istituzionali. Comunque sia, la provincia agrigentina era presente a Milano con 3 stand ben organizzati; quello di Sciacca, dove è stato presentato dal sindaco Turturici il Carnevale 2005; quello multimediale di «Agrigento Città dei Templi» allestito con il Parco Archeologico e lo stand della Provincia cui si sono aggregati vari comuni tra cui Porto Empedocle, Racalmuto e --Palma di Montechiaro. L'assistenza ai visitatori era offerta dalle allieve e dagli allievi dell'ultimo anno dell'Istituto Nicolò Gallo di Agrigento che, accompagnati dal preside Curaba, hanno attuato uno stage formativo. A ravvivare l'atmosfera, ci ha pensato il gruppo folk dello stesso istituto e lo chansonnier Giovanni Moscato con i fedeli Tony Bruccoleri, Graziano Mossutto e Lello Casesa che, tra un «Viva, viva San Calò» e qualche altro brano giurgintano intonato tra gli spazi espositivi, hanno presentato lo spettacolo per turisti che propongono al Teatro della Posta Vecchia. Il vero dramma però è stato prendere atto dell'aspetto turistico della nostra provincia che a Milano, pur presentandosi dignitosamente, si dibatte in grandi difficoltà. Ne sa qualcosa l'unico operatore turistico di Agrigento presente in fiera, Gaetano Pendolino, titolare di un'agenzia viaggi. «Da noi - dice - mancano le strutture a mare e quindi abbiano grandi difficoltà a convogliare i turisti nel nostro territorio. Meno male che qualcosa si sta muovendo nella zona di Sciacca, diversamente saremmo completamente fermi». L'operatore Pendolino sostiene che, in questi 3 giorni, è riuscito (con molta fatica) a rastrellare sulla piazza un migliaio di potenziali turisti candidati a soggiorni in provincia di Agrigento, ma è un lavoro duro e faticoso, «un po' come iniziare a spaccare le pietre per poi cominciare a costruire il palazzo. E la Regione non ci prende in considerazione! ». In effetti nel cartellone dei grandi eventi istituzionalizzati dall'assessorato regionale al Turismo, solo 5, su un totale di circa un centinaio, sono della nostra provincia; la «Sagra del mandorlo», il Carnevale di Sciacca; il Convegno Pirandelliano, il «Tataratà» di Casteltermini e gli Archi di Pasqua di San Biagio Platani. Per quest'ultimo evento è venuto a Milano anche il sindaco Sabella, (accompagnato da quello di Bivona). Alla conferenza stampa, semi deserta, è stato proiettato un lungo video sulla manifestazione. «Dopo secoli in cui a San Biagio si fanno gli Archi di Pasqua, finalmente la Regione si è accorta di noi - spiega il primo cittadino - e quest'anno siamo stati inseriti nel calendario dei grandi eventi siciliani: speriamo in questo inizio! ». Ma che senso ha presentare la manifestazione degli «Archi di Pasqua» se poi l'evento non è supportato da un'adeguata campagna promo-pubblicitaria nazionale e soprattutto se non esistono tour operator o pacchetti viaggio per la lontanissima (non solo da Milano, ma pure da Agrigento) San Biagio Platani? Il sindaco Sabella giura che la Provincia farà partire al più presto la campagna pubblicitaria sui canali Mediaset da ora e almeno fino all'approssimarsi della manifestazione, prevista attorno alla Pasqua. Ma gli eventuali turisti del Nord, come faranno a raggiungere San Biagio Platani? Mistero.
Sicuramente peggio è andata la conferenza di presentazione del 42° Convegno di Studi Pirandelliani collocata in un orario infelice, le 14 e dove, nonostante «l'eroismo» di 2 docenti universitarie, Emanuela Caselli e Elisabetta Dedè delegate dal Centro, che hanno cercato di fare del loro meglio per attirare l'attenzione del pubblico, all'appuntamento non si è presentato nessuno. Vita difficile, sempre in termini di partecipazione, anche per la presentazione del «Manifesto di Agrigento» contenente i principi per la realizzazione di un sistema turistico per tutti, promosso dall'Ente Parco, dalla Provincia e da un insieme di altri enti. Grandi assenti sono stati gli amorini-. stratori di Agrigento. Si è visto solo il consigliere comunale Giuseppe Salsedo, presente comunque a titolo personale, e qualche dirigente della provincia (Achille Contino) e dell'Apit (Tommaso Meli). L'assessore Macedonio al termine della Bit, ha annunciato che: «poiché la Regione Sicilia con la sua politica (sbagliata) non ci vuole, noi andremo altrove! ». Dove? In Tunisia, dove Agrigento sarà ospite d'onore di un importante evento in cui si potrà parlare veramente di sviluppo turistico. Allora, tutto è rimandato a quel nuovo appuntamento.Intanto al padiglione Sicilia, in chiusura, sono arrivate le telecamere delle reti televisive nazionali: c'è Fiorello e la Marini per presentare «La kore», l'evento di moda in onda in diretta ogni anno dalla Sicilia. Un tempo si faceva ad Agrigento poi sarebbe avvenuto il «grande scippo», come sostengono alcuni, da parte di Taormina che si è appropriata della manifestazione privando la Città dei Templi di questa importante vetrina nazionale. Ma questa è tutta un'altra storia che, forse, meriterebbe di essere raccontata a parte.
Sarà Ortigia ad ospitare la "Settimana di Montalbano"
C'era una volta la «Settimana» che il Comune di Porto Empedocle dedicava al celebre commissario Montalbano con un «viaggio» nella Vigata di Andrea Camilleri: menù a prezzo fisso nelle trattorie della città, mostre-mercato e una serie di altre iniziative, come la rassegna teatrale, dedicate ai personaggi camilleriani. C'era. Perché alla Bit di Milano si è scoperto, invece, che la «Settimana di Montalbano», inserita tra i grandi eventi promossi dalla Regione nel 2005, si farà sull'isola di Ortigia (Siracusa) con tanto di promozione internazionale. Ne dà notizia la Regione con il nuovissimo book di 150 pagine a colori, stampato in dodici milioni di copie, a cura dell'assessorato al turismo.
A pagina 106 si apprende della «Settimana» di Siracusa, programmata per il prossimo settembre, in cui verranno ospitati tutti i protagonisti della serie del Commissario attorno ad Andrea Camilleri con mostre, convegni e dibattiti. Inoltre si apprende dal volume che al termine dell'«intensa settimana» verrà presentata la nuova serie del personaggio creato da Camilleri per la casa editrice Sellerio, con un'anteprima dedicata ai lettori. Il lettore-turista, o meglio «il viaggiatore» (com'è stato ribattezzato dalla nuova campagna pubblicitaria della Regione) dunque attraverso il volume dal titolo «Palcoscenico Sicilia» scoprirà l'esistenza dell'isola di Ortigia, dal grande fascino, ma purtroppo non avrà modo di conoscere la Vigata agrigentina. Infatti nel volume, non solo non c'è traccia di Vigata, ma, cosa ben più grave, nelle poche pagine dedicate alla promozione di Agrigento e della sua provincia, Porto Empedocle non è nemmeno citata!
Il segretario provinciale Filippo Lentini è tornato a chiedere il rispetto degli accordi preelettorali
Il PSI e il rimpasto alla Provincia: «Pazienza al limite»
Prima la promessa degli alleati prima delle elezioni, poi quella dello stesso presidente Enzo Fontana che, nell'ambito del dibattito sull'elezione del presidente del Consiglio, era riuscito in extremis a far rientrare la clamorosa protesta dei socialisti.
Ma, a distanza di due mesi, il secondo assessorato promesso al Nuovo Psi non è arrivato e la pazienza sembra essere giunta alla fine.
«Il Nuovo Psi - ha spiegato ieri mattina il segretario provinciale Filippo Lentini - non viene meno all'impegno di coalizione perché abbiamo estrema comprensione dei problemi degli alleati. Ma vi sarà un un momento in cui questo limite non può essere travalicato, perché siamo estremamente decisi a portare avanti l'accordo».
L'unica minaccia praticabile è quella di passare all'opposizione. Circostanza che in alcune realtà, a cominciare proprio dalla Provincia regionale, potrebbe modificare profondamente gli equilibri e mettere a rischio le votazioni sui bilanci di previsione di molti enti. La Provincia non resta comunque l'unico terreno di scontro perché i socialisti stanno guardando con molta attenzione a quello che sta accadendo al Consiglio comunale di Licata dove il presidente socialista Domenico Cuttaia rischia di venire «sfiduciato» dalla Casa delle Libertà. La settimana scorsa il segretario regionale Enzo Milioto era stato chiarissimo: «Da Licata non si passa». Concetto che Lentini ha spiegato più concretamente: «Pretendiamo chiarezza ritenendo e sapendo di essere un partito determinante per l'affermazione del Centrodestra. Siamo consapevoli dei problemi dei nostri alleati e manteniamo un atteggiamento di responsabilità, ma allo stesso tempo pretendiamo che gli accordi vengano rispettati».
Il Nuovo Psi ripete ormai da tempo qual è la base dell'accordo sancito prima delle elezioni provinciali: «C'è un posizione chiara con accordi già realizzati e raggiunti - ha ricordato Lentini -. Se i nostri alleati hanno avuto difficoltà per situazioni che si sono determinate successivamente ci può solo dispiacere. Ma sono cose che riguardano gli altri partiti con i quali ci troviamo a collaborare e non certamente noi».
In effetti l'appoggio al Presidente Fontana - questo il ragionamento dei socialisti - ha permesso l'elezione del candidato del Centrodestra al primo turno, mettendo al riparo il presidente da qualunque sorpresa. Filippo Lentini, ex parlamentare e uomo navigato della politica, non parla di ultimatum. Però avverte che «da qui a metà marzo ci sarà una riunione del comitato esecutivo». Che, ovviamente, potrebbe discutere del mancato rimpasto alla Provincia e sancire la rottura con la Casa delle Libertà.
Il Nuovo Psi del resto è pronto da settimane e la direzione provinciale ha già indicato l'ex vicesindaco di Palma di Montechiaro Eugenio D'Orsi quale assessore socialista che affiancherà il riconfermato Santino Lo Presti. «La direzione ha indicato lui - ha confermato Filippo Lentini - ma la nomina sarà ufficializzata dal partito solo quando finalmente si farà il rimpasto, è inutile parlarne ora». L'impressione è che di rimpasto se ne parlerà ancora a lungo perché nessuno dei partiti della CdL sembra intenzionata a cedere una poltrona.
Una verifica che dura ormai da dieci mesi
E' una verifica che dura da quasi dieci mesi, da quando cioè Benedetto Adragna si è dimesso da vicepresidente della Provincia a seguito della scelta di Democrazia europea di lasciare il Centrodestra. Quel posto è stato preso «provvisoriamente» dal senatore Giuseppe Ruvolo che è però ancora in carica nell'eterna attesa di un rimpasto che non arriva mai. Poi la situazione si è complicata a seguito dell'inchiesta «Alta Mafia» che ha coinvolto pesantemente la Provincia. È cominciata la lunga polemica sull'opportunità o meno che Rino Lo Giudice sedesse ancora sulla poltrona di presidente del Consiglio anche nella veste di indagato della Procura di Palermo. Una vicenda che si è chiusa solo a settembre quando alla fine Lo Giudice decise di dimettersi. Il rimpasto anche in quel caso sembrava vicino perché nel «manuale Cencelli» una presidenza di un'assemblea importante come quella del Consiglio provinciale equivale ad un assessorato. Ma An, all'epoca, non si era fatta attirare dalle sirene ed aveva rinunciato allo scranno più alto di Sala Ciglia che dunque è «ritoccato» all'Udc (con Pietro Luparello). Ma anche in quelle lunghe trattative aleggiava la minaccia del Nuovo Psi che chiede di ottenere il secondo assessore così com'era stato promesso. Alla fine è bastato rinnovare la promessa per tornare compatti, ma solo per due mesi. A dicembre si è dimesso l'assessore di Nuova Sicilia Calogero Baldacchino. Il partito di Bartolo Pellegrino accusa gli alleati di non garantire la pari dignità a tutte le forze politiche. A gennaio la svolta: la CdL torna sui suoi passi e si tratta il ritorno nella Giunta nell'ambito del rimpasto. Il problema è chi dovrà fare posto. L'accordo sembrava trovato con il sacrificio di Forza Italia. Circostanza che però ha provocato le «proteste» dell'assessore Cimino che non intende perdere il suo rappresentante in Giunta. L'ultimo capitolo è di queste ore con le dimissioni di Martello.
Politica. Martello lascia l'assessorato. Scalia: "Il partito è con me". Sabato convocato un altro vertice
An, le divisioni sono rimaste
L'unica certezza è che Calogero Martello domani mattina presenterà le dimissioni - in segreteria generale - da assessore provinciale. Il vertice di ieri - che doveva dirimere i contrasti sorti all'interno di Alleanza nazionale dove si contrappongono il gruppo dello stesso Martello e il gruppo dei dirigenti del partito guidato dal deputato nazionale e commissario provinciale Pippo Scalia - ha infatti sostanzialmente fallito l'obiettivo. «Non ci sono le condizioni» ha sibilato ieri Calogero Martello che poi è corso in ospedale per stare vicino alle moglie in attesa di partorire. Ma che il vertice non abbia raggiunto alcun risultato è stato confermato dallo stesso Martello: «Non abbiamo chiuso nulla anche se si è parlato per ore». Il commissario provinciale Pippo Scalia ha spiegato che «Martello ha confermato le sue dimissioni e che il partito ne ha preso atto». Alleanza nazionale, almeno nelle dichiarazioni ufficiali dei quattro vicesegretari, ha comunque espresso sostegno a Pippo Scalia. «C'è stata - ha raccontato il commissario provinciale - una discussione ampia, lunga, serrata e dettagliata che peraltro non si è conclusa. Le posizioni al momento rimangono invariate. Ora in settimana faremo un altro incontro». Un incontro che, qualunque sia l'esito, non potrà prevedere il ritorno in Giunta di Martello: «Ormai - ha detto senza fronzoli
Scalia - non è più possibile. Martello non andrà a fare l'assessore, ma si impegnerà all'interno del partito». E all'interno di Alleanza nazionale c'è da discutere molto sulla vicenda del cumulo di cariche detenuto proprio da Scalia, che è deputato, commissario provinciale e pure assessore comunale (anche se pressoché dimissionario). «Il partito ha preso atto - ha detto Scalia - che c'è da parte del gruppo di Martello questa valutazione. Anche secondo me è una valutazione in parte esatta. Diciamo che è un'anomalia. Ma al momento l'intero partito, come hanno detto tutti e quattro i vicesegretari, pur condividendo che bisogna arrivare ad una soluzione, hanno spiegato che l'unico che al momento può guidare il partito sono io». Scalia ha anche spiegato che il terzo assessore di An («Confermo - ha detto - alla Provincia tre assessori avevamo e tre ne avremo») sarà individuato nei prossimi giorni nell'ambito del dibattito sul rimpasto. Gli assessori saranno uomini esterno al Consiglio provinciale. C'è chi ha fatto il nome di Roberto Gallo alla Provincia, mentre per il Comune si parla di Franca Burgio, consigliere «martelliana». Un appello all'unità è stato lanciato dal vicesegretario Mario Lazzano: «Vanno smussate le questoni personali, perché i personalismi con la politica non c'entrano».
Com'è lontana la primavera
Nuccio Schillirò
Non so perché, ma mi ronza nel cervello quel detto: «Finita la festa, gabbato lo santo». Forse perché la festa, quella del Mandorlo in fiore, è proprio finita. Cosa c'entri il santo a questo punto sembra difficile immaginarlo. A meno di non voler pensare ai tanti santi che abitano Agrigento, ormai rassegnati a una vita grama. Ecco, forse sono loro i gabbati del dopo festa. Perché ancora una volta, spente le luci della ribalta, partiti i gruppi dai costumi variopinti e dall'incedere allegro, ecco che si torna al grigiore quotidiano, quello fatto di parole e di nessun fatto concreto. Queste perplessità sorgono perché gli uomini che potrebbero dare una sterzata sembrano aver limitato il loro impegno amministrativo per la città. Alfano per i suoi nuovi e prestigiosi incarichi; Scalia perché vuole limitare l'impegno al completamento del suo programma di sviluppo turistico (speriamo di conoscerlo presto), per poi, come annunciato, dimettersi. Un cambio di rotta inatteso in città, visto che gli agrigentini avevano mostrato di gradire la scelta di questi due personaggi di caratura nazionale. Adesso t'è t ri momento di incredulità dal quale si spera di uscire presto. Intanto in casa Forza Italia scoppia la polemica dei dirigenti comunali e sarà questo il primo problema da affrontare alla ripresa dei lavori. E se al Comune non è tutto rose e fiori, alla Provincia è piena conflittualità. Iniziatasi con il lungo tira e molla per la presidenza del Consiglio e proseguita con il tentativo di rimpasto di Giunta, vera missione impossibile. L'appello della città, ma anche nostro, è che qualcuno riprenda in mano la situazione. Qualcuno con le capacità e anche forza politica per dare quella sterzata di cui' dicevamo. Guardando alla maggioranza che governa la città è naturale pensare che solo un intervento dell'on. Alfano, pur oberato da altri impegni, può dare la giusta dritta alla città almeno per offrire una speranza ai suoi abitanti.
"Il dissesto avanza, Comuni impreparati"
PROTEZIONE CIVILE. L'allarme di Maurizio Costa: servono i piani di emergenza
Strade che cedono, terreni inondati, case pericolanti, costoni che si sbriciolano, centri storici in bilico, interi quartieri sotto la seria minaccia di franare, vedi il caso di Naro. I primi due mesi del 2005 verranno ricordati a lungo dagli uomini della Protezione Civile provinciale. In quasi tutti i comuni dell'Agrigentino a causa delle piogge e delle negligenze del passato - ma anche del presente - è scattato l'allarme per danni, lesioni e contrattempi di vario genere. Un'incredibile escalation di situazioni al limite dell'ingestibile che tengono impegnati non solo gli uomini e le donne della Protezione Civile, ma anche le amministrazioni comunali interessate. A Licata, Palma di Montechiaro, Cattolica Eraclea, Casteltermini, Favara, Agrigento, ovviamente Naro, ma anche Porto Empedocle, Sant'Angelo Muxaro è tutto un tumulto di smottamenti, «scossette», palazzi che perdono pezzi, voragini sulle strade e via discorrendo. Cose mai viste fino a oggi in una provincia in cui il concetto di Protezione Civile è da sempre stato affiancato alle immagini che si vedono in televisione, quando terremoti o catastrofi sono altrove. Da due mesi, per fortuna senza terremoti o catastrofi numerose emergenze si sono manifestate nel «giardino» di molti. Ed è questo il dato che lascia attoniti i vertici della Protezione Civile provinciale. A parlare è Maurizio Costa, impegnatissimo da giorni in quel di Naro, insieme ai suoi ragazzi nella gestione del dopo smottamento della «Fulgentissima». Costa è come sempre chiaro: «Molti comuni fino a oggi sono stati evidentemente travolti da altri tipi di emergenze, senza pensare a quelle vere che si manifestano senza preavviso. E' evidente il dissesto idrogeologico che avanza in provincia e molti enti locali non hanno ancora provveduto a dotarsi dei piani comunali di protezione civile, fondamentali a dare le prime risposte in caso di bisogno. Le piogge delle ultime settimane - ha detto Costa - hanno fatto tanti danni, resi ancor più evidenti da mancati interventi di consolidamento di strade, case e terreni. Noi siamo vigili e attenti, ma le amministrazioni locali devono aprire gli occhi e affrontare la realtà». Una realtà che dopo il dramma di Naro molti continuano a ignorare, sperando che nulla di grave accada in casa loro.
Giornale di Sicilia
Si faranno dibattiti sul futuro della provincia
Ieri mattina la prima riunione dei giovani del centrosinistra
Si è svolta ieri ad Agrigento una riunione per la costituzione di un coordinamento provinciale giovanile e generazionale del centrosinistra, che si affianchi e sia da stimolo alle strutture di partito. Lo scopo è quello di realizzare un forum, un luogo di discussione aperto ai cittadini, un laboratorio di idee e progetti per il futuro della provincia di Agrigento. Lo comunica il coordinatore della margherita di Campobello di Licata, Giuseppe Sferrazza. «Verranno promossi dibattiti, seminari su alcuni temi cruciali per il futuro della nostra provincia - sostiene Sferrazza -, quali ad esempio il rapporto mafia e politica, le infrastrutture, la sanità, gli Ato, i giovani e la politica, il mercato del lavoro, il 2010 e l'area di libero scambio e tanti altri ancora. Verranno inoltre promossi incontri itineranti per ascoltare i problemi della popolazione per poi tentare di proporre soluzioni». Durante la riunione è emerso l'augurio che anche in provincia di Agrigento vengano costituite, sulla scia di quanto avvenuto in ambito nazionale, sia la Federazione dell'Ulivo che l'Unione. Alla riunione di ieri hanno partecipato: Renato Bruno, Rocco Carlisi, Giuseppe Coco, Giuseppe Cumho, Giuseppe Danile, Simone Di Paola, Mimmo Falzone, Vincenzo Fazio, Calogero Gangi, Giovanni Picone, Salvatore Pitrola, Giuseppe Sferrazza, Giacomo Vivacqua, Fabio Zarbo. All'iniziativa inoltre hanno aderito Daniele CammilIeri, Francesco Lauricella ed Enzo Sica di Licata, Salvatore Facciponte, Antonio Li Calzi e Antonio Giardina di Canicattì, Michele Gueli di Campobello di Licata, Massimiliano Lombardo di Raffadali e Domenico Pistone di Agrigento.
Rifondazione, un nuovo segretario
Giovanni Di Benedetto, 34 anni, insegnante di filosofia, prende il posto di Alfonso Frenda
Giovanni Di Benedetto, 34 anni, insegnante di filosofia è il neo segretario provinciale di Rifondazione Comunista ad Agrigento. La sua elezione è stata sancita ieri sera durante il sesto congresso provinciale che si è svolto all'interno dei locali del caffè letterario Pirandello di contrada Caos. Di Benedetto, impegnato in politica da molti anni senza però ricoprire incarichi di responsabilità, succede ad Alfonso Frenda che ha guidato la federazione di Agrigento del partito della Rifondazione Comunista dal 2001 fino ad ieri sera. «Lascio nelle mani di Giovanni Di Benedetto - ha riferito l'ex segretario provinciale di Rc Alfonso Frenda - un partito che è cresciuto e che sta sempre più attirando le simpatie dei giovani, delle associazioni, dei movimenti, che crede nel valore della pace e della fratellanza tra i popoli. Quattro anni fa - continua Frenda - ho preso in mano un partito "orfano" di 2 deputati regionali, uno uscente e l'altro eletto con la lista di rifondazione che ha deciso di andare altrove e mi ritrovo ad avere un'organizzazione interna che garantisce la pluralità nelle decisioni. Un partito che oggi esprime anche un consigliere provinciale, Franco Tuttolomondo, che è sicuramente in crescita. E' questo quello che consegno - conclude Frenda al mio amico Giovanni Di Benedetto». Il neo segretario viene accolto da un grosso applauso che parte spontaneo dalla platea formata da una cinquantina di persone. «È la mia prima esperienza alla guida di un partito - esordisce Giovanni Di Benedetto - e spero che sia possibile lavorare per il rinnovamento della politica in provincia di Agrigento. Questo è un momento cruciale, di svolta per il partito e di fondamentale importanza per le decisioni future. In piazza continuiamo a chiedere il ritiro delle truppe italiane dall' Iraq e la liberazione di Giuliana Sgrena. E continueremo a far sentire la nostravoce». Poi un saluto all'ex segretario. «Alfonso Frenda è stato l'anima di questo partito e sono sicuro che continuerà a lavorare con me per la crescita d Rifondazione». Il congresso si è svolto a pochi metri dalla casa natale. di Luigi Pirandello. Nella veranda del locale dove si è tenuta l'assise, c'è un gruppo di giovani: hanno i capelli lunghi e il più grande ha 20 anni. Cantano, ballano, mangiano salsiccia alla brace. Sono i giovani di Rifondazione che alzano lo sguardo ed immaginano Luigi Pirandello alla finestra di quella che fu la sua abitazione, intento a guardare proprio loro.
Sole 24ore
Il silenzio-assenso diventa la regola
Il Governo punta ad estendere i meccanismi dell'autocertificazione voluta dalla Bassanini
Forse ci siamo. Dopo tanti annunci e altrettante smentite, l'agognata semplificazione amministrativa starebbe per vedere finalmente la luce. La bozza di decreto sulla competitività messa a punto dal ministero dell'Economia, contiene anche alcuni interventi anti-burocrazia, sulla falsariga di quelli invocati da imprese e sindacati: dichiarazione di inizio attività, estensione del silenzio assenso, rafforzamento degli sportelli unici, misure taglia-leggi. Un'operazione su vasta scala con la quale viene abbondantemente corretta la legge 241/90 sulla trasparenza amministrativa e, allo stesso tempo, viene data nuova linfa al processo di delegificazione. Su questi temi il consenso all'interno della maggioranza sembra raggiunto. Il pacchetto-Pa viene infatti considerato ormai certo, a differenza delle altre norme della bozza di decreto su cui la discussione proseguirà fino al varo (tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo).
Autocertificazione. Il Governo punta innanzitutto a estendere i meccanismi di autocertificazione introdotti dalla riforma Bassanini. È previsto che, per ogni autorizzazione, licenza, concessione o nulla osta (esclusi quelli in materia di difesa nazionale, pubblica sicurezza, amministrazione della giustizia, tutela della salute e della pubblica incolumità), non serva più l'ok dell'amministrazione, ma basti la semplice dichiarazione del richiedente. Da parte sua, la Pa si impegna a verificare l'esistenza dei requisiti. Qualora non li riscontrasse, l'ente dovrebbe stoppare la pratica.
Dia. Diretto corollario della disposizione precedente è l'introduzione di una dichiarazione di inizio attività (Dia) per tutti coloro che vogliono avviare un'attività imprenditoriale. Ferme restando le norme in materia di difesa nazionale, pubblica sicurezza, amministrazione della giustizia, salute, ambiente, beni culturali, edilizia e urbanistica. La stessa Dia può essere presentata anche presso le Agenzie per le imprese costituite nelle sedi delle associazioni di categoria. La bozza dispone inoltre che, se il diniego non giunge entro 30 giorni dalla presentazione, l'aspirante imprenditore può comunque avviare l'attività prefissata.
Silenzio assenso. Da eccezione il silenzio assenso diventa la regola. Ogni ente ha 90 giorni di tempo (salvo che per uno specifico procedimento non siano previsti tempi più stretti) per pronunciarsi sull'istanza dell'utente. Se ciò non avviene, la richiesta si considera accolta. È lo stesso testo, infine, a prevedere termini più ampi (rispettivamente 120 e 180 giorni) per i provvedimenti provenienti dalle Pa a cui spetta la tutela dei beni culturali e paesaggistici o dell'ambiente.
Sportelli unici. Altra buona notizia per le imprese è la volontà di potenziare gli sportelli unici. Il testo affida a Governo e Autonomie il compito di ampliarne l'ambito di operatività. Limitandosi a indicare le linee guida: scegliere il modello più adatto alle dimensioni territoriali e demografiche interessate; attribuire agli sportelli unici un ruolo sia nella semplificazione dei procedimenti amministrativi, sia nelle attività di promozione territoriale; curare la formazione degli addetti e l'informatizzazione degli uffici.
Taglia leggi. Nelle intenzioni del ministro della Funzione pubblica, Mario Baccini, la semplificazione va di pari passo all'eliminazione delle leggi ormai superflue. Ecco spiegata la delega all'Esecutivo a stabilire entro tre anni quali disposizioni legislative statali, tra quelle emanate prima del 1° gennaio 1970, vadano lasciate in vita o magari accorpate. E quali, invece, vadano abrogate. Per alcune categorie di norme, però, la salvezza è contenuta nello stesso "taglia leggi". Rientrano in questo, elenco, tra gli altri, i Codici e i Testi unici.
Gli organi. A Baccini si deve anche, l'idea di creare un nuovo, organismo che supporti il ministro della Funzione pubblica nell'attività di semplificazione: una commissione ad hoc formata dal ministro o da un suo delegato, dal capo del Dipartimento degli affari giuridici e legislativi della presidenza del Consiglio e da altri 20 componenti, scelti tra docenti universitari, magistrati, avvocati, dirigenti pubblici o esperti di elevata professionalità. Questa soluzione piace anche al sottosegretario Learco Saporito. «Così facendo - commenta - rafforziamo il nucleo di semplificazione». Cioè quella struttura di nove membri introdotta dalla Bassanini e che ha vissuto fino a questo momento alterne vicende. Tra cui un viaggio di andata e ritorno tra Palazzo Chigi e Palazzo Vidoni. Dove, alla luce delle nuove norme, è destinata a restare.
Giro di vite - Introdotti criteri rigorosi per evitare affidamenti esterni spesso inutilmente costosi
Spesa miliardaria per le consulenze
E' in corso un giro di vite sulle consulenze della pubblica amministrazione. Ma a considerare l'ammontare della spesa sostenuta a tale titolo (6,2 miliardi di euro nel 2004 solo per le amministrazioni centrali dello Stato) e il suo accelerato incremento (un miliardo di euro in più rispetto al 2000), la misura è ampiamente giustificata.
La Finanziaria per il 2005 ha introdotto, a tal proposito, criteri assai rigorosi, dopo che il decreto "taglia spese" dello scorso anno, già si era occupato della materia, introducendo - con riferimento al residuo periodo del 2004 - dei limiti quantitativi per la relativa voce di spesa e attribuendo agli organi di controllo degli enti pubblici specifici compiti di vigilanza (si veda in proposito l'inchiesta pubblicata dal Sole 24 Ore di lunedì 31 gennaio).
La Finanziaria ha stabilito che la spesa annua per studi e incarichi di consulenza conferiti a persone estranee all'amministrazione (per ciascuno degli anni 2005, 2006, 2007) non deve superare quella sostenuta durante il 2004 (la quale, a sua volta, non poteva essere maggiore di quella media sostenuta nel biennio 2001 e 2002, ridotta del 15 per cento). Inoltre, qualora si tratti di funzioni rientranti nelle normali competenze dell'ente, l'affidamento è ritenuto ammissibile, se adeguatamente motivato, solo nel caso di eventi straordinari.
Dei relativi atti è prevista, altresì, la trasmissione alla Corte dei conti, la quale ha varato, nei giorni scorsi, una delibera concernente le linee d'indirizzo e i criteri interpretativi della nuova disciplina. L'esito delle misure di contenimento, in verità, non sembra rispondere a valori di equità. Le amministrazioni che, negli anni presi a riferimento, impiegavano parecchie risorse in incarichi di studio e di consulenze esterne possono continuare a farlo, sottoponendo le loro poste di bilancio ai tagli stabiliti.
Quelle particolarmente "virtuose", nel biennio 2001-2002, sono state, invece, penalizzate in via di fatto, poiché continueranno a restare ".prigioniere del passato", anche se dovessero avere la necessità di avvalersi di attività di consulenza o di studio. Come abbiamo visto, però, la pratica del ricorso alle consulenze sembra assumere le caratteristiche di una vera e propria emergenza nazionale. L'importo di 6,2 miliardi di euro corrisponde a circa un terzo della spesa totale, destinata al fenomeno delle consulenze e degli incarichi, le cui dimensioni interessano tutti gli enti pubblici centrali e periferici. Il budget dello Stato include, correttamente, questa voce nell'ambito dei costi di gestione, il cui montante complessivo, pari a 7,8 miliardi di euro nel 2004, si è notevolmente ridotto rispetto al 2000 (8,6 miliardi di euro). Sono state particolarmente le voci "beni di consumo" e "altri costi" a realizzare il calo più netto, nel periodo considerato. Praticamente, la spesa per beni di consumo è scesa di 800 milioni di euro, mentre quella riassuntiva "altri costi" è passata da 1,3 miliardi a 500 milioni.
In sostanza, le amministrazioni statali, considerando il 2004 rispetto al 2000, sono riuscite a ridurre i costi di gestione nel loro insieme di ben 800 milioni di euro, ma hanno promosso un forte incremento della spesa per "prestazioni di servizi da terzi", la posta dove si annidano gli incarichi di studio e consulenza prestati da cittadini estranei alle strutture pubbliche. A spiegazione di tale fenomeno alcuni osservatori ricordano che da anni, nella pubblica amministrazione, è in atto il blocco delle assunzioni e che, quindi, è stato necessario supplire alle carenze di organico mediante le consulenze. L'argomentazione non convince del tutto. In primo luogo, perché le politiche restrittive del personale hanno sortito inutili "grida" piuttosto che reali contenimenti. In secondo luogo, perché l'abuso delle consulenze (si stima che siano almeno 200mila in tutta la pubblica amministrazione) finisce per trasformarsi in una prassi di sapore clientelare.